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      <title>età dell&#39;imperialismo by </title>
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      <description>periodo compreso tra il 1870 al 1914 in cui le potenze europee mirarono a costruire grandi imperi coloniali che si estendevano nella maggior parte del pianeta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-10-11 17:37:00 UTC</pubDate>
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         <title>FR</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Negli anni Sessanta del XIX secolo la Francia aveva affermato la sua presenza in Indocina. In questo periodo la Cambogia si trovava in una posizione geopolitica delicata, stretta tra due potenze regionali: <strong>il Siam (attuale Thailandia) e il Vietnam</strong>. Entrambe cercavano di esercitare il loro controllo sul regno cambogiano <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1hGMJQnM/nvgGURmV1M02a2Wx1bis9Q/edit?utm_content=DAG1hGMJQnM&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton"><strong>continua...</strong></a></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-11 18:18:21 UTC</pubDate>
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         <title>FR</title>
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         <description><![CDATA[<p>Prima che i francesi intervengano, il territorio del Laos era frammentato in diversi piccoli regni (come Luang Prabang, Vientiane, Champassak) e sotto l’influenza di potenze vicine, in particolare il Siam e il Vietnam. </p><p>La regione subiva interventi esterni, incursioni di bande armate, turbamenti politici, oltre a pressioni territoriali da parte del Siam. Il re di Luang Prabang, intimorito dalle incursioni, soprattutto dalle bande cinesi, chiese assistenza ai francesi. La Francia ottenne il diritto, tramite trattati con il Siam, di stabilire un vice-consolato a Luang Prabang sotto la guida di <mark>Auguste Pavie</mark>,<strong> </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1hAYgnnQ/Jojnaqg6NUprn32-WqyjPA/edit?utm_content=DAG1hAYgnnQ&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton"><strong>continua...</strong></a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-11 21:15:00 UTC</pubDate>
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         <title>GBR</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Durante l’Ottocento, la <strong>Gran Bretagna</strong> estese progressivamente il proprio controllo sulla <strong>Malesia</strong>, trasformandola in una delle colonie più importanti del suo impero in Asia, sia per la posizione strategica che per la ricchezza di risorse naturali. A differenza di altre colonie conquistate con forza militare, la penetrazione britannica in Malesia avvenne per <mark>via diplomatica, commerciale e politica</mark>, sfruttando i conflitti interni tra i vari sultanati locali.</p><p>Le ragioni principali dell’interesse britannico per la Malesia furono strategiche ed economiche. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1jtGV8YY/c9McJ1lKW4w4R7psOUM-7A/edit?utm_content=DAG1jtGV8YY&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton">di più...</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 06:49:33 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>L’occupazione britannica del Pakistan si inserisce nel più ampio processo di colonizzazione dell’India, poiché queste regioni furono parte integrante dell’Impero anglo-indiano fino alla sua dissoluzione nel 1947. Al tempo il Pakistan non esisteva ancora come Stato autonomo, era composto da una serie di territori distinti, con identità politiche, culturali e religiose complesse, che furono progressivamente assorbiti e amministrati dai britannici nel corso del XIX secolo. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1j0LCtxY/UujVRsuAbYFMGK60mtmGXA/edit?utm_content=DAG1j0LCtxY&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton">di più...</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 07:39:45 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Anche la colonizzazione dell’attuale Bangladesh fa parte del più ampio progetto di conquista dell’India da parte della Gran Bretagna, e ha radici profonde che risalgono già al Settecento. Tuttavia, nel corso dell’Ottocento, il dominio britannico si consolidò, trasformando radicalmente la regione dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale.</p><p>All’epoca, il Bangladesh non esisteva ancora come entità politica autonoma. Quel territorio era noto come parte della <strong>provincia del Bengala</strong>, una delle più popolose e ricche dell’India, situata nell’est del subcontinente. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1j7eLO6k/LFMDkjBOi-RS5EHPo5PVEQ/edit?utm_content=DAG1j7eLO6k&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton">di più...</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 08:02:01 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Durante l’età dell’imperialismo, soprattutto nel XIX secolo, l’India fu una delle colonie più importanti dell’Impero britannico. Il controllo britannico cominciò gradualmente con la <strong>Compagnia delle Indie Orientali</strong>. Questa compagnia, approfittando della crisi dell’Impero Moghul e delle divisioni tra i vari regni locali, iniziò a espandere il proprio potere non solo economico, ma anche politico e militare.</p><p>Per circa un secolo, la Compagnia delle Indie esercitò un controllo semi-statale. Tuttavia, nel 1857 scoppiò una grande rivolta, conosciuta come la <strong>rivolta dei Sepoy</strong>, che segnò la fine del potere della Compagnia, e l’inizio del controllo diretto da parte del governo britannico: nacque così il <strong>Raj britannico.</strong></p><p>Durante questo periodo, l’India fu considerata la “perla dell’Impero britannico” per la sua posizione strategica, le sue risorse naturali e il suo enorme potenziale economico. Gli inglesi costruirono infrastrutture moderne come ferrovie, telegrafi e porti, ma queste opere erano pensate soprattutto per facilitare il controllo militare e lo sfruttamento economico. L’India divenne un mercato per i prodotti industriali britannici e una fonte di materie prime come cotone, tè e spezie. L’economia tradizionale locale fu sconvolta e molte industrie artigianali furono distrutte.</p><p>Dal punto di vista sociale, la dominazione britannica portò anche alla diffusione della lingua inglese e di un sistema educativo basato sul modello occidentale. Ciò contribuì alla nascita di una classe di indiani istruiti, che iniziarono a mettere in discussione il dominio coloniale. A partire dalla fine dell’Ottocento, crebbe un movimento nazionalista, guidato da intellettuali moderati.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 08:22:23 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>I britannici avevano già dimostrato con le  guerre dell'oppio di avere mire espansionistiche verso l'Impero cinese, che stava affrontando un periodo di crisi. Importante testa di ponte britannica verso il territorio cinese fu Hong Kong, occupata nel 1841, trasformata in colonia l'anno successivo e, secondo i termini di un accordo sottoscritto nel 1899, assegnata in concessione all'Impero britannico per i successivi 99 anni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 08:27:58 UTC</pubDate>
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         <title>NL</title>
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         <title>GBR</title>
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         <title>GBR</title>
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         <title>GBR e GER</title>
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         <title>RUS</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>La conquista e colonizzazione della Siberia da parte della Russia iniziò nel XVI secolo, guidata principalmente dai cosacchi e dagli Stroganov. La conquista è iniziata con la sottomissione del Khanato di Sibir e si è estesa gradualmente per tutto il secolo successivo, spinta da interessi commerciali (soprattutto per le pellicce) e dal desiderio di espansione imperiale. Durante <strong>l'età dell'imperialismo </strong>la conquista e l'integrazione della <strong>Siberia</strong> da parte della Russia subirono una trasformazione profonda: non si trattava più solo di un'espansione geografica o di caccia alle pellicce, ma di un vero e proprio progetto coloniale interno, coerente con la logica imperialista che in quegli stessi anni spingeva le potenze europee a conquistare territori in Africa e Asia. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.canva.com/design/DAG1kVZJ194/sKFQXRzgQs7kUwzQB6E4BA/edit?utm_content=DAG1kVZJ194&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton"><strong>di più...</strong></a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 09:24:12 UTC</pubDate>
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         <title>The &quot;Great Game&quot; RUS e GBR</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il <strong>Grande Gioco</strong> fu una lunga competizione tra <strong>Russia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong> nel XIX secolo per il controllo dell’<strong>Asia centrale</strong>.<br>La Russia voleva espandersi verso sud, mentre la Gran Bretagna temeva che questo mettesse in pericolo l’<strong>India</strong>, la sua colonia più importante.<br>Le due potenze non si scontrarono direttamente, ma si affrontarono attraverso <strong>spionaggio</strong>, <strong>influenza politica</strong>, e guerre indirette come quelle in <strong>Afghanistan</strong>.<br>Il conflitto si concluse nel <strong>1907</strong> con un accordo che stabiliva le rispettive zone di influenza.</p>]]></description>
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         <title>Imperialismo</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel corso dell'Ottocento l'Europa conobbe una grande crescita demografica, dai circa 180 milioni abitanti del 1800 si arrivò a 425 milioni nel 1900. Alla metà dell'Ottocento la popolazione del Vecchio Continente corrispondeva ad 1/4 della popolazione mondiale. Il primato demografico era ovviamente dovuto ai progressi in medicina e scienza, che resero possibile una vita migliore e più lunga, in modo particolare diminuì la mortalità infantile. Dunque in questo periodo essere bianchi significava avere una maggiore speranza di vita e un tenore di vita migliore, tant'è vero che molti europei, mal interpretando le scoperte scientifiche compiute da Charles Darwin, teorizzarono la presunta superiorità della "razza bianca" rispetto a tutte le altre. Proprio per questo pensavano che l'espansione coloniale era legittimata dalla natura e che i bianchi avrebbero quindi dovuto avere il primato politico su scala planetaria. Gli storici definiscono età dell'imperialismo, il periodo compreso tra il 1870 e il 1914, quello in cui le potenze europee espansero i propri domini ed esercitarono la loro egemonia su altri paesi, entrando persino in competizione fra di loro. L'imperialismo di fine Ottocento era parte del processo di colonizzazione avviato da secoli ma assunse caratteri diversi. Se prima erano interessati a zone circoscritte, rilevanti per la loro posizione o produzione, ora puntavano alla conquista militare e politica di vaste regioni, organizzate in colonie o protettorati e sfruttate con nuove modalità. La corse alla spartizione di nuovi territori influenzò anche la politica interna e non solo, ebbe risonanza anche sulla cultura e l'opinione pubblica europea, alimentando ideologie nazionaliste, xenofobe e razziste. La competizione, inoltre, non riguardava più le Americhe, ma l'Asia e l'Africa. </p><p><mark>cause economiche</mark></p><p>acquisizione di nuovi mercati</p><p>disponibilità di risorse e materie prime</p><p><mark>cause politiche</mark></p><p>logica di competizione strategica</p><p>contenimento del conflitto sociale interno (opportunità di arricchimento per chi in patria aveva meno prospettive o sicurezze)</p><p><mark>cause culturali</mark></p><p>esasperato nazionalismo (legittimava la possibilità di estendere il proprio dominio politico ì, economico e culturale sulle nazioni meno sviluppate e avanzate tecnologicamente)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 10:05:49 UTC</pubDate>
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         <title>una nuova potenza</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Giappone Meiji, da poco uscito dal suo secolare isolamento, inizialmente rimase prudente nel terrore di una possibile ritorsione da parte delle potenze occidentali. A poco a poco, però, iniziò a reclamare il suo ruolo da protagonista: fra il 1894 e il 1895 sfidò l'Impero cinese nella prima guerra sino-giapponese per il controllo politico della Corea. In quel periodo la Corea era uno stato vassallo della Cina, ma al suo interno i riformisti ritenevano che fosse meglio avvicinarsi al Giappone, che si avviava verso la modernizzazione. La guerra fu vinta dai giapponesi. Inoltre, il Giappone ottenne la revisione a proprio favore dei "trattati ineguali" che negli anni precedenti erano stati imposti dai paesi europei e dagli Stati Uniti. Ottenne anche il pagamento dell'indennità di guerra dalla Cina e grazie al risarcimento il Giappone riuscì, nel 1897, ad adottare il sistema monetario del gold standard. Nel 1900, quando Tokyo inviò 8000 uomini in Cina per partecipare alla spedizione militare internazionale, che il Giappone venne riconosciuto dalle potenze occidentali</p>]]></description>
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         <title>JAP</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Venne dichiarata indipendente, ma entrò a far parte della sfera di influenza nipponica</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 14:18:57 UTC</pubDate>
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         <title>JAP</title>
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         <title>&quot;colonizzazione interna&quot;</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Per gran parte dell'Ottocento gli Stati Uniti si erano dedicati a una sorta di colonizzazione interna, estendendo progressivamente il proprio territorio fino a raggiungere l'Oceano Pacifico e strappando il Texas al Messico. Sul piano internazionale, avevano adottato una posizione isolazionista. Verso la fine del secolo, entrarono anch'essi a far parte delle potenze imperialiste, puntando però all'estensione della propria egemonia economica e politica che alla conquista di nuovi terrori.  Il governo di Washington colse al volo l'opportunità di estromettere la Spagna dal continente, quando nel suo possedimento nel 1895 di Cuba scoppiò una rivolta indipendentista. Nel 1898 gli Stati Uniti sconfissero la Spagna che dovette rinunciare a Cuba (che entrò fin da subito nell'orbita economica e politica americana), a Porto Rico, all'isola di Guam e alle Filippine. Questo permise agli statunitensi la loro presenza nella regione caraibica e nell'Oceano Pacifico.  </p>]]></description>
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         <title>guerra anglo-boera</title>
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         <title>Le mire sull&#39;Africa</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1910 ben il 90% del continente africano risultava assoggettato a una potenza europea. Fino alla seconda metà dell'Ottocento per gli europei l'Africa era solo una tappa per i viaggi verso l'Asia e una fonte inesauribile di schiavi. In pochi anni le spedizioni di esplorazione si moltiplicarono, i missionari partivano con l'intento di "civilizzare" ed evangelizzare le popolazioni indigene, e gli uomini d'affari andavano nella speranza di arricchirsi. Infine vennero mandati dei militari per controllare e consolidare le conquiste, e dei funzionari governativi, con il compito di dare un nuovo assetto alle colonie. Poche furono le colonie di popolamento (solo nel Sudafrica britannico e nell'Algeria francese), molte furono invece le colonie di sfruttamento, sotto il controllo di "uomini bianchi" che ne garantivano la produttività. Gli europei monopolizzarono i commerci da e verso i territori conquistate imposero alle popolazioni assoggettate le linee guida delle produzioni, questo permise di "industrializzare" le produzioni agricole e caratterizzarle in un'ottica di commercio globale, che andò a sfavore degli agricoltori locali. Le colonie divennero immense piantagioni dove gli indigeni lavoravano duramente per pochi soldi. Già all'epoca il destino di milioni di africani poveri dipendeva dalle trattative di ricchi finanzieri alle Borse di Londra e New York. Questo rese i paesi africani dipendenti dal punto di vista economico, impedendone lo sviluppo. Per la conquista dell'Africa nessuno volle rimanere escluso: Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Belgio, Portogallo, Spagna e Belgio parteciparono alla corsa all'Africa, presentandola come missione civilizzatrice. Molti ritenevano che agli indigeni africani conveniva sottomettersi ai conquistatori perché erano più forti ed evoluti. Gli europei diffusero alcuni elementi tipici della loro cultura e del loro modo di vivere, che in alcuni casi ebbe risultati positivi, come nel caso della costruzione di scuole e ospedali. La fase più accesa della corsa fu la conquista britannica dell'Egitto e dunque dello strategico canale di Suez e del Sudan, questo infastidì i francesi che da secoli avevano il controllo del Nord Africa, e dalla contesa scoppiata fra Portogallo e Belgio per il controllo del Congo. I portoghesi , che fin dal XV secolo esercitavano il loro dominio sull'Angola, consideravano di propria competenza anche il territorio congolese, ma il sovrano belga non voleva rinunciare a quest'area. Si trovò una soluzione diplomatica durante la <strong>conferenza di Berlino</strong> nel 1884. Solo il Marocco, la Libia, la Repubblica della Liberia e l'Etiopia, che resistette all'aggressione italiana rimasero indipendenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 17:09:30 UTC</pubDate>
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         <title>Conferenza di Berlino</title>
         <author>alessiamarras</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Conferenza di Berlino si tenne tra il <strong>1884 e il 1885</strong>, ed ebbe lo scopo di regolare la <strong>spartizione dell’Africa</strong> tra le potenze europee, che in quel periodo si stavano lanciando in una corsa frenetica alla conquista coloniale.</p><p>Fu organizzata dal <strong>cancelliere tedesco Bismarck</strong>, che voleva evitare conflitti tra Stati europei e, allo stesso tempo, assicurare anche alla Germania un ruolo nella conquista dell’Africa.</p><p>Alla conferenza parteciparono <strong>14 Stati</strong>, tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Italia.<br>Ma è importante ricordare che <strong>nessun Paese africano fu invitato</strong>: le decisioni furono prese <strong>senza alcun coinvolgimento delle popolazioni locali</strong>.</p><p>Tra le decisioni principali, ci fu il cosiddetto <strong>principio dell’occupazione effettiva</strong>: per rivendicare un territorio, non bastava dichiararlo proprio su una mappa, bisognava davvero occuparlo, amministrarlo e controllarlo. Questo accelerò la colonizzazione sul campo.</p><p>Si garantì anche la <strong>libertà di commercio</strong> nei bacini del Congo e del Niger, e fu riconosciuto lo <strong>Stato Libero del Congo</strong>, che diventò proprietà personale del <strong>re Leopoldo II del Belgio</strong>. In seguito, questo Stato fu teatro di gravi abusi e sfruttamenti verso la popolazione africana.</p><p>La Conferenza di Berlino segnò quindi l’inizio della <strong>spartizione sistematica dell’Africa</strong>, conosciuta come <em>Scramble for Africa</em>.<br>Da quel momento, quasi tutto il continente africano venne colonizzato, con <strong>confini artificiali</strong> tracciati dagli europei, spesso senza tenere conto delle culture e delle etnie esistenti. Intere popolazioni furono smembrate, mentre altre da sempre rivali, furono costrette a convivere, questo causò contrsti sanguinosi.<br>Le conseguenze furono profonde e in molti casi ancora oggi visibili.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-12 17:16:49 UTC</pubDate>
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