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      <title>Alla scoperta di Procida. by margherita</title>
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      <description>I luoghi di Arturo.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-04 10:37:32 UTC</pubDate>
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         <title>I colori dell&#39;isola di Procida</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>L'isola di Procida è caratterizzata da molti colori. Infatti ogni casa è dipinta di un colore diverso, cosa che permetteva ai pescatori di ritorno dal mare di individuare velocemente la propria casa. Prevalentemente troviamo i colori pastello: rosa, arancione, giallo, celeste, rosso e bianco.</em> </div><div>                                       </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-04 10:43:13 UTC</pubDate>
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         <title>Procida e Il Postino</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <pubDate>2017-04-04 10:43:55 UTC</pubDate>
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         <title>La Graziella</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>“…scendevano lentamente le vie scoscese di Procida, e presto giungemmo alla Marina. Così si chiama la spiaggia vicino alla rada o al porto nell’arcipelago e sulle coste d’Italia. La spiaggia era coperta di barche di Ischia, di Procida e di Napoli che la tempesta del giorno precedente aveva costrette a cercare un rifugio nelle sue acque. <br>I marinari e i pescatori dormivano al sole, al rumore decrescente dei marosi, o chiacchieravano radunati in capannelli sui muri (…) Rifacemmo la strada ma lentamente, mettendoci a sedere sotto tutti gli alberi, all’ombra di tutti i pergolati, discorrendo, fantasticando o comperando da tutte le giovani procidane i panieri di fichi, di nespole, d’uva che esse portavano, e lasciando così passare il tempo” </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-04 10:44:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla scoperta di Procida.<br>Classe 2SA1</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-18 18:35:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <pubDate>2017-04-19 18:56:35 UTC</pubDate>
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         <title>Procida e Il Postino</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <pubDate>2017-04-19 19:12:18 UTC</pubDate>
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         <title>Procida e Il Postino</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <title>Procida e Il Postino</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <pubDate>2017-04-19 19:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il carcere di Terra Murata </title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><em>L’ex Carcere dell’isola di Procida è un imponente edificio sul mare, costituito dall’intervento urbano cinquecentesco realizzato nel finire del sec. XVI°, per volere del Cardinale Innico d’Avalos ,dagli architetti Cavagna e Tortelli. </em><br><em>D’Avalos con la costruzione del suo Palazzo fece realizzare l’attuale accesso a Terra Murata il cui borgo era accessibile solo dalla spiaggia dell’Asino dopo punta Lingua e grazie a questo collegamento si ebbe lo sviluppo urbano dell’isola con la nascita dell’insediamento del borgo della Corricella, la realizzazione del Convento di Santa Margherita Nuova e l’attuale architettura dell’abbazia di San Michele. Il Palazzo Signorile fu dal 1734 confiscato dai regnanti borbonici, i quali istituirono a Procida il primo sito Reale di caccia ,divenuto&nbsp; per Carlo III ma in particolare per Ferdinando IV ,residenza reale per la caccia, prima della realizzazione di Capodimonte e la Reggia di Caserta. Il complesso monumentale, dopo essere stato Palazzo Reale dei Borbone, tra i 22 beni allodiali della Corona, nel 1815 venne trasformato in scuola militare e poi nel 1830 in carcere del Regno. Ulteriori ampliamenti vennero realizzati dal 1840 per la nuova funzione di bagno penale, all’indomani dell’unità d’Italia&nbsp; divenne carcere di massima sicurezza dello Stato italiano. Nel Carcere di Procida è stato detenuto Luigi Settembrini, e dopo la caduta della Repubblica di Salò, dal ’45 al ’50, furono rinchiusi tutti i principali capi della “nomenclatura fascista”, da Graziani, a Teruzzi, a Cassinelli, nonchè Julio Valerio Borghese. Il complesso Monumentale è costituito dal Palazzo D’Avalos, il cortile, la Caserma delle guardie, l’Edificio delle Celle singole, il Padiglione delle Guardie, l’Edificio dei veterani, la Medicheria, la Casa del Direttore, il tenimento agricolo detto la Spianata di circa 18.000 mq. Il fatto che il Palazzo sia stato voluto dal colto Signore del Rinascimento, improntandolo a canoni di bellezza, e abitato da Carlo III di Borbone, re illuminato, fa contrasto con il luogo di pena che poi divenne: oggi una semplice visita lo rivela come un posto unico, un luogo dell’anima, in cui si avverte una forte tensione emotiva. Infatti nell’ex carcere tutto è ancora lì, tra le celle e gli androni rinascimentali, consunto e fermato dal tempo: le vecchie divise, le scarpe sul pavimento polveroso e poi le brande arrugginite, le balle di cotone un tempo lavorate nell’opificio, e finanche il lettino per gli interventi ambulatoriali. Nel 1978 venne chiuso il carcere vecchio (Palazzo d’Avalos) e nel 1988 definitivamente abbandonato anche il carcere nuovo.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 07:45:47 UTC</pubDate>
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         <title>Le bellezze naturali di Procida</title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Tra Ischia e la costa partenopea si innalza la meravigliosa isola di Procida, con un mare cristallino, una costa variegata ed un’ospitalità calorosissima da parte delle persone del posto.<br><br>Entrando a contatto con la realtà procidana, ogni persona si lascia trasportare dai profumi, dalle forme, dai colori sgargianti e, soprattutto, da un panorama mozzafiato.<br><br>Noi  studenti della 2 SA1 abbiamo deciso di immergerci in questo luogo fantastico per farci trasportare in un’altra realtà, per poter ammirare questa magnifica isola in tutto il suo splendore e per poter toccare con mano le vicende in cui ci siamo immersi grazie alla lettura ed al commento dell’Isola di Arturo di  Elsa Morante.<br><br>Senz’altro, lo scenario più caratteristico dell’isola è la miriade di frutti dal colore giallo sgargiante: i limoni.<br><br>Essi rappresentano una risorsa per i procidani, e a livello gastronomico e a livello estetico, infatti, vogliamo ricordare alcuni dei prodotti locali realizzati grazie all’uso del limone di Procida:<br><br>•	Il limoncello;<br><br>•	La crema al limone;<br><br>•	Le lingue di suocera; <br><br>•	Le granite;<br><br>•	I babà al limoncello.<br><br>Attraversando un piccolo tratto di mare si ci può imbattere nell’isolotto di Vivara, il residuo più occidentale di un cratere che è parte degli edifici vulcanici dei Campi Flegrei presenti a Procida.<br><br>Questa, di proprietà privata, è un’importante risorsa in campo naturalistico, archeologico, architettonico e paesaggistico,  grazie alle meravigliose flora e fauna, ma anche grazie ad un insediamento miceneo risalente a 3500 anni fa.<br><br>Sull’isolotto è presente un Casino di Caccia, cioè uno degli edifici utilizzati da Napoleone in modo da avere difesa, ma è presente anche un assaggio dell’architettura di inizio Novecento come la Casa girevole.<br><br>Inoltre, Vivara è da tempo divenuta un’oasi di protezione naturale, più precisamente, il 24 giugno del 2002, è divenuta Riserva Naturale Statale ed è anche Zona di Protezione Speciale perché parte integrante della rete Natura 2000, presa in custodia dall’Unione Europea.<br><br>Concludiamo così l’escursione di Procida…a voi l’immaginazione!<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 08:02:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>margherita_dimeo</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-20 08:58:55 UTC</pubDate>
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