<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>My notebook by Francesco Di Palma</title>
      <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-09-29 10:43:13 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-12-15 19:34:27 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f4d4.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>DEFINIZIONE DI ELLENISMO</title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144308225</link>
         <description><![CDATA[<p>La testimonianza di Svetonio pone uno di fronte all’altro i due uomini che, secondo le moderne teorie, segnano i limiti cronologici del periodo storico chiamato ellenismo, che ha inizio con la morte di Alessandro nel 323 a.C. ), in seguito alla quale l'ultimo dei regni dei successori del Macedone diventa parte dell'impero di Roma.</p><p>Il termine ‘‘ellenismo‘‘ usato per la prima volta dallo storico tedesco Johann Gustav Droysen (1808-1884), che, con la pubblicazione della Storia dell'ellenismo nella seconda metà dell'Ottocento, affermò l'esistenza di una continuità storico-culturale nello sviluppo della civiltà greca ben oltre l’impero di Alessandro Magno.</p><p>Fu merito di Droysen aver esteso l'uso della parola dal piano puramente linguistico a quello storico-culturale per indicare quell'età in cui, grazie all’ampliamento dei confini del mondo greco e al contatto tra la cultura greca e quelle orientali, si verifica per la prima volta una fusione del mondo, cioè una sintesi tra elementi propri dei Greci e quelli delle civiltà orientali, che supera i limiti etnici e nazionali.</p><p>età Vista la complessità delle vicende che la caratterizzano, tale epoca s1 distingue in due fasi: l’alto ellenismo ossia il periodo che va fino alla battaglia di Pidna (168 a.C. ), che sancisce l'ingerenza di Roma nel mondo greco e la definitiva sconfitta del regno macedone, portando alla creazione della provincia romana di Macedonia (147/146 a.C. ); il ‘‘basso ellenismo‘‘, che abbraccia le vicende del mondo greco sotto il dominio di Roma fino alla conquista romana dell'ultimo regno ellenistico, quello tolemaico, nel 31 a.C.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2812835293/c07f3a8cbe0de6aa147944d8b518d5ea/IMMAGINE_ELLENISMO.odt" />
         <pubDate>2024-09-29 10:46:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144308225</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I REGNI ELLENISTICI DOPO ALESSANDRO</title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144339843</link>
         <description><![CDATA[<p>L'esistenza dell'impero macedone è strettamente legata alla figura di Alessandro che, non avendo eredi legittimi, la sua morte minò la compattezza del regno con guerre e lotte che durarono circa un cinquantennio ed i cui protagonisti sono i diadochi, generali macedoni che avevano avuto rapporti di amicizia con Alessandro e che pretendevano di possedere una parte dell'impero, e i cosiddetti epigoni, cioè i discendenti dei diadochi.</p><p>Ciascun regno è governato da una dinastia che prende iI nome dal generale macedone o dall'epigono che l'ha fondato.</p><p>Il regno che rimane indipendente più a lungo è quello <strong>d'Egitto</strong>, il cui potere è saldamente mantenuto dai Tolemei fino all'ultima regnante, Cleopatra, sconfitta da Ottaviano ad Azio nel 31 a.</p><p>Il regno di <strong>Macedonia</strong> fondato da Antigono Monoftalmo è il primo a cadere sotto il dominio romano, perché travagliato e indebolito da continue lotte interne contro le città greche, sempre pronte a reclamare l'indipendenza: Atene, ad esempio, si ribella nel 319 a.C. e il suo governo viene affidato a Demetrio Falereo, un allievo della scuola aristotelica, che mantiene il potere per dieci anni, dal 317 al 307 a.C.&nbsp;</p><p>Lo scontro definitivo con Roma avviene a&nbsp;Pidna: il regno di Macedonia scompare e l’ultimo suo sovrano, Perseo, muore prigioniero.</p><p>Il vasto regno dei <strong>Seleucidi</strong> comprendeva tutto il territorio orientale e si configura come erede dell’impero persiano. Tuttavia, la sua vastità ne provoca la disgregazione in piccoli regni. Nel 189 a.C. avviene lo scontro con Roma a Magnesia.</p><p>Il regno di <strong>Pergamo</strong> è il più recente e meno esteso, raggiunge il suo culmine con Attalo I, capostipite degli Attalidi. Pergamo adotterà una politica filoromana fin quando Attalo III, non avendo successori, lascerà il regno in eredità ai Romani. Questo regno ebbe grande importanza dal punto di vista culturale grazie all’attività d<strong>i <em>evergetismo</em></strong><em> </em>degli Attalidi.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 11:33:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144339843</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ΚΟΙΝΉ ΔΙΆΛΕΚΤΟΣ</title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144340788</link>
         <description><![CDATA[<p>Con le conquiste di Alessandro ed i regni ellenistici, il greco diviene lingua ufficiale per popolazioni che non sapevano neppure chi siano i Greci. In quell’universo cosmopolita, in cui la mescolanza etnica era la norma, il greco diventa una lingua franca. Nasce così la <strong>κοινή διάλεκτος</strong>, che sancisce la scomparsa dei dialetti locali.</p><p>Il concetto di KOINÈ è comunque alquanto sfumato sia perché è una forma linguistica che si è evoluta nel tempo, sia per il carattere letterario della documentazione linguistica Caratterizzata da un grado più o meno elevato di artificialità. Le fonti sono i numerosissimi papiri documentari ritrovati in Egitto (che peraltro, oltre ad avere una provenienza univoca, sono abbondanti soprattutto a partire dal I secolo a. C.) e alcuni testi paraletterari O rivolti al grande pubblico, come i Vangeli (anch’essi fase linguistica posteriore).</p><p>La base linguista è il dialetto ATTICO (àprestigio culturale), privato dei tratti più EPICORICI marcati. Inoltre, questa lingua è soggetta a modifiche e semplificazioni a livello fonetico, morfologico e sintattico</p><p>La diffusione della κοινή provocò le reazioni atticiste da parte di quanti affermavano l’esigenza di un ritorno alla PUREZZA di Lisia e Platone, quando l’élite colta aveva individuato nel dialetto attico del V secolo il modello più PURO del greco.</p><p>Tra il IX e XI e nell’ultimo periodo di vita dell’impero d’Oriente, si delinea una scissione tra lingua colta e lingua popolare. Il problema di fondo del greco, a differenza dell’italiano, non è stato l’unità linguistica, ma quale stadio diacronico della lingua dovesse essere di riferfimento.</p><p>Si distinse poi, a partire dal 1830, una scissione in lingua <strong>PURA, καθαρεύουσα, </strong>e <strong>popolare δημοτική</strong></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813527460/efdae3cc3f96b08a4a2a2eba31133f10/Screenshot_20240929_170414_ChatGPT.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 11:35:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144340788</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;impresa militare e politico-culturale di Alessandro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144357620</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Nel 338 a.C., a seguito della battaglia di Cheronea, il sovrano macedone Filippo II si impone su Atene e le altre città greche alleate, che perdono la loro autonomia e si ritrovano per la prima volta aggregate ad uno Stato unitario. Filippo, con l’appoggio delle poleis, organizza una spedizione contro l’impero persiano. In seguito alla sua morte improvvisa, nel 336, il figlio Alessandro eredita il regno e porta avanti il progetto del padre con risultati inaspettati. Infatti egli, con la sua impresa contribuirà a diffondere la cultura greca in quasi tutta l'οἰκουμένη.</p><p>Alessandro nella primavera del 334 a.C. varca l’Ellesponto con l’esercito accompagnato da scienziati, storici e altri funzionari di corte, dando il via ad un progetto di cui probabilmente vedeva sollo l’inizio. La spedizione, per suo volere è caratterizzata da un forte simbolismo e scandita a tappe in luoghi emblematici e importanti santuari. L’impresa che dura dal 334 al 324 a.C. vede il giovane macedone protagonista di numerose battaglie vittoriose che lo portano alla conquista di un territorio vastissimo, che si estende dall’Egitto all’Asia Minore, dalla Mesopotamia alla Persia e fino all’India. Ma l’impresa di Alessandro ha profonde ripercussioni politico culturali. Il sovrano mutua l’idea di un forte potere centralizzato, per questo si adopera per favorire l’integrazione tra il mondo greco e quello orientale: fonda nuove città, favorisce i matrimoni tra soldati macedoni e donne persiane, sposando egli stesso tre principesse orientali, propone audaci forme di sincretismo religioso, introduce nel cerimoniale di corte l’inchino davanti al re, nel tentativo di farsi riconoscere anche come monarca Persiano.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813009631/c1059ac55316f0cebd200012967942a4/alejandro_magno_1_1024x576.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 11:57:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144357620</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144441837</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>I cittadini del mondo</em></strong></p><p>Le conquiste di Alessandro Magno ampliarono in pochissimi anni i confini del mondo greco. La morte del sovrano condottiero e il frazionamento del suo impero nei regni diadochi lasciano un’eredità politica e amministrativa originale per la realtà del tempo, come monarchie orientali. La gestione di queste nuove forme statali presuppone la creazione di centri di potere, come la corte, che assume dimensioni e significati nuovi legati alla necessità di amministrare Stati territorialmente ampi. Nonostante queste innovazioni, le varie città sopravvivono all’interno dei regni, governate da magistrati. Esse prendono decisioni soltanto in merito ad alcuni ambiti: le questioni religiose, le relazioni con i re, gli onori da riservare ai benefattori e la manutenzione degli edifici pubblici. &nbsp;Nella Grecia continentale prosegue la politica delle alleanze e delle leghe tra poleis. La compagna di fondazione urbana promossa da Alessandro mostra numerose differenze rispetto alla colonizzazione antica: in primo luogo interessa un’area più vasta rispetto al passato ; le culture locali persistono tenacemente e nella vita quotidiana permeano di per sé la cultura greca che invece prevaleva nell’ambito delle istituzioni politiche, a emigrare poi non sono più i cittadini disagiati, ma ceti privilegiati dotati di competenze mercantili; infine non vi è alcun controllo della madrepatria da cui provengono gli emigrati.</p><p>Le nuove realtà urbane sono molto più grandi delle poleis greche dell’età classica: le città elleniche raggiungevano i 250000 o anche i 500000 abitanti e forse Alessandria d’Egitto addirittura il milione. Dal punto di vista strutturale, le nuove città riproducono il modello ateniese, diventando un polo di attrazione per l’elitè di specialisti e di tecnici necessari per apparati amministrativi e burocratici sempre più articolati. Inoltre, il numero sempre più consistente di stranieri concorre a creare un universo cosmopolita e poliglotta, in cui i due elementi fondanti sono la mescolanza e l’osmosi culturale. Atene, che era stata la capitale della cultura , manifesta una profonda crisi dal punto di vista economico e politico, ma continua ad esercitare una profonda influenza sulle città ellenistiche: trionfa sulle parlate locali la koinè, ossia una lingua comune greca basata sul dialetto attico e la tragedia ateniese è ammirata e rappresentata ovunque. Nell’ambiente delle nuove metropoli, l’uomo è proiettato in una realtà dai confini infinitamente dilatati ed è a contatto con etnie differenti. Non esiste più la rassicurante convinzione di essere parte attiva dell’amministrazione della propria polis e di condividere valori ed ideali. Da ciò derivano due tendenze diverse ma complementari: il cosmopolitismo, ovvero il sentirsi cittadini del mondo; e l’individualismo, ossia il percepirsi come individui autonomi, privi di legami stretti con la comunità.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813009631/f107ee9769de647bcafaf6dd1af2b7c0/Apamea_Cardo.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 13:40:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144441837</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La corte, centro di cultura</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144491215</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>I centri di studio che nascono nelle principali capitali, in primo luogo il Museo e le biblioteche di Alessandria e di pergamo, sono simboli tangibili di tale politica, in quanto sorgono all’interno del complesso del palazzo reale. Un ruolo di primo piano spetta alle iniziative culturali, si devono a Tolomeo I Sotèr e a Tolomeo II Filadelfo la fondazione e l’organizzazione del Museo, ossia un centro di studi annesso alla corte che ospita un gruppo di intellettuali, i quali lavorano sotto la guida di un direttore. Il Museo, destinato a divenire ben presto l’istituzione scientifica più importante dell’antichità, è organizzato sul modello delle scuole filosofiche ateniesi. Sempre su suggerimento di Falereo, al Museo venne annessa la più grande biblioteca del mondo antico, destinata alla conservazione e allo studio dell’immenso patrimonio culturale greco. All’epoca della sua massima attività la biblioteca alessandrina arriva a possedere oltre 500000 “volumi”, ossia rotoli papiracei. La smania di acquisizione denota la natura della biblioteca e di tutte le biblioteche ellenistiche, che è innanzitutto emanazione del potere regio, in quanto la caratteristica di queste istituzioni risiede nel loro statuto: esse sono volute dal sovrano a uso esclusivo di ristretta elitè di intellettuali. Per questo motivo, sono dunque “biblioteche-fortezza”. Ad Alessandria era presente una seconda biblioteca più piccola, inclusa nel recinto del tempio di Serapide e detta perciò Serapeo. Era complementare a quella del Museo, l’una destinata ai dotti, l’altra ai lettori e studiosi non alessandrini. Gli Attalidi istituiscono a Pergamo una biblioteca, dando vita ad una vera e propria sfida con i sovrani egizi per accaparrarsi il maggior numero di libri e gli intellettuali più prestigiosi.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813009631/ed8df1389eca558a6041402be418e764/Biblioteca_Alessandria_.webp" />
         <pubDate>2024-09-29 14:37:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144491215</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA SPECIALIZZAZIONE DEI SAPERI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144569679</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>L’età ellenistica è caratterizzata da un fenomeno culturale scontato per l’epoca moderna: la specializzazione e la settorializzazione del sapere. Due fattori favoriscono questo passaggio del sapere ai “saperi”: la lezione aristotelica, che aveva individuato i metodi di indagine proprie delle singole discipline e l’indispensabile evergetismo dei sovrani ellenistici e dei Tolemei in particolare, eredi della tradizione peripatetica attraverso Demetrio Falereo. Le scuole filosofiche greche, infatti, si erano occupate di ricerche scientifiche presso l’Accademia, dove avevano lavorato astronomi e matematici come Eudosso di Cnido. Nel caso dei regni ellenistici, invece sono i monarchi, soprattutto quelli di Alessandria, a reclutare e mantenere gli studiosi, nonché a fornire tuttò ciò che occorre per le loro ricerche. L’evergetismo regio, non è diretto a incrementare le scoperte scientifiche né a migliorare le cure per i malati, ma ad accrescere il prestigio di una dinastia regnante in concorrenza con altri sovrani. L’interesse del re è anche di tipo economico e militare. L’immensa messa di libri che confluiscono nella biblioteca di Alessandria rende fondamentale l’intervento del patronato regio, a sostegno del lavoro filologico sia di sistemazione e catalogazione del materiale sia di critica testuale.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814113095/73e5b695bbc02258e4dc267bc955603d/ellenismo.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 16:04:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144569679</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;attività filologica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144572554</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>I filologi alessandrini nel Museo conducono una vita dedita agli studi e libera da preoccupazioni materiali. Eppure è grazie alla munificenza regia e alle dispute tra dotti che nasce la filologia, ossia lo studio volto a ricostruire la forma più corretta di un testo. Essa presuppone due condizioni che si verificano appieno per la prima volta soltanto in età ellenistica: l’affermazione del libro come mezzo primario della circolazione letteraria e la disponibilità di un patrimonio che permetta il lavoro di confronto testuale. Il primo compito degli studiosi del Museo consiste nel mettere ordine nell’immensa mole di materiale librario raccolto in tempi relativamente brevi. Ciò comporta la messa a punto di un metodo critico su base linguistica, stilistica e contenutistica. A ciò rispondono i monumentali lavori di ordinamento dei testi che portano all’individuazione di generi letterari, alla formazione dei corpora e alla compilazione dei canoni. Gli studiosi procedono innanzitutto alla correzione del testo mediante il confronto tra gli esemplari considerati più attendibili, poi il filologo ricorre alla propria dottrina per ipotizzare congetture in base allo stile dell’autore. Inoltre mediante l’atetesi vengono eliminate le interpolazioni, cioè gli inserimenti di versi non originali accumulatisi nella tradizione dei testi. Il risultato di questo lavoro è l’edizione del testo, una versione dell’opera verosimilmente vicina all’originale dell’autore. Spesso, in corrispondenza di queste indicazioni, vengono inseriti scoli, vale a dire note di commento a margine del testo. Si formano così i commenti autonomi, che sono andati per lo più perduti. Parallelamente al lavoro filologico svolto direttamente sul testo, gli studiosi redigono spesso vere e proprie monografie per approfondire particolari questioni di carattere esegetico. Per il filoloyos ellenistico, infatti, la ricostruzione di un testo è la fase preliminare alla sua successiva interpretazione: egli è un erudito a tutto campo. Nel 145 a.C. Tolemeo VIII, che usurpa il trono e mostra da subito il suo lavoro tirannico, caccia da Alessandria molti intellettuali del Museo, tra cui Dionisio Trace, Apollodoro di Atene e infine Didimo di Alessandria chiamato anche “viscere di bronzo”. A partire dal II secolo a.C. i sovrani di Pergamo decidono di fondare una propria biblioteca, il cui progetto è merito del re Eumene II. Gli studiosi che operano a Pergamo non si distinguono tanto per le loro edizioni, quanto per l’esegesi testuale. Il più importante fra essi è Cratere di Mallo che inaugura l’approccio filosofico alla critica testuale.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813009631/fab78dc86166fa31418824f99d1bd1af/OIP.jfif" />
         <pubDate>2024-09-29 16:07:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144572554</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GLI STUDI DI GRAMMATICA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144595295</link>
         <description><![CDATA[<p>&nbsp;A partire dal II secolo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://a.C.si">a.C. si</a> definiscono due correnti di pensiero in ambito grammaticale: la corrente analogista e quella anomalista. Aristofane di Bisanzio, bibliotecario ad Alessandria, formula il principio dell’analogia, secondo il quale la lingua è una struttura armonica dell’uomo, fondata su norme stabilite in modo razionale e sistematico. A Dionisio Trace, allievo di Aristarco di Samotracia è attribuito un trattato sistematico di grammatica greca. In aperto contrasto con le teorie analogiste, Cratere di mallo elabora l’approccio anomalista. Secondo questa concezione, la lingua si adegua al reale, che è per sua natura mutevole, perciò essa non può essere determinata da norme rigide e codificate.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 16:29:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144595295</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I GENERI LETTERARI ELLENISTICI </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144649888</link>
         <description><![CDATA[<p>Nella cultura letteraria ellenistica si affermò il libro che non solo trasmetteva il patrimonio precedente, oggetto di studio e ricerca per i dotti, ma diffuse anche la CONSAPEVOLEZZA della tradizione classica, così che i letterati ellenistici riconoscevano l’eccellenza e l’insuperabilità dei modelli classici. Questa coscienza sviluppò un lavoro filologico: si iniziarono a definire i corpora. Il confronto con il classico e la consapevolezza del non poter eguagliarlo, portò alla ricerca di novità e d’innovazione (<em>sentieri mai percorsi</em>). Questa diversità si ebbe attraverso l’ibridazione e la mescolanza. Inoltre molti autori ellenistici rivendicavano il diritto di poter trattare generi completamente diversi tra loro (polyedia), apportando modifiche dal punto di vista metrico e linguistico. In epoca classica, infatti, ad ogni genere lettrario corrispondeva un metro ed un dialetto, questo schema fu “rotto” in epoca ellenistica. Inoltre, si ebbe un processo di “ristrutturazione endigenetica”: accanto a generi letterari classici, ne nacquero dei nuovi come <strong>EPILLI</strong>, = Callimaco<strong>, IDILLI</strong>=Teocrito e <strong>MIMIAMBI</strong>= Eroda. La diffusione dei libri significava che questi ultimi erano rivolti specialmente ad un pubblico dotto che era in grado di apprezzare e comprendere le opere filologiche. Tuttavia, la tradizione orale-aurale non andò perduta. Anche la prosa si sviluppò in questo periodo, in particolare la prosa <strong>filosofica (Epicuro),</strong> <strong>storiografica (Polibio) e tecnico-scientifica.</strong></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814005620/f411f64104756e2cf5627f43753d9fa3/Screenshot_20240929_193706_Chrome.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 17:35:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144649888</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I BIBLIOTECARI ALESSANDRINI </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144664974</link>
         <description><![CDATA[<p>La prima biblioteca greca fu quella di Aristotele, il cui modello fu ripreso nella biblioteca di Alessandria, inseparabile dal Μουσείον sia da un punto di vista fisico (vi si trovava all’interno di questo), sia perché i dotti del Museo erano gli studiosi delle opere bibliotecarie. La biblioteca Alessandrina era di matrice Aristotelica non solo da un punto di vista metodologico, ma anche culturale, dal momento che Aristotele fu precetto del giovane Alessandro.</p><p>I bibliotecari erano di nomina regia ed erano detti προστάτης, dirigevano ricerche, catalogavano ed erano precettori dei sovrani (come Aristotele).</p><p>Un frammento rinvenuto nel 1909 ci permette di comprendere chi fossero i primi bibliotecari.</p><p><strong>Zenodoto di Efeso</strong>, primo bibliotecario, organizzò i libri mettendo nome dell’autore, titolo. Si concetrò sui testi omerici, suddividendoli in 24 canti.</p><p><strong>Apollonio rodio</strong>: meglio noto per le Argonautiche</p><p><strong>Eratostene di Cirene</strong>: a lui si dovette la creazione dello studioso filosofo che non praticava la letteratura</p><p><strong>Aristofane di Bisanzio</strong>: si occupò di catalogare i drammi, creando delle υποθεσεις, ovvero delle sintesi</p><p><strong>Appolonio Eidografo</strong>: non ci è pervenuto molto di lui</p><p>Aristarco di Samotracia: elaborò la più CELEBRE edizione di Omero ed elaborò le cosiddette Συγγρραματα, ovvero delle discussioni critiche</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814005620/78008fdca9ab9d88be381df66e03e203/Screenshot_20240929_195208_Chrome.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 17:51:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144664974</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La SCIENZA ELLENISTICA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144666976</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Lucio Russo, fisico, storico della scienza e ordinario di calcolo delle probabilità all’Università di Roma Tor vergata, analizza le cause e le circostanze storiche che favoriscono la nascita di un metodo scientifico durante l’età ellenistica. Uno dei maggiori punti di forza, secondo lo studioso, fu l’interazione tra le competenze acquisite dalla cultura greca e la millenaria sapienza tecnica delle popolazioni più antiche, vale a dire gli imperi della Mesopotamia e il regno d’Egitto. Le tradizioni delle civiltà più antiche, avevano sempre attirato l’interesse dei Greci. Non a caso l’inizio della matematica ellenica era attribuito a Talete e a Pitagora, di entrambi i quali si diceva che fossero stati in Egitto. In questa situazione nacque la scienza. Poiché non ci resta nessuna opera scientifica di quel periodo è difficile affermarlo con certezza, ma i progressi realizzati dagli scienziati come Eudosso di Cnido qualche decennio prima delle conquiste di Alessandro sembravano avere una grande continuità con il periodo successivo. L’esplosione del metodo scientifico consistente nell’elaborazione di molte “teorie scientifiche” intese come modelli del mondo reale basati sui sistemi di assiomi esplicitamente individuati. Notiamo che l’applicazione del metodo scientifico richiede la capacità di usare contemporaneamente due diversi livelli di discorso e di passare da un livello all’altro con quelle che abbiamo chiamato regole di corrispondenza. Un esempio della capacità della scienza ellenistica è data dai Tolomei, dell’immane lavoro di ingegneria idraulica consistente nella regolazione delle piene del Nilo.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 17:54:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144666976</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GLI SCIENZATI: CARATTERISTICHE DELLA LETTERATURA SCIENTIFICA. </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144671986</link>
         <description><![CDATA[<p>Oggi si è poco consapevoli di quanto la scienza in età ellenistica sia stata fondamentale per le nostre conoscenze odierne. Si tende a classificare la scienza ellenistica più nell’ambito della storia della scienza che della letteratura, probabilmente per la peculiarità di alcune competenze specialistiche ed alcune caratteristiche testuali.</p><p>Tuttavia, le opere scientifiche di allora erano caratterizzate da un approccio letterario e sicuramente c’erano scambi culturali tra poeti, letterari e scienziati, e gli stessi letterati talvolta possedevano conoscenze scientifiche.</p><p>In questo periodo ci fu una scissione tra scienze esatte e filosofia (à Aristotele) e dunque si assite ad una letteratura SCIENTIFICA: matematica, medicina, geografia, astronomia ecc…</p><p>Ciò che mancava per un vero e proprio progresso scientifico&nbsp; era, però, l’APPLICAZIONE PARTICA&nbsp; da parte degli studiosi greci, teorici per eccellenza.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814005620/49e4fb810e082674f1dac40343d82ebd/Screenshot_20240929_200113_Google.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 18:00:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144671986</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ASTRONOMIA E GEOGRAFIA </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144677800</link>
         <description><![CDATA[<p>Disciplina particolarmente coltivata ad Alessandria, fu l’astronomia, come dimostra Eratostene che praticò il genere del καταστεριμòς, trasformazione in astro. Ci sono giunti prettamente gli studi Aristarco di Samo che sviluppò la teoria eliocentrica ed Ipparco di Nicea, che misurò la precessione degli equinozi. Infine, Eratostene di Cirene, fu un rinomato geografo che probabilmente coniò la stessa parola γεωγραφια, elaborò una carta geografica e misurò la circonferenza terrestre in modo precisissimo.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814005620/d3bfc0e59b1ebe1a1f2b7e2322192394/Screenshot_20240929_200106_Chrome.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 18:07:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144677800</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA MEDICINA. </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144681063</link>
         <description><![CDATA[<p>Le opere riguardo questa scienza sono perdute, tuttavia, abbiamo numerosi citazioni e riferimenti postumi. Notevole figura fu Erofilo a cui si devono numerosi studi di anatomia, egli infatti scoprì la centralità del cervello e del sistema nervoso, studiò i sogni da un P.O.V. scientifico (verrà ripreso anche da Freud). Poco più giovane di Erofilo fu Erasistrato di Ceo, che descrisse il sistema circolatorio.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 18:11:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144681063</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La matematica e la meccanica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144684000</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Nel campo dell’algebra e della geometria, resta fondamentale l’opera di Euclide, autore di molti trattati. Si conserva in greco il suo studio più impegnativo, i 13 libri degli Elementi che costituiscono una summa ragionata di tutte le acquisizioni precedenti. Il metodo seguito da Euclide è di tipo assiomatico-deduttivo: si parte cioè da una serie di postulati, fino ad arrivare all’affermazione che diventa teorema. Una fama pari, spetta ad Archimede, considerato un teorico e fisico per le leggi della leva. Nella sua opera “Guida ai teoremi meccanici ad Eratostene”, sembra applicare per la prima volta il calcolo degli integrali. Un dato particolarmente interessante della sua opera è l’adozione del dialetto dorico di Siracusa. In una società ancora profondamente caratterizzata da un’economia di tipo schiavile, le innovazioni restano quindi al livello di pura curiosità, o servono all’intrattenimento delle corti.</p><p>Sotto Tolemeo II opera Ctesibio, al quale vengono attribuite alcune invenzioni basate sull’importante scoperta del principio della compressione dei fluidi. Filone di Bisanzio, che opera sia ad Alessandria sia a Rodi, scrive un trattato di meccanica. Infine nell’età ellenistica troviamo anche Erone di Alessandria, il quale sviluppa le ricerche di Ctesibio negli studi “Sulla pressione dell’aria”. Egli fu famoso soprattutto come inventore di automi e teatrini meccanici.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2813009631/579c3498d0760ef2842f4e223a11c0d4/ARCHIMEDE.jpg" />
         <pubDate>2024-09-29 18:14:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144684000</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LO STILE: LA BREVITAS</title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144689433</link>
         <description><![CDATA[<p>Nell’Inno ad Apollo, Callimaco ci dice come sia meglio “una piccola sorgente che stilla acqua SACRA E PURA, rispetto ad un grande fiume che porta con sé detriti. Questo TOPOS verrà ripreso da Orazio (=lutulentus) e si esalta dunque l’importanza della BREVITAS, &nbsp;<strong>ολιγοστικια,</strong> rifiutando i componimenti lunghi.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 18:21:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144689433</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LO STILE: RICERCA DELLA NOVITA&#39;</title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144689786</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel Prologo dei Telchini, Apollo consiglia all’autore di “percorrere sentieri mai calpestati”, dunque alludendo alla volontà di creare qualcosa di INNOVATIVO. Egli non rifiuta Omero (=classico), ma discrima le cose comuni τα δημòσια, in quanto rappresentavano il popolo simbolo e fulcro dell’età classica. Il poeta ellenistico è dotto e si preoccupa di mostrare le sue vaste conoscenze.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 18:21:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144689786</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LO STILE: IL REALISMO </title>
         <author>francescodipifdp</author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144690340</link>
         <description><![CDATA[<p>Teocrito nell’Idillio VII riprende le opere e i giorni con alcune differenze: un pastore incontra Simichida (alter ego di Teocrito) che gli dà un bastone che rappresentava l’investitura poetica, simbolo di VERITA’. Esiodo, per verità intendeva raccontare il vero rapporto con gli dèi, mentre Teocrito alludeva al <strong>REALISMO ELLENICO</strong></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-09-29 18:22:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144690340</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LO STILE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144733367</link>
         <description><![CDATA[<p>canone della perfezione</p><p>Perfezione perseguita e anche morale…</p><p>Le cicale sono degli animali che hanno stupito molto gli antichi in conseguenza alla credenza che esse si nutrissero solamente di aria. Per questo sono considerate gli animali più spirituali e simbolo di una poesia leggera e pura. Questa credenza dà luogo, oltre ad una lunga tradizione moralistica, anche a dei miti:</p><p>1)mito platonico legato alla poesia</p><p>2)mito di Eros</p><p><br/></p><p>Predilezione per un linguaggio semplice</p><p>C’è il rifiuto dell’oratoria e della tragedia, attraverso la scelta di diminutivi, la ripresa di alcuni elementi della quotidianità. Si utilizza il linguaggio parlato anche in espressioni volgari.</p><p><br/></p><p>A chi si rivolge il poeta?</p><p>Il poeta non si rivolge più alla polis, non ha un pubblico generico ma ristretto, critico ed esigente. Spesso il rapporto tra poeti non è benevolo, ma di rivalità. Proprio Callimaco tratta della polemica letteraria perché bersagliato da altri poeti.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2814113095/e6960bf4ae965016fdc31baaf06debd4/R.jfif" />
         <pubDate>2024-09-29 19:12:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescodipifdp/r7foy4biv6a90sdc/wish/3144733367</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
