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      <title>recensendo by bruno buselato</title>
      <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11</link>
      <description>meglio che mi ricordi come Petrarca</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-19 11:45:02 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-06-05 09:02:34 UTC</lastBuildDate>
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         <title>IDI DI MARZO </title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/209783951</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>- autore:</strong><br>Valerio Massimo Manfredi<br><strong>- anno edizione:</strong><br>2014<br><strong>- città di edizione:</strong><br>Milano<br><strong>- Occasione:</strong><br>raccontare un avvenimento storico di gran rilievo<br><strong>-Trama:</strong> </div><div>Questo testo, racconta i giorni antecedenti alla morte di Caio Giulio Cesare, soffermandosi soprattutto sull’organizzazione della congiura e descrivendo le mosse di entrambe le parti : la terribile voglia di vendetta di Cassio, Bruto e degli altri congiurati che più di volere ridare libertà alla repubblica, come ammettono, desiderano la morte di Cesare per non essergli debitori della propria, nonostante siano stati salvati dallo stesso Giulio Cesare( sembra quasi una vera e propria vendetta personale). </div><div>Dall’altra parte abbiamo invece il fedele Silio che, aiutato da altri personaggi come Artemidoro, il medico personale di Cesare di nome Antistio, cerca in tutti i modi di provare l’organizzazione di una congiura in modo da salvareil proprio sovrano. In questo romanzo si raccontano anche le avventure di Publio Sestio, anche lui fedele centurione di Cesare, che ha lo stesso scopo di Silio e Antistio, però incaricato dall’amante del sovrano Cleopatra. Fino all’ultimo coloro che amavano Cesare, come la moglie Calpurnia, hanno cercato di non far uscire di casa l’uomo durante il giorno prestabilito, appunto le Idi di Marzo; ma Cesare si presenta in senato e viene colpito da ventitre colpi, dei quali solo uno è stato mortale. Il romanzo si conclude con i funerali di Cesare, preceduti da una seduta in senato nel quale si stabiliva il futuro della repubblica.<br><strong>- scopo dell' opera:<br></strong>descrivere la morte di cesare e al unisono creare un quadro storico della vita sociale in quel periodo della storia romana<br><strong>-tematiche:</strong><br> mentalità di libertà e di governo nell'Antica Roma. Su questa tematica sono espresse varie idee: le idee in favore di Cesare, quando parlano i suoi seguaci o lui stesso, e contro quando chi si esprime è Bruto o Cassio o qualcun altro di coloro favorevoli all' uccisione di Cesare.<br><strong>-innovativa o solco della tradizione:<br></strong>innovativa poiché è interessante la tecnica di narrazione che segue giorno per giorno le vicende antecedenti alla morte di Cesare. rende il testo più interessante</div><div><strong>-commento:</strong><br>questo libro mi è piaciuto perché racconta in modo diverso un fatto storico che viene raccontato sempre nello stesso modo, a partire dai libri di testo fino a romanzi ecc.  è interessante il fatto che questo libro non mi abbia mai stancato o annoiato  nonostante questo sia un avvenimento che già conosco e che ho studiato recentemente. Sinceramente ne leggerei un altro appunto solo per vedere se è questa la principale caratteristica dei libri di questo autore ovvero il fatto di renderlo attuale e moderno da un certo punto di vista. Lo consiglio a chi non piace la storia romana raccontata in modo statico come sui libri scolastici. lo considero valido poiché il fatto storico viene narrato in modo corretto  per i miei gusti bello perché questo modo di raccontare vivacizza la storia<br><strong>- scena preferita:</strong><br>la scena in cui Calpurnia  (moglie di Cesare) chiede a Cesare di non andare in senato perché sente che qualcosa possa andare. mi incuriosisce il modo di reagire di Cesare che si comporta più da leader che da marito. mi piace il contrasto che c'è tra le due personalità di Cesare.<br><strong>-frase preferita:<br></strong>scambio tra Cleopatra e Cesare: <br>"c'è chi farebbe per me molto di più" disse Cleopatra.<br>Cesare si volse.<br>"Avrai notato, immagino, come mi guarda Marco Antonio".<br>"no. non l' ho notato. Ma può darsi che tu abbia ragione. è per questo che lui Antonio e io sono Cesare".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 20:05:21 UTC</pubDate>
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         <title>Commento</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/210039283</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è svolta in maniera discreta: fai attenzione alla forma, sono presenti errori di punteggiatura e un concetto da formulare meglio. L'anno di edizione è il 2008.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 14:55:15 UTC</pubDate>
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         <title>Uno, nessuno e centomila</title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/211931551</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>- autore:</strong><br>Luigi Pirandello<br><strong>- anno edizione:</strong><br>1994<br><strong>- città di edizione:</strong><br>Torino<br><strong>-occasione:</strong><br>completare il pensiero della frantumazione del' io già trattato nel suo precedente romanzo " il fu Mattia Pascal"<br><strong>- trama:</strong><br>Da uno specchio, superficie ambigua e inquietante, emerge un giorno per Vitangelo Moscarda, un volto di sé finora ignorato: un naso in pendenza verso destra. Questo avvenimento provoca in lui una profonda crisi che lo porta a scoprire che gli altri si fanno di lui un’immagine diversa da quella che egli si è creato di se stesso, scopre cioè di non essere "uno", come aveva creduto sino a quel momento, ma di essere "centomila", nel riflesso delle prospettive degli altri, e quindi "nessuno". Questa presa di coscienza fa saltare tutto il sistema di certezze e determina una crisi sconvolgente. Vitangelo ha orrore delle "forme" in cui lo chiudono gli altri e non vi si riconosce, ma anche orrore della solitudine in cui lo piomba lo scoprire di non essere "nessuno". Decide perciò di distruggere tutte le immagini che gli altri si fanno di lui, in particolare quella dell’usuraio" ( il padre infatti gli ha lasciato in eredità una banca), per cercare di essere "uno per tutti". Incomincia così a ribellarsi facendo cose che, agli occhi di chi gli sta attorno, appaiono incomprensibili. Ricorre così ad una serie di gesti folli, come regalare una casa a un vagabondo. Vuole vendere la banca di cui non si è mai occupato e che gli assicura una certa agiatezza economica, e quando rivela alla moglie e all’amico Quantorzo che vuole cancellare la nomea di usuraio, loro scoppiano a ridere senza ritegno. Così colpito nell’animo, già, fortemente contrastato, strattona la moglie ribellandosi a quella marionetta, di nome Gengè, di cui ella si era sempre compiaciuta. Le pazzie si intensificano: ferito gravemente da un’amica della moglie, colta da un raptus inspiegabile di follia, al fine di evitare lo scandalo cede tutti i suoi averi per fondare un ospizio per poveri, ed egli stesso vi si fa ricoverare, estraniandosi totalmente dalla vita sociale.</div><div>Proprio in questa scelta trova una sorta di guarigione dalle sue ossessioni, rinunciando definitivamente ad ogni identità e abbandonandosi pienamente al puro fluire della vita, rifiutandosi di fissarsi in alcuna "forma", rinascendo nuovo in ogni istante, vivendo tutto fuori di sé e identificandosi di volta in volta nelle cose che lo circondano, alberi, vento, nuvole,  mentre la città e tutto ciò che si trova al suo interno si allontana sempre di più.<br><strong>-scopo dell' opera:</strong><br>esplicare la consapevolezza che l' uomo non è uno, che la realtà non è oggettiva in quanto tutti la vedono in modo diverso, e che la propria immagine è diversa da quella di tutti gli altri<br><strong>-tematiche:</strong><br>  1. La presa di coscienza della prigionia delle "forme":</div><div> Dopo la scoperta che il naso gli pende da una parte egli, che non se ne era ami avveduto, scopre così che l’immagine che si è creato di sé non corrisponde a quella che gli altri hanno di lui. Si rende conto del fatto che esistono infiniti "Moscarda", l’uno diverso dall’altro, a seconda della visione delle tante persone che lo conoscono, in primo luogo la moglie. In lui nasce pertanto un vero orrore per la prigionia delle "forme" in cui gli altri lo costringono; ma scopre anche di non essere "nessuno" per sé, e questo genera in lui un’altra forma di orrore, un senso angoscioso di assoluta solitudine.<br>2. La rivolta e la distruzione delle forme: la pazzia:</div><div>la pazzia è un modo caro agli eroi pirandelliani per scardinare il meccanismo delle forme, delle convezioni e degli istituti sociali che imprigionano la vita nel suo fluire. Viene quindi vista positivamente.</div><div>3. Sconfitta e guarigione:</div><div>Moscarda ha cercato, con le sue follie, di ribellarsi al sistema ferreo delle convenzioni sociali, di scardinarlo, ma è rimasto sconfitto. E tuttavia proprio in questa sconfitta trova una forma di guarigione dalle angosce che lo ossessionavano, alienarsi da se stessi, rifiutare il proprio nome, per abbandonarsi gioiosamente al fluire della vita, morendo ad ogni attimo e rinascendo nuovo e senza ricordi, per identificarsi con tutte le cose fuori.<br>4.  L’identificazione uomo - natura:</div><div>nella parte finale del racconto tra uomo e natura si crea un’identificazione profonda, quest’albero, respiro tremulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola, quasi mistica, è proposta come modello per ogni uomo che sappia rompere il meccanismo delle convenzioni sociali.<br>-innovativa o nel solco della tradizione:<br>è un libro fuori dagli schemi, perché racconta in un modo diverso dal normale un discrorso altrettanto diverso dal normale poiché difficilmente trattato<br><strong>-commento:</strong><br>La lettura di Uno Nessuno e Centomila non è affatto una lettura semplice. Il viaggio nella testa del protagonista, pur non essendo raccontato con termini complessi, è comunque molto impegnativo, per questo non consiglio a tutti di leggerlo. Personalmente a me è piaciuto perché secondo me questa è una storia  che ci mette in guardia e ci spinge a guardarci dentro con più attenzione nella speranza di riuscire ad essere noi stessi anche senza perdersi. vorrei leggere il libro che completa il pensiero della frantumazione dell' io dell' autore per avere un quadro più ampio e capire meglio ciò che intende l' autore per "frantumazione" dell' io.<br><strong>-scena preferita:</strong><br>la scena dello specchio perché è buffo che l' autore abbia scelto un caso così banale (ovvero la consapevolezza di una leggera imprecisione facciale) come introduzione alle riflessioni esistenziali   del protagonista .<br><strong>-frase preferita:</strong><br>“La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l' illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.” <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-30 16:22:30 UTC</pubDate>
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         <title>Commento2</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/213072749</link>
         <description><![CDATA[<div>La struttura a paragrafi risulta efficace come anche l'elenco delle tematiche. Bene anche la parte valutativa, sicuramente più "genuina" della trama e delle tematiche che risentono di un lessico e di una capacità critica più legate alle fonti che hai usato che a una tua personale rielaborazione. Hai di nuovo sbagliato l'anno di edizione e il luogo</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-04 20:41:54 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIOVANE HOLDEN</title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/213752353</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-autore:</strong><br>J.D. Salinger<br><strong>-anno edizione:</strong><br> 1951<br><strong>-città di edizione:</strong><br>New York<br><strong>- occasione: </strong><br>raccontare il cambiamento di una persona che può avvenire sia in a lungo che a breve termine ( come in questo caso) attraverso un racconto di un bambino di 12 anni<br><strong>- trama:</strong><br>Holden Caulfield un ragazzo americano  sta per essere espulso dal college di Pencey. Una nuova espulsione, dopo che altre scuole prestigiose lo hanno già rimandato a casa per il suo scarso rendimento scolastico. Holden sa che la lettera della scuola arriverà ai suoi genitori solo fra qualche giorno, quindi decide di trascorrere un po' di tempo in giro, in modo da giungere a casa dopo l'arrivo della comunicazione ufficiale. Prende un treno, va a New York,  che è la città dove abita  e prende alloggio in un albergo di basso livello. Qua ci si interfaccia con situazioni che un ragazzo di soli 12 non sa gestire come farsi mandare una prostituta ubriacarsi, che mettono moralmente Holden, alla prova. Poi però il racconto riprende e si giunge  al momento in cui il protagonista decide di fare un salto a casa sua per rivedere la sorellina Phoebe e parlare un po' con lei. Non potendo restare a casa sua a dormire, però, e non avendo quasi più soldi, Holden chiede aiuto ad un suo vecchio professore che lo accoglie in casa e gli prepara il divano per dormire. Durante la notte però avviene un fatto molto strano: Holden si sveglia improvvisamente sentendosi accarezzare la testa e scopre che il professore lo sta "molestando". Stupito e spaventato, Holden si riveste velocemente e se ne va. L'indomani matura un nuovo progetto: partire per l'ovest, costruire una casa in montagna e formare una famiglia. Pieno d'entusiasmo chiede a Sally di accompagnarlo ma lei gli risponde che il suo ragionamento è infantile e ridicolo. Prima di partire però decide di salutare la sorella e le dà appuntamento davanti al museo, svelandole il suo progetto. Phoebe, preoccupata per il fratello, gli dice di volerlo seguire, e lui colpito per la singolare reazione della piccola pensa all'eventualità di rimanere a New York con lei. La porta alle giostre per farla divertire un po' e, vedendola girare felice, capisce qual è la scelta migliore da fare in quel momento: rimanere a New York.<br><strong>-scopo dell' opera:</strong><br>raccontare attraverso un racconto di un ragazzo di 12 anni il tema del passaggio    dall'adolescenza all'età adulta che risulta il tema principale del racconto <br><strong>-tematiche:</strong><br>1)il passaggio dall'adolescenza all'età adulta: descritta nel libro come la serie di situazioni che il protagonista deve affrontare nel corso del libro<br>2)il fatto di non voler crescere: per assurdo nel libro il protagonista quasi si pente del fatto di voler crescere tanto che decide poi di scappare (anche se non accade nel libro)<br><strong>- commento:</strong> <br>questo libro mi è piaciuto per la tematica che affronta poiché molto spesso a me è successo di fare azioni "da adulti" che mi facessero sentire più grande agli occhi degli altri, una sorta di autoconvinzione. attraverso questo libro ho potuto analizzare quello che è appunto quello che è  il passaggio tra l' infanzia e l' età adulta. consiglio di leggere questo libro a tutti i ragazzi dato che per molti può sembrare complicato o difficile questo "salto" che fa parte della propria vita in fondo. non leggerei tuttavia un altro libro di Salinger poiché ho trovato un po' noioso il linguaggio, che non rendeva il testo fluido bensì discontinuo. <br><strong>- scena preferita:</strong><br>la scena in cui Holden decide di non partire più per chissà dove e rimanere a new york mentre guarda sotto la pioggia la sorella che gioca sulla sua giostra preferita perchè rappresenta in breve ciò che è in breve la sua felicità che poi quella che spinge Holden a rimanere.<br><strong>- frase preferita:</strong><br> Voglio dire che ho lasciato scuole e posti senza nemmeno sapere che li stavo lasciando. È una cosa che odio. Che l'addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio.<br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 15:42:25 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 3</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/214806467</link>
         <description><![CDATA[<div>Finalmente hai citato nella giusta maniera l'anno di edizione! Molto bene il giudiizio. L'analisi interpretativa e informativa sono discrete ma da completare. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-10 15:01:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/216095250</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-14 10:36:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL CASTELLO DI OTRANTO</title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/242879948</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>- autore:</strong><br>Horace Walpole<br><strong>- anno edizione:</strong><br>1764<br><strong>- città di edizione:</strong><br>Londra<br><strong>- Occasione:</strong><br>unificare la tendenza sovrannaturale e quella realistica. fondando così un un nuovo genere, il romanzo gotico. <br>Walpole intendeva dichiaratamente unificare “<em>le due anime della narrativa, l'antico e il moderno. In principio era tutto immaginazione ed improbabilità: in seguito, la natura è sempre stata copiata con successo...</em>”,<br><strong>-Trama:</strong> </div><div>Mentre stanno per celebrarsi le nozze tra Corrado, figlio del principe Manfredi, e Isabella, figlia del marchese di Vicenza, accade una disgrazia: lo sposo muore, schiacciato da un enorme elmo di cui nessuno sa spiegarsi l'esistenza. Manfredi, terrorizzato, ricollega l'elmo a una profezia che da sempre grava sulla sua testa: perderà il castello quando "<em>l'autentico possessore sarà diventato troppo grande per abitarvi</em>". Si affretta dunque a convocare Isabella, e a proporle di sposarlo in luogo del figlio dopo l'annullamento del suo legittimo matrimonio con Ippolita; non avendo altri figli se non una fanciulla, Matilda, Manfredi spera così di evitare che la sua discendenza muoia con lui. Isabella, disgustata dal suo proposito, fugge nel vicino convento attraverso un passaggio segreto nei sotterranei del castello, aiutata da un  giovane ragazzo che si era già scontrato col  principe, e si mette sotto la protezione di padre Girolamo. <br>La trama prosegue attraverso agnizioni, apparizioni di spettri e giganti, ulteriori profezie, galanterie, assassinii, fino al terminare, com'è ovvio, con l'adempimento della profezia che ristabilisce un equilibrio.<br><strong>- scopo dell' opera:<br></strong>creare il primo romanzo gotico<br><strong>-tematiche:</strong><br>corruzione ( riferito a tutto ciò che fa Manfredi per se stesso)<br>caratteristiche medievali ( caste vergini, eroici paladini, la furiosità  dei tiranni del tempo, credenze in spettri o altre creature fantastiche)<br><strong>-innovativa o solco della tradizione:<br></strong>innovativa poiché questo è il primo romanzo gotico</div><div><strong>-commento:</strong><br>questo libro  non mi è piaciuto perché il romanzo non ha una trama  lineare, è un ammasso di agnizioni e colpi di scena; i personaggi sembrano quasi stilizzati, e il protagonista, Manfredi, sembra soffrire di un disturbo bipolare nel suo cambiare atteggiamento da un paragrafo all'altro; , e le descrizioni sono ridotte all'osso.<br><strong>- scena preferita:</strong><br>la scena iniziale in cui muore Corrado. mi piace come sia stata raccontata la quasi indifferenza del padre alla morte del figlio morto in una maniera che ha del sovrannaturale.<br><strong>-frase preferita:<br></strong>scambio tra matilda e teodoro<strong><br>"</strong>pensate forse, graziosa damigella, che accetterò il dono della vita col rischio che qualche calamità vi colpisca? meglio affrontare mille morti....."</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-16 15:39:37 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 4</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/243233449</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è molto buona e completa quasi in tutte le sue parti (manca qualche elemento informativo). Attento ai refusi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:51:15 UTC</pubDate>
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         <title>I DODICI ABATI DI CHALLANT</title>
         <author>bruno_1110</author>
         <link>https://padlet.com/bruno_1110/pallanuoto11/wish/265200012</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>- autore:</strong><br>Laura mancinelli<br><strong>- anno edizione:</strong><br>198<br><strong>- città di edizione:</strong><br>Torino<br><strong>- Occasione:</strong><br>raccontare vicende medievali<br><strong>-Trama:</strong> </div><div>I duchi Franchino di Mantova per rispettare il testamento del Marchese Alfonso suo predecessore deve vivere in castità per il resto dei suoi giorni per rimanere nel castello.<br>Per sorvegliare il duca furono inviati al castello di Challant, dove viveva la vedova marchesa di Challant, dodici abati da un monastero vicino e Venafro che diventerà fedele servitore della marchesa.<br>Però nel castello iniziano a accadere strane morti come se una maledizione fosse caduta sul castello e sui suoi abitanti.<br>Il primo a morire fu l’abate Umidio che per l’età soffriva già di malori fu trovato morto.<br>Poi toccò all’abate Nevoso che morì precipitando giù da un burrone con una slitta donatagli da Venafro il quale l’aveva comprata da un inventore genovese venuto a far visita al castello.<br>Poi morì l’abate Torchiato dopo aver bevuto un po’ troppo vino.<br>Al castello arrivò un filosofo che venuto a conoscenza dei fatti accaduti al castello affermò che nel castello regnavano demoni. Dimostrò questo in seguito alla morte di abate Celorio il quale era sempre seduto vicino al camino poiché soffriva il freddo e un giorno una pentola gli cadde sulla testa.<br>Il filosofo attribuì la colpa ai piccoli diavoli che abitavano nel fuoco e fra i servi iniziò una paura generale tanto che nessuno voleva più avvicinarsi al camino.<br>Così la marchesa decise di chiamare una pretessa famosa per le sue doti da esorcista.<br>Lei riuscì scacciare i demoni e per ricompensa chiese alla marchesa di ospitare Goffredo da Salerno un medico affinché continuasse i suoi studi. E per questo fece due regali alla marchesa: uno era una scacchiera bellissima di legno pregiato e l’altro era un bambino di nome Cicco e di circa due anni.<br>Madonna Maravì una delle dame della marchesa s’innamorò di Goffredo però l’amore non era ricambiato e infuriata per questo scaraventò un pezzo della scacchiera contro Goffredo però sbagliando mira colpì l’abate Foscolo che morì.<br>Poi fu la volta dell’abate Ipocondrio che inciampò dopo essersi arrampicato sulla cinta più alta delle mura per catturare Cicco e rubargli il flauto inciampò e precipitò morendo al suolo.<br>Un giorno arrivò al castello un trovatore che s’innamorò della marchesa e per questo fu cacciato dal duca Franchino geloso della Marchesa; lo stesso giorno l’abate Mistral anch’egli innamorato della Marchesa se ne andò avendo saputo l’amore che c’era i due.<br>Poi arrivò al castello un mercante veneziano in esilio poiché nella sua terra c’era una malattia contagiosa. Poi fu la volta dell’abate Leonzio che morì a causa di un paio di occhiali donatigli dalla merchesa . Infatti <br>L’abate Prudenzio morì a causa di una sua stessa invenzione che aveva lo scopo di isolarlo dal castello ma ne rimase schiacciato.<br>Arrivò al castello un astrologo che dopo avere predetto alla marchesa che il castello sarebbe caduto in mano ai Savoia, disse all’abate Santoro si seguire una stella che avrebbe risposto a tutte le sue domande. Santoro intento con il binocolo a cercare la stella precipitò.<br>I seguito l’abate Malburno si ammalò ai lombi e la medicina del tempo che diceva che ad ogni malessere fisico ne corrispondeva uno morale gli consigliò di fare attività sessuale. Ma Malburno abusò di ciò e mori nel suo letto.<br>Infine rimase solo l’abate Ildebrando che convinto che il castello fosse infestato dal demonio lo incendiò ma nell’incendio perì anche lui.<br>La marchesa, Cicco e Venafro chiesero asilo alla pretessa finché non avessero costruito una nuova casa.<br><strong>- scopo dell' opera:<br></strong>descrivere tematiche e vicende legate alla vita nel castello e usi costumi lingua credenze e tutto ciò che può descrivere in un quadro ben definito la vita medievale. <br><strong>-tematiche:</strong><br> medioevo ( che è anche la tematica principale)<br>la morte ( diversificata per i vari personaggi della storia)<br>tentazioni <br>credenze<br><strong>-innovativa o solco della tradizione:<br></strong>innovativa poiché descrive in modo definito e semplice la vita medievale</div><div><strong>-commento:</strong><br>Il romanzo è scritto in modo semplice il lessico è in alcune parti antico , medievale ma nonostante ciò si capisce. Ci si alterna tra le parole dei personaggi riportate prevalentemente in discorso diretto e i pensieri raccontati principalmente in discorso indiretto.  il romanzo mi è piaciuto poiché attraverso la lettura dello stesso, sono riuscito a comprendere e ad immedesimarmi in quella che era principalmente la vita medievale, gli usi, i costumi, il modo di parlare e come si svolgesse la vita nel castello.<br><strong>- scena preferita:</strong><br>la scena in cui il notaio Favretto legge il testamento al duca di Mantova che siede infreddolito nella sala del castello. mi è piaciuta questa scena per il modo in cui l' autrice descrive movenze e pensieri , raccontati in terza persona del duca. l' autrice infatti riesce a dare un' immagine ben precisa del duca in quel momento, che sembra distante alla vicenda e quasi annoiato.  <br><strong>-frase preferita:<br></strong>“ Avevo le mani piene di gigli , e non sapevo a chi offrirli.”</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-03 10:34:32 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 5</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
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         <description><![CDATA[<div>La recensione è buona sia nell'analisi che nel commento. Attento ai refusi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 20:36:13 UTC</pubDate>
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