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      <title>Gli autori del Novecento by Ilenia Todesco</title>
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      <description>Giuseppe Ungaretti, Gabriele D&#39;Annunzio, Luigi Pirandello</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-07 16:34:27 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Ungaretti, poeta</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-03-07 16:38:34 UTC</pubDate>
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         <title>Raccolte poetiche</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <title>L&#39;Ermetismo: corrente letteraria</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-03-07 17:11:37 UTC</pubDate>
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         <title>M&#39;illumino d&#39;immenso</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fa parte della raccolta <em>Allegria di naufragi</em> e, seppur così breve, contiene molti dei temi più importanti della poetica dell’autore<br>Se <em>M’Illumino / d’immenso</em> possono sembrare due versi di facile comprensione, in realtà <strong><em>Mattina</em></strong><em> </em>è uno dei componimenti più difficili di<strong> Giuseppe Ungaretti.</strong></div><div>In Mattina il poeta riesce a descrivere il <strong>desiderio di immensità dell'uomo e comunica l'incomunicabilità</strong> in sole quattro parole: <em>M'illumino d'immenso</em>. La luce rappresentata è violenta e copre qualsiasi spazio e distanza, la mattina rappresenta una rinascita e l'immensità lo spazio, l'orizzonte davanti a noi.<br><br></div>]]></description>
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         <title>San Martino del Carso</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=0-JPgr0gNLU</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 17:18:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il porto sepolto e Allegria di naufragi</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 17:19:25 UTC</pubDate>
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         <title>I fiumi</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=0-JPgr0gNLU<br><br><em>Cotici, il 16 agosto 1916<br></em><br></div><div>Mi tengo a quest’albero mutilato<br>Abbandonato in questa dolina<br>Che ha il languore<br>Di un circo<br>Prima o dopo lo spettacolo<br>E guardo<br>Il passaggio quieto<br>Delle nuvole sulla luna<br><br></div><div>Stamani mi sono disteso<br>In un’urna d’acqua<br>E come una reliquia<br>Ho riposato<br><br></div><div>L’Isonzo scorrendo<br>Mi levigava<br>Come un suo sasso<br>Ho tirato su<br>Le mie quattro ossa<br>E me ne sono andato<br>Come un acrobata<br>Sull’acqua<br><br></div><div>Mi sono accoccolato<br>Vicino ai miei panni<br>Sudici di guerra<br>E come un beduino<br>Mi sono chinato a ricevere<br>Il sole<br><br></div><div>Questo è l’Isonzo<br>E qui meglio<br>Mi sono riconosciuto<br>Una docile fibra<br>Dell’universo<br><br></div><div>Il mio supplizio<br>È quando<br>Non mi credo<br>In armonia<br><br></div><div>Ma quelle occulte<br>Mani<br>Che m’intridono<br>Mi regalano<br>La rara<br>Felicità<br><br></div><div>Ho ripassato<br>Le epoche<br>Della mia vita<br><br></div><div>Questi sono<br>I miei fiumi<br><br></div><div>Questo è il Serchio<br>Al quale hanno attinto<br>Duemil’anni forse<br>Di gente mia campagnola<br>E mio padre e mia madre.<br><br></div><div>Questo è il Nilo<br>Che mi ha visto<br>Nascere e crescere<br>E ardere d’inconsapevolezza<br>Nelle distese pianure<br><br></div><div>Questa è la Senna<br>E in quel suo torbido<br>Mi sono rimescolato<br>E mi sono conosciuto<br><br></div><div>Questi sono i miei fiumi<br>Contati nell’Isonzo<br><br></div><div>Questa è la mia nostalgia<br>Che in ognuno<br>Mi traspare<br>Ora ch’è notte<br>Che la mia vita mi pare<br>Una corolla<br>Di tenebre<br><br>La poesia di Ungaretti è come un grandissimo <strong>ricordo</strong>, un ripercorrere la sua vita dall’inizio fino al momento in cui il poeta sta scrivendo. Nascita, infanzia, adolescenza e, infine, la <strong>guerra</strong>: quattro sono i fiumi che il poeta associa a queste <strong>quattro fasi della sua vita</strong>. L’ultimo, l’Isonzo, è quello che associa alla guerra e che tutti gli altri sembra portare con/in sé.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 17:59:56 UTC</pubDate>
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         <title>Soldati</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br>Si sta come&nbsp;<br><br></div><div>d'autunno<br><br></div><div>sugli alberi<br><br></div><div>le foglie<br><br>Composta nel 1918, mentre Ungaretti si trovava soldato in trincea nel bosco di Courton, esprime il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana. I soldati vengono qui paragonati a foglie autunnali che, ancora appese agli alberi, procedono inevitabilmente verso la caduta e la morte, vittime dello scorrere del tempo.&nbsp;<br><br></div><div>Al termine “soldati” è però facilmente sostituibile quello di uomini, e alla guerra è applicabile la più ampia nozione di vita. Così ci rendiamo conto come non siano solo i militari al fronte a vivere una condizione precaria e incerta, ma come sia la natura stessa dell'essere umano a dover fare i conti con la propria finitudine.&nbsp;<br><br></div><div>Il parallelismo tra uomo e foglie, immagine molto riuscita, è una scelta letteraria operata da Ungaretti.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:03:00 UTC</pubDate>
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         <title>Veglia</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=QWoJR70L7hE<br><br><em>Cima Quattro il 23 dicembre 1915<br></em><br></div><div>Un’intera nottata<br>buttato vicino<br>a un compagno<br>massacrato<br>con la sua bocca<br>digrignata<br>volta al plenilunio<br>con la congestione<br>delle sue mani<br>penetrata<br>nel mio silenzio<br>ho scritto<br>lettere piene d’amore<br><br></div><div>Non sono mai stato<br>tanto<br>attaccato alla vita</div><div><br>Ungaretti, in questa poesia, descrive l'esperienza di veglia notturna accanto ad un compagno soldato morto. È un'esperienza tanto dura e tragica che gli sembra di esser morto lui stesso. E subito si accende l'amore per la vita, rappresentata dalla luna, messa a rischio dalla guerra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:05:09 UTC</pubDate>
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         <title>Sono una creatura</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Valloncello di Cima 4<br><br><em>Come questa pietra<br>del monte San Michele<br>così fredda<br>così dura<br>così prosciugata<br>così refrattaria<br>così totalmente<br>disanimata<br></em><br></div><div><em>Come questa pietra<br>è il mio pianto<br>che non si vede<br>La morte<br>si sconta<br>vivendo<br><br></em>Con queste parole Giuseppe Ungaretti <strong>sottolinea l’impossibilità umana di sfuggire al dolore che caratterizza l’esistenza</strong>. È infatti attraverso il tortuoso percorso della vita, sottolinea il poeta, che l’essere umano sconta realmente il destino di morte cui tutti siamo destinati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:34:32 UTC</pubDate>
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         <title>Fratelli</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Di che reggimento siete<br>fratelli?<br>Parola tremante<br>nella notte<br>Foglia appena nata<br>Nell'aria spasimante<br>involontaria rivolta<br>dell'uomo presente alla sua<br>fragilità<br>Fratelli.<br></em><br></div><div>(Mariano il 15 luglio 1916)<br><br>Il componimento si apre con la domanda “<em>Di che reggimento siete, fratelli?</em>”: questa interrogativa sta a significare che in una guerra pur essendo tutti fratelli (perché uomini), la cosa più importante da sapere dei fratelli che si incontrano è se sono amici o nemici del reggimento con cui si sta combattendo. Attraverso questa parola viene espressa la solidarietà per la condivisione di un’esperienza così dolorosa. La domanda, quindi, mostra il <strong>sentimento di fraternità</strong> che nasce dalla stretta convivenza e dal dolore che provoca l’esperienza della guerra.</div><div>La parola <em>fratello</em> trema nella notte perché in una guerra, luogo in cui è stata scritta questa poesia e che trae da esso <strong>il senso della precarietà della vita</strong>, nessuno è fratello di qualcun altro. Ognuno combatte per sé, vive e muore per sé.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:38:29 UTC</pubDate>
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         <title>In dormiveglia</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Assisto la notte violentata&nbsp;</div><div><br></div><div>L’aria è crivellata&nbsp;</div><div>come una trina&nbsp;</div><div>dalle schioppettate&nbsp;</div><div>degli uomini&nbsp;</div><div>ritratti&nbsp;</div><div>nelle trincee&nbsp;</div><div>come le lumache&nbsp;</div><div>nel loro guscio&nbsp;</div><div><br></div><div>Mi pare&nbsp;</div><div>che un affannato&nbsp;</div><div>nugolo di scalpellini&nbsp;</div><div>batta il lastricato&nbsp;</div><div>di pietra di lava&nbsp;</div><div>delle mie strade&nbsp;</div><div>ed io l’ascolti&nbsp;</div><div>non vedendo&nbsp;</div><div>in dormiveglia&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:41:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il poeta e i ragazzi</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nascita della poesia in Ungaretti (pensieri sui giovani): https://www.youtube.com/watch?v=E8Pslp5iA0A</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=GOgywo-UWR8" />
         <pubDate>2023-03-07 18:42:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scuolatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/scuolatodesco/qbfmogfr5clrezwl/wish/2508698034</link>
         <description><![CDATA[<div>Poeta e scrittore, Giuseppe Ungaretti è nato ad <strong>Alessandria d'Egitto</strong> l'8 febbraio 1888 e morto a Milano il 1° giugno 1970. Il padre era un operaio dello scavo del Canale di Suez ed è morto quando Ungaretti aveva appena 2 anni. <br>La madre, <strong>Maria Lunardini</strong>, gestiva un forno, grazie al quale ha potuto far studiare il figlio ed iscriverlo ad una delle più importanti scuole di Alessandria, la Svizzera École Suisse Jacot. <br>Durante gli anni della scuola Ungaretti ha iniziato a provare un amore per la poesia, si è avvicinato alla letteratura francese e a quella italiana. Per un certo periodo Ungaretti ha poi lavorato come <strong>corrispondente commerciale</strong>, realizzando però alcuni investimenti sbagliati. <br>Nel 1912 si è trasferito a Parigi per studiare all'università. Ha potuto conoscere molte importanti personalità dell'ambiente artistico internazionale. <br>Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha partecipato prima alla <strong>campagna interventista</strong> e poi si è arruolato come volontario nel 19° reggimento di fanteria nel momento in cui l'Italia è entrata in guerra, il 24 maggio 1915.<br>Nella primavera del 1918 il suo reggimento si è spostato in Francia per combattere. Alla fine della guerra Ungaretti è rimasto in Francia e da Parigi è stato prima corrispondente del giornale Il Popolo d'Italia e poi impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana.<br>Nel 1920 il poeta ha sposato Jeanne Dupoix, dalla quale ha avuto due figli, <strong>Anna Maria nel 1925 e Antonietto nel 1930</strong>. Nel 1921 si è trasferito a Marino, vicino Roma, ed ha iniziato a collaborare con <strong>l'Ufficio stampa del Ministero degli Esteri</strong>. Nel 1925 ha <strong>aderito al fascismo</strong> firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti.</div><div>In questi anni Ungaretti ha collaborato con <strong>molti quotidiani e riviste francesi e italiane</strong>.&nbsp;<br>Nel 1936, durante un viaggio in Argentina, gli è stata offerta la cattedra di letteratura italiana presso l'Università di San Paolo del Brasile, dove si è trasferito insieme alla famiglia ed è rimasto fino al 1942. Nel 1939 il figlio Antonietto è morto a causa di un'appendicite curata male e questa perdita lo ha lasciato in uno stato di grande prostrazione interiore.</div><div>È morto a Milano nella <strong>notte tra il 1º e il 2 giugno 1970</strong> per broncopolmonite. Il funerale è stato svolto a Roma il 4 giugno, nella Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 14:37:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scuolatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/scuolatodesco/qbfmogfr5clrezwl/wish/2508699727</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L’Ermetismo </strong>è una <strong>corrente letteraria</strong> fra le più importanti del primo Novecento, capace di apportare modifiche e innovazioni sostanziali sia sul piano del linguaggio e dello stile che su quello dei contenuti, strutturandosi come una fase storico-letteraria di enorme innovazione e crescita per la poesia italiana del secolo scorso.</div><div>Il termine <em>ermetismo</em> ha una specifica <strong>etimologia</strong>: deriva da<strong> Ermete (o Mercurio)</strong>, dio delle scienze occulte e misteriose, ed è stato usato per la prima volta, in senso dispregiativo, dal critico <strong>Francesco Flora</strong>, che in uno scritto del 1936 intitolato <em>La poesia ermetica</em> ha definito la nuova poesia del ‘900 appunto come “ermetica”, ovvero come <strong>chiusa, oscura, misteriosa e di difficile interpretazione e codificazione</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 14:38:48 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriele d&#39;Annunzio, poeta e romanziere</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 12:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il Decadentismo, una corrente letteraria</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 13:08:35 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Ungaretti</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 13:13:33 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriele D&#39;Annunzio</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-05-06 13:14:04 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Pirandello</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-05-06 13:14:29 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi Pirandello, romanziere e drammaturgo</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-05-06 13:24:42 UTC</pubDate>
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         <title>Opere letterarie</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-05-06 13:26:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Decadentismo è una corrente letteraria piuttosto composita. Si diffonde a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, in Francia.<br>Gli artisti e i letterati dell'epoca si dimostrano nauseati e stufi dalla società borghese, che impone regole, etichette e pregiudizi mal formati.<br>Determinati a sollevare questo velo di ipocrisia dagli occhi dei benpensanti, gli autori si dedicano, nelle loro opere, ad un movimento che scandalizzi e scuota l'animo delle persone.<br>L’origine e la definizione del termine <strong>Decadentismo</strong> diriva dal termine francese <em>Décadent, </em>usato per definire, in senso dispregiativo, gli artisti che vivevano in modo scandaloso, fra <strong>droghe ed altri eccessi</strong>. <br>Successivamente, precisamente nel 1886, viene fondata una rivista proprio da questi letterati scandalosi che, in modo provocatorio, scelgono di intitolarla «Le Décadent». Da qui il termine <strong>Decadentismo</strong> si userà per indicare la <strong>decadenza della società</strong> che non ha più veri valori e che li sta deludendo così tanto. Insomma, una partita agguerrita fra Società Borghese contro Artisti Ribelli.<br>Le caratteristiche principali di questa corrente sono:&nbsp; &nbsp; &nbsp;</div><ul><li>Si parla di sogni, di incubi, di <strong>esperienze surreali</strong>, di tormenti dell’anima, si cerca di esprimere l’emozione e non i ragionamenti.</li><li>Scelgono un linguaggio “nuovo”: non badano troppo al significato delle parole perché interessa di più il <strong>suono</strong> delle sillabe e delle frasi, giocano molto sulla musicalità delle parole (allitterazioni, anafore, onomatopee).</li></ul><div>Il Decadentismo, però, assume ulteriori caratteristiche in base al luogo e agli artisti che vi si approcciano. Per questo possiamo individuare, all'interno del Decadentismo, diverse sottocorrenti:<br><br></div><ul><li>L'<strong>Estetismo</strong>: prevede una <strong>venerazione</strong> per tutto ciò che è bello e appartiene alla sfera estetica. Tutto ciò che riguarda la forma esteriore deve essere bello, esuberante, lussuoso, e questo riguarda ogni aspetto della vita, dal modo di vestirsi, al modo di arredare anche un salotto, ai temi delle opere letterarie che il poeta scrive.<br>Nelle opere degli autori esteti, troveremo grandi amori passionali, una forte esaltazione della<strong> natura incontaminata</strong>, dei racconti tratti da una vita aristocratica e mondana, carica di eccessi e soprattutto di disgusto verso ogni cosa banale e volgare.<br>L’<strong>estetismo</strong> è quindi una continua ricerca di ciò che appare <strong>bello ai sensi</strong> e che deve quindi essere lontano dalla sobrietà borghese e dall’ignoranza delle masse incolte.<br>I maggiori rappresentanti dell’<strong>estetismo</strong> sono Oscar Wilde e <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>, in Italia.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</li><li>Il <strong>Simbolismo</strong>: utilizzo di <strong>simboli </strong>che esprimono un <strong>significato segreto</strong>, legato alle <strong>emozioni </strong>e al rapporto con la natura. In Italia il maggior rappresentante è <strong>Giovanni Pascoli</strong>.</li><li>La <strong>disillusione: caduta di tutte le illusioni </strong>che sembrano reggere la società, finalmente viste per ciò che sono. Davanti a tutto questo <strong>l'autore è smarrito</strong>, non ha più punti di riferimento, non sa dove andare. L'unica cosa che può fare è accettare questo disorientamento e <strong>rifiutare la falsità di ciò che vive</strong>, abbracciando se stesso e ciò che è, un misero uomo che cerca la serenità. È suo dovere scriverne per fare in modo che questo messaggio possa essere condiviso. Il maggiore esponente in Italia è<strong> Luigi Pirandello.</strong></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 13:28:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gabriele D'Annunzio ha avuto una vita molto movimentata.<br>È stato uno <strong>scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota</strong> italiano, simbolo del decadentismo e celebre figura della prima guerra mondiale (Impresa di Fiume).<br>Fu soprannominato <strong>"Il Vate"</strong>, poiché la sua produzione letteraria non solo fu sconfinata, ma <strong>trasmetteva un'idea del poeta che guida le folle</strong>, le influenza con le sue parole.<br>È originario di <strong>Pescara</strong>, in Abruzzo, e fin da subito si rivela un adolescente allergico a qualsiasi tipo di regola, ma molto dotato per la scrittura e la poesia. Il suo <strong>primo componimento</strong> verrà, infatti, pubblicato <strong>a soli sedici anni</strong> (Primo Vere). Nella sua vita, decide di incarnare le caratteristiche dell'<strong>estetismo</strong>, incarnando perfettamente la figura del <strong>dandy</strong>. Proprio la sua volontà di essere sempre attuale e alla moda lo porta a sperimentare moltissimo anche in campo letterario, e a dare vita ad una produzione vasta e diversificata. <br>La sua tendenza da esteta si diffonde anche nel <strong>campo amoroso e sessuale</strong>: sono davvero numerose le sue conquiste, ma, tra tante, la più importante sarà l'attrice <strong>Eleonora Duse</strong>, che D'Annunzio, per un periodo, eleverà a <strong>Sua Musa</strong>.<br>Egli influenzò anche il campo politico italiano, infatti, oltre alla letteratura, lo scrittore si dedica ardentemente anche al culto della propria immagine, diventando <strong>uno dei più ferventi interventisti</strong> durante il primo conflitto mondiale. Non solo, si dichiarò <strong>a favore del Duce e del fascismo</strong>, ma la sua figura era così carismatica che la stesso Mussolini iniziò a temerlo. <br>Le tematiche futuristiche e il culto del passato proposte dal fascismo erano, per D'Annunzio, due grandi poli d'attrazione. Quando, secondo la politica fascista, venne messo in atto un <strong>rifiuto sistematico delle parole straniere</strong>, il primo a proporne di nuove fu proprio lui. Ad esempio:</div><ul><li>L'automobile (al femminile);</li><li>Tramezzino;</li><li>Fusoliera;</li><li>Milite Ignoto;</li><li>Il Piave (al maschile);</li><li>La Rinascente (grandi magazzini);</li><li>Oro Saiwa</li><li>Scudetto</li><li>Vigili del Fuoco (prima era solamente: pompieri).</li></ul><div>Non fu solo inventore di neologismi, ma <strong>appassionato di sport</strong> e ne praticava moltissimi per tenersi in forma: nuoto, pugilato, equitazione, scherma, golf, ciclismo, canottaggio, gioco delle bocce.<br>Parlando delle sue opere più importanti, ne citiamo due:</div><ul><li>1889 Il Piacere: romanzo dove troviamo l’esperienza romana di <strong>Gabriele D’Annunzio</strong> che si mimetizza nella figura del protagonista,<strong> Andrea Sperelli</strong>, si racconta la sua vita lussuosa e carica di amori adulteri;</li><li>1896-1903 Le Laudi: questa raccolta di componimenti poetici rappresenta un nuovo periodo di <strong>D’Annunzio</strong> perché, oltre l’estetismo del <em>Piacere</em>, qui troviamo suggestioni tratte dal nuovo <strong>concetto di superuomo</strong>. In particolare le tematiche principali sono:&nbsp; &nbsp;<ul><li>Attenzione verso il <strong>mondo classico;</strong></li><li>In linea con il <strong>mito del superuomo</strong> si esprime l’idea di un uomo nuovo che riconquista il mondo e si appropria di ogni angolo della natura;</li><li>L’autore vuole trasmettere una <strong>vitalità irresistibile</strong> e quasi eroica dell’uomo che si pone oltre ogni vincolo, libero.</li><li>L’opera si suddivide in altre più piccole <strong>raccolte di componimenti</strong> che vanno sotto i seguenti titoli: <em>Maia</em>, <em>Elettra</em>, <em>Alcyone</em>, a cui poi si aggiunsero anche <em>Merope</em> e <em>Canti della guerra latina</em>. La più bella fra queste raccolte è stata considerata l’<em>Alcyone, </em>è qui che troviamo infatti il celebre componimento<strong><em> La pioggia nel pineto</em></strong>. &nbsp;</li></ul></li></ul><div>Non per ultima, è da citare la passione del poeta per il mondo dei motori. Non solo per quelli automobilistici, ma anche quelli aerei. Fu un appassionato pilota di entrambi, durante la guerra si dedicherà ad essere un aviatore (apparecchi Ansaldo SVA) e, dopo un brutto incidente, perderà la vista da un occhio.<br>Iconica è la sua casa, il Vittoriale degli italiani, a Gardone Riviera, sulle rive del Lago di Garda.<br>Morirà il 1 marzo 1938 a Brescia per emorragia cerebrale.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 14:09:43 UTC</pubDate>
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         <title>Opere letterarie e episodi particolari</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 14:27:52 UTC</pubDate>
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         <title>La pioggia nel pineto</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Taci. Su le soglie<br>del bosco non odo<br>parole che dici<br>umane; ma odo<br>parole più nuove<br>che parlano gocciole e foglie<br>lontane.<br><br></div><div>Ascolta. Piove<br>dalle nuvole sparse.<br>Piove su le tamerici<br>salmastre ed arse,<br>piove su i pini<br>scagliosi ed irti,<br>piove su i mirti<br>divini,<br>su le ginestre fulgenti<br>di fiori accolti,<br>su i ginepri folti<br>di coccole aulenti,<br>piove su i nostri volti<br>silvani,<br>piove su le nostre mani<br>ignude,<br>su i nostri vestimenti<br>leggieri,<br>su i freschi pensieri<br>che l'anima schiude<br>novella,<br>su la favola bella<br>che ieri<br>t'illuse, che oggi m'illude,<br>o Ermione.<br><br></div><div>Odi? La pioggia cade<br>su la solitaria<br>verdura<br>con un crepitío che dura<br>e varia nell'aria<br>secondo le fronde<br>più rade, men rade.<br>Ascolta. Risponde<br>al pianto il canto<br>delle cicale<br>che il pianto australe<br>non impaura,<br>nè il ciel cinerino.<br>E il pino<br>ha un suono, e il mirto<br>altro suono, e il ginepro<br>altro ancóra, stromenti<br>diversi<br>sotto innumerevoli dita.<br><br></div><div>E immersi<br>noi siam nello spirto<br>silvestre,<br>d'arborea vita viventi;<br>e il tuo volto ebro<br>è molle di pioggia<br>come una foglia,<br>e le tue chiome<br>auliscono come<br>le chiare ginestre,<br>o creatura terrestre<br>che hai nome<br>Ermione.<br><br>Ascolta, ascolta. L'accordo<br>delle aeree cicale<br>a poco a poco<br>più sordo<br>si fa sotto il pianto<br>che cresce;<br>ma un canto vi si mesce<br>più roco<br>che di laggiù sale,<br>dall'umida ombra remota.<br><br></div><div>Più sordo e più fioco<br>s'allenta, si spegne.<br>Sola una nota<br>ancor trema, si spegne,<br>risorge, trema, si spegne.<br>Non s'ode voce del mare.<br>Or s'ode su tutta la fronda<br>crosciare<br>l'argentea pioggia<br>che monda,<br>il croscio che varia<br>secondo la fronda<br>più folta, men folta.<br><br></div><div>Ascolta.<br>La figlia dell'aria<br>è muta; ma la figlia<br>del limo lontana,<br>la rana,<br>canta nell'ombra più fonda,<br>chi sa dove, chi sa dove!<br>E piove su le tue ciglia,<br>Ermione.<br><br>Piove su le tue ciglia nere<br>sìche par tu pianga<br>ma di piacere; non bianca<br>ma quasi fatta virente,<br>par da scorza tu esca.<br>E tutta la vita è in noi fresca<br>aulente,<br>il cuor nel petto è come pesca<br>intatta,<br>tra le pàlpebre gli occhi<br>son come polle tra l'erbe,<br>i denti negli alvèoli<br>con come mandorle acerbe.<br><br></div><div>E andiam di fratta in fratta,<br>or congiunti or disciolti<br>(e il verde vigor rude<br>ci allaccia i mallèoli<br>c'intrica i ginocchi)<br>chi sa dove, chi sa dove!<br>E piove su i nostri vólti<br>silvani,<br>piove su le nostre mani<br>ignude,<br>su i nostri vestimenti<br>leggieri,<br>su i freschi pensieri<br>che l'anima schiude<br>novella,<br>su la favola bella<br>che ieri<br>m'illuse, che oggi t'illude,<br>o Ermione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:09:11 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>scuolatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/scuolatodesco/qbfmogfr5clrezwl/wish/2580354118</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Luigi Pirandello</strong> nasce nel 1867 vicino <strong>Agrigento</strong> - all’epoca Girgenti - e precisamente in una località chiamata <strong>Caos</strong>. Su questo lo scrittore amò sempre scherzare, definendosi un “figlio del caos”. Cresce in un clima di forte disillusione per le<strong> aspettative disattese</strong> del Risorgimento, di cui i genitori erano stati sostenitori. Questa disillusione, come altri eventi della sua vita,<strong> influenzerà le sue opere</strong> e la sua visione del mondo.<br>Si laurea in Lettere a Bonn, in Germania,<br>Tornato a Roma, entra negli ambienti letterari, collabora con alcune riviste e pubblica le<strong> prime novelle</strong> e i <strong>primi romanzi</strong>. Nel 1901 esce il romanzo <em>L’Esclusa</em> e l’anno successivo <em>Il turno</em>. Ma è il 1903 l’anno della svolta, a causa di due eventi:&nbsp; &nbsp;</div><ul><li>la <strong>miniera di zolfo</strong> dei genitori si allaga e la famiglia cade in rovina;</li><li>inizia a manifestarsi la <strong>malattia mentale della moglie</strong> che la costringerà a vivere in una casa di cura fino alla morte.</li></ul><div>Dissesto economico, follia e prigione familiare diventano allora temi centrali delle sue opere. Le <strong>difficoltà economiche</strong> lo portano a intensificare l’attività di scrittore e nascono i suoi romanzi più famosi:&nbsp; &nbsp;&nbsp;</div><ul><li><em>Il Fu Mattia Pascal</em> (1904)</li><li><em>Quaderni di Serafino Gubbio operatore</em> (1915)</li></ul><div>In questo periodo ha inizio anche l’<strong>attività teatrale</strong>, con opere sia in siciliano che in italiano, spesso derivate dalle novelle, che lo porterà al successo internazionale. <br>Nel 1921, venne messa in scena la prima di <strong>Sei personaggi in cerca d'autore</strong> nel teatro Valle di Roma, che fu un fiasco totale. Il pubblico in sala urlò “buffone” e “manicomio”, a sottolineare che lo spettacolo proprio non era piaciuto.</div><div>Non contento, Pirandello salì sul palcoscenico per ricevere gli insulti e venne bombardato da un lancio fitto di monetine che lo portò a scappare verso il taxi inseguito dai contestatori.</div><div>L'opera venne poi riproposta a Milano e questa volta ottiene un successo strepitoso: è l’inizio di un’ascesa che lo porterà al <strong>Premio Nobel</strong> del 1934. <br>Nel frattempo aveva riunito le sue novelle nella raccolta <em>Novelle per un anno</em> e aveva dato alle stampe nel 1926 il suo ultimo romanzo: <strong><em>Uno, nessuno e centomila</em></strong>. Muore <strong>nel 1936 a Roma</strong>.&nbsp;<br>Diversi particolari sono necessari per ricostruire la vita di Luigi Pirandello:</div><ul><li>In primis, dopo la morte della moglie, Pirandello inizia a viaggiare molto. La sua fama come sceneggiatore teatrale sale alle stelle, tanto da essere richiesto e invitato alle "prime" europee e internazionali (soprattutto a Broadway&nbsp; New York). Durante i suoi viaggi sviluppa un amore passionale, ma non corrisposto, verso Marta Abba, un'attrice più giovane di lui di trentatré anni. I due non avranno mai una relazione esplicita, ma un rapporto platonico guardato con sospetto dai più. Ciò che si può dire è che Pirandello era particolarmente affascinato dalla bravura della Abba.</li><li>Fu sostenitore del fascismo. Si iscrisse al Partito Fascista nel 1924, ma a questo seguì una scarsa partecipazione effettiva alle vicende del partito: il rapporto con il regime e i suoi uomini si guastò assai presto. I letterati, così come tutti coloro che volevano continuare a condurre il proprio lavoro, erano obbligati ad iscriversi al partito.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:13:11 UTC</pubDate>
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         <title>Il Decadentismo, sottocorrente: la disillusione</title>
         <author>scuolatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/scuolatodesco/qbfmogfr5clrezwl/wish/2580368347</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Decadentismo è una corrente letteraria piuttosto composita. Si diffonde a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, in Francia.<br>Gli artisti e i letterati dell'epoca si dimostrano nauseati e stufi dalla società borghese, che impone regole, etichette e pregiudizi mal formati.<br>Determinati a sollevare questo velo di ipocrisia dagli occhi dei benpensanti, gli autori si dedicano, nelle loro opere, ad un movimento che scandalizzi e scuota l'animo delle persone.<br>L’origine e la definizione del termine <strong>Decadentismo</strong> diriva dal termine francese <em>Décadent, </em>usato per definire, in senso dispregiativo, gli artisti che vivevano in modo scandaloso, fra <strong>droghe ed altri eccessi</strong>. <br>Successivamente, precisamente nel 1886, viene fondata una rivista proprio da questi letterati scandalosi che, in modo provocatorio, scelgono di intitolarla «Le Décadent». Da qui il termine <strong>Decadentismo</strong> si userà per indicare la <strong>decadenza della società</strong> che non ha più veri valori e che li sta deludendo così tanto. Insomma, una partita agguerrita fra Società Borghese contro Artisti Ribelli.<br>Le caratteristiche principali di questa corrente sono:&nbsp; &nbsp; &nbsp;</div><ul><li>Si parla di sogni, di incubi, di <strong>esperienze surreali</strong>, di tormenti dell’anima, si cerca di esprimere l’emozione e non i ragionamenti.</li><li>Scelgono un linguaggio “nuovo”: non badano troppo al significato delle parole perché interessa di più il <strong>suono</strong> delle sillabe e delle frasi, giocano molto sulla musicalità delle parole (allitterazioni, anafore, onomatopee).</li></ul><div>Il Decadentismo, però, assume ulteriori caratteristiche in base al luogo e agli artisti che vi si approcciano. Per questo possiamo individuare, all'interno del Decadentismo, diverse sottocorrenti:<br><br></div><ul><li>L'<strong>Estetismo</strong>: prevede una <strong>venerazione</strong> per tutto ciò che è bello e appartiene alla sfera estetica. Tutto ciò che riguarda la forma esteriore deve essere bello, esuberante, lussuoso, e questo riguarda ogni aspetto della vita, dal modo di vestirsi, al modo di arredare anche un salotto, ai temi delle opere letterarie che il poeta scrive.<br>Nelle opere degli autori esteti, troveremo grandi amori passionali, una forte esaltazione della<strong> natura incontaminata</strong>, dei racconti tratti da una vita aristocratica e mondana, carica di eccessi e soprattutto di disgusto verso ogni cosa banale e volgare.<br>L’<strong>estetismo</strong> è quindi una continua ricerca di ciò che appare <strong>bello ai sensi</strong> e che deve quindi essere lontano dalla sobrietà borghese e dall’ignoranza delle masse incolte.<br>I maggiori rappresentanti dell’<strong>estetismo</strong> sono Oscar Wilde e <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>, in Italia.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</li><li>Il <strong>Simbolismo</strong>: utilizzo di <strong>simboli </strong>che esprimono un <strong>significato segreto</strong>, legato alle <strong>emozioni </strong>e al rapporto con la natura. In Italia il maggior rappresentante è <strong>Giovanni Pascoli</strong>.</li><li>La <strong>disillusione: caduta di tutte le illusioni </strong>che sembrano reggere la società, finalmente viste per ciò che sono. Davanti a tutto questo <strong>l'autore è smarrito</strong>, non ha più punti di riferimento, non sa dove andare. L'unica cosa che può fare è accettare questo disorientamento e <strong>rifiutare la falsità di ciò che vive</strong>, abbracciando se stesso e ciò che è, un misero uomo che cerca la serenità. È suo dovere scriverne per fare in modo che questo messaggio possa essere condiviso. Il maggiore esponente in Italia è<strong> Luigi Pirandello.</strong></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:14:56 UTC</pubDate>
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         <title>Il fu Mattia Pascal</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il Fu Mattia Pascal</em></strong> (<strong>1904</strong>) è il primo capolavoro di <strong>Pirandello</strong>, ma all’epoca non ottenne molto successo. La storia inizia con la<strong> fuga di Mattia Pascal a Montecarlo</strong>, dove vince una grande somma al gioco. Tornando a casa scopre di essere stato dichiarato morto, scambiato per un cadavere trovato suicida. Il protagonista decidere di cogliere al volo l’occasione per <strong>liberarsi di tutti i legami sociali</strong>, fingersi veramente morto e ricominciare tutto da capo. Si trasferisce a Roma sotto il falso nome di<strong> Adriano Meis</strong> e si innamora della figlia del suo padrone di casa con la quale vorrebbe iniziare una nuova vita. Ma non può farlo perché di fronte alla legge Adriano Meis non esiste. Decide allora di <strong>fingersi nuovamente morto</strong>, di tornare al suo paese e riprendere il suo ruolo di Mattia Pascal. Ma qui scopre che la moglie ha ormai una nuova famiglia. Quello che ormai è <strong>il Fu Mattia Pascal</strong> decide di vivere in una biblioteca e scrivere la propria storia. In questo romanzo troviamo molti dei temi cari a <strong>Pirandello</strong>: l’identità, la maschera, la finzione, la condizione dell’uomo come personaggio, il tentativo di fuggire dal mondo e la sconfitta finale, il rifiuto da parte del mondo che si voleva rifiutare. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:15:57 UTC</pubDate>
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         <title>Sei personaggi in cerca d&#39;autore</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>È l’<strong>opera teatrale</strong> più famosa di <strong>Pirandello</strong> e quella che gli aprì le porte del successo. Si tratta di un’opera di teatro nel teatro. Una compagnia sta provando il suo spettacolo quando, all’improvviso, entra un gruppo di personaggi, che raccontano di essere stati rinnegati dal loro autore e chiedono di poter narrare la loro storia. Si tratta di una storia surreale, tragica e umoristica. Attraverso quest’opera <strong>Pirandello</strong> porta avanti un discorso sulla<strong> condizione del personaggio</strong> e sulla <strong>finzione nell’arte</strong>. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:16:16 UTC</pubDate>
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         <title>Le maschere e la metaletteratura</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per <strong>Pirandello</strong> la realtà è un continuo<strong> conflitto tra vita e forma</strong>. La vita è un flusso continuo, a cui si oppone la forma, fissa, che blocca la vita e la rende artificiale e porta inevitabilmente con sé il contrario della vita, ossia la morte. L’uomo all’interno della società vive una continua lotta contro la forma, le costrizioni e le <strong>maschere</strong> che la società gli impone, che lo rendono estraneo a sé stesso e agli altri. <br>In ogni ambito della vita<strong> l'uomo si sente costretto a indossare una maschera</strong> per adattarsi ad un determinato contesto. Più contesti l'uomo è costretto ad affrontare, più maschere dovrà indossare, arrivando a chiedersi <strong>qual è</strong>, alla fine, <strong>la sua vera identità</strong>. Per <strong>Pirandello</strong> questo contrasto è superabile solamente rifiutando le maschere e le strutture della società, abbracciando la <strong>pazzia</strong> (Il berretto a sonagli).<br><br>Qual è la funzione della letteratura, quindi, per <strong>Pirandello</strong>? La letteratura per lui ha allo stesso tempo una funzione<strong> consolatoria</strong>, proponendosi come gioco umoristico, e <strong>opprimente</strong>, in quanto rappresenta la lotta continua tra vita e forma. Tale scontro diventa uno <strong>scontro tra la realtà e la finzione</strong>, dal momento che la letteratura è di per sé una finzione, qualcosa che non esiste. <strong>Pirandello</strong> allora decide di svelare questa finzione, facendo metaletteratura. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:16:37 UTC</pubDate>
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         <title>Umorismo</title>
         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La teoria dell’umorismo (esposta nel saggio<em> L’umorismo</em> del 1908) ci suggerisce come <strong>porci nei confronti della vita</strong>. Per <strong>Pirandello</strong> il nostro atteggiamento davanti alla negatività del mondo deve essere di tipo umoristico e ci spiega in cosa l’<strong>umorismo</strong> si distingue dal comico.<br>Il comico è un “<strong>avvertimento del contrario</strong>”: vedo che qualcosa è contrario a come dovrebbe essere e rido. L’umorismo è il invece “<strong>sentimento del contrario</strong>”: vedo qualcosa che è contrario a come dovrebbe essere e rifletto sulle ragioni profonde di quella diversità, su quello che c’è dietro la maschera. Nel primo caso si ha una risata, nel secondo un<strong> sorriso amaro</strong>, consapevole della tragicità del mondo (es. "la vecchia imbellettata").&nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 15:19:14 UTC</pubDate>
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         <author>scuolatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-06 16:13:11 UTC</pubDate>
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         <author>scuolatodesco</author>
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         <pubDate>2023-05-06 16:13:50 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-06 16:15:35 UTC</pubDate>
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