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      <title>Esercitazione &quot;Cambiare i paradigmi dell&#39;educazione&quot; (1° anno A&amp;M a.a. 2024-25) by UNI_PEDlet</title>
      <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk</link>
      <description>Analisi del video di Ken Robinson </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-25 10:53:57 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-07-05 13:25:59 UTC</lastBuildDate>
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         <title>De Marco Giacomo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La formazione scolastica che ho ricevuto mi ha aiutato a saper gestire il mio tempo, riuscire ad organizzarmi in base ai miei impegni nell’eseguire i compiti che mi davano. Mi è stata utile ad ampliare le relazioni e al socializzare con molte persone diverse. Un aspetto negativo è stato quello di studiare non tanto per passione della materia o apprendimento di nuovi contenuti, ma per lo più come scopo di superare una prova. La maggior parte delle lezioni non erano fatte quindi per piacere ma per dimostrare agli altri (compagni, insegnanti) il mio valore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:24:45 UTC</pubDate>
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         <title>Alex Girba</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il mio percorso scolastico fino ad ora mi ha dato modo di&nbsp; sviluppare le relazioni sia con persone della mia età che con quelle di svariati anni più grandi, creando rapporti di amicizia e stima reciproca. Mi ha dato una buona conoscenza di base su temi generali ed ha inoltre approfondito tematiche delicate; tuttavia solo in rari casi è riuscita a coinvolgermi, incuriosirmi e farmi provare emozioni positive.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:27:18 UTC</pubDate>
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         <title>Crosato Rocco</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343491341</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto all’educazione formale che ho ricevuto posso sicuramente evidenziare con una nota positiva il percorso elementare svolto con la mia prima insegnante che ha incentrato le sue lezioni con un’ accezione analitica, approfondita e dettagliata fin da subito, richiedendo spesso produzioni personali e argomentative sulle varie materie e tematiche trattate. Sicuramente agli inizi risultò eccessivamente avanzato l’approccio per dei bambini delle scuole elementari, ma ciò ha fatto sì che negli anni seguenti, fossimo agevolati ad affrontare consegne con una spiccata richiesta rielaborativo/soggettiva. Per quanto concerne le debolezze in generale ho riscontrato spesso un insegnamento tradizionale basato su uno schema di tipo: nozione-memorizzazione-esposizione che non porta lo studente a una maturazione del suo punto di vista (talvolta critico e dubitativo) ma lo riduce a una memorizzazione delle nozioni fine a se stessa e poco pragmatica nell’applicazione. Ritengo che sia necessario, inoltre, ampliare l’educazione con una parte esperienziale più solida e variegata, con più tempo da dedicare ad attività fuori dall’aula, rispetto a quanto non si faccia ora.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:27:41 UTC</pubDate>
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         <title>Donard Bojaj</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343491518</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno dei punti di forza che la scuola è riuscita a darmi, è una visione critica delle cose, e contrappormi dialogando con pensieri opposti in modo civile.                                        Riuscire a socializzare, anche con perone più adulte in modo facile.</p><p>Punti di debolezza sono invece programmi e tecnologie obsolete, mancata motivazione e rapporto da granate die docenti.</p><p>Mancanza del rapporto con lo studente, i professori erano più rapportati con la materia e seguire il programma per finirlo.   </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:27:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pivato Beatrice</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343491545</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto all'educazione che ho avuto dalla prima elementare (6 anni) alla quinta superiore (19 anni)&nbsp; mi ritengo tutto sommato fortunata per l'esperienza che ho avuto, in quanto ho quasi sempre avuto professori competenti che mi hanno fatto vivere l'esperienza scolastica con piacere e voglia di imparare nozioni nuove. I punti negativi che ho incontrato nel mio percorso sono stati: la pressione che la scuola impone ai ragazzi, l'organizzazione delle verifiche era inesistente, con 5 verifiche a settimana. Questo mi faceva stare male perché a me piaceva studiare e imparare, ma non riuscivo a farlo come volevo per il poco tempo a disposizione. Un'altra criticità è che per alcuni insegnanti lo studio doveva occupare l'intera giornata e per questo ci caricavano di materiale per le interrogazioni. Anche la comparazione era molto presente in alcuni anni, fortunatamente non ho mai messo in dubbio quanto valgo, ma ho visto miei compagni stare davvero male per la paura che un professore potesse paragonarlo a un'altro (perché non siete bravi come lui). &nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:27:53 UTC</pubDate>
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         <title>Franco Pelosin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343493916</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Punti di forza</strong></p><ul><li><p>Ha influito in maniera molto positiva sulla mia educazione.</p></li><li><p>È stata in grado di istruirmi e insegnarmi competenze applicabili nel mondo del lavoro.</p></li><li><p>È riuscita a farmi appassionare a quello che studiavo.</p></li><li><p>Mi ha dato un infarinatura anche su altre nozioni.</p></li></ul><p><br/></p><p>Punti a sfavore</p><ul><li><p>Alcuni docenti, troppo sicuri di sé, non rispiegavano se qualcuno non aveva capito una nozione.</p></li><li><p>Il sistema era troppo rigido e si finiva in presidenza anche per cose non inerenti al comportamento scolastico o fatti accaduti al di fuori delle mura scolastiche.</p></li><li><p>Alcuni docenti non erano adeguati alla materia che insegnavano.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:29:33 UTC</pubDate>
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         <title>Emma Favaretto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343494072</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia scuola mi è sempre piaciuta molto perché c’era una grande attenzione al singolo studente. Non eravamo solo numeri, ma persone con esigenze, talenti e difficoltà che venivano realmente considerate. I professori erano molto disponibili e pronti ad ascoltarci, creando un ambiente di apprendimento sereno e stimolante. Essendo in pochi, ci conoscevamo tutti, e questo ha reso più facile socializzare e creare legami autentici con compagni e insegnanti. Ovviamente, c’erano anche alcuni punti deboli. La scuola era molto ovattata e chiusa in se stessa, quasi come una bolla protettiva. Questo, da un lato, mi piaceva perché mi faceva sentire al sicuro e parte di una comunità, ma dall’altro forse ci ha reso meno preparati ad affrontare il mondo esterno. In particolare, ho sentito la mancanza di un’introduzione più concreta al mondo del lavoro. Quando è arrivato il momento di scegliere l’università, mi sono trovata in difficoltà perché avevo pochi strumenti per capire quale percorso fosse più adatto a me.</p><p>In generale, è stata un’esperienza formativa bellissima, che mi ha dato tanto dal punto di vista umano e scolastico. Forse, però, sarebbe utile rendere la scuola più aperta al mondo esterno, per aiutare meglio gli studenti a orientarsi nel proprio futuro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:29:43 UTC</pubDate>
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         <title>Meneghetti Alessia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343494436</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno dei principali punti di forza dell’educazione scolastica che ho ricevuto è stato l'opportunità di instaurare relazioni, socializzare e imparare le dinamiche di gruppo. La scuola mi ha insegnato la coordinazione con gli altri e la gestione dei conflitti, soprattutto durante i lavori di gruppo. Inoltre, un altro aspetto positivo è stata la routine e la disciplina imposte dall'ambiente scolastico, che mi hanno aiutato a sviluppare abilità organizzative e di gestione del tempo.</p><p>Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti negativi. Un primo aspetto critico riguarda la mancanza di risorse adeguate per educare e seguire gli studenti in ambito emotivo e psicologico, che è altrettanto importante quanto l’apprendimento cognitivo. Inoltre, molte lezioni seguivano un approccio teorico e frontale, con poche opportunità di apprendimento pratico o esperienziale, che avrebbero potuto risultare più stimolanti ed efficaci. Infine, il sistema scolastico tende a seguire un approccio uniforme che non sempre riesce a soddisfare le diverse necessità degli studenti, lasciando talvolta indietro chi ha ritmi o modalità di apprendimento differenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:29:58 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Zoppelli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343494513</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:30:02 UTC</pubDate>
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         <title>Nardini Lisa</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il mio percorso scolastico mi ha lasciato molto, tra i punti di forza sicuramente ho sviluppato un buon senso di organizzazione e la capacità di relazionarmi in maniera adeguata con gli adulti. Ho imparato a gestire informazioni, a lavorare con precisione e a prendere decisioni in modo più consapevole. Allo stesso tempo, ci sono stati anche alcuni limiti. Mi sono reso conto che, spesso, la mia scuola si concentrava più sulla teoria che sulla pratica, e questo può rendere più difficile il passaggio al mondo del lavoro. Inoltre, il mio percorso era strutturato in modo piuttosto metodico, lasciando meno spazio alla creatività. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>De Santi Isabella</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra gli aspetti positivi, ho sviluppato una <strong>capacità di approfondimento</strong> che mi ha permesso di comprendere le nozioni oltre la semplice memorizzazione. Ho affinato il mio <strong>metodo di studio</strong> e migliorato il <strong>problem solving</strong>, abilità valorizzata nel liceo scientifico, perchè tipica delle discipline scientifiche. Inoltre una delle capacità più interessanti è sicuramente come copiare ed agire sotto pressione, che anche se non è un comportamento formalmente corretto, mi ha insegnato come mantenere la calma e la ragione in situazioni potenzialmente rischiose</p><p>Tuttavia, il sistema è fortemente <strong>incentrato sui voti</strong>, spesso a discapito del reale apprendimento. L’<strong>eccessiva competitività</strong> tra studenti crea tensioni, mentre la <strong>mancanza di ascolto</strong> da parte dei professori rende il dialogo difficile. Lezioni <strong>monotone e frontali</strong> e l’<strong>assenza di emozioni</strong> da parte di alcuni insegnanti contribuiscono alla mancanza di interesse per le materie.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:32:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>De Martin Giovanni</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343497594</link>
         <description><![CDATA[<p>I principali punti di forza ricavati dalla mia istruzione formale sono principalmente un ottimo grado di istruzione culturale e sociale riuscendo a coinvolgere più persone per tematiche importanti. Con il coinvolgimento attivo sono riuscito a sviluppare un’ottima intelligenza emotiva riguardante l’approccio alle persone.</p><p>Come aspetto negativo la mancata supervisione dello stato sociale degli studenti, nascondendo problematiche.</p><p>&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:32:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Signorello Davide</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343497615</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza e di debolezza dati dalla scuola.</p><p><br></p><p>Punti di debolezza/carenze:</p><ul><li><p>nel mio percorso scolastico ho riscontrato che le attività extracurricolari, come incontri con associazioni o aziende, siano stati molto spesso inutili perché completamente diversi dal percorso scolastico scelto, ritengo che coloro che effettuano interventi nelle scuole debbano parlare di argomenti in linea con l’indirizzo scelto dai ragazzi a cui si rivolgono.</p></li><li><p>Un’altro punto negativo è la poca attenzione dei docenti verso la sfera emotiva degli alunni a cui parlano, tenendo spesso comportamenti scontrosi e ostili senza alcuna ragione.</p></li><li><p>L’atmosfera in classe era quasi sempre negativa, per colpa di studenti e docenti. Alcuni comportamenti di entrambi portavano all’impossibilità della creazione di un legame tra compagni profondo e sincero o almeno di minimo rispetto.</p></li><li><p>I servizi scolastici (es. mensa, servizio di traporto, manutenzione e pulizia) molto spesso erano scarsi e a volte assenti.</p></li></ul><p><br></p><p>Punti di forza:</p><ul><li><p>La scuola proponeva delle ottime borse di studio per viaggi all’estero o esperienze molto belle e particolari</p></li><li><p>Gli stage estivi venivano fatti in aziende importanti ed erano molto formativi e con controllati</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:32:49 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Chiara Golzio</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343497742</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>pro:</strong></p><p>-lavori in gruppo (mi hanno insegnato come lavorare bene in team, ad ascoltare e organizzare le idee di più persone)</p><p>-memorizzazione (imparato tecniche di memorizzazione e come ricordare i concetti appresi)</p><p>-schematizzare i concetti con parole chiave (imparato a fare schemi e mappe concettuali individuando parole chiave)</p><p>-nuove amicizie</p><p>-capacità organizzative</p><p><br><br></p><p><strong>contro:</strong></p><p>-periodi stra carichi di studio e periodi privi di studio (es: a maggio o dicembre più di due verifiche al giorno, gennaio o ottobre senza neanche un interrogazione)</p><p>-ansia (attacchi di panico causati da verifiche o interrogazioni)&nbsp;</p><p>-professori con scarse qualità d’insegnamento (es: professore di economia aziendale bravissimo come contabile ma non sapeva come trasmettere ed insegnare i concetti teorici)</p><p>-diversi parametri valutativi a seconda dell’insegnante</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:32:58 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Alessandro Favaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498063</link>
         <description><![CDATA[<p>Per quanto riguarda la mia educazione scolastica, sono presenti punti di forza e di debolezza. I punti di forza sono ad esempio la socialità, il lavoro gruppo, l’essere capaci di gestire se stessi e il proprio tempo. Sicuramente anche l'educazione che ho appreso nel corso del tempo è dovuta soprattutto grazie alla scuola.  Punti di debolezza invece possono essere ad esempio la mancata preparazione per il mondo del lavoro, l’elevata preparazione teorica e di conseguenza la mancanza di praticità in qualsiasi ambito.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Angela Zamuner</title>
         <author>angelazamuner1234</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498211</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Nella mia formazione scolastica ho riscontrato vari punti di forza.&nbsp;</p><p>Ad esempio, ho imparato a lavorare in gruppo e a socializzare, gestendo responsabilità e doveri di diverso genere, riuscendo ad aumentare anche la capacità di gestione dell’ansia e della pressione per quanto riguarda le scadenze.</p><p>Ho sviluppato responsabilità, capacità di organizzazione e senso del dovere, che mi hanno portato di conseguenza a sviluppare molta perseveranza e fiducia, oltre che autostima.</p><p>Durante la mia formazione inoltre ho potuto sviluppare una grande capacità di praticare il pensiero divergente e creatività grazie a lavori di in team work.&nbsp;</p><p>Tra i punti di debolezza ho riscontrato dei metodi di valutazione che premiano solo lo studio a livello mnemonico, e dei professori che prediligono l’acquisizione di concetti che non sono spendibili nel mondo del lavoro a discapito dell’acquisizione di competenze più importanti.</p><p>Oltretutto, gli strumenti utilizzati sono stati piuttosto inadeguati, in quanto la tecnologia è stata vietata nella mia scuola e ci si è basati solo su metodi di insegnamento non innovativi.</p><p>Infine, ho notato una assente comprensione a livello psicologico ed emotivo da parte dei professori verso gli studenti, come una mancanza di sensibilità verso le situazioni personali che venivano ignorate completamente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:25 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Pillon</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498266</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Punti di forza:</strong></p><p>La presenza di una vastità di indirizzi aiuta lo studente a formarsi secondo le sue preferenze. In ogni indirizzo vengono insegnate molte materie per garantire una conoscenza generale di molti argomenti</p><p><strong>Punti critici:</strong></p><p>Il sistema scolastico non è incentrato sulla formazione dello studente per prepararlo al mondo esterno ma solo sull’insegnare nozioni dettate dal ministero che non sono più rilevanti e fondamentali per l’inserimento nella società. Viene data molta e troppa importanza all’insegnamento di materie specifiche come storia e letteratura, al posto di dare priorità alla vita quotidiana di un adulto come per esempio il pagamento delle tasse o l’importanza del voto</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:28 UTC</pubDate>
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         <title>Emma Salvaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498575</link>
         <description><![CDATA[<p>punti di forza:</p><ul><li><p>ho imparato a seguire le regole, a rispettare i coetanei, le autorità e l'ambiente circostante</p></li><li><p>ho imparato ad organizzare il mio tempo</p></li><li><p>mi ha dato l’opportunità di conoscere persone importanti</p></li></ul><p>punti di criticità:</p><ul><li><p>si può sviluppare il pensiero che il voto determini il proprio valore</p></li><li><p>personalmente credo si promuova troppo uno studio di tipo mnemonico rispetto ad un ragionamento più critico degli argomenti</p></li><li><p>spesso viene promosso un solo punto di vista dei concetti</p></li><li><p>non concede momenti di pausa, perchè anche al di fuori dell’edificio scolastico la scuola rimane sempre un pensiero fisso</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:50 UTC</pubDate>
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         <title>Riccardo Frank</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498592</link>
         <description><![CDATA[<p>In riferimento alla mia educazione formale scolastica, ho vissuto il mio percorso di studi in maniera sempre positiva. Negli ultimi anni ho apprezzato particolarmente le iniziative PCTO, attraverso cui ho potuto imparare qualcosa di concreto riguardo l’ambito lavorativo. Il problema più persistenze degli insegnamenti che ho ricevuto sono state le disuguaglianze sempre più accentuate. Alcuni studenti ricchi di qualità in vari ambiti, si sono abbattuti a causa dei voti scolastici, che vanno a sgretolare la loro autostima portandoli a mollare gli studi. Personalmente credo che il sistema non vada a valorizzare le persone per quello che sono, poiché vengono considerate solo ed unicamente come numeri su dei fogli di carta, spesso valutati in maniera frettolosa e opinabile. Non ci si pone mai la questione su chi si ha effettivamente davanti, mi sono sempre sentito come un numero di un registro; elogiato dai professori per la media alta e per il mio comportamento, ma nonostante ciò sono sempre rimasto quel numero conformato e uguale a tutti gli altri. E’ un sistema che mira ad insegnare contenuti monotoni e privi di valori, privando il tempo per socializzare agli studenti. Finiti gli anni di liceo per esempio, mi son trovato privo di competenze e di idee creative su cosa fare del mio percorso, questo a causa di tutto di questi insegnamenti vuoti.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:51 UTC</pubDate>
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         <title>Marton Gaia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343498601</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><ul><li><p>introduzione di attività differenti rispetto all’apprendimento frontale, anche se molto poche erano Comunque improntate nel mondo economico lavorativo.</p></li><li><p>Presenza di una varietà abbastanza ampia di corsi di studio settorializzati.</p></li><li><p>Presenza di molti altri studenti con cui interagire.</p></li></ul><p><br/></p><p>Carenze e criticità:</p><ul><li><p>incuranza dei professori in merito all’apprendimento degli studenti</p></li><li><p>Pochi momenti di pausa e molte materie differenti concentrate in un tempo ristretto (in 5 ore si studiano 5 materie diverse)</p></li><li><p>Nessuna valorizzazione delle diversità degli studenti, invece venivano premiati ed adulati gli studenti più laboriosi e genericamente più bravi</p></li><li><p>Presenza forte di pregiudizi in merito alla differenziazione tra maschio e femmina, ma anche caratterialmente in ambito comportamentale e scolastico.</p></li><li><p>Presenza di insegnati poco volenterosi e molte volte manifestanti del loro disinteresse di insegnare e di trasmettere le loro conoscenze agli alunni.</p></li><li><p>Presenza di insegnanti che hanno la capacità di togliere completamente il tuo interesse nella loro materia.</p></li><li><p>Carenza di insegnamento della lingua inglese, in 13 anni di scuola non mi è mai stato insegnato con continuità e nel modo corretto.</p></li><li><p>Precarietà degli insegnanti, che spesso appartengono a generazioni precedenti alla fine della loro carriera, di conseguenza per i giovani volenterosi la possibilità di avere un lavoro concreto e stabile come insegnante è un sogno davvero troppo utopico al giorno d’oggi</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:33:51 UTC</pubDate>
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         <title>benedetta dalla mora </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343499200</link>
         <description><![CDATA[<p>Per analizzare l'educazione ricevuta nella mia carriera scolastica è necessario parlare del prima e del dopo essere entrata in un liceo scientifico, il liceo scientifico permette di imparare a risolvere i problemi in modo strutturale e critico, a trovare sempre l’unica risposta giusta per tutto, ma quindi anche a dover rinunciare ad una interpretazione personale per la maggior parte delle materie che si studiano. Al contrario nelle scuole precedenti ho ricevuto una educazione molto più aperta, dove mi hanno sempre insegnato a adottare un approccio più orientato alla ricerca ed al pensiero aiutandomi ad imparare come risolvere i problemi da sola e soprattutto che c’è sempre più di una via per farlo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:34:23 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Ochs</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343499234</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza</p><ul><li><p>All’inizio del percorso formativo scolastico gli insegnamenti sono stati trasmessi in maniera “giocosa” e leggera, invece di sostenere vere e proprie ‘lezioni’ che potevano risultare poco interessanti e difficili da apprendere per i bambini in età infantile. Questo potrebbe permettere di sviluppare in maniera più veloce competenze legate all’ambito motorio e neurologico dei bambini, che risulterebbero più complicate da trasmettere con lezioni frontali.</p></li><li><p>La presenza di molte attività didattiche, alcune anche extra-curricolari, che hanno aiutato ad avere un’educazione simultaneamente formale e non formale, come i laboratori pomeridiano che davano la possibilità di fare corsi inerenti alla musica, spettacolo e alle arti</p></li><li><p>La proposta di viaggi-studio che hanno permesso la conoscenza di altre culture e paesi nonostante magari non si avesse la possibilità economica in famiglia</p></li><li><p>La proposta degli stage scolastici durante le superiori hanno dato la possibilità di entrare nel mondo del lavoro e iniziare a conoscerlo in maniera più “leggera” rispetto a quando davvero si inizia a lavorare</p></li></ul><p>Punti deboli/criticità:</p><ul><li><p>Non dare la possibilità a tutti i ragazzi di apprendere utilizzando il&nbsp; metodo che trovano più affine e utile alla loro capacità e possibilità</p></li><li><p>Non aver fin da subito avuto un quadro complessivo di tutte le possibilità future di studio (trattare meno alcune materie che venivano considerate inferiori)&nbsp; e soprattutto il fatto che si sia cercato di indirizzare i ragazzi in base alle loro attitudini</p></li><li><p>Il fatto che dopo una certa soglia le lezioni vengono fornite quasi in maggior modo in maniera formale, creando un rapporto distaccato tra studente e professore</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:34:26 UTC</pubDate>
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         <title>Marzaro Anna</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343499752</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><p>Rapporto con i professori: i professori erano sempre disponibili ed interessati ad il nostro stato d’animo.</p><p>cercavano di coinvolgere la classe ed erano aperti al dialogo anche al di fuori delle lezioni.</p><p>Comunicazione: ho affinato la mia capacità di scrivere, esprimermi e presentare idee in modo chiaro, grazie a progetti, discussioni e laboratori</p><p><br/></p><p>Punti di debolezza:</p><p>Il sistema scolastico in generale tende a porre molta attenzione sul risultato finale, portando ad ansia e preoccupazione per i giudizi esterni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:34:53 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Casciello Irene</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500007</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza: Il percorso di studi mi ha permesso di acquisire un vasto repertorio di conoscenze in diverse materie, ampliando così il mio bagaglio culturale. Inoltre, ho avuto l’opportunità di sviluppare le mie capacità relazionali interagendo con i miei coetanei. Questo percorso mi ha anche insegnato a ragionare in modo autonomo e a sviluppare un pensiero critico.</p><p>Punti di debolezza: Tuttavia, ho riscontrato alcune criticità. Spesso le lezioni risultavano superficiali e alcuni professori tendevano a privilegiare determinati studenti rispetto ad altri. Inoltre, in diversi casi il metodo di insegnamento adottato era poco strutturato e disorganizzato, e talvolta mancava un adeguato livello di empatia nei confronti degli studenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Chiminelli Lucia </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500023</link>
         <description><![CDATA[<p>La formazione scolastica che ho ricevuto presenta delle caratteristiche positive e negative. Uno dei punti di forza principali è il fatto che ci si pone in concorrenza e in continuo confronto con gli altri, questo comporta una continua relazione con coetanei, imparando a lavorare il team e a dare il meglio di sé in ogni situazione. Si amplia il proprio punto di vista e permette di fare esperienze che formano la persona e le idee. La scuola poi stabilisce una forte distanza tra l’insegnante e l’alunno, permettendo di imparare il rispetto verso le persone adulte. Si sviluppa poi una migliore capacità di concentrazione e di interesse verso tematiche di interesse comune, che non necessariamente saranno poi utilizzabili, ma consente di ampliare il pensiero critico e la cultura.</p><p>Molti sono però i punti di debolezza che rendono il sistema scolastico non adeguato. Per esempio il fatto che il voto stabilisca la persona, identificata come un numero e non come un insieme di caratteristiche caratteriali e comportamentali. Un altro fattore negativo è il fatto che si debba scegliere così presto le materie su cui concentrare il loro studio. Infine si è sottoposti continuamente sotto pressione in modo eccessivo e questo porta a non avere tempo sufficiente per focalizzarsi su altro che riguardi i propri interessi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Nicolò Geron </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500107</link>
         <description><![CDATA[<p>I principali problemi del mio percorso di studi derivano dal metodo di insegnamento ancora adottato in Italia, che nessuno si impegna davvero a rinnovare, e dalla competizione malsana spesso alimentata dagli stessi professori. Tralasciando le condizioni delle scuole, molte delle quali sono malridotte o estremamente vecchie, e la continua rotazione dei docenti, che impedisce di instaurare un rapporto di conoscenza e garantire una continuità didattica, l’unico aspetto positivo che ho riscontrato in 13 anni di scuola è la presenza di alcuni, seppur rari, professori che hanno dimostrato un vero interesse per il loro lavoro. Questi docenti hanno cercato, con difficoltà, di trasmettere la loro passione, ostacolati però dalla mancanza di strumenti adeguati messi a disposizione dalla scuola.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:35:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Carlesso Elena</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500421</link>
         <description><![CDATA[<p>Il mio percorso scolastico mi ha dato tanti &nbsp;punti di forza che vanno oltre le sole competenze artistiche. Ho sviluppato una solida gestione del tempo e capacità progettuali , imparato ad avere un’pensiero critico ed estetico, oltre ad aver maturato una forte capacità di adattamento, d’interpretazione e una &nbsp;sensibilità<strong> </strong>culturale.</p><p>Tuttavia, il liceo artistico presenta alcune carenze come una scarsa<strong> </strong>attenzione alle materie scientifiche e una inesistente educazione finanziaria, oltre a uno scarso orientamento al mondo del lavoro.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Battistella Sofia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500452</link>
         <description><![CDATA[<p>L’educazione formale scolastica che ho ricevuto mi ha permesso di socializzare, la scuola mi ha permesso di interagire con coetanei ma anche con figure di riferimento e di lavorare in gruppo.</p><p>Mi ha aiutato a sviluppare una capacità di Problem solving e la gestione del tempo.</p><p>I punti di carenza li ritrovo sulla mancata flessibilità dei programmi, e sul fatto che gli studenti studiano non per apprendere nuove informazioni ma solo per prendere un buon voto e spesso a causa della mancata educazione emotiva si può arrivare a provare un’ansia eccessiva a causa di queste prove.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Alessia Bottacin </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500480</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno degli aspetti positivi è l’approccio diretto con gli alunni, ossia essere presenti fisicamente, siccome, per esempio, il fatto delle lezioni a distanza durante il covid secondo la mia esperienza hanno tolto qualcosa, hanno aumentato la distanza sia tra compagni che tra alunno e professore.</p><p>Ho riscontrato principalmente due punti a sfavore, ossia le poche attività di gruppo e quindi carenza di incentivi per quanto riguarda la collaborazione ma viene favorito l’individualismo e ciò crea secondo me rivalità, concorrenza per essere i migliori, carenze di autostima e andare a svalutare le proprie capacità, quindi mettersi continuamente in dubbio. Il secondo punto è sicuramente il fatto che i professori sono spesso fin troppo formali, ossia secondo me dovrebbero interagire di più e rappresentare un punto di riferimento, una figura a cui l’alunno possa rivolgersi tranquillamente in caso di dubbi o con cui può non sentirsi giudicato per i suoi errori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Tassinello Alberto</title>
         <author>albismichele</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500679</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><ul><li><p>Capacità di relazionarsi con persone di diversa età, sia più adulte che coetanee.</p></li><li><p>Sviluppo delle competenze per lavorare efficacemente all'interno di un gruppo.</p></li><li><p>Opportunità di esprimere la propria opinione su tematiche quotidiane con la classe.</p></li><li><p>Capacità di riflettere su determinate questioni, favorendo lo sviluppo di un pensiero critico.</p></li><li><p>Possibilità di entrare in contatto con contesti diversi da quello abituale, alcuni dei quali possono essere simili a quelli lavorativi.</p></li></ul><p>Punti di debolezza:</p><ul><li><p>Presenza di persone tossiche.</p></li><li><p>Servizi che ostacolavano una normale quotidianità, come i servizi igienici e la struttura del fabbricato.</p></li><li><p>In alcune occasioni venivano insegnate nozioni poco pratiche per la vita di tutti i giorni, o al contrario mancavano insegnamenti che avrebbero potuto essere utili nella vita quotidiana.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Busetto Matilde</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500767</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><ul><li><p>Evoluzione nell’inclusione e attenzione a studenti con difficoltà nell’apprendimento</p></li><li><p>Incoraggiamento a fare gruppo</p></li><li><p>Alcune realtà si concentrano molto sull’individuo e ne stimolano le capacità dell’alunno</p></li></ul><p>Punti di debolezza:</p><ul><li><p>Indifferenza e generalizzazione verso lo studente in sé</p></li><li><p>Troppa attenzione ai risultati in voti dello studente</p></li><li><p>Troppo paragone tra studenti</p></li><li><p>Mancate incoraggiamento nello specializzarsi in ciò che si vuole</p></li><li><p>Mancata pazienza e in alcuni casi esperienza del professore</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Schiavetto Sara</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500879</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel mio percorso scolastico ho trovato positivo fare lavori di gruppo, stare a contatto con i miei coetanei e gite.</p><p><br></p><p>I punti di debolezza che ho riscontrato è l’insegnamento dell’arte e della storia dell’arte che ho ricevuto solo alle medie. Ho trovato poche le ore di insegnamento dell’inglese rispetto a quello che serve nella vita reale. Trovo poco formativo cambiare molte volte gli insegnanti all’inizio dell’anno.&nbsp;</p><p>A volte ci sono valutazioni troppo negative che scoraggiano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Nicole Mondolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500899</link>
         <description><![CDATA[<p>Sotto alcuni punti di vista la scuola dell’obbligo mia ha preparato alla vita lavorativa in termini di rispetto nei confronti di chi mi insegna e dei miei compagni (quindi di un titolare e dei colleghi di lavoro), al rispetto di precisi orari di lezione (e nel mondo del lavoro futuro), dell’impegno al raggiungimento degli obiettivi. In altri termini però non penso che sia totalmnte utile in altri campi in quanto ci prepara si a livello umano, ma non insegna molte cose che sono necessarie nel mondo del lavoro o comunque nella vita al di fuori del sistema scolastico, come ad esempio in termini “legali” o piu pratici come banalmente calcolare le tasse da dover pagare, saper leggere in modo adeguato un contratto di lavoro prima di firmarlo eccc.. .&nbsp;</p><p>La scuola mi ha però insegnato la convivenza in una comunità, mi ha permesso di legare rapporti più o meno forti che mi fanno crescere a livello umano.</p><p>Uno dei lati negativi maggiormente diffusi e che ho vissuto in prima persona sono le preferenze tra alunni. Ho sempre avuto esperienze di questo tipo, in cui veniva premiata una persona rispetto ad un’altra nonostante l’impegno messo e i risultati ottenuti fossero gli stessi. Ho avuto un episodio in cui al risultato di un compito di matematica ricevetti una valutazioe nettamente inferiore ad un’altra compagna, e la motivazione data fu che per spronare me a fare di più era piu consono abbassare il mio voto, a differenza dell’altra persona che per essere spronata aveva bisogno di ricevere una valutazione più alta. Rispetto quindi a delle mie esperienze non c’è mai stata molta equità.&nbsp;</p><p>Questa situazione puù anche però essere vista sotto un lato positivo in quanto insegna a sconfiggere e fare del proprio meglio anche in situazioni problematiche che spesso si trovano nel mondo del lavoro, e quindi a riuscire a trovare delle soluzioni per superarle.</p><p>Avendo gia fatto molte esperienze lavorative sia durante che post scuola dell’obbligo, un altro lato negativo che prendo in considerazione ma NON in generale, sono in alcuni casi, è la spesso mancanza di solidarietà per una persona che con difficoltà si ritrova a lavorare ad una giovane età e, nel momento in cui non riesce a sostenere il carico dello studio, non viene aiutata. Ripeto e ci tengo però a sottolineare che questa mia esperienza non va assolutamente generalizzata.</p><p>Un’altro punto di debolezza può essere il considerare gli alunni come non autonomi o maturi in molte o forse troppe situazioni, e quindi la mancanza di fiducia nei confronti di essi che causa automaticamente una mancanza anche poi nei confronti del docente.</p><p>In linea di massima comunque credo che l’ambiente scolastico ci preopari molto più a livello umano rispetto che a livello lavorativo del futuro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500899</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Michelle Pizzolato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500911</link>
         <description><![CDATA[<p>A partire dall’educazione primaria fino a quella secondaria ho frequentato 5 scuole in 5 paesi diversi.</p><p>Questo mi ha permesso di apprendere i vari metodi d’insegnamento e le culture diverse.</p><p>In questo modo sono riuscita ad apprendere molteplici materie (lingue straniere, discipline grafiche, discipline umanistiche..), ma ho anche avuto la possibilità di comprendere le modalità di insegnamento di molti professori tutti diversi fra loro.</p><p>Dall’educazione formale che ho ricevuto sono riuscita anche ad imparare a rispettare le scadenze, a comportarmi secondo un modello prestabilito, a lavorare in gruppo, a rispettare le opinioni altrui, e a rispettare le regole.</p><p>Per quanto riguarda i difetti, i metodi scolastici che ho sperimentato, spesso potrebbero aver causato dei disagi generali.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500911</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Maria Schiavon</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343500919</link>
         <description><![CDATA[<p>In Italia penso che sia sbagliato il modo in cui viene descritta la scuola, cioè come un obbligo.</p><p>Sin da quando si è piccoli si viene catapultati in questo mondo dal quale non si può “scappare”, è questo che sente un po’ il bambino. Infatti, penso sia capitato a tutti di non aver avuto voglia di andare ogni tanto. Io l’ho sempre percepito come un obbligo e quasi mai come un qualcosa che mi potesse arricchire, questo fino agli ultimi tre anni di liceo in cui ho cambiato prospettiva.</p><p>Durante il mio percorso, nonostante le difficoltà, sono stata fortunata perché ho sempre frequentato ambienti scolastici stimolanti, in cui la maggior parte dei professori cercavano di accoglierti, di far spiccare le tue qualità e di aiutarti per farti capire al meglio la loro materia e questo è sicuramente un punto di forza della mia esperienza.</p><p>Nonostante questo, soprattutto dalle scuole medie in poi ho sentito tanto forte la questione del voto. Voto come etichetta del sei bravo o non sei bravo, sei intelligente o no, hai studiato abbastanza o no. E per quanto tutti ti dicano “non sei il voto che prendi”, un po’ invece è così, perché se dici che hai preso un bel voto sono tutti contenti, se invece dici che è andata male ti guardano male. Secondo me invece il voto dovrebbe servire più che altro a dare un giudizio su come si è affrontato quel determinato lavoro, su cosa si poteva fare meglio, su come ci si può migliorare; invece, la maggior parte delle volte interessa più il voto che la correzione. Questa è la criticità più grande che ho trovato. Oltre a questa anche il modo di fare lezione non lo condivido, sempre frontale, ore e ore ad ascoltare il prof parlare, tutto finalizzato alla valutazione finale.</p><p>Un altro punto a favore che ho trovato nella mia esperienza è il fatto che la maggior parte dei professori non cercavano di farsi vedere come delle autorità ma cercavano di entrare in relazione con la classe e questo sicuramente mi ha aiutato nel mio percorso.</p><p>Se si cambiassero alcune modalità la scuola potrebbe davvero essere un luogo di crescita e aiuto per tutti i ragazzi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:35:58 UTC</pubDate>
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         <title>Martina Santalucia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501115</link>
         <description><![CDATA[<p>Svantaggi</p><ul><li><p>Se si hanno delle difficoltà in determinate materie o in determinati argomenti invece di essere aiutati si viene lasciati indietro</p></li><li><p>Viene valorizzato maggiormente chi ha una capacità di memorizzazione di contenuti, piuttosto di chi apprende i vari argomenti capendoli e riformulandoli a parole proprie</p></li><li><p>Non favorisce il lavoro di gruppo e cooperazione</p></li><li><p>Carico verifiche/interrogazioni concentrate in un unico periodo&nbsp;</p></li></ul><p>Vantaggi</p><ul><li><p>Il sistema scolastico permette di educarci e acculturarci su vari aspetti&nbsp;</p></li><li><p>Permette di socializzare e stringere rapporti con i propri coetanei</p></li><li><p>Puntualità nella consegna di lavori</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:07 UTC</pubDate>
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         <title>Nicole Podda </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501228</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto alla mia formazione scolastica che ho ricevuto, penso che ci siano stati diversi punti a favore e altrettanti punti a sfavore.</p><p><br/></p><p>Punti a favore, sul piano delle competenze professionalizzanti riguardano sicuramente l’apprendimento di concetti e materie diverse che hanno permesso una cultura più ampia in diversi campi (per esempio la matematica, la letteratura italiana, la geografia, la storia ecc…). Oltre a questi punti più formali, la formazione scolastica permette di conoscere sé stessi e capire in quali ambiti spicchiamo maggiormente rispetto ad altri; permette di fare nuove amicizie e talvolta conoscere nuove culture (ad esempio se nella medesima classe ci sono persone di nazionalità differente). &nbsp;La scuola permette di formare altre competenze di tipo pratico: la capacità di rispettare le scadenze e gli orari, imparare il rispetto per gli altri, riuscire a sviluppare un’organizzazione della propria giornata nel breve periodo e prendere decisioni che possono avere risultati anche sul nostro futuro (per esempio la scelta della scuola superiore.)</p><p><br/></p><p>Come per tutte le cose, esistono anche degli aspetti negativi partendo da tutte quelle insicurezze che l’istruzione incrementa. Nel momento in cui una persona fallisce in un compito, per esempio, viene sempre etichettato come incapace o fallito senza considerare che in altre situazioni quella persona può essere la più brava di tutte. La scuola fa spesso crescere l’ansia da prestazione, la pressione allo studio e lo stress negli studenti: le verifiche vengono spesso, infatti, fissate in periodi ravvicinati. Inoltre, la valutazione alimenta quello che è il confronto tra pari creando diverse discriminazioni, talvolta. Spesso le valutazioni sono influenzate dalle preferenze e dunque, nonostante l’impegno di una persona può essere che continui a sentirsi insufficientemente brava.</p><p>Infine, penso che all’interno dell’istruzione ci sia una ripetizione di argomenti, soprattutto per materie come storia, che non permettono la conclusione dell’apprendimento totale delle informazioni. Ad esempio, nella mia esperienza, nel passaggio dalle scuole medie alle scuole superiori, molti argomenti sono stati ripetuti nonostante avrebbero dovuto già essere stati appresi. Questo non ha permesso lo studio di nozioni più attuali che sicuramente possono servire maggiormente per la convivenza sociale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:15 UTC</pubDate>
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         <title>Lot Alberto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501265</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>PUNTI DI FORZA</strong></p><ul><li><p>Imparare a stare in un gruppo e a gestirne le dinamiche soprattutto nei lavori di gruppo</p></li><li><p>Ti insegna ad organizzarti e a rapportarti con persone di grado “superiore”, cose utili per entrare nel mondo del lavoro</p></li><li><p>Ti insegna a gioire per i successi e a superare le sconfitte</p></li><li><p>Progetti per lo studio all’estero (Erasmus, borse di studio)</p></li></ul><p><br/></p><p><strong>PUNTI DI DEBOLEZZA</strong></p><ul><li><p>Supremazia di alcuni docenti e poca volontà al dialogo con gli studenti</p></li><li><p>Programmi troppo concentrati su concetti “vecchi”</p></li><li><p>Troppa importanza ai voti e tendenza fare favoritismi verso gli studenti più bravi</p></li><li><p>Insegnanti che impongono lo studio della loro materia al di sopra di tutto e tutti, anche a costo di rinunciare alle attività extra scolastiche (“se serve saltate l’allenamento”, ecc…)</p></li><li><p>Consegnare i telefoni agli insegnanti che li mettevano nelle casseforti, il telefono può essere usato anche per finalità didattiche</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:18 UTC</pubDate>
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         <title>Collodel Angelica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501269</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante il mio percorso scolastico ho riscontrato diversi punti di debolezza e punti di forza, per quanto riguarda i punti di debolezza trovo che i programmi siano obsoleti e troppo teorici, ad esempio durante le interrogazioni di matematica il mio professore era interessato alla definizione precisa di quello che stavamo studiando senza verificare se avevamo capito effettivamente i concetti.</p><p><br/></p><p>Inoltre un altro punto di debolezza è la mancanza di motivazione dei docenti, mi riferisco al fatto che spiegavano solamente attraverso lezioni frontali, senza stimolare gli alunni.</p><ul><li><p>Mancanza di lavori di gruppo</p></li><li><p>Mancanza di insegnamenti per le soft skills</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p>Punto di forza:</p><p>La formazione scolastica che ho ricevuto mi ha aiutato ha imparare l’inglese, creare rapporti di amicizia con i miei compagni e sviluppare un senso di responsabilità.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:36:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Verena Scremin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501311</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza</p><p>Il mio percorso scolastico iniziale (scuola primaria e secondaria di primo grado) si è presentato molto leggero da affrontare, centrato molto sull’apprendere con il gioco, l’applicazione delle proprie conoscenze e la creatività.</p><p>Il percorso scolastico affrontato successivamente in cinque anni è risultato abbastanza variabile e ha dato la possibilità di far emergere vari punti di forza.</p><p>Il primo anno ha riscontato la pandemia covid e la mia scuola si è prestata in maniera positiva all’adattamento della situazione per poter svolgere più lezioni possibili, gestendo i tempi e i materiali a disposizione.</p><p>In parte si è mostrata molto disponibile alle mie esigenze, con la presenza di umanità e comprensione da parte della presidenza e il corpo docenti, paziente e tralasciando il proprio ruolo lavorativo.</p><p>A livello di apprendimento, considero il sistema utilizzato dalla scuola buono, sufficientemente buono per apprendere e venire a conoscenza di più informazioni possibili.</p><p><br/></p><p>Punti deboli</p><p>La gestione dell’istruzione personalmente ha causato svariate problematiche in ambiti diversi, ambiti gestiti in maniera errata assieme alle loro conseguenze.</p><p>Personalmente la pandemia ha inciso molto sull’andamento dello studio, la costanza e il coinvolgimento, riscontrando così effetti negativi nei confronti dell’ambiente scolastico. Questo effetto negativo non è mai stato affrontato.</p><p>Partendo da questo fatto, l’ambiente scolastico si è sempre presentato poco piacevole, quasi da dover sopportare.</p><p>Quando si presentavo incomprensioni, situazioni spiacevoli, esse si affrontavano con superficialità e prive di un riferimento adulto</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:36:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Libralato Denise</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501545</link>
         <description><![CDATA[<p>Aspetti positivi:</p><ul><li><p>La possibilità di studiare materie diversificate tra loro</p></li><li><p>Ampliare la gamma di amicizie e di rapporti sociali</p></li><li><p>attività improntate nel mondo del lavoro </p></li></ul><p><br/></p><p>Aspetti negativi:</p><ul><li><p>Rimanere in rigide regole prestabilite</p></li><li><p>Studiare materie con contenuti non attuali</p></li><li><p>Categorizzazione degli alunni in base ai risultati scolastici</p></li><li><p>Abuso di potere da parte dei professori</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Grando Filippo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501864</link>
         <description><![CDATA[<p>PUNTI DI FORZA</p><ul><li><p>La scuola non è solo un luogo di trasmissione di nozioni, ma un vero e proprio laboratorio di crescita. Le materie di studio, sebbene a volte possano sembrare distanti dalla vita reale, costruiscono un'ossatura fondamentale per il pensiero logico e analitico.</p></li><li><p>Il "pensiero critico" si affina attraverso l'analisi di testi, la discussione di idee e la risoluzione di problemi complessi. La "risoluzione dei problemi" si esercita in matematica, scienze e in ogni situazione in cui si richiede di trovare soluzioni creative. La "comunicazione" si sviluppa attraverso presentazioni orali, lavori di gruppo e la scrittura di saggi e relazioni.</p></li></ul><ul><li><p>Socializzazione</p><ul><li><p>L'ambiente scolastico è un microcosmo della società, dove si impara a interagire con persone di diverse età, provenienze e personalità. Le amicizie nate tra i banchi di scuola spesso si rivelano le più durature, perché basate su esperienze condivise e momenti di crescita comuni.</p></li><li><p>L'esposizione a materie diverse, dalle lingue straniere alla storia dell'arte, dalla fisica alla filosofia, apre le porte a mondi inesplorati. È proprio in questo contesto che possono emergere passioni sopite o interessi inaspettati, che magari in futuro si tradurranno in scelte di studio o di carriera.</p></li></ul></li><li><p>Preparazione per il futuro:</p><ul><li><p>La scuola fornisce gli strumenti necessari per affrontare le sfide del mondo accademico e professionale. Le conoscenze acquisite non sono fini a se stesse, ma costituiscono la base per un apprendimento continuo e per l'adattamento a un mondo in costante evoluzione.</p></li><li><p>Inoltre l'esperienza scolastica insegna anche a rispettare le regole, a lavorare in gruppo, a rispettare le scadenze e a gestire il tempo, tutte competenze fondamentali per il successo in qualsiasi ambito.</p></li></ul></li></ul><p>Punti critici</p><ul><li><p>La pressione della competizione:</p><ul><li><p>La competizione, se eccessiva, può trasformare l'ambiente scolastico in un campo di battaglia, dove l'ansia da prestazione prende il sopravvento. La paura di non essere all'altezza, di deludere le aspettative dei genitori o degli insegnanti, può generare un forte stress e compromettere il benessere psicologico.</p></li><li><p>È importante ricordare che il valore di una persona non si misura con i voti. L'apprendimento è un percorso personale, fatto di alti e bassi, di successi e di errori. L'importante è imparare dai propri sbagli e continuare a crescere, senza lasciarsi sopraffare dalla pressione esterna.</p></li><li><p>È importante che la scuola promuova un ambiente di apprendimento collaborativo, dove gli studenti si sentano supportati e incoraggiati a dare il meglio di sé, senza la paura del giudizio altrui.</p></li></ul></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Laura Sacco</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501907</link>
         <description><![CDATA[<p>Quando si tratta questo argomento, mi viene in mente una storiella che mi raccontavano da piccola: Una lepre sfida una tartaruga in una gara di corsa, sapendo avviamento che le sue capacità nella corsa sono molto superiori rispetto a quelle della tartaruga.&nbsp;</p><p>La storiella poi si concludeva con un lieto fine e la vittoria inaspettata della tartaruga, ma nella realtà un finale del genere è considerato quasi utopico e fantasioso.</p><p>Se paragonato al sistema scolastico, viene posta la stessa identica questione:&nbsp;</p><p>“Il test dev’essere uguale per tutti, così da non avere differenze. Si chiede ai candidati di correre una maratona e di fare un buon tempo” - questo modo di pesare, lo ritengo disfunzionale per un buon apprendimento (personalmente); tra gli studenti potrebbero esserci ghepardi, leoni, pantere o anche bradipi, lumache, pesci,… .</p><p>La questione che mi fa pensare che questo modo di pensare sia ormai retrogrado e questo metodo di istruzione disfunzionale è proprio sul porre sfide che per quando siano “uguali per tutti” non lo è e non si considerano le caratteristiche di base del singolo, dando per scontato il metodo standardizzato di apprendimento, come l’unico modo per non creare disuguaglianze.</p><p>Per anni il sistema scolastico attuale mi ha fatta sentire inadatta e mediocre: non ero ne brava ne andavo male, non prendevo voti alti ma neanche bassi, ero brava in tutto ma eccellente in niente.</p><p>Le abilità, le doti e le capacità delle persone vengono soppresse e modificate in base ad un sistema pre impostato, alienando gli studenti e rendendoli dei semplici numeri, dove il loro valore personale è sostituito da un numero e un valore.</p><p>Trovo inoltre alienante anche il numero di matricola una volta iscritta in università, perché abitua l’individuo a considerarsi un semplice codice che fa parte di un sistema, piuttosto che un umano.</p><p>D’altro canto, i punti di forza sono ben altri nel sistema scolastico italiano e per la mia personalissima esperienza posso fare un apprezzamento sull’insegnamento dei valori e consapevolezza riguardo al bullismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Redigolo Francesca </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501917</link>
         <description><![CDATA[<p>La scuola ha rappresentato per me un'importante opportunità di crescita, non solo dal punto di vista accademico, ma anche personale e relazionale. Grazie all’ambiente scolastico, ho potuto sviluppare la capacità di interagire con gli altri, imparando a relazionarmi sia con i miei coetanei che con gli adulti. Allo stesso tempo, è stata un’occasione per conoscere meglio me stessa, comprendendo le mie inclinazioni, le mie passioni e le aree in cui riesco a esprimermi al meglio. Inoltre, il contatto con nuove materie e discipline mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti culturali, avvicinandomi a realtà diverse dalla mia e maturando un maggiore senso di apertura e consapevolezza nei confronti del mondo. Tuttavia, l’esperienza scolastica non è stata sempre serena. L’ambiente che ho frequentato era caratterizzato da un’elevata rigidità e da una forte pressione da parte dei docenti, i quali si dimostravano estremamente esigenti, spesso richiedendo più del necessario. Questo approccio, basato prevalentemente su risultati e valutazioni, faceva sì che gli studenti venissero trattati più come numeri che come individui, trascurando l’importanza dell’aspetto emotivo e del benessere psicologico di ciascuno. Questo tipo di contesto, invece di incentivare una crescita armoniosa, rischiava di generare ansia e stress, rendendo il percorso scolastico più difficile di quanto sarebbe potuto essere con un metodo di insegnamento più equilibrato e attento alle necessità personali degli studenti. Un altro aspetto che ritengo migliorabile riguarda i contenuti trattati durante il percorso di studi. Spesso, infatti, il programma scolastico è focalizzato su argomenti ormai datati, trascurando tematiche di attualità che sarebbero fondamentali per comprendere meglio il mondo contemporaneo e prepararsi alle sfide future. Ritengo che un maggiore spazio dedicato a questioni attuali potrebbe rendere l’istruzione più stimolante e utile per la formazione degli studenti.</p><p>Nonostante queste criticità, la scuola ha comunque rappresentato un’esperienza significativa che mi ha permesso di crescere, di acquisire conoscenze e di sviluppare una maggiore consapevolezza di me stessa e della realtà che mi circonda.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:50 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>irene campagnola</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343501979</link>
         <description><![CDATA[<p>Svantaggi:</p><p>-più gli studenti crescono e più vengono trattati come bambini</p><p>-non viene data abbastanza libertà individuale di pensiero e di espressione</p><p>-il rapporto tra insegnante e studente è passivo e superficiale</p><p>-la scuola rappresenta la seconda casa di uno studente durante tutta la sua crescita e in quanto tale lo studente dovrebbe essere felice e sereno nello stare in questo posto, ma non è cosi</p><p>-gli studenti spesso vengono visti come numeri e vengono pregiudicati in base al loro andamento scolastico</p><p>-spesso non sono ambienti particolarmente accoglienti e calorosi</p><p>-crea situazioni di competizione tra studenti</p><p>-gli studenti con i voti più alti spesso sono i favoriti degli insegnanti</p><p>-crea situazioni di bullismo tra studenti</p><p>-non ci sono abbastanza iniziative che rendono più dinamico il semplice "andare a scuola”</p><p>-i tempi e gli orari delle lezioni sono gestiti male</p><p>-ogni iniziativa e volere individuale viene stroncato</p><p>-presenza di alcune regole inutili</p><p>-professori spesso poco competenti</p><p><br/></p><p>Vantaggi:</p><p>-crea relazioni e gruppi di amici che poi possono durare anche per tutta la vita</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Anna Maria Serbanoiu</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502038</link>
         <description><![CDATA[<p>Il sistema scolastico con cui sono entrata in contatto mi ha permesso di imparare, che è scontato ma allo stesso tempo lo scopo primo che la scuola ha: imparare dal punto di vista delle discipline, imparare a stare in contatto con i miei coetanei e alle figure autoritarie. Mi ha insegnato che l’impegno porta risultati e che a volte è anche questione di fortuna e di carattere. Tuttavia, il sistema scolastico che ho vissuto presenta metodi di insegnamento obsoleti, non si adatta al mondo moderno, gli insegnamenti sono pressoché teorici e con scarsa possibilità di mettere in pratica o di intercollegare le discipline. Il metodo di studio “tradizionale” non favorisce l’apprendimento attivo, bensì ne impedisce lo sviluppo. C’è, inoltre, uno scarso orientamento verso gli studenti per approcciare il mondo del lavoro o universitario, e l’età in cui si sceglie l’indirizzo e le materie da frequentare è troppo precoce poiché a 13 anni è fondamentale sperimentare e toccare con mano diverse realtà prima di scegliere l’ambito di lavoro per cui ci si deve applicare, in questo modo ci si concentra per 5 anni su qualcosa che rischia di scavalcare l’autostima e la sicurezza di un adolescente (si può pensare di non essere abbastanza intelligenti o aver paura di cambiare per ripetere lo stesso errore)</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:36:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Peroni Matteo </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502487</link>
         <description><![CDATA[<p>Aspetti positivi di un'educazione frontale:</p><ul><li><p>Permette di capire i ruoli sociali </p></li><li><p>Permette la creazione di un rapporto con i compagni e costruire relazioni sociali.</p></li><li><p>Permette un livello culturale alto e sviluppato.</p></li></ul><p>Aspetti negativi di un’educazione frontale:</p><ul><li><p>Poca ricerca su nuove materie da portare in ambito scolastico (si studiano gli stessi argomenti da sempre).</p></li><li><p>Pochi lavori di gruppo e di interazione con compagni per condividere idee o per creare progetti (si predilige un studio del singolo in modo autonomo).</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:37:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Andrea Milani</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502601</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante il mio percorso scolastico ho più volte cercato di analizzare quanto per me sia efficace il sistema educativo, da ciò ho individuato dei punti a favore:</p><ul><li><p>La libertà di esprimere le proprie idee dibattendo direttamente con gli insegnanti;</p></li><li><p>Stimolazione della curiosità rispetto a temi inerenti al programma scolastico (approfondire le cause a priori dell’argomento trattato rispetto ad una banale descrizione dei fatti);</p></li><li><p>Valorizzazione dei lavori di gruppo attraverso presentazioni o lavori grafici (l’insegnante cercava che ogni singolo gruppo risolvesse le proprie difficoltà autonomamente);</p></li><li><p>Cercare di stimolare una crescita interiore intrinseca, ovvero puntando a creare riflessioni su noi stessi attraverso principalmente la creazione di testi o un’autovalutazione.</p></li></ul><p><br/></p><p>Purtroppo ho riscontrato delle carenze in questo sistema basato molto su un dialogo frontale, comunque migliorato negli ultimi anni delle scuole superiori:</p><ul><li><p>Una mancanza di autonomia rispetto a situazioni di difficoltà, ovvero gli insegnanti guidano troppo alla risoluzione del problema dell’allievo piuttosto che fornire degli strumenti di autoanalisi;</p></li><li><p>Non spiegando a cosa serve la materia insegnata in un uso di tutti i giorni, concentrandosi solo sul programma da svolgere;</p></li><li><p>La mancanza di attenzioni agli studenti disinteressati dal mondo scolastico</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:37:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Bacchin Sara </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502644</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Criticità</strong></p><ul><li><p>Scarsa preparazione</p></li><li><p>Gestione scelte future</p></li><li><p>Mancata di valorizzazione di intelligenze “alternative”</p></li><li><p>Monopolizzazione del tempo</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>Punti di forza</strong></p><ul><li><p>Importanza della costanza</p></li><li><p>Ragionamento critico</p></li><li><p>Gestione del tempo</p></li><li><p>Instaurare relazioni</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:37:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pietro Citran</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502683</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Punti di forza</strong>: </p><ul><li><p>apprendimento </p></li><li><p>conoscenza a livello culturale e sociale</p></li><li><p>creazione di legame tra docenti e studente </p></li><li><p>uscite didattiche legate all’esperienza e alla cultura </p></li><li><p>disciplina comportamentale </p></li><li><p>relazione tra compagni</p><p><br/></p><p><strong>Punti di debolezza</strong>: </p></li><li><p>troppe lezioni frontali</p></li><li><p> prove finali con voto che etichettano il tuo livello di studio </p></li><li><p>poca autorità e troppe regole banali,</p></li><li><p> priorità a materie meno importanti di altre </p></li><li><p>poca considerazione dell’ arte </p></li><li><p>troppi insegnamenti basati su metodi scientifici</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:37:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Fusco Giuseppe</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502806</link>
         <description><![CDATA[<p>PUNTI DI FORZA</p><ul><li><p>Durante la settimana gli insegnanti sceglievano alcune ore per accompagnare gli studenti alla biblioteca della scuola</p></li><li><p>ho imparato a rispettare i tempi predisposti</p></li><li><p>Portare rispetto per le altre persone</p></li></ul><p><br/></p><p>PUNTI DI DEBOLEZZA</p><ul><li><p>Durante le ore di alcune materie, le insegnanti andavano a creare una distinzione fra le persone più brave e meno brave della classe, dando un adesivo che veniva regalata all’alunno. Facendo così si creava una specie d’odio tra i ragazzi e nel rapporto fra le insegnanti e alunni.</p></li><li><p>Durante le verifiche, le insegnanti giravano attorno i banchi per impaurire i ragazzi</p><p><br/></p></li></ul>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:37:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Emma Zoli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343502809</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto alla mia personale educazione scolastica ho riscontrato alcuni punti di forza ed alcune debolezze. Tra i punti di forza sicuramente l’educazione che, per mio conto, mi ha aiutata a sviluppare una conoscenza e consapevolezza di me, mettendomi alla prova nelle capacità di gestione ed organizzazione, nel rispetto delle consegne e nella possibilità di autogestione delle situazioni individuali e collettive di studio o sviluppo di progetti. È stata molto importante l’educazione informale, infatti ritengo che la maggior parte delle esperienze scolastiche hanno portato alla costruzione di rapporti con gli altri e con l’ambiente. Alcuni aspetti li trovo negativi: partendo dal programma che credo sia affrontato in modo troppo superficiale e sistematico, sorvolando gli argomenti e fermandosi alla necessità di “spuntare la casella dell’argomento trattato, nel minor tempo possibile, per stare al passo con il programma”. L’organizzazione lineare e inespressiva di alcuni docenti non mi ha mai resa coinvolta o attratta a determinati argomenti: credo sia importante e me ne rendevo conto quando studiavo una materia spiegata da un prof che riusciva a trasmettermi gli argomenti in maniera espressiva e “felice”. Trovo inoltre che non ci sia una corretta valorizzazione degli studenti, le classi numerose non permettevano una libera espressione e partecipazione da parte di tutti gli studenti, valorizzando principalmente chi “osava” rispondere e porre domande senza la sensazione di giudizio da parte di compagni e insegnanti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:37:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Valentina Carraro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343503017</link>
         <description><![CDATA[<p>Nella mia esperienza scolastica finora ho potuto sperimentare vari metodi e didattiche nell’educazione formale ricevuta dall’istituzione. </p><p>Gli anni che vanno dalle scuole elementari fino all’ultimo anno delle scuole medie sono stati caratterizzati dal Metodo Steiner, avendo frequentato una scuola così impostata. </p><p>I punti a favore di questa esperienza sono molteplici:</p><p>-poter sviluppare in modo molto spiccato capacità psicomotorie e manuali data la grande importanza che questo metodo da a tali competenze, rispetto al metodo statale</p><p>-approfondire molto gli argomenti tramite il programma strutturato in ‘epoche’, periodi di approfondimento per ogni materia</p><p>-attenzione molto più spiccata per la sensibilità e l’arte</p><p>I punti a sfavore però si sono rivelati passando da questo metodo a quello più ‘’statale’’ con l’inizio delle scuole superiori, alcuni di questi:</p><p>-la non totale coincidenza con gli approfondimenti e i programmi che, chi aveva frequentato per l’intero percorso di formazione aveva, rispetto a me</p><p>-leggera differenza tra l’inculturazione, avendo frequentato un ‘’mondo’’ e contesto sociale a sé per alcuni aspetti, anche di giochi ed interessi, acquisiti poi per via informale con la frequentazione dei pari amicali.</p><p>-minore attenzione al singolo studente, alle sue competenze personali e alla relazione che naturalmente si forma tra alunno-professore/maestro.</p><p>Avendo frequentato comunque un Liceo Artistico non ho potuto notare tanto distacco dall’ambiente in cui precedentemente ero stata istruita.</p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:37:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Chiara Sabadin </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343503180</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto all’educazione scolastica che ho ricevuto i punti di forza sono: l’autonomia; l’innovazione grazie anche all’introduzione dell’utilizzo degli iPad che possono essere da un lato positivi, ma per chi ha una soglia di attenzione bassa è facile utilizzarlo in modo errato; lavori di gruppo; socializzazione creando il “biennio” e “triennio” ovvero degli incontri dove gli studenti sia della scuola sia al di fuori potevano incontrarsi per passare del tempo costruttivo assieme; collaborazione con le aziende quando bisognava affrontare dei progetti; educazione alla sostenibilità che era uno dei temi più affrontati in tutte le materie.</p><p>Mentre, i punti di debolezza sono la preparazione scarsa degli insegnati in modo particolare alle elementari e alle medie e scarsa organizzazione da parte della scuola.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:37:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Giulia Cadorin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343503464</link>
         <description><![CDATA[<p>Tra i punti di forza, ho apprezzato il fatto che alcuni professori abbiano dimostrato un reale interesse verso gli studenti e le loro diverse situazioni. Inoltre, le competenze acquisite, soprattutto per quanto riguarda le superiori, si sono rivelate abbastanza coerenti con il mondo esterno.&nbsp;</p><p>D’altra parte, ho riscontrato anche diversi aspetti negativi. Non tutti i docenti sembrano realmente appassionati del loro lavoro e questo ha spesso influito sulla qualità dell’insegnamento e sulla motivazione degli studenti.&nbsp;</p><p>Anche la pressione legata alle valutazioni è un aspetto critico: spesso si dà più importanza ai voti che alla reale comprensione degli argomenti, e alle difficoltà che la persona può avere, non legate per forza all'apprendimento.&nbsp;In più si possono notare, nel corso degli anni, uno sviluppo di preferenze che un determinato professore sviluppa verso una persona solo perchè questa si è aperta di più con lei/lui. </p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:38:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Emma Bucolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343503496</link>
         <description><![CDATA[<p>Ripensando al mio percorso scolastico, prendo atto del fatto che sia stato un percorso complessivamente positivo. L’educazione scolastica che ho ricevuto, mi ha portato ad essere una persona critica e capace di affrontare diverse situazioni, negative e non, della mia vita. Per quanto riguarda le scuole elementari, ho avuto la possibilità di iniziare a relazionarmi con gli altri bambini al migliore dei modi, grazie agli insegnamenti, ma soprattutto ai valori che le nostre maestre&nbsp; sono state in grado di tramandare.&nbsp; Il percorso delle scuole medie è stato più turbolento, per la mia esperienza personale è stato quello più complicato, in termini non solo di studio, ma anche di convivenza con i compagni, poiché non tutti evidentemente erano in grado di rapportarsi con gli altri.&nbsp; Le scuole superiori sono state invece molto importanti per la&nbsp; mia vita, poiché mi hanno formato e mi hanno dato la possibilità di conoscere e comprendere le mie propensioni e i miei punti di forza. Avendo avuto la possibilità di frequentare un anno in una scuola americana, sono arrivata alla conclusione che complessivamente,&nbsp; il sistema scolastico italiano è positivo poiché fornisce agli studenti una solida preparazione teorica e una base culturale molto ampia, cosa che negli Stati Uniti, non avviene.&nbsp; L’istruzione è di qualità e viene apprezzata molto dagli altri Paesi. Inoltre, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale, la scuola mi ha dato la capacità di sviluppare un pensiero critico, di saper lavorare in gruppo e di essere una persona empatica.&nbsp; Dall'altro lato però, non prepara gli studenti alla vita reale, ad affrontare problemi che potremmo incontrare nella nostra vita adulta e a capire cosa vogliamo fare nel nostro futuro, ma sono cose che secondo me si capiscono e si apprendono al di fuori della scuola, nella vita di tutti i giorni e che quindi la scuola&nbsp; potrebbe migliorare.<br><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:38:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Merlo Giada</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343503838</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto all’educazione scolastica che ho ricevuto ho riscontrato alcune criticità come per esempio la mancanza di rinforzo positivo non facendo sentire lo studente apprezzato e continuamente non all’altezza.</p><p>L’insegnamento di nozioni e tanta teoria che non viene applicata alla pratica e le informazioni apprese attraverso la memoria e non la comprensione che ci viene insegnato sin dalle elementari (es. imparare le poesie a memoria).</p><p>La presenza di competizione tra studenti della stessa classe che probabilmente è dovuta dalle differenze/preferenze che il professore attua tra i diversi studenti.</p><p>Tra i punti di forza riconosco lo sviluppo della capacità di creare relazioni sociali e capire il proprio posto all’interno della classe e quindi dell’ambiente che ti circonda, permettendoti di adattarti al contesto.</p><p>Lo sviluppo dell’autogestione, in termini di tempistiche e consegne.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-26 11:38:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ilaria Carraro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504166</link>
         <description><![CDATA[<p>punti di forza:</p><p>La scuola aiuta a organizzare gli impegni e a gestire lo stress, insegnando a <strong>pianificare </strong>compiti e scadenze</p><p><br></p><p>La presenza di licei, istituti tecnici e professionali consente agli studenti di scegliere il percorso più adatto.</p><p><br>carenze:</p><p><strong>atteggiamento dei docenti,</strong> che in alcuni casi sembra variare in base all’andamento scolastico degli studenti e alle simpatie personali. Questo può influenzare la motivazione degli alunni e rendere l’ambiente meno stimolante per chi fatica maggiormente. La scuola dovrebbe invece promuovere un’educazione equa, basata sul supporto e sulla valorizzazione di ogni studente, al di là dei risultati o delle affinità personali.</p><p><br>l’<strong>approccio teorico e standardizzato</strong> lascia poco spazio alla creatività, al pensiero critico e all’esplorazione delle proprie passioni o attitudini.</p><p><br>scarsa verifica del <strong>livello di competenza dei docenti</strong> che spesso non possiedono una formazione adeguata al percorso di insegnamento che viene loro assegnato.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:38:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Anna Dall’Armellina</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504204</link>
         <description><![CDATA[<p><br>Nella mia esperienza i punti positivi sono pochi. Sì, la scuola mi ha insegnato il senso di comunità, di collaborazione, e l’apprendimento nozionale ma d’altro canto lo stesso insegnamento è pensato per essere solo frontale, non c’è la possibilità di confronto e di sviluppo di un pensiero critico.</p><p>Le nozioni insegnate sono puramente culturali e spesso non garantiscono la capacità di saper cavarsela  nella vita quotidiana.</p><p>Le nozioni non bastano e nessuno ci insegna come pagare le bollette o come approcciarci al mondo del lavoro.</p><p>Tra i molti docenti avuti pochi sono stati all’altezza del ruolo che avrebbero dovuto ricoprire. Spesso il ruolo dell’insegnante viene visto come un ripiego, viene svolto con leggerezza e senza passione, mi sono capitati professori che iniziavano le loro lezioni con lo scrivere alla lavagna” voglio andare in pensione”</p><p><br/></p><p>Questa negligenza è estremamente impattante per le nuove generazioni che vengono additate come mancanti, ma che sono in realtà, in molti casi, solo lo specchio dell’incapacità di trasmettere qualcosa di differente dal malessere personale degli insegnanti.</p><p><br/></p><p>Quelle poche volte che ho avuto professori appassionati sono riusciti a fare davvero la differenza. Gli insegnamenti diventavano qualcosa di fondamentale non più una semplice nozione, ma qualcosa di tuo.</p><p>Spesso mi chiedo quante volte un professore possa fare la differenza.( il problema sta nell’importanza che viene data al ruolo dell’insegnante).</p><p><br/></p><p>L’intelligenza viene delineata ad un solo tipo e l’essere creativo o critico rispetto alle nozioni che vengono insegnate è vista come una mancanza di rispetto e viene punito</p><p><br/></p><p>La socializzazione è imposta e ogni discussione viene portata alla risoluzione con la frase “pace” senza permettere ai soggetti di confrontarsi seriamente sull’accaduto.</p><p>L’imperativo: ‘Devi andare d’accordo con tutti’ è alla base della relazione con il prossimo e questo si traduce, nella vita, in un’incapacità di risolvere i problemi comunicando.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:38:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504204</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Paganini Angela</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504357</link>
         <description><![CDATA[<p>Criticità</p><ul><li><p>Ci sono stati pochi momenti di riflessione su quello che si era studiato, magari anche facendo luce su quanto i concetti fossero attuali e quanto ricadessero sulla vita quotidiana. Era invece molto più importante “finire il programma”.</p></li><li><p>Spesso i concetti erano spiegati sotto un unico punto di vista, senza focalizzarsi su una visione più a 360°</p></li><li><p>Diversi professori hanno cambiato la mia percezione di una materia, sia in positivo che in negativo, rispetto al loro approccio ad essa.</p></li></ul><p>Punti di forza</p><ul><li><p>Il mio percorso mi ha permesso una formazione non settoriale ma più interdisciplinare</p></li><li><p>Mi ha aiutato anche a saper gestire ansia e momenti di stress</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:38:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Filippo Deppieri</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504400</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><p>L’ambiente scolastico di cui ho fatto parte era molto preparato sull’aspetto di comunità. Spesso, soprattutto in base alle festività, venivano svolte attività di svago o didattiche che prendevano tutta la giornata di lezione. Anche nella parte di studio l’istituto spiccava in competenza da parte dei singoli docenti e con delle proposte allettanti (dipendenti da tipo di indirizzo scelto) come gemellaggi o incontri con dei professionisti del settore. L’istituto prevedeva una formazione che mirava ad equilibrare entrambe le parti teoriche e pratiche. Sono state spiegate regole e modelli da seguire per affrontare al meglio il materiale studiato in ambito lavorativo.</p><p><br/></p><p>Punti di debolezza</p><p>Se si deve dare una critica al collegio scolastico bisognerebbe rimarcare perlopiù un deficit in ambito relazionale con alcuni soggetti facenti parte dell’ordine dei docenti. Seppur una strettissima cerchia, quest’ultimi avevano atteggiamenti ostili nei confronti di studenti sfociando così in preferenze.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:38:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Davide Pistolato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504557</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti forza:</p><ul><li><p>Attività sociali con altre persone per migliorare la socializzazione, andando così&nbsp; scolpire il nostri modo di porci e relazionarci</p></li><li><p>L’inclusività e la ricerca di interazione di alcuni professori hanno influito nell'apprendimento e nell’interesse per determinate materie scolastiche.</p></li><li><p>L’introduzioni a temi sociali, morali, etici e sostenibili in semplici interventi quotidiani, andando così a descrivere alcuni aspetti su noi stessi e sul mondo in cui viviamo&nbsp;</p></li></ul><p>Punti di debolezza:</p><ul><li><p>La limitatezza di alcuni argomenti, perché definiti non necessari alla ricerca di una posizione professionale, ma che sarebbero potuti rientrare nella cultura personale dell’individuo.</p></li><li><p>Il metodo psicologicamente intimidatorio delle votazioni, che andava a definire emarginato un individuo che non rientrava nella sufficienza.</p></li><li><p>La mancanza di una figura di riferimento costante in un determinato percorso, andando così a introdurre molteplici metodi didattici per ogni supplente che perveniva, creando più confusione del dovuto in specifiche materie (durante le scuole medie, sono entrato in contatto con ⅞ insegnanti e supplenti di francese, ognuno con un metodo didattico differente, andando così a distorcere la mia relazione con la lingua)</p></li><li><p>Il mancato approfondimento della relazione fra studenti ed insegnanti, negando così lo sviluppo un rapporto di fiducia e rispetto più stabile e soprattutto reciproco per entrambe le parti.&nbsp;</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riccardo Benetti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504696</link>
         <description><![CDATA[<p>Il tema risulta essere molto molto complicato e articolato.</p><p>Se dovessi riassumere i punti di forza dell’istruzione alla luce della mia esperienza direi:</p><p>La possibilità di compiere un cammino univoco avendo attenzioni differenti per le diverse persone. Un sistema unico dal mio punto di vista permette una base sulla quale costruire idee e concetti, l’attenzione al singolo invece permette uno sviluppo particolare di capacità come anche il pensiero divergente.</p><p>Un altro punto di forza è il far parte di una classe. Il socializzare alla pari. </p><p><br/></p><p>Se dovessi invece accennare ai punti di debolezza del sistema scolastico.</p><p>Una delle criticità che percepisco forti è il sistema di valutazione. Non ho una soluzione a riguardo, penso però che una verifica con valutazione al alcuni studenti risulta essere un buon punto per iniziare a studiare, mentre per altri solo uno scoglio che non aiuta l’apprendimento. Avere a cuore la crescita dei singoli alunni forse potrebbe essere uno dei primi passi per un educazione che vada&nbsp; più in profondità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:16 UTC</pubDate>
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         <title>Desiree Martignon</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504717</link>
         <description><![CDATA[<p>PUNTI DI DEBOLEZZA</p><ul><li><p>Voto numerico che influisce molto sull’aspetto emotivo e decisionale di uno studente riguardo al suo percorso scolastico e di vita.</p></li><li><p>Scarsa possibilità di valutare uno studente in base alle conoscenze che ha e che viene giudicato per il fatto che non abbia studiato per una determinata materia.</p></li></ul><p><br/></p><p>PUNTI DI FORZA</p><ul><li><p>Possibilità di lavorare in gruppo, di lavorare con persone diverse e di sfoggiare le proprie prestazioni</p></li><li><p>Opportunità di scoprire i propri talenti e valori, dalle materie in cui si ha delle potenzialità rispetto ad altre in cui non si è tanto portati.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:18 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Gobbo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343504783</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno dei punti di forza della mia esperienza scolastica, secondo il mio punto di vista, è stato sicuramente il poter studiare la storia del mio paese, cosa che in altri paesi sicuramente si studia meno, in base ai trascorsi della nazione. La scuola mi ha insegnato a rapportarmi con le altre persone, creando rapporti più o meno duraturi nel tempo. Molte persone conosciute durante il mio percorso di studi sono molto importanti nella mia vita privata.</p><p>Un punto di debolezza che ho trovato è il metodo di insegnamento, a cui è sempre associato un voto. Non sempre questa è una cosa positiva, e molte volte gli si da troppo peso secondo me.</p><p>La scuola, oltretutto, non aiuta gli studenti ad approcciarsi al mondo del lavoro o dell’università. Tutte le scelte che ho preso per il mio percorso di studi e come primo approccio al lavoro le ho fatte autonomamente.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:21 UTC</pubDate>
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         <title>Giarduz Alberto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343505235</link>
         <description><![CDATA[<p>L’ esperienza scolastica ha sicuramente molti punti di forza e di debolezza.</p><p>Partendo dai punti di forza, credo che la cosa più importante che la scuola insegni è la capacità di organizzare il proprio studio in relazione con la vita di tutti i giorni, e questo ci responsabilizza e ci rende consci delle nostre potenzialità. Un altro punto di forza è che attraverso la scuola si impara a relazionarsi e a comunicare meglio con i nostri coetanei e con i nostri superiori. Inoltre io ritengo che il criterio della valutazione abbia un aspetto positivo in quanto ci aiuta a relazionarci con i nostri fallimenti e i nostri successi futuri.</p><p>Invece le debolezze sono diverse: innanzitutto credo che la scuola tenda a promuovere un’unica via per risolvere un problema, quando in realtà andrebbe promossa anche l’originalità e la capacità di creare un nuovo modo di risolvere questo problema, inoltre penso che un altro problema sia rappresentato dal fatto che a scuola si tende a minimizzare le differenze tra gli studenti piuttosto che sfruttare le loro potenzialità, che vengono spesso attenuate dal sistema scolastico.</p><p>Ma il problema più grande della scuola, che ho avuto nella mia esperienza, è l’insegnamento freddo e distaccato e disinteressato che viene esercitato dalla maggioranza degli insegnanti. Questo è un grande problema perché distoglie gli studenti da una materia ed è impossibile per loro appassionarsi ad essa.&nbsp; </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:42 UTC</pubDate>
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         <title>Benedetta Strippoli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343505389</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza: durante la scuola primaria tutti erano tenuti ad indossare il grembiule e in tenera età lo trovo corretto perché fa percepire che tutti i soggetti sono uguali non importa che abiti una famiglia può permettersi. Un altro punto di forza a mio parere sono tutte le iniziative extracurricolari che la scuola propone, specialmente alla scuola secondaria di secondo grado che mi hanno fatto conoscere molte e persone nuove e lati di mke che non conoscevo.</p><p>Punti di debolezza: personalmente ritengo in primo luogo utopica la "lettera" che i professori indirizzarono a noi studenti consigliandoci un determinato indirizzo da intreaprendere nel proseguire gli studi alla scuola secondaria di secondo grado e in generale la scelta. Ricordo che mi consigliarono  un indirizzo che non mi piaceva particolarmente; durante il periodo di gennaio del terzo anno quando bisognava iscriversi alla scuola in cui sarei andata a settembre dello stesso anno, scelsi di non seguire il consiglio dei miei professori e iscrivermi ad un indirizzo completamente diverso. La mia docente di matematica affermò che non sarei stata in grado di conseguire il diploma perché quella scuola era troppo "difficile" per me e che la presenza d molte ore di matematica (il che assurdo trattandosi di un istituto tecnico turistico) non era indicata per me. La morale della favola e che sono riuscita serenamente a conseguire il diploma e se tornassi indietro ripeterei la scelta che ho compiuto e l'idea che si fanno di noi i docenti non sempre è la più corretta. A mio avviso specialmente nel periodo delle "medie" un ragazzo non ha ancora chiaro il suo futuro e compiere una scelta così importante quale il percorso di studi dei cinque anni successivi determinanti per la futura carriera  è complicato. Non comprendo perché la società esige tutte persone organizzate al massimo con già un ideale futuro chiaro e preciso a soli 13 anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:39:48 UTC</pubDate>
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         <title>Irene Rampazzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Una delle principali carenze che a parer mio ha il sistema scolastico italiano è la didattica che è spesso troppo teorica e astratta, difficilmente applicabile al mondo del lavoro, non mi ha permesso di sviluppare le competenze pratiche necessarie. Personalmente ho sempre sentito il bisogno di approfondire ciò che ho studiato con un percorso universitario o con corsi professionali in modo da acquisire quelle competenze mancanti.</p><p><br></p><p>Un punto di forza può essere la puntualità che viene insegnata e punita se non rispettata, insegnando così una disciplina che è essenziale all’esterno del sistema scolastico.</p><p>Impartisce anche il rispetto per insegnanti e compagni, dei valori che servono per ogni buona relazione lavorativa e non.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:40:02 UTC</pubDate>
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         <title>Vianello Elisabetta</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343506135</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><ul><li><p>materie varie e su misura rispetto all’indirizzo di studio;</p></li><li><p>possibilità di venire a contatto con il mondo del lavoro;</p></li><li><p>possibilità di incontrare e confrontarsi con esperti in vari settori;</p></li></ul><p>Punti di debolezza:</p><ul><li><p>mancanza di personalizzazione in base al singolo studente e alle sue capacità di apprendimento;</p></li><li><p>limitata preparazione pratica causata dalla mancanza di laboratori;</p></li><li><p>elevata pressione sociale data dall’elevata aspettativa personale.</p></li></ul><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:40:32 UTC</pubDate>
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         <title>Lucrezia Marchetti </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343506798</link>
         <description><![CDATA[<p>I punti di forza e di debolezza dell’educazione della scuola italiana sono ovviamente fattori soggettivi, per quanto riguarda la mia esperienza personale devo dire che quest’ultima non è stata del tutto positiva, ma credo che, molte volte, siano stati anche i fattori negativi ad aver in qualche modo formato la persona che sono, più forte e più consapevole delle proprie capacità. <br><br></p><p>Dopo questa breve introduzione vorrei iniziare a parlare dei punti di forza del sistema scolastico italiano.</p><p>La scuola ti fa crescere, ti fa acquisire nuove conoscenze, ti fa sviluppare un pensiero critico e ti da la possibilità di metterti a confronto e affrontare ogni giorno “sfide” e soprattutto responsabilità, facendo aprire la mente ad un possibile mondo lavorativo futuro.</p><p>Grazie alla scuola si matura in quanto questa ultima porta allo sviluppo di una prima forma di autonomia.</p><p><br/></p><p>I punti negativi, detti anche di debolezza, secondo il mio punto di vista molte volte prendono il sopravvento.</p><p>Il sistema scolastico Italiano ha un metodo di insegnamento il quale mira non tanto alle competenze, ma bensì ai risultati.</p><p>Molte volte, forse sempre, la mia istruzione è stata basata, in primis da me stessa, su i fattori sopracitati e penso che questo sia molto sbagliato.</p><p><br/></p><p>Un altro fattore negativo riguarda il metodo di insegnamento poco elastico, con molte lezioni frontali e poca attenzione alla problem-solving, fattore secondo il mio punto di vista fondamentale per un ipotetico approccio al mondo del lavoro, ma in primis alla vita di ogni singola persona.</p><p><br/></p><p>Quando dico che i fattori negativi mi hanno fatto crescere mi riferisco al fatto che grazie a questi sono diventata più consapevole delle capacità che detengo e sopratutto della persona che sono, arrivando alla consapevolezza che tutti siamo diversi e quindi riassumendo che non è il voto a dire se nella vita una persona avrà successo o meno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:41:11 UTC</pubDate>
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         <title>FILIPPO ANDREONI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343506881</link>
         <description><![CDATA[<p>CAMBIARE I PARADIGMI DELL’EDUCAZIONE</p><p>PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA DI ESPERIENZE DI EDUCAZIONE</p><p>Il sistema di educazione nelle scuole italiane, per esperienza, è un’arma a doppio</p><p>taglio.</p><p>Non sono in grado di definire la percentuale di cose positive o di quelle negative,</p><p>ma so per certo, che il mio bagaglio personale non smarrirà mai le esperienze</p><p>passate in quegli anni, che mi hanno portato dove sono ora, in un percorso che sta</p><p>sbocciando in quello che sarà il mio futuro.</p><p>Prendendo in considerazione il lato postivo, si può dire che l’istruzione abbia</p><p>consolidato negli attuali ragazzi/e, una volta bambini/e, un tipo di educazione solida,</p><p>inclini a finire i compiti nel limite di tempo stabilito, di rispettare l’insegnante e i</p><p>compagni.</p><p>Rimanendo in tema compagni, ci ha insegnato a convivere con il nostro compagno</p><p>di banco, di costruire legami che sfociano in amicizie interminabili.</p><p>Come diceva Nietzsche, la cultura è dannosa quando è nozionistica, ovvero quando</p><p>la si impara a memoria, io sono dell’idea che una materia di debba prendere,</p><p>coinvolgere, travolgere da un treno di emozioni che ti facciano appassionare di una</p><p>determinata cosa.</p><p>Non dico che tutte le materie debbano suscitare tutto questo, ma dico che il primo</p><p>passo dev’essere fatto dal professore/professoressa. Dev’essere in grado di saperti</p><p>prendere e trasmettere l’amore che lui ha per la sua materia, come se la stesse</p><p>imparando per la prima volta.</p><p>Ritengo che il sistema debba essere quindi un percorso collettivo, più collaborativo</p><p>e comprensivo, non una punizione all’imminente errore, ma una crescita personale</p><p>in grado di istruirti alla sopravvivenza del domani.</p><p>Riprendendo il discorso del film sulla comparazione, sono d’accordo che il sistema</p><p>andrebbe cambiato. Modificato. Migliorato. Per un futuro migliore, per persone</p><p>migliori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:41:17 UTC</pubDate>
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         <title>Furlanetto Diego</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343507041</link>
         <description><![CDATA[<p>Il punto più critico evidenziato a partire specificatamente dalle scuole medie in avanti è stata la didattica che quasi sempre si è basata su un un tipo di insegnamento frontale non approfondendo e considerando il lato umano. Sembrava che il fine ultimo degli insegnanti fosse quello di fare il proprio lavoro sperando che le nozioni venissero studiate e poi ripetute in classe senza sviluppare un senso critico e senza esprimere propri pensieri. Per anni ho pensato che dovessi studiare per il dovere di farlo e non per il gusto di imparare qualcosa che nel futuro mi sarebbe potuto servire. Il metodo per quanto mi riguarda è da rivedere, non è concepibile che si valorizzi più uno studio basato sulla memoria e sulla quantità piuttosto che sulla qualità e la capacità di rielaborazione. Ovvio che di base il lessico e le conoscenze della materia devono essere apprese ma è giusto che&nbsp; si dia spazio anche a proprie interpretazioni.</p><p>Non si esce mai dagli schemi, non viene fatto un lavoro a 360 gradi, quello che importa è solo il voto finale ai professori e questo si percuote sugli studenti che si sentono giudicati in base al voto che prendono non alla persona che sono o da quanto hanno appreso.&nbsp;</p><p>I punti di forza sono da ricercare nella capacità di qualche figura di fare del proprio lavoro una passione e di trasmetterla, nella forza a far rispettare le regole (non sempre sensate) e nella capacità di trasmettere rispetto reciproco tra adulti e coetanei.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:41:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Marco Squeglia </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343507630</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza scolastica non posso dire che sia stata formativa. Parto col dire che la scelta della scuola superiore non è avvenuta da me, ma da mia madre. Anche se inizialmente può sembrare una cosa negativa, in realtà non lo è. Alla fine fare quella scuola è stato un bene.</p><p>Nel corso dei cinque anni ho capito molte cose, una tra le principali è il fatto che quello che stavo studiando non era adatto a me; questo pensiero lo metabolizzai alla fine della quarta superiore, perciò non ero più in tempo per cambiare scuola; così decisi di finirla lo stesso per poi proseguire gli studi con qualcosa che mi interessasse davvero. Questo mi ha aiutato molto nel sviluppare una forte determinazione e consapevolezza nei miei obbiettivi.&nbsp;</p><p>Grazie alla scuola superiore ho appreso come relazionarmi con le persone più adulte, devo ammettere che nel corso degli anni ho avuto molti diverbi con i professori o persone che ricoprivano un ruolo superiore al mio. Ciò mi ha aiutato a capire le enormi divergenze su molti aspetti, tra noi giovani e gli adulti, come l’educazione e il rispetto.</p><p>Questi due punti posso essere interpretati come negativi e di fatto lo sono stati per me. Mi sono sempre trovato in un contesto in cui non mi sembrava di essere capito, dove difficilmente ricevevo una buona dose di apprendimento, se non dagli amici o compagni di classe. Questo mi ha portato a mettere in secondo piano la scuola e viverla come un vero e proprio obbligo: andavo a scuola perché ci “dovevo” andare, studiavo perché “dovevo” studiare; tutti imperativi imposti dai genitori, professori e dalla società in cui ci troviamo.&nbsp;</p><p>Dalla quinta superiore in poi sapevo che i miei obbiettivi erano tutt’altri che quelli consigliati dai professori, genitori o dalla società, pensavo solo a finire la scuola con il minimo sforzo.&nbsp;</p><p>Non ho mai provato alcun tipo di gratificazione o soddisfazione nel ricevere un buon voto o fatto una cosa giusta in ambito scolastico. Non ho mai capito la sensazione di faticare per un buon voto per poi sentirsi appagati, lo trovavo inutile, come una cosa che non mi appartenesse. Questo mi portò anche a disprezzare o non trovarmi conforme a tutti quei compagni di classe che si comportavano così, e successivamente ciò si trasformò in un distaccamento emotivo da tutto l’ambiente scolastico.</p><p>Fortunatamente alla fine sono uscito dalle superiori e sono contento di aver superato tutto questo.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:41:56 UTC</pubDate>
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         <title>Carniel Kristel</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343508904</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno dei principali punti di debolezza della struttura scolastica è il modo in cui la valutazione delle capacità degli studenti che genera paura di fallire, portando spesso a stati d’ansia e al “rifiuto” di alcune materie. Successivamente l’interazione con i docenti sarebbe stata fondamentale, ma molti insegnanti nel mio percorso erano più concentrati sul terminare la lezione e andarsene piuttosto che assicurarsi che gli studenti avessero realmente compreso gli argomenti trattati. Infine, il sistema di valutazione oggettiva mi ha fatto credere più volte di essere nel posto sbagliato anche se davo il mio massimo.</p><p>positivo:condividendo gran parte del nostro tempo con i compagni sicuramente si sono creati legami forti, portati poi anche fuori, la scelta della mia scuola superiore inoltre mi ha sicuramente preparato al mondo del lavoro, all’organizzazione nella suddivisione dei compiti e della puntualità. Come ultima cosa, sicuramente mi ha preparato a avvenimenti inaspettati, dove fortunatamente potevo rimediare imparando dai miei errori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:42:55 UTC</pubDate>
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         <title>Magoga Jessica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343509032</link>
         <description><![CDATA[<p>Basandomi sulla mia esperienza scolastica dalla suola primaria ad oggi riscontro i seguenti punti di debolezza e di forza del sistema scolastico:</p><ul><li><p>Il primo punto di debolezza del sistema scolastico, secondo me, è il fatto che gli studenti vengano divisi in base alla loro età. A mio parere il sistema scolastico dovrebbe prevedere una divisione in base alle capacità di ognuno permettendo anche a coloro che sono nati alla fine dell’anno di avere le stesse opportunità degli altri. A mio parere questa differenza (nati a gennaio e nati a novembre), soprattutto nei primi anni di scuola primaria, ha un grande peso. Un secondo punto i debolezza che riscontro è il fatto che gli studenti, fin da subito, siano costretti a raggiungere dei livelli precisi entro dei termini prestabiliti. Secondo me, basandomi sulla mia esperienza, ogni studente è capace di raggiungere determinati obiettivi ma ognuno ha i propri tempi. Alcuni sono più rapidi e apprendono con facilità mentre altri hanno bisogno di più tempo.</p></li><li><p>Un punto di forza che ho potuto riscontrare nel sistema scolastico è il fatto che molti dei miei docenti erano appassionati del loro lavoro e trasmettevano questa passione anche agli alunni rendendo le lezioni piacevoli e appassionanti.<br>Un altro punto di forza è il fatto che la scuola mi ha permesso di instaurare rapporti duraturi con le persone che ho conosciuto al suo interno.<br></p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:43:02 UTC</pubDate>
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         <title>Bettiol Giada</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343509439</link>
         <description><![CDATA[<p>Punti di forza:</p><ul><li><p>Mi ha aiutato a comprendere meglio i miei interessi, ad organizzarmi e a gestire al meglio le tempistiche.</p></li><li><p>Sviluppo abilità di leadership e team working.</p></li><li><p><br/></p></li></ul><p><br></p><p>Punti di debolezza:</p><ul><li><p>con la scuola dell’obbligo ho riscontrato delle criticità dal punto di vista delle relazioni sociali, in quanto le lezioni erano principalmente frontali e povere di situazioni che favorivano lo sviluppo di relazioni o scambi comunicativi.&nbsp;</p></li><li><p>Durante le attività di gruppo, non c’era un’equa distribuzione del lavoro, andando così a creare una voragine fra persone che si impegnano e persone indifferenti al tema interessato.</p></li><li><p>eccessiva criticità di giudizio e talvolta pochi consigli su come migliorare.</p></li><li><p>argomenti limitati&nbsp;</p></li><li><p>forte competizione</p></li><li><p>memorizzazione a memoria degli argomenti da studiare</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:43:27 UTC</pubDate>
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         <title>Pasini Angelica</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza scolastica è stata nel complesso positiva</p><p>Punti di forza: disponibilità all’ascolto di esigenze personali,</p><p>Relazione continua con i miei coetanei e non solo, sviluppo di competenze in base alle attitudini personali, presenza di attività extracurricolari, libertà di scelta tra vari percorsi formativi, possibilità di lavorare in gruppo e la creazione di reti sociali.</p><p>Punti deboli/criticità:</p><p>Poca umanità da parte di alcuni professori, non considerare le tempistiche della classe con l’unico obiettivo di concludere il programma scolastico, approccio al mondo del lavoro quasi assente</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:44:04 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Leka</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La scuola sicuramente ha offerto tanti vantaggi, ma ha anche delle mancanze. Da un lato, c’è una base di conoscenze importanti, sviluppiamo le nostre idee, discipline e metodi di studio ecc. Ci permette di socializzare e interfacciarci con i nostri coetanei, e non. Uscire dalla sfera familiare e approcciare con altre persone esterne vanno a costruire in parte il nostro carattere e la nostra testa, appunto grazie alle influenze diverse.&nbsp; Inoltre, può aprire molte opportunità per il futuro, soprattutto se si prosegue con studi superiori o universitari, ma non è sempre così in realtà.&nbsp;</p><p>Dall’altro, spesso è troppo teorica e poco pratica, preparando poco al mondo del lavoro ma in generale alla vita reale. Penso che la scuola oltre a prepararti per una futura professione debba prepararti a vivere, conoscere tutto quello che riguarda il mondo economico, tasse, contratti, e strumenti, (che se siamo fortunati ci insegnano i genitori o eseguono direttamente loro quelle determinate operazioni). Se siamo soli è molto più difficile acquisire quelle determinate conoscenze. (a parer mio sapere le teorie filosofiche e non saper essere in grado di leggere una busta paga o gestire operazioni finanziarie&nbsp; o documenti individuali, è una grave carenza, e purtroppo a meno che tu non faccia una scuola di tipo economica dovrai arrangiarti). Per quanto riguarda i metodi di valutazione possono essere rigidi e non sempre adatti a tutti gli studenti, talvolta il voto fa la persona e penso che in parte sia un concetto sbagliato e di conseguenza rende il sistema scolastico stressante, con molta pressione su voti ed esami.</p><p>In generale, la scuola è fondamentale, ma potrebbe essere migliorata con un approccio più pratico e flessibile, che tenga conto delle esigenze di ogni studente, che sia interattiva e che abbia un approccio più esteso sulle competenze utili e fuori dal mondo del lavoro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:44:14 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Sguotti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343510371</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Punti di forza:</strong></p><p>La scuola è un’istituzione che a parer mio ti aiuta e ti prepara al vivere nella società moderna. Frequentandola per diversi anni ci sono diversi punti di forza: ti trasmette diverse culture, non soltanto quella del proprio paese ma anche quella di latri, permettendoti quindi di poter conoscere e poter di conseguenza sviluppare il tuo pensiero riguardo al mondo. Ti insegna quali sono i valori corretti e quali quelli considerati sbagliata. Ti aiuta ad organizzare la tua vita, attraverso orari, compiti, esercitazioni. È molto utile anche per il fatto che ti permette di entrare in relazione con persone che posso essere diversi da te, dalle tue idee o dai tuoi comportamenti e quindi ti aiuta a sviluppare una forma di accettazione e rispetto verso le opinioni e comportamenti altrui e inoltre ti permette di sviluppare un forte pensiero critico in base a quello che vedi, vivi e studi. Ti sprona poi sempre ad impegnarti e a migliorarti costantemente per arrivare ad ottenere come ricompensa dei voti alti. Ti porta quindi ad essere sempre competitivo e soprattutto corretto nei confronti negli altri. Ti insegna anche che non puoi sempre agire solo nel tuo interesse e ma bisogna anche pensare agli altri, dato che le vittorie o le sconfitte non sono sempre individuali. Ti permette poi di vivere momenti indimenticabili che ti porterai dietro nei ricordi per sempre. Ti aiuta poi a saper gestire le emozioni in momenti di pressione. È fondamentale poi per poter sviluppare un’organizzazione corretta ed omogenea del tempo.</p><p><strong>Punti di debolezza:</strong></p><p>Come primo punto di debolezza è il fatto che ti definisce in base al voto che prendi e non in base alla persona che sei, portandoti quindi in alcuni casi a non credere in te, a non sentirti adatto e a volte a sentirti stupido quando invece non è così. La continua ricerca di vittoria a volte porta alla distruzione di amicizie o all’eliminazione di altre attività per concentrarsi singolarmente su di essa. Continuando poi la scuola, essendo molto metodica, non incentiva molto alla creatività anzi, la cerca di eliminare dalla tua persona per fare in modo che te possa agire sempre in modo “matematico” e razionale. La scuola crea anche antipatie e provoca molta ansia, soprattutto da prestazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:44:17 UTC</pubDate>
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         <title>Riccardo Palazzo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343511451</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza scolastica ha avuto due momenti distinti, poiché ho frequentato sia la scuola italiana che quella americana (durante le elementari). Ho riscontrato lati positivi e negativi in entrambe le esperienze. La scuola italiana ha avuto alcuni aspetti positivi, in quanto mi ha insegnato un buon metodo di studio e tende a essere molto approfondita negli argomenti, fornendomi molte conoscenze. Tuttavia, ci sono anche dei lati negativi: la scuola italiana spesso considera un fallimento chi ottiene risultati negativi o prende brutti voti. Nella mia esperienza, questo ha spesso generato più paura che voglia di imparare, e il pensiero si concentrava più sul voto che sul contenuto della materia. Inoltre, l’educazione italiana a volte presenta difficoltà con i professori, che non sempre riescono a gestire gli studenti o a insegnare in modo efficace. Molti insegnanti, invece di aiutare chi è in difficoltà con una materia, tendono a peggiorare la situazione.</p><p>La scuola americana, invece, presenta molti lati positivi. Ad esempio, tende a seguire meglio gli studenti, con molte attività di gruppo che favoriscono la socializzazione, una valutazione meno rigida rispetto alla scuola italiana e una maggiore attenzione ai bisogni degli studenti. Tuttavia, uno degli svantaggi è che gli argomenti vengono trattati in modo più superficiale e parziale, senza una preparazione approfondita come in Italia.</p><p>Nonostante questo, sceglierei comunque la scuola americana. Sebbene non offra la stessa preparazione completa della scuola italiana, riesce a stimolare una maggiore voglia di imparare. L’approccio più rilassato e il minore peso attribuito ai voti rende lo studio più piacevole e invoglia ad approfondire autonomamente gli argomenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:45:08 UTC</pubDate>
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         <title>Leonardo Gottardo </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343511696</link>
         <description><![CDATA[<p>Rispetto alla mia formazione scolastica, ritengo che uno degli aspetti più problematici sia la carenza di stimoli creativi, che, secondo il mio punto di vista, porta a una notevole limitazione del pensiero e a una sua progressiva "spegnimento". L'approccio prevalentemente frontale dell'insegnamento non favorisce una vera esplorazione critica delle idee e spesso non tiene conto delle difficoltà individuali degli studenti, che si trovano a dover affrontare un sistema educativo che premia uniformità e conformità, piuttosto che l'originalità. Inoltre, il continuo paragone tra gli studenti, attraverso classifiche e valutazioni comparative, può risultare demoralizzante, trascurando il benessere emotivo degli individui e minando la fiducia in sé stessi di molti.</p><p>Un aspetto positivo della scuola tradizionale è l'insegnamento della gestione del tempo e dell'organizzazione, competenze che si rivelano utili nella vita quotidiana. Tuttavia, è significativo notare che, nonostante i cambiamenti radicali che la società ha subito nel corso degli anni, il sistema scolastico sembra essere rimasto invariato, il che solleva interrogativi su quanto questo approccio possa essere effettivamente in linea con le esigenze di un mondo in continua evoluzione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:45:21 UTC</pubDate>
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         <title>Porziani Alessia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343512129</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante la mia esperienza scolastica ho imparato a sviluppare delle relazioni, sia con coetanei sia con persone superiori a me, ho avuto modo di esprimere le mie opinioni e ascoltare le opinioni altrui, con la possibilità di condividerle o meno.</p><p>Inoltre durante il mio percorso ho assodato dei concetti di cultura di base, che nel corso degli anni sono stati affrontati in maniera sempre più approfondita, ho sviluppato la curiosità e ho appreso che determinate regole si seguono per la buona convivenza all’interno di un gruppo.</p><p>Allo stesso tempo il nostro sistema permette poca possibilità di espressione al di fuori dei limiti determinati dalla società, inoltre ci prepara poco, se non per nulla, in ambiti che escono dalle materie scolastiche, non vengono mai affrontati alcuni argomenti che potrebbero essere utili al termine della scuola dell’obbligo, mentre vengono ripetuti più volte argomenti nel corso degli anni che spesso sono fine a se stessi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:45:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Vittoria Da Re </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343513740</link>
         <description><![CDATA[<p>Ritengo che il mio percorso di studi mi abbia aiutato ad acquisire consapevolezza e sicurezza individuale ed una conseguente predisposizione allo studio accademico. Penso dunque di aver ricevuto una buona preparazione a livello di conoscenza di cultura generale. Tuttavia l’educazione che ho ricevuto a scuola mi ha portato anche ad essere una persona spesso insicura, spaventata dal fallimento, causato da un’eccessiva tendenza al perfezionismo imposto dal modello educativo italiano . L’incessante bisogno di raggiungere la perfezione ha spesso causato una forma di competizione tra i compagni delle mie classi e dunque una mancanza di collaborazione durante i lavori di gruppo. Penso che il modello scolastico italiano imponga dei canoni spesso irraggiungibili e porti molti studenti a non sentirsi abbastanza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:47:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giulia Berton</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343515628</link>
         <description><![CDATA[<p>I punti di forza che la scuola mi ha dato durante il mio percorso scolastico sono molteplici. Innanzitutto, mi ha permesso di sviluppare un grande senso di appartenenza e d'identità grazie alla forte connessione di base con la cultura, la storia e la tradizione del paese. Inoltre, la mia scuola, in quanto indirizzata maggiormente verso le discipline umanistiche, educa gli studenti nello sviluppo di capacità critiche e analitiche per favorire la comprensione dei fenomeni sociali, politici e culturali.&nbsp;</p><p>Un’altro punto di forza della mia scuola è che lavora strettamente con i temi dell'inclusione e dell'accoglienza verso gli studenti che hanno più difficoltà.&nbsp;</p><p>Infine, fin dal primo anno, i professori hanno instaurato un rapporto di relazione reciproca tra scuola e famiglia così da rendere partecipi i genitori sulla situazione scolastica del figlio e creare, così, una comunità educativa coesa.&nbsp;</p><p>Tra i punti di debolezza, secondo il mio parere, ci rientra la rigidità del programma scolastico in quanto questo limita la possibilità di personalizzare l’insegnamento in base alle esigenze e agli interessi degli studenti. Inoltre, in alcuni casi, la formazione continua degli insegnanti era insufficiente, con una mancanza di aggiornamenti sulle nuove tecnologie educative.&nbsp;</p><p>Infine, un altro punto debole della mia scuola era la poca prestazione pratica nelle lezioni e negli argomenti trattati e il poco supporto per quanto riguarda l’orientamento professionale e le scelte lavorative o universitarie future.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:48:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pandrin Sofia </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343521162</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel corso del mio percorso formativo ho potuto notare diversi punti positivi e negativi. Come aspetti positivi mi ha permesso di relazionarmi con persone diverse. Maggiore attenzione agli studenti con BES e disabilità, grazie all’uso di strumenti di supporto come il PDP,PEI, che permettono un percorso più inclusivo e su misura. Poi nel corso degli anni abbiamo iniziato ad&nbsp; utilizzare strumenti come lim&nbsp; che rendono le lezioni più interattive e coinvolgenti. Ho notato poi crescendo e studiando presso un liceo delle scienze umane come ci sia stata una didattica più personalizzata, con maggiore attenzione alle esigenze individuali degli studenti e possibilità di percorsi flessibili.Durante il mio percorso formativo abbiamo adottato delle metodologie innovative come il cooperative learning o il flipper classroom.</p><p>Gli aspetti negativi che ho notato sono stati una poca continuità nel percorso formativo. Il sistema scolastico è principalmente incentrato sulla memorizzazione di nozioni, anziché nell’aiutare a sviluppare un pensiero critico valorizzando la creatività. Scarsa valorizzazione dell’individuo e delle sue capacità, con un sistema che premia principalmente il rendimento scolastico piuttosto che il talento e il potenziale dello <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://studente.Il">studente.Il</a> sistema di valutazione basato sui voti, che può portare gli studenti a identificarsi con un numero.Difficoltà nell’integrare conoscenze teoriche e pratiche.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 11:53:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Federica Gheller</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343542863</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><br/></p><p>Rispetto all’educazione formale scolastica nel mio caso spesso la differenza l'ha fatta il singolo professore. Ho avuto alcuni insegnanti molto competenti, che ci tenevano alla loro materia e di conseguenza cercavano di trasmetterla al meglio a noi studenti, attraverso riflessioni, confronti e non limitandosi solo ai libri e al programma che bisognava seguire.</p><p>Non tutti però erano così, spesso i concetti si riducevano a un unico punto di vista, l’obiettivo era solo concludere il programma e non verificare se effettivamente fosse chiaro. Inoltre la scuola ha sempre lasciato poco spazio all’applicazione pratica, focalizzandosi in particolare sugli aspetti teorici, facendomi percepire una distanza tra ciò che studiavo e la realtà. Per quanto riguarda il sistema di valutazione, il voto ha sempre avuto un grande peso, da un lato rappresentava un riconoscimento del mio impegno, però dall’altro mi ha sempre creato molta pressione e ansia, portandomi a volte a misurare il mio valore personale in base ai risultati ottenuti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 12:13:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Alice Masetto </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3343792337</link>
         <description><![CDATA[<p>Le mie esperienze scolastiche sono state radicalmente diverse in base al grado di istruzione. </p><p><br/></p><p>Punti a favore: </p><ul><li><p>Il mio livello culturale è alto. </p></li><li><p>Ho imparato fin da subito a rispettare regole specifiche, anche severe. </p></li><li><p>La severità nella valutazione degli ambienti in cui ho studiato hanno permesso che imparassi a studiare tanto materiale in modo preciso, in un periodo di tempo limitato. </p></li><li><p>Ho scoperto passioni in ambiti che non conoscevo, grazie non solo ai professori ma anche alla relazione con i miei compagni. </p></li><li><p>La necessità di studiare quantità di argomenti importanti in breve tempo mi ha fatto sviluppare la mentalità del “tanto devo farlo per forza, non ho alternativa”. Può essere una cosa negativa, però mi aiuta a non procrastinare e a non rinunciare davanti alle sfide. </p></li><li><p>So di saper lavorare bene da sola, perché è quello che mi è sempre stato insegnato. </p></li></ul><p>Punti a sfavore:</p><ul><li><p>La severità. Questo è stato un problema per me nel modo di stare in classe e vivere le lezioni: mi piace muovermi e parlare, e mi annoio se non c'è interazione con chi spiega. Il metodo delle mie insegnanti prevedeva monologhi costanti da parte loro, e regole severe di comportamento nei confronti degli studenti. Regole che ho imparato a rispettare, ma che avrei preferito evitare. Imparo meglio in altri modi, me ne sono accorta al liceo perché nessuno prima mi aveva parlato di un'opzione del genere.  </p></li><li><p>Le valutazioni troppo severe non rispecchiavano la reale performance data, e studiare da 10 per prendere 7 porta a demotivarsi. </p></li><li><p>Le valutazioni mediocri che ho ricevuto mi hanno abbassato l’autostima, per un periodo. </p></li><li><p>Non avevo tempo di fare nulla di diverso dallo studio. </p></li><li><p>Forse se non fossi stata abituata in questo modo, sarei più brava nel lavoro di gruppo. </p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-26 15:09:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Claudia Bortoluzzi</title>
         <author>claudiabortoluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3440225412</link>
         <description><![CDATA[<p>La scuola è un luogo dove, idealmente, si dovrebbero apprendere non solo nozioni, ma anche valori, metodo, spirito critico e curiosità. Personalmente, considero la scuola un ottimo strumento per arricchire la mente, in quanto offre delle basi per comprendere la realtà che ci circonda e costruisce le fondamenta per il nostro futuro.</p><p>Tuttavia non mancano gli aspetti negativi. Uno dei principali che ho riscontrato riguarda alcuni professori che, purtroppo, sembrano aver perso la passione per il loro lavoro e questo oltre che essere visibile, si riflette non solo nella qualità delle lezioni, ma anche nell’atmosfera che si crea in classe. Secondo la mia esperienza questa mancanza di entusiasmo e di empatia ha spesso generato ansia nella mia classe, anziché stimolare interesse e partecipazione. </p><p>Trovandomi ora in un contesto universitario posso dire che ritrovo delle differenze su questo aspetto rispetto alle scuole superiori. Qui i docenti, nella maggior parte dei casi, dimostrano una forte passione per le proprie discipline e questo entusiasmo lo trovo contagioso a tal punto da invogliarmi ad imparare e naturalmente rende le lezioni più coinvolgenti.</p><p>Detto questo, secondo me, il sistema scolastico è gestito di per sé in modo poco efficace e spesso si punta più sulla quantità dei contenuti che sulla qualità dell’insegnamento. Inoltre, la scuola è ancora troppo orientata verso la valutazione e la competizione, piuttosto che sulla crescita individuale e sul potenziamento delle diverse intelligenze e capacità personali.</p><p>Nonostante tutto, trovo che resti un contesto davvero utile, non solo per acquisire conoscenze, ma anche per confrontarsi con gli altri e prepararsi ad affrontare il mondo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-07 16:10:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Vittoria De Vivo </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3443448528</link>
         <description><![CDATA[<p>L’educazione scolastica è stata un percorso che ha contribuito in maniera significativa alla mia crescita personale: mi ha insegnato a confrontarmi con gli altri, a lavorare in gruppo, a collaborare per raggiungere obiettivi comuni e a condividere idee, punti di vista ed emozioni. </p><p>A scuola ho imparato l’importanza di rispettare le regole, di comprendere i ruoli – sia quelli degli insegnanti, sia quelli degli altri studenti – e di trovare il mio posto all'interno di un sistema</p><p>Tra gli aspetti positivi più evidenti c’è proprio la possibilità di sviluppare competenze relazionali e sociali che vanno oltre le materie scolastiche: il dialogo, l’ascolto, la responsabilità. </p><p><br/></p><p>Tuttavia, non sono mancati gli aspetti negativi. </p><p>Uno dei più forti è stato il senso di esclusione, vissuto in certe dinamiche di gruppo o nel sentirsi "diversi" dagli altri per gusti, modi di essere o livelli di apprendimento. A volte ho percepito una pressione eccessiva legata ai voti, come se il mio valore si misurasse solo in numeri, e questo ha generato insicurezza, ansia da prestazione e paura di sbagliare. Purtroppo, questo è un aspetto che molte persone condividono: l’educazione tende ancora troppo spesso a valutare la performance, piuttosto che il processo o il potenziale individuale.</p><p>In generale, la scuola può essere uno spazio di opportunità ma anche di etichette; può formare, ma anche limitare. Il suo impatto dipende molto da come viene vissuta, da chi ci accompagna in quel percorso e da quanto viene dato spazio alla libertà, alla creatività e all’unicità di ognuno di noi</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 11:19:18 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Francescato </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3470742418</link>
         <description><![CDATA[<p>Il video di Ken Robinson mette in evidenza l'urgenza di ripensare il sistema scolastico, che è ancora troppo ancorato a modelli del passato e poco in sintonia con il mondo attuale. Robinson critica un'educazione che si basa sulla standardizzazione, soffocando la creatività, penalizzando le differenze e concentrandosi solamente su valutazioni e nozioni teoriche. </p><p>Pensando al mio percorso scolastico, mi sono ritrovata in molti passaggi. Ho vissuto un'istruzione spesso rigida, focalizzata più sul "completare il programma" che sul comprendere davvero. In molte occasioni, mancava spazio per l'espressione personale, il lavoro di gruppo o lo sviluppo delle competenze trasversali. </p><p>D'altra parte, ho avuto la fortuna di incontrare alcuni insegnanti che andavano oltre le pagine del libro, stimolando il pensiero critico e la partecipazione attiva. Quei momenti mi hanno fatto capire quanto sia fondamentale un'educazione che non si limiti a trasmettere contenuti, ma che guidi gli studenti nella scoperta di sé stessi e del proprio potenziale. </p><p>Cambiare i paradigmi dell'educazione, come afferma Robinson nel video, significa proprio questo: creare una scuola più flessibile, inclusiva e centrata sulla persona. Una scuola che non prepari solo all'esame, ma alla vita. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-28 08:42:01 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Gasparin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3477240826</link>
         <description><![CDATA[<p>Ho sempre fatto parte di quella che veniva definita “la classe più problematica dell’istituto”: la classe che nessuno voleva portare in gita, quella di cui tutti si lamentavano, quella a cui i progetti di PCTO venivano lasciati a metà perché “non ce lo meritavamo”.</p><p><br/></p><p>Nonostante tutto, nel mio percorso scolastico ho apprezzato le informazioni e le nozioni che ho acquisito. Ritengo che il sistema di valutazione numerica, se usato correttamente, possa essere uno strumento utile: non per confrontarsi con gli altri bensì per valutare i propri progressi e i propri fallimenti.</p><p>Credo però che sia necessaria una revisione dei programmi scolastici, soprattutto nella distribuzione degli argomenti. In storia, ad esempio, ho studiato i Fenici e l’Impero romano alle elementari, alle medie e alle superiori, ma sono arrivata a malapena a studiare la Seconda guerra mondiale. Eppure, conoscere il passato più recente ci aiuta a comprendere il presente e ad affrontare con maggiore responsabilità il futuro, per diventare cittadini consapevoli.</p><p><br/></p><p>Una costante del mio percorso scolastico è stata la rotazione continua dei docenti: non ho mai avuto gli stessi insegnanti per più di uno o due anni. Questo mi ha insegnato ad adattarmi a metodi e personalità sempre nuove, sviluppando autonomia e flessibilità.</p><p>Tuttavia, questa instabilità, unita alla reputazione negativa della mia classe, ha reso difficile creare rapporti di fiducia. Spesso mancava l’ascolto e la responsabilità dei comportamenti ricadeva su di noi, come se spettasse agli studenti controllare chi non rispettava le regole. Ma è davvero giusto chiedere a dei ragazzi di gestire situazioni che richiederebbero invece l’intervento e la guida degli adulti? Non dovrebbe essere compito degli adulti — insegnanti ed educatori — accompagnarci nella nostra crescita come cittadini responsabili?</p><p><br/></p><p>A scuola ho imparato tanto, ma se non avessi avuto altri contesti di riferimento al di fuori, forse il messaggio principale che avrei tratto è che chi non rispetta le regole viene spesso giustificato, o persino premiato.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-03 10:33:20 UTC</pubDate>
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         <title>Jessica M Konan</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3480527684</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia esperienza scolastica può essere definita "normale", nel senso che ho vissuto un percorso abbastanza lineare e comune a molti studenti. Uno degli aspetti più positivi di questo percorso è stato sicuramente l’incontro con professori preparati e disponibili, capaci di trasmettere le conoscenze in modo chiaro e facile da capire per tutti. Questo ha fatto la differenza, perché sentirsi seguiti e compresi aiuta ad affrontare lo studio con maggiore motivazione e sicurezza.</p><p>Tuttavia, ci sono stati anche aspetti negativi, soprattutto durante il periodo delle scuole medie. In quegli anni abbiamo cambiato spesso professori in quasi tutte le materie, e questo ha generato una certa instabilità. Per degli studenti che stanno attraversando un’età delicata come quella adolescenziale, la mancanza di continuità può causare confusione, rendendo più difficile trovare un punto di riferimento e costruire un rapporto di fiducia con i docenti.</p><p>Ricollegandomi al video di Ken Robinson, trovo che la sua critica a un sistema scolastico troppo standardizzato sia particolarmente importante. La mia esperienza, pur essendo nel complesso positiva, riflette comunque alcuni limiti del modello tradizionale. Il continuo ricambio dei docenti, ad esempio, è sintomo di una struttura poco attenta alla dimensione umana e relazionale dell’insegnamento. Robinson sottolinea l’importanza di valorizzare la creatività e l’individualità di ogni studente e credo che un cambiamento sia necessario: non solo nei contenuti o nei metodi, ma nel modo stesso in cui concepiamo la scuola e il ruolo dei professori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-05 14:39:56 UTC</pubDate>
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         <title>Angela Giavazzi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Punti deboli/criticità:</p><p>La mia scuola era una scuola di certo impegnativa, che non lasciava spazio a tempo extra da dedicare ad impegni o a passioni personali, nonostante i professori affermassero il contrario. Tanti compiti per casa, tante verifiche, tante interrogazioni, tanto materiale e poco tempo per respirare. Tutto ciò motivando il fatto che all'università altrimenti non saremmo arrivati pronti. Ci sono state molte occasioni dove diverse ingiustizie non sono state considerate oppure lasciare scorrere perché riguardavano un certo elemento della classe piuttosto che un altro. Preferenze ce ne sono state sempre. Io e il mio gruppo classe, dunque, non abbiamo mai avuto davvero un'armonia di gruppo che portasse un equilibrio sano all'interno delle mura scolastiche. Gli aspetti negativi oltre a quelli citati è che ho pochi ricordi sereni delle superiori e quelli che ho riguardano principalmente l'ultimo anno dove ho incontrato delle persone che  mi hanno permesso di vivere più serenamente ogni giorno 6 ore di lezioni. Credo che l'ambiente scolastico dovrebbe essere stimolante, motivante e formativo anche e forse soprattutto a livello personale. Dovrebbe essere un luogo di incontro, confronto e ascolto. I ragazzi passano la maggior parte delle ore a scuola quindi secondo il mio punto di vista la quantità di materiale da spiegare dovrebbe essere bilanciato con i compiti e la quantità di studio che poi deve affrontare lo studente. La scuola inoltre dovrebbe dare più tempo agli studenti di svolgere il materiale che solitamente è per casa, a scuola in modo tale da permettergli di avere tempo libero da investire come il ragazzo meglio crede.    </p><p>Punti di forza:</p><p>L'aspetto positivo che potrei trovare è che ho imparato ad essere disciplinata e a portare a termine sempre ciò che mi viene chiesto e ho imparato a tollerare grandi dosi di stress. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-16 07:52:35 UTC</pubDate>
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         <title>Serena Lucatello</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Da un lato, ho avuto la fortuna di sviluppare competenze come il lavoro di squadra, la gestione dello stress e la capacità organizzativa. La scuola mi ha aiutato soprattutto a diventare più responsabile.</p><p>Tra gli svantaggi sicuramente la didattica frontale, la valutazione che si è spesso basata solo sulla memoria e il conseguente occhio di riguardo da parte degli insegnanti per coloro che ricevevano voti più alti. </p><p>Cambiare paradigma oggi significa superare un modello nozionistico con un’educazione più pratica e centrata sulla persona, valorizzando creatività e benessere psicologico</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-07-02 17:33:56 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Stangherlin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/qmjg3ykga2rob3kk/wish/3511147135</link>
         <description><![CDATA[<p>Per quanto riguarda la mia esperienza scolastica, e ricollegandomi al video “Cambiare i paradigmi dell’educazione” di Ken Robinson, concordo sul fatto che il sistema-scuola debba essere stravolto.</p><p>L’istruzione pubblica, a mio parere, tende molto spesso a dividere le persone in base alla loro “intelligenza scolastica”, premiando coloro che a scuola si mostrano “più bravi”, e sacrificando invece coloro che ci riescono meno.</p><p>Certo conta l’impegno che una persona ci mette, ma molto spesso questo non viene ripagato (scolasticamente parlando).</p><p><br/></p><p>Inoltre, ritengo che quello che ci viene insegnato a scuola non sia ciò di cui noi abbiamo effettivamente bisogno nella vita quotidiana.</p><p>Sicuramente ciò che ci viene impartito è fondamentale per la conoscenza personale e per svolgere un lavoro futuro, ma a parer mio manca ciò che potrebbe servirci per approcciarci effettivamente a questo mondo.</p><p><br/></p><p>Per quanto riguarda gli aspetti positivi, sicuramente l’educazione scolastica ha contribuito alla mia crescita personale, permettendomi di sviluppare delle competenze chiave come la gestione e l’organizzazione del tempo e delle attività, la collaborazione e la condivisione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-07-05 13:25:57 UTC</pubDate>
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