<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Alla scoperta del centro storico di Oristano by </title>
      <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-06 10:12:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-06-06 19:53:10 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 29, 09170 Oristano OR, Italy</title>
         <author>giovannaorru1</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2186362378</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1702894916/f9bf7bed825a0cfe87270720ff0d01a8/20220314_103618_1_.jpg" />
         <pubDate>2022-05-16 20:04:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2186362378</guid>
      </item>
      <item>
         <title>09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197512360</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La torre di Portixedda è un torrione di forma circolare situato all'incrocio tra le vie Mazzini, Garibaldi, Solferino, a Oristano. I materiali utilizzati per la costruzione del torrione sono basalti, calcareniti e mattoni cotti. Il torrione si presenta a pianta circolare, costituito da uno zoccolo di base a sezione tronco conica fatto in blocchi di medie dimensioni.&nbsp;<br>Era chiusa da anni. Oggi, in contemporanea con&nbsp;le Giornate del patrimonio, la&nbsp;torre di Portixedda, uno dei monumenti simbolo di&nbsp;Oristano, è stata riaperta al pubblico.<br>Si tratta di una delle torrette della vecchia cinta muraria che risale al periodo del&nbsp;giudicato d’Arborea. Il Comune ha provveduto sin da subito alla&nbsp;messa in sicurezza, l’impermeabilizzazione della copertura e la pulizia necessaria.<br>Portixedda potrà essere visitata grazie agli operatori della&nbsp;Memoria storica, la cooperativa che gestisce il museo. Basterà rivolgersi all’Antiquarium&nbsp;per poterla visitare con la guida.Gli orari saranno dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. L’assessore alla Cultura del Comune di Oristano,&nbsp;Massimiliano Sanna, ha dichiarato che la Giunta farà di tutto per trovare le risorse anche per il recupero della&nbsp;torre del giudice Mariano.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/fe54f31f4861aff91c1638c95c876862/_lk__.png" />
         <pubDate>2022-05-24 11:01:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197512360</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Sant&#39;Antonio, 25, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197513169</link>
         <description><![CDATA[<div>Due documenti epigrafici, anticamente collocati sulle torri di San Filippo e San Cristoforo, situate rispettivamente agli ingressi nord e sud della città e oggi custodi presso l’Antiquarium Arborense, rappresentano le fonti principali della realizzazione della fortificazione oristanese ad opera del giudice Mariano II sul finire del XIII secolo.<br>Il circuito murario si snodava per un percorso di 2 km lungo le attuali vie Mazzini, Angioi, Solferino, V. Emanuele II, Duomo e De Castro.&nbsp;<br>L’intero percorso era rafforzato da torrioni difensivi merlati e da 28 torrette quadrilatere.&nbsp;<br>La pianta più antica in cui compare il perimetro delle mura fu realizzata dall’ingegnere Rocco Capellino nel 1554.<br><br>Le mura di Oristano&nbsp;nel medioevo vennero costruite per proteggere il centro abitato, che nel&nbsp;XIII secolo&nbsp;d.C.&nbsp;doveva presentarsi molto diverso da come lo vediamo oggi. Era infatti circondato da un&nbsp;sistema di fortificazioni&nbsp;composto da&nbsp;4 ingressi e 28 torri di guardia.&nbsp;<br><br>Il perimetro esterno coincideva grossomodo con le attuali vie Mazzini, Solferino, Cagliari e Contini e arrivava fino a Piazza Roma. Qui si erge ancora imponente la&nbsp;Torre di Mariano II, una delle tappe della nostra&nbsp;visita guidata.<br>Le mura di Oristano&nbsp;nel medioevo vennero costruite per proteggere il centro abitato, che nel&nbsp;XIII secolo&nbsp;d.C.&nbsp;doveva presentarsi molto diverso da come lo vediamo oggi. Era infatti circondato da un&nbsp;sistema di fortificazioni&nbsp;composto da&nbsp;4 ingressi e 28 torri di guardia. Il perimetro esterno coincideva grossomodo con le attuali vie Mazzini, Solferino, Cagliari e Contini e arrivava fino a Piazza Roma. Qui si erge ancora imponente la&nbsp;Torre di Mariano II, una delle tappe della nostra&nbsp;visita guidata.<br><br><br>La torre misura&nbsp;19 metri d’altezza e&nbsp;ha pianta a U, con il lato rivolto verso l’interno aperto. È costruita interamente in&nbsp;blocchi&nbsp;squadrati d’arenaria, eccetto il primo filare in basalto. Il&nbsp;corpo originale è a&nbsp;base quadrata e suddiviso in&nbsp;tre piani, separati da tavole di legno. Nel&nbsp;1400, fu aggiunta la&nbsp;torretta merlata&nbsp;alta quasi 10 metri. Al suo interno fu collocata una&nbsp;campana realizzata nel 1430 da Bernardo Guardia. Vi si legge la salutazione angelica&nbsp;Ave Maria, ripetuta per&nbsp;24 volte&nbsp;e intervallata da piccoli tralci di rosa.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/1bb359fb4788be94a9ed5f0fddb1f6ca/Immagine_2022_05_31_115403.png" />
         <pubDate>2022-05-24 11:02:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197513169</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 29, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197513597</link>
         <description><![CDATA[<div>La Chiesa e Monastero di Santa Chiara a Oristano, si trova nel cuore della città di Eleonora, immersa negli affascinanti e antichi vicoli che da secoli caratterizzano Oristano.<br>Edificata nel 1343 ad opera di Re Pietro III d’Arborea, la Chiesa e Monastero di Santa Chiara è riuscita negli anni a mantenere quasi intatto il suo aspetto, grazie anche alla posizione riparata da intemperie e dalla cura delle suore clarisse.<br>Di architettura gotica, La Chiesa e Monastero di Santa Chiara, conserva in tutto il suo splendore l’abside e molte parti dell’antico monastero. Inoltre con un’osservazione attenta, si possono ammirare ancora gli emblemi Arborensi alternati a quelli della famiglia d’Aragona.<br>All’interno della Chiesa di Santa Chiara si trova custodito un bellissimo affresco di Mariano IV che invoca la protezione di Santa Chiara per il figlio Ugone III con sotto una bellissima lapide in marmo dove vi è scolpita l’epigrafe funeraria.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/82a84053fe799b75ff95d8d29cffb044/nlh.png" />
         <pubDate>2022-05-24 11:03:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197513597</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cattedrale di Santa Maria Assunta, Piazza Duomo, Oristano, OR</title>
         <author>andreaibba</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197536609</link>
         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;cattedrale di Santa Maria Assunta&nbsp;è il&nbsp;duomo&nbsp;di&nbsp;Oristano&nbsp;e la&nbsp;chiesa madre&nbsp;dell'arcidiocesi Arborense. Sorge nel centro storico cittadino,<br>Essa è una chiesa suburbana, ovvero sviluppata sotto terra.La&nbsp;cattedrale di Santa Maria Assunta&nbsp;è il&nbsp;duomo&nbsp;di&nbsp;Oristano&nbsp;e la&nbsp;chiesa madre&nbsp;. Sorge nel centro storico cittadino, essa è stata costruita in stile gotico nel 1131.<br>Le 16 colonne conservate nel cortile del duomo &nbsp;e i&nbsp;capitelli&nbsp;custoditi nel vicino seminario, permettono di ipotizzare che il primitivo edificio, in&nbsp;stile romanico, avesse tre&nbsp;navate.&nbsp;<br>La cattedrale di Oristano sorge sul luogo di un insediamento di epoca bizantina, come testimoniano le sepolture, risalenti al&nbsp;VII secolo, rinvenute nella piazza antistante l'edificio.Secondo la tradizione, nel 1070, la capitale del giudicato d’Arborea fu trasferita ’,da&nbsp;Tharros&nbsp;a Oristano. qualche decennio&nbsp; dopo (1131) è documentata, già come cattedrale, &nbsp;I 16 fusti di marmo custoditi nel&nbsp;seminario tridentino, che si affaccia nel cortile del duomo di fronte alla&nbsp;chiesa della Santissima Trinità&nbsp;(XVIII-XIX secolo). &nbsp;Nel primo trentennio del XIII secolo la chiesa fu ‘rivisitata’ e a metà del XIV fu aggiunto il transetto con quattro cappelle in stile gotico-italiano, tra cui quella della Madonna del Rimedio, oggi tra i pochissimi elementi originari superstiti.<br>Il tesoro del duomo comprende anche argenteria, paramenti sacri e corali miniati. L’esterno è una sovrapposizione di stili. Sul lato sinistro si erge il campanile a pianta ottagonale, coperto da una piccola cupola ‘a cipolla.L’interno è caratterizzato da molti disegni<br>&nbsp;e tante opere d’arte come la statua lignea dell’Annunziata e quella marmorea della Madonna del Rimedio (XIV secolo), l’altare barocco e il retablo in legno policromo (XVIII secolo), la tela tonda raffigurante l’Assunta e due rettangolari del Marghinotti (Adorazione dei Magi e Ultima cena).</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1709315976/4447eb84770722576fa7b7c0169a953d/cattedrale_oristano.jpg" />
         <pubDate>2022-05-24 11:25:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2197536609</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Piazza Roma, 76, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>valeriapinna2976</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202799327</link>
         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;torre di Mariano II&nbsp;(chiamata anche "di san Cristoforo", in&nbsp;lingua sarda&nbsp;Porta Ponti&nbsp;o&nbsp;Porta Manna) è una&nbsp;torre&nbsp;medievale&nbsp;situata nel centro storico di&nbsp;Oristano&nbsp;in&nbsp;Sardegna. Fu eretta nel&nbsp;1290&nbsp;dal giudice&nbsp;arborense&nbsp;Mariano II, da cui prende il nome, ed era una delle quattro porte d'ingresso dell'antica cinta muraria del<br>La torre si eleva a nord della città di Oristano, nell'attuale piazza Roma. Ha un'altezza di circa 19 metri ed è costituita da tre piani sovrapposti in legno; nell'ultimo è situata una piccola torretta merlata che porta l'altezza complessiva a 28 metri, e all'interno della quale è presente una campana in bronzo del&nbsp;1430. La torre è costruita con mattoni di arenaria provenienti da&nbsp;Tharros&nbsp;tramite una lavorazione a bugnato fino a sette metri circa: nella parte inferiore è presente una base Descrizione: La&nbsp;torre di&nbsp;San Cristoforo o&nbsp;di Mariano, edificio simbolo della città giudicale, venne eretta nel 1290 per volontà&nbsp;di Mariano&nbsp;II, giudice d'Arborea. La&nbsp;torre, interamente in arenaria, è alta complessivamente 28 m,&nbsp;di&nbsp;cui 19 m dalla base al primo giro&nbsp;di&nbsp;merli, mentre la torretta più piccola è alta 10 m<br>La torre di Mariano II è stata costruita con&nbsp;<br>blocchi riciclati da tharros (arenaria)<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679013/4b6af32b0005661087baddd48ccafa04/torre_di_mariano.jpg" />
         <pubDate>2022-05-28 07:54:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202799327</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 29, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202806941</link>
         <description><![CDATA[<div>The Church and Monastery of Santa Chiara in Oristano, is located in the heart of the city of Eleonora, immersed in the fascinating and ancient alleys that have characterized Oristano for centuries.<br><br>Built in 1343 by King Peter III of Arborea, the Church and Monastery of Santa Chiara has managed to keep its appearance almost intact over the years, thanks also to its position sheltered from bad weather and the care of the Poor Clares.<br><br>Of Gothic architecture, the Church and Monastery of Santa Chiara preserves the apse and many parts of the ancient monastery in all its splendor. Furthermore, with careful observation, you can still admire the Arborean emblems alternating with those of the Aragon family.<br><br>Inside the Church of Santa Chiara there is a beautiful fresco by Mariano IV invoking the protection of Santa Chiara for his son Ugone III with a beautiful marble plaque underneath where the funerary epigraph is carved.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/cf8d1fba6daf3489d5db21d6d9da928a/nlh.png" />
         <pubDate>2022-05-28 08:14:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202806941</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 29, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>valeriapinna2976</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202811650</link>
         <description><![CDATA[<div>La documentazione sull’iniziale presenza delle Clarisse in Oristano è sfumata, certa è invece la data di<br>&nbsp;rifondazione:&nbsp;22 settembre 1343. La si rileva dalla lettera apostolica inviata dal papa Clemente VI al giudice<br>&nbsp;Pietro III:Due anni dopo (30 giugno 1345) Pietro III,per la sua magnanimità e speciale “devozione a santa&nbsp;<br>Chiara”, ottiene dal medesimo papa il permesso di accedere al monastero, e con lui la madre, la sorella Maria e altre persone. La lettera precisa che il monastero include la preesistente chiesa di San Vincenzo martire:&nbsp;monasterium monialium inclusarum Sancti Vincencii de Arestano.Il monastero già nel 1345 risulta abitato da tredici suore provenienti in parte da Pisa.Il giudice Pietro III, che ridonò vita a questo monastero, morì tra aprile-giugno 1347 e sua moglie donna Costanza, figlia di Filippo Aleramici marchese di Saluzzo, vi si ritirò trascorrendovi gli ultimi mesi di vita. Una lapide ritrovata nel secolo scorso, con epigrafe funeraria in caratteri gotici ci ha lasciato la data della sua morte e il luogo di sepoltura:&nbsp;Hic iacet egregia domina Constancia de Saluciis olim Iudicissa Arboree que obiit die XVIII mensis februarii anno domini millesimo quadragesimo octavo&nbsp;(Qui riposa l’egregia donna Costanza dei Saluzzo già giudicessa di Arborea, che morì il giorno 18 febbraio dell’anno del Signore 1348.Di donna Costanza di Saluzzo resta pure la pergamena del suo contratto matrimoniale con Pietro III (1339), contemplante il dono dotale di questi - tra l’altro - della villa di&nbsp;Molins de Rey, situata nel basso Llobregat in Catalogna, che lei in morte lasciò al monastero di S. Chiara. Lascito munifico che alle suore però non portò frutti, data la difficoltà di amministrarlo per la lontananza e altri problemi, per cui tra il 1367-71 il monastero lo poté rivendere alla regina Eleonora d’Aragona che già lo possedeva di fatto. Lo attestano diverse lettere dei pontefici Urbano V e Gregorio XI. Il giudice Mariano IV, emulando in generosità suo fratello Pietro III al quale succedette, completò la costruzione del monastero. Già l’anno prima che divenisse giudice di Arborea, il 30 giugno 1347 a sua moglie Timbora papa Clemente VI aveva concesso di poter visitare qualunque monastero femminile una volta l’anno con dieci oneste donne&nbsp;<br>Il 30 luglio 1356, invece, Innocenzo VI concede a Timbora il privilegio di entrare nel monastero di S. Chiara in Oristano sette volte l’anno con le figlie e quattro oneste donne, a motivo della sua devozione e per essere stati i predecessori di suo marito fondatori del monastero. Tra le figlie c’era la futura giudicessa Eleonora d’Arborea.Con l’atto pubblico del 19 aprile 1368 Mariano IV dota, “in perpetuo”, il monastero delle Clarisse: si tratta di un notevole contributo economico, 260 lire l’anno, per il sostentamento di tredici suore, proveniente dagli introiti sui dazi doganali del porto di Oristano&nbsp;(maioria portus).&nbsp;Col medesimo documento designa due sacerdoti della cappella giudicale di San Salvatore per il servizio religioso quotidiano in Santa Chiara.<br>Tramontato il marchesato di Oristano nel 1478 e subentrata l’amministrazione dei Reali di Spagna, con la città divenuta proprietà regia il monastero comincia ad essere chiamato&nbsp;reale/regio. Nei documenti del monastero tale qualifica appare la prima volta nel 1577. Real monastero: un appellativo prestigioso soltanto in apparenza, a sottolineare che Santa Chiara era la chiesa&nbsp;ahont sa Regia Magestad te Capella Real sols en este Regne&nbsp;(dove sua Real Maestà tiene unicamente regia cappella in questo regno). Le premure regie però furono sempre scarne e le monache non ebbero mai un concreto aiuto.Meglio documentata è invece la data in cui la&nbsp;cappellania di San Salvatore, quarant’anni dopo la caduta del marchesato, viene trasferita alla chiesa di Santa Chiara dalla reggia giudicale, divenuta nel frattempo&nbsp;sa domu de su marchesu&nbsp;e, in seguito (sin dal Cinquecento), adibita a carcere. Una lettera di Carlo V del 1518, infatti, così dispone:&nbsp;la missa que per abans se celebrava en las casas del marques se diza en lo convent de santa Clara&nbsp;(la messa che prima si celebrava nelle case del Marchese venga detta nel convento di Santa Chiara). Un appunto sui&nbsp;paraments del rei&nbsp;descrive anche l’arredo ivi trasportato, fra cui&nbsp;un devant de altar ab la casulla, stola j maniple de damas blancs ab le frangies de or i armes reales&nbsp;(un paliotto con pianeta, stola e manipolo di damasco bianchi con frange in oro e stemma del re). Della cappella di San Salvatore resta oggi il&nbsp;tabernacolo&nbsp;ligneo con il&nbsp;Cristo risorto&nbsp;raffigurato sulla porticina.Il cappellano di San Salvatore continua in S. Chiara a godere l’elemosina di una messa quotidiana da parte dal tesoro regio e, per disposizione della corte, siede e ha voce nello stamento ecclesiastico dell’Isola. In tale assise le suore hanno voce per mezzo del cappellano che vi si reca munito dei sigilli del monastero. Mentre però poco o nulla sappiamo dei suoi interventi, più documentati e numerosi presso il Parlamento sono quelli dei Sindaci di Oristano per ricordare gli impegni presi e mantenuti dal giudice Mariano IV e dai successori sino al marchese don Leonardo Alagon circa la “provvisione giornaliera per tredici suore”. Le ripetute loro richieste trovano accoglienza soltanto negli atti, mai concretamente. Nel 1574 il sindaco Francesco Pintolins, per le condizioni di indigenza in cui versano le suore chiede almeno una elemosina; la risposta è:&nbsp;hi tendrà compte&nbsp;(se ne terrà conto).<br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679013/06b30671c778043db8413422de23c67d/immmagine_santa_chiara.png" />
         <pubDate>2022-05-28 08:27:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2202811650</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Provincia di Oristano, Italia</title>
         <author>andreaibba</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205899323</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;quadrata entro il torrione circolare,riporta la torre primitiva al XIII secolo, all’epoca della costruzione della cinta muraria e delle torri maggiori, sotto il regno di Mariano II d’Arborea, mentre il torrione circolare si potebbe attribuire all’epoca della dominazione spagnola (secoli XV-XVI).<br>	La fortificazione era dotata di feritoie strombate a diversi livelli da cui vennero tratte le tre saettiere riusate con adattamenti nel torrione circolare.<br>	Numerosi documenti relativi al XVI secolo e XVII secolo, conservati nell’archivio storico di Oristano, parlano della torre con il titolo di “Porta de su Castellanu”testimonianza che secondo alcune ipotesi storiche rimanderebbe all’antica presenza presso la torre di un comandante, un funzionario, o ancora a un castellanu, ovvero un’autorità di un castello.&nbsp; Dopo un primo restauro avvenuto nel 1950, gli scavi svolti nel 1992 e nel 1994 permisero il ritrovamento di diversi materiali, fra questi un denaro reale di Alfonso V d’Aragon, coppe di botteghe di Montelupo e piatti ingobbati e graffiti di produzione oristanese databili al XVI secolo.<br>	Nel piano di camminamento di ronda si trova, sul lato prospicente la piazza Mariano, un foro di circa 30 cm di diamentro che costituiva un pozzetto nel quale veniva gettato l’olio bollente o acqua e pece bollente che arrestava coloro che tentavano l’assalto diretto alla torre.Attualmente il monumento si presenta in buono stato grazie al restauro degli anni 90.<br>	 I solai ed i pavimenti interni sono in tavolato di legno pregiato, così come le aperture e le ringhiere a protezione della terrazza e della gradinata esterna. Le murature sono in pietra con ricostruzioni di mattone pieno faccia a vista con stuccature in malta di calce ben conservata.<br>	La pavimentazione della terrazza è in coccio pesto e presenta un avvallamento in cui ristagna l’acqua piovana che crea una infiltrazione sul solaio ligneo sottostante.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1709315976/f5f4569e25726e439c9a5507696b3b9c/PORTIXEDDA.pptx" />
         <pubDate>2022-05-31 10:55:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205899323</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Vicolo Solferino, 12-2, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>valeriapinna2976</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205901363</link>
         <description><![CDATA[<div>La torre di Portixedda è un torrione di forma circolare situato all'incrocio tra le vie Mazzini, Garibaldi, Solferino, a Oristano. I materiali utilizzati per la costruzione del torrione sono basalti, calcareniti e mattoni cotti. Il torrione si presenta a pianta circolare, costituito da uno zoccolo di base a sezione tronco conica fatto in blocchi di medie dimensioni.&nbsp;<br><br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; MATERIALI<br><br>La torre di Portixedda è un torrione di forma circolare situato all'incrocio tra le vie Mazzini, Garibaldi, Solferino, a Oristano. I materiali utilizzati per la costruzione del torrione sono basalti, calcareniti e mattoni cotti<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Portixedda<br>the tower of Portixedda is un tower circular of shape locate&nbsp; at the intersection of Oristano between the ways Mazzini , Garibaldi Solferino . The material used for the costrution&nbsp; of the tower are basalts baked brics , calcarenites. the tower has a circular plan, consisting of a base with a truncated cone section made of medium sized blocks .<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; MATERIALS<br>The Portixedda tower located at the intersection of Via Mazzini , Garibaldi , Solferino in Oristano. The materials used for the construction of the tower , are basalts ,limeston and backed bricks .&nbsp;</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679013/d4e7c3cb78de6e54f5aaa7ede3bbe1e2/immaginw_portixedda.png" />
         <pubDate>2022-05-31 10:57:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205901363</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Sant&#39;Antonio, 83-85, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205902260</link>
         <description><![CDATA[<div>Two epigraphic documents, formerly placed on the towers of San Filippo and San Cristoforo, located respectively at the north and south entrances of the city and today custodians at the Antiquarium Arborense, represent the main sources of the construction of the Oristano fortification by the judge Mariano II at the end of the thirteenth century.<br>The wall circuit winded along a 2 km route along the current Mazzini, Angioi, Solferino, V. Emanuele II, Duomo and De Castro streets.<br>The entire route was reinforced by crenellated defensive towers and 28 quadrilateral turrets.<br>The oldest plan in which the perimeter of the walls appears was made by the engineer Rocco Capellino in 1554.<br><br><br>The walls of Oristano in the Middle Ages were built to protect the town, which in the thirteenth century of .C. had to be very different from how we see it today. It was in fact surrounded by a system of fortifications consisting of 4 entrances and 28 watchtowers<br>&nbsp;outer perimeter roughly coincided with the current Streets Mazzini, Solferino, Cagliari and Contini and reached Piazza Roma. Here still stands the imposing Tower of Mariano II, one of the stages of our guided tour.<br><br><br>​<br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/ed0aafb9b22bd804a4e335ef8316c878/Immagine_2022_05_31_115403.png" />
         <pubDate>2022-05-31 10:58:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205902260</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Provincia di Oristano, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205905088</link>
         <description><![CDATA[<div>The tower called Portixedda is located on the north-east side of the city walls.<br>The original square plan, which can be seen in the internal foundations of the circular tower, places its construction under the reign of Mariano II d'Arborea, while the circular tower would have been built at the time of the Spanish domination.<br>The fortification was equipped with splayed loopholes, at different levels.<br>Numerous documents relating to the sixteenth and seventeenth centuries, preserved in the historical archive of Oristano, mention the tower with the title ''Porta de su castellanu'', which suggests that near the tower there was the home of an official of the judges.<br>In the plan of the patrol walkway there is, on the side that looks towards Piazza Mariano, a hole of about 30 cm. in diameter it is connected to a cockpit used to throw water and boiling pitch that falling into the space below, would have prevented the direct assault on the tower.<br><br><br>It had been closed for years. Today, simultaneously with the Heritage Days, the tower of Portixedda, one of the symbolic monuments of Oristano, has been reopened to the public.<br>It is one of the turrets of the old city walls that dates back to the period of the Giudicato d'Arborea. The Municipality immediately provided for the safety, waterproofing of the roof and the necessary cleaning.<br>Portixedda can be visited thanks to the operators of the Historical Memory, the cooperative that manages the museum. Just contact the Antiquarium to visit it with the guide. The hours will be from 10 to 12 and from 15 to 17. The Councillor for Culture of the Municipality of Oristano, Massimiliano Sanna, said that the Council will do everything to find the resources also for the recovery of the tower of Judge Mariano.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/1645c31b04ea9de6e0bca3474b160b45/Immagine_2022_05_31_120152.png" />
         <pubDate>2022-05-31 11:02:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205905088</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Piazza Roma, 76, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>marcoobino</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205908696</link>
         <description><![CDATA[<div>Era nota in origine come <em>de Port’e Ponti</em>, perché conduceva al ponte sul <strong>Tirso</strong>, poi i documenti la definiscono ‘di san Cristoforo’, perché custodiva un retablo del santo. La torre di Mariano, originariamente saldata alla cinta muraria cittadina, si erge oggi isolata al centro di piazza Roma a <strong>Oristano</strong>, traccia evidente delle fortificazioni andate perdute. È datata con precisione al 1290, come testimonia l’iscrizione incisa sopra l’arco a sesto acuto, dal quale al tramonto, nel Medioevo, era calato un portone a saracinesca per chiudere l’ingresso alla città. Ogni anno, la domenica e il martedì di Carnevale, in occasione di uno degli eventi identitari più attraenti e affollati della Sardegna, <strong>sa Sartiglia</strong>, la torre è punto di passaggio obbligato e suggestivo per i cavalieri impegnati nella giostra equestre.</div><div>La torre di Mariano era la porta d’accesso settentrionale a Oristano: fu costruita, insieme alle mura cittadine, da maestranze pisane in blocchi di arenaria riciclati dall’antica città di <strong><em>Tharros</em></strong> - della quale Oristano è diretta discendente - per volontà del giudice Mariano II. Sulla costruzione originaria di fine XIII secolo, intervenne poi ad apportare modifiche la Corona d’Aragona. È alta in tutto 28 metri e composta da due edifici sovrapposti, entrambi a pianta quadrata. Il primo fabbricato, alto 19 metri con lati di 7 e mezzo, sovrastato da cinque merli guelfi per ogni lato, ha tre piani: nel primo si aprivano due porte collegate al camminamento di ronda. Noterai anche due feritoie, mentre altre tre si aprono al secondo piano. Il terzo piano è base per il secondo edificio, una torretta di quasi 10 metri con tre merli guelfi per lato. Qui si apre un fornice a tutto sesto dove è stata posta nel 1430 una campana in bronzo.</div><div>La torre è la più significativa eredità della cinta muraria, che percorreva tutto il perimetro dell’allora <em>Aristanis</em>, capitale del giudicato d’Arborea. Era interrotta da due porte a protezione delle quali c’erano, oltre alle torre di Mariano a nord, quella di san Filippo, a sud, crollata nel 1872. Le fortificazioni, alte circa sei metri, dividevano l’abitato in contrade. Restano in piedi anche la torre di <strong><em>Portixedda</em></strong> e pochi ruderi nelle vie Cagliari, Mazzini, Solferino e nell’asilo Boy. Per completare il tour storico-artistico della città, fai visita al museo <strong><em>Antiquarium</em></strong><strong> Arborense</strong>, dentro il palazzo Parpaglia, e alle chiese neoclassica di<strong> san Francesco</strong>, gotica di<strong> santa Chiara</strong> e alla cattedrale di<strong> santa Maria Assunta</strong> (1130).</div>]]></description>
         <enclosure url="https://s.yimg.com/ny/api/res/1.2/NZKVE959uLjuyPDB8J6RTQ--/YXBwaWQ9aGlnaGxhbmRlcjt3PTk2MDtoPTEyODA-/https://www.viaggiamo.it/wp-content/uploads/2020/06/torre-di-mariano-ii.jpg" />
         <pubDate>2022-05-31 11:06:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205908696</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Sant&#39;Antonio, 83-85, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>davidesaba2</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205909806</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679010/538bfd04825f43af5319e7f322756c98/Oristano_mura_antiche.jpg" />
         <pubDate>2022-05-31 11:07:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205909806</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>mariodiana2</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205910011</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1709326455/f712b281385602164347c23ecd87d716/monastero_santa_chiara__via_santa_chiara_29_09170_oristano_italia_.jpg" />
         <pubDate>2022-05-31 11:07:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205910011</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 32-16, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>riccardoonnis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205916217</link>
         <description><![CDATA[<div>The church of Santa Chiara is located in the center of Oristano annexed to the Monastery, one of the oldest convents of the Poor Clares in Sardinia. The church is accessed via a staircase with steps in basalt (dark stone). The sandstone facade (light stone from Sinis) retains two single lancet windows, a central rose window and a bell tower. Above the entrance door you can see the coat of arms of the Giudicale family, which shows a deradicated tree and the Catalan poles. The church and convent were built in 1943 by Pietro III de Bas Serra, judge of Arborea, at the invitation of his wife Costanza di Saluzzo, aunt of Eleonora d’Arborea. Judge Peter III died in 1347 and Costanza retired to live in the monastery and died there on February 18, 1348. The plaque on the left side of the entrance testifies to this.&nbsp;<br><br>In 1356, a document from Pope Innocent VI authorized Timbora di Roccabertì, wife of Judge Mariano IV, to enter the monastery, in the company of her daughters Eleonora and Beatrice, seven times a year. Furthermore, a document dated 19 April 1369 demonstrates the donation that Mariano IV made to the monastery a favor of 13 nuns, assigning two of his chaplains to the religious service. These and other precious documents are kept in the convent archive: seals and accounting records that allow us to reconstruct the history of the arboretum.&nbsp;<br>The interior of the church is very impressive. The apse is decorated with a beautiful mullioned window and has a cross vault crossed by four ribs that end with the hanging corbels depicting faces, probably referable to the judges Ugone II, Mariano IV, Pietro III and to one of the first abbess nuns, Benedetta de Serra. Inside the apse, the grate from which the nuns took communion is visible: the cloister prevented them from attending the function together with the other faithful, so they followed from a space next to the apse; the grate has original nails that prevented people outside the monastery from getting too close. The ambo, that is the raised tribune at the side of the altar for the reading of the Gospel, was recently built: it is built on a single piece of white marble on which a floral ornament has been sculpted equal to the one decorating the tombstone of Constance. . Behind the ambo you can admire the remains of a fresco depicting Mariano IV who places his eldest son, future judge Ugone III, under the protection of the Saint.&nbsp;<br><br>Of the original church we know that the vault of the roof was all decorated with wonderful frescoes depicting scenes of daily life (work in the fields) and historical facts (coronation of a judge). Of that original roof there are some wooden corbels carved with human figures, animals and vegetable motifs that were once brightly colored. On the capitals of the arches numerous Giudicati coats of arms are carved, similar to the one present above the entrance door, with the deradicated tree and the Catalan poles.&nbsp;<br><br>Of the original church we know that the vault of the roof was all decorated with wonderful frescoes depicting scenes of daily life (work in the fields) and historical facts (coronation of a judge). Of that original roof there are some wooden corbels carved with human figures, animals and vegetable motifs that were once brightly colored. On the capitals of the arches numerous Giudicati coats of arms are carved, similar to the one present above the entrance door, with the deradicated tree and the Catalan poles.&nbsp;<br><br>Of the original church we know that the vault of the roof was all decorated with wonderful frescoes depicting scenes of daily life (work in the fields) and historical facts (coronation of a judge). Of that original roof there are some wooden corbels carved with human figures, animals and vegetable motifs that were once brightly colored. On the capitals of the arches numerous Giudicati coats of arms are carved, similar to the one present above the entrance door, with the deradicated tree and the Catalan poles.&nbsp;<br><br>On the right side of the church there is the statue of Santa Chiara; on the same wall are still visible the remains of some frescoes depicting sacred scenes such as the crucifixion; you can also see drawings of boats and fishermen because Santa Chiara was the protector of sailors, who invoked her and gave her thanks for the dangers that had escaped.&nbsp;<br><br>On the left of the statue there is an original red cross, a sign of the consecration of the church in 1428. On the right and left side of the church there are 12 crosses of this type, all successive.&nbsp;<br><br><br><br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;ITALIANO<br><br>Sul lato destro della chiesa è presente la statua di Santa Chiara; nella stessa parete sono ancora visibili i resti di alcuni affreschi che raffigurano scene sacre quali la crocifissione;&nbsp; si intravedono anche disegni di barche e pescatori perché Santa Chiara era la protettrice dei naviganti, i quali la invocavano e le rendevano grazie per i pericoli scampati.<br><br><br><br>Sulla sinistra della statua si nota una croce rossa originaria, segno della consacrazione della chiesa avvenuta nel 1428.&nbsp; Sul lato destro e sinistro della chiesa sono presenti 12 croci di questo tipo, tutte successive.<br><br>Nel 1356, un documento del papa Innocenzo VI, autorizza Timbora di Roccabertì, moglie del giudice Mariano IV, ad accedere al monastero, in compagnia delle figlie Eleonora e Beatrice, per sette volte l’anno.<br>Ancora, è del 19 aprile 1369 un documento che dimostra la donazione che Mariano IV fece al monastero un favore di 13 suore, destinando al servizio religioso due dei suoi cappellani.<br>Questi ed altri preziosi documento sono custoditi nell’archivio del convento: sigilli e registri contabili che ci permettono di ricostruire la storia arborense.<br><br>L’interno della chiesa è molto suggestivo.<br>L’abside è decorata da una bella bifora ed ha la volta a crociera attraversata da quattro costoloni che terminano con i peducci pensili raffiguranti dei visi, probabilmente riferibili ai giudici Ugone II, Mariano IV, Pietro III e ad una delle prime suore badesse, Benedetta de Serra.<br>All’interno dell’abside è visibile la grata dalla quale, le suore prendevano la comunione: la clausura impediva loro di assistere alla funzione insieme agli altri fedeli, per questo seguivano da uno spazio a fianco all’abside; la grata riporta dei chiodi originali che impedivano alle persone sterne al monastero di avvicinarsi troppo.<br>L’ambone, cioè la tribuna rialzata al lato dell’altare per la lettura del Vangelo, è stato realizzato recentemente: è costruito su un unico pezzo di marmo bianco su cui è stato scolpito un ornamento floreale uguale a quello che decora la lapide di Costanza.<br>Dietro l’ambone si possono ammirare i resti di un affresco che rappresenta Mariano IV che pone il figlio primogenito , futuro giudice Ugone III, sotto la protezione della Santa.<br><br>Della chiesa originaria sappiamo che la volta del tetto era tutta decorata con meravigliosi affreschi raffiguranti scene di vita quotidiana (lavori nei campi) e fatti storici (incoronazione di un giudice).<br>Di quel tetto originale sono rimasti alcuni mensoloni in legno intagliato con figure umane, animali e motivi vegetali un tempo vivacemente colorati.<br>Sui capitelli degli archi sono scolpiti numerosi stemmi giudicali, simili a quello presente sopra il portone d’ingresso, con l’albero deradicato e i pali catalani.<br><br>Sul lato destro della chiesa è presente la statua di Santa Chiara; nella stessa parete sono ancora visibili i resti di alcuni affreschi che raffigurano scene sacre quali la crocifissione;&nbsp; si intravedono anche disegni di barche e pescatori perché Santa Chiara era la protettrice dei naviganti, i quali la invocavano e le rendevano grazie per i pericoli scampati.<br><br><br><br>Sulla sinistra della statua si nota una croce rossa originaria, segno della consacrazione della chiesa avvenuta nel 1428.&nbsp; Sul lato destro e sinistro della chiesa sono presenti 12 croci di questo tipo, tutte successive.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-05-31 11:14:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205916217</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Piazza Eleonora, 22-18, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>gretamartabiselli</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205918915</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-05-31 11:17:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205918915</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>chiarafloris1</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205923168</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679001/3e7fcb312ba274c55e1e7400957c539f/Immagine_2022_05_31_132156.png" />
         <pubDate>2022-05-31 11:22:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205923168</guid>
      </item>
      <item>
         <title>san Domenico chiesa sconsacrata</title>
         <author>gabrielemongili</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205924531</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella chiesa di San Domenico sono presenti due cappelle, la prima cappella è dedicata a San Vincenzo</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679005/27d30ed2341c21d4964f249089417c47/san_domenico.jpg" />
         <pubDate>2022-05-31 11:23:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2205924531</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 32-16, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>fravacca1192</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210767062</link>
         <description><![CDATA[<div>Il complesso che comprende la chiesa e il monastero di Santa Chiara venne edificato nel 1343 dal giudice Pietro III d’Arborea, sui ruderi della chiesa di San Vincenzo.<br>La chiesa, edificata in forme gotiche ha subito importanti interventi di restauro negli primi decenni del 1900.<br>All’interno della chiesa sono ancora presenti frammenti di affreschi che ricordano quanto i giudici di Arborea fossero legati a questo luogo di culto.<br>Durante recenti lavori di restauro è stata trovata una lapide marmorea la cui iscrizione ricorda la sepoltura di Costanza di Saluzzo, moglie di Pietro III, che morì nel convento, dove si ritirò alla morte del marito.Due documenti epigrafici, anticamente collocati sulle torri di San Filippo e San Cristoforo, situate rispettivamente agli ingressi nord e sud della città e oggi custodi presso l’Antiquarium Arborense, rappresentano le fonti principali della realizzazione della fortificazione oristanese ad opera del giudice Mariano II sul finire del XIII secolo.<br>Il circuito murario si snodava per un percorso di 2 km lungo le attuali vie Mazzini, Angioi, Solferino, V. Emanuele II, Duomo e De Castro.&nbsp;<br>L’intero percorso era rafforzato da torrioni difensivi merlati e da 28 torrette quadrilatere.&nbsp;<br>La pianta più antica in cui compare il perimetro delle mura fu realizzata dall’ingegnere Rocco Capellino nel 1554.Le mura di Oristano&nbsp;nel medioevo vennero costruite per proteggere il centro abitato, che nel&nbsp;XIII secolo&nbsp;d.C.&nbsp;doveva presentarsi molto diverso da come lo vediamo oggi. Era infatti circondato da un&nbsp;sistema di fortificazioni&nbsp;composto da&nbsp;4 ingressi e 28 torri di guardia.&nbsp;<br><br>Il perimetro esterno coincideva grossomodo con le attuali vie Mazzini, Solferino, Cagliari e Contini e arrivava fino a Piazza Roma. Qui si erge ancora imponente la&nbsp;Torre di Mariano II, una delle tappe della nostra&nbsp;visita guidata.<br>Le mura di Oristano&nbsp;nel medioevo vennero costruite per proteggere il centro abitato, che nel&nbsp;XIII secolo&nbsp;d.C.&nbsp;doveva presentarsi molto diverso da come lo vediamo oggi. Era infatti circondato da un&nbsp;sistema di fortificazioni&nbsp;composto da&nbsp;4 ingressi e 28 torri di guardia. Il perimetro esterno coincideva grossomodo con le attuali vie Mazzini, Solferino, Cagliari e Contini e arrivava fino a Piazza Roma. Qui si erge ancora imponente la&nbsp;Torre di Mariano II, una delle tappe della nostra&nbsp;visita guidata.La torre misura&nbsp;19 metri d’altezza e&nbsp;ha pianta a U, con il lato rivolto verso l’interno aperto. È costruita interamente in&nbsp;blocchi&nbsp;squadrati d’arenaria, eccetto il primo filare in basalto. Il&nbsp;corpo originale è a&nbsp;base quadrata e suddiviso in&nbsp;tre piani, separati da tavole di legno. Nel&nbsp;1400, fu aggiunta la&nbsp;torretta merlata&nbsp;alta quasi 10 metri. Al suo interno fu collocata una&nbsp;campana realizzata nel 1430 da Bernardo Guardia. Vi si legge la salutazione angelica&nbsp;Ave Maria, ripetuta per&nbsp;24 volte&nbsp;e intervallata da piccoli tralci di rosa.La torre detta di Portixedda si trova sul lato nord–est&nbsp; della cinta muraria.<br>L’originaria pianta quadrata, che si può vedere nelle fondamenta interne al torrione circolare, ne colloca l’edificazione sotto il regno di Mariano II d’Arborea, mentre il torrione circolare sarebbe stato realizzato all’epoca della dominazione spagnola.&nbsp;<br>La fortificazione era dotata di feritoie strombate, a diversi livelli.&nbsp;<br>Numerosi documenti relativi al XVI e XVII secolo, conservati nell’archivio storico di Oristano, menzionano la torre con il titolo ‘’Porta de su castellanu’’, ciò fa pensare che nei pressi della torre si trovasse la dimora di un funzionario dei giudici.&nbsp;<br>Nel piano di camminamento di ronda si trova, sul lato che guarda verso la piazza Mariano, un foro di circa 30 cm. di diametro è collegato ad un pozzetto utilizzato per gettarvi acqua e pece bollente che cadendo nello spazio sottostante, avrebbe impedito l’assalto diretto alla torre.<br><br><br>La torre di Portixedda è un torrione di forma circolare situato all'incrocio tra le vie Mazzini, Garibaldi, Solferino, a Oristano. I materiali utilizzati per la costruzione del torrione sono basalti, calcareniti e mattoni cotti. Il torrione si presenta a pianta circolare, costituito da uno zoccolo di base a sezione tronco conica fatto in blocchi di medie dimensioni.&nbsp;<br><br>Era chiusa da anni. Oggi, in contemporanea con&nbsp;le Giornate del patrimonio, la&nbsp;torre di Portixedda, uno dei monumenti simbolo di&nbsp;Oristano, è stata riaperta al pubblico.<br>Si tratta di una delle torrette della vecchia cinta muraria che risale al periodo del&nbsp;giudicato d’Arborea. Il Comune ha provveduto sin da subito alla&nbsp;messa in sicurezza, l’impermeabilizzazione della copertura e la pulizia necessaria.<br>Portixedda potrà essere visitata grazie agli operatori della&nbsp;Memoria storica, la cooperativa che gestisce il museo. Basterà rivolgersi all’Antiquarium&nbsp;per poterla visitare con la guida.Gli orari saranno dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. L’assessore alla Cultura del Comune di Oristano,&nbsp;Massimiliano Sanna, ha dichiarato che la Giunta farà di tutto per trovare le risorse anche per il recupero della&nbsp;torre del giudice Mariano.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679014/23bdeb1c1bda9d7045c5d291143f3ff6/santa_chiara.png" />
         <pubDate>2022-06-04 07:39:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210767062</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Piazza Eleonora d&#39;Arborea, Piazza Eleonora, Oristano, OR</title>
         <author>mariodiana2</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210768131</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://i.ebayimg.com/images/g/AjsAAOSwlRpZZgWj/s-l400.jpg" />
         <pubDate>2022-06-04 07:43:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210768131</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cattedrale di Santa Maria Assunta, Piazza Duomo, Oristano, OR</title>
         <author>riccardoonnis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769173</link>
         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;cattedrale di Santa Maria Assunta&nbsp;è il&nbsp;duomo&nbsp;di&nbsp;Oristano&nbsp;e la&nbsp;chiesa madre&nbsp;dell'arcidiocesi Arborense. Sorge nel centro storico cittadino,<br>Essa è una chiesa suburbana, ovvero sviluppata sotto terra.<br><br>Secondo la tradizione, nel 1070, la capitale del giudicato d’Arborea fu trasferita da&nbsp;Tharros&nbsp;a Oristano. Qualche decennio dopo (1131) è documentata, già come cattedrale, &nbsp;I 16 fusti di marmo custoditi nel&nbsp;seminario tridentino, che si affaccia nel cortile del duomo di fronte alla&nbsp;chiesa della Santissima Trinità&nbsp;(XVIII-XIX secolo). &nbsp;Nel primo trentennio del XIII secolo la chiesa fu ‘rivisitata’ e a metà del XIV fu aggiunto il transetto con quattro cappelle in stile gotico-italiano, tra cui quella della Madonna del Rimedio, oggi tra i pochissimi elementi originari superstiti.<br><br>l’interno è caratterizzato da molti disegni<br>&nbsp;e tante opere d’arte come la statua lignea dell’Annunziata e quella marmorea della Madonna del Rimedio (XIV secolo), l’altare barocco e il retablo in legno policromo (XVIII secolo), la tela tonda raffigurante l’Assunta e due rettangolari del Marghinotti (Adorazione dei Magi e Ultima cena).<br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1709321081/e92cfc3c36e7f4ae5e6a23a458b1c6d1/image.png" />
         <pubDate>2022-06-04 07:46:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769173</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Provincia di Oristano, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769724</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiesa ed il convento di San Domenico vennero edificati nel 1634 ad opera del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi. L’intero complesso ospitò i frati domenicani che già officiavano il culto nel complesso del San Martino, posto fuori dalle mura cittadine. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, i domenicani dovettero lasciare il convento nel 1832, mentre la chiesa è ancora retta dal delegato ecclesiastico dell’Arciconfraternita del Santissimo Nome di Gesù, che era presente fin dall’erezione della chiesa e che rimase incaricata dell’edificio. Nel 1920, grazie alle cure dell’Arciconfraternita e del Canonico Rettore A. Melis, la chiesa, dopo essere stata utilizzata dai militari durante la Prima Guerra Mondiale, fu decorosamente riabbellita. L’edificio, che tra gli antichi monumenti religiosi cittadini rappresenta la chiesa più grande e spaziosa dopo la cattedrale, completamente pavimentato, con la realizzazione dell’altare maggiore e del retablo ligneo in stile gotico e arricchito con deliziose decorazioni, fu restituito al suo primo splendore. La chiesa con alto prospetto timpanato, presenta una navata unica e due cappelle sul lato destro, una dedicata a San Vincenzo e l’altra, direttamente legata all’Arciconfraternita, al Santissimo Nome di Gesù. Nell’ingresso della chiesa vi è una gran pila in marmo per l’acqua benedetta del 1633, donata dal Canonico Mancosu Dessì, forse nel momento in cui venne fabbricata la stessa chiesa. Nel XIX secolo nei locali del convento vennero aperti gli uffici dei preposti alle gabelle, in seguito, nel 1924, divennero sede della Caserma delle Guardie di Finanza mentre attualmente ospita gli uffici del Demanio. Di recente l’edificio ecclesiastico ha subito un importante intervento di restauro che ha messo in evidenza nel presbiterio la bellissima volta costolonata in stile gotico catalano, attualmente, sede dell’Azione Cattolica cittadina, l’edificio costituisce un Auditorium per piccoli congressi, conferenze e concerti musicali.<br><br>La Chiesa di San Domenico Oristano, sorge nei pressi della centralissima Piazza Eleonora d’Arborea, nel centro storico della città. Fu edificata nel 1663 su volere del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi, e si presenta con un unica grande navata, dove l’altare e il pulpito sono in stile gotico.<br><br></div><div>All’interno della chiesa sono presenti due cappelle, una dedicata al Santissimo nome di Gesù, e l’altra intitolata a San Vincenzo. Accanto alla chiesa vi era il Convento dei Domenicani fino al 1832, utilizzato poi come caserma dalla Guardia di Finanza. Attualmente la chiesa viene utilizzata esclusivamente come auditorium per conferenze e piccoli eventi musicali.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/6d75970e499a1fa43465c307e6920882/Immagine_2022_06_04_084803.png" />
         <pubDate>2022-06-04 07:48:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769724</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Chiesa di San Francesco, Via Duomo, Oristano, OR</title>
         <author>mariodiana2</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769808</link>
         <description><![CDATA[<div>I <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francescani">Francescani</a> si insediarono a Oristano entro il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1253">1253</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Francesco_(Oristano)#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> e vi fondarono il convento e la chiesa di San Francesco. Dai pochi resti che sono pervenuti, si conosce che la chiesa duecentesca si presentava in stile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gotico_italiano">gotico</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">XIX secolo</a> il precario stato di conservazione del complesso conventuale convinse l'arcivescovo di Oristano, Giovanni Maria Bua, sulla necessità della ricostruzione. Il progetto venne affidato al sassarese Antonio Cano, frate architetto formatosi all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_di_San_Luca">Accademia di San Luca</a>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>. Demolita l'antica fabbrica nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1835">1835</a>, il 17 febbraio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1836">1836</a> si procedette alla posa e benedizione della prima pietra della nuova costruzione. L'8 settembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1838">1838</a>, quando ancora non era terminata l'erezione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cupola">cupola</a> ellittica prevista dal progetto del Cano, la fabbrica crollò. Successivamente l'architetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Cima">Gaetano Cima</a> assunse l'incarico di elaborare un nuovo progetto, presentato nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1841">1841</a>. Terminati i lavori, la nuova chiesa di San Francesco, eretta secondo i canoni del classicismo purista, venne aperta al culto nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1847">1847</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Francesco_(Oristano)#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a>.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1709326455/c0c0265aba4235a89f17e6d4d76c98eb/download__1_.jpg" />
         <pubDate>2022-06-04 07:48:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210769808</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Provincia di Oristano, Italia</title>
         <author>nicolopitzalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210771744</link>
         <description><![CDATA[<pre>The church and convent of San Domenico were built in 1634 by the nobleman of Oristano Don Baldassarre Paderi. The entire complex housed the Dominican friars who were already officiating worship in the San Martino complex, located outside the city walls. Following the suppression of religious orders, the Dominicans had to leave the convent in 1832, while the church is still run by the ecclesiastical delegate of the Archconfraternity of the Most Holy Name of Jesus, who was present since the erection of the church and who remained in charge of the building. In 1920, thanks to the care of the Archconfraternity and the Canon Rector A. Melis, the church, after being used by the military during the First World War, was decently re-embellished. The building, which among the ancient religious monuments of the city represents the largest and most spacious church after the cathedral, completely paved, with the construction of the high altar and the wooden retable in Gothic style and enriched with delightful decorations, was returned to its first splendor.The church with a high gable façade, has a single nave and two chapels on the right side, one dedicated to San Vincenzo and the other, directly linked to the Archconfraternity, to the Most Holy Name of Jesus. In the entrance of the church there is a large pile in marble for the holy water of 1633, donated by Canon Mancosu Dessì, perhaps at the time when the same church was built. In the nineteenth century the offices of the tax officers were opened in the convent, later, in 1924, they became the headquarters of the Financial Police Barracks while it currently houses the offices of the State Property. The ecclesiastical building has recently undergone an important restoration which has highlighted the beautiful ribbed vault in the Catalan Gothic style in the presbytery, currently the seat of the city's Catholic Action, the building is an Auditorium for small congresses, conferences and musical concerts.The Church of San Domenico Oristano is located near the central Piazza Eleonora d’Arborea, in the historic center of the city. It was built in 1663 at the behest of the nobleman from Oristano Don Baldassarre Paderi, and has a single large nave, where the altar and pulpit are in Gothic style.

Inside the church there are two chapels, one dedicated to the Most Holy Name of Jesus, and the other dedicated to San Vincenzo. Next to the church there was the Dominican Convent until 1832, later used as a barracks by the Guardia di Finanza. Currently the church is used exclusively as an auditorium for conferences and small musical events.</pre>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703678998/e5dd681e6e84fdc9dc1a7767af295b77/Immagine_2022_06_04_084803.png" />
         <pubDate>2022-06-04 07:54:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210771744</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Alberto Lamarmora, 2, 09170 Oristano, Oristano OR</title>
         <author>marcoobino</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210772663</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.araldicasardegna.org/immagini/oristanochiesasandomenico.jpg" />
         <pubDate>2022-06-04 07:57:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210772663</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Chiesa e convento di San Domenico, Via Alberto Lamarmora, Oristano, OR</title>
         <author>gretamartabiselli</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210772749</link>
         <description><![CDATA[<div>San Domenico e il convento dei frati domenicani </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1719293945/4f835a26fe07d257f6e4ac53d43906e2/Immagine_2022_06_04_095641.png" />
         <pubDate>2022-06-04 07:58:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210772749</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Chiesa e convento di San Domenico, Via Alberto Lamarmora, Oristano, OR</title>
         <author>eleonorasalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773196</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-06-04 08:00:14 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773196</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Alberto Lamarmora, 2, 09170 Oristano, Oristano OR</title>
         <author>valeriapinna2976</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773421</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiesa ed il convento di San Domenico vennero edificati nel 1634 ad opera del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi. L’intero complesso ospitò i frati domenicani che già officiavano il culto nel complesso del San Martino, posto fuori dalle mura cittadine. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, i domenicani dovettero lasciare il convento nel 1832, mentre la chiesa è ancora retta dal delegato ecclesiastico dell’Arciconfraternita del Santissimo Nome di Gesù, che era presente fin dall’erezione della chiesa e che rimase incaricata dell’edificio. Nel 1920, grazie alle cure dell’Arciconfraternita e del Canonico Rettore A. Melis, la chiesa, dopo essere stata utilizzata dai militari durante la Prima Guerra Mondiale, fu decorosamente riabbellita. L’edificio, che tra gli antichi monumenti religiosi cittadini rappresenta la chiesa più grande e spaziosa dopo la cattedrale, completamente pavimentato, con la realizzazione dell’altare maggiore e del retablo ligneo in stile gotico e arricchito con deliziose decorazioni, fu restituito al suo primo splendore. La chiesa con alto prospetto timpanato, presenta una navata unica e due cappelle sul lato destro, una dedicata a San Vincenzo e l’altra, direttamente legata all’Arciconfraternita, al Santissimo Nome di Gesù. Nell’ingresso della chiesa vi è una gran pila in marmo per l’acqua benedetta del 1633, donata dal Canonico Mancosu Dessì, forse nel momento in cui venne fabbricata la stessa chiesa. Nel XIX secolo nei locali del convento vennero aperti gli uffici dei preposti alle gabelle, in seguito, nel 1924, divennero sede della Caserma delle Guardie di Finanza mentre attualmente ospita gli uffici del Demanio. Di recente l’edificio ecclesiastico ha subito un importante intervento di restauro che ha messo in evidenza nel presbiterio la bellissima volta costolonata in stile gotico catalano, attualmente, sede dell’Azione Cattolica cittadina, l’edificio costituisce un Auditorium per piccoli congressi, conferenze e concerti musicali.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679013/e3e43d7c839c060b315208575c4c6ab5/immagine_san_domenico.png" />
         <pubDate>2022-06-04 08:01:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773421</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>eleonorasalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773953</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-06-04 08:03:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210773953</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>eleonorasalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210774870</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-06-04 08:06:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210774870</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Alberto Lamarmora, 2, 09170 Oristano, Oristano OR</title>
         <author>fravacca1192</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210774893</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiesa ed il convento di San Domenico vennero edificati nel 1634 ad opera del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi. L’intero complesso ospitò i frati domenicani che già officiavano il culto nel complesso del San Martino, posto fuori dalle mura cittadine. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, i domenicani dovettero lasciare il convento nel 1832, mentre la chiesa è ancora retta dal delegato ecclesiastico dell’Arciconfraternita del Santissimo Nome di Gesù, che era presente fin dall’erezione della chiesa e che rimase incaricata dell’edificio. Nel 1920, grazie alle cure dell’Arciconfraternita e del Canonico Rettore A. Melis, la chiesa, dopo essere stata utilizzata dai militari durante la Prima Guerra Mondiale, fu decorosamente riabbellita. L’edificio, che tra gli antichi monumenti religiosi cittadini rappresenta la chiesa più grande e spaziosa dopo la cattedrale, completamente pavimentato, con la realizzazione dell’altare maggiore e del retablo ligneo in stile gotico e arricchito con deliziose decorazioni, fu restituito al suo primo splendore. La chiesa con alto prospetto timpanato, presenta una navata unica e due cappelle sul lato destro, una dedicata a San Vincenzo e l’altra, direttamente legata all’Arciconfraternita, al Santissimo Nome di Gesù. Nell’ingresso della chiesa vi è una gran pila in marmo per l’acqua benedetta del 1633, donata dal Canonico Mancosu Dessì, forse nel momento in cui venne fabbricata la stessa chiesa. Nel XIX secolo nei locali del convento vennero aperti gli uffici dei preposti alle gabelle, in seguito, nel 1924, divennero sede della Caserma delle Guardie di Finanza mentre attualmente ospita gli uffici del Demanio. Di recente l’edificio ecclesiastico ha subito un importante intervento di restauro che ha messo in evidenza nel presbiterio la bellissima volta costolonata in stile gotico catalano, attualmente, sede dell’Azione Cattolica cittadina, l’edificio costituisce un Auditorium per piccoli congressi, conferenze e concerti musicali.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703679014/4794af14369f9f887df8c960c0a83d2d/san_berardi.png" />
         <pubDate>2022-06-04 08:06:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210774893</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Alberto Lamarmora, 2, 09170 Oristano, Oristano OR</title>
         <author>alessandropisanu</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210777586</link>
         <description><![CDATA[<div>La Chiesa di San Domenico Oristano, sorge nei pressi della centralissima Piazza Eleonora d’Arborea, nel centro storico della città. Fu edificata nel 1663 su volere del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi, e si presenta con un unica grande navata, dove l’altare e il pulpito sono in stile gotico.<br><br></div><div>All’interno della chiesa sono presenti due cappelle, una dedicata al Santissimo nome di Gesù, e l’altra intitolata a San Vincenzo. Accanto alla chiesa vi era il Convento dei Domenicani fino al 1832, utilizzato poi come caserma dalla Guardia di Finanza. Attualmente la chiesa viene utilizzata esclusivamente come auditorium per conferenze e piccoli eventi musicali.<br>IL presbiterio è a pianta quadrangolare sormontato da una bellissima volta costolata a crociera in stile gotico-catalano al&nbsp; centro della quale sono presenti 5 gemme pendule: quella centrale raffigura la madonna con in mano un rosario e che tiene in braccio gesu bambino</div><div>&nbsp; &nbsp;&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://photos.wikimapia.org/p/00/01/15/38/33_big.jpg" />
         <pubDate>2022-06-04 08:16:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210777586</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>eleonorasalis</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210777674</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1703703688/b001a9ab580a40522d966e4eb3641473/santa_chiara_oristano.png" />
         <pubDate>2022-06-04 08:16:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210777674</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Provincia di Oristano, Italia</title>
         <author>annalochi1</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210779135</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiesa ed il convento di San Domenico vennero edificati nel 1634 ad opera del nobile oristanese Don Baldassarre Paderi. L’intero complesso ospitò i frati domenicani che già officiavano il culto nel complesso del San Martino. I domenicani dovettero lasciare il convento nel 1832, mentre la chiesa è ancora retta dal delegato ecclesiastico dell’Arciconfraternita del Santissimo Nome di Gesù  Nel 1920, grazie alle cure dell’Arciconfraternita e del Canonico Rettore A. Melis, la chiesa, dopo essere stata utilizzata dai militari durante la Prima Guerra Mondiale, fu decorosamente riabbellita. L’edificio, che tra gli antichi monumenti religiosi cittadini rappresenta la chiesa più grande e spaziosa dopo la cattedrale, completamente pavimentato, con la realizzazione dell’altare maggiore e del retablo ligneo in stile gotico e arricchito con deliziose decorazioni, fu restituito al suo primo splendore. La chiesa con alto prospetto timpanato, presenta una navata unica e due cappelle sul lato destro, una dedicata a San Vincenzo e l’altra, direttamente legata all’Arciconfraternita, al Santissimo Nome di Gesù. Nell’ingresso della chiesa vi è una gran pila in marmo per l’acqua benedetta del 1633, donata dal Canonico Mancosu Dessì, forse nel momento in cui venne fabbricata la stessa chiesa. Nel XIX secolo nei locali del convento vennero aperti gli uffici dei preposti alle gabelle, in seguito, nel 1924, divennero sede della Caserma delle Guardie di Finanza mentre attualmente ospita gli uffici del Demanio. Di recente l’edificio ecclesiastico ha subito un importante intervento di restauro che ha messo in evidenza nel presbiterio la bellissima volta costolonata in stile gotico catalano, attualmente, sede dell’Azione Cattolica cittadina, l’edificio costituisce un Auditorium per piccoli congressi, conferenze e concerti musicali.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-06-04 08:21:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2210779135</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Santa Chiara, 29, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>saradessi</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211952362</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-06-06 08:17:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211952362</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monastero di Santa Chiara, Via Santa Chiara, Oristano, OR</title>
         <author>saradessi</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211957709</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel&nbsp; 1343 venne edificato il complesso conventuale di Santa Chiara ad opera del giudice Pietro III d'Arborea, eretta su una preesistente chiesa dedicata a San Vincenzo.​</div><div>La chiesa e il monastero di Santa Chiara sono riusciti a mantenere negli anni quasi intatto il loro aspetto grazie alla posizione riparata dalle intemperie e dalla cura delle suore clarisse. ​La chiesa, edificata in forme gotiche, conserva ancora l'antica abside. Nell'arcone dell'abside e in un concio situato nella facciata della chiesa, sopra la porta d'ingresso, sono ancora evidenti gli emblemi della famiglia reale.​<br>Tra i preziosi frammenti di affreschi trecenteschi conservati all'interno, uno sembra riprodurre il giudice Mariano IV che pone il primogenito, futuro giudice Ugone III, sotto la protezione della Santa.​<br>In 1343 the convent of Santa Chiara was built by the judge Pietro III of Arborea, built on a pre-existing church dedicated to San Vincenzo.​<br>The church and monastery of Santa Chiara have managed to keep their appearance almost intact over the years thanks to the position sheltered from the elements and the care of the Poor Clares.​ The church, built in Gothic style, still retains the ancient apse. The emblems of the royal family are still evident in the arch of the apse and in a segment located on the facade of the church, above the entrance door.​ Among the precious fragments of fourteenth-century frescoes preserved inside, one seems to reproduce the judge Mariano IV who places his eldest son, future judge Ugone III, under the protection of the Saint.​</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.oristanonoi.it/wp-content/uploads/2020/07/chiesa_santa_chiara.jpg" />
         <pubDate>2022-06-06 08:24:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211957709</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Via Sant&#39;Antonio, 25, 09170 Oristano OR, Italia</title>
         <author>eleonoraporta</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211958352</link>
         <description><![CDATA[<div>The Middle Ages is an era that began at the end of the fall of the Roman Empire and ended with the discovery of America.​</div><div>​</div><div>Women in medieval times were weighed down with prejudices and were considered weak and needy.​</div><div>​</div><div>The best known activities in the Middle Ages were breeding, agriculture and woodworking</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1706747940/8ba6cf1828ac7eeddb4c8393c0af14db/mura_medievali.jpg" />
         <pubDate>2022-06-06 08:25:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211958352</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cattedrale di Santa Maria Assunta, Piazza Duomo, Oristano, OR</title>
         <author>giorgiacongiu</author>
         <link>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211958466</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1702150364/a55f45e524f4c9797339515c719facae/Duomo_di_oristano__esterno_01.jpg" />
         <pubDate>2022-06-06 08:25:14 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/VannaOrru/qvu9gojxduw04hr3/wish/2211958466</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
