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      <title>Nizza, città transfrontaliera by Hélène</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-24 07:55:57 UTC</pubDate>
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         <title>La cappella dell&#39;Annunciazione</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La cappella dell’Annunciazione è anche chiamata Cappella Santa Rita.</strong></div><div><strong>Chi era Santa Rita ? </strong></div><div>Oggi, è conosciuta come la santa patrona delle cause disperate ! In effetti, durante la sua vita, ha realizzato diverse azioni quasi impossibili.</div><div>Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), è stata una religiosa italiana.</div><div>È stata proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900 : santa Rita da Cascia</div><div> </div><div><strong>La sua famiglia</strong></div><div>Rita (=Margherita) è nata da Antonio Lotti e Amata Ferri, genitori molto religiosi che assumevano il ruolo di mediatori nelle lotte (=le rôle de médiateur dans les luttes) politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. <br>N.B : Conosci certamente questi due clan grazie alla storia di Romeo e Giulietta. Le loro famiglie facevano parte di queste fazioni nemiche (=ennemies).</div><div><br><br></div><div><strong>Suo marito</strong></div><div>Rita ha sposato (=a épousé) Paolo di Ferdinando Mancini, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruente (=impétueux), appartenente alla fazione ghibellina.<br>Il carattere dolce di Rita ha acquietato (=a calmé) la personalità impulsiva e violenta del marito, tanto che lui ha abbandonato le armi per lavorare in un mulino. Hanno avuto due figli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria.</div><div><br>Dopo alcuni anni, Paolo Mancini è stato ucciso (=a été tué) mentre tornava a casa in piena notte. Tuttavia (=toutefois), Rita ha perdonato gli assassini e ha pregato (=a prié) anche per i suoi due figli che, come era costume (=comme il était coutume) del tempo, probabilmente stavano pensando alla vendetta (=la vengeance). I due figli, sono morti di malattia, quasi contemporaneamente.</div><div><strong><br>Rita monaca (=religieuse) al monastero</strong></div><div>Rita ha deciso di entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, ma il monastero ha rifiutato (=a refusé) perché aveva paura di una vendetta da parte della famiglia del marito ucciso. Allora Rita ha convinto (=a convaincu) la famiglia Mancini ad abbandonare ogni proposito di vendetta (=toute idée de vengeance). Dopo aver riconciliato i Mancini con le fazioni degli assassini, Rita riuscì ad entrare in monastero nel 1407.</div><div><br>Durante i quarant'anni di vita monacale, Rita si è dedicata alla preghiera (=s'est dédiée à la prière), a penitenze e a digiuni nel monastero, e uscì spesso per andare in servizio a poveri e ammalati (=au service des pauvres et des malades) di Cascia.</div><div>A 69 anni, è andata a piedi a Roma e ha percorso 180 chilometri.</div><div><br><strong>La morte di Rita</strong></div><div>Sul suo letto di morte, ha chiesto (=a demandé)una rosa ad una cugina che ha riuscito a trovarne una anche d’inverno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 08:03:59 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;opera di Nizza</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong>Opéra de Nice</strong> è un teatro dell'opera.</div><div>Dal 1992 è monumento storico di Francia.</div><div><br><strong>Storia</strong><br>Nel 1826, il re Carlo Felice di Savoia (Torino, 6 aprile 1765 – Torino, 27 aprile 1831), ha fatto costruire un edificio neoclassico ispirato al Teatro San Carlo di Napoli</div><div>Il 23 marzo 1881 questo edificio è stato distrutto da un incendio, in cui sono state uccise (=on été tués) circa 200 persone.</div><div>La ricostruzione, iniziata nel 1882, è stata affidata agli architetti François Aune e Charles Garnier. <br>L'inaugurazione del nuovo Théâtre Municipal è avvenuta il 7 febbraio 1885 con l'Aida di Giuseppe Verdi.<br><br><strong>Architettura</strong><br>La sala di spettacolo è a forma di ferro di cavallo. Questa forma è anche chiamata sala <br>« all'italiana » nella quale il pubblico è messo in scena, così quanto gli artisti. <br>Può contenere quasi 1000 spettatori. <br>Il soffitto (=le plafond) è realizzato da Emmanuel Costa. Rappresenta un vasto cielo mitologico. Gli italiani della fine del Rinascimento e dell’inizio dell’Arte Barocco sono gli iniziatori di questi soffitti che si aprono verso il cielo.<br><br></div><div>Quest'opera è simile a molte opere e teatri italiani.<br><br><strong>Visita virtuale</strong></div><div>Puoi fare una visita virtuale dell’opera sul sito <a href="http://www.opera-nice.org/fr/opera/le-lieu">http://www.opera-nice.org/fr/opera/le-lieu</a>  (prendi l'atrio a destra e apri la porta davanti a te)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 08:17:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 08:50:17 UTC</pubDate>
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         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 08:50:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 08:51:21 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Garibaldi</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Biografia</strong><br>È nato a Nizza quando questa città faceva parte del Regno di Sardegna.</div><div>Ha combattuto in Sud America, ma anche in Italia. In effetti, il suo sogno era l’indipendenza e l’unificazione dell’Italia. Le sue truppe erano chiamate « i Mille ».<br>È soprannominato « l’eroe dei due mondi »<br><br>Puoi guardare un video che racconta la sua vita sul sito :  <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cFU10xU9DN0">https://www.youtube.com/watch?v=cFU10xU9DN0</a></div><div><br></div><div><strong>A Nizza: la piazza Garibaldi e la Strada Reale</strong><br>A Nizza hanno dedicato <strong>una piazza</strong> a Giuseppe Garibaldi. Ha preso il suo nome nel 1870. Il suo monumento è stato eretto nel 1891. <br>Questa piazza è stata costruita a partire dal 1773 da Antonio Spinelli, un architetto nizzardo. È la grande piazza più antica della città di Nizza. Il modello di architettura rispetta lo stile torinese.</div><div>La piazza ha avuto molti altri nomi come per esempio : <br>- piazza Reale<br>- piazza Vittorio Emanuele (fu re di Sardegna, principe di Piemonte, duca di Savoia, d'Aosta e di Nizza),<br>- piazza della Repubblica durante la Rivoluzione francese</div><div>- piazza Napoleone, durante il suo regno.</div><div><br>Nel 1780, il re Vittorio Amedeo III (re di Sardegna e Duca di Savoia, Piemonte, Aosta e Nizza) ha deciso di rendere carrabile (=rendre carrossable)<strong> la Reale strada</strong> (=la route royale) che collegava Torino (capitale dei stati di Savoia) a Nizza, via il colle di Tenda. <br>La piazza era l’arrivo di questa strada, ma all'epoca si chiamava piazza Reale. All'origine, questa strada era un semplice cammino dei mulattieri (=les mulatiers), chiamata « strada del sale ». La sua sistemazione nel XVIII secolo ha permesso il controllo del trasporto delle merci (=les marchandises), come il sale per esempio e ha favorito gli scambi (=les échanges). Questa strada aveva una posizione strategica nelle Alpi. Lungo tutta la strada, si possono trovare monumenti dedicati al re.<br>Oggi una parte della « route départementale » D2204 si chiama ancora « route de Turin ». Comincia in piazza Garibaldi, continua l’avenue de la République e finisce all'altezza dell’autostrada Nizza Est.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 08:54:20 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza Garibalbi</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 09:07:56 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa dell&#39;Annunciazione Santa Rita</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 14:07:51 UTC</pubDate>
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         <title>Visita virtuale della piazza Garibaldi</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 14:13:59 UTC</pubDate>
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         <title>La cattedrale di Santa Reparata</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
         <link>https://padlet.com/helene_duhamelle/nizzatrasfrontaliera1/wish/334570232</link>
         <description><![CDATA[<div>Si trova in Piazza Rossetti. È stata costruita tra il 1650 e il 1699.<br>L'edificio è di stile barocco.<br>È stata costruita sul modello della chiesa si Santa Susanna a Roma.<br>Le cupole rispettano lo stile di Genova.<br>All'interno ci sono tre organi (=des orgues) e belle vetrate (= des vitraux) che fanno passare la luce (=la lumière) del sole.<br><br>Questa cattedrale è dedicata a Santa Reparata. <br>Secondo la leggenda, Reparata ha subito le persecuzioni dell'imperatore romano Decio. Hanno tentato (=on a essayé) di brucciarla viva (=de la brûler vivante) per esempio !  Ma è sopravvissuta.<br>Alla fine, l'hanno decapitata e hanno messo il suo corpo in una barca che  è andata alla deriva sul mare Mediterraneo. <br>Questa barca è arrivata sulla riva nizzarda : ecco perché questa riva si chiama  la "Baia degli Angeli" (=la baie des anges).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 14:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>La loggia</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div>La loggia municipale nel passato era un luogo aperto per i dibattiti pubblici della città. Questa tradizione culturale e politica risale all'agorà greca e al foro romano.<br><br></div><div>Si riconosce lo stemma di Nizza (con l’Aquila). In un nodo scolpito, troviamo anche la divisa dei Duchi di Savoia. Nizza ha fatto parte del Ducato di Savoia, come il Piemonte e il Valle d’Aosta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 14:19:05 UTC</pubDate>
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         <title>Corso Saleya</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sul corso Saleya, molti prodotti locali sono simili ai prodotti italiani :<br>- Le olive</div><div>- Le spezie e le erbe aromatiche : il prezzemolo, il basilico, il rosmarino</div><div>- Il sale aromatizzato</div><div>- I carciofi violetti, i pomodori, le melanzane, le zucchine, i cetrioli</div><div>- La farinata</div><div><br></div><div>Ogni giorno il corso accoglie un mercato che propone tante merci fresche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 14:20:55 UTC</pubDate>
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         <title>La piazza Carlo Felice</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <description><![CDATA[<div>In fondo al corso, Saleya si trova la piazza "Carlo Felice", dedicato al re Carlo Felice (Torino, 6 aprile 1765 – Torino, 27 aprile 1831) re di Sardegna e duca di Savoia. <br><br></div><div>Tra i numerosi conti, duchi e re che hanno regnato su Nizza fino al 1860, questo re è stato molto apprezzato dai nizzardi.</div><div><br>Ha portato molti benefici alla città:<br>- Ha dato alla città la collina del Castello, e l'ha trasformata in parco pubblico. <br>- Ha ordinato la costruzione del ponte Carlo (o ponte nuovo) sul Paillon. <br>- Ha finito la costruzione della strada Nizza – Genova. Ingrandisce il porto e ci facilita il commercio. <br>- Sul porto, ha chiesto la costruzione di una chiesa che conosciamo oggi : Notre Dame du Port. <br>- Una porta del corso Saleya porta il suo nome e una dedica gli è fatta rue des Ponchettes.I<br><br>Che cosa significa "felice" in francese ? L'etimologia è "felix" in latino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 14:25:17 UTC</pubDate>
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         <title>La statua di Carlo Felice</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
         <link>https://padlet.com/helene_duhamelle/nizzatrasfrontaliera1/wish/334572362</link>
         <description><![CDATA[<div>Negli anni 1820 il re Carlo Felice ha accordato benefici economici alla città di Nizza, più precisamente al porto, che gli ha dedicato una statua eretta sul porto.  I nizzardi apprezzavano molto questo re.<br><br></div><div>Tuttavia, il re Vittorio Emmanuele II ( che è stato l'ultimo re di Sardegna e il primo re d'Italia) ha deciso di sopprimere questi benefici, allora i nizzardi rompono (=casser) le dita (=les doigts) della statua. <br>Queste dita rotte sono allora diventate il simbolo delle promesse non mantenute.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-24 14:36:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-24 14:41:15 UTC</pubDate>
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         <title>Nizza e l&#39;Italia hanno un passato in comune. Nizza non ha fatto parte dell&#39;Italia come la conosciamo oggi. Tuttavia, ha fatto parte del Regno di Sardegna con il Piemonte, la Savoia, Aosta, Asti, e poi Genova. 
La capitale era Torino. Quali luoghi e monumenti sono simboli di questi legami? 
Per giocare quando farai la visita del centro di Nizza, devi leggere attentamente tutte queste informazioni.</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-25 20:25:58 UTC</pubDate>
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         <title>Organo e vetrate - Cattedrale di Santa Reparata</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-26 23:23:21 UTC</pubDate>
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         <title>Visita virtuale della Cattedrale di Santa Reparata</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-26 23:29:36 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa del Gesù a Genova</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <title>Chiesa di Santa Susanna a Roma</title>
         <author>helene_duhamelle</author>
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         <pubDate>2019-02-27 08:12:13 UTC</pubDate>
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Nizza, città trasfrontaliera
 
Hélène
●
2 mois
La cattedrale di Santa Reparata
La cattedrale di Santa Reparata
Si trova in Piazza Rossetti. È stata costruita tra il 1650 e il 1699.
L'edificio è di stile barocco.
È stata costruita sul modello della chiesa si Santa Susanna a Roma.
Le cupole rispettano lo stile di Genova.
All'interno ci sono tre organi (=des orgues) e belle vetrate (= des vitraux) che fanno passare la luce (=la lumière) del sole.

Questa cattedrale è dedicata a Santa Reparata. 
Secondo la leggenda, Reparata ha subito le persecuzioni dell'imperatore romano Decio. Hanno tentato (=on a essayé) di brucciarla viva (=de la brûler vivante) per esempio !  Ma è sopravvissuta.
Alla fine, l'hanno decapitata e hanno messo il suo corpo in una barca che  è andata alla deriva sul mare Mediterraneo. 
Questa barca è arrivata sulla riva nizzarda : ecco perché questa riva si chiama  la "Baia degli Angeli" (=la baie des anges).
 

Chiesa di Santa Susanna a Roma
Chiesa di Santa Susanna a Roma
 

Chiesa del Gesù a Genova
Chiesa del Gesù a Genova
 

Visita virtuale della Cattedrale di Santa Reparata
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Organo e vetrate - Cattedrale di Santa Reparata
Organo e vetrate - Cattedrale di Santa Reparata
 

Nizza e l'Italia hanno un passato in comune. Nizza non ha fatto parte dell'Italia come la conosciamo oggi. Tuttavia, ha fatto parte del Regno di Sardegna con il Piemonte, la Savoia, Aosta, Asti, e poi Genova. La capitale era Torino. Quali luoghi e monumenti sono simboli di questi legami? Per giocare quando farai la visita del centro di Nizza, devi leggere attentamente tutte queste informazioni.
Nizza e l'Italia hanno un passato in comune. Nizza non ha fatto parte dell'Italia come la conosciamo oggi. Tuttavia, ha fatto parte del Regno di Sardegna con il Piemonte, la Savoia, Aosta, Asti, e poi Genova. 
La capitale era Torino. Quali luoghi e monumenti sono simboli di questi legami? 
Per giocare quando farai la visita del centro di Nizza, devi leggere attentamente tutte queste informazioni.

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La statua di Carlo Felice
La statua di Carlo Felice
Negli anni 1820 il re Carlo Felice ha accordato benefici economici alla città di Nizza, più precisamente al porto, che gli ha dedicato una statua eretta sul porto.  I nizzardi apprezzavano molto questo re.

Tuttavia, il re Vittorio Emmanuele II ( che è stato l'ultimo re di Sardegna e il primo re d'Italia) ha deciso di sopprimere questi benefici, allora i nizzardi rompono (=casser) le dita (=les doigts) della statua. 
Queste dita rotte sono allora diventate il simbolo delle promesse non mantenute.
 

La piazza Carlo Felice
La piazza Carlo Felice
In fondo al corso, Saleya si trova la piazza "Carlo Felice", dedicato al re Carlo Felice (Torino, 6 aprile 1765 – Torino, 27 aprile 1831) re di Sardegna e duca di Savoia. 

Tra i numerosi conti, duchi e re che hanno regnato su Nizza fino al 1860, questo re è stato molto apprezzato dai nizzardi.

Ha portato molti benefici alla città:
- Ha dato alla città la collina del Castello, e l'ha trasformata in parco pubblico. 
- Ha ordinato la costruzione del ponte Carlo (o ponte nuovo) sul Paillon. 
- Ha finito la costruzione della strada Nizza – Genova. Ingrandisce il porto e ci facilita il commercio. 
- Sul porto, ha chiesto la costruzione di una chiesa che conosciamo oggi : Notre Dame du Port. 
- Una porta del corso Saleya porta il suo nome e una dedica gli è fatta rue des Ponchettes.I

Che cosa significa "felice" in francese ? L'etimologia è "felix" in latino.
 

Corso Saleya
Corso Saleya
Sul corso Saleya, molti prodotti locali sono simili ai prodotti italiani :
- Le olive
- Le spezie e le erbe aromatiche : il prezzemolo, il basilico, il rosmarino
- Il sale aromatizzato
- I carciofi violetti, i pomodori, le melanzane, le zucchine, i cetrioli
- La farinata

Ogni giorno il corso accoglie un mercato che propone tante merci fresche.
 

La loggia
La loggia
La loggia municipale nel passato era un luogo aperto per i dibattiti pubblici della città. Questa tradizione culturale e politica risale all'agorà greca e al foro romano.

Si riconosce lo stemma di Nizza (con l’Aquila). In un nodo scolpito, troviamo anche la divisa dei Duchi di Savoia. Nizza ha fatto parte del Ducato di Savoia, come il Piemonte e il Valle d’Aosta.
 

Visita virtuale della piazza Garibaldi
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Chiesa dell'Annunciazione
Chiesa dell'Annunciazione
 

Giuseppe Garibaldi
Giuseppe Garibaldi
Biografia
È nato a Nizza quando questa città faceva parte del Regno di Sardegna.
Ha combattuto in Sud America, ma anche in Italia. In effetti, il suo sogno era l’indipendenza e l’unificazione dell’Italia. Le sue truppe erano chiamate « i Mille ».
È soprannominato « l’eroe dei due mondi »

Puoi guardare un video che racconta la sua vita sul sito :  https://www.youtube.com/watch?v=cFU10xU9DN0

A Nizza: la piazza Garibaldi e la Strada Reale
A Nizza hanno dedicato una piazza a Giuseppe Garibaldi. Ha preso il suo nome nel 1870. Il suo monumento è stato eretto nel 1891. 
Questa piazza è stata costruita a partire dal 1773 da Antonio Spinelli, un architetto nizzardo. È la grande piazza più antica della città di Nizza. Il modello di architettura rispetta lo stile torinese.
La piazza ha avuto molti altri nomi come per esempio : 
- piazza Reale
- piazza Vittorio Emanuele (fu re di Sardegna, principe di Piemonte, duca di Savoia, d'Aosta e di Nizza),
- piazza della Repubblica durante la Rivoluzione francese
- piazza Napoleone, durante il suo regno.

Nel 1780, il re Vittorio Amedeo III (re di Sardegna e Duca di Savoia, Piemonte, Aosta e Nizza) ha deciso di rendere carrabile (=rendre carrossable) la Reale strada (=la route royale) che collegava Torino (capitale dei stati di Savoia) a Nizza, via il colle di Tenda. 
La piazza era l’arrivo di questa strada, ma all'epoca si chiamava piazza Reale. All'origine, questa strada era un semplice cammino dei mulattieri (=les mulatiers), chiamata « strada del sale ». La sua sistemazione nel XVIII secolo ha permesso il controllo del trasporto delle merci (=les marchandises), come il sale per esempio e ha favorito gli scambi (=les échanges). Questa strada aveva una posizione strategica nelle Alpi. Lungo tutta la strada, si possono trovare monumenti dedicati al re.
Oggi una parte della « route départementale » D2204 si chiama ancora « route de Turin ». Comincia in piazza Garibaldi, continua l’avenue de la République e finisce all'altezza dell’autostrada Nizza Est.
 
Giuseppe Garibaldi - Biografia
Una breve biografia di Giuseppe Garibaldi raccontata da Alessandro Ferri attraverso parole, immagini e musica. Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito www.dante-alighieri-cph.dk oppure scriveteci a dantealighierigiovani@gmail.com Video realizzato dalla Dante Alighieri di Copenaghen sezione Giovani. A cura di Alessandro Ferri. 2017©DanteAlighieriCopenaghen. Tutti i diritti riservati.
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Piazza Garibalbi
Piazza Garibalbi
 

La cappella dell'Annunciazione
La cappella dell'Annunciazione
La cappella dell’Annunciazione è anche chiamata Cappella Santa Rita.
Chi era Santa Rita ? 
Oggi, è conosciuta come la santa patrona delle cause disperate ! In effetti, durante la sua vita, ha realizzato diverse azioni quasi impossibili.
Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), è stata una religiosa italiana.
È stata proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900 : santa Rita da Cascia
 
La sua famiglia
Rita (=Margherita) è nata da Antonio Lotti e Amata Ferri, genitori molto religiosi che assumevano il ruolo di mediatori nelle lotte (=le rôle de médiateur dans les luttes) politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. 
N.B : Conosci certamente questi due clan grazie alla storia di Romeo e Giulietta. Le loro famiglie facevano parte di queste fazioni nemiche (=ennemies).


Suo marito
Rita ha sposato (=a épousé) Paolo di Ferdinando Mancini, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruente (=impétueux), appartenente alla fazione ghibellina.
Il carattere dolce di Rita ha acquietato (=a calmé) la personalità impulsiva e violenta del marito, tanto che lui ha abbandonato le armi per lavorare in un mulino. Hanno avuto due figli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria.

Dopo alcuni anni, Paolo Mancini è stato ucciso (=a été tué) mentre tornava a casa in piena notte. Tuttavia (=toutefois), Rita ha perdonato gli assassini e ha pregato (=a prié) anche per i suoi due figli che, come era costume (=comme il était coutume) del tempo, probabilmente stavano pensando alla vendetta (=la vengeance). I due figli, sono morti di malattia, quasi contemporaneamente.

Rita monaca (=religieuse) al monastero
Rita ha deciso di entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, ma il monastero ha rifiutato (=a refusé) perché aveva paura di una vendetta da parte della famiglia del marito ucciso. Allora Rita ha convinto (=a convaincu) la famiglia Mancini ad abbandonare ogni proposito di vendetta (=toute idée de vengeance). Dopo aver riconciliato i Mancini con le fazioni degli assassini, Rita riuscì ad entrare in monastero nel 1407.

Durante i quarant'anni di vita monacale, Rita si è dedicata alla preghiera (=s'est dédiée à la prière), a penitenze e a digiuni nel monastero, e uscì spesso per andare in servizio a poveri e ammalati (=au service des pauvres et des malades) di Cascia.
A 69 anni, è andata a piedi a Roma e ha percorso 180 chilometri.

La morte di Rita
Sul suo letto di morte, ha chiesto (=a demandé)una rosa ad una cugina che ha riuscito a trovarne una anche d’inverno.

L'opera di Nizza
L'opera di Nizza
L'Opéra de Nice è un teatro dell'opera.
Dal 1992 è monumento storico di Francia.

Storia
Nel 1826, il re Carlo Felice di Savoia (Torino, 6 aprile 1765 – Torino, 27 aprile 1831), ha fatto costruire un edificio neoclassico ispirato al Teatro San Carlo di Napoli
Il 23 marzo 1881 questo edificio è stato distrutto da un incendio, in cui sono state uccise (=on été tués) circa 200 persone.
La ricostruzione, iniziata nel 1882, è stata affidata agli architetti François Aune e Charles Garnier. 
L'inaugurazione del nuovo Théâtre Municipal è avvenuta il 7 febbraio 1885 con l'Aida di Giuseppe Verdi.

Architettura
La sala di spettacolo è a forma di ferro di cavallo. Questa forma è anche chiamata sala 
« all'italiana » nella quale il pubblico è messo in scena, così quanto gli artisti. 
Può contenere quasi 1000 spettatori. 
Il soffitto (=le plafond) è realizzato da Emmanuel Costa. Rappresenta un vasto cielo mitologico. Gli italiani della fine del Rinascimento e dell’inizio dell’Arte Barocco sono gli iniziatori di questi soffitti che si aprono verso il cielo.

Quest'opera è simile a molte opere e teatri italiani.

Visita virtuale
Puoi fare una visita virtuale dell’opera sul sito http://www.opera-nice.org/fr/opera/le-lieu  (prendi l'atrio a destra e apri la porta davanti a te)
 
Opéra Nice Côte d'Azur - Le lieu
Historique du bâtiment de l'Opéra Nice Côte d'Azur, exceptionnel tant par le lieu que l'emplacement...
Opera-nice

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         <pubDate>2019-05-25 18:04:38 UTC</pubDate>
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