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      <title>Gita a Pompei by Asia Marano</title>
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      <description>Pubblicate il vostro blog!</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-12 15:44:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>asiamarano0</author>
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         <description><![CDATA[<p>La piscina della Villa di Poppea (Villa Oplontis), situata a Torre Annunziata,</p><p>misura circa 61 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza, e questo la rende una delle piscine più grandi ritrovate in una villa romana.</p><p> Aveva una profondità media che permetteva probabilmente il nuoto e altre attività legate al tempo libero.</p><p>Si trova all’interno del viridarium, il grande giardino interno della villa, circondata da portici decorati con affreschi.</p><p>Non era solo funzionale, ma anche decorativa, infatti il lusso della residenza ed era progettata per stupire gli ospiti.</p><p> Solo una parte della piscina è completamente scavata. Il resto si trova sotto edifici moderni di Torre Annunziata.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 16:01:39 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Durante gli scavi, è stato trovato un numero significativo di calchi, tra cui anche quello delle piante e delle radici degli alberi del giardino.</p><p>Questa tecnica è simile a quella usata a Pompei per i corpi delle vittime dell’eruzione. </p><p>Attraverso un processo di riempimento con gesso liquido o altri materiali, gli archeologi hanno potuto ricreare la forma delle radici e dei tronchi, fornendo una rappresentazione dettagliata del paesaggio vegetale dell’epoca. Questo permette di immaginare com’era il giardino della villa, con alberi ornamentali, ulivi e altre piante mediterranee.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 16:19:55 UTC</pubDate>
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         <title>TERMOPOLIUS LUCIUS VETUTIUS CALIDUS</title>
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         <description><![CDATA[<p>Questa immagine mostra l’interno di un antico thermopolium, un tipo di “fast food” nell’epoca romana, situato  a Pompei </p><p>Ecco una descrizione approfondita:</p><p>	1.	Struttura della stanza:</p><p>	•	Il soffitto è coperto da travi in legno, probabilmente restaurate per preservare l’aspetto originale dell’edificio.</p><p>	2.	Bancone principale:</p><p>	•	In primo piano si distingue un lungo bancone in pietra con inserti circolari,<strong> il bancone ,  rivestito di opus sectile segmenti marmorei di vari colori che(compongono forme geometriche), si presenta ancora completo dei dolia (recipienti di terracotta)</strong>;in cui si conservavano cibi caldi o freddi da servire ai <em>clienti.In uno di essi venne rinvenuto il contenuto della cassa, costituito da monete di piccolo taglio: 374 assi e 1.237 quadranti, per un valore complessivo di circa 170 sesterzi. È quasi certo che tale somma, essendo costituita da "spiccioli", rappresentasse l'incasso dell'attività commerciale, forse abbandonato dal proprietario durante le drammatiche fasi dell'eruzione con la speranza di poterlo recuperare in un secondo momento.</em><strong><em>Sul bancone sono stati rinvenuti, inoltre, una serie di incavi di varie dimensioni . Difficile è l'interpretazione del loro utilizzo. Probabilmente servivano ad identificare i tagli e la validità delle varie monete in uso all'epoca.</em></strong></p><p>	•	La superficie del bancone è realizzata con materiali levigati, probabilmente marmo o una pietra simile, per facilitarne la pulizia e la funzionalità.</p><p>	3.	Decorazioni:</p><p>	•	Sulla parete di fondo si notano degli affreschi che raffigurano scene di   vita quotidiana o alla vendita di cibi e bevande, un elemento decorativo comune nei thermopolia."<strong>Sulla parete a destra del bancone c'è un larario (edicola sacra) dipinto a templetto con colonne corinzie, Al centro sono raffigurati i Lari ed il Genio sacrificante su di un altare non fisso, mentre al due lati dell'edicola le divinità protettrici del commercio e del vino, Mercurio e Dioniso."</strong></p><p><em>Al di sotto dell'edicola sono visibili i serpenti agatodemoni (divinità considerate portatrici di prosperità ed abbondanza) che strisciano verso un'ara centrale. La raffigurazione copri un precedente larario di più modeste dimensioni.</em></p><p>	•	I colori predominanti degli affreschi sono il rosso pompeiano e tonalità terrose, che creano un contrasto con la pietra grezza delle pareti circostanti.</p><p>	</p><p>	•	Sullo sfondo si apre una porta che conduce a un’area di servizio o a una stanza secondaria, usata per immagazzinare le provviste o preparare i cibi.</p><p>	</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><strong>  </strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 16:28:48 UTC</pubDate>
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         <title>Anfiteatro di Pompei</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>L’anfiteatro di Pompei, costruito intorno al 70 a.C., è uno dei più antichi anfiteatri romani. Con una capacità di 20.000 spettatori, ospitava giochi gladiatori e spettacoli pubblici. Celebre per la rissa del 59 d.C. tra spettatori di Pompei e Nocera, fu chiuso per ordine di Nerone. Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., è oggi parte del Parco Archeologico di Pompei</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 18:13:10 UTC</pubDate>
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         <title>giorgia silvano</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 18:39:40 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>AD OPLONTIS</p><p>La villa romana di Oplontis, appartenuta alla famiglia di Poppea, seconda moglie dell'imperatore Nerone, ospitava un ricco apparato di sculture disposte principalmente a decorazione dei grandi giardini.</p><p>Gli scavi effettuati nella seconda metà del XX secolo hanno permesso di recuperare un gruppo di diciannove elementi pertinenti a questo arredo. Le sculture furono rinvenute in diversi momenti dello scavo, concentrate prevalentemente in tre punti della villa, nei luoghi dove erano esposte in antico, ad esclusione di sette di esse che furono ritrovate fuori posto.</p><p>Tre gruppi</p><p>sono individuabili con certezza come arredo dei</p><p>giardini: quattro teste montate su pilastrini che decoravano uno dei viali del giardino nord; un nucleo di nove tra statue, teste ed erme che abbellivano l'area della natatio</p><p>(piscina) sul lato</p><p>est; le due coppie di Centauri e</p><p>Centauresse rinventi fuori posto sotto il portico nord, che servivano come elementi di fontana in un punto imprecisato della villa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 18:47:34 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 18:52:14 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Le strade di Pompei, come quella visibile nel video , rappresentano un esempio straordinario dell’ingegneria urbana dell’antica Roma. Erano costruite con <strong>basoli di pietra lavica</strong>, materiale resistente derivato dal Vesuvio, e progettate per durare nel tempo. Questi lastricati sono caratterizzati da una superficie irregolare, che serviva a migliorare la presa dei carri trainati da cavalli.</p><p><br></p><p>Le strade erano ben organizzate, con un <strong>sistema di drenaggio naturale</strong> che permetteva all’acqua piovana di defluire verso i lati o nelle cloache sotterranee. Ai margini si trovavano <strong>marciapiedi rialzati</strong>, utilizzati dai pedoni per camminare al sicuro dal traffico e dall’acqua stagnante. In molti punti si trovano i cosiddetti <strong>“passaggi pedonali”</strong>, formati da grandi pietre disposte in fila, che consentivano alle persone di attraversare la strada senza sporcarsi.</p><p><br></p><p>Le strade principali erano affiancate da <strong>case, negozi e botteghe</strong> e collegate a vie secondarie. Alcune strade portavano alle piazze centrali o ai luoghi di culto, come il Foro o i templi. Ancora oggi, queste vie lasciano intuire la vivacità e l’organizzazione della vita urbana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 19:03:40 UTC</pubDate>
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         <title>Nella sala di attesa di Oplontis </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella villa pompeiana di Oplontis. In quest'immagine abbiamo una sala d'attesa risalente al 79 d.c. In questo luogo è presente la particolarità, che poco si ritrova nelle altre stanze, di avere un'illuminazione tramite delle finestre. Ai lati sono presenti diverse "panche", che all'epoca servivano come luogo d'attesa  per poter parlare con la nobiltà locale. I reperti scoperti nel sito sono situati ed esposti in teche trasparenti lungo la stanza, così da poterli ammirare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 19:59:04 UTC</pubDate>
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         <author>delisiokiara</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Triclinio era una vasta e lussuosa sala da pranzo, con triclinii (lettini) disposti lungo le pareti dove i commensali si sdraiavano per mangiare. Al centro della stanza si trovava la mensa, un tavolo da cui si serviva il cibo.</p><p>Il pavimento era decorato con un mosaico bianco che creava una separazione visiva tra l'entrata e il resto della sala. Le pareti erano adornate con affreschi in stile II, raffiguranti colonnati in prospettiva, piccoli tempietti a forma di cupola, passaggi chiusi da porte e un cancello che conduceva a un magnifico giardino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-12 20:37:02 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>il video mostra una collezione di anfore conservate in un’area protetta di Pompei. Le anfore erano contenitori in terracotta utilizzati nell’antichità per il trasporto e la conservazione di liquidi come vino, olio e acqua, ma anche di alimenti secchi come grano e legumi.</p><p>Questi reperti archeologici, recuperati durante gli scavi, offrono una testimonianza preziosa della vita quotidiana e del commercio a Pompei. La loro presenza indica la ricchezza dei traffici commerciali e l’importanza della città come centro economico dell’epoca romana.</p><p>L’area in cui sono custodite sembra una sorta di deposito archeologico, dove i reperti sono protetti e catalogati per preservarne l’integrità. Le anfore visibili dietro le grate sono esempi straordinari dell’abilità artigianale e della funzionalità degli oggetti della vita quotidiana nell’antica Roma.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 08:17:55 UTC</pubDate>
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         <title>Sara boccella</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 09:15:23 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La foto mostra una fontana pubblica di Pompei, uno degli elementi distintivi della vita quotidiana dell’antica città romana.</p><p>A Pompei, queste fontane erano distribuite lungo le strade principali e secondarie per garantire l’approvvigionamento idrico a tutti gli abitanti. Erano collegate al complesso sistema idraulico della città, alimentato da acquedotti che portavano l’acqua nelle case private più ricche, nelle terme e nei punti pubblici come questa fontana.</p><p>Caratteristiche:</p><p>	•	Forma rettangolare in pietra: Tipica delle fontane pompeiane, realizzate con materiali resistenti per sopportare l’uso quotidiano.</p><p>	•	Foro frontale: Da qui fuoriusciva l’acqua, probabilmente attraverso un tubo di bronzo o piombo, per riempire secchi, anfore o per uso diretto.</p><p>	•	Funzione sociale: Le fontane erano non solo utili per raccogliere acqua, ma anche luoghi d’incontro per la comunità, un punto centrale nella vita urbana.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 11:16:25 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Foro di Pompei era il centro nevralgico della vita pubblica della città, una vasta piazza rettangolare di circa 38x142 metri, circondata da colonnati e affiancata da edifici religiosi, politici ed economici. Costituiva il cuore della comunità, dove i cittadini si riunivano per discutere di affari, amministrazione e religione.</p><p><br></p><p>Struttura e Funzioni</p><p><br></p><p>1. Edifici Religiosi</p><p><br></p><p>Tempio di Giove: Situato nella parte settentrionale del Foro, era dedicato a Giove e successivamente alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva) dopo la conquista romana. Questo edificio monumentale simboleggiava il potere di Roma su Pompei.</p><p><br></p><p>Tempio di Apollo: Posizionato a ovest, è uno dei luoghi di culto più antichi della città. Qui si celebravano rituali legati alla divinità protettrice della città.</p><p><br></p><p>Tempio di Vespasiano: Costruito per onorare l'imperatore divinizzato.</p><p><br></p><p>2. Edifici Politici</p><p>Basilica: Situata sul lato occidentale, era il centro delle attività giudiziarie e commerciali. Qui si tenevano i processi e si stipulavano contratti.</p><p>Curia e Comitium: Qui si riunivano i magistrati locali e si svolgevano assemblee cittadine.</p><p><br></p><p>3. Strutture Economiche</p><p>Macellum: Un mercato coperto situato sul lato nord-est del Foro, dove si vendevano carne, pesce e altri prodotti freschi.</p><p><br></p><p>Granai del Foro: Oltre a funzionare come deposito alimentare, oggi ospitano molti dei reperti archeologici trovati durante gli scavi, come anfore e calchi in gesso delle vittime dell'eruzione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 11:34:35 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La foto mostra un <strong>impluvium</strong> di una domus romana a Pompei, usato per raccogliere l’acqua piovana dall’apertura del tetto (compluvium). È rivestito in marmo, indice di una casa appartenente a una famiglia ricca, e si trova al centro dell’atrio. Funzioni principali:</p><p>1. <strong>Raccolta dell’acqua</strong>: Per uso domestico, spesso collegato a una cisterna.</p><p>2. <strong>Estetica</strong>: Decorativo, simbolo di status sociale.</p><p>3. <strong>Luce e ventilazione</strong>: Parte integrante del design delle case romane.</p><p><br></p><p>Un tipico esempio dell’ingegnosità architettonica romana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 11:54:36 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Una guida turistica di Pompei è una figura essenziale per esplorare e comprendere uno dei siti archeologici più importanti e affascinanti al mondo. Grazie alla sua conoscenza, una guida trasforma le rovine in una narrazione viva, riportandoci indietro nel tempo per scoprire come vivevano, lavoravano e si divertivano gli abitanti dell’antica città romana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-13 12:04:22 UTC</pubDate>
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