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      <title>Alice Carriero 1 B by classe 2do</title>
      <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz</link>
      <description>Costituzione</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-27 08:24:43 UTC</pubDate>
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         <title>Costituzione</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235760258</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La <strong>Costituzione della Repubblica Italiana</strong> è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione">legge fondamentale</a> dello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Stato italiano</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> e occupa il vertice della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gerarchia_delle_fonti">gerarchia delle fonti</a>nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ordinamento_giuridico">ordinamento giuridico</a> della Repubblica. Essa è considerata una costituzione scritta, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_rigida">rigida</a>, lunga, votata, compromissoria, laica, democratica e programmatica.<br><br></div><div><br>Approvata dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana">Assemblea Costituente</a> il 22 dicembre 1947 e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Promulgazione">promulgata</a> dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_provvisorio_dello_Stato">capo provvisorio dello Stato</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_de_Nicola">De Nicola</a> il 27 dicembre seguente, fu pubblicata sulla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gazzetta_Ufficiale_della_Repubblica_Italiana">Gazzetta Ufficiale</a> n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli e di 18 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disposizioni_transitorie_e_finali_della_Costituzione_della_Repubblica_Italiana">disposizioni transitorie e finali</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana#cite_note-2"><sup>[2]<br></sup></a><br></div><div><br>Ne esistono tre originali, uno dei quali conservato presso l'archivio storico della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presidenza_della_Repubblica_Italiana">Presidenza della Repubblica Italiana</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana#cite_note-3"><sup>[3]<br></sup></a><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>I nostri principi (fondamentali)</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235761072</link>
         <description><![CDATA[<h1>Principi fondamentali</h1><div><strong>Art. 1<br></strong><br></div><div>L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.<br><br></div><div>La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.<br><br></div><div><strong>Art. 2<br></strong><br></div><div>La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.<br><br></div><div><strong>Art. 3<br></strong><br></div><div>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<br><br></div><div>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<br><br></div><div><strong>Art. 4<br></strong><br></div><div>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.<br><br></div><div>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.<br><br></div><div><strong>Art. 5<br></strong><br></div><div>La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.<br><br></div><div><strong>Art. 6<br></strong><br></div><div>La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.<br><br></div><div><strong>Art.7<br></strong><br></div><div>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.<br><br></div><div>I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[<a href="http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839#1">1</a>]<br><br></div><div><strong>Art. 8<br></strong><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.<br><br></div><div>Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.<br><br></div><div>I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [<a href="http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839#2">2</a>]<br><br></div><div><strong>Art. 9<br></strong><br></div><div>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.<br><br></div><div>Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.<br><br></div><div><strong>Art. 10<br></strong><br></div><div>L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.<br><br></div><div>La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.<br><br></div><div>Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.<br><br></div><div>Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. [<a href="http://www.governo.it/costituzione-italiana/principi-fondamentali/2839#3">3</a>]<br><br></div><div><strong>Art. 11<br></strong><br></div><div>L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.<br><br></div><div><strong>Art. 12<br></strong><br></div><div>La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:29:31 UTC</pubDate>
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         <title>La costituzione semplificata</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235762606</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=tK92XTfcPus">https://www.youtube.com/watch?v=tK92XTfcPus</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:35:51 UTC</pubDate>
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         <title>Parlamento Europeo</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235763259</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.europarl.europa.eu/portal/en">http://www.europarl.europa.eu/portal/en</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:37:55 UTC</pubDate>
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         <title>Senato</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235763859</link>
         <description><![CDATA[<div><br>In molte <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monarchia_costituzionale">monarchie costituzionali</a> ottocentesche la camera alta non era costituita su base elettiva, ma vi si accedeva a titolo ereditario, per aver ricoperto taluni elevati uffici (anche ecclesiastici) o per nomina regia. Questa composizione era funzionale al ruolo di <em>camera di moderazione</em> attribuito a tale assemblea, che veniva così a contrapporsi alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_bassa"><em>camera bassa</em></a> elettiva e, quindi, più sensibile alle istanze popolari. Negli stati attuali questo dualismo è stato abbandonato; la camera alta è nella maggior parte dei casi elettiva (con la notevole eccezione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_dei_Lord">Camera dei Lord</a> britannica e di alcuni stati ex domini britannici, come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a>) anche se con modalità differenziate rispetto alla camera bassa, ad esempio prevedendo un'età minima più elevata per votare o essere eletti, un diverso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale">sistema elettorale</a>, diversi collegi elettorali; in alcuni ordinamenti (ad esempio in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>) la camera alta è eletta in modo indiretto, dai cosiddetti <em>grandi elettori</em>, a loro volta eletti dal popolo.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Uscapitolindaylight.jpg"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:165,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/18/Uscapitolindaylight.jpg/220px-Uscapitolindaylight.jpg&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/18/Uscapitolindaylight.jpg/220px-Uscapitolindaylight.jpg" width="220" height="165"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campidoglio_(Washington)">Campidoglio</a>, sede del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_(Stati_Uniti_d%27America)">Senato</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">statunitense</a>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Washington_DC">Washington DC</a></div><div><br>Nella maggior parte degli stati odierni la camera alta ha minori poteri rispetto alla camera bassa, soprattutto in relazione al rapporto fiduciario con il governo (nei sistemi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_parlamentare">parlamentari</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_semipresidenziale">semipresidenziali</a>) e alle funzioni legislative (si parla in questo caso di <em>bicameralismo imperfetto</em>); un'eccezione è rappresentata dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_degli_Stati_Uniti_d%27America">Senato degli Stati Uniti d'America</a>, investito di particolari poteri nei confronti dell'esecutivo, il più rilevante dei quali è l'approvazione delle nomine decise dal Presidente. L'Italia è uno dei pochissimi ordinamenti in cui le due camere hanno identici poteri (<em>bicameralismo perfetto</em>). In tutti gli ordinamenti, con l'unica eccezione di quello britannico, la camera alta ha un numero minore di membri rispetto alla camera bassa.<br><br></div><div><br>Nei sistemi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_federale">federali</a> e negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_regionale">stati regionali</a> la camera alta ha solitamente la funzione di rappresentare i singoli stati o regioni, mentre la camera bassa rappresenta la collettività nazionale nel suo complesso. Per questo motivo i membri della camera alta sono eletti su base statale o regionale (ad esempio, negli Stati Uniti d'America, due per ogni Stato) o addirittura dalle assemblee dei singoli stati o regioni. In alcune federazioni anche i singoli stati federati hanno parlamenti bicamerali (così negli Stati Uniti d'America, dove la stragrande maggioranza degli stati ha un Senato).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:40:22 UTC</pubDate>
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         <title>Repubblica</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235764543</link>
         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;La <strong>nascita della Repubblica Italiana</strong> avvenne a seguito dei risultati del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum"><em>referendum</em></a> istituzionale del 2 e 3 giugno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a>, indetto per determinare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Forma_di_governo">forma di governo</a> da dare all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> dopo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a>.<br><br></div><div><br>Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli allora 28 005 449 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Normativa_elettorale_italiana#Chi_pu.C3.B2_votare">aventi diritto al voto</a>.<br><br></div><div><br>I risultati furono proclamati dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_cassazione">Corte di cassazione</a> il 10 giugno 1946: 12 717 923 cittadini favorevoli alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica">repubblica</a> e 10 719 284 cittadini favorevoli alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monarchia">monarchia</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana#cite_note-gu134-1"><sup>[1]</sup></a>. Il giorno successivo tutta la stampa dette ampio risalto alla notizia.<br><br></div><div><br>La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_dei_ministri_(ordinamento_italiano)">Consiglio dei ministri</a>, il presidente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcide_De_Gasperi">Alcide De Gasperi</a>, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_provvisorio_dello_Stato">capo provvisorio dello Stato</a>. L'ex re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_II_d%27Italia">Umberto II</a> lasciò volontariamente il paese il 13 giugno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a>, diretto a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cascais">Cascais</a>, nel sud del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portogallo">Portogallo</a>, senza nemmeno attendere la definizione dei risultati e la pronuncia sui ricorsi, che saranno respinti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946; lo stesso giorno la Corte integrò i dati delle sezioni mancanti, dando ai risultati il crisma della definitività.<br><br></div><div><br>I presunti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brogli_elettorali">brogli elettorali</a> e altre supposte azioni "di disturbo" della consultazione popolare, pur avendo costituito un tema di rivendicazione da parte dei sostenitori della causa monarchica<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a>, non sono stati mai confermati dagli storici non di parte. Subito dopo il <em>referendum</em> non mancarono scontri provocati dai sostenitori della monarchia, durante i quali si verificarono alcune vittime, come ad esempio a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_Medina_(1946)">Via Medina</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana#cite_note-4"><sup>[4]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Il 2 giugno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a>, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana#cite_note-5"><sup>[5]</sup></a>. Alla sua prima seduta, il 28 giugno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a>, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana">Assemblea Costituente</a>elesse a capo provvisorio dello Stato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_De_Nicola">Enrico De Nicola</a>, con 396 voti su 501, al primo scrutinio.<br><br></div><div><br>Con l'entrata in vigore della nuova <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana">Costituzione della Repubblica Italiana</a>, il 1º gennaio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1948">1948</a>, De Nicola assunse per primo le funzioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Repubblica_Italiana">presidente della Repubblica</a>. Si trattò di un passaggio di grande importanza per la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_d%27Italia">storia dell'Italia contemporanea</a> dopo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ventennio_fascista">ventennio fascista</a>, il coinvolgimento nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a> e un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi. Nello stesso anno, nel mese di maggio, fu poi eletto presidente della Repubblica <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Einaudi">Luigi Einaudi</a>, primo a completare regolarmente il previsto mandato di sette anni.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:42:56 UTC</pubDate>
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         <title>Camera dei deputati</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235764937</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La <strong>Camera dei deputati</strong> (a volte chiamata più semplicemente <strong>Camera</strong>), nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_politico_della_Repubblica_Italiana">sistema politico italiano</a>, è una delle due <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_legislativa">assemblee legislative</a> o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_(politica)">camere</a>, insieme al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_della_Repubblica">Senato della Repubblica</a>, che costituiscono il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_della_Repubblica_Italiana">Parlamento italiano</a>. Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1861">1861</a> al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a> esistette la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_dei_deputati_del_Regno_d%27Italia">Camera dei deputati del Regno d'Italia</a>, eccetto che per una breve parentesi tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1939">1939</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1943">1943</a>, quando cambiò denominazione in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_dei_fasci_e_delle_corporazioni">Camera dei fasci e delle corporazioni</a>. I due rami del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento">Parlamento</a> si rapportano secondo un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bicameralismo_perfetto">sistema bicamerale perfetto</a>, cioè svolgono in pari grado le stesse funzioni, anche se separatamente.<br><br></div><div><br>A norma dell'<a href="https://it.wikisource.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana#Art._56">art. 56 Cost.</a>, la Camera è composta globalmente da 630 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deputati">deputati</a>, di cui 618 eletti in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> in circoscrizioni regionali e sub-regionali di lista. Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamentare">parlamentare</a> della Camera è detto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deputato"><em>deputato</em></a>. La carica di deputato è nominale e termina con la fine della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legislatura">legislatura</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:44:29 UTC</pubDate>
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         <title>Parlamento</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235765462</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo">https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:46:28 UTC</pubDate>
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         <title>Foto costituzione</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235766483</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.focusjunior.it/scuola/che-cos-e-la-costituzione">https://www.focusjunior.it/scuola/che-cos-e-la-costituzione</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:50:49 UTC</pubDate>
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         <title>Grasso</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235766940</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.firenzetoday.it/politica/grasso-dimissioni-pd-mdp-rossi.html">http://www.firenzetoday.it/politica/grasso-dimissioni-pd-mdp-rossi.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:52:50 UTC</pubDate>
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         <title>Foto repubblica</title>
         <author>classe2dleo</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:400,&quot;url&quot;:&quot;http://www.listalo.it/uploads/imiglioripresidentidellarepubblicaitaliana_4082266311.jpg&quot;,&quot;width&quot;:600}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.listalo.it/uploads/imiglioripresidentidellarepubblicaitaliana_4082266311.jpg" width="600" height="400"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:53:40 UTC</pubDate>
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         <title>Assemblee costituenti</title>
         <author>classe2dleo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'<strong>assemblea costituente</strong> è un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea">assemblea</a> eletta e costituita con lo scopo di scrivere, riformare drasticamente (ma in questo caso è più corretto parlare di "assemblea per la revisione (o la riforma) della Costituzione)" e/o adottare una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione">Costituzione</a>, assumendo così il cosiddetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Potere_costituente">potere costituente</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:54:42 UTC</pubDate>
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         <title>Boldrini</title>
         <author>classe2dleo</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.radiosienatv.it/la-presidente-della-camera-laura-boldrini-siena-presentare-suo-libro-la-comunita-possibile-nuova-rotta-futuro-delleuropa/">http://www.radiosienatv.it/la-presidente-della-camera-laura-boldrini-siena-presentare-suo-libro-la-comunita-possibile-nuova-rotta-futuro-delleuropa/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:57:05 UTC</pubDate>
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         <title>Diritto di voto alle donne</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235768871</link>
         <description><![CDATA[<div><br>In <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lombardia">Lombardia</a>, che era sotto dominazione austriaca, le donne benestanti e amministratrici dei loro beni potevano esprimere una loro preferenza elettorale a livello locale attraverso un tutore e in alcuni comuni potevano essere elette.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana">Granducato di Toscana</a> (1569 al 1859) e in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Veneto">Veneto</a> le donne partecipavano alle elezioni di politica locale ma non potevano essere elette. In Toscana un decreto datato 20 novembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1849">1849</a> sanciva il diritto di voto amministrativo per le donne attraverso una procura e dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1850">1850</a>anche tramite una scheda inviata al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seggio_elettorale">seggio</a> con una busta sigillata.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>In occasione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plebiscito_del_Veneto_del_1866">plebiscito del Veneto del 1866</a>, seppur non previsto, anche le donne vollero esprimere il proprio sostegno all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_d%27Italia">unità d'Italia</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Biscaccia-2"><sup>[2]</sup></a> e per questo inviarono diverse lettere di protesta a re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Emanuele_II">Vittorio Emanuele II</a>, mentre a Mantova vennero raccolte in urne separate circa 2.000 schede<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-RisultatiMantova-3"><sup>[3]</sup></a>. Nella stampa dell'epoca venne sottolineato il carattere patriottico di questa partecipazione, trascurando gli accenni di protesta (<em>l'amarezza e l'umiliazione</em>) e di rivendicazione del diritto di voto.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-4"><sup>[4]<br></sup></a><br></div><div><strong><br>Dal 1861 alla fine dell'Ottocento</strong>[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=3">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=3">modifica wikitesto</a>]</div><div><br>Con l'avvento dell'Unità i diritti di voto garantiti localmente vennero meno e si diede per scontata l'esclusione delle donne dalla vita politica dettata dalle tradizioni. La formula “i cittadini dello Stato” che si legge nei decreti e nelle leggi dell'Italia unita si riferiva per tacito accordo ai soli uomini. Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d%27Italia">Regno d'Italia</a> ignorava la parte femminile che lo costituiva: per questo motivo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1861">1861</a> le donne lombarde, definendosi con audacia “cittadine italiane”, portarono alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_dei_deputati">Camera</a> una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Petizione">petizione</a> nella quale rivendicavano il diritto di voto che era in loro possesso prima dell'Unità e chiedevano che venisse esteso a tutto il paese.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>Furono numerosi i tentativi di ammettere le donne al voto amministrativo immediatamente dopo l'Unità d'Italia: ci furono i disegni di legge Minghetti, Ricasoli (del 13 marzo e 22 dicembre 1861) e quello del ministro dell'Interno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ubaldino_Peruzzi">Ubaldino Peruzzi</a> del 5 marzo 1863<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a> nel quale si richiedeva l'estensione del diritto di voto per le contribuenti nubili o vedove. Nel 1865 la questione si concludeva con il discorso dell'onorevole <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Boncompagni_Ludovisi">Boncompagni</a>, relatore alla Camera sul progetto Petruzzi. Egli affermò: “I nostri costumi non consentirebbero alla donna di frammettersi nel comizio degli elettori, per recare il suo voto”<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a>, e la dichiarò anche non eleggibile ponendola allo stesso livello di analfabeti, falliti, condannati (art. 26 della legge 2248 del 20 marzo).<br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871</a> e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1876">1876</a> i ministri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Lanza">Lanza</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Nicotera">Nicotera</a> separatamente presentarono progetti di riforma elettorale a livello amministrativo, i quali furono approvati con forti opposizioni ma vennero insabbiati e non furono mai discussi in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato">Senato</a>.<br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1877">1877</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Cairoli">Benedetto Cairoli</a> propose nuovamente l'estensione alle donne del diritto di voto amministrativo limitato, appoggiato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Marazio">Annibale Marazio</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>Parallelamente gravava nel contesto politico la questione del suffragio universale maschile e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Depretis">Agostino Depretis</a> (che guidava il governo dal 1876)<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a> formulò due nuovi progetti di riforma elettorale a livello amministrativo. Il primo, del maggio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1880">1880</a> nel quale proponeva di estendere l'elettorato ai cittadini di entrambi i sessi e maggiorenni, in possesso di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_civile">diritti civili</a> e paganti le imposte, non fu neanche preso in considerazione.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]</sup></a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Zanardelli">Giuseppe Zanardelli</a> controbatte al progetto ribadendo la natura maschile del suffragio devota all'impegno civile e politico che si pone in antitesi con quella femminile che si occupa da sempre dell'educazione, della famiglia.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>Il secondo progetto di Depretis, datato novembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1882">1882</a>, sanciva l'estensione del diritto di voto agli alfabeti maggiorenni: tale progetto viene valutato negativamente.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]</sup></a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Crispi">Francesco Crispi</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1883">1883</a> affermò che non era conveniente né opportuno estendere questo diritto alle donne perché le tradizioni la vedevano ancora legata alla sfera privata<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a>, di conseguenza Depretis non esitò a rinunciare alla questione del voto femminile<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]</sup></a>, ma ottenne un primo allargamento del suffragio maschile<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a>.<br>Il Congresso delle associazioni liberali monarchiche svoltosi nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1887">1887</a> fu teatro di una discussione sul voto femminile limitato e inviato tramite posta.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><strong><br>Dal 1890 al Fascismo</strong>[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=4">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=4">modifica wikitesto</a>]</div><div><br>La partecipazione delle donne alla vita politica era considerata incompatibile con la sua natura, ma per quanto riguardava il voto amministrativo locale l'opinione pubblica cominciava a fine secolo a recepire opinioni diverse. La prima conquista in questo campo avvenne nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1890">1890</a>: la legge n. 6972 del 17 luglio conferiva alle donne la possibilità di votare e di essere votate nei consigli di amministrazione delle istituzioni di beneficenza. Iniziava così il cammino che avrebbe portato le donne all'ottenimento del suffragio universale. Seguirono le leggi:<br><br></div><ul><li>n. 295 del 16 giugno 1893 che ammetteva le donne al voto nei collegi probiviri chiamati a risolvere i conflitti di lavoro;</li><li>n. 121 del 20 marzo 1910 che conferiva alle donne la partecipazione elettorale nelle Camere di Commercio;</li><li>n. 487 del 4 giugno 1911 con la quale le donne potevano partecipare alle elezioni di organi dell'istruzione elementare e popolare.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]</sup></a></li></ul><div><br>Nel 1907 <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Adelaide_Coari&amp;action=edit&amp;redlink=1">Adelaide Coari</a> presentò il suo "Programma minimo femminista" presso un congresso a Milano: tra le sue richieste figurava quella di concedere alla donna diritti, tra cui il diritto di voto amministrativo, che fino a quel momento erano negati.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1922">1922</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benito_Mussolini">Benito Mussolini</a> salì al governo. Egli partecipò nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1923">1923</a> al IX Congresso della Federazione Internazionale Pro Suffragio e promise di concedere il voto amministrativo alle Italiane a meno che non si svolgessero imprevisti e rassicurò gli uomini parlando di “conseguenze benefiche” che sarebbero derivate dalla suddetta concessione. Tra l'altro Mussolini risaltò il carattere pacato delle suffragette italiane, che reclamavano il diritto di voto senza aggressività.<br>Il 9 giugno dello stesso anno apparve il disegno di legge che prevedeva la concessione del voto amministrativo limitato spettante: alle eroine della Patria, a coloro madri o vedove di caduti in guerra, alle donne benestanti o istruite.<br>Il 22 novembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1925">1925</a> il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo">fascismo</a> fece entrare in vigore una legge che per la prima volta rendeva le italiane elettrici in ambito amministrativo. Questa legge fu però resa inutile dalla riforma podestarile entrata in vigore pochi mesi dopo e precisamente in data 4 febbraio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1926">1926</a>: così ogni elettorato amministrativo locale veniva annullato, si sostituiva al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindaco">sindaco</a> il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podest%C3%A0_(fascismo)">podestà</a> che insieme ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consigliere_comunale">consiglieri comunali</a> non era eletto dal popolo, ma dal governo.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Votoam-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>Il voto politico[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=5">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=5">modifica wikitesto</a>]<br><br></div><div><strong><br>Dall'unità d'Italia a fine Ottocento</strong>[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=6">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=6">modifica wikitesto</a>]</div><div><br>La battaglia delle donne per l'ottenimento del voto politico fu molto più lunga di quella che riguarda l'elettorato amministrativo ed ebbe inizio nell'Ottocento quando l'ideologia sansimonista divulgava le sue idee sull'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emancipazione">emancipazione</a> femminile.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-TeoSuf-6"><sup>[6]</sup></a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Mazzini">Giuseppe Mazzini</a> conosceva l'ideologia sansimonista e riteneva la donna “l'Angelo della famiglia. Madre, sposa, sorella la donna è la carezza della vita, la soavità dell'affetto diffuso sulle sue fatiche, un riflesso sull'individuo della provvidenza amorevole che veglia sull'Umanità”<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-MazDoveri-7"><sup>[7]</sup></a>. Da questo può sembrare che Mazzini esaltasse più che altro la figura della “madre educatrice”<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-TeoSuf-6"><sup>[6]</sup></a> ma d'altra parte egli era convinto che gli uomini non avessero nessuna superiorità<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-MazDoveri-7"><sup>[7]</sup></a><br>Insieme a Mazzini, un'altra figura di rilievo a favore dell'emancipazionismo fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Morelli">Salvatore Morelli</a> (soprannominato “il deputato delle donne”). Nel 1867 Morelli presentò il primo disegno di legge che prevedeva la concessione del voto politico alle donne. Egli proponeva la parificazione a livello giuridico tra maschi e femmine: fu per questa ragione che tale progetto e anche un successivo del 1875 non furono presi in considerazione. Nel 1867 Mazzini in una lettera alla sua amica e suffragista inglese Clementia Taylor scriveva che “nulla si conquista, se non è meritato” e nello stesso anno in una lettera a Morelli affermava che i tempi non erano maturi. Non gli si poteva dar torto perché in Italia il movimento degli emancipazionisti era tutt'altro che coeso e donne che ne facevano parte non erano favorevoli a ottenere diritti politici.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-TeoSuf-6"><sup>[6]<br></sup></a><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Anna_Maria_Mozzoni.jpg"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:184,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/91/Anna_Maria_Mozzoni.jpg&quot;,&quot;width&quot;:124}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/91/Anna_Maria_Mozzoni.jpg" width="124" height="184"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Mozzoni">Anna Maria Mozzoni</a></div><div><br>Passando al lato femminile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Mozzoni">Anna Maria Mozzoni</a> è considerata la più coerente sostenitrice del suffragio nell'Italia dell'Ottocento. Nella sua opera <em>La donna e i rapporti sociali</em> del 1864 aveva scritto che la donna doveva “protestare contro la sua attuale condizione, invocare una riforma e chiedere […] ” tra l'altro che le fosse concesso almeno “il diritto elettorale” se non anche la possibilità di essere eletta<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-8"><sup>[8]</sup></a>. Secondo la scienza del tempo uomini e donne erano diversi biologicamente: la donna veniva considerata instabile a causa dei suoi cicli quindi il suo senso di giustizia veniva compromesso e non era considerato affidabile. La Mozzoni rifiutava questa convinzione sostenendo che dare voce agli interessi femminili fosse l'unica maniera per fare dell'Italia una società moderna.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-TeoSuf-6"><sup>[6]</sup></a><br>Nel 1877 dopo il secondo fallimento di Morelli, la Mozzoni intervenne nel dibattito con una petizione (la prima nel suo genere) per il voto politico alle donne nella quale affermava: “Ora questa massa di cittadini che ha diritti e doveri, bisogni ed interessi, censo e capacità, non ha presso il corpo legislativo nessuna legale rappresentanza, sicché l'eco della sua vita non vi penetra che di straforo e vi è ascoltata a malapena.[...] trovandoci noi [donne], perciò, al giorno d'oggi, alla eguale portata intellettuale di una quantità di elettori [uomini] che il legislatore dichiara capaci, stimiamo che nulla costi acché venga a noi pure accordato il voto politico, senza del quale i nostri interessi non sono tutelati ed i nostri bisogni rimangono ignoti.”.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-9"><sup>[9]</sup></a> La petizione della Mozzoni aprì nel 1877 un dibattito alla Camera che venne ripreso nel 1883 e si concluse in un nulla di fatto.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>Nel 1881 la Mozzoni partecipò al Comizio dei Comizi: si trattava di un'assemblea che chiudeva un circolo di riunioni tenutesi in tutta Italia per obbligare Depretis a promuovere la riforma elettorale. Le Mozzoni non mancò di pronunciarsi: “Da un secolo ormai la donna protesta contro questo stato di cose in tutti i paesi civili. Essa afferma il suo diritto al voto perché è persona libera e completa - mezzo come l'uomo in faccia alla specie - fine a sé stessa, al par di lui, nella attività della sua coscienza. […] Proclamando il suffragio universale per voi soli, allargate il privilegio [che caratterizzava il passato] - proclamandolo con noi, lo abolite [...] rivendicando il voto per tutti voi fate un emendamento al presente - rivendicandolo per noi chiedete l'avvenire.”.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-10"><sup>[10]</sup></a> Nello stesso anno la Mozzoni fondò la Lega promotrice degli interessi femminili e inviò al Parlamento una nuova petizione che si risolse con la riforma elettorale del 1882: fu un insuccesso per le donne. Per un po' di tempo in Parlamento non si parlò più dell'estensione del suffragio alle donne.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>In una conferenza a Bologna del 1890 Anna Maria Mozzoni espresse nuovamente tutto il suo dissenso verso uno stato che esercitava la giustizia, ma in modo sbilanciato in quanto sosteneva i diritti solo di una parte di esso cioè quella maschile. Inoltre affermò di essere stufa delle “accuse di codardia, d'inferiorità intellettuale, di mancanza di senso giuridico, di incapacità in una grande quantità di cose”. La Mozzoni continuò poi dicendo: "siamo rientrate in noi stesse, abbiamo esaminato i nostri pregi ed i nostri difetti e ci siamo permesse di esaminarvi anche voi, spogli del diritto divino, che è scaduto affatto nella nostra opinione ed abbiamo trovato che la nostra ragione procede al par della vostra con la forma sillogistica; che i problemi che travagliano la vostra coscienza, sono gli stessi che turbano la nostra; che la libertà che voi amate, l'amiamo anche noi; che i mezzi coi quali voi conquistaste la vostra, furono indicati dagli stessi principii che debbono rivendicare la nostra".<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-11"><sup>[11]</sup></a><br>L'impegno della Mozzoni non è stato sufficiente a modificare la condizione del diritto di voto alle donne sul piano legislativo, ma ha dato un importante contributo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-TeoSuf-6"><sup>[6]</sup></a> a sostegno dei movimenti in materia di suffragio femminile che caratterizzeranno il Novecento<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Nove-12"><sup>[12]</sup></a>. Questi movimenti che in molti paesi dell'Europa si poterono classificare come attività dei gruppi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragette">suffragette</a>, in Italia assunsero caratteri meno irruenti perciò le suffragette italiane rimasero un fenomeno di poco conto.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-VotDon-13"><sup>[13]<br></sup></a><br></div><div><strong><br>Dal 1900</strong>[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;veaction=edit&amp;section=7">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Suffragio_femminile_in_Italia&amp;action=edit&amp;section=7">modifica wikitesto</a>]</div><div><br>Dopo gli insuccessi di Morelli, nel 1903 un nuovo disegno di legge che prevedeva l'estensione del diritto di voto anche alle donne fu firmato dal repubblicano <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Roberto_Mirabelli&amp;action=edit&amp;redlink=1">Roberto Mirabelli</a> e discusso nel giugno 1904 e nel dicembre 1905.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Nove-12"><sup>[12]</sup></a>. Mirabelli era profondamente convinto che fosse necessaria una riforma del sistema elettorale e fece del suffragio universale uno dei punti cardine del suo programma politico.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-14"><sup>[14]</sup></a> Nel Novecento i disegni di legge riguardanti l'estensione del suffragio iniziarono a essere considerati maggiormente rispetto a quanto era stato fatto nel secolo precedente perché erano entrati in Parlamento gruppi di cattolici e di socialisti i quali da sempre trattavano con riguardo le questioni più strettamente legate al popolo. Nel 1906 viene proposta dal Comitato Nazionale pro-suffragio Femminile una nuova petizione scritta da Anna Maria Mozzoni e firmata da diverse celebri italiane (tra le quali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori">Maria Montessori</a>).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Nove-12"><sup>[12]</sup></a> Le donne sempre più consapevoli che non poter votare equivaleva a non esistere<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a> approfittarono del silenzio legislativo per chiedere l'iscrizione alle liste elettorali e alcune domande vennero accolte suscitando critiche. Il silenzio legislativo era apparentemente dovuto a una svista del legislatore, ma nessuna coscienza pubblica avrebbe consentito alle donne di votare.<br><br></div><div><br>Nel 1908 il Comitato Nazionale pro-suffragio organizzò un convegno. Tra i temi più discussi figurarono l'assurdità di concedere il voto agli uomini che non sapevano leggere e scrivere, ma non alle donne che avessero studiato (a cura della presidentessa del Comitato <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giacinta_Martini_Marescotti&amp;action=edit&amp;redlink=1">Giacinta Martini Marescotti</a>), il vantaggio che aveva portato la concessione del suffragio femminile nei paesi che l'avevano adottato (di <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Teresa_Labriola&amp;action=edit&amp;redlink=1">Teresa Labriola</a>).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>Dal 1908 la socialista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Kuliscioff">Anna Kuliscioff</a> si schierò a favore dell'estensione del suffragio e nel 1910 si oppose suo marito <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Turati">Filippo Turati</a> (anche capo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialista_Italiano">partito</a> di entrambi): egli scrisse che era favorevole all'estensione del diritto di voto alle donne, ma era convinto che non fosse ancora giunto il momento di concederlo. La Kuliscioff rispose che vi era poca ragione nel rimandare la concessione del diritto di voto alle donne per convenienza politica. Le socialiste avendo l'appoggio del loro partito presero sempre meno parte alle associazioni femminili pro-voto delle quali costituivano l'anima, decretandone una scarsa attività che fu risentita dalla Legge Giolitti del 1912.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a> Nel 1912 infatti, nel pieno di una discussione sul suffragio maschile, Turati annunciò che auspicava una legge elettorale nella quale fossero inclusi “tutti gli italiani, indipendentemente da differenze di carattere esclusivamente anatomico e fisiologico”. Da questo dibattito sulla riforma elettorale si ottenne il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_universale">suffragio universale</a> maschile dei cittadini maggiorenni (che avessero compiuto i 21 anni), che fossero in grado di leggere e scrivere o che avessero preso parte al servizio militare; inoltre, a partire dal trentesimo compleanno, il voto veniva esteso anche agli analfabeti.<br>Delle donne non si faceva neanche menzione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Nove-12"><sup>[12]</sup></a> e questo decretò a partire dal 1913 un incremento dei Comitati pro-voto e delle manifestazioni. Tuttavia lo scoppio della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">prima guerra mondiale</a> mise nuovamente a tacere i movimenti a favore del suffragio.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-ItaLib-5"><sup>[5]</sup></a><br>Con l'avvento della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Guerra">Grande Guerra</a> l'assetto sociale cambiò: le donne dovettero sostituire gli uomini che erano partiti per il fronte e così facendo presero parte a lavori che la tradizione aveva sempre riservato al genere maschile.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1919">1919</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Don_Luigi_Sturzo">Don Luigi Sturzo</a> (fondatore del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Popolare_Italiano_(1919)">Partito Popolare</a>) inseriva nel programma del suo partito l'estensione del diritto di voto alle donne, tracciando un confine netto con la tradizione clericale e schierandosi quindi anche contro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pio_X">Papa Pio X</a> che già nel 1905 affermava: “non elettrici, non deputatesse, perché è ancora troppa la confusione che fanno gli uomini in Parlamento. La donna non deve votare ma votarsi ad un'alta idealità di bene umano […]. Dio ci guardi dal femminismo politico.”.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Fasci_di_combattimento.jpg"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:155,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/Fasci_di_combattimento.jpg/220px-Fasci_di_combattimento.jpg&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/Fasci_di_combattimento.jpg/220px-Fasci_di_combattimento.jpg" width="220" height="155"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Manifesto del programma di San Sepolcro nel quale figura il suffragio femminile</div><div><br>Il partito di Don Sturzo però non era l'unico ad aver inserito nel suo programma il diritto di voto per le donne: anche nel manifesto dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fasci_di_combattimento">Fasci di combattimento</a>, e nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carta_del_Carnaro">Carta del Carnaro</a> (con la quale <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_D%27Annunzio">Gabriele D'Annunzio</a> governava Fiume) figurava questo punto.<br>Le donne, durante la guerra, avevano dato prova di riuscire a sostituire bene gli uomini e il Governo, sentendosi obbligato a dimostrare loro un po' di gratitudine, il 9 marzo 1919 promulgò la legge Sacchi con la quale si eliminava la predominanza dell'uomo nella famiglia e fu approvato l'ordine del giorno Sichel che prevedeva l'ammissione delle donne al voto sia amministrativo sia politico su presentazione di un disegno di legge. Il disegno di legge in questione venne letto in aula nell'estate del 1919, fu approvato e divenne legge nel settembre dello stesso anno. Sembrava che le donne avessero vinto la loro battaglia ma non fu così perché questa legge non arrivò mai in Senato a causa della chiusura anticipata della legislatura dovuta alla questione fiumana: il che significava che tutte le leggi “in attesa di approvazione” decadevano.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia#cite_note-Nove-12"><sup>[12]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:59:55 UTC</pubDate>
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         <title>Donald Trump</title>
         <author>classe2dleo</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://fortune.com/2016/11/22/trump-media-rock/">http://fortune.com/2016/11/22/trump-media-rock/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 09:01:54 UTC</pubDate>
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         <title>Begnigni e la costituzione</title>
         <author>classe2dleo</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/235769774</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=SWkpb1Me72Q">https://www.youtube.com/watch?v=SWkpb1Me72Q</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 09:05:17 UTC</pubDate>
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         <title>MONARCHIA vs REPUBBLICA</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236093317</link>
         <description><![CDATA[<div>Il primo evento del dopoguerra fu il referendum pro o contro la monarchia. E fu purtroppo un appuntamento mancato.<br> Il referendum che doveva decidere sul futuro assetto dell?italia è ancor oggi fonte di critiche e sospetti. </div><div>A prescindere dal risultato (la monarchia in effetti non aveva dato nuona prova di sè con l’armistizio e la conseguente guerra civile), le critiche riguardano tre punti:</div><ul><li>i presunti brogli;</li><li>l’aver proclamato il risultato con fretta precipitosa e senza neppure aspettare il parere della Corte di Cassazione;</li><li>l’aver escluso dal voto i tre milioni di cittadini della Venezia Giulia e i numerosissimi italiani ancora detenuti all’estero nei campi di concentramento o, rientrati in Italia tra la data di chiusura delle liste e la data del voto.</li><li>inspiegabile anche perchè il conteggio delle schede del referendum avvenne dopo aver conteggiato le schede per l’elezione dell’Assemblea Costituente, ciò xhe ritardò di molto il conteggio di quelle rigurdanti il referendum.</li><li>Fu giudicato strano anche l’improvviso rovescaiamento el risultato che a tre quarti degli scrutini vedeva nettamente in testa la Monarchia. Come strano fu considerato l’annuncio della vittoria repubblicana trasmesso nel pieno dello spoglio da Radio Monevideo e raccolta da molti giornali in edizioni straordinarie.</li></ul><div>Da notare inoltre che il referendum fu indetto nel 1946, vale a dire in un momento in cui in tutto il nord Italia era in atto la feroce e sanguinosa mattanza da parte dei parigiani contro tutti coloro che erano ritenuti in qualche modo di ostacolo alla causa comunista.<br> Ad opporsi alla scelta di una data successiva, in un Paese più calmo, furono proprio i comunisti. </div><div>Il risultato ufficiale la dice lunga: maggioranza forte per la Monarchia al Sud e nelle isole, maggiorranza forte per la Repubblica nelle regioni del nord controllate dai partigiani comunisti.</div><div>Come inizio per la nuova Italia non male.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:06:39 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; Italia cos&#39;è?</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236095422</link>
         <description><![CDATA[<div>L' Italia è uno stato <br>-è un REPUBBLICA DEMOCRATICA PARLAMENTARE<br>-si trova al sud dell' Europa ed è una penisola<br>-è un continente che si trova nell' emisfero boreale<br>-è l'unione europea,economica e istituzionale di alcuni stati<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:09:58 UTC</pubDate>
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         <title>ITALIA SCHEMA POLITICO/ECONOMICO</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236101396</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://cmapspublic2.ihmc.us/rid=1301937209656_724830949_24571/ITALIA%20UNITA.cmap?rid=1301937209656_724830949_24571&amp;partName=htmljpeg">http://cmapspublic2.ihmc.us/rid=1301937209656_724830949_24571/ITALIA%20UNITA.cmap?rid=1301937209656_724830949_24571&amp;partName=htmljpeg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:19:06 UTC</pubDate>
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         <title>i Mattarella</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236106094</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://i2.wp.com/www.ilgazzettinodisicilia.it/wp-content/uploads/2017/07/Sergio-Mattarella.jpg?resize=800%2C445&amp;ssl=1" width="800" height="445"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Sergio</div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://mafieitaliane.it/wp-content/uploads/2016/02/piersanti-mattarella-370x346.jpg" width="370" height="346"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Piersanti</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il discorso di Sergio</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236108611</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/VjI7KFT-G5c">https://youtu.be/VjI7KFT-G5c</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:30:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>...THE END....</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236110790</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://media.gettyimages.com/videos/the-end-hd-video-id473080359?s=640x640" width="640" height="360"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 19:33:40 UTC</pubDate>
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         <title>ITALIA!!!</title>
         <author>grifondoro4</author>
         <link>https://padlet.com/classe2dleo/q12ou0jjfuoz/wish/236901171</link>
         <description><![CDATA[<div>L'<strong>Italia</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:IPA_per_l%27italiano">/iˈtalja/</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-10"><sup>[10]</sup></a>, <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1d/It-Italia.ogg">ascolta</a><sup>[</sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:File_multimediali"><sup>?</sup></a><sup>·</sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:It-Italia.ogg"><sup>info</sup></a><sup>]</sup>), ufficialmente <strong>Repubblica Italiana</strong>,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-11"><sup>[11]</sup></a> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_parlamentare">repubblica parlamentare</a> situata nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa_meridionale">Europa meridionale</a>, con una popolazione di 60,5 milioni di abitanti e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> come capitale. </div><div>La parte continentale, delimitata dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arco_alpino">arco alpino</a>, confina a nord, da ovest a est, con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Svizzera">Svizzera</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Austria">Austria</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Slovenia">Slovenia</a>; il resto del territorio, circondato dai mari <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Ligure">Ligure</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Tirreno">Tirreno</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Ionio">Ionio</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adriatico">Adriatico</a>, si protende nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Mediterraneo">mar Mediterraneo</a>, occupando la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_italiana">penisola italiana</a> e numerose isole (le maggiori sono <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">Sicilia</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">Sardegna</a>), per un totale di 301 340 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chilo_(prefisso)">k</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metro_quadrato">m²</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-CIA-12"><sup>[12]</sup></a>. Gli Stati della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Vaticano">Città del Vaticano</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Marino">San Marino</a> sono <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enclave">enclavi</a> della Repubblica mentre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campione_d%27Italia">Campione d'Italia</a> è l'unica <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Exclave">exclave</a> italiana. </div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma_(citt%C3%A0_antica)">Roma</a>, che fu capitale dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano">Impero romano</a>, è stata per secoli il centro politico e culturale della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_occidentale">civiltà occidentale</a>. Dopo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_dell%27Impero_romano_d%27Occidente">caduta dell'Impero romano d'Occidente</a>, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_medievale">Italia medievale</a> fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germani">germaniche</a>, come gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostrogoti">Ostrogoti</a>, i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Longobardi">Longobardi</a> e i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Normanni">Normanni</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XV_secolo">XV secolo</a>, con la diffusione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento">Rinascimento</a>, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_d%27Italia_del_XVI_secolo">guerre d'Italia del XVI secolo</a> ricadde sotto l'egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento">Risorgimento</a> combatté per l'indipendenza e per l'unità finché nel 1861 fu proclamato il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d%27Italia_(1861-1946)">Regno d'Italia</a> che cessò di esistere nel 1946, dopo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ventennio_fascista">ventennio fascista</a>, la sconfitta nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a> e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_liberazione_italiana">guerra di Liberazione</a>, quando, a seguito di un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_istituzionale">referendum istituzionale</a>, lo Stato italiano divenne una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_parlamentare">repubblica parlamentare</a>. </div><div>Nel 2013 l'Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_sviluppo_umano">indice di sviluppo umano</a> è molto alto, 0,872, e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speranza_di_vita">speranza di vita</a> è di 82,4 anni<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-13"><sup>[13]</sup></a>. È membro fondatore dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea">Unione europea</a>, della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/NATO">NATO</a>, del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_d%27Europa">Consiglio d'Europa</a> e dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/OCSE">OCSE</a>; aderisce all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/ONU">ONU</a> e al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Schengen">trattato di Schengen</a>. È inoltre membro del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/G7">G7</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-14"><sup>[14]</sup></a> e del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/G20_(paesi_industrializzati)">G20</a>, partecipa al progetto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Condivisione_nucleare">condivisione nucleare</a> della NATO, è una grande <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Potenza_regionale">potenza regionale</a> europea<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-15"><sup>[15]</sup></a>, in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-16"><sup>[16]</sup></a>, e si colloca in nona posizione nel mondo per spese militari. L'Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patrimonio_dell%27umanit%C3%A0">patrimonio dell'umanità</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/UNESCO">UNESCO</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia#cite_note-UNESCO-17"><sup>[17]</sup></a> ed è il quinto paese più visitato del mondo. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-01 14:03:55 UTC</pubDate>
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