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      <title>PERCORSO ARABO NORMANNO A PALERMO by Marta Rivolo</title>
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      <description>Realizzato con la conoscenza e cultura della propria città</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-09 09:04:04 UTC</pubDate>
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         <title>PALAZZO REALE</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Palazzo Reale (noto anche come Palazzo dei Normanni) sorge nel nucleo più antico della città, sopra un insediamento punico ubicato sotto le sale del Duca di Montalto.<br>Durante la dominazione araba viene edificato il primo corpo del palazzo tra i fiumi Kemonia e Papireto, denominato <em>Qasr</em>, termine che sta a indicare oltre che un castello, anche una fortificazione dai prioritari compiti militari. Con l’arrivo dei Normanni a Palermo, nel 1072, ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130, dopo l’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico del potere. All’interno del palazzo normanno esistevano un opificio ed un laboratorio tessile per produrre manufatti di unica bellezza. In tale contesto le corti di Ruggero II, di Guglielmo I e di Guglielmo II riuscirono nel miracolo di far convivere e contaminare culture profondamente diverse tra loro.<br>Federico II di Svevia, figlio di Enrico IV Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, fu continuatore della politica del nonno Ruggero II e, nonostante abbia soggiornato nella reggia palermitana solo in giovane età, vi organizzò l’attività amministrativa e quella culturale (Scuola Poetica Siciliana).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:14:38 UTC</pubDate>
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         <title>LA CAPPELLA PALATINA</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La cappella Palatina fu definita da Guy de Maupassant la chiesa più bella del mondo.<br></strong>Si trova all’interno del Palazzo dei Normanni che fu costruito nella paleopoli, la parte più alta e antica della città. La Cappella Palatina, che significa cappella del Palazzo, fu voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia e fu utilizzata da quest’ultimo come cappella privata nel 1130. Un tempo il suo aspetto esteriore era totalmente diverso ad oggi. Della sua facciata originaria non è rimasto quasi nulla perché inglobata da altre strutture più recenti. Originariamente sorgeva isolata, l’abside rivolta ad oriente come vuole la tradizione bizantina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:22:17 UTC</pubDate>
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         <title>LA SALA D&#39;ERCOLE </title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:24:25 UTC</pubDate>
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         <title>SALA DI RE RUGGERO</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <pubDate>2018-02-09 09:28:05 UTC</pubDate>
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         <title>LA CATTEDRALE DI PALERMO</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Attorno al 1170, durante il regno di Guglielmo II, l’arcivescovo di Palermo l’inglese Walter Off the Mill, dalla tradizione ricordato col nome di Gualtiero Offamilio, iniziò la costruzione di un nuovo Duomo. Si trattò in realtà della ricostruzione di una preesistente antica cattedrale gravemente danneggiata dal terremoto del 1169.<br>La Cattedrale gualteriana cronologicamente costituiva la terza delle chiese succedutesi nel sito; in questo luogo infatti sorgeva, già in età paleocristiana (IV secolo), una basilica distrutta intorno alla metà del V secolo durante le persecuzioni vandaliche, sulle cui rovine fu costruita dal vescovo Vittore e per volontà di San Gregorio Magno nel 590, la “Sanctae Mariae Basilica”, consacrata nell’anno 604.<br>Durante l’occupazione saracena nel IX secolo, la chiesa venne ristrutturata ed ampliata per essere trasformata in una grande moschea. Con l’avvento dei normanni la chiesa fu restituita all’originale culto cristiano (1072) e reintegrato il vescovo Nicodemo che, in clandestinità, durante la dominazione araba aveva continuato ad esercitare il culto cristiano.<br>Il progetto edilizio dell’arcivescovo era molto ambizioso, la sua realizzazione richiedeva ingenti risorse, e la tradizione popolare spiega le possibilità economiche dell’Offamilio con il ritrovamento di un mitico “gran tesoro” fuori le mura della città, tesoro che servì per la costruzione della chiesa e del monastero cistercense di Santo Spirito ed il cui rimanente fu speso per la nuova “Majuri Ecclesia” palermitana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>SANTA MARIA DELL&#39;AMMIRAGLIO-MARTORANA</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
         <link>https://padlet.com/puffettagirl_01/qtvhrmfttu5u/wish/229944093</link>
         <description><![CDATA[<div>Situata in posizione dominante la sottostante piazza Bellini, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come la” Martorana“, deve la sua più comune denominazione alla presenza di un monastero benedettino femminile, fondato nel 1193 da Goffredo ed Aloisia de Marturano, al quale nel 1435 il re Alfonso “il Magnanimo” concesse la chiesa.<br>La sua edificazione (1143-1185), si deve al grande Ammiraglio del Regno, <strong>Giorgio Antiocheno,</strong> come ringraziamento per l’aiuto e la protezione concessagli dalla Santissima Vergine: il famoso Ammiraglio, volle assegnare la chiesa al clero greco bizantino, stabilendone anche la dotazione.<br>Nel 1282 dopo la rivolta del Vespro, nella chiesa ebbe luogo la riunione dei maggiori baroni del Regno, in cui si giurò fedeltà a Pietro d’Aragona che aveva appoggiato la rivolta contro Carlo d’Angiò.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:30:55 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra i più interessanti esemplari dell’arte siculo-normanna, è considerato uno dei monumenti simbolo di Palermo.<br>Uno degli edifici ecclesiastici più affascinanti e singolari della nostra città.<br>Provate ad immaginare Palermo senza il fascino esotico delle cupolette intonacate di rosso che coprono la chiesa di S. Giovanni degli Eremiti.<br>Confinante con l’antica cinta muraria medievale sudoccidentale della città, il complesso di S.Giovanni degli Eremiti è situato nei pressi di Palazzo dei Normanni nel tratto un tempo lambito dalle acque del fiume del Maltempo (Kemonia), uno dei due fiumi che un tempo attraversavano la città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:33:08 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DI SAN CATALDO</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>La chiesa di San Cataldo, la cui fondazione viene solitamente ascritta dagli studiosi al periodo di Guglielmo I (1154-66), sorge in prossimità di piazza Bellini in posizione sopraelevata rispetto al piano della piazza.<br>L’edificio religioso, solenne e splendido documento dell’arte siciliana del medioevo, rappresenta una preziosa testimonianza di quella architettura fiorita sotto la dominazione normanna e prodotta da maestranze di cultura fatimide al servizio di committenti cristiani. <br>La chiesa, probabilmente, era la cappella di un palazzo costruito da Majone da Bari, nel periodo in cui ricoprì la carica di Grande Ammiraglio del re (1154-60), forse per voler emulare il suo predecessore Giorgio D’Antiochia promotore della fabbrica dell’attigua chiesa di <a href="http://www.palermoviva.it/chiesa-santa-maria-dellammiraglio-o-san-nicolo-dei-greci-detta-la-martorana/"><strong>Santa Maria dell’Ammiraglio</strong></a>.<br>Alla morte di Majone le sue proprietà furono acquisite dal demanio regio e successivamente passarono in proprietà dell’Ammiraglio regio Silvestro di Marsico che nel 1161 vi seppellì la figlioletta Matilda, a memoria della quale resta una lapide sepolcrale oggi visibile in una parete interna nei pressi dell’ingresso. Nel 1175 il conte Guglielmo di Marsico vendette alla Dogana dei Baroni tutto il complesso edilizio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:34:25 UTC</pubDate>
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         <title>PIAZZA PRETORIA</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Piazza Pretoria, comunemente chiamata “Piazza della Vergona” per la nudità delle statue che compongono la bellissima fontana è scolpita tutta in marmo bianco di Carrara per opera dello scultore Francesco Camilliani che la realizzò a Firenze nel 1554 e successivamente acquistata dalla città di Palermo.<br>Una leggenda racconta che lateralmente alla piazza sorgeva un convento di monache di clausura e una notte le sorelle, mortificate e vergognate dall’oscena nudità delle statue, scesero in piazza approfittando del buio, ed evirarono le indecenti sculture, per eliminare così le “vergogne” che stavano al vento, ma in effetti non è proprio così, perché se andiamo a vedere di persona possiamo notare che di statue evirate ce ne sono ben poche. <strong><em>La stupenda piazza si trova poco distante dai Quattro Canti, esattamente nel baricentro della città storica di Palermo. La sopracitata fontana denominata appunto “Fontana Pretoria”, esempio di Rinascimento toscano, occupa tutto il centro della Piazza ed è una delle più belle fontane d’Italia.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:37:57 UTC</pubDate>
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         <title>QUATTRO CANTI-PIAZZA VIGLIENA</title>
         <author>puffettagirl_01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Piazza Villena (o Vigliena) è meglio conosciuta come “I quattro Canti di città” o “Il Teatro del Sole” e si trova all’incrocio tra via Maqueda e via Vittorio Emanuele.<br>La realizzazione della piazza avvenne nel 1609, nove anni dopo il taglio della via Maqueda, sotto il viceré Giovanni Fernandez Paceco, duca di Villena. In quello stesso anno avvenne il completamento dei cantoni est ed ovest, mentre il cantone sud venne terminato nel 1612 sotto il viceré d'Ossuna e quello di nord nel 1620 durante il viceregno del conte di Castro La sistemazione delle statue avvenne a partire dal 1617 con l’assegnazione dell’incarico a Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato palermitano.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:40:56 UTC</pubDate>
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         <author>puffettagirl_01</author>
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         <pubDate>2018-02-09 09:44:54 UTC</pubDate>
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         <title>PALAZZO REALE</title>
         <author>rivolo_marta01</author>
         <link>https://padlet.com/puffettagirl_01/qtvhrmfttu5u/wish/338261510</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Palazzo Reale (noto anche come Palazzo dei Normanni) sorge nel nucleo più antico della città, sopra un insediamento punico ubicato sotto le sale del Duca di Montalto.<br>Durante la dominazione araba viene edificato il primo corpo del palazzo tra i fiumi Kemonia e Papireto, denominato <em>Qasr</em>, termine che sta a indicare oltre che un castello, anche una fortificazione dai prioritari compiti militari. Con l’arrivo dei Normanni a Palermo, nel 1072, ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130, dopo l’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico del potere. All’interno del palazzo normanno esistevano un opificio ed un laboratorio tessile per produrre manufatti di unica bellezza. In tale contesto le corti di Ruggero II, di Guglielmo I e di Guglielmo II riuscirono nel miracolo di far convivere e contaminare culture profondamente diverse tra loro.<br>Federico II di Svevia, figlio di Enrico IV Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, fu continuatore della politica del nonno Ruggero II e, nonostante abbia soggiornato nella reggia palermitana solo in giovane età, vi organizzò l’attività amministrativa e quella culturale (Scuola Poetica Siciliana).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-06 07:34:44 UTC</pubDate>
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