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      <title>CHIMICA ORGANICA by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-20 23:18:31 UTC</pubDate>
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         <title>GENERALITA&#39; </title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine “chimica organica” fa pensare ad un ramo della chimica che abbia a che fare con i composti presenti negli organismi viventi: in origine la chimica organica trattava infatti soltanto le sostanze isolate da questi organismi. Nel corso degli anni si notò che molti dei composti presenti nel mondo vegetale e animale sono costituiti nella maggior parte dei casi sempre dagli stessi elementi: carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e pochi altri. Praticamente il carbonio è sempre presente. Questo fatto portò così a considerare la chimica organica come la chimica che studia il carbonio e i suoi composti. Oggi la chimica organica comprende lo studio non soltanto dei composti naturali ma anche dei composti prodotti per sintesi, cioè preparati in laboratorio. </div><div>Grazie alla sua configurazione elettronica (1s², 2s², 2p²) e alla possibilità di formare orbitali ibridi (sp, sp², sp³) a geometrie diverse, il carbonio può legarsi a diversi elementi, dando luogo a un altissimo numero di composti. Ciò avviene in particolare con idrogeno, ossigeno, zolfo, azoto e fosforo, e i composti che ne derivano sono molto più numerosi di tutti quelli dell’intera chimica inorganica. </div><div>Il carbonio è tetravalente, il che significa che nel legarsi agli altri elementi mette a disposizione i quattro elettroni di valenza per formare quattro legami covalenti. Secondo l’ibridazione avremo: </div><div>- 4 legami singoli: (ibrido sp³)</div><div>- 2 legami singoli e 1 doppio: (ibrido sp²)</div><div>- 1 legame singolo e 1 triplo: (ibrido sp)</div><div>Se tali legami avvengono con altri atomi di carbonio, si ottengono catene più o meno lunghe di atomi, le quali possono essere:</div><div>- aperte e lineari</div><div>- aperte e ramificate </div><div>- chiuse a forma di anello</div><div>Ne consegue che possono esistere diversi composti con la stessa formula bruta ma diversa formula di struttura, si parla di isomeri. </div><div>Lo studio dei composti a catena aperta viene denominato chimica alifatica; quello dei composti a catena chiusa si indica con il nome di chimica organica ciclica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-20 23:19:52 UTC</pubDate>
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         <title>GLI IDROCARBURI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>GLI IDROCARBURI</div><div>Gli idrocarburi sono la classe di composti derivanti da carbonio e idrogeno. Gli idrocarburi si possono suddividere in diversi modi. In base al loro stato fisico nelle condizioni di pressione e di temperatura ambientali si distinguono:</div><div>- idrocarburi solidi o semisolidi (per esempio l’asfalto e il bitume);</div><div>- idrocarburi liquidi, come i costituenti del petrolio (benzene, esano, ottano ecc.);</div><div>- idrocarburi gassosi, quali metano, etano, propano, butano ecc.</div><div>Dal punto di vista delle proprietà chimiche, gli idrocarburi si distinguono in due grandi gruppi a loro</div><div>volta suddivisi in sottogruppi:</div><div>- idrocarburi alifatici</div><div>- idrocarburi aromatici</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-20 23:21:55 UTC</pubDate>
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         <title>ALIFATICI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-20 23:25:26 UTC</pubDate>
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         <title>AROMATICI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <pubDate>2018-05-20 23:25:52 UTC</pubDate>
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         <title>SATURI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>ALCANI</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-20 23:27:11 UTC</pubDate>
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         <title>INSATURI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>ALCHENI<br>ALCHINI</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-20 23:27:52 UTC</pubDate>
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         <title>catene aperte</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <pubDate>2018-05-20 23:31:39 UTC</pubDate>
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         <title>ciclici</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <pubDate>2018-05-22 08:41:45 UTC</pubDate>
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         <title>NOMENCLATURA IUPAC</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>I composti organici sono numerosissimi e per individuarli in maniera univoca<br>la IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry) ha stabilito<br>delle regole che si possono riassumere in quattro punti:<br>1. per gli idrocarburi si individua la catena principale, cioè quella con il maggior<br>numero di atomi di carbonio legati insieme;<br>2. si numerano gli atomi di C, partendo dal lato dove si incontra prima un<br>sostituente;<br>3. si elencano i sostituenti con il nome del gruppo in ordine alfabetico, per<br>esempio prima etile, poi metile ecc. con il numero corrispondente dell’atomo<br>di C con il quale è legato;<br>4. se su un carbonio sono presenti due sostituenti uguali, si indicano con di-,<br>se sono tre con tr- ecc.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 08:42:25 UTC</pubDate>
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         <title>I COMPOSTI FUNZIONALI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se nei radicali, anziché l’idrogeno, sostituiamo un altro atomo o gruppo di<br>atomi diversi, detti funzioni, otteniamo i derivati funzionali. Per comodità,<br>questi ultimi vengono indicati: <br>- con R, quelli derivati dagli idrocarburi alifatici come gli alcani, gli alcheni,<br>gli alchini;<br>- con Ar quelli derivati dagli idrocarburi aromatici come il benzene e omologhi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 08:44:41 UTC</pubDate>
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         <title>PRINCIPALI COMPOSTI ORGANICI</title>
         <author>tonyabelliazzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>- ALCOLI<br>- FENOLI<br>- ETERI<br>- ALDEIDI E CHETONI<br>- ACIDI CARBOSSILICI<br>- ESTERI<br>- AMMINE</div>]]></description>
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