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      <title>Uomo e natura  by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-30 09:34:59 UTC</pubDate>
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         <title>Federico García Lorca, Romance de la luna, luna</title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2608981957</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Romance de la luna, luna</em> cuenta la historia trágica de la muerte de un niño gitano. García Lorca, se apoya en el romance lírico narrativo, caracterizado por octosílabos rimados en asonantes, para mostrarnos una de sus más sentidas composiciones con la que abre su poemario Romancero Gitano (1924 – 1927).</div><div>El poema versa sobre la presencia de la luna en una fragua (taller de herrería), inmensa y blanca, tal que los gitanos harían con ella «collares y anillos blancos». En esa fragua, un niño la mira y platica con ella, pidiéndole que escape antes de que lleguen los gitanos; sin embargo, la luna le responde que la deje, que a él lo encontrarán con los ojos cerrados.</div><div>Por fin, llegan y encuentran al niño, muerto, en la fragua. Una zumaya canta su partida. La personificación de la luna lo lleva de la mano y los gitanos lloran y dan gritos por él.</div><div><br>Esta poesia es el romance prologo del Romancero Gitano, la obra más popular de García Lorca. &nbsp;</div><div>La obra es rica de símbolos, por ejemplo la luna representa la muerte.&nbsp;</div><div>El romance de la luna luna se ambienta en una fragua, donde los gitanos trabajan, y cuenta de la muerte de un niño en una noche de luna llena y como la luna llega para llevarse al niño con ella.&nbsp;</div><div>La luna que representa la muerte llega con los brazos abiertos para llevarse al niño que está al borde de la muerte y quiere conducirlo con ella, sosteniendo su mano. &nbsp;</div><div>Mientras tanto mantiene un diálogo con el niño&nbsp; y él trata de convencerla de que se vaya, tal vez para retrasar el momento de su muerte, diciendo que los gitanos vendrían y le harían collares y anillos con su corazón (¿una amenaza?). &nbsp;</div><div>Pero la luna le pide al niño que le deje llevar a cabo su misión, porque los gitanos no podrán llegar a tiempo.&nbsp;</div><div>Hemos dicho que la luna es personificada, de hecho aquí hay una mujer que tiene el niño por la mano. Otra personificación es el aire que se conmueve porque comprende que el niño está muriendo.&nbsp;</div><div>En esta poesía la naturaleza refleja el estado de ánimo del niño.&nbsp;</div><div>En el diálogo entre la luna y el chico, este último le dice a la luna que él no quiere ir con ella.&nbsp;</div><div>Al final la luna le convence&nbsp; y se lo lleva consigo.&nbsp;</div><div>Con esta personificación, Lorca nos hace entender que la naturaleza refleja el estado de animo del chiquillo. Luego el niño pide a&nbsp; la luna&nbsp; que se vaya porque no quiere que ella se lo lleve.&nbsp;</div><div>La luna le responde que si vinieran los gitanos le transmitirían felicidad con sus bailes (los gitanos siempre bailan) y con sus piedras preciosa blancas, que simbolizan el alma pura del niño. &nbsp;</div><div>En la segunda estrofa Lorca describe su muerte en una manera muy dulce, como podemos ver con la expresión “ojillos cerrados” que representan la fragilidad del pobrecito.&nbsp;</div><div>En la tercera estrofa llega un jinete que se da cuenta de que el niño esta muerto. &nbsp;</div><div>En la cuarta estrofa hay otra personificación: la luna descrita por Lorca como una mujer que tiene al niño de la mano. &nbsp;</div><div>Luego hay también un pájaro, que se parece a un cuervo, y simboliza el augurio de muerte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 10:31:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2609109035</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IL METODO SCIENTIFICO O SPERIMENTALE</strong></div><div>Caratterizza tutte le scienze sperimentali, anche&nbsp; la fisica. Il metodo sperimentale fu introdotto da Galileo Galilei (XVII sec.)&nbsp; fondatore, storicamente riconosciuto, della moderna scienza sperimentale.</div><div>Con Galileo comincia il processo irreversibile che porterà la fisica a staccarsi dalla filosofia.</div><div>Ogni fatto, evento o fenomeno naturale va:</div><ul><li>identificato</li><li>analizzato&nbsp;</li><li>isolato</li><li>riprodotto&nbsp;</li><li>confermato&nbsp;</li></ul><div>La spiegazione del fenomeno implica la capacità non solo di replicarlo, ma anche di prevederlo con la possibilità di dominare la realtà dei fenomeni naturali.</div><div><br></div><div><strong>LO SCHEMA DEL METODO SCIENTIFICO</strong></div><div>Per indagare su un fenomeno (fisico) si procede con una successione di fasi:</div><ol><li><strong>individuazione</strong> delle caratteristiche del problema;</li><li><strong>raccolta</strong> di tutte le informazioni;</li><li><strong>formulazione</strong> di una ipotesi (per l’interpretazione del fenomeno): una ipotesi che spiega un grande numero di fenomeni diventa una teoria;</li><li><strong>costruzione</strong> del modello (laboratorio);</li><li><strong>verifica</strong> dell’ipotesi (con esperimento);</li><li><strong>conclusione</strong> (se l’ipotesi è verificata) viene formalizzata, tramite simboli (ad ogni grandezza assegno un simbolo) ed equazioni matematiche, in una legge fisica;</li><li><strong>comunicazione</strong> dei risultati.</li></ol><div><br></div><div>Fondamentale è la ripetibilità dell’esperimento. L’applicazione del metodo scientifico, in particolare l’interpretazione dei dati, consente di fare previsioni sull’andamento del fenomeno su cui si indaga. Quello finora descritto è un metodo induttivo (Galileo Galilei): porta ad una conclusione di un ragionamento procedendo dal particolare all’universale.</div><div>Il ciclo conoscitivo induttivo descrive il percorso seguito per arrivare alla stesura di una legge scientifica a partire dall’osservazione di un fenomeno</div><div>Quando si cerca di risolvere un problema in diversi campi dell’attività umana seguendo il metodo sperimentale può essere utile rappresentare la realtà con un modello, cioè&nbsp; una esemplificazione (teorica) di ricostruzione della realtà.</div><div>Questo metodo fu utilizzato anche da Faraday per spiegare l’interazione che esiste tra correnti elettriche e campi magnetici. Il suo esperimento fu eseguito per la prima volta nel 1821.</div><div><br></div><div><strong>L’ESPERIMENTO DI FARADAY</strong></div><div>consiste nel porre un filo conduttore tra i due poli di un magnete. Questo filo è sorretto da un'intelaiatura che gli permette di muoversi solo in verticale. Quando si collega questo filo ad una batteria e la corrente lo attraversa, si nota che esso si muove verso il basso.&nbsp;</div><div>Con questo esperimento Faraday comprese che un campo magnetico non genera solo una forza nei confronti dei magneti, ma anche nei confronti dei conduttori attraversati da corrente elettrica.</div><div><br>https://www.youtube.com/watch?v=gJgToZilDIc<br><br></div><div><strong>IL CAMPO MAGNETICO</strong></div><div>Il campo magnetico (o campo di induzione magnetica) è una grandezza vettoriale che descrive l'interazione tra corpi dotati di natura magnetica; si misura in tesla, si indica con il simbolo B e si traduce in ogni punto dello spazio in un vettore, detto vettore campo magnetico.</div><div><br></div><div>Le prime osservazioni dei fenomeni magnetici risalgono all’antichità.</div><div>Agli antichi greci era nota la proprietà della magnetite di attirare la limatura di ferro.</div><div>Avevano anche notato che un ago magnetico libero di ruotare intorno ad un asse verticale si orienta con una delle sue estremità verso il Nord (polo Nord) e l’altra verso il Sud (polo Sud).</div><div>Le calamite interagiscono tra loro con forze attrattive o repulsive (poli di nome contrario si attraggono, poli dello stesso nome si respingono).</div><div>I poli magnetici non possono essere separati: non esiste il monopolo magnetico. Se si spezza una calamita si ottengono due nuove calamite, entrambe con un polo Nord e un polo Sud.</div><div><br></div><div>Un magnete crea sempre attorno a sé un campo; lo spazio che circonda un qualsiasi magnete acquisisce la proprietà di interagire con altri magneti e con alcuni materiali (come il ferro), esercitando su di essi una forza attrattiva o repulsiva a seconda dell'orientamento reciproco dei loro poli.</div><div>Se consideriamo tale campo indipendentemente dagli effetti che può sortire sulla materia circostante, ci riferiamo ad esso con il nome di campo magnetico: il simbolo del campo magnetico è la lettera H maiuscola (H); l'unità di misura del campo magnetico è l'ampère su metro (H = A / m).</div><div><br></div><div><strong>IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE</strong></div><div>La Terra si comporta come se fosse una grande calamita, in grado di influenzare l’ago magnetico delle bussole determinandone l’orientamento approssimativamente verso Nord. La forza che agisce sull’ago, costringendolo ad assumere questa posizione, è generata dal <strong>campo magnetico terrestre</strong>.&nbsp;</div><div>Per la sua geometria il campo magnetico terrestre è simile a quello generato da una calamita a barra, collocata al centro della Terra e inclinata di circa 11°&nbsp; rispetto all’asse di rotazione terrestre.&nbsp;</div><div>Il campo che si stabilisce fra i poli di questo magnete è visualizzabile dalle cosiddette <strong>linee di forza</strong>, che entrano nella Terra nell'emisfero Nord ed escono in quello Sud. &nbsp;</div><div>Oggi si sa che non esiste nessuna calamita interna alla Terra e che la sorgente primaria del campo si trova in una parte profonda della Terra, ovvero nel <strong>nucleo fluido</strong>.&nbsp;</div><div>Qui scorrono complesse correnti elettriche alimentate da un movimento convettivo condizionato dalla rotazione terrestre.&nbsp;</div><div>L’esistenza del campo magnetico terrestre ha permesso lo sviluppo e il mantenimento della vita sulla Terra. Esso infatti protegge l’atmosfera dalla penetrazione di radiazioni e particelle cariche provenienti dal sole (vento solare), dannose per la vita degli organismi viventi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 12:55:09 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Verga, Rosso Malpelo</title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2609310042</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>SINTESI DELL'OPERA<br></strong>Rosso Malpelo, così chiamato per la rossa capigliatura, è un ragazzo che lavora duramente in una cava di sabbia in Sicilia. E’ un povero infelice sfruttato e deriso.<br>L’opinione popolare attribuisce una personalità malvagia a coloro che hanno i capelli rossi e per questo motivo Malpelo viene trattato con pregiudizio da tutti ed anche dalla stessa madre. Egli è costretto a vivere emarginato e isolato, trattato come una bestia e non come un essere umano.<br>Il padre, soprannominato “il bestia” per la sua resistenza alla fatica, proprio come se fosse una bestia, è l’unico che ha dell’affetto per Malpelo ma muore nella stessa cava sotto una frana di sabbia.<br>Le difficoltà portano Malpelo ad assumere atteggiamenti cinici e spietati, soprattutto nei confronti di chi vive una condizione ancora più debole e fragile della sua, come Ranocchio, un ragazzetto infelice come lui che lavora come manovale alla cava.<br>Dietro questo carattere indurito e indifferente Malpelo nasconde però una sua umanità e un bisogno di amore che manifesta nei confronti dello stesso Ranocchio e del padre morto.</div><div>Quando Ranocchio si ammala ed in breve tempo muore, stroncato dalla fatica e dalle inumane condizioni di lavoro, Malpelo rimane completamente solo.<br>Nel finale Malpelo si offre volontario per esplorare un passaggio della cava, egli si smarrisce così nei cunicoli , nell’indifferenza generale e senza lasciare alcuna traccia di sé.<br><br>Il racconto fu pubblicato per la prima volta sul Fanfulla nell'agosto del 1878 e fu poi raccolto in Vita dei Campi nel 1880.</div><div><br><strong>ANALISI DELL'OPERA<br></strong>Il racconto occupa una posizione preminente nella produzione verghiana poiché dà inizio alla fase verista dello scrittore. Già nell'incipit è possibile notare la rivoluzionaria novità dell'impostazione narrativa: "Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo".&nbsp; Un pensiero che appartiene a una visione primitiva e superstiziosa, che considera il <em>diverso</em> come un essere segnato da un'oscura maledizione, da cui difendersi. Subito scompare il narratore onnisciente: la voce narrante è interna al mondo rappresentato e si colloca allo stesso livello dei personaggi. E' uno dei primissimi esempi del discorso diretto libero. Il linguaggio è ricco di modi di dire, paragoni, proverbi ed espressioni dialettali. Verga narra, in questo racconto, il conflitto continuo tra l'individuo "diverso" e il contesto sociale che lo rifiuta. Attraverso Malpelo, l'autore esprime la sua visione pessimistica dell'esistenza dominata dalla lotta per la vita, in cui il più forte prevale e il più debole viene schiacciato. Eppure Malpelo, che si è formato nell'ambiente disumano, ha conservato alcuni valori autentici, disinteressati: l'affetto per il padre, il senso della giustizia, l'amicizia, la solidarietà. Il narratore esercita su questi valori un processo di straniamento: fa apparire strano, incomprensibile, ciò che dovrebbe essere normale perché è portavoce della visione di un mondo disumano che ignora i valori e riconosce solo l'interesse e la forza. Non tutto il racconto è basato sullo straniamento: nella seconda parte emerge il punto di vista del protagonista e possiamo sapere cosa pensa e cosa sente. Affiora così la visione pessimistica del ragazzo indurito da una vita di fatiche e ingiustizie. Malpelo ha capito perfettamente le regole della lotta per la vita in cui prevale il più forte e il più debole viene schiacciato. Sulla figura del protagonista lo scrittore trasferisce il suo pessimismo: Verga non sa proporre alternative alla realtà.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 15:46:20 UTC</pubDate>
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         <title>Charles Dickens: Oliver Twist</title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2609343189</link>
         <description><![CDATA[<div>Dickens was born in 1812 in Portsmouth, on the south coast of England. His childhood wasn’t very lively because his father went to prison for debt and he had to work in a factory when he was 12. However his unhappy childhood was the inspiration for his novels. Realizing he was a promising talented writer, he would find a job as a newspaper reporter. He would be married, in 1836, with Catherine Hogart and had ten children before separating in 1858 and then he would have another relationship with a young actress. His autobiographical novels earned him fame and wealth because he drew inspiration from the naked truth of the Victorian Age and through fictional stories and characters, like Oliver Twist, he called out the atrocity and brutality of schools, the depressing squalor of London’s streets and the livelihood of their inhabitants during the industrial expansion.<br><br><strong>Oliver Twist<br></strong>Oliver Twist is the story of a young orphan who grows up in a warehouse after his mother died in childbirth. One day, he asks for more food and gets suspended from the workhouse and becomes Mr Sowerberry’s apprentice as a mourner at funerals, because he’s a undertaker. Despite being a good man, his wife didn’t like Oliver very much. So they argue and he runs away. From there he meets Mr Fagin and he runs a school for “pickpockets”, but Oliver wasn’t very good and gets caught by Mr Brownlow, who takes him home for his unhealthy appearance instead of charging him with theft. For a while he take care of him and&nbsp; Oliver was feeling happy, but then he gets kidnapped again by the gang members of Fagin. After shenanigans, involving a mysterious character named Monks, who is later is later revealed to be not only as Oliver’s half brother, but also as a relative of mr Brownlow. At the end&nbsp; the gang is caught by the police, Monks escapes to the United States&nbsp; and Oliver gets adopted by&nbsp; Mr Brownlow and&nbsp; lives happily ever after.<br><br><strong>Themes and Style<br></strong>One of the main themes of all Charles Dickens' novels was how the poorest people in society were treated. This is one of the <strong>key themes in Oliver Twist</strong>, where we can see the failure of the workhouse system that was unable to look after the poor and lonely orphans that were in their care. <strong>Another theme in Oliver Twist, that </strong>is that good can triumph over evil. Although many of these characters live in a mean and cruel world, some still rise above this and do the right thing. <strong>Dickens uses the theme of social class in Oliver Twist </strong>to show the difference in lifestyle for those who are rich and for those who are poor. Charles Dickens’ novel compiles an array of different writing styles. These combined styles are unique to their author and give the book its literary merit.&nbsp;<br>Dickens uses sharp irony to mock the various institutions within the book, such as the parish house, the justice system, and the unfair laws, that he thought to be inexorable.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 16:16:56 UTC</pubDate>
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         <title>Le leggi razziali </title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2609351471</link>
         <description><![CDATA[<div>Al termine della prima guerra mondiale, a partire dal 1935, Mussolini dette inizio a una politica di espansione in Africa ai danni dell’Etiopia. L’impresa provocò l’applicazione nei riguardi dell’Italia di sanzioni economiche da parte della Società delle Nazioni. La guerra d’Etiopia si concluse vittoriosamente nel 1936 ma costò l’uscita del paese dalla Società delle Nazioni e il suo isolamento in ambito europeo. In tale situazione Mussolini si risolse a cercare un’alleanza con la Germania di Hitler, che si concretizzò nell’ottobre dello stesso anno con l’Asse Roma-Berlino. Nell’ambito di questa nuova alleanza, nel 1938 furono emanate le leggi razziali. <br><br><strong>IL CONCETTO DI RAZZA<br></strong>La parola razza deriva da un termine del francese antico che significa "allevamento di cavalli". Il concetto di razza in senso scientifico fu usato per la prima volta nel 1684 da un medico e viaggiatore francese per indicare una popolazione con caratteristiche morfologiche, genetiche, ecologiche o fisiologiche diverse da quelle di altre popolazioni della medesima specie biologica. In antropologia umana con “razza” si intendeva una popolazione o un gruppo di popolazioni con medesimi tratti morfologici (colore della pelle, tipo dei capelli, statura, forma del cranio, ecc.) indipendentemente da nazionalità, lingua e costumi. Nell’ Ottocento questi criteri di classificazione inclusero purtroppo anche elementi culturali, che costituirono le premesse per sostenere la superiorità dei popoli di cultura occidentale su quelli dei paesi colonizzati, considerati primitivi. Nel 1922, l’équipe di Luca Cavalli-Sforza ha ricostruito l’albero genealogico dei geni umani e lo ha messo in rapporto con una enorme quantità di dati demografici, archeologici, linguistici. La conclusione è stata che i geni, i popoli e le lingue si sono irradiati parallelamente, nel corso di centomila anni, attraverso una serie di migrazioni che hanno avuto origine in Africa.<br><br>L’avventura etiopica sollecitò nel 1937 l’emanazione della prima legislazione razziale del fascismo, indirizzata alle popolazioni africane delle colonie italiane. L’anno successivo, il 15 luglio 1938, fu pubblicato un Manifesto di difesa della razza, firmato da 180 scienziati aderenti al regime, che dichiarava esplicitamente l’adesione del fascismo alle teorie razziste. A partire da questo documento, fra l’autunno del 1938 e il giugno 1939, furono emanati diversi decreti legge, definiti complessivamente <em>leggi per la difesa della razza</em>, i cui presupposti ideologici furono chiariti in una dichiarazione sulla razza resa pubblica dal Gran Consiglio del fascismo il 7 ottobre 1938. I provvedimenti avevano come obbiettivo la discriminazione e la persecuzione degli ebrei.&nbsp;<br>Numerosi scienziati e intellettuali ebrei, colpiti dai provvedimenti fasciati, emigrarono negli Stati Uniti. L’insegnamento in scuole riservate agli ebrei non venne proibito, ma fra gli insegnanti ebrei costretti a lasciare la cattedra nelle università pubbliche vi furono insigni studiosi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 16:25:19 UTC</pubDate>
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         <title>Hannah Arendt, La banalità del male</title>
         <author>gjlorenzo5</author>
         <link>https://padlet.com/gjlorenzo5/qoywtl9npqe1aakt/wish/2609359420</link>
         <description><![CDATA[<div>Hannah Arendt nacque da una famiglia borghese benestante ebraica ad Hannover. I suoi studi si basarono principalmente sulla filosofia, studiò all'Università di Heidelberg. Visse a&nbsp; Königsberg<strong> </strong>(attuale Kaliningrad), città natale di Kant, a Berlino e a Marburgo, dove conobbe ed ebbe una relazione con Heidegger (che aderisce in seguito al nazismo). Nel 1933, quando salì al potere Hitler, fuggì a Parigi. Nel 1940 quando in Francia arrivarono i nazisti fu arrestata dal governo di Vichy e messa in un campo di prigionia. Venne però presto rilasciata grazie ad alcuni amici, tra i quali dei giornalisti americani, andando poi a New York; dove si occupò della comunità ebraica newyorkese e della propria attività di scrittura. Le sue due principali opere sono: <strong>Le origini del totalitarismo (1951)</strong> e <strong>Eichmann in Gerusalemme - La banalità del male (1963)</strong>.<br><br><strong>Le banalità del male<br></strong>L’opera tratta del processo ad Eichmann e raccoglie gli articoli che lei aveva pubblicato su una rivista molto importante, il New Yorker. &nbsp;</div><div>Questo saggio suscita molte critiche anche e soprattutto da parte della comunità ebraica di New York. &nbsp;</div><div>Eichmann era un criminale nazista che era riuscito a fuggire in argentina evitando il processo di Norimberga. Viene riconosciuto e trasferito a Gerusalemme dove viene processato e condannato a morte. &nbsp;</div><div>Era un uomo mediocre che aveva capito che per fare carriera avrebbe dovuto specializzarsi in un settore specifico e diventare il migliore. Organizzava quindi il trasferimento degli ebrei dai ghetti e dalle città nei campi di concentramento. Partecipò anche alla conferenza di Wansee quando la soluzione finale era già stata decisa e si discutevano proprio i dettagli di come realizzarla. <br>In conclusione, Eichmann stesso non sarebbe altro che un uomo comune, superficiale e mediocre, incapace di pensare al valore morale dei propri atti. Dietro questa mediocrità, vi è la <strong>banalità del male</strong>, poiché sono individui banalmente comuni a poter compiere il male. Come Eichmann ce ne potrebbero essere altri milioni: <strong>il nazismo infatti non incarna il male in sé</strong>, ma il fatto di aver condotto uomini banali, a compiere del male atroce.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 16:33:18 UTC</pubDate>
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         <title>Gustave Flaubert: Madame Bovary </title>
         <author>gjlorenzo5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mme Bovary est un roman de Gustave Flaubert parut en 1857. Fille d'un riche fermier, Emma Rouault épouse Charles Bovary, un docteur officier de santé et veuf récent d'une femme tyrannique. Élevée dans un couvent, Emma aspire à vivre dans le monde de rêve dont parlent les romans à l'eau de rose qu'elle y a lu. Un bal au château de Vaubyessard la persuade qu'un tel monde existe, mais le décalage qu'elle découvre avec sa propre vie déclenche chez elle une maladie nerveuse. Son mari décide alors de s'installer dans une ville plus grande autre bourgade, siège de comices agricoles renommées, Yonville-l'Abbaye. Là, elle fait la connaissance des personnalités locales, Homais, pharmacien progressiste et athée, le curé Bournisien, Léon Dupuis, clerc de notaire, Rodolphe Boulanger, gentilhomme campagnard. La naissance d’une fille la distrait un peu, mais bientôt Emma cède aux avances de Rodolphe. Elle veut s'enfuir avec son amant qui, lâche, l'abandonne; Emma croit en mourir, traverse d'abord une crise de mysticisme, puis plus tard, au théâtre de Rouen, revoit Léon, revenu de Paris. Elle devient très vite sa maîtresse. Elle dépense del plus and plus ses finances et, endetteé lourdement et abandonnée par ses amants elle vole de l’arsenic et elle meurt. <br><br><strong>Entre le rêve et la réalité <br></strong>Emma Bovary est un personnage littéraire qui n'est pas satisfaite de sa réalité parce qu’elle a lu trop de romans romantiques et veut vivre la vie d’un caractère...littéraire. "Elle a une puissance infinie de rêve." Ses rêves et les efforts de les transformer en réalité ont marqué sa vie et ont été la cause de sa déchéance. Dans cette rédaction on va examiner les rêves d’Emma, leur origine leur vanité et leur noblesse, et la divergence grandissante entre eux et la réalité. Sa vraie éducation a été la lecture des romans réalistes et romantiques à travers lesquels Emma s'imagine un pays nouveau, une vie à l'opposé de la sienne donc belle ; elle rêve d'un grand amour. Emma Bovary, a été plongée, dès son plus jeune âge dans une représentation illusoire de la réalité, nous verrons que l'amplification des illusions du personnage conduit à un mécanisme destructeur qui fait alterner espérances trompeuses et désillusions cruelles. Ce processus conduira à la mort tragique du personnage. Emma Bovary est un personnage au destin tragique. En effet, sa vie ne lui a jamais donné entièrement satisfaction et elle s'aveugle avec des idéaux romantiques acquis de ses années au couvent. Elle vit donc dans un monde imaginaire peuplé d'illusions et où les déceptions vont rapidement se succéder, à son plus grand désespoir. Comment Flaubert parvient- il à organiser le passage des illusions aux déceptions et quels sont les enjeux de ce mécanisme déceptif ? C'est ce que nous allons étudier en montrant d'abord une femme à la recherche d'un idéal, avant de nous intéresser à la transformation de ce personnage, qui devient capricieux et passe à-côté de la réalité, au risque d'y laisser finalement la vie...&nbsp;<br><br></div><div>1. Origine et matérialisation des illusions:<br>L'histoire des amants, échappées au clair de lunes, princesses délivrées, fuites, mystérieuses ou nourrir l'esprit d'Emma. L'arrive de Charles délivre une vie à la ferme. Emma se rêve en femme de médecin, en bourgeoise obèle de ses domestiques.<br><br></div><div>2. Les désillusions se succèdent:<br>Charles n'a aucun ambition, Berthe est une fille qu'Emma trouve laide et sa déception est cuisante, son mari la dégoute. Après le départ de Léon pour Rouen, tombe dans les bras de Rodolphe, et se réjouit d'avoir découvert le plaisir charnel dans l'adultère. Elle a transgressé l'interdit et s'identifie enfin aux héroïnes romanesques de sa jeunesse. Son projet de fuite avorté en raison de la trahison de Rodolphe la conduit au bord du suicide. Reprise en main, retour à des valeurs morales, piété affectée.&nbsp;<br><br></div><div>3. Accélération de sa chute:<br>Sa convalescence se termine avec le retour de Léon, nouvel adultère et augmentation des dettes (achats comme mécanisme compensatoire qui annihile en partie la frustration liée à cet écart entre rêves et réalité). Aggravation du processus qui mène après le désengagement de Léon à la destruction du personnage acculé aux conséquences bien réelles de son endettement. Perte des dernières illusions en cascade. Refus de Rodolphe, chantage de l'heureux et avances directes du notaire. Emma choisit d'en finir en s'empoissant lorsqu'elle réalise à quel point elle s'est laissé aveugler par ses illusions (rôle de l'aveugle).</div>]]></description>
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         <author>gjlorenzo5</author>
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         <pubDate>2023-06-01 06:45:39 UTC</pubDate>
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         <title>Uomo e natura </title>
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         <description><![CDATA[<div>La natura, con il suo complesso di bellezza e segreti, da sempre affascina e spaventa l’uomo. Un rapporto difficile che non ha lasciato indifferente neanche la letteratura nel passare dei secoli. La natura è madre e matrigna, dà la vita e la toglie, elargisce i suoi doni in modo disuguale e spesso incomprensibile agli uomini, che nel tentativo di dare un nome alle cose a volte utilizzano la stessa natura per esorcizzare le loro paure. La Natura è spesso testimone delle tragedie umane. come accade nel <strong>Romance de La Luna, Luna</strong> di <strong>García Lorca</strong> o in <strong>Rosso Malpelo</strong>, un ragazzo che non ha colpe se non quella di aver ricevuto dalla Natura stessa i capelli rossi e di essere nato nella Sicilia di fine Ottocento, in un ambiente povero di ricchezze e chiuso di mentalità. Incomprensibili agli occhi del lettore anche le vicende che ha dovuto sopportare <strong>Oliver Twist</strong>, protagonista del romanzo di <strong>Charles Dickens</strong>, punito dalla Natura perché orfano, costretto a vivere in un<strong> </strong>brefotrofio nella cupa Inghilterra della prima rivoluzione industriale. <br>Non avevano colpe neanche i bersagli delle leggi razziali, diversi per Natura dalla razza dominante, come spiega <strong>Hannah Arendt</strong> nella <strong>Banalità del male</strong>. <br>Uno degli autori che maggiormente riesce ad indagare a fondo la Natura umana è sicuramente <strong>Gustave Flaubert</strong>, <strong>autore di 'Madame Bovary' (1857)</strong> in cui viene analizzato in profondità l'animo femminile.&nbsp;<br><br>NOTA: sullo sfondo Notte stellata,&nbsp; un dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1889 e conservato al Museum of Modern Art di New York. Vera e propria icona della pittura occidentale, il dipinto raffigura un paesaggio notturno di Saint-Rémy-de-Provence, poco prima del sorgere del sole.</div>]]></description>
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