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      <title>Benvenuto Novecento by Enrica Leone</title>
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      <description>1900-1910</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-10-29 17:54:32 UTC</pubDate>
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         <title>Storia anni 10-20</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il periodo tra il 1910 e il 1920 è segnato da eventi storici significativi e cambiamenti profondi a livello globale.</p><p>Questo decennio è principalmente conosciuto per la Prima Guerra Mondiale, che scoppiò nel 1914. Le cause della guerra erano complesse: tensioni nazionalistiche, rivalità tra potenze europee e una fitta rete di alleanze. Il conflitto coinvolse molti paesi e portò a enormi perdite umane e distruzioni.</p><p>Dopo quattro anni di combattimenti, nel 1918, la guerra si concluse, ma lasciò il continente europeo in uno stato di grande instabilità.</p><p>Inoltre, il decennio vide un crescente movimento per i diritti civili, in particolare il suffragio femminile. Le donne iniziarono a lottare per ottenere il diritto di voto in molti paesi, ottenendo successi significativi in alcuni luoghi.</p><p>In conclusione, il periodo tra il 1910 e il 1920 segnò un momento cruciale nella storia. La Prima Guerra Mondiale cambiò il volto dell’Europa e del mondo, portando a rivoluzioni e a nuove ideologie. Le tensioni create dai conflitti e dai trattati successivi, insieme alla lotta per i diritti civili, prepararono il terreno per sfide future. Questo decennio ci insegna che i cambiamenti profondi spesso nascono da crisi e conflitti, e le lezioni di quel periodo continuano a influenzare la nostra realtà attuale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-02 14:17:03 UTC</pubDate>
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         <title>Economia anni 1910-1920</title>
         <author>angelaibelli</author>
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         <description><![CDATA[<p>In Italia tra il 1910-1920 ci sono stati enormi cambiamenti dal punto di vista economico, dovuti anche alle scoperte scientifiche.</p><p>Un esempio è la catena di montaggio che ancora oggi si usa nelle fabbriche moderne anche se rappresenta un modo di lavorare ripetitivo e faticoso. La catena per la prima volta, fu introdotta da Henry Ford per ottimizzare il lavoro degli operai e ridurre i tempi per il montaggio di manufatti complessi, come le auto. Henry Ford si basò sul lavoro dell'ingegnere Taylor che nel 1911 parlò per la prima volta di organizzare il lavoro in maniera scientifica dividendolo tra gli operai in tante piccole parti. Questo modo di operare non richiedeva persone specializzate. A causa dei movimenti sempre uguali e ripetitivi gli operai andavano in contro all’alienazione, cioè all’estraniarsi con la realtà. Dopo l'unità d'Italia, le industrie sorgevano soprattutto al nord, al sud c'era molto mal contento e molta povertà legate anche all'ignoranza della popolazione.</p><p>Solo con Giolitti l'economia progredì al nord e migliorò leggermente nel meridione.</p><p>Questo político, contrariamente a Crispi, che era autoritario e non accettava gli scioperi, penso di risolvere i problemi affrontandoli con discussioni tra datori di lavoro e operai. Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) molti paesi aumentarono la produzione industriale per sostenere lo sforzo bellico mentre il commercio internazionale subì interruzioni significative. Nel periodo tra la Prima e Seconda Guerra Mondiale l’economia attraversò una fase di declino con molta disoccupazione e prezzi altissimi. Negli Stati Uniti si verificò un boom economico nei primi anni 20, noto come “Roaring Twenties” caratterizzato da innovazioni tecnologiche e aumento dei consumi. In Europa, la ricostruzione fu molto lenta e i paesi di questo continente dovettero affrontare i debiti, i problemi economici e le tante battaglie sociali. In sintesi gli anni 1910-1920 furono un periodo di transizione segnalato da sfide economiche e sociali, che prepararono il terreno per i cambiamenti radicali del decennio successivo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 14:47:06 UTC</pubDate>
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         <title>La storia della moda </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>1910-1914</p><p>&nbsp;</p><p><br></p><p>Con il 1910 si afferma un nuovo modello di abito che segna una profonda rottura con la moda precedente. La vita cessa, infatti, dopo parecchi decenni, di essere il punto focale della linea femminile e i nuovi abiti sono invece caratterizzati da una linea dritta e slanciata, a vita leggermente alta.</p><p>Le forme sono morbide e drappeggiate, e si fa un gran uso di stoffe leggere e trasparenti, sovrapposte fra loro, spesso ricamate o decorate di strass&nbsp;e perline.</p><p>Le gonne sono lunghe e aderenti, a volte tanto strette attorno alle caviglie da costringere la donne ad avanzare a piccoli passi; i corpini apparentemente morbidi, erano però ancora spesso irrigiditi internamente da stecche.<br>La sera si sfoggiano ampie scollature, strascichi e corte maniche aderenti.<br>I colori, abbandonati i toni pastello del decennio precedente, tendono sempre più a tinte sgargianti. Anche la biancheria si adatta a questa nuova linea. Il busto, abbandonata la linea a S, scende ora fino ai fianchi, per appiattire le curve troppo generose, e le sottovesti, sempre eleganti e ricercate, diventano però meno numerose e ingombranti.</p><p>A fare da contrasto ai nuovi abiti di linea dritta, ci sono cappelli dalle tese larghissime carichi di decorazioni<em>.</em></p><p>Le scarpe più diffuse hanno nastri di raso che si avvolgono intorno alla caviglia e prendono il nome dal nuovo ballo importato dall’argentina, il tango.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 15:09:16 UTC</pubDate>
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         <title>La storia della moda </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/enricaleone/r0fgfnrluzs4aju1/wish/3199141828</link>
         <description><![CDATA[<p>1915-1920&nbsp;</p><p><br/></p><p>&nbsp;</p><p>Con la Grande Guerra (1914-1918) la vita di tutti i giorni viene profondamente sconvolta. Non solo i militari al fronte, ma anche i civili rimasti in città devono fare i conti con un conflitto che modifica tutti gli aspetti della vita quotidiana.<br>Le donne, in particolare, si trovano ad occupare, per la prima volta, ruoli fino ad allora riservati agli uomini e ad entrare massicciamente nel mondo nel lavoro.</p><p>Le gonne lunghe e strette degli anni precedenti non sono più adatte a questa nuova vita, e vengono immediatamente abbandonate a favore di gonne più corte e soprattutto più larghe che non impaccino nei movimenti. Anche la linea dei corpini è sciolta e pensata per essere comoda. Vengono definitivamente abbandonati anche gli alti colletti di pizzo a favore di scolli triangolari che lasciano la gola scoperta. Inoltre molti degli abiti di questi anni si rifanno alle divise militari prendendone a prestito forme e colori.</p><p>Con l’accorciarsi delle gonne le scarpe acquistano maggiore importanza, e si arricchiscono sempre più spesso di fibbie e cinturini. La calzatura più diffusa è comunque ancora lo stivaletto di pelle, alto e a tacco basso.<br>In questo percorso verso un abbigliamento il più possibile pratico e comodo il busto diviene sempre più basso e morbido, fino, in alcuni casi, a scomparire.<br>Anche i cappelli sono molto più piccoli e le pettinature più semplici. Negli ultimi anni della guerra, anche perché &nbsp;il tessuto comincia a scarseggiare, le linee delle gonne si stringono di nuovo. Le gonne sono ora a metà polpaccio spesso con drappeggi sui fianchi e strette in vita da una fascia morbida. I corpini hanno scolli quadrati e ampi. Con la fine del conflitto alcune case di moda riproposero modelli ricchi ed elaborati che si rifacevano alla moda di prima della guerra, ma fu ben presto chiaro che le donne non erano più disposte a tornare agli ingombranti modelli d’inizio secolo e che quello che ora cercavano in un abito era soprattutto la comodità.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 16:12:45 UTC</pubDate>
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         <title>La cultura del Novecento </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nei primi anni del secolo maturano le condizioni economiche, politiche e ideologiche che porteranno l’Europa al primo conflitto mondiale. I rapporti internazionali tra gli stati europei diventano sempre più tesi a causa delle tendenze imperialistiche. Alla crisi dei rapporti internazionali si accompagna all’interno dei singoli stati, quella dei rapporti sociali.</p><p>Chi coglie meglio la verità di quel periodo è proprio la <strong>cultura</strong>, quindi gli intellettuali, i quali di fronte a questa nuova situazione politica ed economica, sono tutti d’accordo nell’affermare che è necessario un profondo rinnovamento in modo da offrire alla borghesia strumenti di cultura<strong> </strong>adeguata alla fase di espansione che l’Italia attraversava in quegli anni. Tale rinnovamento prende l’avvio con i movimenti letterari che si formano agli inizi del secolo. I poeti di questo periodo sono detti "Crepuscolari”, i quali si rifugiano nel passato o nel sogno.</p><p>Questa condizione dell’animo, i poeti la esprimono attraverso episodi tratti dalla banalità quotidiana attraverso un linguaggio semplice e vero. Ma la vera ribellione si ha con il Futurismo. I futuristi sostengono che la vera strada, da imboccare per l’Italia è l’industrializzazione per cui puntano la loro attenzione alle macchine, alle città moderne, all’automobile e all’elettricità. Dal punto di vista letterario i futuristi aboliscono tutte le poetiche e il culto della tradizione, nel linguaggio rispettano le sintassi, le parti qualificative del discorso come gli aggettivi e gli avverbi, usano il verbo all’infinito, esaltano la guerra che definiscono “la sola igiene del mondo".</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 16:54:54 UTC</pubDate>
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         <title>Charlie Chaplin </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 16:56:33 UTC</pubDate>
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         <title>La storia del &quot;gigante d&#39;acciaio&quot;</title>
         <author>sabrinacolarusso1</author>
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         <pubDate>2024-11-03 17:02:18 UTC</pubDate>
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         <title>La politica </title>
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         <description><![CDATA[<p>Giovanni Giolitti era il successore di Crispi.</p><p>Egli promosse alcune riforme sociali:</p><p>l'età minima per iniziare a lavorare era 12 anni, le donne lavoravano massimo 12 ore al giorno, divenne obbligatorio un giorno di riposo settimanale e fu migliorato il sistema di assistenza e il sistema delle pensioni di vecchiaia. Inoltre nel 1911 l'obbligo scolastico passò da tre a sei anni e lo Stato assunse la gestione delle scuole elementari pubbliche. Nel 1912 era stata approvata  l'ultima e la più importante delle riforme giolittiane, ovvero l'introduzione del suffragio universale maschile.</p><p>Tra il 7 e il 14 giugno 1914 in Italia scoppiò la «<strong>settimana rossa</strong>», sette giorni di insurrezioni contro il divieto di svolgere manifestazioni antimilitari.</p><p>La Settimana Rossa contribuì a far emergere le tensioni sociali e politiche che sarebbero sfociate nella crisi che avrebbe caratterizzato l'Italia negli anni successivi, specialmente nel periodo tra le due guerre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-03 21:12:53 UTC</pubDate>
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