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      <title>Il viaggio di Dante: visita virtuale presso le tappe del &quot;Ghibellin Fuggiasco&quot; tra luoghi e simboli di ieri e oggi. by Miryam</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-06 10:15:58 UTC</pubDate>
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         <title>Firenze - Casa di Dante a Firenze</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 sotto la costellazione dei Gemelli (tra Maggio e Giugno) in una famiglia Guelfa. Non si hanno molte notizie a riguardo della sua biografia, difatti non si possiede nemmeno la sua firma né il testo originale della Divina Commedia: si fa riferimento al testo letto da Boccaccio nelle chiese fiorentine.</p><ul><li><p>Dopo essere stato a Bologna - e prima di essere esiliato - ritorna a Firenze e stringe amicizia con Guido Cavalcanti, con il quale pose le basi per la nuova avanguardia poetica del Dolce Stil Novo.</p></li></ul><p><br></p><p><strong>Museo Casa di Dante a Firenze</strong></p><p>La casa, ricostruita ai primi del Novecento dove sorgeva la <strong>dimora </strong>degli <strong>Alighieri,</strong> documenta la vita a Firenze al tempo di Dante.</p><p>Da giugno 2020, il museo ha un nuovo <strong>allestimento tecnologico e multimediale</strong> che consente di scoprire in modo coinvolgente e interattivo la vita e l’opera del sommo poeta. All’interno della sua casa il visitatore incontrerà Dante uomo, Dante soldato, Dante politico, Dante Poeta e la sua Firenze. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 10:31:44 UTC</pubDate>
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         <title>Bologna, BO</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante si trasferisce a Bologna per frequentare l'Università. </p><p>Conosce Guido Guinizzelli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 10:45:27 UTC</pubDate>
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         <title>Torre Garisenda: il fascino di Bologna racchiuso nel sonetto di Dante</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1287 Dante arriva a Bologna e rimane così impressionato dalla pendenza della Torre Garisenda da scrivere un sonetto. Il conte Giovanni Gozzadini trascrive il sonetto, ritrovato nell'antipagina di un Memoriale Bolognese di quello stesso anno.</p><p>I testi poetici venivano inseriti nelle pagine vuote degli atti notarili per evitare aggiunte illegali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 10:55:00 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, RM</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante si reca a Roma come ambasciatore dei Guelfi Bianchi per incontrare Papa Bonifacio VIII, a seguito della divisione tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri. </p><p>Quando i Guelfi Neri conquistano il potere, esiliano gli esponenti dei Guelfi Bianchi, tra cui Dante: nel 1302 viene condannato in Contumacia con l'accusa di baratteria, e da allora non ritorna più a Firenze.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 11:33:57 UTC</pubDate>
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         <title>Siena - Le lapidi della Divina Commedia</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante conobbe Siena molto bene, forse meglio di altre città toscane; la sua familiarità con luoghi e persone è agevolata dai buoni rapporti politici che all'epoca vi erano con Firenze. Il poeta probabilmente conosceva di persona molti cittadini: il rimatore Benuccio Salimbeni e Cecco Angiolieri, col quale Dante ebbe relazioni personali e dirette, sono alcuni esempi.</p><p><br/></p><p><strong>Le Lapidi della Divina Commedia </strong></p><p>Nella città di Siena sono presenti 8 lapidi con citazioni afferenti ai Canti della Divina Commedia, sulle facciate di edifici storici collegati alle terzine dantesche. La prima è collocata sulla casa della Consuma e si riferisce alla Brigata Spendereccia, un gruppo di giovani provenienti dalle maggiori famiglie nobiliari senesi che si riunirono in questo palazzo intorno al 1270 con l’unico scopo di sperperare tutti i loro denari.</p><p><br/></p><blockquote><p><em>«E tranne la brigata, in che disperse</em></p><p><em>Caccia d’Ascian la vigna e la gran fonda,</em></p><p><em>e l’Abbagliato suo senno proferse.»</em></p><p><em>(Inferno XXIX, vv. 130-132)</em></p></blockquote><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 11:42:30 UTC</pubDate>
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         <title>Treviso - Ponte Dante</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>A Treviso, Dante fu ospitato da Gherardo III da Camino. Il Sommo Poeta gli dimostrò tutta la sua gratitudine e la sua stima spendendo ottime parole per lui ricordandolo non solo nel Convivio, ma anche nella Divina Commedia, nel Canto XVI del Purgatorio. </p><p><br></p><p><strong>Ponte Dante</strong></p><p>Il luogo trevigiano legato a Dante più famoso in assoluto è <strong>ponte Dante</strong>, in zona universitaria. Nel 1865 la municipalità di Treviso ha infatti voluto omaggiare il poeta con un monumento a lui dedicato. Ha inoltre ribattezzato un ponticello proprio "<strong>dove il Sile e il Cagnano s’incontrano"</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 12:48:08 UTC</pubDate>
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         <title>Lunigiana - Casa di Dante in Lunigiana</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo la morte di Gherardo Da Camino nel 1306, Dante trova rifugio in Lunigiana, tra Toscana e Liguria, ospite di Franceschino Malaspina, casata elogiata nell’ottavo Canto del Purgatorio. Dante contraccambiò l’ospitalità dei Malaspina mettendosi a servizio come loro procuratore e legato per dirimere alcune controversie. <strong>Durante questo periodo, Dante inizia a scrivere la Divina Commedia.</strong></p><p><br></p><p><strong>Museo "Casa di Dante in Lunigiana"</strong></p><p>Il Museo <em>‘Casa di Dante in Lunigiana’</em> (già “Museo Dantesco Lunigianese”) è dedicato allo stretto rapporto che ha legato Dante Alighieri e la Lunigiana Storica durante l'esilio. Il museo è stato fondato nel 2003 dal “Centro Lunigianese di studi Danteschi”, che ne è unico gestore, e si trova nel borgo storico di Mulazzo.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 12:49:13 UTC</pubDate>
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         <title>Verona e Gli Scaglieri</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>A Verona, Dante viene ospitato dagli Scaglieri. Qui<strong> </strong>visse in tutto circa sette anni: dal 1303 al 1304, ospitato da Bartolomeo della Scala, e dal 1312 al 1318, ospitato da Cangrande della Scala, al quale sarà dedicata la Cantica del Paradiso. La magnificenza di Cangrande è descritta nel <strong>Canto XVII</strong> della Divina Commedia:</p><blockquote><p><em>"Le sue magnificenze conosciute <br>saranno ancora, sì che ‘suoi nemici <br>non ne potrai tener le lingue mute."<br>(Paradiso, canto XVII, vv.70-93)</em></p></blockquote><p>L'Epistola XIII è la più discussa, essendo la lettera con cui Dante invia a Cangrande della Scala un gruppo di canti del <em>Paradiso</em> e con la quale gli dedica la III Cantica: nella lettera Dante fornisce al suo illustre protettore alcune spiegazioni circa il contenuto del poema, in particolare sulla struttura allegorica dell'opera.</p><p>Durante questo periodo scrisse il <strong>De Vulgari Eloquentia</strong> e la prima parte del<strong> Convivio.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 13:15:53 UTC</pubDate>
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         <title>Dante in Casentino</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il viaggio di Dante in Casentino inizia dalla Piana di Campaldino, luogo in nel 1289 si combatté una battaglia tra i guelfi fiorentini e i ghibellini di Arezzo, e continua con il ritorno durante l'esilio.</p><p><strong>Castello di Poppi</strong></p><p>Nel 1310 Dante fu ospite dei Conti Guidi nella residenza del Castello di Poppi, opera maestosa che sovrasta l’intera vallata. Qui si dice che vi scrisse il XXXIII canto dell’Inferno. Si tratta di uno dei canti più celebri della Divina Commedia che ruota intorno alla figura del Conte Ugolino della Gherardesca, con il quale i Guidi si sarebbero imparentati per via matrimoniale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 13:25:27 UTC</pubDate>
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         <title>Padova, PD</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Si dice che, durante la sua permanenza a Padova, Dante incontrò Giotto, intento nella realizzazione degli affreschi per la Cappella degli Scrovegni. Molti dei concetti espressi nel Giudizio Universale siano stati suggeriti a <strong>Giotto </strong>da <strong>Dante</strong> stesso.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 13:39:39 UTC</pubDate>
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         <title>Ravenna e la Tomba di Dante</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ravenna è l’<em>ultimo rifugio</em> di Dante Alighieri, <em>l’asilo conveniente</em> dove Dante potè trovare <em>non una corte ghibellina ove si spolitichi tutto il giorno; ma la pianura, il mare.</em> Venne ospitato dal signore della città, Guido Novello da Polenta. Grazie al periodo di pace, stabilità e al mecenatismo di Guido, Dante trovò il luogo ideale in cui terminare l’ultima cantica della Divina Commedia e comporre due Egloghe, la sua prima e unica prova di poesia latina.</p><p>Qui morì nel 1321.</p><p><br></p><p><strong>Tomba di Dante a Ravenna</strong></p><p>La Tomba di Dante venne costruita nel 1782 su progetto dell’architetto ravennate Camillo Morigia che, da fine interprete delle nuove tendenze dell’architettura, si ispirò ai principi del neoclassicismo; al suo interno è custodito il sarcofago in marmo che ospita le ossa di Dante.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 13:47:42 UTC</pubDate>
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         <title>Forlì e Scarpetta Orderlaffi</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Durante il suo esilio, Dante fu accolto da Scarpetta: il “vir nobilis et ghibellinorum in Forlivio princeps”, come lo definirà il celebre storico ed umanista forlivese Flavio Biondo (è l’unica testimonianza certa della presenza di Dante a Forlì), gli mise a disposizione la “Caxa Granda”, il suo quartier generale posto sull’attuale corso Garibaldi, laddove insiste Palazzo Albicini. Quasi sicuramente, per conto della casata ospitante, il Sommo Poeta ricoprì l'incarico di “epistolarum dictator”, una sorta di consigliere politico. “Scarpetta – scrive Giuseppe Pecci in “Gli Ordelaffi” – non fu mai dominus di Forlì, come erroneamente si trova scritto in molte opere. La signoria degli Ordelaffi vera e propria incomincerà solo nel 1315 con il fratello Cecco”.</p><p><br></p><p><strong>Forlì e il Canto XVI dell'Inferno</strong></p><p>Forlì è menzionata anche nel Canto XVI dell’Inferno, in una similitudine che paragona la cascata dell'infernale Flegetonte a quella dell'Acquacheta: </p><blockquote><p>“<em>Come quel fiume c’ha proprio cammino Prima da Monte Viso ‘nver’ levante, da la sinistra costa d’Appennino, che si chiama Acquacheta suso, avante che si divalli giù nel basso letto, e a Forlì di quel nome è vacante, rimbomba la sovra San Benedetto de l’Alpe per cadere ad una scesa ove dovea per mille esser recetto; così, giù d’una ripa discoscesa, trovammo risonar quell’acqua tinta, sì che ‘n poc’ora avria l’orecchia offesa</em>”.</p></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 10:58:00 UTC</pubDate>
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         <title>Lucca</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dante si trasferì a Lucca nel <strong>1308</strong>, presso una nobildonna, Gentucca, con la quale ebbe una breve relazione sentimentale. In quest'anno terminò il <em>Convivio</em>, e iniziò a scrivere il <em>De Monarchia</em>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 11:08:38 UTC</pubDate>
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         <title>Parigi e la rue du Fouarre </title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><p>Un'altra testimonianza del soggiorno di Dante a Parigi figura in un'altra stele che si trova davanti all'odierna Sorbona e che recita testualmente: <br><em>«Già dal 1293 Firenze è in preda a lotte incessanti fra i partiti guelfi e ghibellini. Dante nato da una famiglia conosciuta, ma non veramente ricca, dopo diversi anni durante i quali si è impegnato nella politica della città, viene proscritto nel 1302 e condannato al rogo se fosse sorpreso nel territorio del Comune. I suoi beni sono confiscati e la sua casa bruciata. Il poeta inizia allora, fino alla sua morte nel 1321, la sua vita di esiliato, interamente dedicata alla sua opera&nbsp;. Di passaggio a Parigi celebra nei suoi scritti il «Vico degli strami»</em>.&nbsp;<em>Infatti questa strada trae il suo nome dai mucchi di fieno dove si sedevano gli studenti. Forse i Misteri rappresentati sul sagrato di Notre Dame hanno contribuito a nutrire l’ispirazione visionaria dei cerchi dell’Inferno»</em></p></blockquote><p><br>Nel <em>Canto X del Paradiso</em> (137-138), San Tommaso mostrando a Dante <em>«la luce eterna di Sigieri»</em> parla del Vico degli Strami (la rue du Fouarre) dove era situata detta Facoltà che costituiva, insieme alla Facoltà di diritto, di medicina e di teologia, l’istituzione di grande reputazione che diventerà la Sorbona.<br><br><em>«Questi, onde a me ritorna il tuo riguardo,<br>E’l lume d’uno spirto che ‘n pensieri<br>Gravi a morir li parve a venir tardo:<br>Essa è la luce eterna di Sigieri,<br>Che leggendo nel Vico degli Strami, sillogizzo’ invidiosi veri»</em>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 13:08:51 UTC</pubDate>
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         <title>I nostri luoghi citati da Dante: Catona</title>
         <author>miryam800</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><p>…“E quel corno d’Ausonia che s’imborga</p><p>di Bari di Gaeta e di Catona,</p><p>da ove Tronto e Verde in mare sgorga”. VV 61-63</p></blockquote><p>È proprio in Paradiso, precisamente nel Canto VIII, che Dante colloca la Calabria. Si riferisce a Catona, quartiere della periferia nord di Reggio Calabria, che viene citata da Carlo Martello, mentre descrive i confini di quel regno del quale sarebbe diventato re, se non fosse morto troppo presto: il Regno di Napoli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-12 13:12:31 UTC</pubDate>
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