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      <title>Il Settecento by Jessica Siravo</title>
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      <description>Storia e letteratura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-10-17 15:43:27 UTC</pubDate>
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         <title>Un secolo di rivoluzioni</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 700 è un'epoca di <strong>svolta</strong>: l'Europa conosce una grande <strong>crescita demografica</strong>, a cui consegue uno <strong>sviluppo economico</strong>, che porta alla <strong>rivoluzione industriale</strong> e a una maggiore diffusione del sapere, grazie ad una nuova corrente filosofica: l'<strong>Illuminismo</strong>. Le idee illuministe si oppongono alla tradizione e alle autorità, a cui rispondono con ideali di <strong>uguaglianza e fratellanza</strong>. Questo contrasto tra tradizione ed innovazione fa sì che il 700 sia l'epoca delle <strong>grandi rivoluzioni</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 15:52:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con Antico regime gli storici indicano l’insieme delle istituzioni che caratterizzano buona parte dell’Europa fra il XVI e il XVIII secolo. Questa espressione fu introdotta alla fine del Settecento dai <strong>rivoluzionari francesi</strong>, per marcare la differenza fra le “vecchie” istituzioni – considerate negativamente – e il nuovo regime da loro creato.<br>Caratteristico dell’Antico regime è il principio secondo cui <strong>non</strong> esiste una <strong>parità giuridica </strong>fra i membri della società: ciascuno gode solo dei diritti che le leggi riconoscono all’ordine di cui fa parte. Ci sono tre ordini, secondo un modello sociale ereditato dal Medioevo: <strong>clero, nobiltà e Terzo stato.</strong><br>I membri della nobiltà e del clero godono di <strong>privilegi</strong> rispetto a quelli del Terzo stato: sono esentati dal pagamento delle tasse, possono essere giudicati da tribunali speciali e possono accedere a impieghi riservati nella corte e nell’esercito o nella gerarchia ecclesiastica (non possono scalare la scala sociale).<br>Gli Stati di Antico regime (a parte qualche eccezione: Inghilterra e Olanda) sono pressoché tutti retti da un <strong>sovrano assoluto.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 16:06:31 UTC</pubDate>
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         <title>Sviluppi</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 700 la <strong>popolazione è in crescita</strong>, soprattutto per un netto<strong> calo della mortalità</strong> (meno epidemie e carestie e migliori condizioni igienico-sanitarie). Ciò determina anche un <strong>aumento della produzione agricola</strong>, che porta ad una vera e propria <strong>rivoluzione agricola</strong>, possibile attraverso:</div><ul><li>aumento delle superfici coltivate (<strong>agricoltura estensiva</strong>),</li><li>migliore sfruttamento del suolo, migliori tecniche e nuovi tipi di coltivazione (<strong>agricoltura intensiva</strong>),</li><li>lo studio delle caratteristiche dei terreni e le tecniche per ottenere massima produttività: <strong>agronomia</strong>.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-17 16:21:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il caso inglese: dai campi aperti alle recinzioni</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong>Inghilterra</strong> è al centro anche di un’altra importante <strong>trasformazione</strong>, destinata a modificare radicalmente il paesaggio inglese e la vita nelle campagne. Fin dal Medioevo il sistema agrario inglese era basato sui campi aperti e sulle terre comuni. I primi appartenevano a un proprietario, ma non erano delimitati da steccati o muretti, e dopo il raccolto tutti gli abitanti di una comunità potevano andarci a spigolare o a raccogliere la legna. Le seconde, invece, erano considerate una proprietà collettiva del villaggio: erano prevalentemente destinate al pascolo, alla caccia e alla raccolta. <br>Nell’ottica di uno <strong>sfruttamento più razionale </strong>delle terre, appare chiaro come tutte queste situazioni rappresentassero uno svantaggio. Nel 700, proprio a partire da tali considerazioni i grandi possidenti fanno pressioni sul Parlamento e ottengono l’approvazione di alcune leggi che prevedono la <strong>ricomposizione e la recinzione delle proprietà agricole</strong> (in inglese <em>enclosures</em>), favorendo la nascita della <strong>proprietà privata</strong>. Creano così vaste superfici coltivabili, dove è possibile praticare un’agricoltura a carattere <strong>intensivo </strong>e sperimentare le nuove tecniche, tra queste la <strong>rotazione pluriennale</strong>, studiata dai nuovi agronomi. Incrementi si hanno anche nel settore dell'allevamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 13:37:52 UTC</pubDate>
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         <title>La manifattura: il lavoro a domicilio</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si diffonde il modello della <strong>lavorazione a domicilio</strong>, in particolare nel <strong>settore tessile</strong>. Molti mercanti-imprenditori pensano, quindi, di “<strong>delocalizzare</strong>” la produzione, affidando alcune fasi del ciclo produttivo dei tessuti a<strong> famiglie contadine</strong>, che lavorano a casa propria quando non sono impegnate nei campi. In questo modo, il mercante-imprenditore&nbsp;<strong>risparmia sui costi e</strong>&nbsp;<strong>moltiplica la produzione.&nbsp;</strong>Anche per i contadini la lavorazione a domicilio è vantaggiosa, perché assicura una fonte aggiuntiva di reddito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 13:42:51 UTC</pubDate>
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         <title>La borghesia in ascesa</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le profonde mutazioni in campo agricolo e manifatturiero coinvolgono principalmente la classe sociale della <strong>borghesia</strong>. Una parte di questa mette ora in dubbio i privilegi finora rivolti solo ai nobili e pensa ad un <strong>profondo rinnovamento</strong> del sistema organizzativo statale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 13:45:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il secolo dei lumi</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’Europa del Settecento, soprattutto in <strong>Francia</strong>, si fa largo un movimento, che trae origine dalla grande rivoluzione scientifica iniziata nel 600, destinato a modificare per sempre il modo di pensare e interpretare la realtà: l’<strong>Illuminismo</strong>. Il suo nome deriva dalla centralità che gli intellettuali dell’epoca attribuivano alla <strong>ragione</strong>: l'uomo, grazie alle proprie facoltà critiche, è libero di agire e del proprio destino. L'intellettuale illuminista deve far luce e rischiarare la vita degli uomini dalle <strong>tenebre dell'ignoranza e dalle superstizioni</strong>, attraverso il lume della ragione.<br>In Italia gli ideali illuministi si diffondono soprattutto a <strong>Milano</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 14:08:10 UTC</pubDate>
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         <title>Idee</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Gli illuministi mettono in dubbio qualunque tipo di <strong>autorità</strong>, anche religiosa, per cui propongono una concezione <strong>laica </strong>della vita pubblica. In favore della tolleranza<strong> religiosa</strong>.</li><li>Tutti gli uomini possiedono la ragione: tutti sono <strong>uguali</strong> e godono degli stessi diritti e devono essere<strong> liberi</strong> di utilizzarli.</li><li><strong>Libertà di pensiero e di espressione</strong>.</li><li>La felicità nella <strong>vita terrena </strong>è l'obiettivo principale dell'esistenza.</li><li><strong>Contro la tortura e la pena di morte</strong>.</li><li>La storia è concepita come un momento che porta al <strong>progresso</strong>: la ragione guida sempre verso il meglio.</li><li>Propongono la<strong> diffusione e la circolazione delle loro idee </strong>(nascono salotti, club e caffè e incrementano i giornali e le riviste). Il pubblico di riferimento è la <strong>borghesia</strong>.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 14:23:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il Caffè</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>I fratelli <strong>Verri </strong>sono i fondatori della rivista <strong>Il Caffè</strong>: principale fonte di diffusione del pensiero illuminista in Italia, nata con lo scopo di formare un'opinione pubblica più aperta. Il titolo richiama il nuovo spazio di cultura e circolazione delle idee, così lo scopo: favorire il dibattito per migliorare la realtà pubblica.<br>Gli articoli pubblicati toccano gli argomenti più disparati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 14:34:31 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Enciclopedia</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli illuministi francesi si raccolgono intorno al progetto di pubblicare una grande <strong>Enciclopedia</strong> delle scienze umane (sia tecniche che pratiche). Curatori dell'opera, nata con s<strong>copo divulgativo</strong> e per persuadere il pubblico della validità delle idee illuministe, sono <strong>D'Alembert e Diderot</strong>. Nonostante l'opposizione del governo francese, notevole è il <strong>successo</strong> dell'opera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 14:37:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 15:29:44 UTC</pubDate>
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         <title>Dei delitti e delle pene, Cesare Beccaria - T1, pag.196</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Beccaria si pronuncia apertamente c<strong>ontro la tortura e la pena di morte</strong>, mettendo in dubbio apertamente la loro efficacia. Propone quindi una radicale riforma dei processi criminali: il suo approccio è all’origine della concezione moderna della <strong>pena come strumento di riabilitazione</strong> morale e reinserimento sociale dei criminali. Dice che la tortura viene imposta ad un sospettato e non al colpevole: se il delitto non è approvato e non si può torturare un innocente e attraverso la tortura non si arriva ad una confessione veritiera. L’esecuzione capitale può essere sostituita con il carcere a vita o con la condanna ai lavori forzati, che permette al colpevole di risarcire la società per il danno che le ha causato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 15:41:50 UTC</pubDate>
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         <title>Generi</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Prosa</strong>: trattati, manuali giuridici ed economici. In <strong>Inghilterra</strong> si afferma il genere del <strong>romanzo borghese</strong>, sulla scia della rivoluzione industriale (Defoe - Robinson Crusoe, Swift - I viaggi di Gulliver, ecc.).<br><strong>In Italia</strong>: teatro (<strong>Goldoni e Alfieri</strong>), poesia (<strong>Parini</strong>), lirica e melodramma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-18 15:49:04 UTC</pubDate>
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         <title>Vita </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce a <strong>Venezia</strong> da una famiglia <strong>borghese</strong>, il padre cerca di indurlo allo studio della filosofia, base necessaria per diventare medico, ma Goldoni frequenta una <strong>compagnia teatrale</strong> e parte con loro in tournéé. Inizia gli studi di legge a Pavia, ma viene cacciato per una satira che compone contro le donne pavesi. Alla morte del padre, intraprende la carriera da <strong>avvocato</strong>, ma la vocazione teatrale è sempre più viva, grazie ai <strong>frequenti contatti </strong>con il mondo teatrale veneziano. Lavora per diverse compagnie, ma il lavoro teatrale non gli dà sostentamento e, a causa di alcune polemiche nei suoi confronti, da Venezia si sposta a <strong>Parigi.</strong> Anche qui ha problemi con gli attori che sono abituati al canovaccio e non a imparare le battute a memoria, quindi trascorre gli ultimi anni a servizio di <strong>Luigi XV.</strong><br>Goldoni è un<strong> intellettuale moderno</strong>, che vive dei guadagni della sua professione, che deve soddisfare i <strong>gusti del pubblico</strong>. Pertanto il suo lavoro deve rispondere alle <strong>leggi del mercato</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 12:22:50 UTC</pubDate>
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         <title>Le influenze dell&#39;Illuminismo</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fin dalle prime commedie Goldoni è animato dalla volontà di <strong>riformare</strong> il teatro comico, adeguandolo ai principi di <strong>chiarezza, razionalità e naturalezza</strong>. Il rispetto, la sincerità, la trasparenza, la fedeltà sono tutti v<strong>alori della civiltà borghese</strong>, del cittadino onesto e leale, vittima della prepotenza dei nobili. Da qui nasce l'antipatia verso la superbia e la prepotenza dei <strong>nobili</strong>, contro i loro <strong>privilegi</strong>, in favore dell'<strong>uguaglianza</strong> tra i cittadini.<br>Tuttavia, Goldoni non propone uno stravolgimento delle classi sociali, ma una tranquilla <strong>convivenza</strong> tra i ceti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 12:49:30 UTC</pubDate>
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         <title>La riforma del teatro</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Goldoni riforma la commedia improvvisata della <strong>Commedia dell'Arte</strong>, basata su un canovaccio e senza copione, che critica per il <strong>livello mediocre e la ripetitività</strong>. Sostituisce le maschere fisse con <strong>personaggi unici e irripetibili</strong>, caratterizzati da sentimenti da comportamenti e sentimenti riconoscibili nella società.</div><ul><li>Fa muovere i personaggi in un <strong>ambiente quotidiano e realistico.</strong></li><li>Sostituisce l'improvvisazione con un <strong>copione</strong> scritto integralmente.</li><li>Conosce le aspettative del pubblico e lo vuole <strong>educare</strong>: ogni commedia è aperta da una lettera al pubblico con le spiegazioni.</li></ul><div>Le sue fonti di ispirazione sono la realtà sociale e le sue vicende. In tal modo intende produrre testi che piacciono al pubblico, e che siano <strong>verosimili</strong>. Anche il <strong>linguaggio</strong> è più agile e colloquiale, che riproduce con naturalezza la conversazione quotidiana, con battute brevi e comprensibili.<br><strong>Obiettivo</strong>: far divertire e far riflettere il lettore sui vizi e le virtù della società.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:19:55 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;opera: la Locandiera</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Primo atto</strong></div><div><br>Si delinea un <strong>conflitto tra gli innamorati di Mirandolina</strong>: il <strong>Marchese</strong> (nobile parassita in miseria), il <strong>Conte</strong> (ricco arrogante che si è comprato il titolo), il <strong>cameriere</strong> Fabrizio (il servo di Mirandolina), il <strong>Cavaliere</strong> (ricco e misogino). Quest'ultimo si prende gioco di Mirandolina, la quale, per vendicarsi, decide di sedurlo.</div><div><br>Il quadro viene ulteriormente complicato dalla presenza di due attrici, Dejanira e Ortensia, che si fingono nobildonne.</div><div><strong><br>Secondo atto</strong></div><div><br>I tentativi delle due attrici di <strong>sedurre</strong> i frequentatori della locanda vanno a vuoto, mentre Mirandolina riesce a far innamorare il Cavaliere, mostrando che il suo odio per le donne in realtà è una finzione.</div><div><strong><br>Terzo atto</strong></div><div><br>Dopo averlo fatto innamorare, Mirandolina respinge crudelmente il Cavaliere e decide di sposare il cameriere Fabrizio, anche se non per amore.</div><div><br>Mirandolina decide infine di non tentare più di far innamorare gli uomini solo per<strong> vanità</strong>.</div><div><br><strong>Prevale quindi la logica utilitaristica borghese, attenta alla propria convenienza.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:24:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>La protagonista: Mirandolina</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-10-19 13:29:31 UTC</pubDate>
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         <title>Testi su classroom </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2347019447</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-19 13:32:46 UTC</pubDate>
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         <title>La prima rivoluzione industriale </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine indica una serie di <strong>cambiamenti</strong>, non improvvisi ma graduali, talmente incisivi da cambiare irreversibilmente tutto il mondo, sebbene questi siano partiti dall'Inghilterra. Questi cambiamenti sono sia <strong>quantitativi</strong> (crescita della produzione) che <strong>qualitativi</strong> (uso di nuove macchine, nuove fonti di energia e nuove materie prime). </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-20 09:15:23 UTC</pubDate>
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         <title>Le guerre di successione</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’Europa lo Stato è <strong>patrimonio della dinastia </strong>che lo comanda, che trasmette il potere di generazione in generazione e cerca di allargare i confini del proprio regno. Quest’ultimo obiettivo viene perseguito mediante due tipi di politica: quella <strong>matrimoniale</strong> e quella <strong>bellica</strong>, che intrecciandosi fra loro danno il via nel Settecento a ben tre guerre di successione: quella spagnola, quella polacca e quella austriaca. <strong>Scopo</strong>: mantenere l'<strong>equilibrio</strong>, nessuno Stato deve prevalere sull'altro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:03:54 UTC</pubDate>
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         <title>I paesi europei</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Spagna</strong> è in una crisi politica ed economica sempre più profonda; lo stesso vale per molti dei regni della penisola italiana. L'<strong>Austria</strong> conosce un periodo di buon governo sotto la guida degli <strong>Asburgo </strong>e comprende un vasto territorio (anche la Lombardia). L'<strong>Olanda</strong> attraversa una fase favorevole, ma la crescita economica vissuta nei decenni precedenti inizia già a esaurirsi. Fra gli Stati che appaiono in ascesa sullo scacchiere continentale ci sono ancora la <strong>Francia</strong> e soprattutto l'<strong>Inghilterra</strong>, destinata a svolgere un ruolo in primo piano. Tuttavia, in questo periodo anche Stati di dimensioni minori riescono ad espandersi: in <strong>Italia</strong>, ad esempio, i duchi di <strong>Savoia</strong> ingrandiscono i propri domini fino a conquistare il titolo di re di Sardegna. La <strong>Russia </strong>cresce sotto il dispotismo illuminato della zarina Caterina II, ma non in maniera incisiva.<br>Ancora più emblematica è l’espansione del <strong>Ducato di Prussia</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:11:25 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di successione spagnola</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>La famiglia degli <strong>Asburgo</strong> di Spagna si estingue, poiché l'ultimo re muore senza eredi. <strong>Luigi XIV</strong>, in quanto parente diretto, vuole che salga al trono suo nipote <strong>Filippo V di Borbone</strong>. Ma Austria, Inghilterra, Olanda, Prussia, Russia e i Savoia, formano una coalizione antifrancese per evitare la sua ascesa al trono. Scoppia quindi la <strong>guerra di successione </strong>spagnola che termina con il <strong>trattato di Utrecht</strong>, un grande accordo tra le maggiori potenze europee, che riconosce il trono di Spagna ai Borbone, ma sancisce il divieto di unire i due Stati (Spagna e Francia).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:21:09 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra di successione polacca e austriaca</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2353596032</link>
         <description><![CDATA[<div>Scoppia una nuova crisi internazionale legata alla <strong>successione al trono di Polonia</strong>, la cui monarchia era elettiva. Viene eletto al trono il suocero di Luigi XV, riprendono quindi le ostilità per la guerra di successione che vede fronteggiarsi i Borbone francesi e gli Asburgo d'Austria e quindi si apre un conflitto con <strong>Francia e Spagna</strong> da una parte e <strong>Russia ed Austria</strong> dall'altra.<br>Con la<strong> pace di Vienna</strong> il regno polacco viene affidato al figlio del sovrano defunto, appoggiato da Austria e Russia, e non al suocero di Luigi XV. La Polonia però fallisce nel suo sistema elettivo dopo poco tempo e finisce per essere spartita tra Russia, Prussia e Austria, perdendo la sua indipendenza.<br><br>Solo due anni più tardi della pace di Vienna si riaccende però un altro conflitto e ancora una volta il pretesto è una questione dinastica: l’ultimo imperatore<strong> Asburgo</strong> <strong>d'Austria</strong> aveva reso pubblica una “<strong>prammatica sanzione</strong>”, ovvero una disposizione con cui stabiliva che la successione alla casa d’Austria sarebbe potuta avvenire anche per via femminile. Francia, Spagna, Prussia e alcuni stati dell'impero germanico non accettano l'elezione di <strong>Maria Teresa d'Asburgo</strong>, causando una <strong>nuova guerra di successione</strong>. <strong>La pace di Aquisgrana </strong>le riconosce il trono, ma non risolve i problemi tra gli Stati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:31:35 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra dei Sette anni</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2353630835</link>
         <description><![CDATA[<div>La rivalità tra le diverse potenze europee sfocia nel <strong>1756 nella guerra dei Sette anni</strong>. In gioco vi sono da un lato il riassetto degli equilibri europei, e in particolare la paura dell<strong>'Austria</strong> verso la <strong>Prussia</strong>, dall’altro il predominio sul commercio oceanico e coloniale, conteso soprattutto tra <strong>Francia e Inghilterra</strong>. <br>La guerra dei Sette anni è un <strong>conflitto globale</strong>: interessa infatti l’Europa, con la Prussia in lotta contro Austria e Russia; l’Asia il Nord America e l’Africa, dove gli inglesi conquistano i domini francesi e spagnoli. <br>Si tratta di una guerra che<strong> ribalta il gioco di alleanze</strong> e vede alleate la Francia e l'Austria.<br>La guerra dei Sette anni si conclude nel<strong> 1763</strong> disegnando un <strong>nuovo ordine politico</strong>: l<strong>’Inghilterra</strong> è diventata una grande potenza marittima e coloniale e la <strong>Prussia</strong> è la principale potenza militare europea. Dal conflitto escono ridimensionate la Francia e la Spagna, mentre Austria e la Russia ora devono fare i conti con la sempre più aggressiva politica prussiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:48:59 UTC</pubDate>
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         <title>Il dispotismo illuminato</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2353652407</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Uno dei primi despoti illuminati è <strong>Federico II di Prussia</strong>, detto il Grande. Consigliato da Voltaire, abolisce la <strong>tortura</strong>, limita la <strong>pena di morte</strong> e realizza importanti riforme, concedendo la <strong>libertà di parola e di religione</strong>. Non è però un sovrano pacifico: con il suo potente esercito attua diverse conquiste.</li><li>In <strong>Russia</strong>, la zarina <strong>Caterina II</strong> tenta di realizzare alcune riforme, ma non ci riesce a causa dell'ostilità dei nobili.</li><li><strong>Maria Teresa d'Austria e suo figlio Giuseppe II </strong>regnano su un vasto territorio che, per essere tenuto insieme, deve essere tenuto da un buon governo. I due sovrani lasciano un esempio di correttezza, serietà e capacità nell'amministrazione: fanno pagare a tutti le <strong>tasse</strong>, senza distinzioni, concedono <strong>libertà di religione</strong>, fondano <strong>scuole obbligatorie e riformano la giustizia</strong>, abolendo la tortura, stabilendo l'uguaglianza di fronte alla legge.</li><li>La patria dell'Illuminismo, la<strong> Francia</strong>, non vede rinnovamenti sotto Luigi XV e Luigi XVI e la politica resta ancora a vantaggio della nobiltà e del clero, suscitando scontenti nella borghesia, provata anche dalle guerre.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 13:58:53 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce in provincia di Lecco da una modesta famiglia <strong>borghese</strong>, ma a dieci anni si trasferisce a <strong>Milano</strong> (centro culturale illuminista)da una prozia. Per accontentarla, si fa <strong>sacerdote</strong>, ma il desiderio di impegnarsi nella <strong>vita civile</strong>, lo spinge a svolgere l'attività di insegnante e di traduttore. Lavora come <strong>precettore</strong> presso le famiglie aristocratiche, da cui trae ispirazione per le sue opere. Collabora con il governo illuminato di <strong>Maria Teresa d'Austria </strong>e di suo figlio Giuseppe II, ricoprendo cariche pubbliche. Allo scoppio della rivoluzione francese rinuncia all'attività politica e torna a svolgere il ruolo di insegnante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 15:23:17 UTC</pubDate>
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         <title>Le idee illuministe</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il contatto con gli illuministi milanesi permette a Parini di conoscere le novità culturali che arrivavano dalla Francia, ma il poeta mantiene verso di esse un <strong>atteggiamento prudente</strong>. L’autore, infatti, sebbene aﬀascinato dall’ambiente aristocratico, ne comprende la crisi, individuando e condannando <strong>vizi e corruzione di una nobiltà</strong> avviata verso un inarrestabile processo di decadenza politica e morale. Aderisce ai principi dell’Illuminismo e si fa promotore di una <strong>poesia civile, riformatrice e moderata</strong>. <br><strong>Respinge le posizioni più radicali </strong>in campo religioso (il <strong>cristianesimo</strong> può essere una base per una buona ed egualitaria convivenza sociale) e sociale (l'<strong>aristocrazia</strong> non deve essere abolita, ma riadattata). Sostiene che l’intellettuale ha il dovere di impegnarsi per migliorare la realtà storico-sociale del suo tempo. Secondo Parini, la <strong>poesia deve fondere l’eleganza formale con l’utilità sociale</strong>, in modo da stimolare nel lettore l’interesse verso argomenti di pubblica utilità. Dall’Illuminismo, Parini ricava la prospettiva del r<strong>innovamento civile e della pari dignità </strong>di ogni essere umano. Crede negli ideali in base ai quali l’uomo deve ispirarsi a sentimenti di <strong>fraternità</strong> per contribuire con il proprio comportamento individuale al miglioramento sociale e collettivo. <br>Si allontana dagli ideali illuministi in seguito alla rivoluzione francese per avvicinarsi ai principi del<strong> Neoclassicismo</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 15:35:18 UTC</pubDate>
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         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-10-24 15:37:32 UTC</pubDate>
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         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-10-24 15:37:46 UTC</pubDate>
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         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-10-24 15:40:06 UTC</pubDate>
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         <title>Le novità formali</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Parini sceglie <strong>argomenti legati all'attualità</strong> e quindi sente il bisogno di unire la concretezza dei fatti all'<strong>eleganza formale</strong>, che deve seguire il gusto classico. Aderisce alla poetica del <strong>sensismo</strong>: teoria filosofica che si basa sui sensi, escludendo&nbsp; ogni forma di conoscenza che non si può "sentire", che influisce anche nella sua poetica. Basata sulla ricerca della <strong>parola giusta, precisa, capace di suscitare immagini</strong> e sensazioni per stimolare il lettore in modo che abbia la chiara immagine dell'oggetto materiale descritto. Parini utilizza <strong>espressioni realistiche</strong>, capaci di suscitare immagini che si possono sentire e vedere e dunque molti aggettivi. Allo stesso tempo, vuole rimanere fedele al <strong>lessico alto della tradizione.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-24 15:52:53 UTC</pubDate>
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         <title>Le Odi : la salubrità dell&#39;aria - T1 pag. 293</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-10-25 15:31:05 UTC</pubDate>
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         <title>Educazione civica: agenda 2030, obiettivo 3</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Svolgi la traccia 2 a pag.299 del libro di testo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-25 15:32:07 UTC</pubDate>
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         <title>Il declino</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Italia risulta <strong>frammentata</strong>, occupata da potenze straniere e questo fa sì che sia fortemente <strong>arretrata</strong>. L'<strong>aristocrazia</strong>, gelosa dei propri privilegi, non incentiva la produzione e la <strong>borghesia</strong> è troppo debole per ribellarsi al sistema. La <strong>crescita demografica</strong> del 700 coinvolge anche l'Italia e questa stimola la <strong>produzione agricola</strong>, attraverso l'estensione verso nuove terre da coltivare e nuove colture (riso e mais). L'area più dinamica è la <strong>Lombardia</strong>, anche in campo manifatturiero, sotto il dominio asburgico austriaco. Oltre a Milano, altro centro in cui circolano le <strong>idee illuministe</strong> è <strong>Napoli,</strong> dove gli illuministi discutono della <strong>questione meridionale</strong> (problema che riguarda le differenze tra Nord e Sud).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 09:37:24 UTC</pubDate>
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         <title>I cambiamenti</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le guerre di successione coinvolgono anche l'Italia, la quale è ancora terra di <strong>conquista straniera</strong>: le guerre segnano la <strong>fine dell'egemonia spagnola a vantaggio degli Asburgo </strong>d'Austria. Grazie all'alleanza con l'Austria nelle guerre di successione, si rafforza il <strong>Ducato di Savoia</strong>, che ottiene la Sardegna: nascita del r<strong>egno di Sardegna</strong> che Vittorio Amedeo governa da sovrano assoluto.<br>La <strong>Lombardia</strong>, sotto il dominio asburgico di <strong>Maria Teresa d'Austria</strong>, vede importanti <strong>riforme</strong>: introduzione del <strong>catasto</strong> (importante perché porta allo sviluppo agricolo e ad una modernizzazione dell'agricoltura), la<strong> soppressione del Tribunale dell'Inquisizione.</strong><br>Anche in <strong>Toscana</strong> ci sono gli <strong>Asburgo</strong> con il figlio di Maria Teresa, il quale istituisce la <strong>libertà</strong> nei commerci, emana un nuovo <strong>codice penale</strong> e abolisce la <strong>pena di morte</strong>.<br>Al centro c'è lo<strong> Stato pontificio </strong>e il <strong>Regno di Napoli </strong>dei Borbone: qui le novità sono meno incisive perché più difficile abolire i privilegi del clero e dell'aristocrazia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 09:55:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il tramonto della Controriforma</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le idee illuministe a favore della laicità contribuiscono al tramonto degli ideali della Controriforma e ad un minore controllo religioso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 09:57:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2363048902</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli illuministi sottopongono alla razionalità della ragione anche l'arte.<br>Intorno alla seconda metà del Settecento, complici anche i recenti <strong>ritrovamenti archeologici</strong> , si diffonde il gusto per <strong>l'arte dell'antichità greca e romana</strong> , vista come il trionfo dei valori illuministi di armonia, equilibrio e razionalità. Questa nuova sensibilità prende il nome di <strong>Neoclassicismo</strong> e influenza sia le arti figurative sia altre discipline, come la letteratura, il teatro o l'urbanistica. Artista chiave è Antonio Canova. Nel Settecento si diffonde il <strong>Grand Tour</strong>, il viaggio che i giovani benestanti, soprattutto inglesi e tedeschi, compiono nel Sud dell’Europa per arricchire le loro conoscenze. La meta privilegiata è l’<strong>Italia</strong>, con i suoi resti antichi che affascinano tutti i viaggiatori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 10:14:40 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione americana</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2363064078</link>
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         <pubDate>2022-10-31 10:29:24 UTC</pubDate>
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         <title>La rivoluzione francese</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-10-31 10:29:50 UTC</pubDate>
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         <title>Cause</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><strong>Crescita demografica</strong> e aumento numero dei <strong>beni di consumo.</strong></li><li>Introduzione <strong>nuove tecniche</strong> e nascita della scienza moderna.</li><li>Cambiamenti nell'<strong>organizzazione del lavoro</strong>.</li><li><strong>Urbanizzazione</strong>.</li><li>Disponibilità di <strong>capitali</strong> di investimento.</li><li>Crescita del <strong>mercato</strong> nazionale e internazionale.</li></ul><div><br><strong>Perché in Inghilterra?</strong></div><ul><li>Ha le <strong>materie prime</strong> provenienti dalle colonie (cotone, più fruibile rispetto alla lana), ma essa stessa ha a disposizione ferro e carbone.</li><li>Possiede numerosi corsi d'acqua, efficienti strade e <strong>vie di comunicazione</strong> usufruibili. E quindi un <strong>vivace mercato</strong> nazionale ed internazionale.</li><li>La <strong>rivoluzione agricola</strong> ha portato all'arricchimento dei proprietari terrieri e dei mercanti.</li><li>Abbondanza di <strong>forza lavoro</strong>: molti contadini, non potendo lavorare nelle campagne, a causa dell'introduzione della proprietà privata, si sono riversati nelle città in cerca di lavoro.</li><li>Maggiore <strong>libertà politica</strong>, grazie ai diritti sanciti dal Bill of rights, che favorisce la libertà individuale. Quindi sviluppo di una mentalità imprenditoriale e una mente più aperta alle innovazioni.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 10:44:35 UTC</pubDate>
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         <title>Invenzioni: settore tessile</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo settore ad essere coinvolto dalle novità è quello <strong>tessile</strong>, già coinvolto dalle novità del lavoro a domicilio. L'Inghilterra importa il <strong>cotone</strong> dalle colonie, nelle quali gli <strong>schiavi</strong> sono duramente sfruttati, che viene filato e poi tessuto. Il lavoro diventa meccanico con l'introduzione della <strong>navetta volante</strong>, brevettata da <strong>John Kay</strong>: questo marchingegno è in grado di spostare meccanicamente il filato da una parte all’altra del telaio (un’operazione che prima doveva essere compiuta a mano), e permette di tessere stoffe di ampiezza superiore a quella delle braccia dell’artigiano, aumentando notevolmente la produttività. Nel giro di pochi anni, una serie di nuove macchine consente la completa <strong>meccanizzazione della filatura</strong>: viene brevettata la <strong>spinning jenny</strong>, un filatoio semi-meccanico che permette ad un operaio di produrre contemporaneamente&nbsp; più fili di cotone; poi viene realizzato il f<strong>ilatoio automatico idraulico</strong> (cioè azionato dall’energia dell’acqua). Combinando insieme i due macchinari, Crompton produce una macchina, detta la “<strong>mula di Crompton</strong>”, ancora più efficiente e veloce, adatta a ogni tipo di filato e capace di lavorare nello stesso momento centinaia di fusi. A questo punto, è la <strong>tessitura</strong> a doversi adeguare ai ritmi sempre più rapidi della filatura: è quindi necessario ideare telai meccanici per rendere il lavoro completamente meccanico: è quello che fa Cartwright con il primo<strong> telaio meccanico</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 10:58:48 UTC</pubDate>
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         <title>Invenzioni: settore siderurgico</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per effetto della meccanizzazione del settore tessile l’industria cotoniera prende avvio uno <strong>sviluppo</strong> che coinvolge anche altri <strong>settori</strong>. Un vero e proprio balzo in avanti tecnologico si ha quando si trova il modo di sfruttare una <strong>nuova fonte energetica</strong> per produrre energia meccanica: il <strong>carbone</strong>, usato come combustibile negli apparecchi a vapore. <strong>James Watt</strong> arriva a mettere in produzione la sua macchina a vapore nel 1775 per poi brevettarla nel 1782. La macchina di Watt si rivela molto versatile e trova presto applicazione<strong> in tutti i settori industriali</strong>: da quello tessile a quello minerario, dal comparto siderurgico a quello dei trasporti (invenzione del treno e del battello a vapore, quindi delle ferrovie che permettono ulteriore sviluppo).<br>Anche l’<strong>industria siderurgica</strong> – cioè quella del ferro e dei suoi derivati – fa quindi grandi progressi, grazie a una migliore <strong>tecnica di fusione: s</strong>i inizia a usare come combustibile dapprima il carbon fossile, una materia prima molto abbondante nel sottosuolo dell’isola, e poi una sua versione purificata, il <strong>coke</strong>. Unendo nella giusta miscela il coke ai minerali ferrosi, è possibile produrre una ghisa di qualità.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 11:03:40 UTC</pubDate>
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         <title>Educazione civica: agenda 2030 - obiettivi 4 e 16</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Traccia su classroom.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-10-31 11:16:18 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Arcadia</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alcuni letterati italiani reagiscono agli <strong>eccessi del Barocco </strong>per ritornare alla <strong>“ragionevolezza” del Classicismo</strong> e già nel Seicento fondano l'Accademia dell'Arcadia, con il programma di «<strong>restaurare la poesia</strong> italiana, mandata a soqquadro dalla barbarie dell’ultimo secolo, sterminare il cattivo gusto e procurare che più non avesse a risorgere». I rituali dell’Accademia sono ispirati all’<strong>Arcadia</strong>: una regione dell’antica<strong> Grecia</strong> abitata da pastori e patria, secondo il mito, della <strong>poesia bucolica</strong>. I seguaci dell'Accademia si chiamano pertanto “pastori” e “pastorelle” e assumono pseudonimi che si rifanno ai miti e alla letteratura greca. La poetica arcadica è inﬂuenzata sia dal <strong>razionalismo scientifico</strong> (semplicità, chiarezza), sia dalla <strong>funzione civile </strong>della poesia, pertanto promuove il rifiuto verso ogni forma di eccesso e un <strong>ritorno al "buon gusto"</strong>. Il valore dell’Arcadia consiste nell’essere stata una palestra di stile per generazioni di scrittori. Essa propone un modello di eleganza e di chiarezza, raggiunto attraverso un paziente lavoro sulle parole e sul verso. Le sue forme poetiche vengono riprese da Parini, Foscolo e Leopardi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-02 17:00:28 UTC</pubDate>
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         <title>Conseguenze</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Non è possibile più lavorare a domicilio: nascono quindi le <strong>fabbriche</strong>.&nbsp;</li><li>Migliaia di persone lasciano la campagna per trasferirsi nelle <strong>città industriali</strong>, nuovi centri della vita economica.</li><li>Nasce la figura dell'<strong>operaio</strong>.</li><li>Nelle fabbriche cambia l'<strong>organizzazione del lavoro</strong>: la produzione su scala industriale prevede infatti una sempre più rigida e scandita <strong>divisione del lavoro</strong>. Se da una parte questa logica rende il ciclo produttivo più complesso e articolato, dall’altra semplifica le operazioni. L’operaio deve saper fare bene una cosa, tutto il giorno, tutti i giorni e deve rispettare la disciplina di fabbrica, conformarsi ai comportamenti ma soprattutto agli orari e ai ritmi di produzione che gli vengono imposti.</li><li>Marx nell'Ottocento parlerà di <strong>alienazione</strong>: l'operaio, compiendo sempre gli stessi gesti, perde la propria identità (diventa altro da se stesso) e finisce per essere associato alla macchina stessa e a diventare un automa.</li><li>Le <strong>condizioni di lavoro</strong> degli operai peggiorano, a ritmi penosi , con bassi salari e senza tutela.</li><li>Anche <strong>donne e bambini</strong> vengono impiegati nelle fabbriche.</li><li><strong>Cambiano i paesaggi</strong>: le campagne si spopolano a favore di villaggi a ridosso delle industrie.</li><li>Il fenomeno dell'urbanesimo causa <strong>problemi igienico sanitari</strong>, legati alla carenza di fognature, acquedotti e strutture sanitarie.</li><li>Le ricchezze dovute allo sviluppo industriale non interessano tutti allo stesso modo e <strong>crescono le disuguaglianze</strong>. Ci sono i <strong>capitalisti</strong> (coloro che investono il capitale per guadagnare profitti) e i <strong>proletari</strong>, gli operai (il cui unico scopo è lavorare e generare prole).</li><li><strong>Nascita capitalismo</strong>: sistema economico basato sul capitale per ricavare profitti.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-02 17:31:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il filatoio meccanico</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-11-02 17:52:15 UTC</pubDate>
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         <title>La macchina a vapore</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-11-02 17:54:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=S5GIcsFW8SI" />
         <pubDate>2022-11-28 17:13:16 UTC</pubDate>
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         <title>Guerra di indipendenza</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli abitanti bianchi delle <strong>13 colonie in Nord America</strong> si ribellano contro la madrepatria: l'<strong>Inghilterra</strong>. Queste diventano libere e lo determinano attraverso la <strong>Dichiarazione di indipendenza </strong>del <strong>1776. </strong>Nella Costituzione americana, la prima scritta, si richiama ai principi universali di <strong>libertà</strong>, <strong>uguaglianza</strong>, diritto individuale della ricerca di <strong>felicità</strong>. Principi che dall'<strong>Illuminismo </strong>sono ancora oggi alla base dei Diritti umani dell'<strong>Onu</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 15:48:26 UTC</pubDate>
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         <title>La colonizzazione inglese</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>colonizzazione inglese</strong> è quella più stabile e più della storia. Non nasce da un piano di conquista prestabilito: la <strong>corona britannica </strong>non la promuove infatti direttamente, anche se la asseconda per controbilanciare la presenza, sul continente americano, di altre potenze coloniali rivali come la Spagna e la Francia. Ma è l’esito di <strong>iniziative private</strong> delle compagnie commerciali o da gruppi di singoli cittadini che cercavano fortuna nel Nuovo Mondo. Si realizza nell’arco di circa <strong>un secolo e mezzo,</strong> a partire dal 1600, quando viene fondata la colonia della <strong>Virginia </strong>(così denominata in onore di Elisabetta I, la “regina vergine”), da lì i coloni si spostano verso <strong>Sud</strong>.<br>Per poi arrivare verso il <strong>Nord</strong>, in un territorio chiamato New England. Qui si sviluppa un insediamento di <strong>puritani inglesi</strong> (calvinisti oppositori della chiesa anglicana) in fuga dalle persecuzioni; una prima comunità è quella dei <strong>padri pellegrini</strong>, arrivati in Massachusetts, a bordo della nave <strong>Mayflower</strong>. I quali, durante il viaggio verso il Nord America, stipulano un <strong>patto costituzionale</strong> che sarà preso ad esempio per la successiva costituzione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 16:03:06 UTC</pubDate>
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         <title>Non solo inglesi</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le terre del Nord America hanno da sempre attratto e ancora oggi attraggono persone provenienti da ogni parte. Prima dell'Indipendenza, a colonizzarne le terre sono stati <strong>inglesi, francesi, spagnoli, olandesi</strong>, che, con la tratta degli <strong>schiavi</strong>, hanno portato contro la propria volontà, un milione di neri a lavorare nelle colonie. Da sempre quindi il Nord America è un <strong>melting pot </strong>(amalgama eterogeneo di persone di provenienza e religione diversa).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 16:09:58 UTC</pubDate>
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         <title>Popolazioni autoctone</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le terre americane, all'arrivo dei coloni, sono abitate da 6/8 milioni di <strong>nativi pellerossa (indiani)</strong>. Non si tratta di una comunità con i propri usi e costumi, ma di un insieme di <strong>comunità diverse tra loro</strong> che vivono su un territorio molto vasto. La maggior parte di queste sono <strong>sedentarie,</strong> non si spostano e non commerciano tra di loro (non usano animali in senso domestico). La loro quiete e il loro mondo chiuso sono sconvolti dall'arrivo dei coloni europei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 16:20:45 UTC</pubDate>
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         <title>Il giorno del Ringraziamento</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-11-30 16:24:34 UTC</pubDate>
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         <title>Le tredici colonie</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-11-30 16:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita di una coscienza nazionale</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante le differenze, i coloni britannici sono uniti dal rispetto del re d’Inghilterra, dalla fede cristiana, dalla lingua inglese. Le colonie presentano differenze tra di loro, eppure ad un certo punto si sviluppa di una <strong>coscienza nazionale</strong>, soprattutto nella classe dirigente, e un desiderio di indipendenza dalla madrepatria. A non stare più bene loro è la l<strong>ogica protezionistica</strong>: i beni prodotti possono essere esportati solo in Inghilterra e ogni <strong>rapporto commerciale</strong> è limitato solo verso la madrepatria. Questa dipendenza suscita molto scontento, specialmente quando si diffondono<strong> le idee dell’Illuminismo </strong>a favore della libertà. Le prime ribellioni scattano quando viene introdotta una <strong>tassa sul bollo, Stamp Act,</strong> (gli americani non avevano mai pagato tasse alla Corona inglese: non potevano essere tassati perché non avevano una rappresentanza politica in Parlamento). Dopo la Guerra dei Sette anni, la Gran Bretagna deve infatti risanare il bilancio e fissa tasse sul tè e sui giornali nelle colonie.<strong> </strong>I coloni protestano e coniano lo slogan <strong><em>No taxation without representation</em></strong>, cioè “nessuna tassazione senza rappresentanza in Parlamento”.<br>Si organizzano dunque manifestazioni pubbliche e delle mosse di boicottaggio delle merci provenienti dalla madrepatria; molte delle quali predisposte dall’associazione segreta dei S<strong>ons of Liberty</strong>, “i figli della libertà” – e lo Stamp Act viene revocato. Tuttavia, il <strong>Parlamento britannico</strong> ribadisce il proprio diritto di imporre tasse alle colonie e la loro <strong>condizione di sudditanza</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-30 16:46:17 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa delle tredici colonie</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2022-11-30 17:01:52 UTC</pubDate>
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         <title>Boston Tea Party</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le frizioni fra le colonie e la madrepatria riemergono quando a <strong>Boston</strong>, nel 1770, le truppe britanniche fanno fuoco su una folla di manifestanti che protestano contro l’introduzione di una nuova tassa sull’importazione del <strong>tè</strong>, uccidendo cinque civili. Questo episodio (noto come il “massacro di Boston”) riaccende le tensioni. Tre anni dopo il governo di Londra assegna alla sola <strong>Compagnia delle Indie orientali </strong>il <strong>monopolio sulla vendita del tè</strong> nelle colonie: tale provvedimento, denominato <strong>Tea Act</strong>, danneggia fortemente i mercanti americani. La protesta si trasforma in boicottaggio: il <strong>16 dicembre 1773</strong> una sessantina di coloni, travestiti da indiani, prendono d’assalto alcune navi inglesi della Compagnia delle Indie nel <strong>porto di Boston</strong>, e rovesciano in mare tutto il loro carico di tè; questo episodio passa alla storia con il nome di <strong>Boston Tea Party</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 15:16:06 UTC</pubDate>
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         <title>Si accendono le proteste</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel settembre del <strong>1774</strong> si apre a <strong>Philadelphia</strong> il <strong>Primo congresso continentale</strong>, un’assemblea che riunisce tutti i rappresentanti delle colonie (con l’eccezione di quelli della Georgia), i quali si accordano per portare avanti le azioni di boicottaggio e difendere le loro autonomie, pur ribadendo la propria fedeltà a Giorgio III. I coloni americani sono ancora convinti sia possibile superare le divergenze con la madrepatria per via legislativa, convincendo il Parlamento britannico a ritirare i provvedimenti fiscali contro di loro. Il progetto di rendersi indipendenti dalla Gran Bretagna non è ancora contemplato.<br>Ma la protesta dei coloni inizia ad assumere il carattere di una ribellione organizzata. Nascono i <strong>Comitati patriottici</strong>, ovvero milizie formate da volontari che raccolgono armi e munizioni e cominciano ad addestrarsi: ufficialmente, il loro scopo è quello di pianificare gli atti di boicottaggio, ma è chiaro che gli americani si stanno preparando a un eventuale confronto diretto con le truppe britanniche. <br>Dopo i primi scontri, si riunisce a Philadelphia il <strong>Secondo congresso continentale</strong>. I delegati stabiliscono di assumere, in via ufficiale, c<strong>ompiti di governo</strong>: ovvero di battere moneta propria, gestire autonomamente il commercio e il sistema postale e creare un esercito comune, il cui comando viene affidato a <strong>George Washington</strong>, un ricco possidente della Virginia, veterano della guerra dei Sette anni. <br>Di lì a poche settimane, nel marzo <strong>1776</strong>, gli insorti riescono a scacciare, dopo un lungo assedio, le truppe britanniche dalla città di Boston. Ai coloni non rimane da fare che l’ultimo passo: proclamare la propria <strong>indipendenza</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 15:34:41 UTC</pubDate>
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         <title>La Dichiarazione di indipendenza</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel giugno 1776 una commissione formata da <strong>cinque delegat</strong>i, della quale fanno parte anche l’anziano scienziato <strong>Benjamin Franklin </strong>e il giovane avvocato <strong>Thomas Jefferson</strong>, inizia a preparare un documento ufficiale per sancire il distacco delle tredici colonie dalla corona britannica. Il <strong>4 luglio 1776</strong> i membri del Congresso promulgano, votandola all’unanimità, la <strong>Dichiarazione d’indipendenza.</strong><br>Fin dalla sua premessa, la Dichiarazione d’indipendenza si ispira ai principi chiave del <strong>pensiero illuminista</strong>: l’<strong>uguaglianza</strong> fra gli esseri umani; la <strong>inviolabilità </strong>del diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità; l’<strong>interpretazione contrattualistica </strong>dello Stato, che è concepito come il risultato di un patto a tutela di tutti i cittadini. Per la prima volta questi principi diventano la base su cui costruire un <strong>progetto politico concreto</strong> e non solo materia di discussione dei salotti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 15:43:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 15:50:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 16:03:29 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra d&#39;indipendenza</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante il grande entusiasmo popolare degli americani, l’esito del conflitto è tutt’altro che scontato. Già nei primi mesi di guerra i “ribelli” devono fare i conti con la propria <strong>inesperienza militare </strong>e soprattutto con l<strong>’inferiorità numerica</strong>. Le t<strong>ruppe britanniche </strong>occupano prima New York e poi <strong>Philadelphia</strong>, ma solo un mese dopo le truppe di George Washington riconquistano Philadelphia, nonostante le difficoltà e la scarsità di armi. Tuttavia, alcuni fattori esterni giocano a favore degli indipendentisti. Il primo è l’appoggio dell’<strong>opinione pubblica europea</strong> – soprattutto degli intellettuali <strong>illuministi,</strong> ma più decisivo è l'appoggio della <strong>Francia </strong>di <strong>Luigi XVI.</strong> Nell'alleanza antibritannica si uniscono poi anche<strong> Spagna</strong> e <strong>Olanda</strong>. Si giunge a una svolta: gli americani assediano la città di <strong>Yorktown</strong>, in Virginia, dove è concentrato il grosso delle truppe inglesi e si arriva ai negoziati di pace, con la firma del <strong>trattato di Versailles</strong>, nel 1783. La Gran Bretagna accetta di riconoscere l’<strong>indipendenza delle sue ex colonie</strong> americane, che ottengono anche la <strong>sovranità </strong>sui territori ancora da colonizzare, a<strong> ovest </strong>del Mississippi.<br>Nascono così gli <strong>Stati Uniti d'America</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 15:16:39 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Stati Uniti e la Costituzione</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2409308807</link>
         <description><![CDATA[<div>Una volta conquistata l’indipendenza, le tredici ex colonie americane devono stabilire quale <strong>assetto istituzionale</strong> darsi. La situazione di partenza è piuttosto <strong>eterogenea</strong>: ciascuna colonia è diventata uno Stato sovrano, con organi di governo e magistrature propri e quasi tutte si sono dotate, durante gli anni della guerra, di costituzioni scritte. Tuttavia, molti americani concordano nel ritenere che una qualche forma di <strong>unione</strong> fra i tredici nuovi Stati sia <strong>indispensabile</strong>: la frantumazione politica avrebbe messo a repentaglio l’indipendenza appena ottenuta. Dopo una lunga discussione, prevale la scelta di fondare uno <strong>Stato Federale</strong>: la <strong>repubblica </strong>degli <strong>Stati Uniti d'America</strong>, entra in vigore una <strong>Costituzione</strong> e <strong>George Washington</strong> diventa il primo presidente.<br><br></div><ul><li>Coerentemente con i presupposti del <strong>pensiero politico illuminista</strong>, si applica il principio della <strong>separazione dei poteri</strong> (legislativo, esecutivo e giudiziario).</li><li>Il <strong>potere legislativo</strong> federale è assegnato al <strong>Congresso</strong>, suddiviso in due Camere – il <strong>Senato</strong> e la <strong>Camera</strong> dei rappresentanti.</li><li>Ciascuno <strong>Stato</strong> dell’Unione invia due delegati al <strong>Senato</strong>, mentre alla <strong>Camera</strong> dei <strong>rappresentanti</strong> i seggi sono&nbsp; assegnati in <strong>proporzione</strong> al numero di abitanti di ciascuna entità statale.&nbsp;</li><li>A livello <strong>locale</strong>, gli Stati dell’Unione agiscono in maniera <strong>autonoma</strong> su una serie di questioni.&nbsp;</li><li>La <strong>divisione di competenze</strong> tra il governo centrale e i governi degli Stati federati è definita con precisione dalla <strong>Costituzione</strong>: al primo, ad esempio, viene riconosciuta la facoltà di imporre tasse, battere moneta, decidere in materia di politica estera e costituire un esercito.&nbsp;</li><li>Il <strong>potere esecutivo</strong> è affidato a un <strong>presidente</strong> eletto per quattro anni con <strong>voto indiretto</strong>, cioè da un’assemblea di “grandi elettori” designati dagli Stati, e ben distinta dalle due Camere con potere legislativo.&nbsp;</li><li>Il <strong>presidente</strong> è dotato di <strong>ampi poteri</strong>: guida la politica estera; è comandante in capo dell’esercito; nomina i titolari di molti uffici federali; può porre il veto sulle leggi approvate dal Congresso.</li><li>Per contro, il <strong>Congresso</strong> può mettere in stato di accusa il presidente e destituirlo (con una procedura nota come <strong>impeachment</strong>) qualora si macchia di gravi reati.&nbsp;</li><li>Per quanto riguarda il <strong>potere giudiziario</strong>, si stabilisce che i <strong>tribunali</strong> istituiti in ciascuno Stato sono subordinati a una <strong>Corte Suprema federale</strong>, composta da giudici nominati dal presidente, che ha il compito anche di sospendere le leggi che ritiene incostituzionali.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 15:27:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2409325071</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 15:37:02 UTC</pubDate>
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         <title>Il diritto al voto</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>La nuova repubblica federale è fondata sulla <strong>sovranità popolare</strong> – cosa che rappresenta una novità rivoluzionaria. Tuttavia, i singoli Stati continuano a stabilire in modo <strong>autonomo</strong> chi ha diritto di votare o di essere eletto alle cariche pubbliche. Quasi ovunque sono ammessi al <strong>suffragio </strong>solo maschi bianchi, maggiorenni, che hanno delle proprietà o un certo livello di ricchezza. Si sceglie, dunque, un <strong>sistema elettorale censitario</strong>, in base al quale i poveri, i nativi americani e i neri – anche i pochi fra loro che erano uomini liberi – rimangono esclusi. Il diritto di voto non è contemplato neppure per le donne. Il diritto al voto per tutti e la <strong>schiavitù </strong>sono due piaghe che esisteranno fino al 900.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 15:43:35 UTC</pubDate>
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         <title>La conquista del west</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il<strong> trattato di Versailles</strong> amplia l'indipendenza delle tredici colonie anche ai territori non ancora conquistati, a <strong>ovest</strong>, oltre il Mississippi, a partire dalla <strong>Louisiana</strong>, territorio che la Francia aveva ceduto all'Inghilterra dopo la Guerra dei Sette anni. Gli Stati Uniti partono da lì per arrivare in <strong>Florida</strong>, in <strong>Texas</strong>, allargandosi sempre di più e sterminando le <strong>tribù native</strong>. Costrette a vivere in zone sempre più ristrette, non sono sconfitti e sterminati solo a causa delle guerre, ma non sopravvivono a seguito dello <strong>sconvolgimento della loro quiete </strong>anche a causa delle nuove abitudini alimentari, introduzione del consumo di alcool, arrivo di malattie che indeboliscono il loro sistema immunitario.<br>Ai coloni americani si aggiungono<strong> immigrati dall'Europa</strong> e fondano fattorie in cui coltivano cereali e allevano buoi (cowboys).<br>Il processo di estensione si arresta solo a metà 800 con l'annessione dell'Alaska, mentre si arriva ad un accordo con il Canada e ad una delimitazione di una linea di frontiera tra i due Stati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 16:05:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-05 16:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong>animo irrequieto </strong>di <strong>Vittorio Alfieri </strong>si scontra con il clima culturale del suo tempo, dominato dalla <strong>ragione</strong> e dalle riforme in nome della società, alle quali oppone i motivi <strong>individualistici </strong>e il <strong>gusto preromantico</strong>, orientato verso i sentimenti e l'inquietudine individuale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 16:14:18 UTC</pubDate>
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         <title>La vita</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vittorio Alfieri nasce ad <strong>Asti</strong> (Piemonte) da una famiglia <strong>nobile</strong>. <strong>Viaggia</strong> per tutta Italia e in tutta Europa, adeguandosi alla realtà del Grand Tour. Questi spostamenti non sono determinati dalla curiosità di vedere, di conoscere, ma da un' <strong>irrequietezza continua</strong>, che non gli consente di fermarsi in alcun luogo, accompagnata da un <strong>senso di scontentezza, di noia, di malinconia e di vuoto.</strong><br>I viaggi gli permettono di avere una <strong>concreta esperienza </strong>delle condizioni <strong>politiche e sociale </strong>dell'Europa contemporanea. Mostra <strong>reazioni negative </strong>di fronte al <strong>potere</strong> senza limiti dei <strong>sovrani</strong> dei paesi che visita, in cui nulla gli piace, salvo i <strong>paesaggi desolati, selvaggi e maestosi, </strong>nei quali rivede il proprio stato d'animo (<strong>gusto preromantico</strong>).<br>Tornato in Italia, si stabilisce a <strong>Torino</strong>, dove conduce la vita <strong>oziosa</strong> di un <strong>giovin signore</strong>, fino alla sua <strong>conversione</strong>. Scrivendo una <strong>tragedia</strong> intitolata <strong>Antonio e Cleopatra</strong>, si accorge che la storia d'amore di questi due personaggi storici somiglia per certi aspetti alla <strong>tormentata relazione</strong> che egli stesso vive; comprende così che l'unico&nbsp;</div><div><strong>mezzo per alleviare la sofferenza psicologica e spirituale</strong> che lo opprime consiste nel proiettare i propri sentimenti nella <strong>poesia</strong>, specie in quella <strong>tragica</strong>. <br>A partire da questo momento, le inquietudini e i tormenti che lo portano a viaggiare freneticamente vengono incanalati nella creazione artistica. Inizia a lavorare alle <strong>tragedie</strong> e aﬀronta lo studio del <strong>latino e dei classici italiani</strong> (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Machiavelli), anche soggiornando in Toscana per “<strong>spiemontizzarsi</strong>”, cioè per sostituire al francese (sua lingua d’uso) l’italiano letterario e per tagliare i legami con il <strong>regno dei Savoia</strong>, che esercita un controllo ossessivo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-06 16:28:49 UTC</pubDate>
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         <title>Rapporti con l&#39;Illuminismo</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2439426583</link>
         <description><![CDATA[<div>Le basi del suo pensiero sono ancora <strong>illuministe</strong>, tuttavia emergono in lui le prime<strong> insofferenze</strong>. Soprattutto verso il culto della scienza e della ragione, alle quali oppone l'interesse verso <strong>l'occulto e l'ignoto</strong>, <strong>le passioni </strong>e <strong>l'immaginazione</strong>. Rifiuta il razionalismo ed esalta infatti le passioni e la spontaneità. Disprezza lo spirito borghese a favore dell'<strong>individualità </strong>eccezionale e dell'<strong>eroismo</strong> contro la massa. Alﬁeri partecipa perciò al<strong> clima preromantico</strong> preannunciando così, primo in Italia, la sensibilità e il gusto tipici del Romanticismo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 14:47:54 UTC</pubDate>
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         <title>Idee politiche</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2439486467</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Piemonte è governato da una <strong>monarchia assoluta</strong> , per la quale Alfieri prova una profonda <strong>insofferenza</strong> ed un costante desiderio di fuggire. <br>All'assolutismo si contrappongono le <strong>nuove forze borghes</strong>i, alle quali è avverso in egual modo, per la mentalità razionale e utilitaristica. Il suo pensiero dunque esprime sia <strong>odio verso la tirannide</strong> che per l' <strong>assetto borghese</strong>; rifiuta il potere in sé: <strong>ogni forma di potere</strong> è opprimente ed ingiusta, e coltiva l'ideale astratto di <strong>libertà. </strong>Dall'illuminismo riprende l'odio verso l'assolutismo e l'amore per la libertà, di cui ha un'idea astratta e individualistica: l'uomo libero si ribella al despota e si isola dalla società per non essere contagiato dal servilismo che genera la tirannide.<br>Nei due libri Della tirannide sono descritte la ﬁgura del tiranno e quella dell'<strong>uomo libero</strong>. Tirannica è quell'autorità che si pone al di sopra della legge e che costringe gli uomini a vivere nella paura e nella viltà. Alﬁeri suggerisce dei rimedi che possono dare sollievo all'uomo libero costretto a vivere in un regime assolutistico. Lo scrittore consiglia di <strong>isolarsi</strong> e svolgere la propria attività intellettuale con determinazione. Se non si può raggiungere la gloria del fare, resta quella del pensare, che riporta alla sua idea di libertà: un <strong>isolamento</strong> individualistico di libertà interiore. <br>Alfieri prova quindi <strong>un'ansia di grandezza e di libertà</strong> in contrasto con tutto ciò che la limita, questo particolare atteggiamento è detto <strong>titanismo</strong> , di costante scontro con la realtà che suscita in lui<strong>sconforto interiore</strong> , perché sempre destinato alla sconfitta. <br>La forma letteraria che può dar voce a questi dissidi interiori è la <strong>tragedia</strong> .</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 15:21:46 UTC</pubDate>
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         <title>Le tragedie</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2439509898</link>
         <description><![CDATA[<div>Alfieri trova nella <strong>tragedia</strong> il genere più idoneo a esprimere la sua <strong>visione eroica e drammatica</strong> della vita. Ne compone 21, tutte imperniate sulla figura dell'eroe <strong>della libertà che lotta contro la tirannide</strong> . Fanno eccezione le ultime due, considerate i suoi capolavori, in cui il conﬂitto è tutto interno ai personaggi: <strong>Saul</strong> , ispirata al biblico re d'Israele, analisi i conflitti interiori interiori contrastanti del protagonista condannato a un destino di morte, e <strong>Mirra</strong> , che ha per tema la passione incestuosa. I protagonisti delle tragedie alﬁeriane sono eroi chiamati a scegliere tra una morte onorevole o una vita spregevole. Alcuni sono tratti dal <strong>mito</strong> e dalla<strong>storia greca</strong> ; altri ancora sono tratti dalla <strong>storia romana</strong> ; altri ancora dalla <strong>storia moderna</strong> . <br>Scritte in <strong>endecasillabi sciolti</strong> e suddivise in <strong>cinque atti</strong> , le tragedie rispettano le unità classiche. Lo stile è <strong>conciso</strong> , il ritmo <strong>rapido</strong> , <strong>passionale e incalzante</strong> , e il <strong>lessico elevato</strong> esprime appieno la tensione passionale e il tormentato mondo interiore dei personaggi. <br>Alla tragedia Alfieri assegna la <strong>funzione civile</strong> di suscitare odio per l'oppressione e amore per la libertà. Le sue opere mettono in primo piano lo <strong>scontro fra l'eroe e il tiranno</strong>. Si tratta di uno scontro <strong>insanabile</strong> perché dovuto a forze oscure e indomabili, che non sono riconducibili al fato, come nella tragedia greca, ma abitano all'interno dei due protagonisti, nel loro cuore e nella loro volontà. Accomunati dalla <strong>necessità di essere nemici</strong> , e perciò indispensabili l'uno all'altro, alla fine sono sempre entrambi sconfitti. Se uno di essi è destinato inevitabilmente a soccombere, l'altro, privo dell'antagonista, è condannato alla solitudine. <br>Alfieri è <strong>affine ai preromantici tedeschi per l'aspirazione alla libertà, la vocazione all'azione eroica, l'incapacità di adattarsi al mondo, la malinconia, il desiderio di una lotta titanica per il trionfo di un'idea</strong>. Gli scrittori dello <em>Sturm und drang,</em> però, guardano all'uomo con ottimismo e lo ritengono in grado di realizzare grandi imprese, capaci di cambiare la storia; <strong>Alfieri, invece, ha una concezione pessimistica dell'esistenza</strong> ed è convinto che ogni nobile sforzo sia destinato a fallire, pur essendo irrinunciabile per l'essere vivente. La decisione di agire conformemente ai propri ideali diviene dunque <strong>volontà di morte che è la sola via di scampo alla sopraffazione degli uomini e del destino</strong>. <strong>La morte è anche l'unico modo di affermare il principio di libertà</strong>, che Alfieri sembra quasi ritenere ostacolata dalla realtà, incompatibile con la vita.&nbsp;</div><div><br></div><div>Alfieri disprezza il pubblico borghese e sceglie di rappresentare le sue tragedie solo in <strong>salotti privati</strong> .</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 15:35:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2439526105</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 15:45:21 UTC</pubDate>
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         <title>Saul</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Re Saul combatte <strong>contro i ﬁlistei</strong>, nemici del popolo d’Israele. Per il suo valore si distingue il giovane<strong> David</strong>, vincitore sul gigante<strong> Golia</strong>, amico di <strong>Gionata</strong>, il primogenito di Saul, e sposo della ﬁglia <strong>Micol.</strong> La fama di David offusca quella di Saul, che in preda alla gelosia lo scaccia dal campo. David si rifugia presso i ﬁlistei. La tragedia incomincia a questo punto e racconta l’<strong>ultimo giorno di vita di Saul</strong>. L’azione si svolge presso la collina dove è accampato l’esercito israelita in attesa di combattere contro i ﬁlistei. Qui all’alba arriva di nascosto David per offrire il suo aiuto. Sotto l’inﬂusso del consigliere <strong>Abner</strong>, il re scaccia nuovamente David, ignora il piano preparato dal giovane che consigliava di attaccare i ﬁlistei al tramonto e ordina ad Abner di rinviare lo scontro al giorno dopo. Ma nottetempo, mentre il <strong>re è in preda al rimorso e a cupe visioni</strong>, giunge la notizia della<strong> sconﬁtta </strong>del suo esercito, attaccato di sorpresa dai ﬁlistei, e della morte del ﬁglio Gionata in battaglia. Saul afﬁda allora la ﬁglia Micol ad Abner e si <strong>uccide</strong> gettandosi sulla sua spada.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 16:49:05 UTC</pubDate>
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         <title>La complessa figura di Saul</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il protagonista è unico, un protagonista “<strong>appassionato di due passioni tra loro contrarie</strong>”. Saul <strong>odia David</strong> , colui che ai suoi occhi vuole portargli via la dignità morale e l’amore della figlia. David è un valoroso guerriero noto in tutto il mondo, mentre Saul è ormai un vecchio re in decadenza, prossimo alla morte. Se da un lato Saul è <strong>conscio</strong> del fatto che solo David può ottenere la vittoria sicura sui Filistei e dare l’amore alla figlia, dall’altra il vertiginoso aumento del potere di David, già incoronato re dei sacerdoti, crea in lui un <strong>odio senza limiti.</strong> Nell’odio verso il genero vive l’<strong>incapacità di Saul di accettare i limiti della condizione umana</strong>; in più è presente il <strong>rimpianto per l’energia perduta</strong> e anche una componente di inconfessata <strong>gelosia </strong>per la figlia Micol. Saul passa attraverso i sentimenti più contrapposti mentre si avvicina man mano alla sua ultima meta: il <strong>suicidio</strong>. Questa scelta verrà da lui presa alla fine della tragedia come ultimo e disperato gesto di umanità e come unico mezzo per preservare quel poco della sua regalità che gli è rimasta. Il suo sarà infatti un suicidio eroico, topos della tragedia greca. Egli troverà finalmente la sua integrità attraverso una <strong>rinuncia radicale</strong>: un uomo che rifiuta la vita, un padre che rinuncia alla figlia, un re che rinuncia al suo popolo, che “cade”. Saul uccide se stesso <strong>rifiutando</strong> in questo modo quello che lui era irrimediabilmente diventato: l<strong>’espressione della tirannide.&nbsp;</strong></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 15:07:23 UTC</pubDate>
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         <title>Premesse</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<p>Per tutto il Settecento, la Francia è una delle principali <strong>protagoniste</strong> della scena europea. Dapprima aveva cercato di imporre il proprio <strong>primato su scala continentale</strong>, aveva ingaggiato con la Gran Bretagna una serrata competizione coloniale e commerciale, che dopo la guerra dei Sette anni si era conclusa a favore dei rivali . Dal punto di vista <strong>politico ed economico</strong>, poco era cambiato in Francia: il potere del re era sempre <strong>assoluto</strong> e la società non egualitaria. La patria dell'<strong>Illuminismo</strong> non aveva conosciuto riforme.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 15:55:02 UTC</pubDate>
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         <title>Crisi finanziaria</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella seconda metà del Settecento la Francia si trova ad affrontare una <strong>grave crisi finanziaria</strong>. Le enormi spese militari, amministrative e burocratiche, sommate a quelle spropositate per il mantenimento della corte di Versailles, gravano sul bilancio dello Stato. I due ceti del<strong> clero e dell’aristocrazia </strong>si oppongono a ogni limitazione dei loro privilegi e non è possibile aumentare ancora la pressione fiscale esercitata sul Terzo stato. Il <strong>Terzo stato</strong> è composto da tutti coloro che non sono né nobili né ecclesiastici: quindi da pochi ricchi borghesi e professionisti, dal popolo delle città e, soprattutto, dagli abitanti delle campagne.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 16:00:56 UTC</pubDate>
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         <title>La convocazione degli Stati generali</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2444810293</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1787, quando ormai la bancarotta sembra inevitabile, <strong>Luigi XVI </strong>decide di introdurre un’<strong>imposta fondiaria unica (sui terreni)</strong>, che anche i primi due ordini avrebbero dovuto pagare. Il <strong>Parlamento </strong>di Parigi si <strong>rifiuta</strong> tuttavia di registrare questa nuova legge, sostenendo che un provvedimento di simile importanza avrebbe dovuto essere ratificato dagli <strong>Stati generali,</strong> assemblea <strong>rappresentativa dei tre ordini</strong>, che non si riuniva dal 1614. Luigi XVI vede nella richiesta di convocare gli Stati generali una <strong>provocazione</strong> e una sfida al proprio potere: ordina perciò lo <strong>scioglimento immediato dei parlamenti</strong>, affidando il compito di registrare le leggi a una <strong>commissione</strong>. A quel punto, però, i parlamentari avviano una <strong>mobilitazione dell’opinione pubblica </strong>– in nome della legalità e contro il dispotismo del re – che ottiene il <strong>sostegno della borghesia e dei ceti popolari </strong>e sfocia anche in occasionali episodi di violenza. Nell’estate del 1788, il sovrano si rassegna e convoca gli Stati generali per la primavera dell’anno successivo.</p><p>Gli Stati generali rappresentano un'occasione soprattutto per il Terzo stato per avanzare richieste a suo favore ed abolire i privilegi dei quali non godeva, soprattutto vorrebbe cambiare il <strong>sistema di voto</strong> e renderlo <em>pro capite</em>, cioè a testa, e non più per ordine. Tale questione rimane irrisolta, nonostante fosse al centro di un dibattito sempre più vivace, alimentato anche dai giornali e da numerosi pamphlet.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 16:13:31 UTC</pubDate>
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         <title>I cahiers de doléances</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2444813587</link>
         <description><![CDATA[<p>Si diffondono i <strong>cahiers de doléances </strong>(“quaderni delle lamentele”), documenti che raccolgono le <strong>lagnanze e le richieste dei tre ordini</strong> della società e che era consuetudine presentare in occasione della convocazione degli Stati generali. Nell’intenzione di Luigi XVI, tali registri avrebbero dovuto fornire una base per i lavori dell’assemblea, ma in realtà, dai circa 60.000 quaderni pervenuti emergono ben altre richieste: i francesi, infatti, vedono nell’apertura del dibattito sui problemi fiscali l’<strong>occasione giusta per rivendicare nuovi diritti politici</strong>. Ecco perché alcuni dei quaderni non riportano solo un generico malcontento, ma avanzano proposte che mettono apertamente in <strong>discussione il potere assoluto della monarchia o addirittura i presupposti generali dell’Antico regime</strong>. Tutti e tre gli ordini chiedono <strong>una nuova Costituzione</strong> che ponga dei limiti chiari al potere del re e nuove forme di rappresentanza politica; l’<strong>aristocrazia</strong> e il <strong>clero</strong> vedono in questa richiesta un modo per assestare un colpo all’assolutismo e tutelare i propri interessi di classe. Per contro, il <strong>Terzo stato domanda l’abolizione dei privilegi</strong> (difesi, ovviamente, dai primi due ordini), l’uguaglianza civile di tutti i sudditi e il libero accesso alle cariche pubbliche, oltre a maggiori garanzie in difesa della libertà di stampa e delle libertà personali.</p><p>Il lavoro degli Stati generali non si preannuncia semplice, perché tutti i soggetti coinvolti – compreso il re – perseguono obiettivi diversi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 16:18:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2444817133</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 16:24:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dagli Stati generali all&#39;Assemblea costituente</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2449793472</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli <strong>Stati generali</strong> si riuniscono il <strong>5 maggio 1789 </strong>presso la <strong>reggia di Versailles</strong>. Durante le prime settimane appare chiaro come il re non sia disposto a valutare le richieste di rinnovamento emerse dai <strong>cahiers de doléances</strong>. Peraltro, rimane irrisolta la <strong>questione del voto:</strong> i rappresentanti del Terzo stato chiedono che le delibere siano votate per testa e non per ordine. Ma né Luigi XVI né la maggior parte della nobiltà sono disposti ad accettare questo cambiamento. Così, dopo settimane di stallo, il <strong>17 giugno il Terzo stato</strong> compie un primo <strong>atto rivoluzionario</strong>: si autoproclama <strong>Assemblea nazionale </strong>e dichiara che il suo obiettivo è dare una <strong>nuova Costituzione</strong> alla Francia. Per tutta risposta, il <strong>re fa sbarrare la sala</strong> dove fino a quel momento si sono riuniti gli Stati generali. Ma il <strong>20 giugno</strong>, per nulla intimiditi da questo gesto, i <strong>deputati ribelli</strong> si riuniscono in un’altra sala della reggia, detta della <strong>sala della Pallacorda</strong>, dove giurano solennemente di non sciogliersi fino a che non venga data al paese una nuova carta costituzionale. Di fronte a questo atto di disobbedienza, il re ordina che l’assemblea sia immediatamente sciolta. Ma qualche giorno dopo a essa si <strong>uniscono</strong> molti rappresentanti del <strong>clero</strong> e alcuni rappresentanti della <strong>nobiltà</strong>. Per di più, <strong>migliaia di parigin</strong>i invadono il cortile di Versailles per manifestare la loro solidarietà nei confronti dei delegati ribelli. Temendo lo scoppio di una rivolta popolare, il <strong>27 giugno Luigi XVI </strong>ordina che anche gli altri deputati degli Stati generali confluiscano nell’Assemblea nazionale che, il <strong>9 luglio</strong>, è dichiarata “<strong>costituente</strong>” a tutti gli effetti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 13:42:23 UTC</pubDate>
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         <title>Presa della Bastiglia </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<p>A Parigi la situazione è particolarmente <strong>tesa</strong>, membri della corte vorrebbero che <strong>Luigi XVI</strong> prenda in mano le armi, tra questi la regina <strong>Maria Antonietta</strong>, ma il popolo è deciso a impedire che ciò avvenga, mobilitandosi di armi. Il 1<strong>4 luglio 1789 </strong>si diffonde la notizia che una grande quantità di munizioni e polvere da sparo era stata immagazzinata nel <strong>carcere parigino della Bastigli</strong>a. Una folla di popolani circonda l’edificio chiedendo di ispezionare i depositi. Quando il comandante del corpo di guardia ordina di far fuoco sui dimostranti, la situazione precipita: il popolo assalta la fortezza, libera i prigionieri, la incendia e la demolisce. Subito dopo la <strong>presa della Bastiglia </strong>un comitato di insorti assume il <strong>controllo della città di Parigi</strong>.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 13:50:48 UTC</pubDate>
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         <title>Da Parigi alle campagne</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2449819656</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalla capitale, l’<strong>ondata rivoluzionaria</strong> si diffonde rapidamente anche nelle <strong>province</strong> e nelle <strong>campagne</strong>, anche i contadini si ribellano, ma lo fanno senza una guida politica e in modo disordinato. I delegati dell<strong>’Assemblea costituente</strong> temono che gli eccessi dei rivoltosi possano portare del il re a ordinare una repressione armata. Per questo motivo, decidono di preparare, prima ancora che una nuova Costituzione, un documento che stabilisce l’<strong>abolizione dei diritti feudali</strong>. Il decreto viene votato e l’<strong>Antico regime</strong> – un sistema basato su gerarchie, privilegi e dipendenze, che aveva resistito per secoli – viene integralmente smantellato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 14:01:46 UTC</pubDate>
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         <title>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2449832293</link>
         <description><![CDATA[<div>L’abolizione della feudalità apre la strada all’affermazione di una <strong>piena uguaglianza giuridica fra i cittadini</strong>: un principio che anima anche la stesura della <strong>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino</strong>, approvata il 26 agosto 1789. Il r<strong>e è costretto ad accettare</strong> i provvedimenti e a lasciare Versailles, per far ritorno a Parigi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 14:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Le azioni dell&#39;Assemblea costituente</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>L'Assemblea costituente</strong>, per sanare il debito pubblico e per dare l'ultima spallata all'Antico regime, decide la <strong>requisizione di tutti i beni della Chiesa</strong>, che vengono venduti ai pubblici privati.</p><p>Dal punto di vista <strong>amministrativo</strong>, intende disegnare una nuova Francia, suddividendola in <strong>cantoni</strong> e <strong>municipi</strong>.</p><p>Nel frattempo, continua la stesura del testo della <strong>Costituzione</strong>, approvata nel <strong>1791</strong>, che stabilisce la nuova forma di governo: <strong>monarchia costituzionale</strong>, basata sulla <strong>separazione dei poteri</strong>. Il <strong>potere legislativo</strong> spetta al <strong>parlamento</strong>, al <strong>re</strong> quello <strong>esecutivo</strong> e ai <strong>giudici</strong> il <strong>potere giudiziario</strong>.</p><p>Resta aperto il <strong>dibattito</strong> riguardo al <strong>suffragio</strong>: i neri e le donne non vengono mai presi in considerazione, alla fine si decide di stabilire chi avrebbe fatto parte del corpo elettorale in base al <strong>censo</strong>. </p><p><strong>Luigi XVI</strong> giura sulla Costituzione, ma i rivoluzionari sono ancora convinti di un su possibile progetto segreto del re per riprendere il potere, in particolare, si sospetta della regina <strong>Maria Antonietta</strong> e dei nobili in esilio. Il re e la consorte provano a scappare da Parigi, ma vengono fermati.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 15:12:14 UTC</pubDate>
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         <title>I club politici: destra e sinistra</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2451905826</link>
         <description><![CDATA[<p>Non esistono ancora dei veri e propri partiti, ma delle aree politiche diverse che nell'Assemblea si siedono ai lati opposti, i più <strong>moderati</strong> a <strong>destra</strong> e i più <strong>radicali</strong> a <strong>sinistra</strong>.</p><p>La <strong>destra</strong> è favorevole alla <strong>monarchia costituzionale </strong>e la <strong>sinistra</strong> preferisce costituire una <strong>repubblica</strong> <strong>democratica</strong>. Il gruppo più numeroso e che comprende gli esponenti della media e piccola borghesia ed è più vicino alle richieste popolari è quello dei <strong>giacobini</strong>, guidato da <strong>Robespierre</strong>. È a favore alla <strong>repubblica democratica</strong>, in cui tutti, senza distinzione di censo, possono partecipare alla vita politica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 15:27:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il 1792: un anno di svolta </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2451917540</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli eventi della Francia sono guardati con grande <strong>attenzione</strong> anche nel resto delle altre <strong>potenze europee</strong>, che non hanno alcuna simpatia per i rivoluzionari, perciò firmano una <strong>lega antifrancese</strong>, in particolare <strong>Austria</strong> e <strong>Russia</strong>. La minaccia di un attacco, al quale avrebbero partecipato anche i nobili in esilio, è prevedibile. Molti deputati sono favorevoli ad una <strong>guerra</strong> e anche lo stesso re, che crede che la Francia rivoluzionaria possa essere sconfitta. I <strong>giacobini</strong>, guidati da Robespierre, sono invece convinti che la Francia non sia pronta. </p><p>Così, <strong>nell'aprile</strong> del <strong>1792</strong>, la Francia dichiara <strong>guerra all'Austria</strong> e poco dopo anche alla Prussia.</p><p>I primi mesi di guerra sono drammatici per la Francia, poiché le truppe rivoluzionarie sono mal addestrate e il <strong>re</strong> adotta un atteggiamento ambiguo, si crede che la regina faccia da <strong>spia</strong>. Particolarmente ostili al re sono i <strong>sanculotti</strong>, nuovo movimento popolare, formato da bottegai, artigiani, domestici, salariati, che chiedono l'uguaglianza, la solidarietà e il suffragio universale. Questi organizzano una <strong>protesta</strong>, invadendo L'Assemblea, sfilando in corteo e prendendo in ostaggio il re.</p><p>Intanto, la guerra continua e la minaccia di un'invasione di Parigi è vicina, allora il <strong>popolo parigino</strong> si arma e si unisce ai battaglioni. Nella giornata di ricorrenza del 14 luglio, prende d'assalto il palazzo reale, il popolo istituisce un nuovo <strong>governo</strong>, costringe L'Assemblea a deporre il re e ad indire le elezioni a suffragio universale maschile, formando una nuova Assemblea: la <strong>Convenzione</strong>, che come primo atto decide l'abolizione della monarchia e proclama la <strong>Repubblica</strong>.</p><p>I lavori della Convenzione sono condizionati dalla competizione tra <strong>due schieramenti</strong>: i <strong>girondini</strong> (destra), che rappresentano gli interessi dell'alta e della media borghesia; e i <strong>montagnardi</strong> (sinistra), formati soprattutto dai giacobini, che hanno una visione più radicale e vicina al popolo. Al centro dell'aula siedono i più moderati, quelli della <strong>Pianura</strong>.</p><p>Il primo scontro tra i due gruppi riguarda la <strong>decisione</strong> da prendere circa il trattamento da riservare al <strong>re</strong>. </p><p>Per i <strong>giacobini</strong> è un <strong>traditore</strong> della patria che va giustiziato dopo un regolare processo, i <strong>girondini</strong> ritengono che la sua <strong>condanna</strong> a morte sia un <strong>errore</strong>. Viene deciso che <strong>Luigi XVI</strong> debba essere <strong>processato</strong> e giudicato dalla Convenzione.</p><p>Luigi XVI cerca di scagionarsi ma le prove contro di lui sono inoppugnabili, pochi sono i voti contrari e viene giudicato <strong>colpevole</strong>. Sei giorni dopo è <strong>condannato a morte e ghigliottinato.&nbsp;</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 15:51:19 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla Repubblica alla dittatura </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
         <link>https://padlet.com/jessicasiravo7/pwlo32qe9ap3ynwj/wish/2451924905</link>
         <description><![CDATA[<p>La guerra tra Francia ed Austria continua e sembra che la Francia sia costretta alla disfatta, anche economica. I cittadini meditano, pertanto, la <strong>rivolta contro il governo</strong>. Di tutta risposta, il governo introduce dei <strong>Comitati di sorveglianza</strong>, tra questi il <strong>Comitato di salute pubblica</strong>, guidato da <strong>Robespierre</strong>, il quale finisce con esercitare una vera <strong>dittatura</strong>, anche se, di fatto, la nuova <strong>Costituzione del 1793</strong> proclama la <strong>Repubblica</strong>. Le novità sono: l'introduzione del <strong>suffragio universale maschile</strong>, l'istituzione di un nuovo calendario universale, formato ognuno da 30 giorni (significato simbolico: inizio epoca in cui tutti sono uguali).</p><p>La nuova Costituzione non entra mai in vigore perché <strong>tutti i poteri sono nelle mani del Comitato di salute pubblica</strong>, che cerca di combattere l'inflazione, bloccando i prezzi, ma <strong>sospende tutti i diritti civili,</strong> iniziando un nuovo periodo storico, detto del <strong>Terrore</strong>. </p><p>Chiunque trami contro la Rivoluzione, viene giustiziato. Secondo Robespierre, il regime è temporaneo ed è visto come strumento di lotta politica: oltre mille condanne a morte vengono effettuate. La dittatura smette di essere appoggiata dalla popolazione e la Convenzione decide di abbattere il governo giacobino, lo stesso <strong>Robespierre</strong> viene <strong>ghigliottinato</strong>.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 16:04:57 UTC</pubDate>
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         <title>La commedia </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 500 in Italia si afferma la <strong>Commedia dell'arte:</strong></div><ul><li>Basata sul <strong>canovaccio</strong>, cioè su una bozza di trama,</li><li>Recitata da artisti professionisti che <strong>improvvisano</strong> dialoghi e usano <strong>maschere</strong>, cioè <strong>tipi fissi</strong> con costumi precisi e caratteristiche riconoscibili (Arlecchino, Pantalone, Colombina)</li><li>Personaggi interpretati non hanno una caratterizzazione psicologica, ma sono ripetitivi e stereotipati.</li><li>La caratteristica della Commedia dell'arte sta nelle <strong>capacità mimiche e di improvvisazione.</strong></li></ul><div>La Commedia dell'arte rappresenta un punto di riferimento per <strong>Molière</strong>, che sente però il bisogno di tornare ad una <strong>commedia più semplice</strong> e con maggiore <strong>caratterizzazione psicologica dei personaggi</strong>. La sua comicità nasce proprio dalla critica ad alcuni caratteri umani.<br><br><strong>Goldoni</strong>, su modello di Molière, introduce una riforma nel <strong>teatro italiano</strong>, adottando una maggiore <strong>aderenza alla realtà</strong> e una profonda <strong>caratterizzazione psicologica</strong> dei personaggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-06 16:13:36 UTC</pubDate>
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         <title>Italia dopo le guerre di successione </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2023-11-07 15:46:07 UTC</pubDate>
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         <title>l&#39;Italia dopo le guerre di successione </title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2023-11-07 15:52:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il caffè degli Illuministi</title>
         <author>jessicasiravo7</author>
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         <pubDate>2024-10-25 09:30:15 UTC</pubDate>
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         <title>mappa dopo guerre di successione</title>
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         <pubDate>2025-01-29 10:10:59 UTC</pubDate>
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