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      <title>Storia di una ladra di libri by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-17 15:53:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martina_dallolio</author>
         <link>https://padlet.com/martina_dallolio/qamsvbcx1hmp/wish/154619631</link>
         <description><![CDATA[<div>La toccante storia di una bambina che, grazie al potere delle parole e all’amore per i libri, sopravvive alla angosciante esperienza del periodo nazista durante la seconda guerra mondiale, quando seguire l’ideologia del Fuhrer e l’antisemitismo erano un imperativo per tutti.Liesel ha nove anni quando, insieme al fratellino più piccolo, fugge dalle rovine della sua casa per dirigersi vicino a Monaco dove li attende la loro nuova famiglia adottiva; ma la neve e il gelido inverno non lasciano scampo al fratellino, che purtroppo muore nel tragitto.Sarà proprio durante il funerale del piccolo che Liesel troverà e ruberà il suo primo libro, iniziando così la sua carriera di ladra.<br><br></div><div><br></div><div>“Prima i colori.</div><div>Poi gli esseri umani.</div><div>E’ così che di solito vedo le cose.</div><div>O almeno ci provo.</div><div>***UN SEMPLICE FATTO***</div><div><strong>Prima o poi morirai.</strong></div><div><br></div><div>In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.</div><div>&nbsp;* * * REAZIONE AL SUMMENZIONATO FATTO * * *&nbsp;</div><div><strong>Ti preoccupa?&nbsp;</strong></div><div><strong>il mio consiglio è: non avere paura.&nbsp;</strong></div><div><strong>Sono leale.</strong></div><div><br></div><div>Naturalmente occorre un’introduzione.&nbsp;</div><div>Un inizio.&nbsp;</div><div>Dove sono finite le mie buone maniere?&nbsp;</div><div>Potrei presentarmi in modo appropriato, certo, ma non mi pare necessario. Potrai conoscermi abbastanza bene e piuttosto in fretta, dipende da alcune variabili. Ti basti sapere che a un certo punto sarò lì di fronte a te, più cordiale che potrò. Ti terrò l’anima in pugno. Un colore farà capolino dalla mia spalla, e ti porterò via con me, con dolcezza.&nbsp;</div><div>Sarai sdraiato (di rado trovo qualcuno in piedi). Avrai le membra rigide. Forse qualcuno ti scoprirà, e si sentirà un grido risuonare nell’aria. Gli unici rumori che udirò dopo saranno quelli del mio respiro, del mio fiuto, dei miei passi. L’interrogativo che devi porti è; che colore assumerà ogni cosa nell’istante in cui verrò da te? Che cosa dirà il cielo?&nbsp;</div><div>Personalmente amo il cielo color cioccolato. Cioccolato scurissimo. Si dice che mi doni. Tuttavia cerco di apprezzare ogni sfumatura che vedo, l’intero spettro. Un miliardo o giù di lì di sapori, nessuno perfettamente uguale all’altro, e un cielo da succhiare piano piano. Allevia la tensione. Mi aiuta a rilassarmi.&nbsp;</div><div>* * * UNA PICCOLA TEORIA * * *</div><div><strong>La gente tende a notare i colori di una giornata solo all’inizio e alla fine, ma per me è chiaro che in un giorno si susseguono un’infinità di sfumature e tinte, in ogni istante. Una singola ora può essere composta da migliaia di colori diversi. Gialli cerei, azzurri plumbei. Tenebrosa oscurità. Nel mio lavoro mi picco di notarli tutti.</strong></div><div><br></div><div>Come ho accennato, la mia unica salvezza è lo svago. Mi mantiene sana di mente. Mi aiuta a tirare avanti, tenendo conto che faccio questo lavoro da moltissimo tempo. Il guaio è; chi potrebbe mai sostituirmi? Chi potrebbe prendere il mio posto mentre mi concedo un po’ di riposo in una delle vostre località di villeggiatura, tropicale o sciistica? La risposta, naturalmente, è; nessuno, cosa che mi ha indotta a prendere una consapevole, deliberata decisione, ovvero fare dello svago la mia vacanza. Inutile dire che le mie vacanze le passo osservando i colori.&nbsp;</div><div>Ti domanderai perché abbia bisogno di una vacanza. Da che cosa dovrei svagarmi?&nbsp;</div><div>Questo ci conduce al punto successivo.&nbsp;</div><div>Gli esseri umani superstiti.&nbsp;</div><div>I sopravvissuti.&nbsp;</div><div>Sono quelli che non posso guardare, sebbene in molte occasioni non riesca a evitarlo. Cerco deliberatamente i colori per tenerli lontani dalla mia mente, ma di tanto in tanto mi trovo davanti quelli che sono rimasti indietro, schiacciati sotto un caos di frammenti di consapevolezza, disperazione e stupore. Hanno cuori feriti. Hanno polmoni schiacciati.&nbsp;</div><div>E questo ci porta, a sua volta, all’argomento di cui ti parlerò stasera, o stamani, a seconda dell’ora e del colore. E la storia di una di quei sopravvissuti — un’esperta nell’arte di essere lasciata indietro — che, fra le altre cose, riguarda:</div><ul><li>una ragazza;</li><li>qualche parola;&nbsp;</li><li>un suonatore di fisarmonica;</li><li>alcuni tedeschi fanatici;&nbsp;</li><li>un pugile ebreo;&nbsp;</li><li>e un bel po’ di furti.”</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-17 15:55:08 UTC</pubDate>
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