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      <title>Visita Guidata a Nuoro by Giovanna Mereu</title>
      <link>https://padlet.com/mereugiovanna93/qj88zifj67ee</link>
      <description>Chiesetta della Solitudine
Casa museo Grazia Deledda
Museo del Costume o Etnografico
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-15 20:25:03 UTC</pubDate>
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         <title>VISITA GUIDATA A NUORO</title>
         <author>mereugiovanna93</author>
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         <description><![CDATA[<div>Chiesetta della Solitudine<br>Casa museo Grazia Deledda<br>Museo del Costume o Etnografico</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-15 20:35:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>pietrino_carta</author>
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         <pubDate>2017-12-19 12:32:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carmela7858</author>
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         <pubDate>2017-12-19 13:10:53 UTC</pubDate>
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         <title>La Camera da letto </title>
         <author>pietrino_carta</author>
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         <description><![CDATA[<div>La camera per quei tempi era molto grande però dobbiamo ricordare che la sua famiglia era molto ricca. Nella camera c'era un letto con un materasso <strong>molto alto</strong>, una libreria, uno scrittoio. Nello scrittoio c'era un pennino e il calamaio; e nella libreria tantissimi libri che Grazia leggeva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-21 13:32:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2017-12-21 18:43:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mereucostanza</author>
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         <pubDate>2018-01-09 10:39:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mereugiovanna93</author>
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         <pubDate>2018-01-09 12:51:22 UTC</pubDate>
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         <title>La cucina </title>
         <author>carmela7858</author>
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         <description><![CDATA[<div>La cucina della casa di Grazia non era molto grande, c'erano molte padelle in rame, nel centro della stanza c'era un focolare in cui facevano il fuoco per cuocere i cibi, poi c'era un caminetto con davanti due sediette antiche, c'era un mobiletto dispensa in cui sopra c'era il pane e tante altre cose da mangiare. La guida ci ha detto che nelle case e con precisione nella cucina e nella dispensa vi appendevano " sa hannizza" una cosa di legno in cui ci mettevano sopra i formaggi per stagionarli. Maria Francesca</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 22:04:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mereucostanza</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 07:41:57 UTC</pubDate>
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         <title>LA CHIESA DELLA SOLITUDINE</title>
         <author>mereucostanza</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 15 dicembre siamo andati a Nuoro a visitare la chiesa della solitudine , la guida ci ha parlato di Grazia Deledda . Grazia amava giocare nel cortile della chiesa e leggere, poi gli anni passarono e Grazia trovò un fidanzato e si sposarono. Il marito doveva andare a Roma per problemi di lavoro e lei lo segui. A Roma muore il 15 agosto millenovecento trentasei. Un gruppo di ragazzi di Nuoro decide di riportare la scrittrice a Nuoro suo paese natale e chiedono ai genitori l'autorizzazione. La scrittrice fu riportata a Nuoro e  fu tumulata dentro la chiesa della Solitudine. <br>RAFFAELE <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 12:48:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il cortile</title>
         <author>boris_c1968</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il cortile era diviso in due parti. In una c' era un pozzo che per fortuna oggi è stato chiuso. Dall'altra parte c'era una porta che portava a un orto dove si affacciava<br>una finestra e dove Grazia Deledda amava sedersi per pensare a cosa scrivere. Un Po' più in la c'erano delle panchine che non permettevano di entrare. Nel cortile grande di Grazia Deledda si svolgevano delle bellissime feste.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 17:58:36 UTC</pubDate>
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         <title>La stanza del premio nobel</title>
         <author>boris_c1968</author>
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         <description><![CDATA[<div>La guida ci ha spiegato che Grazia Deledda aveva preso il premio Nobel nel 1926 . Anita</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 18:21:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il soggiorno di Roma</title>
         <author>boris_c1968</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il soggiorno di Roma aveva una porta magica che purtroppo si è rotta.<br>C'era una tavola e 4 sedie sopra la tavola c'erano delle bambole, fatte da uno scultore chiamato Eugenio<br>Tavolara, c' era un divano e delle sedie uguali al divano. Anita😇😇</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 18:24:29 UTC</pubDate>
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         <title>La vita di Grazia Deledda</title>
         <author>sapodda71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Grazia Deledda nacque a Nuoro il 28 settembre del 1871. La sua famiglia era benestante ed era una delle ragazze più fortunate perché aveva potuto frequentare la scuola fino alla 5° elementare. Grazia fu la prima scrittrice e vinse a Roma  il premio Nobel il 15 agosto del 1926 . Morì nel 1936, la riportarono a Nuoro e la seppellirono nella Chiesa della Solitudine </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-13 10:25:26 UTC</pubDate>
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         <title>Allevatori e pastori</title>
         <author>sapodda71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Venerdì 15 dicembre siamo andati in gita a Nuoro. Dopo la visita alla casa di Grazia Deledda ci siamo avviati al museo etnografico o del costume. Arrivati li abbiamo fatto qualche piano e siamo arrivati alla sala dove veniva esposta l'arte dei pastori e degli allevatori. In campagna loro avevano una casa che si chiamava " su pinnetti", dentro c' era una zucca svuotata che serviva come borraccia. Appeso  c' era un fucile per proteggersi . In alto c' era il giubbotto in pelle. Dall' altra parte c' era un allevatore che mungeva una a pecora perché se non si mungeva ogni i giorno il latte veniva perduto e non ne produceva più . Terminata la visita ci siamo fermati a fare merenda, e siamo andati a prendere il pullman di linea per tornare a casa. E' stato davvero divertente. Anna Grazia</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-13 10:37:28 UTC</pubDate>
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         <title>La dispensa della casa di Grazia Deledda</title>
         <author>pietrocossujp</author>
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         <description><![CDATA[<div>La dispensa di Grazia Deledda era una raccolta di : lardo, frutta secca come noci, castagne, mandorle e tante altre cose, grano, uva e salame essiccato.Questo per lei e la sua famiglia era una cosa molto bella perché avevano l'orto nel loro giardino. Nell'orto coltivavano i cereali e frutta come mele e pere.<br>Maria Teresa😊🍎🍐🌰</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-13 10:40:14 UTC</pubDate>
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         <title>Scultura &quot;Andando Via&quot; di Maria Lai in onore di Grazia Deledda</title>
         <author>pietrocossujp</author>
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         <description><![CDATA[<div>A 50 metri dalla chiesetta c'erano dei piloni di pietra su cui erano posizionate in basso forme di caprette, pastori, mucche, vedova e in alto degli scritti. Prima  di entrare  troviamo: campi coltivati e un varco quadrangolare in cemento dove c'erano tre spighe di grano, tutte queste forme erano fatte di ferro.Erano davvero molto belle.Mi sono divertita moltissimo.😊🐂🌾</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-13 15:57:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>costanzacastangia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il costume sardo<br><br>Nella Sardegna esistono tanti tipi di costumi con colori diversi marrone, giallo, nero, blu rosso... <br>Gli uomini vestono "su zippone", mentre le donne indossano un costume più aderente e gli uomini più largo. Inoltre indossano  sa "berrita" le donne mettono invece su," lionzu " le bambine mettono sa " caretta" esistono di due tipi con colori più scuri e un altra anche con colori più chiari.<br>Andrea </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-16 14:23:33 UTC</pubDate>
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         <title>Il soggiorno di Roma </title>
         <author>rossellavedele</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il soggiorno di Roma era il posto dove Grazia Deledda scriveva i suoi libri e dentro la stanza<br> c' erano due divani, qualche sedia, e un Tavolo con sopra  due bambole</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-30 09:13:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mereugiovanna93</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 21:30:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mereugiovanna93</author>
         <link>https://padlet.com/mereugiovanna93/qj88zifj67ee/wish/347401920</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 21:37:56 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Giovanni Ciusa Romagna</title>
         <author>mereugiovanna93</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Nato lo stesso anno in cui <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Ciusa">Francesco Ciusa</a>, suo zio paterno, fu premiato alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biennale_di_Venezia">Biennale veneziana</a> per la scultura <em>La madre dell'ucciso</em>, fin da ragazzo rivelò la sua inclinazione artistica appassionandosi alla pittura. Terminate a Nuoro le scuole medie, fu mandato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> dove frequentò l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_di_belle_arti_di_Firenze">Accademia di Belle Arti</a> avendo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Carena">Felice Carena</a> come maestro.<br>Nel 1925 morì il padre e Giovanni, allora diciottenne, dovette interrompere gli studi per poi concluderli solo più tardi.<br>Lo zio Francesco, il quale dirigeva ad <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oristano">Oristano</a> una scuola d'Arte Applicata da lui stesso fondata, lo chiamò allora come insegnante. In quei primi anni di lavoro, Giovanni partecipò alle sue prime mostre collettive nell'isola e approfondì le sue conoscenze artistiche recandosi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> e a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a>, dove visitò la Biennale e dove, nel 1935, conseguì il diploma dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_di_belle_arti_di_Venezia">Accademia di Belle Arti</a>.<br>Negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1930">anni trenta</a> accettò la cattedra di disegno e storia dell'arte all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_delle_scienze_umane">Istituto Magistrale</a> di Nuoro, di cui fu poi anche preside e in cui insegnò fino alla sua prematura morte, all'età di cinquantuno anni.<br>Fontana disegnata da Giovanni Ciusa Romagna, (originariamente collocata in piazza Vittorio Emanuele II, fu poi spostata al Museo del Costume, sempre a Nuoro).</div><div>Il suo stile pittorico andò negli anni affinandosi e ciò gli valse premi e riconoscimenti anche da parte della critica. Quanto alla tecnica, oltre agli oli su tela, la sua produzione comprende disegni a sanguigna e carboncino, tempere ed acquerelli. Negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1950">anni cinquanta</a>, inoltre, fu protagonista di alcuni interventi architettonici nella sua città, quali il rifacimento della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Madonna_della_Solitudine">chiesetta della Madonna della Solitudine</a> in cui fu collocato il sepolcro di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda">Grazia Deledda</a> e la sistemazione della piazza Vittorio Emanuele II, adiacente il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corso_Giuseppe_Garibaldi_(Nuoro)">corso Garibaldi.</a></div><div>Legato alla sua terra e ai suoi affetti, i soggetti delle sue opere vanno dalle figure in costume sardo alle scene delle tradizioni locali, dai lavoratori dei campi e delle miniere alle rappresentazioni di carattere sacro, dai ritratti di familiari, amici e committenti fino ai paesaggi.<br>Di lui si ricordano anche la collaborazione per l'allestimento della prima mostra dell'artigianato sardo organizzata dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_sardo_organizzazione_lavoro_artigianale">I.S.O.L.A.</a> con lo scultore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Tavolara">Eugenio Tavolara</a> (autore, a sua volta, del portale in bronzo della chiesa della Solitudine) e altri interventi condivisi con artisti della sua epoca.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-03 13:38:49 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Grazia Deledda</title>
         <author>mereugiovanna93</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Grazia Deledda</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nuoro">Nuoro</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/28_settembre">28 settembre</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871</a> – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/15_agosto">15 agosto</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1936">1936</a>) è stata una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore">scrittrice</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a>, vincitrice del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_letteratura">Premio Nobel per la letteratura</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1926">1926</a>. È stata la prima donna italiana a ricevere questo premio.<br>Nacque a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nuoro">Nuoro</a>, in Sardegna, il 28 settembre 1871, quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda#cite_note-zago-4"><sup><br></sup></a>Il padre, Giovanni Antonio Deledda, laureato in legge, non esercitava la professione. Agiato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imprenditore">imprenditore</a> e possidente, si occupava di commercio e agricoltura; si interessava di poesia e lui stesso componeva versi in sardo, aveva fondato una tipografia e stampava una rivista. Fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindaci_di_Nuoro">sindaco di Nuoro</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1863">1863</a>. La madre era Francesca Cambosu, donna di severi costumi; dedita alla casa, educherà lei Grazia. Dopo aver frequentato le scuole elementari fino alla classe quarta, Grazia venne seguita privatamente da un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Professore">professore</a> ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di base di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana">italiano</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_francese">francese</a>. Proseguì la sua formazione totalmente da autodidatta. Importante per la formazione <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura">letteraria</a> di Grazia, nei primi anni della sua carriera da scrittrice, fu l'amicizia con lo scrittore, archivista e storico dilettante <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sassari">sassarese</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Costa_(scrittore)">Enrico Costa</a>, che per primo ne comprese il talento. Per un lungo periodo si scambiò delle lettere con lo scrittore calabrese Giovanni De Nava, in cui si complimentava del talento della giovane scrittrice. Queste missive, poi si trasformarono in lettere d'amore in cui si scambiavano dolci poesie. Poi per l'assenza di risposte da parte di Giovanni per un lungo periodo, smisero di scriversi. La famiglia venne colpita da una serie di disgrazie: il fratello maggiore, Santus, abbandonò gli studi e divenne alcolizzato, il più giovane, Andrea, fu arrestato per piccoli furti. Il padre morì per una crisi cardiaca il 5 novembre 1892 e la famiglia dovette affrontare difficoltà economiche. Quattro anni più tardi morì anche la sorella Vincenza.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda#cite_note-Turchi-5"><sup><br></sup></a><strong>Attività letteraria giovanile</strong></div><div>Nel 1888 inviò a Roma alcuni racconti, <em>Sangue sardo</em> e <em>Remigia Helder</em>, pubblicati dall'editore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Perino">Edoardo Perino</a> sulla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivista">rivista</a> "L'ultima moda", diretta da Epaminonda Provaglio. Sulla stessa rivista venne pubblicato a puntate il romanzo <em>Memorie di Fernanda</em>.<br>Nel 1890 uscì a puntate sul quotidiano di Cagliari <em>L'avvenire della Sardegna</em>, con lo pseudonimo Ilia de Saint Ismail, il romanzo <em>Stella d'Oriente</em>, e a Milano, presso l'editore Trevisini, <em>Nell'azzurro</em>, un libro di novelle per l'infanzia.<br>Deledda incontrò l'approvazione di letterati, quali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_De_Gubernatis">Angelo de Gubernatis</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggiero_Bonghi">Ruggero Bonghi</a>, che nel 1895 accompagnò con una sua prefazione l'uscita del romanzo <em>Anime oneste</em>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda#cite_note-sapegno-7"><sup><br></sup></a>Collabora con riviste sarde e continentali: "La Sardegna", "Piccola rivista" e "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Antologia">Nuova Antologia</a>".<br>Fra il 1891 e il 1896 sulla <em>Rivista delle tradizioni popolari italiane</em>, diretta da Angelo de Gubernatis, venne pubblicato a puntate il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saggio">saggio</a> <em>Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna</em>, introdotto da una citazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lev_Tolstoj">Tolstoi</a>, prima espressione documentata dell'interesse della scrittrice per la letteratura russa. Seguirono romanzi e racconti di argomento isolano. Nel 1896 il romanzo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_via_del_male_(Deledda)"><em>La via del male</em></a> fu recensito in modo favorevole da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Capuana">Luigi Capuana</a>. Nel 1897 uscì una raccolta di poesie, <em>Paesaggi sardi</em>, edita da Speirani.<br><strong>Maturità<br>&nbsp;</strong>Il 22 ottobre 1899 si trasferì a Cagliari, dove conobbe Palmiro Madesani, un funzionario del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ministero_dell%27economia_e_delle_finanze">Ministero delle Finanze</a>, che sposò a Nuoro l'11 gennaio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1900">1900</a>. Il Madesani era originario di Cicognara di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viadana">Viadana</a>, in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Mantova">provincia di Mantova</a>, dove anche Grazia Deledda visse per un periodo. Dopo il matrimonio, Madesani lasciò il lavoro di funzionario statale, per dedicarsi all'attività di agente letterario della moglie. La coppia si trasferì a Roma nel 1900, dove condusse una vita appartata. Ebbero due figli, Franz e Sardus.</div><div>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1903">1903</a> la pubblicazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elias_Portolu"><em>Elias Portolu</em></a> la confermò come scrittrice e l'avviò ad una fortunata serie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo">romanzi</a> ed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_teatrale">opere teatrali</a>: <em>Cenere</em>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1904">1904</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27edera_(romanzo)"><em>L'edera</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1908">1908</a>), <em>Sino al confine</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1910">1910</a>), <em>Colombi e sparvieri</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1912">1912</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canne_al_vento"><em>Canne al vento</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1913">1913</a>), <em>L'incendio nell'oliveto</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1918">1918</a>), <em>Il Dio dei venti</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1922">1922</a>). Da <em>Cenere</em> fu tratto un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Film">film</a> interpretato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Duse">Eleonora Duse</a>.<br>La sua opera fu apprezzata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Verga">Giovanni Verga</a> oltre che da scrittori più giovani come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Thovez">Enrico Thovez</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Cecchi">Emilio Cecchi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Pancrazi">Pietro Pancrazi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Baldini">Antonio Baldini</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda#cite_note-11"><sup>[11]</sup></a> Fu riconosciuta e stimata anche all'estero: D.H. Lawrence scrive la prefazione della traduzione in inglese de <em>La madre</em>. Grazia Deledda fu anche traduttrice, è sua infatti una versione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenia_Grandet_(romanzo)"><em>Eugénie Grandet</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac">Honoré de Balzac</a>.<br><strong>Il premio Nobel e la morte</strong></div><div>Tomba di Grazia Deledda nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Madonna_della_Solitudine">chiesa della Solitudine</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nuoro">Nuoro</a></div><div>Il 10 dicembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1927">1927</a> le venne conferito il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_letteratura">premio Nobel per la letteratura</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1926">1926</a> (non vinto da alcun candidato l'anno precedente, per mancanza di requisiti), «<em>per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano</em>».<br>Un tumore al seno di cui soffriva da tempo la portò alla morte nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1936">1936</a>, quasi dieci anni dopo la vittoria del premio. Sulla data del giorno di morte c'è controversia: alcune fonti riportano il 15 agosto<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grazia_Deledda#cite_note-14"><sup>[</sup></a>, altre il 16.<br><br></div><div><br>Le spoglie della Deledda sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Madonna_della_Solitudine">chiesetta della Madonna della Solitudine</a>, ai piedi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Ortobene">monte Ortobene</a> di Nuoro.<br><br></div><div><br>Lasciò incompiuta la sua ultima opera <em>Cosima, quasi Grazia</em>, autobiografica, che apparirà in settembre di quello stesso anno sulla rivista <em>Nuova Antologia</em>, a cura di Antonio Baldini e poi verrà edita col titolo <em>Cosima</em>.<br>La sua <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_natale_di_Grazia_Deledda">casa natale</a>, nel centro storico di Nuoro (Santu Predu), è adibita a museo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-03 19:22:26 UTC</pubDate>
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