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      <title>Pirandello - I romanzi by Costanza Cappelli</title>
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      <description>I romanzi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-10 20:42:28 UTC</pubDate>
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         <title>IL FU MATTIA PASCAL</title>
         <author>sorellematerassi797</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo i primi due romanzi L’ESCLUSA e IL TURNO, la consacrazione letteraria giunge nel 1904 con il terzo romanzo, “Il fu Mattia Pascal”.<br><br></div><div>Scritto in uno dei periodi più tormentati della vita di Pirandello (tra pesanti preoccupazioni economiche e l’aggravarsi dei problemi psichici della moglie), il romanzo fu pubblicato a puntate sulla “Nuova Antologia”. Il romanzo narra la vicenda di un uomo che, oppresso da una situazione familiare insostenibile, approfitta di un’inattesa vincita a Montecarlo e del ritrovamento di un suicida erroneamente identificato come Mattia Pascal stesso, per cambiare nome e vita.<br><br></div><div>A Roma egli diventa ADRIANO MEIS, si accorgerà ben presto dell’impossibilità di esistere al di fuori di ogni norma e legge.<br><br></div><div>Deciso quindi a ritornare a Miragno, il paese natale, inscena un nuovo finto suicidio: ma presentandosi alla moglie e ai compaesani scopre di essere ormai totalmente emarginato.<br>Per sopravvivere deve adattarsi a essere unicamente il fu Mattia Pascal.<br>I diciotto capitoli con brevi titoli possono scandirsi in tre blocchi narrativi:<br><br></div><div>i capitoli 1-5, dove prevale la descrizione comico-satirica della “prima vita” di Mattia Pascal;<br>i capitoli 6-16, quelli della “prima morte”, dell’evasione fantastica di Mattia, che si trasforma in Adriano Meis;<br><br></div><div>i capitoli 17-18, dove avviene la “reincarnazione” del fu Mattia Pascal.<br>Con questo romanzo Pirandello chiude definitivamente i conti con naturalismo e verismo.<br>L’ironia tagliente di Pirandello alla fine porta all’impossibilità di analizzare e riprodurre la realtà in maniera oggettiva.<br>Mattia Pascal, eroe sdoppiato (anzi triplicato), scrive un’autobiografia, narra la propria vita dal momento successivo alla sua perdita di identità. La novità principale del romanzo risiede nello smontaggio della dimensione cronologica che porta a un cortocircuito fra il tempo “oggettivo” della storia e quello “soggettivo” del personaggio. Il presente stesso sfugge, in quanto non può essere vissuto pienamente da un uomo privo di identità. Il dramma di Adriano Meis è proprio quello di essere cosciente di esistere ma di non poter assolutamente condurre una vita normale in quanto inesistente per l’anagrafe.<br>La vera novità tematica del romanzo consiste però nella poetica dell’umorismo che Pirandello teorizzerà quattro anni dopo nel saggio omonimo che non a caso porterà la dedica “Alla buon’anima di Mattia Pascal bibliotecario”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-10 20:46:33 UTC</pubDate>
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         <title>UNO, NESSUNO E CENTOMILA</title>
         <author>sorellematerassi797</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ultimo romanzo di Pirandello è in gestazione già dal 1910, ma la sua stesura si prolunga per quasi undici anni, fino alla stampa nel 1925-26 .<br><br></div><div>La vicenda racconta le disavventure di <strong>Vitangelo Moscarda</strong>, detto dalla moglie Gengè, che scopre, grazie a una casuale battuta, di avere un naso diverso da come se l’era immaginato. Nasce da tale&nbsp; banalissima constatazione una lunga indagine che il protagonista attua per scoprire la propria immagine negli amici e conoscenti: e deve rendersi conto che ognuno lo valuta e lo considera in maniera differente da ogni altro, che lo si vede in “centomila” forme diverse, “nessuna” delle quali, a suo parere, vera.<br><br></div><div>Per sfatare quelli che egli ritiene puri pregiudizi, Vitangelo comincia allora a compiere stravaganze fino a essere ritenuto pazzo. E dopo essere stato assolto in un processo intentatogli, decide di allontanarsi dalla società, ritirandosi in un ospizio di mendicità che lui stesso aveva fatto costruire, soddisfatto di questo epilogo che “non conclude”, pronto a rinascere “nuovo e senza ricordi”, come afferma nella conclusione del romanzo.<br><br></div><div>L’alienazione di Mostarda consiste nell’impossibilità di calarsi in ruoli che egli stesso non conosce cosicché egli giungerà a ricusare la propria immagine e solo distruggendo il proprio passato e l’immagine di sé presente negli altri, può recuperare la “via della salute”, fuori dagli schemi e dagli obblighi nella società.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-04-13 14:57:01 UTC</pubDate>
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