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      <title>1AS Ultime scoperte in campo astronomico by CURTALE Giuseppe</title>
      <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-11-13 09:53:31 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-04-06 07:50:33 UTC</lastBuildDate>
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         <title>L’universo potrebbe essere curvo</title>
         <author>giuseppe_curtale</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/410774873</link>
         <description><![CDATA[<div>Attualmente le teorie più in voga riguardanti la struttura dell’universo sembrano suggerire che quest’ultimo abbia una forma piatta.<br>Ora un nuovo studio, apparso su un <em>Nature Astronomy </em>, sembra contraddire le teorie che hanno preso maggior forza negli ultimi anni: secondo gli autori di questo nuovo studio, che si sono basati sui dati del fondo cosmico a microonde, l’universo potrebbe essere curvo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-13 18:35:56 UTC</pubDate>
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         <title>LE MISSIONI DI LUNGA DURATA NELLO SPAZIO POSSONO CAMBIARE LA STRUTTURA DEL CERVELLO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/412310041</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Uno studio di alcuni ricercatori della Medical University of South Carolina ha scoperto come si comporta il cervello umano in condizioni di microgravità. Non sono certamente buone notizie, visto che, dopo missioni spaziali di lunga durata, sono stati osservati alcuni cambiamenti strutturali della materia grigia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-17 07:37:39 UTC</pubDate>
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         <title>Il pianeta con tre soli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/413449592</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il nuovissimo telescopio spaziale della NASA “TESS”, cacciatore di esopianeti, ha scoperto un mondo lontano con tre soli. Il nuovo pianeta si chiama LTT 1445Ab ed orbita attorno a una stella.<br><br></div><div>Questo pianeta orbita abbastanza vicino alle altre due stelle facendo apparire nel cielo tutti e tre gli astri.<br><br></div><div><br></div><div>Il pianeta è stato trovato grazie al Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) e si trova a circa 22,5 anni luce dalla Terra<br><br></div><div>Gli astronomi credono che il pianeta roccioso sia circa un terzo più grande della Terra ed è molto caldo. Infatti le temperature arrivano fino a 160 gradi Celcius.<br><br></div><div> Il pianeta orbita attorno alla sua stella madre una volta ogni cinque giorni. Gli scienziati affermano che tutte e tre le stelle sono nane rosse e poiché il pianeta passa tra quelle stelle, c’è una piccola possibilità che potremmo usare i telescopi qui per dare un’occhiata ai gas atmosferici che circondano il pianeta.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-19 16:04:51 UTC</pubDate>
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         <title>LA GALASSIA SENZA MATERIA OSCURA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/413620718</link>
         <description><![CDATA[<div>Una galassia delle dimensioni della Via Lattea, simile per molti versi alle galassie a spirale che conosciamo, ha lasciato sbalorditi gli astronomi per una singolare caratteristica: sembrerebbe del tutto <em>priva di </em>materia oscura.  <br>Quando il gruppo dell'Università di Yale ha osservato 10 ammassi stellari di NGC 1052-DF2, si è accorto che stavano viaggiando a una velocità molto inferiore di quella prevista: come se fossero fermi immobili. Dalla velocità delle stelle si è ottenuta una stima della massa della galassia, <em>400 volte inferiore</em> rispetto a quella che avrebbe dovuto avere: per la materia oscura, in pratica, non c'era spazio. <br>Astronomi e astrofisici hanno cercato di interpretare i dati raccolti e di trarre tutte le conseguenze teoriche del caso. La prima, è che l’esistenza di NGC1052–DF2 dovrebbe aiutare a escludere le teorie cosmologiche che vorrebbero confutare l’ipotesi della materia oscura modificando la legge di gravitazione universale di Newton. Secondo alcune di queste teorie, a ogni galassia sarebbe da aggiungere una certa quantità di massa, quella che manca per far tornare i conti. Ma NGC1052–DF2 dimostra invece che la legge di Newton è valida nella sua forma originale e che la materia oscura è separata dalle galassie.<br>In seguito il team ha utilizzato lo spettrometro di imaging a bassa risoluzione dell'osservatorio di <a href="http://www.keckobservatory.org/">W. M. Keck Observatory</a>,  per trovare un’altra galassia, Ngc 1052-Df4, anch’essa priva di materia oscura. Le due galassie sono praticamente gemelle e inoltre NGC1052–DF2 non sembra avere una nucleo centrale più denso, un elemento che invece è comune per altre galassie dello stesso tipo. Questo dato, unito all’assenza di materia oscura, permette di vedere anche la porzione di universo che sta dietro alla galassia, come mostrato da altre osservazioni del telescopio spaziale Hubble: la galassia è “trasparente”.<br>I ricercatori americani non hanno idea del perché queste galassie risultino prive di materia oscura, lasciando il campo aperto a tutte le ipotesi. <br><strong><mark>Sofia Sansone.</mark></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-19 19:41:07 UTC</pubDate>
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         <title>Il pianeta più scuro mai scoperto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/413855461</link>
         <description><![CDATA[<div>Alberto guzzardi Gabriele palazzo<br>TrEs-2b, il pianeta ‘più scuro mai scoperto con un inquietante bagliore rosso,</div><div>L’oggetto mostra sempre la stessa area alla stella con una metà immersa in una notte perenne.</div><div>Un pianeta immerso in una notte perenne è stato rivelato dalla NASA. L’oggetto è stato scoperto dal Jet Propulsion Laboratory e descritto con i dettagli scioccanti, come la presenza di<strong> bagliori rossi </strong>prodotti dall’aria “calda come la lava”. Conosciuto con il nome di<strong> TrEs-2b</strong>, il pianeta extrasolare è stato identificato nel 2011 come l’esopianeta più oscuro conosciuto, che riflette meno dell’1% della luce che lo colpisce.<em>Un pianeta che riflette meno del carbone</em> – spiegano gli esperti  <em>all’interno della sua atmosfera, ogni uomo diventerebbe cieco </em>Secondo gli studiosi, però, un<strong> bagliore rosso intenso inquietante</strong> sarebbe prodotto dalla sua atmosfera incandescente, caratterizzata da temperature tipiche della lava terrestre. Ruotando in maniera sincrona con la sua stella, una nana gialla simile al Sole,<strong> TrEs-2b </strong>ha una metà perennemente avvolta nell’oscurità mentre è esposta in un calore infernale. <em>Le nuvole del pianeta </em>aggiungono gli studiosi  <em>sono piene di particelle di silicato, mortali per l’uomo.</em> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-20 08:31:28 UTC</pubDate>
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         <title>Scoperte tracce di ribosio e altre sostanze indispensabili alla formazione della vita sui meteoriti </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/414205583</link>
         <description><![CDATA[<div>Anche i meteoriti contengono gli zuccheri fondamentali allo sviluppo della vita. A rivelarlo è una ricerca realizzata dagli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA insieme agli esperti giapponesi dell’Università di Sendai. Ad essere rilevati dagli esperti sono le tracce del ribosio, l’arabinosio e lo xilosio, elementi alla base della degli acidi nucleici che trasportano i mattoni della vita. Il ribosio, in particolare, è alla base dell’RNA, un composto di fondamentale importanza per la vita. La scoperta conferma, ancora una volta, come i meteoriti potrebbero aver portato la vita sul nostro pianeta. Si chiama la teoria della panspermia, cioè l’ipotesi che i semi della vita vengono trasportati nello spazio dai detriti spaziali. Da questa teoria ne consegue che anche gli altri pianeti potrebbero ospitare la vita.<br>Chiara Messina </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-20 18:24:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppe_curtale/r5reep16wzs4/wish/414581738</link>
         <description><![CDATA[<div>Esponendo in modo attraente l’enorme apertura di orizzonti recata dalle recenti scoperte astronomiche degli scienziati [i Virtuosi] a lui contemporanei, Robert Boyle espone qui le caratteristiche e i vantaggi del sistema copernicano. Risulta interessante il suo atteggiamento di non legare la fede cristiana ad una specifica visione cosmologica, ponendo invece maggiore attenzione su come la grandezza e l’immensità dell’universo manifestino la grandezza del suo Creatore. «Non è sulla verità di questa o di quella particolare spiegazione dei fenomeni celesti, ma sulla considerazione dei fenomeni stessi – afferma l’Autore – che si fonda la persuasione che noi abbiamo della divina sapienza».</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-21 12:12:59 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca scoperte astronomiche </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<h1>Astronomia: scoperta stella superveloce “in fuga” dalla Via Lattea</h1><div>S5-hvs1 è una stella unica nel suo genere non solo per la rapidità con cui sfreccia, ma anche per il suo passaggio relativamente vicino alla </div><div><br></div><div><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Si muove a velocità estrema viaggiando a circa sei milioni di chilometri all’ora dopo essere stata espulsa dal <strong>buco nero</strong> al centro della <strong>Via Lattea</strong>, cinque milioni di anni fa. La stella da record, è nota come <strong>S5-hvs1</strong> si trova nella Costellazione della Gru, ed è stata scoperta da un team della Carnegie University che partecipa alla collaborazione internazionale <strong>Southern Stellar Stream Spectroscopic Survey</strong> (S5). Lo studio – <a href="https://www.globalscience.it/"><strong>riporta Global Science</strong></a> – è stato realizzato grazie ai dati raccolti dal telescopio anglo-australiano Aat e dal satellite Esa Gaia, ed ha dimostrato che S5-hvs1 è ben dieci volte più veloce della maggior parte delle stelle che popolano la nostra galassia.<br><br></div><div>S5-hvs1 è unica nel suo genere non solo per la rapidità con cui sfreccia, ma anche per il suo passaggio relativamente vicino alla Terra a ‘soli’ 29 mila anni luce. Grazie a queste informazioni, gli astronomi potrebbero essere in grado di tracciare il suo viaggio nella Via Lattea e di conoscere in modo più approfondito il centro della galassia, dove si cela il buco nero supermassiccio Sagittarius A.<br><br></div><div>«<em>La scoperta di questa stella è interessante sotto molti punti di vista</em>– spiega <strong>Sergey Koposov</strong>, autore dello studio – <em>sospettavamo da tempo che i buchi neri potessero espellere stelle con velocità molto elevate, ma non abbiamo mai avuto una correlazione così stretta tra una stella e il nostro centro galattico</em>».<br><br></div><div>Cosa ha reso S5-hvs1 così veloce? Con molta probabilità la stella aveva una compagna in un sistema binario: successivamente, le due sono state attratte dal buco nero e la stella compagna ne è stata risucchiata mentre S5-hvs1 è stata espulsa a una velocità sorprendente. Ma non è tutto, secondo gli astronomi, S5-hvs1 è interessante proprio perché si è formata al centro della nostra galassia, un ambiente di cui sappiamo ancora poco.<br><br></div><div>La Southern Stellar Stream Spectroscopic Survey riunisce scienziati provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Cile. I suoi principali obiettivi comprendono l’osservazione dei flussi stellari, delle galassie nane e degli ammassi globulari. Lo studio su S5-hvs1 è stato realizzato solo con alcune risorse di riserva che – grazie ai risultati promettenti – verrano utilizzate nuovamente per scrutare le attività spettacolari che interessano il nostro centro galattico.<br>Alice Palazzo. </div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-21 15:43:25 UTC</pubDate>
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