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      <title>L&#39;impresa dei Mille by Giorgio Raccichini</title>
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      <description>Giuseppe Garibaldi e il 1860</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-10-22 15:31:09 UTC</pubDate>
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         <title>Garibaldi e Vittorio Emanuele II</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>Garibaldi, similmente ad altri democratici come Daniele Manin, dopo i fallimenti delle esperienze repubblicane del 1848-1849 aveva deciso di anteporre l’obiettivo dell’unità d’Italia a quello dell’instaurazione della Repubblica democratica. Pertanto si pose sotto le insegne di Vittorio Emanuele II, re di Savoia.</mark></div><div>A questa decisione lo spingevano delle considerazioni molto concrete.</div><div>Vittorio Emanuele, rispetto agli altri sovrani italiani, aveva mantenuto in vigore la Costituzione che, seppur moderata, accoglieva comunque i principi liberali. Soprattutto, il re e il suo primo ministro Cavour, supportati dalla forza di un esercito regolare, sembravano propensi ad una politica di indipendenza dall’Austria e di espansione del regno sul resto della penisola italiana. L’adesione del regno sabaudo alla guerra di Crimea del 1853 testimoniava che Cavour stava lavorando concretamente per creare un contesto internazionale favorevole a questa politica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:34:17 UTC</pubDate>
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         <title>Dai Cacciatori delle Alpi ai Mille</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>Garibaldi </mark>prima aderì alla filosabauda Società nazionale, di cui divenne anche vicepresidente, e poi <mark>con i suoli volontari dei Cacciatori delle Alpi combatté la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859</mark>.</div><div><mark>Nel 1860 mise in atto la famosissima “Spedizione dei Mille”, così chiamata dal numero dei volontari che con lui partirono alla volta della Sicilia per abbattere il potere borbonico e portare avanti il processo di unificazione italiana.</mark></div><div>La scelta della Sicilia non fu casuale, perché negli anni precedenti il malcontento degli isolani, un po’ di tutte le classi sociali, nei confronti dei sovrani di Napoli era sovente sfociato in disordini e ribellioni. Anche nella primavera del 1860 erano in atto diversi moti antiborbonici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:39:39 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa pensavano Vittorio Emanuele II e Cavour della spedizione dei Mille?</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>La spedizione non poteva partire senza il consenso del Regno di Sardegna</mark>. Forse il primo ministro, il conte di Cavour, aveva più dubbi rispetto al sovrano, dal momento che temeva le ripercussioni internazionali della spedizione: il Regno delle Due Sicilie era uno Stato legittimo, riconosciuto dalle altre potenze europee, le quali avrebbero potuto reagire militarmente contro il Regno sabaudo; si temeva pure che Garibaldi, una volta sconfitti i borbonici, potesse proseguire la propria marcia contro la Roma pontificia, scatenando la reazione militare di Napoleone III, l’Imperatore francese. <mark>Sia Cavour che il re, tuttavia, non impedirono la preparazione della spedizione, che non casualmente partì da Quarto, in Liguria, quindi dal regno sabaudo. Entrambi speravano che questi volontari, indebolendo il Regno borbonico, potessero aprire la strada ad un successivo intervento dell’esercito piemontese. Questo intervento sarebbe stato giustificato di fronte alla comunità internazionale con la necessità di evitare che Garibaldi potesse instaurare nel Sud Italia uno Stato repubblicano e con l'esigenza di arrestare una sua eventuale marcia contro Roma.</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:40:59 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sbarco e le vittorie</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Marina borbonica non diede prova di grande lucidità: non fece infatti alcunché per intercettare e affondare le imbarcazioni garibaldine che poterono così arrivare indisturbate nel porto di Marsala. Anche qui i borbonici non fecero fuoco temendo di colpire due imbarcazioni militari e alcuni stabilimenti industriali inglesi.</div><div>Molto si è detto su un eventuale appoggio inglese alla spedizione garibaldina. Naturalmente l’Inghilterra era interessata a questa missione mirando a controllare il Canale di Sicilia, strategico nei commerci mediterranei e internazionali. Tuttavia non si può certo affermare che gli inglesi ebbero un ruolo nel garantire lo sbarco di Garibaldi e dei suoi, che – come è stato detto – fu reso agevole dalla pessima condotta della Marina borbonica.</div><div><mark>Appena sbarcato, Garibaldi assunse il titolo di “dittatore” per conto di Vittorio Emanuele II e ricevette l’appoggio di vari siciliani insorti (sia contadini che aspiravano ad una più equa ripartizione della terra sia proprietari fondiari antiborbonici).</mark></div><div><mark>Il primo scontro tra garibaldini e borbonici avvenne il 15 maggio a Calatafimi. </mark>Questa battaglia non ebbe grande importanza militare, ma la vittoria garibaldina contribuì a demoralizzare i sostenitori dei Borboni e apportò altri volontari siciliani al seguito di Garibaldi. <mark>Tra la fine di maggio e gli inizi di giugno i garibaldini conquistarono Palermo e tra il 17 e il 24 luglio si combatté la battaglia decisiva presso Milazzo.</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:41:41 UTC</pubDate>
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         <title>Le rivolte contadine e la repressione</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[<p><mark>Tra il giugno e il settembre del 1860 scoppiarono alcune rivolte spontanee di contadini che aspiravano ad una riforma agraria (cioè ad una redistribuzione della terra, che in gran parte era in mano ad un numero esiguo di latifondisti; la grande massa dei contadini viveva una condizione di sfruttamento e miseria).</mark></p><p>In vari paesi i contadini occuparono le terre dei grandi proprietari, come avvenne nei primi di agosto presso Bronte, nelle terre appartenenti ad una lady inglese che, attraverso il console britannico, chiese l’intervento dei garibaldini. Il braccio destro di Garibaldi, Nino Bixio, intervenne arrestando i rivoltosi e fucilando sommariamente i cinque presunti capi. Insomma <mark>i garibaldini si mostrarono sordi alle esigenze delle masse contadine. D’altra parte gli uomini di Garibaldi non combattevano più per ideali democratici e per una maggiore giustizia sociale, ma lo facevano in nome di Vittorio Emanuele II che sicuramente non voleva inimicarsi i ricchi proprietari terrieri siciliani</mark>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:43:07 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla Sicilia al continente</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
         <link>https://padlet.com/giorgioraccichini/quhitdxa8ox99p1y/wish/1836644361</link>
         <description><![CDATA[<p><mark>Dopo la conquista della Sicilia, Garibaldi attraversò lo stretto di Messina per proseguire la sua avanzata verso Napoli. </mark>Nell’Italia meridionale i garibaldini ebbero maggiori difficoltà perché, nonostante l’inettitudine degli ufficiali borbonici, i soldati e i contadini meridionali dimostrarono una maggior senso di fedeltà nei confronti di Francesco II, il quale aveva intanto lasciato Napoli e si era asserragliato a Gaeta.</p><p>La battaglia più importante avvenne agli inizi di ottobre sul Volturno. L’esito arrise ai garibaldini.</p><p><mark>Difficilmente Garibaldi avrebbe potuto completare la conquista del Sud se, intanto, Vittorio Emanuele II non avesse deciso di inviare a supporto le truppe piemontesi. Queste erano scese verso sud e il 18 settembre avevano sconfitto le truppe pontificie a Castelfidardo. Il 26 ottobre del 1860, a Teano, nel Casertano, avvenne lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, nel quale sostanzialmente il primo cedeva le sue conquiste al secondo.</mark></p>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-22 15:47:11 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Mille&quot; di Eugenio Bennato</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-11-04 19:29:38 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Barbero contro il Neoborbonismo</title>
         <author>giorgioraccichini</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-25 18:14:19 UTC</pubDate>
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