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      <title>Il mio padlet mitico by Cristina Schettino</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-05 21:05:11 UTC</pubDate>
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         <title>INFERNO DANTESCO </title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>brainstorming: parole che ricordano l'inferno dantesco&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:05:53 UTC</pubDate>
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         <title> “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”:</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa espressione è divenuta ormai proverbiale. È l’incisione che si trova sulla porta dell’Inferno, il luogo di pena eterna, e oggi è usata come avvertimento ironico o con tono amaro a chi sta per entrare in un luogo o in una situazione che potrebbero rivelarsi pericolosi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:06:38 UTC</pubDate>
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         <title>“Galeotto fu…”</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa espressione è tratta dal canto di Paolo e Francesca e nella versione originale termina con “’l libro e chi lo scrisse”; oggi, invece, si completa con qualsiasi cosa. Paolo e Francesca sono cognati e si innamorano l’uno dell’altra leggendo un libro sulle avventure di Lancillotto e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Galeotto, lì, era una persona, che tradì Re Artù spingendo la regina Ginevra tra le braccia di Lancillotto. Nello stesso modo, il libro spinge metaforicamente Francesca tra le braccia di Paolo facendo nascere la scintilla dell’amore, per la quale saranno uccisi dal marito di Francesca, fratello di Paolo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:06:55 UTC</pubDate>
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         <title>Poema allegorico </title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>scritto in versi endecasillabi, raggruppati in terzine. Scritto in VOLGARE</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:10:23 UTC</pubDate>
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         <title>Selva oscura</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>È il luogo simbolico in cui Dante si smarrisce all'inizio del poema (Inf., I, 1 ss.), allegoria del peccato in cui ogni uomo può perdersi nel suo cammino durante questa vita. Non sappiamo dove si trovi precisamente, anche se vari commentatori hanno tentato vanamente di trovarle una collocazione geografica (in Italia, vicino a Firenze, vicino a Gerusalemme...). Dante la descrive come selvaggia, aspra e forte, tanto amara che la morte lo è poco di più. Da essa esce quando si ritrova ai piedi del colle, simbolo della felicità terrena, la cui ascesa gli è però impedita dalle tre fiere. In vari passi del poema si dice che la selva è posta in una valle, la quale giace in una piaggia diserta, in un gran diserto, che però non sappiamo se corrisponda a un luogo preciso. Dante vi si smarrisce in una notte di plenilunio, tra giovedì e venerdì santo (alla luce lunare si accenna in Inf., XX, 127-130).</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:11:23 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Nel mezzo del cammin di nostra vita&quot;</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel primo canto dell'Inferno, il pellegrino Dante si trova nella famigerata "selva oscura", che è simbolo esplicito di una situazione di traviamento esistenziale e spirituale che, per sua stessa ammissione, rischia di condurlo alle soglie della morte. L'aver scorto un colle rischiarato dalla luce divina non è che il primo passo del suo percorso di redenzione;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:12:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:14:50 UTC</pubDate>
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         <title>Cerchi dell&#39;Inferno</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>I cerchi dell'Inferno sono corone circolari concentriche e sovrapposte nelle quali Dante immagina sia suddiviso l'Inferno, che egli descrive nell'omonima prima cantica. Essi sono nove, in ciascuno dei quali vengono puniti coloro che in vita si sono macchiati di un ben definito tipo di peccato. La suddivisione in nove rimanda al pensiero aristotelico-tomistico. La visione del proprio viaggio nell'oltretomba da parte dell'autore contiene la descrizione dell'Inferno da lui immaginato nel canto XI.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:16:01 UTC</pubDate>
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         <title>Lucifero</title>
         <author>cryschettino07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lucifero (in latino lucem fero, cioè «portatore di luce») apparteneva all’ordine dei Serafini, il primo dei novi cori angelici che ruotano attorno a Dio; era l’angelo più luminoso, il più bello.Lucifero nella Divina Commedia si trova nel canto 34 dell’Inferno, precisamente nel IX (nono) cerchio, la Giudecca, dove sono puniti i traditori dei benefattori; Lucifero si trova lì perché osò ribellarsi al suo Creatore (Dio).&nbsp;Ribellatosi per superbia contro chi lo aveva creato e cacciato dall’Empireo, assunse un aspetto spaventoso (tre facce di diverso colore, tre paia di pipistrello) e precipitò al centro della Terra, nell’Inferno, il luogo più lontano da Dio. Su di lui gravano tutti e nove i cerchi infernali e dunque tutti i peccati del mondo.&nbsp;La sua caduta provocarono la formazione della voragine dell’Inferno e della montagna del Purgatorio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-05 21:19:22 UTC</pubDate>
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