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      <title>Libero arbitrio VS servo arbitrio by Serena Vecci</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-02 10:12:50 UTC</pubDate>
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         <title>PREMESSA</title>
         <author>sere90v</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il libero arbitrio e il servo arbitrio sono due concetti filosofici che riguardano la questione della libertà umana e della determinazione delle azioni umane.&nbsp;<br>Si potrebbe dire che il libero arbitrio sostiene che gli esseri umani abbiano la capacità di prendere decisioni e di agire indipendentemente da influenze esterne o da determinismi. Secondo questa prospettiva, gli individui sono liberi di scegliere e determinare il proprio comportamento, senza essere vincolati da cause esterne o da fattori predeterminati. In altre parole, il libero arbitrio implica una libertà assoluta di scelta e di azione. D'altra parte, il servo arbitrio (o determinismo) affermerebbe che le azioni umane sono determinate da cause precedenti o da fattori che sfuggono al controllo individuale. Secondo questa visione, se si conoscessero tutte le cause che determinano le decisioni di una persona, si potrebbe prevedere e spiegare il suo comportamento. Il servo arbitrio nega quindi la libertà assoluta di scelta e di azione, sostenendo che le decisioni umane sono inevitabilmente influenzate da cause esterne o da fattori predeterminati. Il primo concetto quindi sostiene la completa libertà di scelta e di azione umana, mentre il secondo afferma che le azioni umane sono determinate da cause precedenti o da fattori predeterminati.<br><br></div><div><strong>NB</strong>: È importante notare che questo è un dibattito complesso e che non esiste un consenso definitivo sulla questione, l'argomento coinvolge diverse discipline come la filosofia, la teologia, la psicologia e la scienza. Esistono numerose teorie e posizioni intermedie tra queste due prospettive estreme, che cercano di conciliare la libertà umana con l'influenza dei fattori deterministici. La prospettiva che si sceglie di adottare dipenderà da fattori come le credenze personali, le influenze culturali e l'approccio filosofico o religioso che si preferisce. In questo mio approfondimento proverò ad entrare nel vivo del dibattito sul libero arbitrio, facendo riferimento ad esponenti dell'epoca dell'Umanesimo e del Rinascimento,&nbsp; un'excursus quindi sia storico che teorico per andare all'interno di questo concetto filosofico che seppur nato in un epoca ormai distante dalla nostra risulta ancora attuale nella discussione sull' esistenza umana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-20 10:28:12 UTC</pubDate>
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         <title>La crisi religiosa del Cinquecento</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2603213836</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 12:08:12 UTC</pubDate>
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         <title>La religione determina un libero arbitrio o un servo arbitrio?</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2603214676</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Quando si parla della pratica delle indulgenze, che era diffusa durante il Rinascimento, è comprensibile che si possano fare dei paralleli con alcune situazioni attuali. La vendita delle indulgenze come forma di ottenere la remissione dei peccati attraverso il pagamento di denaro è stata una pratica controversa e criticata nel passato.<br><br></div><div>Nel contesto attuale, potrebbe essere possibile individuare situazioni in cui si richiede il pagamento di somme di denaro per ottenere determinati servizi religiosi, come ad esempio la celebrazione di un matrimonio o di un funerale. Sebbene non sia una pratica formalmente dichiarata dalla Chiesa, potrebbe essere vista come un'applicazione pratica di "dare denaro per avvicinarsi a Dio e alla sua salvezza".<br><br></div><div>È importante sottolineare che questa è una mia riflessione personale e a mio avviso oggettiva sulla questione sollevata. La Chiesa come istituzione è ancora oggi una delle più ricche nel mondo, e potrebbe sorgere la domanda se abbia effettivamente bisogno di queste somme di denaro.<br><br></div><div>Ricordo che questa è una questione complessa e dibattuta, e le opinioni possono variare. È importante rispettare diverse prospettive e considerare che i dogmi che si sono formati nel passato possono trasformarsi e assumere forme diverse nel contesto attuale.<br><br>Il mio pensiero&nbsp; vorrebbe invitare a riflettere sulle pratiche e sulle dinamiche attuali all'interno dell'Istituzione della Chiesa, senza sostenere né accusare alcuna ideologia religiosa, ma ponendo l'attenzione sulla possibilità che alcuni elementi di natura economica possano ancora avere un ruolo nella religione. Secondo il libero arbitrio, gli individui sono liberi di scegliere e determinare il proprio comportamento, senza essere vincolati da cause esterne o da fattori predeterminati. Se ciò viene associato alla riflessione esposta , mi domando: siamo realmente liberi di agire autonomamente all'interno della religione che professiamo? oppure la religione determina in un qualche modo un servo arbitrio, negando quindi la libertà assoluta di scelta e di azione?</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 12:08:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Libero arbitrio agostiniano VS servo arbitrio luterano</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2603216382</link>
         <description><![CDATA[<var><a href="https://www.holyart.it/blog/articoli-religiosi/cose-il-libero-arbitrio-e-il-suo-significato/"><em>La volontà umana è posta tra i due [Dio e Satana] come un giumento, il quale, se sul dorso abbia Dio, vuole andare e va dove vuole Dio, […] se invece sul suo dorso si sia assiso Satana, allora vuole andare e va dove vuole Satana, e non è sua facoltà di correre e cercare l’uno o l’altro cavalcatore, ma i due cavalcatori contendono fra loro per averlo e possederlo.”</em> 
(M.Lutero, De servo arbitrio).</a>
<br></var><div>Tornando al concetto di Servo arbitrio Martin Lutero sviluppò questo concetto basandosi in parte sulle idee di Sant'Agostino riguardo al libero arbitrio. Tuttavia, ci sono differenze significative tra le loro opinioni. (vedi documento allegato)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 12:10:20 UTC</pubDate>
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         <title>il dibattito più conosciuto: Lutero VS Erasmo da Rotterdam</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2603217173</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno dei dibattiti più noti sul libero arbitrio e il servo arbitrio si svolse tra il teologo cattolico Erasmo da Rotterdam e il riformatore protestante Martin Lutero, esemplificato in modo vivido attraverso la pubblicazione di scritti come "De libero arbitrio" di Erasmo nel 1524 e la risposta di Lutero con "De servo arbitrio" nello stesso anno.<br><br>Erasmo sostenne la posizione del libero arbitrio, secondo cui gli esseri umani avevano la capacità di scegliere tra il bene e il male e di partecipare attivamente alla propria salvezza. Egli credeva che l'uomo avesse una certa libertà di volontà e che potesse cooperare con la grazia divina per la sua giustificazione. Egli fa notare che Dio nelle Sacre Scritture si lamenta dell'infedeltà degli uomini e se non avessimo il libero arbitrio perché Dio li punirebbe per ciò che fanno? Dio&nbsp; può scegliere e resta onnipotente, ma per sua volontà sceglie di non farlo regalando agli uomini la libertà.<br><br>D'altra parte, Martin Lutero propugnava la dottrina del servo arbitrio. Secondo Lutero, a causa della caduta dell'uomo nel peccato originale, l'essere umano era intrinsecamente corrotto e incapace di compiere buone azioni o di accedere alla salvezza attraverso i propri sforzi. Lutero sosteneva che la salvezza fosse un dono di Dio ottenuto solo per grazia e mediante la fede in Cristo. Per Lutero le Sacre Scritture dimostrano l'intrinseca malvagità degli esseri umani, capaci di fare il bene solo se Dio sceglie per loro: chi sostiene che Dio non abbia scelto il corso degli eventi nega l'onnipotenza e l'onniscienza divina e non può essere considerato cristiano. Il Male al centro della riflessione Luterana che nega l'esistenza del libero arbitrio, aprendo una nuova era, quella della via protestante al cristianesimo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 12:11:06 UTC</pubDate>
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         <title>Martin Lutero: De servo arbitrio</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2603499353</link>
         <description><![CDATA[<div>Se si parla di servo arbitrio, non si può non presentare Martin Lutero, uno dei principali protagonisti della Riforma Protestante nel XVI secolo, che sviluppò questo concetto basandosi in parte sulle idee di Sant'Agostino riguardo al libero arbitrio. Il pensiero di Lutero sul libero arbitrio, o meglio detto sul "De servo arbitrio" (Sul servo arbitrio), nasce in risposta alle dispute teologiche dell'epoca e alle sue esperienze personali.<br>Lutero era profondamente impegnato nella questione della salvezza individuale e nel ruolo della volontà umana in tale processo. La sua posizione si sviluppò in seguito a una serie di dibattiti teologici, in particolare con il teologo cattolico  Erasmus da Rotterdam, che aveva sostenuto la compatibilità tra libero arbitrio e grazia divina. Lutero, invece, sosteneva che l'essere umano, a causa del peccato originale, è completamente incapace di compiere azioni buone o di scegliere la salvezza attraverso la propria volontà. Secondo lui, il libero arbitrio dell'uomo è intrappolato nella schiavitù del peccato e non può, da solo, liberarsi da essa o ottenere la salvezza.<br><br></div><div>Nel suo lavoro "De servo arbitrio", pubblicato nel 1525, Lutero argomenta che l'essere umano è completamente dipendente dalla grazia divina per la salvezza. Egli afferma che la volontà umana è soggetta all'autorità di Dio e che la salvezza è un dono gratuito offerto solo attraverso la fede in Gesù Cristo.<br>Lutero sostiene anche che, nonostante la limitazione del libero arbitrio umano, gli individui hanno la responsabilità di riconoscere la loro condizione di peccatori e di confidare nella grazia di Dio per la salvezza.<br><br></div><div>Il suo lavoro sul "De servo arbitrio" ha avuto un impatto significativo sulla teologia protestante e sulla comprensione della relazione tra la volontà umana e la grazia divina. La sua posizione sulla predestinazione e sulla natura della salvezza ha alimentato il dibattito teologico e ha influenzato il pensiero di molti successivi teologi protestanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-24 15:48:18 UTC</pubDate>
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         <title>De Fato, Fortuna et Casu (1396)</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2604964679</link>
         <description><![CDATA[<div><em><sup>"Nessuno si salva per le sue opere ma piuttosto per la grazia. la causa della salvezza e la grazia attraverso la fede. è un dono di dio non proviene dalle opere"<br></sup></em>Con queste parole che vengono riportate nel video, possiamo riconoscere che Salutati espresse l'idea che la salvezza non dipende dalle opere compiute dall'individuo, ma è piuttosto un dono della grazia divina. Secondo lui, la causa della salvezza è la grazia che si riceve attraverso la fede, e non le proprie azioni. Questo concetto anticipa in qualche modo l'importanza della grazia rispetto alle opere che sarà centrale nella Riforma protestante.<br><br></div><div>Salutati, come molti altri, enfatizza la volontà agostiniana, secondo cui la grazia divina è fondamentale per la salvezza umana. In altre parole, il fatto che una persona sia salvata non dipende dalle sue azioni o opere, ma piuttosto dalla grazia di Dio. Questo concetto sottolinea l'importanza della volontà divina e della fede come fattori cruciali nella salvezza dell'individuo, anziché mettere l'accento esclusivamente sulle proprie azioni.<br>Inoltre egli invita a condurre rassegne esaustive delle opinioni degli antichi sulla questione del libero arbitrio. Salutati riconosce che le opinioni degli antichi, su questo tema, possono apparire discordi a causa della corruzione dei testi e di una trasmissione poco rispettosa della verità storica. Pertanto, nel suo trattato, cerca di raccogliere un'ampia quantità di fonti greco-latine pagane e patristiche al fine di stabilire in modo univoco concetti che risultavano sfuggenti e ambigui nella cultura del tempo. Il suo auspicio è di "<em>rimuovere ogni discordanza di varianti, secondo un criterio corretto di definizione</em>". *<br>Salutati è consapevole che il conflitto di autorità deriva dai contrasti insiti nella materia stessa dell'indagine. Tuttavia, organizza in modo lucido il trattato, affrontando diversi aspetti legati al libero arbitrio. Questi includono:</div><ul><li>l'ordinamento provvidenziale del mondo</li><li>il concetto di fato inteso come manifestazione dei decreti divini nella sfera sublunare</li><li>il rapporto tra l'uomo e la fortuna.</li></ul><div>Salutati nega decisamente il potere determinante degli astri nella vita umana. Nell'ultima parte del trattato, infatti, Salutati critica le tecniche astrologiche di interrogazione ed elezione, che implicavano la credenza che i moti dell'animo umano dipendessero interamente dalle configurazioni astrali. Salutati ammette l'ammissibilità di tali tecniche solo come mezzo per cercare di conoscere le occasioni da cogliere o da evitare, ma sottolinea sempre la libertà della volontà di colui che, secondo il motto del <em>Centiloquium</em> attribuito a Tolomeo, con la sua conoscenza dominerà gli astri.<br><br> Affronta diversi aspetti, inclusi il rapporto tra l'uomo e la fortuna, respingendo l'idea che gli astri abbiano un potere determinante sulla vita umana. Critica anche le tecniche astrologiche che sostenevano una completa dipendenza delle azioni umane dalle configurazioni astrali, affermando invece la libertà della volontà umana<br><br>*M. De Caro, M. Mori, E. Spinelli, <em>Libero arbitrio. Storia di una controversia filosofica,</em>2014, Carocci editore Frecce, p. 225-226.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-25 14:41:42 UTC</pubDate>
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         <title>Libero arbitrio e il dualismo tra virtù e fortuna: Machiavelli </title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2606001146</link>
         <description><![CDATA[<div>Machiavelli, vissuto in un'epoca in cui una concezione deterministica del mondo era diffusa, respinge l'assenza di libero arbitrio. Egli definisce il libero arbitrio dell'essere umano come la possibilità di agire secondo virtù al fine di mitigare gli effetti della fortuna, in modo che quando questa si giri contro di noi, non causi danni eccessivi. Machiavelli, nel suo celebre libro "Il Principe", utilizza una delle sue analogie più famose per esprimere il rapporto tra virtù e fortuna: la metafora del fiume in piena. Egli confronta la fortuna a un fiume impetuoso, di quelli che, quando straripano, provocano allagamenti devastanti nelle campagne circostanti, causando danni e morte tra le persone impreparate. Al contrario, la virtù viene assimilata all'azione di un contadino lungimirante che, in periodi di calma, costruisce argini e canali per contenere la forza distruttiva del fiume nel caso in cui dovesse straripare. In questo contesto, il libero arbitrio umano rappresenta la possibilità di agire virtuosamente durante le fasi di tranquillità e buona sorte, al fine di mitigare gli effetti futuri di un'eventuale "esondazione".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-26 09:16:41 UTC</pubDate>
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         <title>Rinascimento, età d&#39;oro dell&#39;astrologia.</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2606710963</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-27 08:11:20 UTC</pubDate>
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         <title>Punti di contatto tra Erasmo e Lutero</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2607803617</link>
         <description><![CDATA[<ol><li>critica al sistema ecclesiastico: entrambi criticavano la corruzione e l'abuso di potere all'interno della Chiesa cattolica del loro tempo, opponendosi alle pratiche come la vendita delle indulgenze e la mancanza di una religiosità autentica.</li><li>lettura diretta del testo sacro: sia Erasmo che Lutero si opponevano all'ignoranza religiosa e promuovevano l'importanza dell'educazione religiosa e della conoscenza delle Scritture. Erasmo sottolineava l'importanza di un'interpretazione accurata della Bibbia attraverso lo studio umanistico, mentre Lutero enfatizzava la necessità che tutti i fedeli potessero leggere e comprendere direttamente le Scritture.</li><li>riforma religiosa: Entrambi erano interessati a portare avanti una riforma all'interno della Chiesa, sebbene avessero approcci diversi. Erasmo cercava una riforma pacifica basata sull'educazione e sulla diffusione delle scritture, mentre Lutero promuoveva una riforma più radicale e rivoluzionaria basata sulla giustificazione per fede e sulla reinterpretazione dei dogmi</li><li>centralità dell'uomo: entrambi riconoscevano l'importanza dell'essere umano nella sua relazione con Dio e nella sua ricerca di una vita moralmente virtuosa.</li><li>libero arbitrio: entrambi attribuivano un ruolo significativo al libero arbitrio e alla responsabilità individuale. Erasmo sosteneva l'esistenza del libero arbitrio umano, riconoscendo che l'individuo aveva la capacità di fare scelte morali e di cercare la virtù. Questa visione attribuiva una certa centralità e responsabilità all'essere umano nella sua ricerca di una vita virtuosa e nel rapporto con Dio. Lutero sottolineava l'importanza della fede nella salvezza. Credere in Dio e nella sua grazia diventava il fattore centrale per la salvezza dell'individuo, enfatizzando la responsabilità e l'importanza dell'individuo nella sua relazione con Dio.</li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-29 11:05:01 UTC</pubDate>
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         <title>De libero arbitrio di Lorenzo Valla (1435-1439)</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2608221696</link>
         <description><![CDATA[<div>Se si parla di Libero arbitrio bisogna citare anche Lorenzo Valla umanista, filologo classico, scrittore e filosofo italiano. In questa video si riflette sull'opera De Libero Arbitrio di Lorenzo Valla, una delle figure più rappresentative dell’Umanesimo italiano. La sua opera si inserisce nel contesto più ampio dell'umanesimo rinascimentale, che enfatizzava la centralità dell'uomo e il suo potere di ragione e libero arbitrio. Valla in questo suo Dialogo, discute relazione tra libero arbitrio e crescenza divina. Lorenzo Valla criticava il pensiero stoico che poneva la virtù come fine a sé stessa, senza considerare il conseguimento di un utile personale. La sua principale polemica era rivolta al libro "<em>De consolatione philosophiae</em>" di Boezio, soprattutto ai primi quattro libri criticati nel suo lavoro "<em>De Voluptate</em>". Nel suo "De libero arbitrio", Valla prendeva di mira il quinto libro dell'opera di Boezio, in cui quest'ultimo offriva una soluzione particolare al rapporto tra la prescienza divina e la libertà umana.<br>Boezio sosteneva che la conoscenza umana era basata sulla presunzione che la sapienza di Dio comprendesse i futuri eventi contingenti in un eterno presente. Valla criticava Boezio per la sua fiducia eccessiva nella conoscenza umana, a scapito della provvidenza divina. Tuttavia, il tentativo di Valla di conciliare questi aspetti non portava a risultati soddisfacenti, lasciando aperta la questione della libertà umana di fronte all'onniscienza divina.</div><div><br>Valla riteneva che considerare la prescienza di Dio come una previsione anziché una causa necessitante non fosse una soluzione dimostrabile. Pertanto, suggeriva un cambio di prospettiva: l'approfondimento della teologia, basata su una probabilità incerta, non offriva vantaggi tangibili all'uomo. Invece, la certezza dell'importanza dell'amore e della carità era sufficiente per condurre una vita mirata al raggiungimento della beatitudine. In conclusione, Valla promuoveva l'umiltà e l'accettazione del mistero, incoraggiando una religiosità fondata sull'esercizio della carità e della fede, che avrebbe influenzato pensatori come Lutero e Calvino</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-29 21:36:14 UTC</pubDate>
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         <title>Conclusioni</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2615705046</link>
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         <pubDate>2023-06-06 10:03:40 UTC</pubDate>
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         <title>FONTI</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/q1k2h0syrjs5lxua/wish/2615720482</link>
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         <pubDate>2023-06-06 10:20:38 UTC</pubDate>
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