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      <title>Il movimento macchiaiolo by Sara Giuliani</title>
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      <description>Giovanni Fattori e Telemaco Signorini</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-11-26 17:34:29 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Fattori,</title>
         <author>saragiuliani01</author>
         <link>https://padlet.com/saragiuliani01/qompo7wt43jb/wish/416807797</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Lo staffato</strong>, <br>dipinto attorno al 1880, appartiene al gruppo di opere nelle quali si accentua il carattere drammatico e polemico del fattori. Nella composizione viene rappresentato un crudo momento di realtà: un cavallo terrorizzato lanciato in un furioso galoppo, trascina violentemente il cavaliere rimasto con un piede impigliato sulla staffa.<br>Il quadro è ricco di analogie e simbolismi dove l'artista pone l'accento sul giudizio polemico del periodo storico in cui viveva. Il soldato sta a rappresentare, in tutta la sua drammaticità, quella realtà, simbolo della tragedia universale a cui il mondo va incontro. Fattori realizzò un disegno preparatorio eseguito con tecnica china su supporto cartaceo firmato in basso a destra, e sul retro indicizzò la tavolozza dei pigmenti, cioè i colori utilizzati nelle varie versioni di dipinti. Esso può essere diviso in due fasce orizzontali: la terra e il cielo senza sole. Gli unici accenni di profondità sono dati dai paracarri ai bordi della strada, dalle strisciature  del corpo sul terreno e da una nuvola leggermente sfumata. La scena drammatica si svolge nel silenzio di una natura solitaria e proprio per questo indifferente. Il quadro è oggi esposto a Firenze nella Galleria d'Arte Moderna.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 17:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>Telemaco Signorini</title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La sala delle agitate</strong>, <br> Questo dipinto rappresenta il Manicomio di Firenze per la precisione il reparto psichiatrico femminile. Nella stanza erano ritratte donne con atteggiamenti differenti. Molte donne sono sedute ai tavoli con teste chine come segno di sottomissione, tra loro c’è una donna che sta urlando con una mano alzata rivolta verso di esse. Mentre sullo sfondo alcune camminano nella stanza dando all’osservatore  l’impressione di essere assenti e una donna che è seduta vicino alla porta si stringe in un lenzuolo, ella sembra non essere presente. Risalendo con la visuale si nota una donna in piedi davanti ai tavoli dove sono sedute le altre, il suo sguardo guarda un punto vuoto. La luce che illumina la scena proviene da una finestra destra esterna al quadro, permettendo così al pittore di utilizzare la tecnica del chiaro-scuro. Quest’ultima è evidente anche dai colori scuri del pavimento che contrastano con il bianco delle pareti e del soffitto. Il punto di fuga del quadro si trova esternamente verso destra, poiché l’autore utilizza una prospettiva diagonale.   Esso è un’opera di denuncia sociale. I temi principali che tocca l’autore sono: la follia, la solitudine e il dolore. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 18:00:15 UTC</pubDate>
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         <title>Telemaco Signorini</title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Bagno penale a Portoferraioi<br></strong>Durante un soggiorno all’Elba, tra il 1893 e il 1894, in cui ebbe la possibilità di visitare il carcere dell’isola, colpito nel profondo da questa esperienza, dipinse il “Bagno Penale a Portoferraio”, una delle sue opere più celebri e criticate, che insieme a “La sala delle agitate nell'ospizio di San Bonifacio” e a “La toilette del mattino”, costituisce un trittico naturalista-umanitario dedicato ai tre inferni della società: le carceri, i manicomi e i bordelli.. L’artista realizzò il dipinto rappresentando in modo drammaticamente verista la realtà penitenziale. Gli emaciati visi dei galeotti incatenati sono restituiti con una serie di colori cupi, che ben rispecchiano l’opprimente situazione esistenziale della vita carceraria. La luce si concentra alle spalle degli ispettori determinando studiati effetti di chiaroscuro in tutta la scena. Nonostante a questa data la stagione della pittura di macchia si fosse già conclusa da tempo, il linguaggio visivo di Signorini si avvaleva ancora di una pittura sintetica che non definiva le forme con l’ausilio del disegno, ma ne faceva emergere i volumi attraverso potenti contrasti chiaroscurali. Questa pittura veloce, per macchie, si combina alla calibrata strutturazione dello spazio che risente della lezione dei maestri del Quattrocento fiorentino, qui impiegata per sottolineare lo scarto violento tra ispettori e guardie sul fondo della scena, e carcerati disposti in una drammatica sequenza a ridosso del muro. La crudezza del soggetto rimanda oltretutto alla letteratura naturalista di Verga e Zola. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 18:09:09 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:17:51 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:19:57 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Fattori, <em>Autoritratto</em> (1884); olio su tela, 58×49 cm, Galleria d'Arte Moderna, Firenze. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 18:23:01 UTC</pubDate>
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         <title>Fotografia di Telemaco Signorini </title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:24:47 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:29:37 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:34:55 UTC</pubDate>
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         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 18:41:48 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Fattori,</title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>L'esplosione<br><br><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 18:52:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <pubDate>2019-11-26 19:00:24 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Fattori             L&#39;esplosione o Scoppio del cassone         </title>
         <author>saragiuliani01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo è un dipinto  che sembra  interamente assorbire la vena patetica e descrittiva del Fattori, il quale è alla ricerca della definizione formale conveniente alla grandiosità severa e solenne della scena;qui giunse con un geniale colpo d'ala alla potente e dinamica struttura della composizione e a un uso del colore - con quegli scorporati toni di pastello, quei pallori di affresco - che fa riflettere, come osserva E. Cecchi, su quanto il Fattori "avrebbe potuto nella pittura murale"; mentre il nero segno che anche qui, come presto nelle acqueforti, scolpisce contorni e movimenti, è appena un poco ravvivato con qualche povera tinta che crea una atmosfera sorda, bruciata.<strong><br></strong>Nei quadri di Fattori è raffigurata la vita sociale nei suoi aspetti più tristi, perchè il suo intento era quello di mettere sulla tela la sofferenza sia dell’uomo che degli animali impegnati nel lavoro nella bella campagna maremmana, creando una simbiosi fra questi soggetti. Fattori ha veramente amato gli infelici, in modo schietto sincero, con un’onestà che non gli diede ne guadagno ne onori, ma continuando a rispettare la sua volontà di mettere sulla tela le sofferenze fisiche e morali. Lo Scoppio del cassone 1880 ne  è un esempio.<br>Nessun intento celebrativo, nessuna epica guerresca, ma uomini in divisa, in piedi, seduti a terra o a cavallo, a fumare la pipa, ad aspettare. Accantonato il chiaroscuro tradizionale, la “macchia”, determinava volumetrie e prospettiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-26 19:59:32 UTC</pubDate>
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