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      <title>La narrazione nel pensiero del Secolo breve by HUB Scuola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-02 07:22:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;     </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-08 10:36:09 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La filosofia di fronte al Secolo Breve<br></strong><br>Il <strong>Novecento</strong>, definito “<strong>il Secolo breve</strong>” dallo storico inglese <strong>Eric J. Hobsbawm</strong> (1917-2012), è un'epoca in cui convivono enormi contrasti e straordinari progressi. È infatti il secolo in cui si assiste a un <strong>avanzamento economico, tecnologico, scientifico e sociale</strong> senza precedenti, ma è anche quello in cui infiammano <strong>guerre devastanti</strong> e si perpetrano <strong>genocidi </strong>inimmaginabili; è il secolo in cui si affermano e si consolidano le grandi <strong>democrazie</strong> liberali, ma anche quello in cui l'esperienza dei <strong>totalitarismi</strong> mette in discussione il concetto stesso di umanità.<br><br>Complessivamente il Novecento è un secolo di <strong>crisi</strong>, ovvero un'epoca di <strong>grandi cambiamenti</strong>, le cui molteplici direzioni hanno stimolato a livello filosofico <strong>percorsi</strong> <strong>multiformi e multidisciplinari</strong>, aperti al nuovo e a sperimentazioni inedite. Il pensiero del Secolo Breve, quindi, conosce diverse chiavi di lettura, ovvero <strong>narrazioni</strong>, dell'esperienza umana, della società, degli eventi drammatici che lo attraversano.&nbsp; <br><br>Mentre l'<strong>ermeneutica gadameriana</strong>, da una prospettiva radicalmente alternativa alla tradizione analitica, porta al centro della riflessione filosofica il <strong>linguaggio, </strong>la <strong>Scuola di Francoforte</strong>, partendo da un'originale ripresa del marxismo e della dialettica hegeliana, costruisce una serrata <strong>critica alla società borghese e capitalistica</strong>. Da parte sua, infine, <strong>Hannah Arendt</strong> (1906-1975) analizza nel profondo l'“anima” dei <strong>regimi totalitar</strong>i, offrendo una diagnosi ancora oggi illuminante e attualissima.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 17:00:29 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Hannah Arendt e la banalità del male<br></strong><br>A dodici anni da <em>Le origini del totalitarismo</em>, Hannah Arendt torna a interrogarsi sulla questione dell'a<strong>desione di massa al nazismo</strong> e sulle <strong>responsabilità moral</strong>i di quanti vi parteciparono attivamente o soltanto vi avevano assisto passivamente. L'occasione è la pubblicazione in <strong><em>La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme</em></strong> (1963) dei <strong><em>reportages</em></strong> redatti dalla filosofa durante la sua esperienza come inviata della rivista culturale «The New Yorker» al <strong>processo tenutosi a Gerusalemme contro Adolph Eichmann</strong> (1906-1962), l'ex ufficiale delle SS a capo della logistica dei campi di sterminio nazista.<br><br>La tesi di Arendt è spiazzante e attira su di sé <strong>aspre critiche </strong>e <strong>accese polemiche </strong>non solo da parte della comunità ebraica ma anche da amici e colleghi, tra cui il filosofo Hans Jonas (1903-1993). La sua descrizione dell'ex ufficiale nazista, infatti, è quella di un <strong>uomo mediocre</strong>, zelante e grigio burocrate, e non di uno spietato criminale. Da qui deriva l'idea di un <strong>male «banale»</strong>, che non è riconducibile alla mostruosa malvagità di lo compie, ma è piuttosto il frutto di un'acritica adesione dell'uomo divenuto massa agli ordini dello Stato totalitario. Così facendo, va perduto ogni senso morale e quello che rimane è soltanto <strong>obbedienza cieca</strong> e mera passività. <br><br>Questa lettura della Arendt, però, non intende sollevare chi compie tali misfatti dalla responsabilità morale delle loro azioni. Al contrario, vuole segnalare l'<strong>estremo pericolo</strong> che si nasconde dietro la banalità del male: <strong>chiunque è in grado di compierlo</strong> non appena si dimentichi di immedesimarsi negli altri e di pensare e giudicare le proprie in maniera critica.<br><br><em>Che cosa ne pensi di questa tesi di Hannah Arendt? Credi che il pericolo della banalità del male sia ancora attuale nel nostro tempo? Con l'aiuto dell'insegnante, apri un dibattito in classe, insieme ai tuoi compagni, su questo tema.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-11 06:27:09 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA </title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/qyalgwla9j3ouulx/wish/2218009426</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Le origini del totalitarismo<br></strong><br><em>Per approfondire la vita e il pensiero di Hannah Arendt guarda il video della trasmissione </em>Il Tempo e la Storia<em> in cui lo storico </em><strong><em>Emilio Gentile</em></strong><em> inquadra la riflessione e l'opera della filosofa tedesca all'interno delle grandi trasformazioni politiche di inizio Novecento e della drammatica parabola dei regimi totalitari, di cui Arendt – autrice del celebre volume </em>Le origini del totalitarismo<em> (1951) – resta una delle più raffinate e profonde interpreti.<br><br>Rispetto alle analisi proposte da Arendt, esistono ancora i pericoli di una degenerazione totalitaria della nostra società? Lo stretto rapporto tra ideologia, società di massa e potere, sulla base del quale si sono sviluppati i regimi dei primi del Novecento, pensi si possa riprodurre anche oggi come condizione del sorgere di nuove forma autoritarie di potere politico?</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-11 06:29:35 UTC</pubDate>
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         <title>CINEMA E TV</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/qyalgwla9j3ouulx/wish/2218010590</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Taika Waititi, </strong><strong><em>Jojo Rabbit</em></strong><strong> (2019)<br><br></strong>Il film mette in scena, con le potenti armi dell'<strong>ironia</strong> e assecondando in maniera geniale il ritmo di una <strong>commedia surreal</strong>e, la tragedia e l'orrore del nazismo.<br><br><strong>Jojo Betzler</strong>, dolce e timido bambino tedesco di dieci anni, è un grande ammiratore e un <strong>fiero sostenitore del regime nazista</strong>. Siamo nel 1944, nelle battute finali dei terribili anni della <strong>Seconda guerra mondiale:</strong> Jojo trascorre le sue giornate in compagnia del suo unico amico, Yorki, e frequentando un <strong>campo della Gioventù hitleriana</strong>, dove tenta inutilmente di dare prova della sua ferma volontà di diventare un perfetto nazista. Di fronte all'ordine di uccidere un coniglio, infatti, Jojo si rifiuta e prova anche a liberarlo, venendo per questo <strong>deriso e umiliato</strong> dal resto del gruppo che lo etichetta con il nomignolo “Jojo Coniglio (in inglese, <em>rabbit</em>)”.<br><br>Jojo, però, non demorde: al suo fianco, infatti, ha un <strong>amico speciale, seppur immaginario</strong>, che lo sprona comunque ad andare avanti e a sentirsi parte della grande comunità nazista: una <strong>versione grottesca e caricaturale di Aldolf Hitler</strong>, con cui il bambino dialoga costantemente e che rappresenta il suo grande motivatore.<br><br>Le ferme convinzioni naziste di Jojo cominciano però a essere messe in discussione, fino a vacillare, quando scopre che la <strong>madre Rose</strong>, con cui vive da solo, <strong>tiene nascosta in soffitta una ragazza ebrea</strong>, Elsa, vecchia compagna di classe della sorella di Jojo, venuta da poco a mancare. <br><br><em>Guarda il trailer ufficiale del film.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/vW_NBzWHv6A" />
         <pubDate>2022-06-11 06:34:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/qyalgwla9j3ouulx/wish/2218010917</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La verità oltre la scienza: l'ermeneutica di Gadamer<br><br></strong>Esiste un orizzonte di verità che oltrepassa l'ambito sottoposto al controllo della scienza moderna della natura e al dominio delle sue metodologie? La risposta di <strong>Hans-Georg Gadamer</strong> (1900-2002) è affermativa: vi sono infatti alcune decisive esperienze di <strong>verità extrametodiche</strong>, di cui la pretesa universalità di spiegazione della metodologia scientifica non riesce in alcun modo a dar conto. Si tratta della fruizione di un'<strong>opera d'arte</strong>, dell'interpretazione di un <strong>testo</strong>, della comprensione di un <strong>evento storico</strong>.<br><br>L'arte, il linguaggio, la storia sono ambiti di verità e conoscenza dove cruciale per Gadamer è il ruolo dell'<strong>interpretazione.</strong> Essa, infatti, non è uno dei tanti comportamenti possibili per l'uomo, ma definisce il suo <strong>rapporto con il mondo e con se stesso</strong>, che è originariamente un rapporto di <strong>precomprensione (</strong>l'uomo non esiste mai come soggetto astratto, ma è sempre situato in una particolare prospettiva di senso nel suo rapportarsi agli altri e al mondo). <br><br>L'<strong>ermeneutica</strong>, ossia l'arte dell'interpretazione, assume quindi per Gadamer una <strong>portata universale e ontologica</strong>: ermeneutico è lo stesso <strong>aprirsi dell'esistenza dell'uomo al mondo </strong>(alla vita, all'arte, alla conoscenza).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-11 06:35:48 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/qyalgwla9j3ouulx/wish/2218012670</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Che cos'è l'ermeneutica?</strong><br><br><em>Per approfondire le radici dell'ermeneutica contemporanea e per comprenderne i caratteri fondamentali guarda questo video di repertorio in cui è lo stesso </em><strong><em>Gadamer</em></strong><em> a tenere – per così dire – una lezione sul senso del suo percorso filosofico e sullo statuto della sua proposta ermeneutica.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/-wOstOTf6oA" />
         <pubDate>2022-06-11 06:43:04 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/qyalgwla9j3ouulx/wish/2218477237</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il fallimento dell'Illuminismo<br></strong><br>Pubblicata nel 1947 e scritta da <strong>Max Horkheimer</strong> (1895-1973) e <strong>Theodor Wiesengrund Adorno </strong>(1903-1969), <strong><em>Dialettica dell'Illuminismo</em></strong> è considerata l'opera manifesto della <strong>Scuola di Francoforte</strong>. La tesi al centro del volume è infatti dirompente e inedita: anziché una determinata epoca storica e culturale, contrassegnata dal desiderio di emancipazione e dal trionfo del pensiero critico, l'<strong>Illuminismo</strong> è una narrazione millenaria che racconta la <strong>volontà di dominare la natura da parte dell'uomo attraverso la ragione</strong>.<br><br>Dietro la <strong>storia dell'Occidente</strong>, di cui l'Illuminismo francese non è altro che il punto culminante, si cela dunque per Horkheimer e Adorno una ferrea <strong>logica di dominio.</strong> Lo strumento principe di questa logica è la ragione, il cui unico scopo si è ridotto a prendere <strong>possesso dell'altro da sé </strong>(procedimento con cui l'uomo crede di poter rimuovere le paure e le angosce che da sempre lo assillano), precludendosi così qualsiasi possibilità di incontrare in maniera autentica l'altro.<br><br>Da questa logica di dominio deriva quindi una nuova forma di schiavitù per l'uomo: egli, infatti, è ormai incapace di riconoscere alla <strong>natura</strong> qualsiasi valore e significato, e la vede soltanto come <strong>strumento a sua disposizione</strong>. Così facendo, però, l'uomo si è nel contempo <strong>estraniato da se stesso</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-12 09:29:14 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Guarda il video in cui lo psicoanalista </em><strong><em>Massimo Recalcati</em></strong><em> approfondisce il significato della lettura del concetto di Illuminismo da parte di Horkheimer e Adorno</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/2-rjCepBIRc" />
         <pubDate>2022-06-12 09:34:29 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Benjamin e l'</strong><strong><em>Angelus Novus</em></strong><strong> di Paul Klee<br><br>Walter Benjamin</strong> (1892-1940) non fa direttamente parte del gruppo di pensatori che anima la Scuola di Francoforte; tuttavia, per affinità di interessi e temi, la sua riflessione può essere accostata a quella dei francofortesi.<br><br>Celebre è la sua interpretazione dell'<strong><em>Angelus Novus</em></strong>, opera del pittore tedesco <strong>Paul Klee</strong> (1879-1940). In questo piccolo quadro, una stampa realizzata con la tecnica – ideata dallo stesso Klee – del trasferimento dell'olio con al centro una figura a metà tra l'uomo e l'animale, Benjamin rintraccia la sua visione della storia. <br><br>Quello raffigurato da Klee è per il filosofo tedesco l'<strong>angelo della storia</strong>. Rappresentato con gli occhi spalancati e la bocca aperta, l'angelo trasmette <strong>angoscia e impotenza: </strong>sembra sul punto di «allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo» ed è come se fosse in procinto di lanciare un grido. Ciò su cui ha fisso lo sguardo, però, non è un immaginario futuro ma il <strong>passato,</strong> tempo carico di <strong>macerie e devastazione</strong>, di <strong>orrori e immani catastrofi</strong>. Non è dunque guardando con ottimismo al futuro, a cui l'angelo volta le spalle, ma spalancando gli occhi verso il passato come luogo della memoria che per Benjamin è possibile la salvezza: la storia è quindi un «<strong>atto di redenzione</strong>», che si consuma nel momento in cui si ha la forza di <strong>rivolgersi al passato di ingiustizia per riscattarlo</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-12 09:45:04 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Odio gli indifferenti</em></strong><strong>: la narrazione di Antonio Gramsci per il rinnovamento ideale e morale</strong><br><br>Da una <strong>prospettiva marxista</strong>, uno dei più grandi intellettuali e pensatori italiani ed europei del primo Novecento, <strong>Antonio Gramsci</strong> (1891-1937), nel testo <strong><em>Odio gli indifferenti </em></strong>(11 febbraio 1917) lancia un chiaro monito alla società del suo tempo, che già manifesta i sintomi della <strong>malattia “totalitaria” </strong>che l'avrebbe consumata negli anni Trenta.<br><br>Quella gramsciana è una narrazione che ha segnato in profondità la storia della cultura politica italiana, prefigurando una “città futura” in cui ampio spazio sarà dato alla <strong>partecipazione politica dei cittadini</strong>, a fondamento dello <strong>Stato democratico</strong>:<br><br></div><blockquote>Sono partigiano, vivo, sento nella coscienza della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.</blockquote><div><br><em>Pensi che il monito gramsciano sia ancora oggi attuale? Perché è importante non essere indifferenti?</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 07:29:34 UTC</pubDate>
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