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      <title>La Resistenza by Zaira</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-04-26 16:49:05 UTC</pubDate>
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         <title>Sbarco in Sicilia, tra il 10 e l&#39;11 luglio 1943.</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>150.000 uomini delle truppe alleate sbarcarono in Sicilia per aprire un nuovo fronte, come Stalin aveva più volte richiesto ai suoi alleati, in modo da alleggerire la pressione sull’Unione Sovietica. La Sicilia fu liberata il 17 agosto del 1943. Il re cominciò a preparare un colpo di stato per <strong>estromettere Mussolini </strong>dal potere e per evitare che l’istituzione monarchica fosse travolta insieme alla imminente caduta del fascismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-26 16:53:18 UTC</pubDate>
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         <title>Armistizio  del settembre 1943</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il governo Badoglio prese contatto con gli alleati firmando il 3 settembre a Cassibile un armistizio. Ma solo l’<strong>8 settembre</strong>, via radio fu diffusa la notizia che l’Italia aveva finalmente cessato le ostilità contro la Gran Bretagna e gli Stati Uniti . in coincidenza con l'annuncio dell'armistizio siglato cinque giorni prima, vari comandi e presidi italiani in Patria e all'estero venivano attaccati o sopraffatti dai tedeschi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-26 17:01:59 UTC</pubDate>
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         <title>Fuga del re</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il re e il governo Badoglio temevano un colpo di mano nazista per impadronirsi della capitale  e anziché organizzare la difesa della capitale  decisero di <strong>allontanarsi precipitosamente </strong>da Roma, partendo rispettivamente da Ortona e Pescara si stabilirono a Brindisi, dove ripresero gradualmente le loro funzioni sotto il vincolo del controllo da parte del comando alleato, mantenendo la continuità istituzionale. <br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-26 17:09:33 UTC</pubDate>
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         <title>La Repubblica di Salò </title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Mussolini fu liberato</strong> il 12 settembre del ’43, da un reparto di paracadutisti tedeschi, dal luogo in cui era tenuto prigioniero, sul Gran Sasso, in Abruzzo. Portato in Germania, ottenne da Hitler il permesso di ricostruire uno Stato fascista in Italia. Nacque la  cosiddetta Repubblica Sociale Italiana che all’inizio si estendeva dall’Italia del Nord fino ai confini della Campania. Fu chiamata Repubblica di Salò in quanto a Salò (BS) aveva sede l'<strong>Agenzia di stampa Stefani </strong>che emetteva in esclusiva notizie stampa e comunicati della RSI, ognuno dei quali iniziava con luogo (Salò) e data. Questo nuovo Stato tuttavia venne trattato dalla Germania come un territorio da sfruttare e non trovò mai un vero appoggio nella popolazione italiana, infatti i giovani che risposero alla chiamata alle armi non furono moltissimi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-26 17:16:34 UTC</pubDate>
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         <title>La caduta del fascismo</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Gran Consiglio del Fascismo votò nella notte del 24 luglio del 1943 l’ordine del giorno che chiedeva a Mussolini di fare un passo indietro e di rinunciare al suo ruolo e chiedeva che il re fosse posto al comando delle forze armate. Mussolini, non ritenendo vincolante quanto approvato, chiese udienza al re per il giorno dopo. Vittorio Emanuele III vide nella decisione del Gran Consiglio l’occasione per mettere in atto le sue intenzioni e comunicò a Mussolini che l’aveva sostituito, alla Presidenza del Consiglio con il <strong>maresciallo Badoglio</strong> (vedi foto). Il Duce fu arrestato e portato in una località segreta mentre nello stesso giorno veniva diramato un comunicato stampa nel quale si annunciava la destituzione di Mussolini, la nomina di Badoglio e soprattutto si dichiarava che la guerra andava avanti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 09:11:53 UTC</pubDate>
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         <title>La Resistenza  in Italia</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Si sviluppa nei paesi sconfitti militarmente e occupati dai nazifascisti (es. Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Norvegia, Grecia, Jugoslavia, Albania),costituisce lo sviluppo principale delle operazioni belliche da questo momento in poi.</p><p>In Italia è fenomeno nazionale, si sviluppa in ogni area del paese, nata da scelte personali con un'ovvia ricaduta collettiva, è una guerra che contiene in sé una pluralità di espressioni: è innanzitutto <strong>lotta armata e politica,</strong> organizzata in maniera strutturata, è <strong>opposizione civile</strong>, spesso disarmata, ma fondamentale nel suo affiancarsi alla <strong>Resistenza militare</strong>; è “passiva”, ma non per questo meno necessaria, come quella degli internati militari<strong> </strong>che rifiutano l'adesione alla RSI e al Reich; è “militare” anche perché combattuta pure dai militari, sia nella fase immediatamente successiva all'armistizio, sia nei periodi successivi, quando le forze armate vengono riorganizzate dal Regno del Sud (dove si trovano il re e Badoglio) e danno vita al Primo Raggruppamento Motorizzato, al Corpo Italiano di Liberazione e poi ai Gruppi di Combattimento.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:05:00 UTC</pubDate>
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         <title>Il comitato di  Liberazione Nazionale</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Resistenza italiana si sviluppa  a partire dall'estate 1943, le forze politiche antifasciste (comunisti, socialisti, democristiani, azionisti, liberali) danno vita, già il 9 settembre 1943, al <strong>Comitato di Liberazione Nazionale</strong> (CLN), che nei 20 mesi successivi sarà guida politica e militare della lotta di Liberazione persone di ogni età, censo, sesso, religione, provenienza geografica e politica. La Resistenza è guidata da personalità di spicco dell'antifascismo, che hanno avversato e combattuto il regime durante tutto il ventennio, spesso pagando con il carcere, il confino, l'esilio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:05:39 UTC</pubDate>
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         <title>Brigate in montagna</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Regione per regione, zona per zona, la presenza delle formazioni partigiane<strong> nelle vallate e sulle montagne</strong> si fa, con il passare dei mesi, sempre più massiccia e dalle bande iniziali si passa a ben organizzate brigate (le "Garibaldi", le "Giustizia e Libertà", le "Matteotti", le "Mazzini", le "Autonome", etc.)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:06:52 UTC</pubDate>
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         <title>SAP e GAP nelle città</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nelle città prendono vita le <strong>SAP (Squadre di Azione Patriottica) e i GAP (Gruppi di Azione Patriottica)</strong>, dediti a operazioni di reclutamento e propaganda, sabotaggio, guerriglia urbana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:07:29 UTC</pubDate>
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         <title>Prima fase</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Alla prima fase resistenziale appartengono episodi importanti come l'insurrezione di Matera, la difesa di Bari, le Quattro Giornate di Napoli. In quest'ultima città la popolazione riesce ad avere la meglio sulle truppe tedesche e si libera prima dell'arrivo delle forze alleate. Di lì in avanti, il <strong>movimento di Resistenza</strong> si dispiega, vanamente contrastato, con determinazione e ferocia, da nazisti e fascisti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:10:56 UTC</pubDate>
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         <title>La risposta tedesca</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>I nazifascisti si oppongono alla<strong> Resistenza</strong>, che li minaccia con <strong>azioni di guerra, guerriglia e sabotaggi</strong>, scagliandosi non solo contro i combattenti ma anche contro le popolazioni, che rappresentano un bersaglio più semplice: rappresaglie ed eccidi si moltiplicano e riguardano tutto il territorio nazionale (strage di Marzabotto o Sant'Anna di Stazzema).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:14:56 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda fase</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella primavera-estate del 1944, dopo lo sfondamento alleato della linea Gustav e l'avanzata anglo-americana nell'Italia centrale, ampie zone del territorio settentrionale sono sottratte all'occupazione tedesca e fascista: sorgono così le "Zone Libere" e le repubbliche partigiane come quelle nell' Appennino modenese, nella Val Trebbia (Liguria, Emilia Romagna, Lombardia), nella Val Ceno (Emilia Romagna, Appennino Ligure), nella Val Taro (provincia di Parma). In autunno, invece, è il momento del Piemonte. I governi democratici provvisori delle repubbliche non possono reggere a lungo, poiché i tedeschi scatenano nei loro confronti offensive pesantissime costringendo i partigiani ad abbandonare paesi e vallate per ripiegare sulle montagne. Qui vengono continuamente attaccati, soprattutto dall'inverno 1944-1945, quando l'avanzata alleata si arresta sulla linea Gotica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:18:45 UTC</pubDate>
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         <title>25 aprile</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo una fase di grandi difficoltà, dovute soprattutto all'assenza del sostegno alleato, nei primi mesi del 1945 le formazioni partigiane tornano alla piena efficienza e, ormai bene armate, anche grazie ai "lanci" di armi effettuati dagli Alleati, sono in grado di riprendere l'offensiva. Nella primavera del 1945, con lo sfondamento sulla Gotica, l'attività partigiana va sempre più intensificandosi. Il <strong>25 aprile 1945 il CLNAI ordina l'insurrezione generale</strong>, durante la quale i partigiani affluiscono nelle città, si uniscono ai combattenti locali, e liberano il Nord Italia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 10:19:50 UTC</pubDate>
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         <title>Sandro Pertini proclama lo sciopero generale contro i nazifascisti</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 11:31:06 UTC</pubDate>
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         <title>La Resistenza in Abruzzo</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel settembre del 1943 l’Abruzzo fu attraversato dalla Linea Gustav, che stanziò lungo i <strong>fiumi Sangro ed Aventino.</strong> Le prime forme di resistenza popolare nacquero qui in modo embrionale, spontanee ed istintive, per sottrarsi ai bandi di reclutamento per i lavori forzati ed evitare il prelevamento  di beni indispensabili alla sussistenza, e si organizzarono presto in resistenza armata. La popolazione della Maiella coltivò precocemente l’idea di un’opposizione aperta all’esercito invasore.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 12:47:56 UTC</pubDate>
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         <title>Gli alleati a Casoli</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Alla fine di novembre il <strong>V corpo inglese</strong>, attraversato il Sangro, si stabilì a Casoli mentre ai piedi della Maiella , c'erano le divisioni germaniche che avevano già <strong>distrutto 16 comuni</strong>. I tedeschi, in ritirata, applicavano la logica della “terra bruciata”, radendo al suolo interi abitati ed abbandonandosi alle violenze più terribili contro donne, anziani e bambini (<strong>Stragi di Sant’Agata e Pietransieri</strong>). Dai paesi devastati si avviò una lunghissima scia di sfollati verso le aree liberate.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 12:56:36 UTC</pubDate>
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         <title>Bombardamento ponte di Lettopalena</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:03:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il corpo volontari della Maiella  </title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ettore Troilo, avvocato di Torricella, antifascista di lungo corso fu tra i primissimi a comprendere la necessità di reagire. Dal dicembre del 1943 si prodigò per superare le diffidenze del comando alleato  a Casoli, riuscendo, non senza difficoltà, a far accettare un plotone di volontari italiani che coadiuvasse gli inglesi nelle operazioni di pattugliamento e di sostegno ai civili.<br>Nacque così il <strong>Corpo Volontari della Maiella</strong> (5 dicembre 1943), in seguito denominato <strong>Banda Patrioti della Maiella</strong> (28 febbraio 1944). Grazie alla fiducia del Maggiore Lionel Wigram, (<strong>Wigforce</strong>) la Banda fu aggregata al V Corpo britannico dell’VIII armata e divenne operativa militarmente, accogliendo via via i gruppi spontanei che si erano contestualmente formati in altri centri della medesima area (Gessopalena, Lama dei Peligni, Civitella Messer Raimondo, Palombaro, Pizzoferrato ed altri).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:17:58 UTC</pubDate>
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         <title>Gli ideali del gruppo</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972490612</link>
         <description><![CDATA[<p>Il requisito dell<strong>’apartiticità</strong> rimase una caratteristica della Brigata Maiella<em>, </em>senza implicare un disinteresse politico. Ettore Troilo, di solida fede socialista (era stato collaboratore di Matteotti), evitò di esercitare influenza politico-ideologica sui suoi uomini. Lo stesso atteggiamento fu tenuto dal vice comandante Domenico Troilo, che pure, nella primavera del 1944, aderì al partito comunista. Orientamento esplicito comune a tutti i membri della "Maiella" &nbsp;fu invece quello istituzionale a favore della <strong>Repubblica</strong>. La Brigata Maiella fu ufficialmente riconosciuta dal Regio Esercito come il primo reparto autonomo di volontari italiani. Gli Abruzzesi, nel 1944, quando il Generale Giulio Properzi,  si recò a Casoli per portare ad una rappresentanza di combattenti i suoi compimenti, quando invitò i Patrioti schierati al saluto al Re, nessuna voce rispose. Ripetuto il saluto, questo non fu ancora raccolto. Al terzo invito una voce sola gridò “Viva l’Avv. Troilo” e a questa fece eco un grido compatto: “Viva l’Italia!”. Il Generale abbozzò un sorriso e rinunziò al saluto al Re.<em><br></em></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:30:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La liberazione dell&#39;Abruzzo</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Per tutto il corso dell’inverno e della primavera i Patrioti della “Maiella” sostennero molti scontri contribuendo in modo determinante alla liberazione definitiva dell’Abruzzo. Dopo la morte di Wigram a Pizzoferrato, il collegamento fu affidato al tenente inglese Lamb. In accordo con lui vennero occupate Torricella Peligna e in particolare Fallascoso, che divenne il presidio più avanzato di tutto lo schieramento alleato.<br>Il 9 giugno del 1944, attraverso il Guado di coccia, la “Maiella” oltrepassò il contrafforte montagnoso omonimo, dilagò nella Valle Peligna e raggiunse L’Aquila, Campo di Giove e Pacentro. <strong>Sulmona fu liberata il 13 giugno</strong>. Gli abitanti, che attendevano l’arrivo delle truppe inglesi e avevano tappezzato la città di manifesti di benvenuto in lingua anglosassone, rimasero meravigliati nel vedere i partigiani italiani; passata l’incredulità si abbandonarono ai festeggiamenti ed aderirono in massa alle fila della formazione. La Banda registrò un forte incremento. Da allora fu <strong>aggregata al II Corpo polacco .</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:42:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>il Memoriale della Resistenza</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:42:24 UTC</pubDate>
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         <title>Inseguendo il nemico</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Brigata Maiella, che rappresentava a quel punto la forza e lo spirito dell’intero Abruzzo, continuò a combattere all’inseguimento dell’esercito germanico. Passò dal proprio territorio fino allo <strong>sfondamento della Linea Gotica</strong>, avvenuto con la liberazione di <strong>Pesaro il 2 settembre 1944</strong>.<br>Nella risalita d’Italia, la “Maiella” operò in costante offensiva tattica, spesso in completo isolamento dai reparti più prossimi e comprendo settori di ampiezza di 15-20 km, di fronte ad un nemico enormemente più forte per mezzi ed unità disponibili. I suoi uomini maturarono così in esperienza militare e coscienza politica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:50:50 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;entrata  a Bologna</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972504932</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli ultimi combattimenti videro impegnata la “Maiella” da Faenza a<strong> Bologna</strong>: lungo la via Emilia i partigiani abruzzesi giunsero ad Imola, occuparono Castel San Pietro, Ozzano Emilia e superarono il fiume Indice, alle porte di Bologna. All’alba del <strong>21 aprile 1945</strong> la I e la IV Compagnia erano a San lazzaro. La “Maiella” fu tra le primissime formazioni ad entrare da Porta Mazzini, accolta dalla popolazione tra manifestazioni di delirante giubilo e simpatia. Alcuni plotoni si spinsero fino ad <strong>Asiago il 1 maggio 1945</strong>. Con la resa dei tedeschi, nel luglio dello stesso anno, la formazione di partigiani si sciolse.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 13:56:00 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 14:12:38 UTC</pubDate>
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         <title>Medaglia d&#39;oro al valor militare</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972530830</link>
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         <pubDate>2024-04-28 14:39:58 UTC</pubDate>
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         <title>I volti della Brigata Maiella</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <pubDate>2024-04-28 14:46:26 UTC</pubDate>
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         <title>Fondazione Brigata Maiella</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:12:33 UTC</pubDate>
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         <title>Donato Ricchiuti</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972551602</link>
         <description><![CDATA[<p><em>Nato a Lama dei Peligni  il </em><strong><em>4 settembre 1920, </em></strong><em>morto l'</em><strong><em>1 aprile 1944</em></strong><em>  presso Colle delle Ciavole, nei pressi di Taranta Peligna, non aveva ancora compiuto 24 anni.</em></p><p>Aveva frequentato le scuole medie e il liceo-ginnasio ad <strong>Avezzano</strong> (Aq) dove la famiglia si era trasferita. Dopo la maturità classica, nel 1939, si iscrive al corso di laurea in Scienze agrarie all'Università di <strong>Firenze</strong> e per merito ottiene un lavoro presso il Consorzio agrario fiorentino. Dopo l'8 settembre '43, torna in Abruzzo e ai primi di gennaio 1944 entra a far parte del “Gruppo Patrioti della Maiella” e  diventa  vicecomandante del IV plotone denominato "Lama Lince" . </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:15:50 UTC</pubDate>
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         <title>Medaglia d&#39;argento al valor militare</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972552001</link>
         <description><![CDATA[<p>A Donato Ricchiuti nel 1955 sarà conferita la<strong> Medaglia d'argento al valor militare</strong> alla memoria con questa motivazione: “<em>Animato da elevatissimo senso del dovere, si univa volontariamente ad una formazione di patrioti con la quale partecipava valorosamente ad ardita attività di guerra. Al comando di una squadra impegnata in rischiosa azione, conduceva i suoi uomini all'attacco con grande decisione e coraggio. Ferito da colpi di mitragliatrice, si trascinava agonizzante verso la posizione nemica e vi scaricava la sua arma e le sue bombe a mano, causando elevate perdite</em>”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:16:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Donato Ricchiuti nella memoria </title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Comune di Lama dei Peligni ha dedicato una strada al combattente Caduto, eretto un monumento nel luogo in cui fu ucciso dai tedeschi e pubblicato il diario che Donato Ricchiuti aveva tenuto da quando era rientrato da Firenze: “Nella Patria ritrovata-Diario di un partigiano della Majella, 1943-1944”, a cura di Enzo Fimiani – edizioni NOUBS-2003.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:17:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il diario </title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<p>E' diviso in quattro parti:</p><ul><li><p><strong>Parte 1</strong>, dal 19 settembre 1943 a metà ottobre dello stesso anno, è intitolata ad Anna, la ragazza che ama e che lascia a Firenze. Qui racconta del suo viaggio per tornare a Lama dei Peligni e descrive le giornate trascorse con la sua amata.</p></li><li><p><strong>Parte 2,</strong> dal 15 al 17 ottobre, in cui racconta la fuga dai tedeschi che cercavano uomini per i lavori forzati.</p></li><li><p><strong>Parte 3</strong>,  dal 2 al 4 novembre, viene raccontato lo sfollamento di Lama dei Peligni e la graduale distruzione del paese.</p></li><li><p><strong>Parte 4</strong>, dall'11 gennaio 1944 fino al marzo dello stesso anno, Donato racconta giunge a Casoli e decide di entrare nel Corpo di Volontari della Maiella.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:39:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Lavoro di gruppo</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972573702</link>
         <description><![CDATA[<p>Lettura di alcune pagine del diario, approfondimento da condividere con la classe tramite un Canva o power point. </p><ul><li><p>gruppo 1: Il viaggio di Donato( 19 /20/23 settembre 1943) .</p></li><li><p>gruppo 2: Anna del mio cuore(23/26 settembre e 3 ottobre 1943)</p></li><li><p>gruppo 3: vita da ribelli (4/5/15 ottobre 1943)</p></li><li><p>gruppo 4: Donato e la Brigata Maiella (11 gennaio 1944)</p></li></ul><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 15:55:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Inno del plotone &quot;Lama Lince&quot; scritto da Donato Ricchiuti.</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972595665</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 16:37:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Campi di internamento anche in Abruzzo</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972682039</link>
         <description><![CDATA[<p>Numerosi furono i campi di internamento per prigionieri politici, ebrei, antifascisti, nella nostra regione. Ad esempio a Lanciano, Lama dei Peligni, Casoli, Sulmona, Avezzano, Chieti, Vasto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 19:26:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Il ruolo delle donne nella Resistenza</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2972713557</link>
         <description><![CDATA[<p>I compiti ricoperti dalle donne nella Resistenza furono molti: fondarono squadre di primo soccorso per aiutare i feriti e gli ammalati, contribuirono nella raccolta di indumenti, cibo e medicinali, si occuparono dell'identificazione dei cadaveri e dell'assistenza ai familiari dei caduti.</p><p>Si sono inoltre rese <strong>indispensabili alla collettività partigiana</strong>: oltre che cucinare, lavare, cucire e assistere i feriti, partecipavano alle riunioni portando il loro contributo politico ed organizzativo e  se necessario,  scendevano in campo con le armi. Particolarmente prezioso era il loro compito di comunicazione: con astuzia riuscivano sovente a passare dai posti di blocco nemici raggiungendo la meta prefissata, prendevano contatto con i militari e li informavano dei nuovi movimenti.</p><p><strong>Le loro azioni erano soggette a rischio quanto quelle degli uomini</strong> e quando cadevano in mano nemica subivano le più atroci torture. Erano brave nel camuffare armi e munizioni: quando venivano fermate dai tedeschi con addosso qualcosa di compromettente, riuscivano spesso ad evitare la perquisizione, dichiarando compiti importanti da svolgere, familiari ammalati, bambini affamati da accudire. </p><p>Mettevano a disposizione le loro case, rischiando anche la vita, per aiutare i feriti, i convalescenti e dare rifugio alle persone in fuga. Molto importante era anche l'attività che le donne svolgevano nella raccolta di fondi, finalizzata a dare aiuto ai parenti degli arrestati, delle vittime dei nazifascisti e anche alle famiglie dei partigiani particolarmente bisognosi. Intensa fu anche la loro attività di propaganda politica, nonché gli atti di sabotaggio e di occupazione dei depositi alimentari tedeschi.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-28 20:33:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La Brigata arriva a Pesaro</title>
         <author>zairapiccone</author>
         <link>https://padlet.com/zairapiccone/r6tsabnxj73orw5n/wish/2976336333</link>
         <description><![CDATA[<p>Nella primavera-estate del 1944, dopo lo sfondamento alleato della linea Gustav e l'avanzata anglo-americana nell'Italia centrale, ampie zone del territorio settentrionale sono sottratte all'occupazione tedesca e fascista: sorgono così le "Zone Libere" e le repubbliche partigiane come quelle nell' Appennino modenese, nella Val Trebbia (Liguria, Emilia Romagna, Lombardia), nella Val Ceno (Emilia Romagna, Appennino Ligure), nella Val Taro (provincia di Parma). In autunno, invece, è il momento del Piemonte. I governi democratici provvisori delle repubbliche non possono reggere a lungo, poiché i tedeschi scatenano nei loro confronti offensive pesantissime costringendo i partigiani ad abbandonare paesi e vallate per ripiegare sulle montagne. Qui vengono continuamente attaccati, soprattutto dall'inverno 1944-1945, quando <strong>l'avanzata alleata si arresta sulla linea Gotica.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-01 07:20:37 UTC</pubDate>
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         <title>Lionel Wigram</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>11 gennaio 1944</strong> nasce la <strong>wigforce </strong>a Casoli,</p></li><li><p><strong>14 gennaio 1944</strong> , battaglia di <strong>colle eugenio</strong>, prima vittoria della Wigforce</p></li><li><p><strong>4 febbraio 1944, Wigram muore </strong>a Pizzoferrato</p></li><li><p><strong>Fine febbraio 1944</strong>, Ettore Troilo prende il comando dei patrioti della Maiella, <strong>nasce la Brigata</strong>.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-01 13:06:28 UTC</pubDate>
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         <title>Dal diario storico dei patrioti, date importanti:</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>5 dicembre 1943,</strong> primi contatti con gli <strong>inglesi</strong> per collaborare fino a luglio 1945.</p></li><li><p><strong>28 gennaio 1944</strong>, prima giornata in cui si attesta la presenza di Donato Ricchiuti.</p></li><li><p>Donato Ricchiuti faceva parte del Plotone "<strong>Lama Lince</strong>", lince per richiamare gli attributi del felino.</p></li><li><p>Febbraio 1944, il plotone prende possesso del <strong>Convento di Lama dei Peligni</strong>.</p></li><li><p>Si alternano fasi di conflitti a fasi di inoperosità.</p></li><li><p>Anche <strong>Gabriele Ricchiuti</strong> entra nel plotone.</p></li><li><p>Donato è <strong>vicecomandante</strong>.</p></li><li><p><strong>Marzo 1944</strong>, <strong>attacco al convento</strong> , ritirati i nemici tedeschi, vengono premiate le donne con il nastrino tricolore.</p></li><li><p>Donato Ricchiuti <strong>perlustrava</strong> i punti strategici(tunnel, Colle delle Ciavole)</p></li><li><p>Il <strong>1 aprile</strong> sostituisce un compagno nella perlustrazione.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-01 13:17:26 UTC</pubDate>
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         <title>Donato Ricchiuti  e Anna Talenti</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <pubDate>2024-05-01 17:23:43 UTC</pubDate>
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         <title>Vicecomandante Domenico Troilo</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <pubDate>2024-05-01 17:44:48 UTC</pubDate>
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         <title>Libro</title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <title></title>
         <author>zairapiccone</author>
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         <pubDate>2024-05-22 20:03:03 UTC</pubDate>
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