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      <title>Galileo Galilei by BERTOLIN</title>
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      <description>Fatto da Francesco Bertolin</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-26 15:02:04 UTC</pubDate>
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         <title>Il metodo scentifico</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Galilei fu uno dei protagonisti della fondazione del metodo scientifico espresso con linguaggio matematico e pose l'esperimento come strumento a base dell'indagine sulle leggi della natura, in contrasto con la tradizione aristotelica e la sua analisi qualitativa del cosmo.</div><div>(G. Galilei, Lettera a Gallanzone Gallanzoni, 1611)</div><div>Già nella terza lettera del 1611 a Mark Welser a proposito della polemica sulle macchie solari, Galilei si domandava che cosa l'uomo nella sua ricerca vuole arrivare a conoscere.</div><div>La ricerca dei principi primi essenziali comporta dunque una serie infinita di domande poiché ogni risposta fa nascere una nuova domanda: se noi ci chiedessimo quale sia la sostanza delle nuvole, una prima risposta sarebbe che è il vapore acqueo ma poi dovremo chiederci che cos'è questo fenomeno e dovremo rispondere che è acqua, per chiederci subito dopo che cos'è l'acqua, rispondendo che è quel fluido che scorre nei fiumi ma questa «notizia dell'acqua» è soltanto «più vicina e dependente da più sensi», più ricca di informazioni particolari diverse, ma non ci porta certo la conoscenza della sostanza delle nuvole, della quale sappiamo esattamente quanto prima. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 15:07:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il cannocchiale</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non sembra che, negli anni della polemica sulla "nuova stella", Galilei si fosse già pubblicamente pronunciato a favore della teoria copernicana: si ritiene che egli, pur intimamente convinto copernicano, pensasse di non disporre ancora di prove sufficientemente forti da ottenere invincibilmente l'assenso della universalità degli studiosi. Aveva, tuttavia, espresso privatamente la propria adesione al copernicanesimo già nel 1597: in quell'anno, infatti, a Keplero – che aveva recentemente pubblicato il suo <em>Prodromus dissertationum cosmographicarum.</em> Questi timori, però, svaniranno proprio grazie al cannocchiale, che Galileo punterà per la prima volta verso il cielo nel 1609.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 15:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il moto dei corpi</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Whilelm Dilthey vede Keplero e Galilei come le più grandi menti che risposero alle esigenze della moderna società borghese.</div><div>Galilei fu infatti uno dei protagonisti dell'abbattimento della descrizione aristotelica della natura del moto. Già nel medioevo alcuni autori, come Giovanni Filopone nel VI secolo, avevano osservato contraddizioni nelle leggi aristoteliche, ma fu Galileo a proporre una valida alternativa basata su osservazioni sperimentali. Diversamente da Aristotele, per il quale esistono due moti "naturali", cioè spontanei, dipendenti dalla sostanza dei corpi, uno diretto verso il basso, tipico dei corpi di terra e d'acqua, e uno verso l'alto, tipico dei corpi d'aria e di fuoco, per Galileo qualunque corpo tende a cadere verso il basso nella direzione del centro della Terra. Se vi sono corpi che salgono verso l'alto è perché il mezzo nel quale si trovano, avendo una densità maggiore, li spinge in alto, secondo il noto principio già espresso da Archimede: la legge sulla caduta dei gravi di Galileo, prescindendo dal mezzo, è pertanto valida per tutti i corpi, qualunque sia la loro natura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 15:33:19 UTC</pubDate>
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         <title>Vita in famiglia</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Galileo Galilei nacque il 15 febbraio 1564 a Pisa, primogenito dei sette figli di Vincenzo Galilei e di Giulia Ammannati. Gli Ammannati, originari del territorio di Pistoia, vantavano d'una buona fama date le origini; Vincenzo Galilei invece apparteneva ad una casata più umile, per quanto i suoi antenati facessero parte della buona borghesia fiorentina. Vincenzo era nato a Santa Maria a Monte nel 1520, quando ormai la sua famiglia era decaduta ed egli, musicista di valore, dovette trasferirsi a Pisa unendo all'esercizio dell'arte della musica, per necessità di maggiori guadagni, la professione del commercio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 15:37:55 UTC</pubDate>
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         <title>Galileo Galilei e Giordano Bruno</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_bertolin/rn8p8w3crpl09zmw/wish/1127315054</link>
         <description><![CDATA[<div>L’esito dei processi che coinvolsero Giordano Bruno e Galileo Galilei è noto a tutti: condannati entrambi per eresia, Giordano Bruno non rimase vivo a Campo de’ Fiori, mentre lo scienziato pisano preferì la via dell’abiura. Il contesto italiano, da sempre poco incline a favorire la libertà di pensiero, non ha mai ammesso vie di mezzo fra l’eroe e l’antieroe.<br>Tuttavia, non si deve commettere l’errore di vedere in Galilei soltanto l’antieroe da contrapporre all’eroico Bruno. Abiurando, Galilei ha semplicemente mostrato di essere uno scienziato e non un filosofo. L’antieroismo della scienza ha a che fare con la sua stessa natura: che senso avrebbe avuto morire sul rogo per difendere la verità del copernicanesimo?<br>Il fatto che la Terra si muova attorno al Sole, che sta immobile, è verificabile e, proprio in quanto tale, è oggetto di indagine scientifica. Al contrario, la tesi bruniana degli “infiniti mondi” non è né sarà mai verificabile e, dunque, oggetto di scienza, perché abbiamo sempre a che fare con il finito o, se si preferisce, con l’indefinito e mai con l’infinito in quanto tale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 15:42:47 UTC</pubDate>
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         <title>Teoria aristotelica</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_bertolin/rn8p8w3crpl09zmw/wish/1145219054</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Aristotele, tutti gli elementi interagiscono tra loro, tendendo a muoversi per riunirsi a seconda della propria affinità; è molto più difficoltoso fermare questa interazione se avviene tra sostanze simili: essendo, ad esempio, il fumo una sostanza molto simile all'aria, esso tende a salire verso l'alto per ricongiungersi ad essa. Gli oggetti e la materia inanimata, inoltre, una volta ricongiunti alla propria sfera naturale, si possono muovere solamente se vengono mossi da qualcos'altro: «ciò che è in movimento deriva il suo movimento da altro».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fisica_aristotelica#cite_note-6"><sup><br></sup></a>Di conseguenza, se venisse rimosso ogni tipo di energia proveniente dagli esseri dotati di anima, niente si potrebbe più muovere. Questa dottrina si espone ad obiezioni che furono avanzate anche al tempo della sua formulazione: in molti si chiedevano in che modo un oggetto come ad esempio la freccia potesse continuare ad avanzare, dopo che aveva perso il contatto con la corda tesa rilasciata dall'arciere. Aristotele propose, allora, la teoria per cui una freccia in movimento crea una sorta di vuoto nell'aria dietro di sé, che richiudendosi la spinge avanti; egli riesce, così, a mantenersi coerente con la sua interpretazione del moto, che prevedeva l'interazione tra oggetto in movimento e la causa efficiente che glielo trasmette, coinvolgendo il mezzo in cui esso si muove, come l'aria o l'acqua.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fisica_aristotelica#cite_note-impetus-7"><sup><br></sup></a>Poiché Aristotele poneva al centro della sua teoria il mezzo, egli non poteva accettare il concetto di vuoto, centrale nella teoria atomistica di Democrito: essendo uno spazio vuoto privo di qualsiasi sostanza, e potendo il moto, secondo Aristotele, verificarsi solo attraverso un mezzo, l'assenza di sostanza era un'idea inconcepibile. La velocità di un corpo, infine, è inversamente proporzionale alla densità del mezzo in cui si muove: meno denso è il mezzo, più velocemente viaggia il corpo. Un oggetto che si spostasse nel vuoto viaggerebbe a velocità infinita, così da coprire istantaneamente tutto lo spazio: il vuoto, quindi, non può esistere perché, se si formasse, si richiuderebbe istantaneamente. Galileo Galilei non condivise le affermazioni aristoteliche per poi abiurare le proprie contro tesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-31 11:22:37 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;eliocentrismo copernicano</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'eliocentrismo è la teoria astronomica copernicana che ipotizza che il Sole sia al centro del sistema solare e dell'universo e che i pianeti ruotino intorno ad esso. La distinzione fra sistema ed universo non è stata chiara fino a tempi moderni, ma estremamente importante nelle dispute cosmologiche che implicarono la Chiesa.</div><div>L'eliocentrismo è contrario al geocentrismo, che afferma, invece, la centralità della Terra rispetto all'universo. In realtà secondo la visione moderna della fisica non ha significato parlare del moto di un corpo senza aver prima fissato un sistema di riferimento: la scelta del sistema di riferimento è del tutto arbitraria e scelte diverse implicano descrizioni diverse del moto dei pianeti. La scelta di far coincidere l'origine del sistema di riferimento con l'osservatore terrestre è la più naturale e spontanea, d'altra parte la descrizione del moto dei pianeti e del Sole attorno alla Terra è decisamente più complicata, ragione per la quale l'eliocentrismo viene ormai universalmente accettato per descrivere i moti del sistema solare. In seguito Galileo Galilei revisionò il lavoro di Copernico affermandolo timidamente per timore della Chiesa di Roma che aveva recentemente ucciso Giordano Bruno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-31 11:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>La disputa ecclesiastica</title>
         <author>francesco_bertolin</author>
         <link>https://padlet.com/francesco_bertolin/rn8p8w3crpl09zmw/wish/1145277446</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 21 dicembre 1614, a Firenze il frate domenicano Tommaso Caccini lanciò accuse contro certi matematici moderni, e in particolare contro Galileo, l'accusa di contraddire le Sacre Scritture con le loro concezioni astronomiche ispirate alle teorie copernicane. Giunto a Roma, il 20 marzo 1615, Caccini denunciò ufficialmente Galileo in quanto sostenitore del moto della Terra intorno al Sole. <br>Il processo cominciò il 12 aprile, con il primo interrogatorio di Galileo, al quale il commissario inquisitore, il domenicano Vincenzo Maculano, contestò di aver ricevuto, il 26 febbraio 1616, un «precetto» con il quale il cardinale Bellarmino gli avrebbe intimato di <strong>abbandonare</strong> la teoria copernicana, di <strong>non sostenerla</strong> in nessun modo e di <strong>non insegnarla</strong>. Nell'interrogatorio Galileo <strong>negò</strong> di aver avuto conoscenza del precetto e sostenne di non ricordare che nella dichiarazione del Bellarmino vi fossero le parole <strong><em>quovis modo</em></strong> (in qualsiasi modo) e <strong><em>nec docere</em></strong><strong> </strong>(non insegnare). Incalzato dall'inquisitore, Galileo non solo ammise di non avere detto «cosa alcuna del sodetto precetto», ma anzi arrivò a sostenere che «nel detto libro io mostro il contrario di detta opinione del Copernico, e che le ragioni di esso Copernico sono invalide e non concludenti». Concluso il primo interrogatorio, Galileo fu trattenuto, «pur sotto strettissima sorveglianza», in tre stanze del palazzo dell'Inquisizione, «con ampia e libera facoltà di passeggiare».<br>Il 22 giugno, il giorno successivo all'ultimo interrogatorio di Galilei, nella sala capitolare del convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, presente e inginocchiato Galileo, fu emessa la sentenza dai cardinali, «inquisitori generali contro l'eretica pravità», nella quale si riassumeva la lunga vicenda del contrasto fra Galileo e la dottrina della Chiesa, cominciata dal 1615 con lo scritto <em>Delle macchie solari</em> e l'opposizione dei teologi nel 1616 al modello Copernicano. Nella sentenza si sosteneva poi che il documento ricevuto nel febbraio 1616 fosse un'effettiva ammonizione a non difendere o insegnare la teoria copernicana.<br>Fu imposta l'abiura e proibito il <em>Dialogo</em>, Galilei venne condannato al «carcere formale ad arbitrio nostro» e alla «pena salutare» della recita settimanale dei sette salmi penitenziali per tre anni, riservandosi l'Inquisizione di «moderare, mutare o levar in tutto o parte» le pene e le penitenze.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei#cite_note-106"><sup><br></sup></a>Se la leggenda della frase di Galileo, «<strong>E pur si muove</strong>», pronunciata appena dopo l'abiura, serve a suggerire la sua intatta convinzione della validità del modello copernicano, la conclusione del processo segnava la sconfitta del suo programma di diffusione della nuova metodologia scientifica, fondata sull'osservazione rigorosa dei fatti e sulla loro verifica sperimentale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-31 11:58:54 UTC</pubDate>
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