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      <title>PABLO PICASSO by Ines Vecchio</title>
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      <description>moralmente latino, ritmicamente arabo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-28 16:51:54 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; AMICA SCRITTRICE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mecenate, amica ed estimatrice di Picasso, la scrittrice americana <strong>Geltrude Stein</strong> ci parla dell'artista in un piccolo saggio pubblicato nel 1938.La donna sarà sempre al fianco del pittore, seguendo passo passo tutte le evoluzioni del genio spagnolo, il quale dedicherà alla scrittrice un celebre<strong> ritratto</strong>.La Stein termina il suo libro con una riflessione che mette in luce la straordinaria influenza che il genio di Picasso ha esercitato sull'arte del Novecento:<br><br>"<em>Nel Novecento tutto si distrugge e niente continua, il Novecento quindi ha uno splendore tutto suo. Picasso è di questo secolo. Ha la singolare qualità di una terra che nessuno ha mai veduto, di cose distrutte come mai sono state distrutte. Picasso, dunque, ha il suo splendore."</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 14:18:31 UTC</pubDate>
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         <title>IL POETA CHE LO SCOPRI&#39;</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Affascinato dalle Avanguardie, il poeta <strong>Guillaume Apollinaire</strong> fu <br>grande amico di Picasso; fu proprio Apollinaire a scoprirlo quando il giovane artista era ancora sconosciuto e squattrinato e dopo quel primo incontro al bar Fox di Parigi, anche il poeta entrò a far parte della "Bande à Picasso", il gruppo di intellettuali che si riuniva nella casa-studio dell'artista. Vediamo cosa dice Apollinaire in un articolo pubblicato nel 1905 su "La Plume" di Parigi:<br><br>"<em>Più di tutti i poeti, gli scultori e gli altri pittori, questo spagnolo ci lascia senza fiato, come un freddo repentino; le sue meditazioni si denudano nel silenzio ed egli viene da lontano, dai fasti brutali delle composizioni e delle decorazioni spagnole secentesche. Chi l'ha conosciuto, ne ricorda le improvvise truculenze, che trascendevano l'esperimento. L'insistenza nel perseguire la bellezza ha guidato le sue strade, facendolo moralmente latino, ritmicamente arabo.</em>"<br><br>Dopo la morte di Apollinaire, nel 1918, a Picasso viene chiesto di progettare un monumento dedicato al poeta: l'artista realizza una scultura, "Figure" che oggi è conservata al Museo Picasso di Parigi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 14:50:57 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; ARTISTA CHE LO FOTOGRAFO&#39;</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pittore, fotografo e grafico, <strong>Man Ray </strong>ha realizzato alcuni celebri ritratti dell'artista spagnolo, come quello che vediamo nell'immagine. Ci ha anche lasciato un breve giudizio su Pablo Picasso uomo e artista:<br><br>"<em>Picasso mi dava l'impressione di un uomo consapevole di tutto ciò che accadeva intorno a lui e nel mondo in generale, un uomo che reagiva violentemente a tutte le avversità, ma aveva un solo strumento per esprimere i suoi sentimenti: la pittura.</em>"</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 15:22:07 UTC</pubDate>
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         <title>LA FORMAZIONE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>La storia di Pablo Picasso affonda le sue radici nella cultura e nella tradizione iberica. Nato a Malaga nel 1881 da un pittore e professore della locale scuola d'arte, si stabilisce nel 1895 a Barcellona, dove frequenta l'Accademia delle Belle Arti ed entra&nbsp; in contatto con l'ambiente modernista della città catalana. Nel 1900, si reca per la prima volta a Parigi, dove subisce il fascino della linea sofisticata di Toulouse-Lautrec e del mondo vivace dei cabaret che quest'ultimo amava rappresentare, come si può evincere nel "<strong>Ballo al Moulin de la Galette</strong>", una delle prime opere del giovane Picasso.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 10:44:07 UTC</pubDate>
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         <title>IL PERIODO BLU</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo il primo soggiorno nella "ville lumière", Pablo rientra in Spagna, segnato dalla perdita del carissimo amico Casagemas. Poi nel 1901 ritorna a Parigi e vi si stabilisce definitivamente, affittando uno studio al Bateau Lavoir, una fabbrica abbandonata di Montmartre. Nasce ora il suo "<strong>periodo blu</strong>"(1901-1903): Picasso sceglie la figura umana, protagonista assoluta dei suoi dipinti; e sceglie il blu come <em>mood, </em>sentimento e curvatura emotiva fortemente simbolica che nega la natura, la supera e la contesta. I dipinti di questa fase, "Poveri in riva al mare", "Il vecchio chitarrista cieco", "La vita", sono popolati da un'umanità&nbsp; solitaria e disperata, come nella tela "<strong>La vita</strong>" (1903),&nbsp; una sorta di allegoria dell'esistenza, di cui la coppia sulla sinistra rappresenterebbe l'amore sensuale e la donna col bambino la prefigurazione del frutto della loro unione: le figure ritratte negli studi di nudo, sul fondo, alluderebbero ai momenti di solitudine e di dolore che possono frapporsi nel percorso verso la procreazione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 11:02:12 UTC</pubDate>
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         <title>IL PERIODO ROSA</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354110064</link>
         <description><![CDATA[<p>Tra il 1904 e il 1905 al "periodo blu" segue il "<strong>periodo rosa</strong>":Picasso schiarisce la tavolozza utilizzando tinte pastello (rosa, beige, marrone e bianco) senza modificare troppo l'intonazione patetica delle composizioni. I personaggi umili ed emarginati dalla società lasciano il posto ai cosiddetti artisti di strada: giocolieri, saltimbanchi, acrobati, anch'essi espressione di un'umanità di esclusi, destinati ad una condizione di nomadismo ma contraddistinti anche da uno spirito indipendente e libero da regole sociali."<strong>I saltimbanchi</strong>"(1905) è una vera e propria antologia dell'immaginario picassiano ( gli arlecchini, la bambina col cane, la ragazza di Maiorca). Il dipinto, delicato e struggente, mostra sei personaggi solitari in un paesaggio arido, immerso in un silenzio metafisico: un luogo-non luogo che sembra negare la natura anzichè rappresentarla. </p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 13:58:27 UTC</pubDate>
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         <title>VERSO LA SEMPLIFICAZIONE FORMALE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354129365</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1906, nella fase di lunga gestazione del "<strong>Ritratto di Geltrude Stein" </strong>che rappresenta un punto di svolta, Picasso sentì di dover intraprendere una nuova ricerca pittorica. Interruppe il ritratto, tornò in Spagna, dove realizzò paesaggi e ritratti caratterizzati da una <strong>riduzione cromatica</strong> e da una <strong>semplificazione formale</strong> che saranno la via al Cubismo. Al suo ritorno a Parigi, dipinse di getto il volto della Stein: nello stesso periodo, egli rimase molto colpito da due sculture iberiche arcaiche scoperte in Andalusia e si accostò, grazie a Matisse, all'arte africana. Era l'inizio di una nuova fase, convenzionalmente definita "<strong>Protocubismo</strong>", in cui alle suggestioni dell'arte spagnola arcaica e di quella africana Picasso affiancò il ripensamento della lezione di Cézanne. Il Ritratto di Geltrude Stein inaugura un nuovo tipo di ritratto, non più incentrato sulla verità fisionomica ma teso a restituire un'immagine mentale: "<em>Io dipingo gli oggetti come li penso, non come li vedo</em>" avrebbe dichiarato l'artista.</p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 14:38:25 UTC</pubDate>
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         <title>LES DEMOISELLES</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Realizzata nel 1907 e conservata al MOMA di New York, "<strong>Les demoiselles d'Avignon</strong>" è considerata una delle opere più innovative del Novecento. Nel dipinto l'artista spagnolo manipola il corpo umano, lo smonta e lo riassembla: anche la resa spaziale è rivoluzionaria, lo spazio sembra frantumarsi in una serie di moduli geometrici che si incastrano fra di loro e sembrano avere la stessa consistenza delle figure e degli oggetti. </p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 15:15:36 UTC</pubDate>
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         <title>IL CUBISMO ANALITICO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Qualche anno dopo ha inizio una nuova fase, che va dal 1909 al 1912 ed è definita <strong>analitica</strong>: l'oggetto è infatti sottoposto ad una sorta di dissezione anatomica che ne restituisce, sulla tela, visioni da molteplici punti di vista contemporaneamente. I piani si moltiplicano, la base e il retro degli oggetti si proiettano sulla superficie, esterno e interno si compenetrano,&nbsp; la volumetria si frantuma. L'atmosfera stessa è considerata come un elemento solido con il quale gli altri elementi interagiscono, modificandolo e modificandosi. Ambroise Vollard, mercante d'arte parigino, è una delle prime figure a cui Picasso applicò la nuova sintassi cubista: nel celebre "<strong>Ritratto di Ambroise</strong> <strong>Vollard</strong>", eseguito fra il 1909 e il 1910, il soggetto appare <strong>frammentato</strong> e <strong>decostruito</strong> come se l'immagine fosse riflessa in uno specchio rotto. I particolari appaiono disarticolati, inquadrati da punti di vista diversi, amalgamati in un <strong>continuum cromatico</strong> con lo sfondo: ogni elemento si compenetra con l'altro, il libro si confonde con chi lo legge, la bottiglia e la libreria alle spalle dell'uomo di dissolvono nello spazio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-25 15:45:57 UTC</pubDate>
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         <title>UNA NUOVA SVOLTA CREATIVA</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354650136</link>
         <description><![CDATA[<p>Tra il 1917 e il 1925 Picasso compì una nuova inversione di rotta, alla quale contribuirono il generale clima di "ritorno all'ordine" che caratterizzò l'arte europea degli anni Venti e un viaggio in Italia. Nel maggio del 1917 l'artista si recò in Italia con l'amico scrittore Jean Cocteau per lavorare alle scenografie e ai costumi del balletto Parade, di cui Cocteau aveva scritto il testo poetico: visitò Firenze, Roma, Napoli e Pompei,  approdando ad un linguaggio arcaico, solenne e misurato che la critica definisce "neoclassico". Nel dipinto "<strong>Il flauto di Pan</strong>", realizzato nel 1923, il richiamo alla mitologia classica è evidente sia nel soggetto sia nell'ambientazione mediterranea, caratterizzata da un'atmosfera immobile e atemporale. Le figure dei due giovani, severe e monumentali, hanno la stessa plasticità delle quinte prospettiche e dei blocchi di pietra che li separano dal mare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-27 08:02:55 UTC</pubDate>
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         <title>PICASSO E IL SURREALISMO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354651754</link>
         <description><![CDATA[<p>La versatilità di Picasso può essere difficilmente imbrigliata. Nella seconda metà degli anni Venti l'accostamento al Surrealismo determina un'ulteriore svolta: le figure si deformano, si flettono, si riempiono di cavità, si spezzano in membra fluide e disarticolate, come in "<strong>Bagnante seduta</strong>" (1930) oggi al MOMA. Qui le disarticolazioni e le ipertrofie del corpo femminile, che è composto di forme ovoidali tra cui si insinua il vuoto azzurro del mare, assumono una connotazione onirica, la donna fatta a pezzi ci appare minacciosa e aggressiva, come nel peggiore degli incubi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-27 08:28:08 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE :1) Dora</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354676683</link>
         <description><![CDATA[<p>Picasso trascorre gli anni Trenta con due nuove compagne. Dora Maar, giovane fotografa di origine jugoslava, entra nella sua vita nel 1936, nello stesso periodo Marie-Thérèse Walter frequenta l'artista spagnolo. Le due donne diventano protagoniste di una serie di <strong>ritratti </strong>molto diversi, opposti nella concezione: forme solari e morbide per la giovane e bionda Marie-Thérèse; segni spezzati e appuntiti quelli che ritraggono le bellezza dolente della bruna Dora.</p><p>Nel celebre ritratto del 1937 "<strong>Dora</strong> <strong>Maar</strong>", conservato al Museo Picasso di Parigi, la musa dell'artista è una figura notturna, misteriosa, aspra e dolce nello stesso tempo come sembra suggerire la mela che compare sul suo viso e che contiene al suo interno un limone. La giovane donna è seduta su una sedia a braccioli, mentre poggia la testa su una mano dalle lunghe dita. Il volto, sorridente, è rappresentato con tecnica cubista contemporaneamente di profilo e di fronte, con un occhio verde e un occhio rosso, che guardano in direzioni diverse. </p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-27 14:29:56 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE:2) Marie-Thérèse</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354679731</link>
         <description><![CDATA[<div>All'inquieta Dora si contrappone la solare <strong>Marie-Thérèse</strong>, che nei primi anni trenta fu il suo soggetto prediletto. Bionda, immersa in colori freddi e chiari, in questo dipinto del Museo Picasso di Parigi anche Marie-Thérèse, come Dora, è rappresentata in uno spazio chiuso, dalle pareti incombenti, quasi una cella monacale o una prigione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-27 15:01:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA GUERRA: &quot;Guernica&quot;</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/354687913</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli anni trenta sono anche gli anni di <strong>Guernica</strong>. Anni difficili e tragici, in cui L' Europa, sconvolta dalle dittature, si prepara ad affrontare il dramma della seconda guerra mondiale. In Spagna l'avvento di Francisco Franco scatena la rivolta dei repubblicani: in questo contesto, Pablo Picasso fa una scelta di campo che lo conduce a sostenere pubblicamente la difesa della libertà e della democrazia.</p><p>Nel 1937&nbsp; l'artista viene incitato a realizzare un'opera per il Padiglione Spagnolo dell'Esposizione di Parigi. Il bombardamento di Guernica, messo in atto dall'aviazione tedesca a supporto della dittatura di Franco, suscita in Picasso una reazione di profondo sgomento, sull'onda della quale egli realizza il suo massimo capolavoro. </p>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-27 16:37:04 UTC</pubDate>
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         <title>I QUADRI D&#39;APRES:1) Las Meninas</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>All'età di 70 anni, Picasso è incontestabilmente il pittore più celebre del mondo. Eppure lancia una nuova sfida che, questa volta, è una sfida alla storia dell'arte. Durante la sua carriera, egli ha sempre preso in prestito, rielaborato, assorbito la maniera dei pittori che ha incontrato sulla propria strada ma stavolta vuole rivisitare la pittura del passato: nascono così il quadri cosiddetti "<strong>d'après</strong>", nei quali interpreta opere di Courbet, Delacroix, Velazquez, Goya, Manet, riscrivendo la storia della pittura occidentale.<br>Nel 1957 vede la luce la rivisitazione di "Las Meninas" di Velazquez, che il critico Pierre Cabanne ha così descritto:<br><em>"Tutti i suoi elementi si trovano in un'atmosfera monocroma blu-grigio acido, che disarticola e ristruttura l'ambiente in cui la luce entra a fiotti. il pittore, sulla sinistra, è diventato una sorta di totem capelluto, barbuto e baffuto; sul fondo c'è la silhouette del cortigiano con la cappa, che esce da una specie di porta aperta; all'estrema destra, in primo piano, una specie di ectoplasma delineato da un arabesco e il suo cane, il bassotto Lamp</em>".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-01 09:36:31 UTC</pubDate>
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         <title>I QUADRI D&#39;APRES: 2) Le déjeuner sur l&#39;herbe</title>
         <author>inesvecchio63</author>
         <link>https://padlet.com/inesvecchio63/rnrw8d5gyas4/wish/355818386</link>
         <description><![CDATA[<div>"Le déjeuner sur l'herbe d'après Manet" appartiene ad un ciclo di 27 variazioni sul tema dedicate al capolavoro di Manet, che nel 1863 ha fatto scoppiare lo scandalo della modernità. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-01 14:55:17 UTC</pubDate>
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         <title>IL CERCHIO SI CHIUDE</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Picasso muore nel 1973 a novantadue anni nella casa di Mougins, in Provenza. Viene seppellito nel castello medioevale di Vauvenargue, di sua proprietà, proprio sotto la montagna Sainte Victoire, che era stata l'ossessione di Cézanne. Un luogo simbolico e un pittore da cui è cominciata tutta la storia dell'artista spagnolo. Il cerchio si chiude.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-01 15:03:40 UTC</pubDate>
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         <title>IL CUBISMO SINTETICO</title>
         <author>inesvecchio63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Negli anni '12-'14 Picasso e Braque impressero un'ulteriore svolta alla loro ricerca, dando vita alla fase del Cubismo sintetico. Arrivati al limite estremo della scomposizione, i due artisti cercarono di rendere nuovamente riconoscibile l'oggetto,&nbsp; restituendone una visione sintetica. Non più la descrizione analitica dell'oggetto tramite la visualizzazione di tutte le sue componenti, ma la ricerca di un'immagine unitaria e riassuntiva. In tale processo, si avvalsero anche dell'inserimento diretto nelle opere di schegge di "vissuto", quali frammenti di giornale, carta da parati, corde, carte da gioco. Con i <em>collages</em> si arriva così alla rinuncia definitiva alla finzione della pittura, come nella celebre "<strong>Natura morta con sedia impagliata</strong>", realizzata da Picasso nel 1912. All'interno di un ovale cinto da una corda che sostituisce la tradizionale cornice e che evoca un tavolino di vetro, sono riconoscibili la testata di un quotidiano, una pipa, al centro un bicchiere e sulla destra un coltello, un limone e un'ostrica. La parte bassa del quadro è occupata dal ritaglio di una tela cerata che rappresenta l'impagliatura di una sedia. </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-15 13:47:31 UTC</pubDate>
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