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      <title>Calabria tra antichità e castelli. by Elena</title>
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      <description>Itinerario di una giornata tra i castelli della Calabria per scoprirne la storia. </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-09 08:43:16 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione all&#39;itinerario</title>
         <author>elena_zanfini</author>
         <link>https://padlet.com/elena_zanfini/r7oeipqnxi38/wish/240048622</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sistema difensivo calabrese e le sue vicende costruttive rispecchiano la storia politico – sociale della regione, che era essenziale per il controllo del territorio delle vie di comunicazione verso Napoli. I castelli calabresi possono essere suddivisi in base al periodo di costruzione, che coincidono principalmente con quattro periodi di dominazione: Normanna, Angioina, Aragonese e Sveva. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 08:52:07 UTC</pubDate>
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         <title>Prima tappa: Castello San Mauro.</title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>L’escursione inizia con la visita del Castello di San Mauro a Cantinella. Fu edificato nel 1515 sulle rovine di un preesistente monastero di origine medievale ad opera di Bernardino Sanseverino, principe di Bisignano e conte di Corigliano. È qui che dal 9 al 13 novembre 1535 Pietro Antonio Sanseverino e la sua seconda moglie ospitarono il re di Spagna Carlo V e imperatore del Sacro Romano Impero. Per l’occasione fu organizzato un ricevimento talmente sfarzoso che l’Imperatore esclamò, scherzosamente, la celebre frase: “Voi siete il Re, o il Principe di Bisignano?”. Si racconta che Giulia Orsini, moglie di Sanseverino, non abbia resistito alle “avances” imperiali del Re di Spagna. Partito l’imperatore, Giulia fu avvelenata o rinchiusa in convento e al suo posto subentrò Irene Castriota Scanderberg.   <br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:01:21 UTC</pubDate>
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         <title>Ecco una breve ripresa del Castello San Mauro.</title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:11:17 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda tappa: Castello Ducale.</title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>In seguito ci rechiamo al Castello Ducale di Corigliano Calabro. Fu Roberto il Guiscardo, re Normanno, che, nel 1073, volle la costruzione di una fortezza vicino Rossano, dove erano frequenti gli episodi di ribellione verso i nuovi conquistatori. Con la dominazione aragonese della Calabria, che succede a quella angioina, Ferdinando I sottrae alla famiglia Sanseverino il feudo di Corigliano e il fortilizio annesso. Nel 1506 il feudo di Corigliano e il Castello rientrano in possesso dei Sanseverino. Ma il suo stato è talmente precario che lo stesso signore si fece costruire il Castello San Mauro. Tuttavia, nel 1516, Antonio Sanseverino ristabilisce la sua residenza nel Castello, promuovendo nuovi interventi di ristrutturazione. Nel 1538 il pirata Aruj Barbarossa, nel corso di una delle sue incursioni in Calabria alla ricerca di schiavi e ricchezze, attaccò il territorio coriglianese. Il popolo stava per cedere, quando Pietro Antonio Sanseverino fece diffondere la notizia che un suo servo aveva sognato San Francesco di Paola che gli aveva predetto una sicura vittoria contro i barbari incursori. Rassicurati da questa notizia, i cittadini riuscirono ad avere la meglio sui corsari. Nel 1616 il feudo passa nelle mani dei Saluzzo di Genova, che nel 1650, per rendere più funzionale la struttura difensiva, eseguirono altri interventi. Nel 1806, a causa dei saccheggi e dell’assedio subito da parte dei francesi, i Saluzzo si trasferiscono a Napoli e il Castello è affidato alla famiglia Compagna, che apportò ulteriori modifiche all’edificio.L’8 agosto 1971 il Castello fu acquistato dalla Mensa Arcivescovile di Rossano ma qualche anno dopo, precisamente il 15 marzo 1979, il Castello passa di proprietà al Comune di Corigliano ad un prezzo di 65 milioni di lire. Dopo 14 anni di restauro, dal 1988 al 2002, finalmente il 15 dicembre 2002 il Castello è ufficialmente consegnato alla comunità locale, dopo che per tutta la sua millenaria vita era stato il simbolo più visibile del potere feudale e baronale dell’intero territorio della Sibaritide.</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:18:16 UTC</pubDate>
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         <title>Torre mastio, Castello Ducale. </title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <pubDate>2018-03-09 09:24:40 UTC</pubDate>
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         <title>VIdeo del Castello realizzato con un drone. </title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <pubDate>2018-03-09 09:28:52 UTC</pubDate>
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         <title>Terza tappa: Ruderi del Castello di Acri. </title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un’altra opera difensiva che visiteremo è il castello di Acri, noto anche come Rocca dei Bruzii. Fu probabilmente eretta in epoca bruzia; oggi ne rimane solo una splendida torre che è il simbolo della città. È situato a controllo del territorio, al limite del territorio controllato ai tempi della Magna Grecia da Sibari. In seguito fu fortilizio romano, come dimostrano varie testimonianze. La forma del castello era in origine trapezoidale con tre torri poste nella parte più alta, e la quarta posta nel livello più basso delle mura difensive. Nel 1999 furono rinvenute nelle mura del castello molte monete di origine greca, tra cui alcune di Sibari e di Thurii e una sola di Crotone, oggi conservata nella Soprintendenza Archeologica della Sibaritide. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:34:42 UTC</pubDate>
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         <title>Angolo Citazioni.</title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il poeta Vincenzo Julia dedicò al castello un poema:<br>”Medioevale castello, alle tue mura, <br>bevo del novo maggio la frescura, <br>e le reliquie tue vò contemplando.”. <br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:36:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:41:53 UTC</pubDate>
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         <title>Quarta tappa: Castello Normanno - Svevo, Cosenza. </title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>L’itinerario termina con la visita del Castello normanno – svevo di Cosenza. Nacque come fortezza e fu edificato intorno al 937 d.C. sul colle Pancrazio dai Bizantini sui ruderi dell’antica acropoli bruzia. Fu revisionato da Ruggero II nel 1130, ma 54 anni dopo, un forte terremoto lo rese completamente inagibile. Nel 1239 fu ripristinato da Federico II di Svevia. Fu dopo i suoi interventi che fu definito “Castello svevo”, in quanto condizionarono molto il suo stile. Fu, infatti, il re svevo che fece aggiungere le due torri ottagonali lungo il lato meridionale e operò ampi restauri nel cortile interno. Nel 1443 fu adoperato come residenza principesca per accogliere Luigi III d’Angiò e Margherita di Savoia. Nel corso della lunga disputa tra Angioini e Aragonesi fu utilizzato come zecca di monete d’argento e rame. Gli spagnoli, nel XVI secolo, gli restituirono la sua funzione bellica, facendola diventare la fortezza militare più importante della Calabria. Dopo terremoto del 1638 il castello fu ripreso dai Borboni che lo adibirono a carcere, e dopo l'unità d'Italia passò al comune di Cosenza. Oggi restano solo tracce architettoniche dei periodi Saraceno e Normanno e si conservano resti delle strutture sveva e angioina, come il portale che immette nell'interno, sormontato da uno scudo di epoca aragonese, o lo stemma angioino inciso sugli archi svevi a costoloni che si trova nel cosiddetto corridoio "dei fiordalisi".</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:43:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div>Entrata del Castello Normanno - Svevo, Cosenza. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-13 08:21:47 UTC</pubDate>
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         <title>Calabria entre antigüedad y castillos.</title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>El sistema defensivo calabrés y sus hechos constructivos reflejan la historia político - social de la región, qué fue esencial para el control del territorio de las calles de comunicación hacia Nápoles. Los castillos calabreses pueden dividirse según su período de construcción, qué coincide con cuatro períodos de dominación: Normanda, Angevina, Aragonés y Sueva. La ruta empieza con la visita del castillo San Mauro de Cantinella. El castillo fue edificado en 1515 sobre un monasterio preexistente a obra de Bernardino Sanseverino. Aquí del 9 al 13 de noviembre 1535 Pietro Antonio Sanseverino y su segunda mujer hospedaron a Carlo V, rey de España y emperador del Sagrado Romano Imperio. Por la ocasión fue organizado un recibo tan suntuoso que el emperador exclamó, divertidamente, la célebre frase: “¿Sois vosotros el Rey o el Príncipe de Bisignano?". </em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-27 07:55:40 UTC</pubDate>
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         <title>El Castillo Ducale de Corigliano Calabro. </title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[<div>El itinerario continúa visitando el Castillo Ducale de Corigliano Calabro. Fue Roberto el Guiscardo, rey normando, que, en el 1073, quería la construcción de una fortaleza cerca de Rossano, dónde eran frecuentes los episodios de rebelión hacia los nuevos conquistadores. En 1516, Antonio Sanseverino restableció su residencia en el Castillo, promoviendo nuevas intervenciones de reestructuración. En 1616 el feudo pasó a la familia Saluzzo de Génova, que en el 1650, para que la estructura defensiva llegase a ser más funcional, ejecutaron otras intervenciones. En el 1806 por los saqueos y el asedio de los franceses, los Saluzzo se trasladaron a Nápoles y el Castillo fue confiado a la familia Compagna, que aportó ulteriores modificaciones al edificio. Después de 14 años de restauración, del 1988 al 2002, por fin el 15 de diciembre de 2002 el Castillo fue entregado oficialmente a la comunidad local. Desde entonces representa el símbolo más visible del poder feudal y baronale del entero territorio del Sibaritide.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-27 08:03:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elena_zanfini</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-27 08:11:19 UTC</pubDate>
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