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      <title>Le fibre tessili - 1F by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-09-19 08:37:30 UTC</pubDate>
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         <title>Ecuador la fibra Abacà, da George Hurtado </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596044426</link>
         <description><![CDATA[<div>L’abacá è di origine filippina, ma è stata importata in Ecuador dalla famiglia giapponese dei Furukawa. La direttrice generale dell’impresa è la filippina Orpha M. Noveno. <br>La fibra di abacá, conosciuta anche come canapa di Manila, è una tra le fibre tessili più durevoli. Utilizzata nell’industria tessile, per la fabbricazione delle reti da pesca, come materiale per le funi delle navi ed assai resistente, rappresenta una enorme fonte di guadagno per l’impresa giapponese Furukawa, stabilitasi da oltre 50 anni in Ecuador. Il paese latinoamericano è il secondo produttore mondiale, dopo le Filippine, nella produzione di abacá, ma quella che potrebbe essere considerata come una fonte di reddito e di guadagno rappresenta anche una maledizione per centinaia di lavoratori. Donne, uomini e perfino bambini lavorano senza alcuna condizione di sicurezza poiché Furukawa Plantaciones non solo non se ne fa carico, ma ha costruito delle vere e proprie <em>maquiladoras</em> dove i lavoratori vivono e lavorano in una situazione di vera e propria schiavitù.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:07:03 UTC</pubDate>
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         <title>Egitto Viola Ceppi</title>
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         <description><![CDATA[<div>Cos’è la lana?</div><div>La <strong>lana è un tessuto</strong> realizzato attraverso il pelo tosato di vari animali. Si tratta quindi di una <strong>fibra naturale</strong> dalle origini molto antiche: utilizzata nel Medio Oriente e nell’Africa settentrionale, la lana veniva usata nelle località più calde proprio dai nomadi beduini della penisola arabica. Tutt’oggi la lana è la fibra principale con il quale vengono preparati i <a href="https://www.manuelaconti.com/it/15-cappotti"><strong>capispalla</strong>&nbsp;</a>e le tende, proprio grazia alla sua<strong> capacità isolante</strong>: lo strato esterno della lana, infatti, si surriscalda ma non trasferisce quel calore agli strati interni del tessuto in questo modo l’ambiente nella tenda resta fresco.<br><br></div><div>La lana è una fibra dalle incredibili prestazioni che derivano dalla sua stessa struttura. La lana ha un sottile nucleo intorno al pelo, circondato da uno strato esterno di microscopiche scaglie di cheratina sovrapposte. Ogni fibra di lana è quindi un tubo elastico e ondulato che può piegarsi oltre <strong>200 mila volte</strong> e mantenere sia l’elevata elasticità che la tonicità interna.<br><br></div><div>Alcune caratteristiche principali che detengono tutti i tipi di lana riguardano:<br><br></div><ul><li>&nbsp;- <strong>La capacità di isolamento</strong>: la lana è un ottimo isolante e, a differenza di ogni altro tipo di fibra, la lana mantiene le sue capacità isolanti anche quando è bagnata. La lana è naturalmente resistente all’acqua proprio grazie alle scaglie di cheratina e agli oli naturali presenti nel pelo degli animali. La sua capacità di isolare mentre è bagnata l’ha resa una fibra indispensabile per molte attività outdoor proprio perché può proteggere dall’ipotermia.</li><li>&nbsp;- <strong>La capacità di assorbire l’umidità</strong>: la lana è ottima per assorbire l’umidità per circa un terzo del suo peso e la struttura stessa delle fibre aiuta a mantenere quest’acqua sullo strato esterno del tessuto. Le fibre intrecciate allontanano l’acqua dalla pelle e la depositano all’esterno del capo di abbigliamento. Anche questa caratteristica è perfetta per coloro che vogliono un capo che resti asciutto a lungo.</li><li>&nbsp;- <strong>La capacità di essere resistente agli odori e antimicrobica</strong>: la lana è particolarmente apprezzata anche per queste caratteristiche. Anche se nel fare il bucato è necessario prestare attenzione, la lana non va lavata troppo spesso perché non trattiene gli odori e non si sporca facilmente. Le fibre di lana trattengono tutto lo sporco sulla superficie e spesso è anti macchia.</li><li>&nbsp;- <strong>La sua capacità ignifuga</strong>: la lana è altamente resistente al fuoco perché ha una temperatura di combustione molto elevata. La lana quindi all’interno di un fuoco non si scioglie.</li></ul><div>I tipi di lana: quali sono e le principali caratteristiche e usi</div><div>L’industria dell’abbigliamento riconosce dieci tipi di lana:<br><br></div><ul><li>la lana vergine;</li><li>la lana merino;</li><li>la lana shetland;</li><li>lana di cashmere;</li><li>lana mohair;</li><li>il pelo di cammello;</li><li>la lana di alpaca;</li><li>la lana di lama;</li><li>la vigogna;</li><li>il qiviut.</li></ul><div>Oltre questi tipi di lane esistono anche alcuni tessuti che però non sono destinati a essere indossati, come i tappeti e altri accessori per la casa. Ogni tipo di lana viene ben identificato sui capi che ne derivano poiché l’industria della lana è molto scrupolosa sull’etichettatura e nell’identificazione della fonte di fibre che utilizza. Le fibre ricavate dai diversi animali, come vedremo in seguito, permettono di realizzare diverse tipologie di tessuto a seconda dei casi d’uso.<br><br></div><div>Lana vergine</div><div>La <a href="https://www.manuelaconti.com/it/blog/lana-vergine-tutto-cio-che-c-e-da-sapere-b20.html"><strong>lana vergine</strong></a>, nota anche come lana d’agnello, è il <strong>tipo di lana morbida</strong> più disponibile. Viene prelevata dalla prima tosatura di una pecora, di solito quando l’animale ha sette mesi, essendo questo il pelo più morbido che una pecora produrrà nella sua vita. Alcune volte ci si riferisce alla lana vergine indicando dei tipi di fibre che non hanno subito alcuna procedura di lavorazione. Si tratta comunque di una lana molto sottile e <strong>con proprietà ipoallergeniche</strong> e le cui fibre sono così sottili da essere quasi scivolose al tatto ed estremamente elastiche.<br>Lana merino</div><div>La <strong>lana merino</strong> deriva esclusivamente dalle pecore merino. Questa razza proveniente dalla Spagna è diffusa per l’80% in Australia ed è una razza di pecore da clima caldo, le cui fibre del pelo sono naturalmente fini e leggere rispetto ad altri tipi di lana.<br><br></div><div>Le pecore merino producono anche una percentuale più consistente di lanolina rispetto ad altre pecore, il che significa che la loro lana deve passare attraverso un elaborato processo di rimozione di gran parte dell’olio contenuto naturalmente nel capello. Per questo motivo la lana merino è più costosa rispetto ad altri tipi di lana ma la durata degli indumenti in lana merino e le loro elevate prestazioni di questo tipo di lana fanno sì che il prezzo sia più che adeguato. La lana merino può essere utilizzata tutto l’anno e ha proprietà antibatteriche che combattono gli odori.<br><br></div><div>Lana di Cashmere</div><div>Uno dei tipi di lana più notevoli è senza dubbio il <a href="https://www.manuelaconti.com/it/blog/la-lana-di-cashmere-b19.html"><strong>cashmere</strong></a>. Questa lana morbida e delicata proviene dalla capra di razza cashmere, le cui fibre vengono ricavate dal collo della capra. Molto similmente alla lana merino, il cashmere è particolarmente fine e questo rende il tessuto ideale per l’<strong>abbigliamento</strong>, per i berretti e i <strong>cardigan</strong>, e sono molte le persone che prediligono questo tipo di materia prima per i loro capi.</div><div><br></div><div>Lana shetland</div><div>La l<strong>ana Shetland</strong> è un tipo di <strong>lana spessa</strong> e <strong>lucente</strong>, una prima scelta in fatto di maglieria e <strong>capispalla</strong>. Si tratta di un tipo di lana alquanto insolito poiché il vello della pecora non è sempre uniforme. Una singola pecora Shetland può dare una lana fine sul collo e una lana più spessa sui fianchi: questo perché le pecore Shetland sono una razza primitiva della Scozia, provengono appunto dalle Isole Shetland. I peli esterni di <strong>pecora Shetland</strong> sono lunghi e ruvidi, ideali per tappeti e tessuti più durevoli, mentre quelli più interni sono ottimi per sciarpe, calze e altri indumenti che necessitano di morbidezza</div><div>Lana di alpaca<br><br></div><div>I <a href="https://www.manuelaconti.com/it/blog/alpaca-suri-il-piu-pregiato-dei-filati-b15.html"><strong>lama alpaca</strong></a> sono dei camelidi originari del Sud America ma ormai sono diventati animali popolari in tutto il mondo. L’alpaca produce un tipo di lana che è <strong>tra le migliori al mondo</strong>. Sebbene siano molto morbide, le fibre di lana di alpaca hanno un aspetto più grezzo e pruriginoso. La lana di alpaca possiede moltissime qualità ed è esteticamente molto particolare, con sfumature uniche. Si tratta di una lana molto rara e pregiata che spesso viene lavorata a mano e che include tutte le principali caratteristiche della lana di pecora e risulta avvolgente e versatile</div><div>Lana di cammello</div><div>Si tratta di una fibra resistente ideale per la realizzazione di <a href="https://www.manuelaconti.com/it/15-cappotti"><strong>cappotti</strong></a>. Il pelo di cammello, anche se non sembra, è cavo e più fine rispetto a quello di pecora. La sua fibra è quindi leggera e morbida quasi quanto quella del cashmere. Spesso la lana di cammello viene ricavata dai cammelli che vivono in regioni fredde come la Mongolia, la Cina settentrionale e la Russia.<br><br></div><div>Lana di Vigogna</div><div>Le<strong> vigogne</strong> sono i parenti selvatici degli alpaca: si tratta di animali rarissimi che il governo peruviano si occupa di proteggere e per questo limita la frequenza con cui è possibile catturarli per raccogliere il loro pelo. La tosatura della vigogna risale all’impero Inca e la fibra all’epoca era riservata all’uso da parte dei reali. Oggi un prodotto interamente realizzato con lana di vigogna può costare davvero molto, essendo questa specie molto rara.</div><div>Lana di lama</div><div>Imparentati con l’alpaca, i <a href="https://www.manuelaconti.com/it/blog/baby-llama-un-tessuto-di-grande-qualita-b16.html"><strong>llama</strong></a> producono una lana molto ruvida e che non sempre può essere indossata a contatto con la pelle ma mantiene tutte le altre caratteristiche e pregi invariati. L’ideale utilizzo della lana di lama è quello di tappeti e coperte.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:23:52 UTC</pubDate>
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         <title>Argentina, DI FEDERICO PARAGLIOLA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596059790</link>
         <description><![CDATA[<div>Da noi è conosciuta come vigogna ed è la più fine e la più rara fibra del mondo. Una lana preziosa per il mondo della moda. Viene dal vello di un grazioso camelide simile a un cerbiatto che vive sulle Ande.<br>Gli antichi Inca la utilizzavano per tessere le vesti del re e l'animale era protetto da un vero e proprio culto. Poi i conquistadores spagnoli nel '500 iniziarono il massacro delle vicune, per impadronirsi della «divina fibra» e per secoli un cruento bracconaggio portò la specie vicina all'estinzione. Ma dopo lo scempio degli anni '60, finalmente gli animali furono protetti da norme internazionali e ora l'impegno è piuttosto quello di aiutarne la riproduzione.<br>Anche perchè la loro lana è richiestissima dal mercato del lusso. Così si spiega l'impegno di un grande gruppo come Loro Piana, che da 30 anni partecipa a questo progetto di salvaguardia ed ha fatto della «Regina delle Ande» una delle sue eccellenze.<br>Dopo il grosso investimento di 4 anni fa per realizzare una riserva in Perù, adesso annuncia di puntare sull'Argentina con l'acquisizione del 60 per cento di un'azienda che ha in uso un territorio di 85mila ettari e il diritto di tosa delle circa 6 mila vicune selvagge che vivono su quelle terre.<br>Per salvarle dai bracconieri non c'è altro modo che farle tosare sistematicamente e controllare da esperti veterinari.<br>La loro lana entrerà in un mercato che ne registra un'enorme domanda. E la vigogna argentina ha caratteristiche uniche: è più lunga e chiara di quella peruviana e il suo magnifico colore naturale che dal castano, passando al miele risulta quasi bianco, promette un grande successo presso i clienti del lusso. I primi capi che il gruppo italiano metterà sul mercato arriveranno nel 2014.<br>«Oggi - spiega Pier Luigi Loro Piana, in una conferenza stampa a Villa Medici a Roma- il totale annuo di fibra grezza ricavata dalla vicuna non arriva a 6-8 mila chili, contro i 10milioni di cashmere e i 500 milioni della lana.La potenzialità è enorme e teoricamente questi 6 mila animali potrebbero diventare 185 mila. Siamo davvero orgogliosi dei risultati raggiunti e contiamo su questa strada di realizzare il nostro sogno: un milione di piccoli camelidi sulle Ande».<br>L'acquisizione della maggioranza della azienda argentina Sanin consentirà di proseguire nella tutela della specie, migliorando qualità e quantità della fibra, insieme alla vita dei lavoratori locali e continuando a garantire qualità senza compromessi ai consumatori .<br>L'esperienza del Perù insegna: dopo 4 anni gli animali sono raddoppiati e diventati circa 2mila. Inoltre, è stato possibile studiare la loro istintiva capacità riproduttiva nel rispetto dell'ambiente, assicurando lo spazio di vivibilità adeguato per ogni animale.<br>Le vicune censite nella provincia del nordovest dell'Argentina sono solo 40mila rispetto alle 180mila degli altipiani peruviani, ma si tratta di animali più grandi, perchè c'è più cibo ed acqua e che vivono ad altitudini maggiori, fino a 5500 metri.<br>Per ripararsi dal freddo rigido sviluppano quindi una maggior quantità di pelo e possono essere tosate ogni anno, invece che con cadenza biennale.<br>«Siamo felici -afferma Loro Piana- di essere riusciti a garantire alla vicuna il posto che meritava nel palmares delle fibre migliori al mondo e, attraverso il riconoscimento dei consumatori più esigenti e sofisticati, di aver creato un circolo virtuoso tra fonte d'approvvigionamento e mercato». diritto di tosa delle circa 6 mila vicune selvagge che vivono su quelle terre.<br>Per salvarle dai bracconieri non c'è altro modo che farle tosare sistematicamente e controllare da esperti veterinari.<br>La loro lana entrerà in un mercato che ne registra un'enorme domanda. E la vigogna argentina ha caratteristiche uniche: è più lunga e chiara di quella peruviana e il suo magnifico colore naturale che dal castano, passando al miele risulta quasi bianco, promette un grande successo presso i clienti del lusso. I primi capi che il gruppo italiano metterà sul mercato arriveranno nel 2014.<br>«Oggi - spiega Pier Luigi Loro Piana, in una conferenza stampa a Villa Medici a Roma- il totale annuo di fibra grezza ricavata dalla vicuna non arriva a 6-8 mila chili, contro i 10milioni di cashmere e i 500 milioni della lana.La potenzialità è enorme e teoricamente questi 6 mila animali potrebbero diventare 185 mila. Siamo davvero orgogliosi dei risultati raggiunti e contiamo su questa strada di realizzare il nostro sogno: un milione di piccoli camelidi sulle Ande».<br>L'acquisizione della maggioranza della azienda argentina Sanin consentirà di proseguire nella tutela della specie, migliorando qualità e quantità della fibra, insieme alla vita dei lavoratori locali e continuando a garantire qualità senza compromessi ai consumatori .<br>L'esperienza del Perù insegna: dopo 4 anni gli animali sono raddoppiati e diventati circa 2mila. Inoltre, è stato possibile studiare la loro istintiva capacità riproduttiva nel rispetto dell'ambiente, assicurando lo spazio di vivibilità adeguato per ogni animale.<br>Le vicune censite nella provincia del nordovest dell'Argentina sono solo 40mila rispetto alle 180mila degli altipiani peruviani, ma si tratta di animali più grandi, perchè c'è più cibo ed acqua e che vivono ad altitudini maggiori, fino a 5500 metri.<br>Per ripararsi dal freddo rigido sviluppano quindi una maggior quantità di pelo e possono essere tosate ogni anno, invece che con cadenza biennale.<br>«Siamo felici -afferma Loro Piana- di essere riusciti a garantire alla vicuna il posto che meritava nel palmares delle fibre migliori al mondo e, attraverso il riconoscimento dei consumatori più esigenti e sofisticati, di aver creato un circolo virtuoso tra fonte d'approvvigionamento e mercato».</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:25:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596059790</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Francia, DI FEDERICO PARAGLIOLA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596062186</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone è un <strong>fibra vegetale </strong>che circonda i semi degli alberi di cotone: questa fibra viene solitamente utilizzata per realizzare un filato che diventerà poi un filato <strong>tessuto </strong>. Nel mondo, il cotone è la fibra naturale più importante in termini di produzione e il cotone è la più importante <strong>prima fibra tessile utilizzata a livello mondiale </strong>con più di <strong>50% del consumo mondiale </strong>di fibre tessili. L'industria del cotone comprende tutti gli attori coinvolti in <strong>la raccolta e la lavorazione di questa fibra vegetale </strong>. Si tratta di un mercato piuttosto difficile da capire perché fortemente legato alla situazione geopolitica dei paesi africani (principale area geografica di produzione del cotone).<br><br></div><div>Il mercato del cotone è il seguente <strong>altamente globalizzata </strong>dato che la Cina rappresenta quasi il 40% del consumo mondiale. L'industria tessile è di gran lunga il principale pilastro del settore: ad esempio, il gruppo <strong>C </strong>è il <strong>il maggior consumatore di cotone biologico </strong>nel mondo. L'industria tessile è anche l'industria di punta per distinguere le diverse qualità di cotone sul mercato mondiale.<br><br></div><div>La produzione si concentra principalmente in <strong>Africa </strong>dove i territori consentono <strong>lo sfruttamento del cotone </strong>all'interno di grandi fabbriche. Spesso questione nazionale e principale contribuente delle economie dei paesi, l'evoluzione dei prezzi del cotone è un tema delicato perché fortemente legato a <strong>questioni geopolitiche </strong>. Questi mercati sono mercati quasi statali nei paesi africani, dove la maggior parte delle grandi fabbriche sono di proprietà pubblica.<br><br></div><div>Il cotone è un'industria particolarmente antica, in cui il <strong>le evoluzioni e i progressi tecnologici sono rari </strong>. Negli ultimi anni, una delle sfide che il settore si è trovato ad affrontare è stata quella di <strong>cotone geneticamente modificato </strong>che la Monsanto ha introdotto sul mercato, ma il successo di questo tipo di prodotto è stato piuttosto mescolato con impatti ecologici e ricadute economiche difficili da valutare con precisione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:28:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Corea del Sud la fibra Vinylon, da George Hurtado</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596062299</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br>Il <strong>vinylon</strong>, o <strong>vinalon</strong>, è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_sintetica">fibra sintetica</a> prodotta a partire dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcool_polivinilico">alcool polivinilico</a> e con l'impiego di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antracite">antracite</a> e e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calcare">calcare</a> come materie prime. Il vinylon fu sviluppato per la prima volta in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_giapponese">Giappone</a> nel 1939 da Ichiro Sakurada, <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ri_Sung-gi&amp;action=edit&amp;redlink=1">Ri Sung-gi</a> e Hiroshi Kawakami. La produzione sperimentale iniziò nel 1954.<br> Il vasto impiego del vinylon in Corea del Nord viene spesso considerato come un esempio del successo dell'ideologia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Juche">Juche</a>, tanto da essere nota anche come <strong>fibra Juche</strong>.</div><div>Il vinylon è la fibra nazionale della Corea del Nord ed è utilizzata per la maggior parte dei prodotti tessili, sostituendo fibre come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotone_(fibra)">cotone</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nylon">nylon</a> prodotti in piccole quantità. Oltre che per gli indumenti, il vinylon è usato anche per scarpe, corde e come ovatta per trapunte.</div><div>Il vinylon è resistente al calore e alle sostanze chimiche ma presenta alcuni svantaggi: è rigido, ha un costo manifatturiero relativamente alto ed è difficile da tingere.<br>Dal 1910 al 1945, la Corea fu sotto l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corea_sotto_il_dominio_giapponese">occupazione giapponese</a>, e la penisola fu integrata nelle sfere politiche ed economiche dell'Impero. Di conseguenza, dopo lo scoppio della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_sino-giapponese">Seconda guerra sino-giapponese</a> nel 1937, la Corea dovette partecipare allo sforzo bellico del Giappone. All'interno dello sforzo giapponese di creare un Paese più avanzato scientificamente e tecnologicamente per la guerra, un gruppo di ricercatori iniziò a lavorare alla creazione del vinylon.</div><div>La prima creazione di successo avvenne infatti nel 1939 ad opera di una squadra di ricercatori dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Kyoto">Università di Kyoto</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vinylon#cite_note-:0-6"><sup>[6]</sup></a> Tuttavia, il vinylon fu in seguito portato in Corea del Nord da Ri Sung-Gi.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vinylon#cite_note-:0-6"><sup><br></sup></a><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vinylon#cite_note-5"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:29:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>COTONE MATTIA MARCHESE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596066397</link>
         <description><![CDATA[<div>Usufruisci del marchio COTTON USA™ per valorizzare i prodotti di cotone americano in tutta la filiera e presso i rivenditori. COTTON USA™ sostiene i suoi partner con una serie di servizi a valore aggiunto da cui è possibile trarre numerosi benefici in termini di partnership.</div><ul><li>Da uno studio internazionale condotto nell’Unione Europea, in Nord America, Cina e India è emerso che 4 consumatori su 5 preferiscono il marchio COTTON USA™ rispetto a un’etichetta 100% cotone.</li><li>Per oltre il 50% dei consumatori internazionali, il marchio COTTON USA™ è sinonimo di comfort, qualità, affidabilità, eccellenza e fiducia.</li><li>Nella ricerca Global Lifestyle Monitor alla domanda “Quale fibra è più adatta o quale materiale è più idoneo per la moda di oggi?”, l′81% degli intervistati ha indicato la fibra di cotone.</li><li>Quasi i 2/3 dei consumatori sono disposti a spendere di più per acquistare prodotti con il marchio COTTON USA™.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:34:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il lino - Francesco Martino</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596066440</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lino è una fibra naturale di origine vegetale molto pregiata. Deriva da una pianta erbacea le cui fibre sono lunghe fino a 60 cm e si ottengono dal fusto.<br>Originario dell'Egitto, è stata la prima fibra coltivata dall' uomo.<br>Oggi è coltivata soprattutto in Russia, Romania, Francia e Paesi Bassi.<br>Il lino ha una migliore resistenza del cotone e anche una migliore attitudine di essere filata.<br>Esso possiede anche brillantezza, un aspetto sericeo e una buona conducibilità termica.<br>Curiosità<br><br>Nei Paesi Bassi è stato costruito un ponte fatto di lino con una campata di 15 metri.<br>Esso è costituito da fibre di lino e di canapa, che formano una specie di bioresina. Sono stati installati un centinaio di sensori nella struttura permetteranno di monitorarne in tempo reale il comportamento strutturale.<br>Il suo nome è Smart Circular Bridge ed è stato inaugurato il 22 aprile 2023.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:34:40 UTC</pubDate>
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         <title>Kiev, Ucraina Giulia Magni</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596068822</link>
         <description><![CDATA[<div>in ucraina il lino é abbastanza abbondante.<br>però parleremo in generale.<br><br>tessuto in lino è resistente, ma tende a <br><br>sgualcirsi se riposto male o se lavato. I <strong>tessuti in lino bianchi e candeggiati</strong> possono essere lavati a una temperatura massima di 60°C. I <strong>tessuti colorati</strong> invece tendono a rilasciare colorazione durante il lavaggio, per cui è meglio, per i primi lavaggi, separarli dagli altri capi, soprattutto da quelli bianchi. Inoltre, devono essere lavati con un detersivo per capi delicati, senza sbiancanti, a una temperatura non superiore a 40°C.<br><br></div><div>Per l’<strong>asciugatura</strong> bisogna strizzare per bene il tessuto e stenderlo al sole evitando pieghe che portino facilmente a stropicciature o aloni di umidità. Anche la stiratura necessita di attenzione: bisogna passare il ferro caldo sul tessuto ancora un po’ umido e girato al rovescio. Perché preferire il lino agli altri tessuti</div><div>Il lino è uno dei tessuti più resistenti che esistano grazie alla sua componente cellulosica che rinforza le fibre. La trama non troppo stretta rende il tessuto di lino traspirante, leggero e fresco al tatto. Ha <strong>proprietà isolanti, termoregolatrici e di assorbimento dell’umidità</strong>, che lo rendono una fibra ideale sia per l’abbigliamento che per la biancheria per la casa.<br><br></div><div>È anche definito materiale nobile perché, essendo una fibra naturale, è <strong>anallergico</strong> - quindi non irrita la pelle e non attira le polveri - e 100% sostenibile, biodegradabile e riciclabile.<br><br></div><div>Un <a href="https://www.sacchettiditessuto.it/prodotti/sacchetti-e-pochette-cosmesi-e-beauty/sacchetto-lino-bianco">sacchetto in lino puro</a> si adatta perfettamente al confezionamento di accessori per la moda, di cosmetici bio, di prodotti per la cura del corpo e per contenere prodotti alimentari preconfezionati.<br>Lavorazione del lino</div><div>La pianta del lino cresce fino a 1,2 m di altezza ed è coltivata sia per i semi che per la fibra da cui si ricavano i tessuti. Le <strong>coltivazioni si trovano in Europa e in Egitto</strong>, ma i tempi e le modalità di trattamento differiscono leggermente: ad esempio la semina in Europa si effettua a marzo, in Egitto a gennaio. Una delle prime fasi di lavorazione è la <strong>macerazione</strong>, ovvero un’esposizione prolungata del gambo all’umidità. In Europa, la macerazione viene fatta a terra: gli steli vengono distribuiti uniformemente su un campo dove, per 2-3 settimane, vengono sottoposti a una combinazione di aria, sole e rugiada che provoca la fermentazione utile a sciogliere gran parte del gambo. In Egitto, la pianta del lino viene <strong>estirpata e immersa in acqua</strong>, possibilmente stagnante, per macerare e produrre fibre di altissima qualità.<br>Qual è il lino più pregiato?</div><div>Il lino più pregiato è di provenienza europea, dal nord est della Francia e dal Belgio. Questa è la zona geografica che produce in assoluto la miglior materia prima grazie ad una speciale combinazione di terreni, presenza di sale e umidità. Come per il vino, la zona di provenienza delle piante ne determina la qualità.<br>in Ucraina il lino è arrivato grazie al commercio via mare e via terra.<br>ora in Ucraina c'è la guerra quindi tutti i commerci si sono interrotti.<br>c'è molta povertà e il paese l'hanno lasciato molte persone.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:38:15 UTC</pubDate>
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         <title>Francia Federico Calabrese</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>in una parte dell'europa,ma in particolarein francia, viene prodotto l'80% del lino mondiale ed è pure meno costoso di tutto il lino prodotto in altre parti del mondo<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:38:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lo Juta-Tommaso Giovanni Petagine</title>
         <author>federicozoias</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'85% dello juta viene prodotto in paesi come Bhutan, Nepal, Cina, Thailandia, Birmania, Bangladesh, India e Pakistan. Lo juta viene utilizzato principalmente per produrre borse, cinture, capelli e tappeti. I fusti di juta vengono prima raccolti dalla piantagione, poi vengono sottoposti all'essiccazione e vengono mesi in acqua per una ventina di giorni. Cresce bene nei climi monsonici (tipici dei paesi dell'Asia). Richiede molta pioggia essenziale per sia per la crescita ma anche per fornire ai lavoratori di juta l'acqua necessaria per la fase di macerazione. Il Corchorus Capsularis è la pianta da cui viene prodotto lo juta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:40:26 UTC</pubDate>
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         <title> Il cotone yacopo smaoui</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il cotone è una fibra tessile, ricavata dalla bambagia che avvolge i semi delle piante del genere Gossypium. La sua tessitura ha origine nella preistoria: frammenti di tessuto di cotone risalenti al V millennio a.C. sono stati rinvenuti nella Civiltà della valle dell'Indo. Una fase della lavorazione del cotone in una moderna sgranatrice di cotone. Sebbene sia quindi coltivato fin dall'antichità selezionandosi in varietà più produttive, è stata l'invenzione nel 1793 della sgranatrice di cotone a macchina a ridurne i costi di produzione, portandolo all'uso diffuso. Ad oggi è il tessuto in fibra naturale più utilizzato nell'abbigliamento Il cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un Il Brasile ha contestato presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio il sostegno accordato dal Governo degli Stati Uniti ai. Secondo i dati al 2005 del ministero dell'Agricoltura statunitense , i maggiori produttori di cotone sono: Cina, Stati Uniti d'America, Pakistan, Uzbekistan e Brasile. Gli altri paesi ne producono ciascuno meno di un milione di tonnellate. Gli USA producono molto più di quello che consumano: producono 5,2 milioni di tonnellate, ma ne consumano 1,3. La Cina è all'estremo opposto: produce 5,7 milioni di tonnellate, ma ne consuma 9,8 e le sue importazioni sono quasi la metà del totale mondiale. L'Europa produce e importa relativamente poco cotone. I principali produttori sono la Grecia, la Spagna e la Bulgaria. L'Italia è il principale importatore dopo la Russia, con 147000 tonnellate. A partire dal 2002 si è aperta una vertenza internazionale sul cotone. Il Brasile ha contestato presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio il sostegno accordato dal Governo degli Stati Uniti ai produttori nazionali. Nel 2004 l'OMC ha 'raccomandato' agli Stati Uniti: la rimozione degli effetti distorsivi dei sussidi diretti ai produttori o la loro abolizione; l'abolizione delle sovvenzioni accordate agli acquirenti interni di cotone; l'abolizione delle garanzie prestate agli esportatori.[ 'gomitolo' di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili. Il cotone era già presente prima del secondo millennio a.C. in India ed anche in Perù, ed era ampiamente noto agli Aztechi in America. Le prime testimonianze dell'esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in Pakistan e a Tehuacán in Messico, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici egiziani e nelle cronache di Erodoto. Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l'Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della Spagna da parte degli Arabi vennero introdotte anche in Europa le tecniche di filatura e tessitura, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del Seicento a seguito della cacciata dei Mori. A quel punto fu il Portogallo che si prese lo scettro di importatore principale del nobile cotone indiano.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:41:18 UTC</pubDate>
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         <title>seta mattia marchese</title>
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         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596071033</link>
         <description><![CDATA[<div>Nonostante l’Impero Romano conoscesse e apprezzasse la seta, la sericoltura iniziò intorno al 550 con l’<strong>Impero Bizantino.</strong> Alcune leggende narrano di alcuni monaci agli ordini dell’Imperatore Giustiniano che nascosero le uova dei bachi da seta nei cavi di alcune canne portandole così per la prima volta a Costantinopoli. Molti sono i tessuti che si ricavano dalla seta: taffetà, georgette, chiffon, organza, raso, lampasso, broccatello, velluto, damasco, broccato, crêpe, filaticcio ed ermisino. Ancora oggi <strong>la seta indiana</strong> è utilizzata per realizzare gli indumenti tipici del Paese. Il capo femminile più diffuso è il sari, una lunga fascia di tessuto che termina con un lembo decorato. Può essere di cotone, sintetico, di seta o di broccato. Inoltre può presentare stampe floreali, disegni geometrici o essere a tinta unita o ricamati a mano. Nella <strong>regione del Bengal</strong>a sono diffusi i sari trasparenti e leggeri, ma ne esistono anche di pesanti. Solitamente <strong>il sari</strong> viene indossato con il choli, un corpetto aderente a maniche corte, e un sottogonna di cotone inamidato per fissare le tradizionali sette pieghe con una pratica spilla da balia. Il sari varia a seconda delle disponibilità economiche. Gli uomini, invece, sono soliti indossare una <strong>camicia di tela leggera sopra i pantaloni o sul dhoti,</strong> un telo di cotone che viene fatto passare tra le gambe per poi avvolgerli intorno ai fianchi. I turbanti variano secondo le diverse tradizioni. Dunque, la seta indiana continua ad essere utilizzata per realizzare le elegantissime tuniche e gli altri indumenti della tradizione e della cultura dell’India. (Foto tratta da https://giorgiaboitano.com/)</div><div><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:41:40 UTC</pubDate>
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         <title>FIBRE TESSILI,DI CIRO VITO </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596072742</link>
         <description><![CDATA[<div>La principale attività manifatturiera inglese nel Settecento era quella tessile, e in particolare la produzione di stoffe in lana. Tale attività veniva svolta prevalentemente da manodopera rurale, alla quale i mercanti inglesi erano stati i primi in Europa a rivolgersi.</div><div>Nel Settecento l'attività manifatturiera tessile vide una crescita notevole, favorita da molteplici fattori:</div><div>-larga disponibilità di materia prima, </div><div>- relativa assenza di guerre nell'isola;</div><div>- facilità delle comunicazioni via mare e via fiume, </div><div>- flessibilità della manifattura rurale, che, essendo libera da restrizioni corporative, poteva adeguare la quantità del proprio prodotto alla domanda. In Inghilterra esistevano inoltre i presupposti per una crescita della domanda di prodotti tessili. Infatti:</div><div>- nell'isola non esistevano barriere doganali interne</div><div>- il reddito medio pro capite era più alto che nel continente</div><div>- infine la società inglese era più aperta di quella dei paesi continentali, e le divisioni di classe meno marcate che in Francia o in Germania: di conseguenza le classi socialmente inferiori tendevano a uniformarsi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:44:15 UTC</pubDate>
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         <title>PERÙ LA LANA DI ALPACA     gabriel zaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596073025</link>
         <description><![CDATA[<div>FiBRA DEGLI DEI; LA LANA DI ALPACA.<br>Non hanno zoccoli, l’impatto sul terreno è minimo. Producono lana anallergica,&nbsp;<br>che non ha bisogno di acidi o tinture.&nbsp;<br>LA LANA DI ALPACA IN ITALIA<br>Oggi in Italia esistono diverse realtà che hanno scelto l’alpaca come animale per produrre fibra, in Trentino o in Umbria, in Toscana o in Piemonte, in Emilia Romagna o nelle Marche. La provincia di Prato si insinua verso nord tra le montagne dell’Appenino Tosco-Emiliano e verso sud nella piana prima pratese e poi fiorentina.<br>LA STRADA TESSILE:<br>Una scelta legata alla storia e alla tradizione del luogo in cui è nata – Prato, distretto manifatturiero. Per avviare la sua attività guarda fuori dai confini toscani e italiani e, insieme al compagno, acquista da un allevamento in Belgio tre femmine di alpaca.&nbsp; Nasce così Anticofeudo Alpacas, fattoria urbana nel comune di Vernio che ruota attorno a questo animale: dall’allevamento alla vendita, dalla produzione di filati e maglieria all’attività di consulenza per altri allevatori.&nbsp;<br><br>Allevamento di alpaca di Antico feudo<br>L’allevamento di Anticofeudo, dai primi tre alpaca acquistati, oggi è dieci volte più grande. Gli esemplari sono circa una trentina. «La moltiplicazione di questi animali richiede tempo. Il periodo di gestazione è lungo. Dura circa 345 giorni, poco meno di un anno. Se la gravidanza è tranquilla e viene portata a termine, nasce un solo esemplare. È una caratteristica comune a tutti i camelidi, la specie animale a cui appartengono gli alpaca», racconta Cherubini. «La struttura delle fibre – spiega Cherubini – è come se fossero tubi pieni d’aria. Non sono stratificate. La lana che ne deriva è cinque volte più calda di quella merinos e non presenta alcuna traccia di lanolina. Questo la rende anallergica e una delle poche a non pungere la pelle. La mancanza di lanolina permette anche alla lavorazione del prodotto di essere meno aggressiva perché è questa che rende sgradevole l’odore di alcuni animali. Non essendo presente negli alpaca, non è necessario usare acidi per lavorare il prodotto che si ottiene dalla tosatura».<br><br>La produzione di Antico feudo Alpaca si inserisce nel solco della tradizione laniera di Prato, collaborando con tutta la filiera intorno ai suoi terreni. «Una quota del filato e dei vestiti è lavorata e prodotta direttamente alla fattoria.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:44:40 UTC</pubDate>
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         <title>Antico Egitto di Bonanno Alyssa</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596073297</link>
         <description><![CDATA[<div>IL LINO<br>Il lino viene dall'Antico Egitto e si usava come fascia per le mummie. Oggi, invece, per i vestiti. Questo è la foto del tessuto.</div><div>Il lino è uno dei tessuti più resistenti che esistano grazie alla sua componente cellulosica che rinforza le fibre. La trama non troppo stretta rende il tessuto di lino traspirante, leggero e fresco al tatto. Ha proprietà isolanti, termoregolatrici e di assorbimento dell’umidità, che lo rendono una fibra ideale sia per l’abbigliamento che per la biancheria per la casa. È anche definito materiale nobile perché, essendo una fibra naturale, è anallergico - quindi non irrita la pelle e non attira le polveri - è 100% sostenibile, biodegradabile e riciclabile. La pianta del lino cresce fino a 1,2 m di altezza ed è coltivata sia per i semi che per la fibra da cui si ricavano i tessuti. Le coltivazioni si trovano in Europa e in Egitto, ma i tempi e le modalità di trattamento differiscono leggermente: ad esempio la semina in Europa si effettua a marzo, in Egitto a gennaio. Una delle prime fasi di lavorazione è la macerazione, ovvero un’esposizione prolungata del gambo all’umidità. In Europa, la macerazione viene fatta a terra: gli steli vengono distribuiti uniformemente su un campo dove, per 2-3 settimane, vengono sottoposti a una combinazione di aria, sole e rugiada che provoca la fermentazione utile a sciogliere gran parte del gambo. In Egitto, la pianta del lino viene estirpata e immersa in acqua, possibilmente stagnante, per macerare e produrre fibre di altissima qualità.<br><br><br><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:45:04 UTC</pubDate>
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         <title>il lino-Matteo Zanetta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>il lino, originario dell' Egitto, è un tessuto lavorato in antichità dagli Egizi. Le fibre del lino sono lunghe circa 50-60 cm. Poiché le fibre contengono, oltre alla cellulosa, grassi e cere, il lino possiede una brillantezza e un' aspetto sericeo (setoso) molto apprezzati. Ha buona conducibilità termica, infatti, se indossato da una sensazione di freschezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:45:45 UTC</pubDate>
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         <title>SETA Ginevra Sansone</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pavoneluigi/rabtukuw18rtkvbd/wish/2596075365</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><pre>La <strong>seta </strong>è una fibra. Di origine animale con la quale si possono fabbricare tessuti pregiati. Viene generata da alcuni insetti morti. Si ricava dal bozzolo prodotto da bachi da seta; il bozzolo può presentarsi in 5 diversi colori. Si narra che la nascita della bachicoltura si debba a <em>un'imperatrice</em>, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cina">Cina</a> già diversi millenni prima. Secondo la tradizione, fu Lie Zu , la consorte del mitico Imperatore Giallo, a trasmettere l’arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.&nbsp;</pre></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:48:17 UTC</pubDate>
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         <title>Los Angeles, California, Stati Uniti Giulia Magni</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Che tessuto è cotone?</div><div>Il cotone è un tessuto naturale al 100% biodegradabile, ecologico, riciclabile, con una composizione al 95% di cellulosa. È un materiale leggero, morbido e ha elevate proprietà di assorbimento, ma è anche resistente e quindi perfetto per trasportare oggetti delicati senza il pericolo di rovinarli. Che origine ha il cotone?</div><div>Il cotone (il cui termine deriva dall'arabo 'katun', 'terra di conquista'), chiamato con il nome scientifico di Gossypium, è una pianta dalle origini indiane, delle regioni tropicali e subtropicali dell'Africa e delle Americhe. Può raggiungere oltre 1,50m di altezza ed ha una lunga vita.<br>Gli americani hanno deciso anche loro di coltivare il cotone,<br>così hanno iniziato anche ad avere molti più tessuti rispetto agli anni precedenti.<br>Che tipi di cotone esistono?</div><div>Quattro tipologie di cotone: caratteristiche e differenze. A seconda del tipo di lavorazione distinguiamo diversi tessuti di cotone: il cotone puro, il cotone percalle, il rasatello e il raso.<br>Come si fa il cotone?</div><div>Il cotone si raccoglie nella stagione calda e ogni pianta ne produce da 2 a 5 chili, mentre le fibre sono ricavate dalla peluria che avvolge i semi ed è composta da cellulosa che, una volta sottoposta a filatura, permette di ottenere il filato di cotone.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:48:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>corea- maklaj martina : la seta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni 1950/1960 i campi di alberi di gelso per il nutrimento dei bachi da seta si potevano vedere in tutta la campagna coreana ora invece sono quasi del tutto scomparsi. L' industria della sericoltura, in cui i bozzoli venivano acquistati e trasformati in fili di seta, era l'industria che offriva allora il maggior guadagno.&nbsp;                                              LA SETA-la seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono fabbricare tessuti pregiati.                                        La seta fu un successo immediato in corea. Nei primi 1000 anni dalla sua scoperta la seta veniva prodotta ESCLUSIVAMENTE per l'imperatore.                                                   LEGGENDA COREANA: un giorno intorno al 3000 a.C. l' imperatore Leizu si sedette nel suo giardino per bere una tazza di thè sotto l' ombra di un albero di gelso. Stava per portare la tazza alla bocca quando qualcosa ci cadde dentro ,il bozzolo di falena. Stava per buttarlo ma notò che era stranamente morbido e tirò un filo  e lo fece girare per tutto il suo giardino per oltre 600 metri. incuriosito prese altri bozzoli dall' albero e unì tutti i fili per creare un tessuto morbido.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:51:31 UTC</pubDate>
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         <title>cashmere-Greta Rossi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>CHE COS'E IL CASHMERE ?</strong><br><em>Cashmere è il nome di una fibra tessile naturale, piuttosto pregiata, che si ottiene dal vello dell'animale Capra hircus. Il nome del tessuto deriva da Kashmir, il territorio indo-cino-pakistano dove gli europei conobbero per la prima volta questa fibra; si tratta di una regione montagnosa, dove le capre da Cashmere trovano il proprio habitat nei gelidi altipiani a più elevata altitudine. Oltre che in questo areale, le capre da Cashmere sono allevate in diverse regioni montane dell'Asia Centrale, in Cina, Mongolia, Iran, Tibet, Afghanistan, Turchia, India e in alcune repubbliche dell'ex Unione Sovietica. Piccole realtà si stanno sviluppando anche nelle regioni montuose italiane.</em><br><strong>CAPRE DA CASHMERE</strong><br><em>Le forti escursioni termiche dei territori di origine, hanno indotto nell'animale lo sviluppo di una forma di adattamento caratterizzata dalla fitta peluria, capace di proteggere la capra sia dalle basse che dalle alte temperature. In particolare, in questa razza è particolarmente evidente lo sviluppo di un doppio manto, formato da:.</em><br><strong>COME SI PRODUCE?</strong><br><em>La produzione di cashmere si aggira in media tra i 100 e i 200 grammi di pelo fine per ogni animale ... equivalenti a quasi 20 mila tonnellate di materiale grezzo. Di quest’ultimo, la Cina è il primo produttore mondiale, con circa 10 mila tonnellate di tessuto.</em><br><br><br><br></div><div><br><br><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:52:14 UTC</pubDate>
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         <title>IL COTONE IN PAKISTAN_ BAIG AYAAN</title>
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         <description><![CDATA[<div>IL COTONE : è un arbusto che cresce nei climi caldi e che produce un frutto colmo di batuffoli di peli, composti in gran parte da cellulosa. Dopo la raccolta il cotone deve essere essiccato e poi sgranato per separare le fibre più lunghe. è diffuso soprattutto in Cina, india, Egitto, Pakistan e stati uniti .Il cotone ha fibre lunghe, ha buona igroscopicità e permeabilità all' acqua  e all'aria , facilmente  lavorabile, si presta bene alla tintura, è lavorabile senza preoccupazioni e può entrare in mischia con altre fibre</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:53:14 UTC</pubDate>
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         <title>Cina</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>LA SETA E' UNA DELLE FIBRE TESSILI PIU' ANTTICHE ,SECONDO LA TRADIXZIONE CINESE ERA GIA' UTILIZZATANEL XXVII SECOLO a.c.&nbsp;<br>FINIO ALL'ANNO 300 D.C. LA CINA NASCOSE IL BACO DA SETA .<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; LA LEGGENDA DEL BACO DA SETA&nbsp;<br><br>LA LEGGENDA NARRA DI UN'IMPERATRICE CHE PASSEGGIA QUANDO PERO' VIDE UN BRUCO ,CON&nbsp; UN DITO TOCCA IL BRUCO E LO SFIORA E QUANDO LO TOCCA L'IMPERATRICE HA IL DITO AVVOLTO DA UN FILO DI SETA .<br><br><br>                    HILARY VARGAS</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:53:32 UTC</pubDate>
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