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      <title>Pensieri che scorrono by </title>
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      <description>in CFCS</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-28 10:11:52 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Manzoni</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>da <em>I Promessi Sposi</em>, cap. XVII,&nbsp;1825<br>“E stando così fermo, sospeso il fruscìo de’ piedi nel fogliame, tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorìo, un mormorìo d’acqua corrente. Sta in orecchi; n’è certo; esclama: – è l’Adda! – Fu il ritrovamento d’un amico, d’un fratello, d’un salvatore. La stanchezza quasi scomparve, gli tornò il polso, sentì il sangue scorrer libero e tepido per tutte le vene, sentì crescer la fiducia de’ pensieri, e svanire in gran parte quell’incertezza e gravità delle cose; e non esitò a internarsi sempre più nel bosco, dietro all’amico rumore.</div><div>Arrivò in pochi momenti all’estremità del piano, sull’orlo d’una riva profonda; e guardando in giù tra le macchie che tutta la rivestivano, vide l’acqua luccicare e correre. Alzando poi lo sguardo, vide il vasto piano dell’altra riva, sparso di paesi, e al di là i colli, e sur uno di quelli una gran macchia biancastra, che gli parve dover essere una città, Bergamo sicuramente.</div><div>(…) Renzo, ora che l’Adda era, si può dir, passata, gli dava fastidio il non saper di certo se lì essa fosse confine, o se, superato quell’ostacolo, gliene rimanesse un altro da superare. Onde, chiamato il pescatore, e accennando col capo quella macchia biancastra che aveva veduta la notte avanti, e che allora gli appariva ben più distinta, disse:</div><div>– è Bergamo, quel paese?</div><div>– La città di Bergamo, – rispose il pescatore.</div><div>– E quella riva lì, è bergamasca?</div><div>– Terra di san Marco.</div><div>– Viva san Marco! – esclamò Renzo. Il pescatore non disse nulla.”</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-08-04 07:51:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cfcs1</author>
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         <pubDate>2022-08-04 07:51:24 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Bergonzoni</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Per essere fiume non basta fare un corso d'acqua</em>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-22 10:30:08 UTC</pubDate>
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         <title>Dagmar Trinks</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fiume sacro all'Arte e alla Vita, 2011<br><a href="http://artepiave.blogspot.com/">http://artepiave.blogspot.com/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-22 10:44:09 UTC</pubDate>
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         <title>Rabindranath Tagore</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Quanto più uno vive solo, sul fiume o in aperta campagna, tanto più si rende conto che non c'è nulla di più bello e più grande del compiere gli obblighi della propria vita quotidiana, semplicemente e naturalmente. Dall'erba dei campi alle stelle del cielo, ogni cosa fa proprio questo; c'è tale pace profonda e tale immensa bellezza nella natura.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-22 10:46:02 UTC</pubDate>
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         <title>Vincent van Gogh </title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Notte stellata sul Rodano</em>, 1888</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:38:00 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Sanna</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Fiume Lento</em>, 2013</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:51:45 UTC</pubDate>
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         <title>Recover</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Trailer del documentario <em>Le ali della palude, </em>voce narrante Alberto Angrisano, 2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:52:59 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Baricco</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>da <em>Oceano Mare</em>, 1993<br>"<em>Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare."&nbsp;<br>Alessandro Baricco - Oceano Mare&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:55:58 UTC</pubDate>
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         <title>Michelangelo Antonioni</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Film <em>Gente del Po</em>, 1943<br>Verso la fine del suo corso, dopo aver raccolto tutta l’acqua che scende dalle Alpi e dagli Appennini, il Po diventa navigabile. Sono convogli di barconi dal fondo piatto, carichi dei prodotti agricoli della regione. Non è una navigazione facile. Ci vuol gente invecchiata sul Po. Sui barconi essi hanno la loro casa. Il barcone è il lavoro, la casa, gli affetti. Su e giù per il grande fiume tra la riva emiliana e quella veneta, nella casa che cammina verso il mare. Un om’, una dona, una putina. Col favore della corrente sono viaggi che durano al massimo una giornata. Vista dall’argine l’acqua è piatta come l’asfalto. Sulla riva sostano lavandaie. Oltre gli argini spuntano malinconiche facciate di case di campagna. Dalle finestre si affaccia sempre qualcuno a guardare il fiume. E’ una vita dura, sempre uguale, ma chi dai campi guarda passare il convoglio pensa forse alla felicità. Partire. Viaggiare. Cambiare vita. Il mare è là, in fondo al viaggio. A questo antichissimo mulino a ruote invece nessuno guarda più da anni. L’arrivo del convoglio è sempre una festa. I barconi fanno un gran giro per mettersi controcorrente e attraccare. Più tardi la donna scende a terra, che fa già quasi sera. Un povero paese dove la vita scorre lenta come le stagioni, come il fiume. Questo dicono le campane. A quest’ora la gente è sugli argini. Guardate quel giovane con la bicicletta. Al va a far l’amore in riva al Po. E’ una vita uguale, senza speranza. Ma più avanti, tra il cielo e la palude, per la gente del Po la vita diventa ancora più desolata. Non sempre nei giorni di burrasca il letto è sicuro. Bisogna interrompere la pesca, raggiungere subito le capanne in pericolo. Il vento fa forza contro ii tetti di paglia. L’alta marea cresce. Il terreno attorno e dentro i miserabili tuguri diventa fango. In breve il villaggio è invaso dall’acqua. Acqua dolce del Po. Acqua amara dell’Adriatico.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:56:22 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Elisa Cozzarini</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Film <em>La Piave. Racconto di un fiume</em>, 2013</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/vW1PqquKV6M" />
         <pubDate>2022-12-02 17:56:40 UTC</pubDate>
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         <title>Guy de Maupassant</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>da <em>Sul fiume e altri racconti</em>, 1876</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:56:49 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Ungaretti</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>I Fiumi, 1916</em><br><br><em>Cotici il 16 agosto 1916</em></div><div><br><em>Mi tengo a quest’albero mutilato<br>abbandonato in questa dolina<br>che ha il languore<br>di un circo<br>prima o dopo lo spettacolo<br>e guardo<br>il passaggio quieto<br>delle nuvole sulla luna</em></div><div><br><em>Stamani mi sono disteso<br>in un’urna d’acqua<br>e come una reliquia<br>ho riposato</em></div><div><br><em>L’Isonzo scorrendo<br>mi levigava<br>come un suo sasso<br><br>Ho tirato su<br>le mie quattro ossa<br>e me ne sono andato<br>come un acrobata<br>sull’acqua</em></div><div><br><em>Mi sono accoccolato<br>vicino ai miei panni<br>sudici di guerra<br>e come un beduino<br>mi sono chinato a ricevere<br>il sole</em></div><div><br><em>Questo è l’Isonzo<br>e qui meglio<br>mi sono riconosciuto<br>una docile fibra<br>dell’universo</em></div><div><br><em>Il mio supplizio<br>è quando<br>non mi credo<br>in armonia</em></div><div><br><em>Ma quelle occulte<br>mani<br>che m’intridono<br>mi regalano<br>la rara<br>felicità</em></div><div><br>Ho <em>ripassato<br>le epoche<br>della mia vita</em></div><div><br><em>Questi sono<br>i miei fiumi</em></div><div><br><em>Questo è il Serchio<br>al quale hanno attinto<br>duemil’anni forse<br>di gente mia campagnola<br>e mio padre e mia madre</em></div><div><br><em>Questo è il Nilo<br>che mi ha visto<br>nascere e crescere<br>e ardere d’inconsapevolezza<br>nelle distese pianure</em></div><div><br><em>Questa è la Senna<br>e in quel suo torbido<br>mi sono rimescolato<br>e mi sono conosciuto</em></div><div><br><em>Questi sono i miei fiumi<br>contati nell’Isonzo</em></div><div><br><em>Questa è la mia nostalgia<br>che in ognuno<br>mi traspare<br>ora ch’è notte<br>che la mia vita mi pare<br>una corolla<br>di tenebre</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:56:58 UTC</pubDate>
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         <title>José Saramago</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>da <em>Viaggio in Portogallo</em>, 1981<br>"<em>Avvicinatevi, pesci, voi della sponda destra che siete nel fiume Douro, e voi della sponda sinistra che siete nel fiume Duero, avvicinatevi tutti e ditemi quale lingua parlate quando, laggiù, attraversate le acquatiche dogane, e se avete anche voi passaporti e timbri per entrare e uscire. Io sono qui a guardarvi dall’alto di questo sbarramento, e voi guardate me, pesci che vivete in quelle acque che si confondono, voi che altrettanto rapidamente vi trovate da una parte o dall’altra, in una grande fratellanza fra pesci che si mangiano l’un l’altro solo per i bisogni della fame e non per noia della patria. Datemi voi, pesci, una chiara lezione, e spero di non dimenticarla al secondo passo di questo mio viaggio in Portogallo, è bene tenerlo presente: da un luogo all’altro dovrò prestare molta attenzione a ciò che è uguale e a ciò che è differente, sia pur facendo salve, com’è umano e come del resto avviene fra di voi, le preferenze e le simpatie di questo viaggiatore, che non è certo legato a doveri di amore universale, né gli è stato chiesto. Da voi, pesci, infine mi congedo, arrivederci, riprendete la vostra vita finché non arrivano i pescatori, nuotate felici e auguratemi buon viaggio, addio, addio".</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:57:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Salvatore Calì</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Un cuore per la Piave</em>, 2011<br><a href="http://artepiave.blogspot.com/">http://artepiave.blogspot.com/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:57:40 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Cibic</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi sento stanca e secca come uno che cammina da giorni e notti nel deserto ...<br>Fiume che scorre ... acqua che sciacqua la polvere della stanchezza, della mediocrità, del negativismo<br>Fiume Manavgat ... acqua , la base della vita, l'enorme energia ...<br>Fiume ... il rilassamento<br>Fiume che porta i pensieri all'infinito ...</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-02 17:58:47 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna Cibic </title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La ragazza e il fiume</em>, Side - Turchia, 2008, Stampa su tela&nbsp;</div>]]></description>
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         <title>Hermann Hesse</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div>da <em>Siddharta</em>, 1922<br>"[…] Chi fosse riuscito a comprendere quell’acqua e i suoi&nbsp;<br>segreti – così gli pareva – avrebbe compreso anche molte altre cose, molti segreti, tutti i segreti. […] Ecco quel che&nbsp;<br>vedeva: quest’acqua correva correva, sempre correva, eppure era sempre lì, era sempre e in ogni tempo la stessa, eppure in ogni istante un’altra! Oh, chi potesse afferrar questo mistero, comprenderlo! «Imparerai anche questo» disse Vasudeva «ma non da me. Ad ascoltare mi ha insegnato il fiume, e anche tu imparerai da lui. Lui sa tutto, il fiume, tutto si può imparare da lui. Vedi, anche questo tu l’hai già imparato dall’acqua, che è bene discendere, tendere verso il basso, cercare il profondo». […] «Hai imparato anche tu dal fiume quel segreto: che il&nbsp;<br>tempo non esiste?». Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di&nbsp;<br>Vasudeva. «Sì, Siddhartha» rispose. «Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, […]&nbsp;<br>Nulla fu, nulla sarà: tutto è, tutto ha realtà e presenza» […]”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-12 18:01:15 UTC</pubDate>
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         <title>Bedrich Smetana</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La mia patria. La Moldava</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-12 18:18:03 UTC</pubDate>
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         <title>Discover the River</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <pubDate>2023-01-17 15:40:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cfcs1</author>
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         <pubDate>2023-01-17 15:44:28 UTC</pubDate>
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         <title>Franco Piavoli</title>
         <author>cfcs1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il pianeta azzurro, </em>1982</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-17 15:51:23 UTC</pubDate>
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