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      <title>L&#39;acqua nelle opere d&#39;arte by Patty</title>
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      <description>Lettura di opere d&#39;arte </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-28 15:53:54 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;acqua nelle opere d&#39;arte</title>
         <author>pattysanna</author>
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         <pubDate>2018-01-28 15:53:56 UTC</pubDate>
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         <title>LA NASCITA DI VENERE DI SANDRO BOTTICELLI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;data di realizzazione: 1482-1485<br>dimensioni:&nbsp; 1,72 m x 2,78 m <br>luogo di conservazione: Firenze, Galleria degli Uffizi, sala 10-14 Sandro Botticelli<br><br>Questo quadro è stato dipinto tra il <strong>1482 e il 1485</strong> da Sandro Botticelli. Esso raffigura la nascita della dea greca Venere (Afrodite) nel momento in cui, appena arrivata nelle coste dell'Isola di Cipro, viene coperta con un drappo di stoffa adornato con disegni di fiori, datole da una Ora, che la aspettava per coprire la sua nudità. La dea, nata dalla spuma delle onde, viene spinta dai venti Aura e Zefiro fino alla terraferma, dove approderà con una conchiglia a farle da zattera. la dea, priva di ogni veste, cerca di coprirsi con la sua chioma dorata, che viene mossa dai venti. l'acqua, in questa opera, detiene un ruolo fondamentale: oltre che a incorniciare la scena, ci presenta le origini della dea: dopo il patricidio compiuto da Chronos (il tempo) nei confronti di Urano (il cielo), il titano del tempo fece a pezzi il padre spargendone i resti in tutte le parti del mondo. i genitali del cielo caddero in mare e diedero vita, dopo secoli, alla dea della bellezza, Venere.<br>in questo quadro, la dea, viene vista come un esempio perfetto della bellezza femminile del periodo. botticelli rappresentò la sua visione della venere come una dea il cui pudore traspare dalla posizione assunta e dal gesto con cui cerca di coprirsi con i propri capelli, decorati inoltre con alcuni fili d'oro, così come le ali di Zefiro e i dettagli nella vegetazione circostante. molti studiosi attribuiscono l'identità della figura posta alla destra del quadro, anziché con la Ora, con la dea della primavera Flora, avendo come dati a proprio favore i dettagli nella veste della figura. le stessa Ora, secondo il progetto originale di Botticelli, avrebbe dovuto indossare dei sandali, poi eliminati dal pittore in un secondo momento. un altro dettaglio che potrebbe incuriosire il lettore è il fatto che tutte e quattro le figure non possiedono ombra. e Botticelli non le ha dimenticate. infatti si tratta di una visione fantastica della nostra realtà, secondo la quale, per la luce che illumina le figure, ci dovrebbero essere delle ombre.<br><br><br>Sandro Botticelli, il cui vero nome è Alessandro Filipepi, nasce il primo marzo del 1445 a Firenze. Grande pittore del periodo, realizza delle opere sotto commissione della casa Fiorentina dei De'Medici. Oltre la nascita di Venere, egli realizza anche La Primavera, con protagonista la dea Venere.<br>Altra sua opera ,molto conosciuta è la versione con disegni dell'Inferno Dantesco, che diedero modo agli studiosi contemporanei di apprendere perfettamente la visione dell'Inferno di Dante.&nbsp;<br>Realizz anche la versione con disegni del Purgatorio e del Paradiso di Dante, senza però riuscire a colorare il tutto.</div><div>Egli muore il 17 maggio 1510 a Firenze.<br><br></div><div><a href="http://www.arteworld.it/la-nascita-di-venere-sandro-botticelli/">http://www.arteworld.it/la-nascita-di-venere-sandro-botticelli/</a><br><br>Francesca Anfuso<br>Arthur Marco Bandiera&nbsp;<br>3^B</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:12:12 UTC</pubDate>
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         <title>LA NOTTE STELLATA SUL RODANO DI VAN GOGH</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div><strong>Data di produzione: 1888<br>Dimensioni: 72,5 cm x 92 cm <br>Dove si trova: Musée d’Orsay, Parigi<br>TECNICA:&nbsp; OLIO SU TELA<br></strong>&nbsp;Vincent Willem Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert (Olanda) ed ebbe, a causa della sua estrema sensibilità di artista, una vita molto tormentata. <br>&nbsp;Vive a Zundert, Vincent esegue i suoi primi disegni. Inizia invece le scuole a Zevenbergen. Impara il Francese, l'Inglese, il Tedesco e per la prima volta inizia a dipingere.<br>Terminati gli studi, va a lavorare come impiegato nella succursale della casa d'arte parigina Goupil e Cie, successivamente nelle sedi dell'Aja, di Londra e di Parigi. Durante il soggiorno parigino l'artista scopre la pittura <a href="https://biografieonline.it/tema.htm?n=Impressionisti">impressionista</a> e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi.&nbsp; Nel maggio del 1875 viene definitivamente trasferito a Parigi. <br> Muore il 29 luglio 1890 ad<a href="https://www.google.it/search?q=Auvers-sur-Oise+Francia&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LQz9U3MI_PNVLiBLEsSgxMy7U0s5Ot9AtS8wtyUvVTUpNTE4tTU-ILUouK8_OsCnISk1MV8tMUUlITSzIAxSlABUIAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwinv9rZlcHaAhXHxRQKHQn0DN0QmxMINigBMAM">Auvers-sur-Oise, Francia</a> a causa di un&nbsp; <strong>&nbsp;</strong><a href="https://www.google.it/search?q=trauma+balistico&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LQz9U3MI_PNVLiArGMCvNSDJO0NLOTrfQLUvMLclL1U1KTUxOLU1PiC1KLivPzrJITS4tTFfLTFFJSE0syAHO1R_5DAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwinv9rZlcHaAhXHxRQKHQn0DN0QmxMIOigBMAQ">Trauma balistico</a>.<strong>&nbsp;</strong></div><div><strong><br></strong>Van Gogh realizza quest'opera durante il suo soggiorno ad Arles<strong>.<br></strong>&nbsp;Il titolo italiano di questa tela è La Notte Stellata sul Rodano, ma in ambito internazionale molti fanno riferimento al lavoro di Van Gogh chiamandolo <em>Starry night over the Rhone. </em><br>&nbsp;L' artista riproduce dettagliatamente ciò che vede nell’oscurità.<br>Le luci della città e le stelle si specchiano nel Rodano, La loro luminosità è rappresentata con un arancione acceso, mentre il blu del cielo è lavorato con il blu di Prussia e il cobalto.<br>&nbsp;Le stelle magnifiche risplendono nel cielo e intorno è un luccichio di luci che brillano nel blu della notte.<br>&nbsp;La zona del cielo buio illuminato dalle stelle che forniscono un orientamento.&nbsp;<br>&nbsp;Le stelle indicano una pista solo a chi sa alzare lo sguardo con fiducia, a partire da qualunque situazione si trovi a vivere, invitano ad uscire da sé per affidarci.<br>&nbsp;Il dipinto mostra una scena notturna. La notte esprime sia la fatica, il non vedere, la ricerca della luce.<br>I due personaggi sulla destra dell'opera poggiano sull'acqua.</div><div>Un’acqua diversa, venata di un azzurro più chiaro, quasi in memoria di un cielo diurno, e con un moto trasversalmente incidente su quello orizzontale che interessa la parte più lontana del fiume. Si, qui l’acqua par muoversi verso il bordo sinistro del quadro, e non solo, essa pare alzarsi e impennarsi in due surreali onde chiare prodotte dall’impatto con le imbarcazioni.</div><div>E non può essere che così, perché le “onde” sopravanzano di molto in altezza le barche e paiono sul punto di sommergerle.</div><div>Di sicuro di acqua in movimento verso sinistra si tratta, ed è da questa precaria condizione che i due personaggi guardano spauriti verso di noi. <br>LINK DEL SITO PER AVERE QUALCHE NOTIZIA IN PIU': <a href="http://albertocottignoli.over-blog.it/2017/02/van-gogh-cielo-stellato-sul-rodano-cio-che-nessuno-ha-visto.html">http://albertocottignoli.over-blog.it/2017/02/van-gogh-cielo-stellato-sul-rodano-cio-che-nessuno-ha-visto.html</a><br> Dalle parole dello stesso Vincent, <strong><em>"la notte stellata è dipinta in notturna, sotto un getto di gas. Il cielo è color acqua marina, il fiume blu-reale, la città blu e viola, i riflessi color oro scalando verso il verde-bronzo. Sul fiume l'Orsa Maggiore è riflessa con un verde scintillante e rosa, il cui pallore contrasta con l'oro vivo del gas: due figure d'amanti piene di colori sono in primo piano"</em></strong>. Da notare che il gas era prodotto per creare la luce artificiale al tempo in cui non vi era elettricità.&nbsp; Ada Bassu e Giulia Stara 3B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:12:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:13:32 UTC</pubDate>
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         <title>LA NOTTE STELLATA SUL RODANO </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>data di produzione: 1888 <br>Autore dell'opera: Van Gogh<br>dove si trova: musèe d'orsay parigi<br>tecnica : Olio su tela<br>L' opera rappresenta una notte ricoperta dall' oscurità che ha un fare sensibile quasi romantico infondo possiamo notare che c'è una coppia di innamorati, il cielo appare molto rischiarito dalle stelle che si riflettono sul rodano, la notte esprime l'incapacità nel vedere. Il dipinto è stato prodotto nel suo soggiorno ad Arles . Van gogh utilizza una sola tinta per poi svilupparla in tutte le sue sfumature, utilizza una sinfonia di  un blu raffinato un blu oltre mare e un blu cobalto<br>Sara Tahiri Giada Gervasoni 3^B</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:14:57 UTC</pubDate>
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         <title>ILA E LE NINFE (Stefania Luchetti 3b)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Data di produzione:1896<br>Periodo:Romanticismo<br>Artista:John William Waterhouse<br>Al centro del dipinto Ila, il giovane amato da Ercole viene raffigurato poco prima di essere rapito  dalle ninfe  che lo trascineranno  nelle profondità dello stagno.Il dipinto  raffigura  un momento della leggenda greca  e romana  basato  sui racconti  di Ovidio e di altri scrittori  antichi, in cui l'estasiato  Hylas viene rapito  dalle Naiadi (Ninfe d' acqua femminile) mentre cerca l'acqua potabile. Il dipinto è stato  interpretato da una metafora  dalla pericolosa sessualità femminile  e un avvertimento  contro la  ninfomania. Il dipinto misura 98,2 per 163,3 centimetri, un giovane maschio con abiti classici con una tunica blu  e  una fascia  rossa  che porta anche un barattolo  di  d'acqua  a collo largo. Si sta chinando  accanto  a un laghetto  in una radura di fogliame  verde lussureggiante, prodendendo   verso sette giovani donne, le ninfe  acquatiche , che stanno uscendo  uscendo dallo stagno  tra le foglie e i fiori  delle  ninfe, compresa una rappresentazione  del ninfea gialla</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:19:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;BATTESIMO DI CRISTO&quot;</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/pattysanna/q6ha4bxjddwh/wish/252492796</link>
         <description><![CDATA[<div>La data di produzione di quest' opera risale dal 1440 al 1448.<br>L' autore di quest' opera è Pietro Della Francesca.<br>La tecnica utilizzata dal pittore per dipingere quest' opera è la tecnica su tavola. L' opera misura 167x116 cm.<br>i  committenti furono Monaci Benedettini Camaldonesi di borgo Sansepolcro.<br> È una sacra rappresentazione di  un soggetto neotestamentario tratto dal terzo capitolo del Vangelo di San Matteo: al centro della tavola, posto sulla bisettrice, è il Cristo in raccoglimento con le mani giunte nell’atto di ricevere il battesimo da San Giovanni Battista su una sponda del fiume Giordano in Galilea, mentre lo Spirito Santo sotto forma di colomba bianca discende sul capo del Salvatore. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:20:15 UTC</pubDate>
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         <title>IL PONTE DI ARGENTEUIL</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div>data:1874<br>pittore: CLAUDE MONET<br>periodo:impressionismo<br>supporti: tela, colori ad olio<br>dimensioni: w800 x h600 cm<br>&nbsp;Nel corso del 1874, anno della prima mostra del gruppo impressionista, il ponte di Argenteuil fu rappresentato sette volte da Claude Monet mentre il ponte ferroviario, che scavalca la Senna a monte del paese, quattro volte. Il che dimostra quanto l’artista, che giocava sugli effetti di contrasto prodotti dal regolare fluire del corso d’acqua con la massa geometricamente costruita del ponte e dei suoi piloni soggetti ai riflessi, fosse legato a questo motivo.<br>Nel quadro qui raffigurato, il primo piano è occupato da barche a vela ormeggiate. Gli effetti di luce sugli alberi delle imbarcazioni ed anche sulle coperture dei tetti delle abitazioni visibili sulla sponda in secondo piano, permettono giochi di colori complementari (arancione e blu) che accentuano la vivacità della luce. Il Ponte di Argenteuil rivela una diversità nella fattura: contorni ancora chiusi degli elementi solidi o architetturali, come le imbarcazioni a vela ed il ponte, fluidità omogenea dell’acqua in primo piano, pennellata spezzata che compare sui riflessi in secondo piano.<br>Il ponte di Argenteuil, un tema dipinto da molti impressionisti, è una composizione equilibrata, classicamente ritmata: gli alberi delle barche richiamano i piloni del ponte e la vela arrotolata, la sponda; l’azzurro dell’acqua in primo piano richiama l’azzurro del cielo mentre i verdi e i gialli vibrano nell’acqua come nella riva e negli alberi del fondo.&nbsp; (GABRIELE CUBEDDU-NICOLO' CANU 3°B)<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:355,&quot;url&quot;:&quot;https://imgc.allpostersimages.com/img/print/posters/claude-monet-il-ponte-di-argenteuil-1874_a-G-13294621-8880731.jpg&quot;,&quot;width&quot;:473}" data-trix-content-type="image"><img src="https://imgc.allpostersimages.com/img/print/posters/claude-monet-il-ponte-di-argenteuil-1874_a-G-13294621-8880731.jpg" width="473" height="355"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:21:39 UTC</pubDate>
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         <title>ILA E LE NINFE                                                 </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Data di produzione: 1896<br>Artista: John William Waterhouse<br>Periodo: Romanticismo<br>Dove si trova: Manchester Art Gallery <br>Tecnica: OLIO SU TELA</strong>  <figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://imgglb.padletcdn.com/v13/image?t=c_limit,dpr_1,h_925,w_1920&amp;url=http%3A%2F%2Filcrepuscolo.altervista.org%2Fphp5%2Fimages%2Fthumb%2Fc%2Fc5%2FWaterhouse%252C_John_William_-_Ila_e_le_Ninfe_%25281896%2529.jpg%2F800px-Waterhouse%252C_John_William_-_Ila_e_le_Ninfe_%25281896%2529.jpg" width="800" height="496"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>  <strong>John WIlliam Waterhouse: </strong>Nacque a Roma nel 1849.<br> Nel 1874, all'età di venticinque anni, presentò il primo dei suoi lavori maturi. Nel 1883, Waterhouse intensificò la sua attività di pittore all'interno della Royal Academy.<br>Si ammalò nel 1915 di tumore e morì due anni dopo.<br>La sua tomba si trova a londra (Kensal Green Cemetery) <br><strong>Descrizione dell' opera:</strong><br>Raffigura Ila mentre si accosta con l'anfora in mano all'acqua mentre attorno a lui appaiono le Naiadi, Ninfe delle acque. La scena è caratterizzata da una forte sensualità poiché una fra le ninfe ha un ruolo di primo piano nell'afferrare il braccio di Ila, anche se una seconda compagna, che dà le spalle allo spettatore, si tende ad afferrargli la veste. <br><a href="http://www.corriere.it/esteri/18_febbraio_01/manchester-via-ninfe-museo-erotismo-offensivo-ma-polemica-59644ee4-0732-11e8-8886-af603f13b52a.shtml?refresh_ce-cp">link<br></a><br><br>Marta Fenu - Giorgia Senes 3B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:21:45 UTC</pubDate>
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         <title>LA ZATTERA DELLA MEDUSA</title>
         <author>nino_daidone111</author>
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         <description><![CDATA[<div>PITTORE: Théodore Géricault<br>ANNO: 1818-1819<br>ESPOSIZIONE: Museo del Louvre<br>DIMENSIONI: 4,91m x 7,16 m<br><br>Il quadro di Gericault, la zattera della Medusa, prende spunto, nel suo soggetto, da un fatto di cronaca successo nel 1816: l’affondamento della nave francese Medusa. Gli occupanti della nave si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata alle onde del mare per diverse settimane. Gli sfortunati occupanti di quella zattera vissero una esperienza terribile che condusse alla morte la gran parte di loro. Solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio; i marinai sopravvissuti, raccontano di episodi di cannibalismo e di&nbsp; "morte".<br><br>Il quadro di Gericault, usa un episodio di cronaca quotidiana per esprimere un contenuto preciso: la vita umana in bilico tra speranza e disperazione.</div><div>&nbsp;Il quadro è costruito secondo il classico sviluppo piramidale. Nel quadro di Gericault le piramidi sono due, ed esprimono due direzioni che si incrociano tra loro opponendosi.<br><br>La prima piramide parte dall’uomo morto in basso a sinistra ed ha il vertice nell’uomo di spalle che sta agitando un panno. È va dalla disperazione, di coloro che sono morti, di chi ha ancora la forza di agitarsi con la speranza di essere visto da qualcuno che vada a salvarli. La seconda piramide parte dalle onde del mare per giungere all’albero che sorregge la vela. Questa è la direzione del mare che spinge in direzione opposta rispetto alla direzione delle speranze umane.&nbsp;</div><div><br>Marco Serra, Alessandro Cau;<br>E.PAIS<br>3^B&nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:22:54 UTC</pubDate>
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         <title>LA NASCITA DI VENERE- Farina Diego e Zucca Edoardo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>AUTORE: SANDRO BOTTICELLI<br>DATA: 1485<br>TECNICA: TEMPERA SU TELA<br>MUSEO: GLI UFFIZI<br>DIMENSIONI: 172.5 X 278.5<br><br>Nota come “Nascita di Venere”, la composizione raffigura più precisamente l’approdo sull' isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. L’accoglie una giovane donna, identificata talvolta con una delle Grazie oppure con l’Ora della primavera, che le porge un manto cosparso di fiori; alla stagione primaverile rimandano anche le rose portate dai venti. Il tema del dipinto, che celebra Venere come simbolo di amore e bellezza, fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano. <br> </div><div>Diversamente dalla “Primavera”, dipinto su tavola, la “Nascita di Venere” fu realizzato su tela, un supporto non spesso utilizzato nel Quattrocento per pitture decorative destinate alle residenze signorili.</div><div>Botticelli prende ispirazione da statue di epoca classica per l’atteggiamento pudico di Venere, che copre la nudità con i lunghi capelli biondi, i cui riflessi di luce sono ottenuti tramite l’applicazione di oro; anche la coppia dei Venti che vola abbracciata è una citazione da un’opera antica, una gemma di età ellenistica posseduta da Lorenzo il Magnifico. <br> </div><div> </div><div>La ricostruzione storica delle vicende legate alla <em>Nascita di Venere</em>, ricostruite da horne nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1908">1908</a>, ha molte analogie con quella della <em>Primavera</em>.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vasari"><br>Vasari</a>, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1550">1550</a>, citò il dipinto assieme alla <em>Primavera</em> nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_di_Castello">villa di Castello</a>, che all'epoca di Botticelli era di proprietà dei fratelli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_il_Popolano">Giovanni</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_il_Popolano">Lorenzo de' Medici</a> "Popolani", cugini più giovani di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_il_Magnifico">Lorenzo il Magnifico</a>. Ciò ha fatto spesso supporre che il committente fosse Lorenzo il Popolano, che si era fatto dipingere la <em>Primavera</em>, e che i due dipinti facessero parte di un medesimo ciclo mitologico di cui faceva parte anche la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pallade_e_il_centauro"><em>Pallade e il centauro</em></a>, sempre agli Uffizi, e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_e_Marte_(Botticelli)"><em>Venere e Marte</em></a> nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/National_Gallery_di_Londra">National Gallery di Londra</a>. In realtà nessuna opera in cui sia riconoscibile la <em>nascita di Venere</em> è elencata negli inventari della villa del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1498">1498</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1503">1503</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1516">1516</a>, per cui venne sicuramente lì trasportata in un secondo momento prima della visita di Vasari<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Venere#cite_note-CAT-4"><sup>[4]</sup></a>. Al tempo del riferimento vasariano l'edificio era di proprietà di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_I_de%27_Medici">Cosimo I de' Medici</a>, che aveva sì potuto ereditare il dipinto dai suoi antenati del ramo "Popolano", ma anche averlo acquistato per conto personale o averlo sottratto durante una confisca di stato<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Venere#cite_note-U128-5"><sup>[5]</sup></a>. La prima menzione in un inventario della villa risale al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1598">1598</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Venere#cite_note-CAT-4"><sup>[4]</sup></a> <br><br></div><div><br></div><div>La <em>Nascita di Venere</em> è in genere considerata opera anteriore alla <em>Primavera</em>. Secondo alcuni entrambe le opere risalgono a un periodo vicino, dopo il ritorno del pittore da Roma per affrescare alcune scene nella cappella sistina o immediatamente prima del viaggio. <br>LINK VIDEO:<a href="https://www.youtube.com/watch?v=CuYRfqLxj8g">https://www.youtube.com/watch?v=CuYRfqLxj8g</a></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:23:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2018-04-17 10:30:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2018-04-17 10:35:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2018-04-17 10:36:31 UTC</pubDate>
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         <title>levar del sole</title>
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         <description><![CDATA[<div>o soleil levant ,è un'opera di Monet prodotta nel 1872 che attualmente si trova al Mousèe Marmottan Monet di Parig i ;ha una dimensione di 48 x 63 cm.<br>è parte di una serie di opere dipinte da monet nella sua città natale,ovvero una cittadina francese affacciata sul mare chiamata Le Havre. Per alcuni dei lavori appartenenti a questa serie di opere si serve di un punto di vista proprio a pelo dell’acqua; in altre occasioni, invece, si mette comodo in una stanza d’albergo che dà sul porto e dipinge quello che si vede ....................................................................................................................FRancesco naseddu 3B, da continuare</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:37:58 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[Empty
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i I DUE PERSONAGGI POGGIA
 i I DUE PERSONAGGI POGGIANO APPUNTO SULL’ACQUA.
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VAN GOGH REALIZZA QUEST '
 VAN GOGH REALIZZA QUEST 'OPERA DURANTE IL SUO SOGGIORNO AD ARLES 
levar del sole
levar del sole
LA NOTTE STELLATA SUL RODANO
LA NOTTE STELLATA SUL RODANO 
data di produzione: 1888 
Autore dell'opera: Van Gogh
dove si trova: musèe d'orsay parigi
L' opera rappresenta una notte ricoperta dall' oscurità che ha un fare sensibile quasi romantico infondono possiamo notare che c'è una coppia di innamorati, il cielo appare molto rischiarito dalle stelle che si riflettono sul rodano, la notte esprime l'incapacità nel vedere e la  
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
Théodore  Géricault 

 
 
Il quadro di Gericault, la zattera della Medusa, prende spunto, nel suo soggetto, da un fatto di cronaca successo nel 1816: l’affondamento della nave francese Medusa. Gli occupanti della nave si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata alle onde del mare per diverse settimane. Gli sfortunati occupanti di quella zattera vissero una esperienza terribile che condusse alla morte la gran parte di loro. Solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio, i marinai sopravvissuti, raccontano di episodi di cannibalismo e si 

Bisogna ricordare il periodo storico in cui è nata questa tela. La Francia era appena uscita da una esperienza storica che l’aveva profondamente segnata: prima la Rivoluzione e poi l’impero napoleonico. Napoleone, nel 1815, a Waterloo era stato definitivamente sconfitto e confinato nell’isola di Sant’Elena. Nel 1816, con il Congresso di Vienna, gli stati europei avevano ripristinato la situazione geo-politica antecedente la Rivoluzione Francese. Tutto ciò che era successo con questa esperienza francese sembrava definitivamente cancellato con un colpo di spugna.
Lo stato d’animo dei francesi, in quegli anni, era soprattutto di sconforto e di delusione. Sentimenti originati dalla constatazione che ciò che essi avevano fatto non era servito a nulla. Il senso di disagio e di deriva finiva per rispecchiarsi direttamente in un quadro che rappresentava appunto un naufragio. Così, volutamente o casualmente, la zattera della Medusa divenne la metafora di un naufragio che, simbolicamente, vedeva coinvolta tutta la nazione francese. Se «Il giuramento degli Orazi» di David rappresenta la Francia prima della Rivoluzione, «La zattera della Medusa» dà l’immagine psicologica della Francia dopo che la Rivoluzione si è conclusa con il fallimento dell’impero.
Il quadro di Gericault, dunque, usa un episodio di cronaca quotidiana per esprimere un contenuto preciso: la vita umana in bilico tra speranza e disperazione.
Formalmente il quadro è costruito secondo il classico sviluppo piramidale. Nel quadro di Gericault le piramidi sono in realtà due ed esprimono due direzioni che si incrociano tra loro opponendosi. La prima piramide parte dall’uomo morto in basso a sinistra ed ha il vertice nell’uomo che, di spalle, sta agitando un panno. È la direzione umana cha va dalla disperazione, di coloro che sono morti, alla speranza di chi ha ancora la forza di agitarsi con la speranza di essere visto da qualcuno che vada a salvarli. La seconda piramide parte dalle onde del mare per giungere all’albero che sorregge la vela. Questa è la direzione del mare che spinge in direzione opposta rispetto alla direzione delle speranze umane. È proprio la tensione visibile tra queste due forze opposte a dare un primo tratto drammatico alla scena.
Nei primi studi, preliminari alla realizzazione finale del quadro, Gericault mise una nave all’orizzonte nella direzione in cui guarda l’uomo che agita il panno. La presenza della nave all’orizzonte dava in realtà la sensazione del lieto fine. La sensazione che oramai, per i sopravvissuti, la brutta avventura stava per volgere all’epilogo. Ciò comportava lo scioglimento della tensione psicologica.
Nella stesura definitiva la nave all’orizzonte scompare, proprio per aumentare il senso del pathos. Chi guarda non sa come la vicenda andrà a finire e quindi deve cogliere la sensazione drammatica di chi ancora non sa se verrà salvato o m]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:40:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2018-04-17 10:40:46 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-04-17 10:41:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2018-04-17 10:41:21 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <pubDate>2018-04-17 10:44:02 UTC</pubDate>
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         <title>                 NARCISO</title>
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         <link>https://padlet.com/pattysanna/q6ha4bxjddwh/wish/252501305</link>
         <description><![CDATA[<div>Artista: Caravaggio<br>Data: 1597-1599<br>Luogo: Galleria Nazionale d'Arte Antica a Roma.<br>Le dimensioni : 112 x 92 cm<br>Il dipinto illustra Narciso che ammira la sua immagine in uno specchio d' acqua. Il riflesso crea una simmetria del protagonista.<br>Il mito di Narciso, risale al II secolo a.C. L' autore, Canone, narra di un bellissimo ragazzo di nome Narciso che aveva così tanta stima e ammirazione per se stesso, che rifiutava qualunque ragazza lo corteggiasse. Un giorno si avvicino ad un fiume per rinfrescarsi, e rimase di pietra nel vedere il riflesso di un ragazzo perfetto, un Dio. Si narra che Narciso morì annegato nel fiume nell' ammirare se stesso, però si dice anche che fu punito dagli dei che rivendicarono tutti i corteggiatori rifiutati che si suicidarono.<br>( Oggi viene definito " Narciso " o " Narcisista " chi ha molta ammirazione per se stesso )<br>&nbsp;Il Narciso di Caravaggio è molto lontano dal mito greco, come si può notare dall' abbigliamento di un comune cittadino rinascimentale.<br>Inizialmente quest' opera fu attribuita ad altri pittori, però lo stile di Caravaggio, è facilmente riconoscibile nello sfondo buio che circonda i protagonista e mette in contrasto la luce e l' oscurità.<br><br>Chessa Maria Vittoria&nbsp;<br>IIIB<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 10:45:37 UTC</pubDate>
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LA NOTTE STELLATA SUL RODANO
LA NOTTE STELLATA SUL RODANO 
data di produzione: 1888 
Autore dell'opera: Van Gogh
dove si trova: musèe d'orsay parigi
L' opera rappresenta una notte ricoperta dall' oscurità che ha un fare sensibile quasi romantico infondono possiamo notare che c'è una coppia di innamorati, il cielo appare molto rischiarito dalle stelle che si riflettono sul rodano, la notte esprime l'incapacità nel vedere e la  
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
Théodore  Géricault 

 
 
Il quadro di Gericault, la zattera della Medusa, prende spunto, nel suo soggetto, da un fatto di cronaca successo nel 1816: l’affondamento della nave francese Medusa. Gli occupanti della nave si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata alle onde del mare per diverse settimane. Gli sfortunati occupanti di quella zattera vissero una esperienza terribile che condusse alla morte la gran parte di loro. Solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio, i marinai sopravvissuti, raccontano di episodi di cannibalismo e si 

Bisogna ricordare il periodo storico in cui è nata questa tela. La Francia era appena uscita da una esperienza storica che l’aveva profondamente segnata: prima la Rivoluzione e poi l’impero napoleonico. Napoleone, nel 1815, a Waterloo era stato definitivamente sconfitto e confinato nell’isola di Sant’Elena. Nel 1816, con il Congresso di Vienna, gli stati europei avevano ripristinato la situazione geo-politica antecedente la Rivoluzione Francese. Tutto ciò che era successo con questa esperienza francese sembrava definitivamente cancellato con un colpo di spugna.
Lo stato d’animo dei francesi, in quegli anni, era soprattutto di sconforto e di delusione. Sentimenti originati dalla constatazione che ciò che essi avevano fatto non era servito a nulla. Il senso di disagio e di deriva finiva per rispecchiarsi direttamente in un quadro che rappresentava appunto un naufragio. Così, volutamente o casualmente, la zattera della Medusa divenne la metafora di un naufragio che, simbolicamente, vedeva coinvolta tutta la nazione francese. Se «Il giuramento degli Orazi» di David rappresenta la Francia prima della Rivoluzione, «La zattera della Medusa» dà l’immagine psicologica della Francia dopo che la Rivoluzione si è conclusa con il fallimento dell’impero.
Il quadro di Gericault, dunque, usa un episodio di cronaca quotidiana per esprimere un contenuto preciso: la vita umana in bilico tra speranza e disperazione.
Formalmente il quadro è costruito secondo il classico sviluppo piramidale. Nel quadro di Gericault le piramidi sono in realtà due ed esprimono due direzioni che si incrociano tra loro opponendosi. La prima piramide parte dall’uomo morto in basso a sinistra ed ha il vertice nell’uomo che, di spalle, sta agitando un panno. È la direzione umana cha va dalla disperazione, di coloro che sono morti, alla speranza di chi ha ancora la forza di agitarsi con la speranza di essere visto da qualcuno che vada a salvarli. La seconda piramide parte dalle onde del mare per giungere all’albero che sorregge la vela. Questa è la direzione del mare che spinge in direzione opposta rispetto alla direzione delle speranze umane. È proprio la tensione visibile tra queste due forze opposte a dare un primo tratto drammatico alla scena.
Nei primi studi, preliminari alla realizzazione finale del quadro, Gericault mise una nave all’orizzonte nella direzione in cui guarda l’uomo che agita il panno. La presenza della nave all’orizzonte dava in realtà la sensazione del lieto fine. La sensazione che oramai, per i sopravvissuti, la brutta avventura stava per volgere all’epilogo. Ciò comportava lo scioglimento della tensione psicologica.
Nella stesura definitiva la nave all’orizzonte scompare, proprio per aumentare il senso del pathos. Chi guarda non sa come la vicenda andrà a finire e quindi deve cogliere la sensazione drammatica di chi ancora non sa se verrà salvato o m
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Vuoto
VAN GOGH REALIZZA QUEST '
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NARCISO
                 NARCISO
Questo magnifico capolavoro, fu dipinto dal 1597 al 1599. Odiernamente si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Antica a Roma.
Le dimensioni sono di 112 per 92 cm.
Il mito di Narciso, risale al secondo secolo a.C. L' autore, Canone, narra di un bellissimo ragazzo di nome Narciso
Il "BATTESIMO DI CRISTO"
Il "BATTESIMO DI CRISTO"
La data di produzione di quest' opera risale dal 1440 al 1448.
L' autore di quest' opera è Pietro Della Francesca.
La tecnica utilizzata dal pittore per dipingere quest' opera è la tecnica su tavola. L' opera misura 167x116 cm.
i  committenti furono Monaci Benedettini Camaldonesi di borgo Sansepolcro.
 È una sacra rappresentazione di  un soggetto neotestamentario tratto dal terzo capitolo del Vangelo di San Matteo: al centro della tavola, posto sulla bisettrice, è il Cristo in raccoglimento con le mani giunte nell’atto di ricevere il battesimo da San Giovanni Battista su una sponda del fiume Giordano in Galilea, mentre lo Spirito Santo sotto forma di colomba bianca discende sul capo del Salvatore. 

IL PONTE DI ARGENTEUIL
IL PONTE DI ARGENTEUIL
 
data:1874
pittore: CLAUDE MONET
periodo:impressionismo
supporti: tela, colori ad olio
dimensioni: w800 x h600 cm
 Nel corso del 1874, anno della prima mostra del gruppo impressionista, il ponte di Argenteuil fu rappresentato sette volte da Claude Monet mentre il ponte ferroviario, che scavalca la Senna a monte del paese, quattro volte. Il che dimostra quanto l’artista, che giocava sugli effetti di contrasto prodotti dal regolare fluire del corso d’acqua con la massa geometricamente costruita del ponte e dei suoi piloni soggetti ai riflessi, fosse legato a questo motivo.
Nel quadro qui raffigurato, il primo piano è occupato da barche a vela ormeggiate. Gli effetti di luce sugli alberi delle imbarcazioni ed anche sulle coperture dei tetti delle abitazioni visibili sulla sponda in secondo piano, permettono giochi di colori complementari (arancione e blu) che accentuano la vivacità della luce. Il Ponte di Argenteuil rivela una diversità nella fattura: contorni ancora chiusi degli elementi solidi o architetturali, come le imbarcazioni a vela ed il ponte, fluidità omogenea dell’acqua in primo piano, pennellata spezzata che compare sui riflessi in secondo piano.
Il ponte di Argenteuil, un tema dipinto da molti impressionisti, è una composizione equilibrata, classicamente ritmata: gli alberi delle barche richiamano i piloni del ponte e la vela arrotolata, la sponda; l’azzurro dell’acqua in primo piano richiama l’azzurro del cielo mentre i verdi e i gialli vibrano nell’acqua come nella riva e negli alberi del fondo.  (GABRIELE CUBEDDU-NICOLO' CANU 3°B)

LA ZATTERA DELLA MEDUSA
LA ZATTERA DELLA MEDUSA
Théodore  Géricault 

 
 
Il quadro di Gericault, la zattera della Medusa, prende spunto, nel suo soggetto, da un fatto di cronaca successo nel 1816: l’affondamento della nave francese Medusa. Gli occupanti della nave si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata alle onde del mare per diverse settimane. Gli sfortunati occupanti di quella zattera vissero una esperienza terribile che condusse alla morte la gran parte di loro. Solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio, i marinai sopravvissuti, raccontano di episodi di cannibalismo e di  "morte".


Il quadro di Gericault,  usa un episodio di cronaca quotidiana per esprimere un contenuto preciso: la vita umana in bilico tra speranza e disperazione.
Formalmente il quadro è costruito secondo il classico sviluppo piramidale. Nel quadro di Gericault le piramidi sono in realtà due ed esprimono due direzioni che si incrociano tra loro opponendosi. La prima piramide parte dall’uomo morto in basso a sinistra ed ha il vertice nell’uomo che, di spalle, sta agitando un panno. È la direzione umana cha va dalla disperazione, di coloro che sono morti, alla speranza di chi ha ancora la forza di agitarsi con la speranza di essere visto da qualcuno che vada a salvarli. La seconda piramide parte dalle onde del mare per giungere all’albero che sorregge la vela. Questa è la direzione del mare che spinge in direzione opposta rispetto alla direzione delle speranze umane. È proprio la tensione visibile tra queste due forze opposte a dare un primo tratto drammatico alla scena.
Nei primi studi, preliminari alla realizzazione finale del quadro, Gericault mise una nave all’orizzonte nella direzione in cui guarda l’uomo che agita il panno. La presenza della nave all’orizzonte dava in realtà la sensazione del lieto fine. La sensazione che oramai, per i sopravvissuti, la brutta avventura stava per volgere all’epilogo. Ciò comportava lo scioglimento della tensione psicologica.
Nella stesura definitiva la nave all’orizzonte scompare, proprio per aumentare il senso del pathos. Chi guarda non sa come la vicenda andrà a finire e quindi deve cogliere la sensazione drammatica di chi ancora non sa se verrà salvato o meno. E lo spettatore non può saperlo, anche perché vede lo stesso orizzonte che guarda l’uomo che agita il panno. Se la composizione fosse stata ruotata di 180 gradi, e l’uomo guardava verso lo spettatore del quadro, avrebbe idealmente chiesto a lui aiuto. In questo caso si sarebbe aumentato il senso di pietà da parte dello spettatore nei confronti di chi, dal quadro, gli chiedeva aiuto. Invece, vedendo l’uomo di spalle, è costretto a compenetrarsi nel suo punto di vista. E all’orizzonte di quel punto di vista lo spettatore non vede, e non potrebbe vedere, nulla. Così che deve vivere totalmente il dubbio dell’uomo che non sa quale sarà il finale, la morte o la salvezza, che lo aspetta.
In quest’opera, di altissima tensione drammatica, Gericault usa più riferimenti alla storia dell’arte. L’atmosfera e i contrasti luministici rimandano inevitabilmente a Caravaggio. Anche il braccio abbandonato nell’acqua, dell’uomo morto in basso a sinistra, è copiato da Caravaggio. Lo stesso braccio che copiò David nella «Morte di Marat». Le figure hanno una tensione muscolare, e una torsione, che rimandano immediatamente a Michelangelo. Le figure in basso a sinistra, del ragazzo morto e del padre che lo sorregge pensoso, sembrano due statue greche. Da notare il particolare del ragazzo che, benché nudo, ha le calze arrotolate ai piedi. Questo particolare, di crudo realismo, sgombera il campo da qualsiasi lettura mitologica o idealizzata. Quelle calze, così comuni e banali, danno il senso tragico della umanità violata, ossia della morte vera che spegne le persone vere in carne ed ossa.

 Marco Serra, Alessandro Cau;
E.PAIS
3^B   
LA NASCITA DI VENERE- Farina Diego e Zucca Edoardo
LA NASCITA DI VENERE- Farina Diego e Zucca Edoardo
AUTORE: SANDRO BOTTICELLI
DATA: 1485
TECNICA: TEMPERA SU TELA
MUSEO: GLI UFFIZI
DIMENSIONI: 172.5 X 278.5

Nota come “Nascita di Venere”, la composizione raffigura più precisamente l’approdo sull' isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. L’accoglie una giovane donna, identificata talvolta con una delle Grazie oppure con l’Ora della primavera, che le porge un manto cosparso di fiori; alla stagione primaverile rimandano anche le rose portate dai venti. Il tema del dipinto, che celebra Venere come simbolo di amore e bellezza, fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano. 


LA NOTTE STELLATA SUL RODANO
LA NOTTE STELLATA SUL RODANO 
data di produzione: 1888 
Autore dell'opera: Van Gogh
dove si trova: musèe d'orsay parigi
tecnica : Olio su tela
L' opera rappresenta una notte ricoperta dall' oscurità che ha un fare sensibile quasi romantico infondono possiamo notare che c'è una coppia di innamorati, il cielo appare molto rischiarito dalle stelle che si riflettono sul rodano, la notte esprime l'incapacità nel vedere. Il dipinto è stato prodotto nel suo soggiorno ad Arles . Van gogh utilizza una sola tinta per poi svilupparla in tutte le sue sfumature, utilizza una sinfonia di  un blu raffinato un blu oltre mare e un blu cobalto
Sara Tahiri Giada Gervasoni
Vuoto
Vuoto
ILA E LE NINFE (Stefania Luchetti 3b)
ILA E LE NINFE (Stefania Luchetti 3b)
Data di produzione:1896
Periodo:Romanticismo]]></description>
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