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      <title>minoranze etniche in cina by al</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-24 07:55:03 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppi etnici </title>
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         <description><![CDATA[<p>Con 56 gruppi etnici riconosciuti, la Cina si definisce uno stato unitario multietnico. Guardando alle percentuali, però, la popolazione cinese è piuttosto omogenea: il 91,59% appartiene all’etnia <strong>Han</strong> e solamente l’8,41% alle restanti 55 etnie (Censimento del 2010). Solo dieci minoranze contano più di due milioni di unità, di esse la più numerosa è l’etnia <strong>Zhuang</strong> (16 milioni).</p><p>Geograficamente le minoranze etniche in Cina si concentrano nelle regioni occidentali e di confine, che costituiscono oltre il 60% del territorio nazionale. Per assicurarsi il loro consenso e quindi garantire l’integrità territoriale e il controllo delle strategiche aree di confine, per giunta ricche di risorse naturali, nel 1984 il governo ha istituito 5 regioni autonome (自治区 zizhiqu): <em>Mongolia Interna, Xinjiang, Guangxi, Ningxia e Tibet</em>. Oltre alle 5 regioni, è stata sancita l’autonomia per 30 prefetture (自治州 zizhizhou), 119 contee (自治县 zizhixian) e 1256 comuni (民族乡 minzuxiang), in base a dove la percentuale di minoranze etniche (in cinese 少数民族 shaoshuminzu) superasse il 20% della popolazione totale.</p><p><em>L’autonomia garantisce alla popolazione di queste regioni di esercitare un certo grado di autogoverno in termini di politiche specifiche</em>. Le minoranze inoltre godono di trattamenti preferenziali in termini di esenzioni fiscali; accesso al sistema scolastico e alla pubblica amministrazione; e politiche di pianificazione famigliare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:12:23 UTC</pubDate>
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         <title>i manciù (lingua)</title>
         <author>aalsaav</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel XVII secolo, i manciù sconfissero la dinastia Ming e fondarono la dinastia Qing.</p><p>Il mancese è una lingua pressoché estinta, essendo parlata solo da piccoli gruppi di persone delle aree rurali nel Nord-est della Cina.</p><p>Lingua:</p><p>Il mancese o lingua mancese (ᠮᠠᠨ᠋ᠵᡠ ᡤᡳᠰᡠᠨ, Manju gisun), detta anche lingua manciù, è una lingua tugusa parlata in Cina, nella provincia di Heilongjiang.</p><p>Il mancese è una lingua pressoché estinta, essendo parlata solo da piccoli gruppi di persone delle aree rurali nel Nord-est della Cina.</p><p>https://youtu.be/yUXrVVD9qCE?si=Al3Wr_uSeS_25vQV</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:24:12 UTC</pubDate>
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         <title>i manciù (abbigliamento)</title>
         <author>aalsaav</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3427608756</link>
         <description><![CDATA[<p>Le donne della Manciuria indossavano lunghi abiti chiamati qipao (si pronuncia “ci-pao”). Questi vestiti avevano sontuose decorazioni lungo colletti, orli e fessure ed erano fatti di raso pesante o seta. In inverno, i qipao erano intarsiati di cotone o pelliccia, cosa che li rendeva utilizzabili durante tutto l’anno.</p><p><br></p><p>I qipao erano di disegno modesto, e rivelavano solo le mani, la testa e le dita dei piedi; pendevano diritti verso il basso o erano quasi a forma di A, e al di sotto venivano indossati i pantaloni. Nel tempo, i qipao sono divenuti più stretti, con maniche più corte.</p><p><br></p><p>Ora, non bisogna confondere i qipao mancese con il suo discendente, il cheongsam, che era popolare negli anni '20. Il cheongsam era un vestito da festa attillato usato a Shanghai, ma a causa dell’influenza occidentale, era molto stretto e quasi equivalente ad un corsetto cinese.</p><p><br></p><p>Incedere con stile</p><p><br></p><p><br></p><p>Scarpe a vaso da fiore della Manciuria</p><p>Le scarpe "a vaso da fiore" erano obbligatorie nel guardaroba di ogni donna della Manciurià. Ogni scarpa era ricamata con squisiti disegni floreali e fissata su una base rotonda (da qui il nome "vaso da fiori"). Questi "tacchi" erano di diverse grandezze e le donne mancese non dovevano fasciarsi i piedi.</p><p><br></p><p>Tocco finale</p><p><br></p><p>Ultimo ma non meno importante, le donne aristocratiche erano coronate da elaborati copricapi. Questi copricapi a forma di ventaglio erano avvolti in seta o velluto, ornati di fiocchi e fiori e poi ancorati alla parte anteriore dei capelli, completando il look della dinastia Qing. Con i loro diademi mancesi, gli abiti sontuosi e le scarpe tipiche, le donne della Città Proibita erano compostamente sorprendenti dalla testa ai piedi.</p><p><br></p><p><br></p><p>Copricapo della Manciuria</p><p>Forse ogni amante della moda sarebbe concorde nel dire che la bellezza viene ad un prezzo; per le donne mancesi, la moda era una limitazione. Appena indossavano i loro copricapi e il qipao, dovevano mantenere una postura perfetta. Per restare in equilibro sulle loro scarpe con tacchi rotondi dovevano camminare a passettini, mentre ondeggiavano gentilmente le loro braccia avanti e indietro. Inoltre, le dame di corte dovevano essere coscienti di ogni movimento per mantenere la loro grazia.</p><p><br></p><p>Tuttavia, non è che le donne mancesi venissero addestrate ad essere delle miss manichino. Dopo aver provato ed essendomi esibita nella scena mancese dello spettacolo di quest’anno, ho imparato che c’è qualcosa in più dei capelli, delle scarpe, del camminare e dell’orgoglio, per le mancesi. Vogliamo presentare delle giovani donne con genuina sincerità. Forse noi donne mancesi non ci esibiamo in tecniche in volo, né in combinazioni di danza intense, ma c’è una sfida astratta che è persino più difficile da vincere: come si fa a rendere un’aria regale, pur rimanendo dolci e non snob?</p><p><br></p><p>Inoltre, cosa più importante, ho imparato che le principesse non sono perfette e persino le migliori sbagliano. Abbiamo avuto la nostra buona parte di errori divertenti nelle sale di prova, con i fiocchi che si aggrovigliano, le scarpe che volano e le ragazze che cadono. Tuttavia, appena saliamo sul palco, è tempo di mettere in pratica tutto quello che abbiamo imparato. È un attimo in cui passiamo da una plebea ad una principessa, con 4 minuti in cui diventiamo di una decina di centimetri più alte, camminiamo in giro nelle scarpe di qualcun’altro e guardiamo le cose da una prospettiva “più alta”.</p><p><br></p><p>Ma per essere onesta, penso comunque che la parte migliore della giornata sia quando mi tolgo queste scarpe.</p><p><br></p><p>Come la maggior parte delle donne dell'epoca che seguivano la moda, le donne manciù si legavano i capelli, arrotolandoli sopra la testa. Questa abitudine di legare i lunghi capelli ad un copricapo, è diventata una pettinatura rigorosamente mancese.</p><p>L'abbigliamento tradizionale dell'etnia manciù ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli, ma durante il periodo della dinastia Qing (1644–1912), i Manciù indossavano abiti distintivi che riflettevano la loro cultura, la loro posizione sociale e le loro tradizioni.</p><p><br></p><p>Ecco le caratteristiche principali dell'**abbigliamento tipico dei Manciù**:</p><p><br></p><p>### 1. **Abito maschile tradizionale**</p><p>   - Gli uomini manciù, soprattutto durante la dinastia Qing, indossavano una **tunica lunga**, nota come **"changshan" (长衫)**, simile a quella dei cinesi Han, ma con alcune differenze. La tunica era solitamente di **seta o cotone**, di colore scuro o con motivi ricamati, a seconda dello status sociale.</p><p>   - Sotto la tunica, gli uomini indossavano **pantaloni larghi**, che si stringevano alla caviglia.</p><p>   - Un altro tratto distintivo era la presenza della **treccia (queue)**, una lunga treccia che gli uomini manciù dovevano indossare come segno di identità etnica. La **queue** rappresentava la sottomissione al nuovo governo Qing e veniva obbligatoriamente portata da tutti i cinesi dopo l'ascesa dei Manciù al potere.</p><p><br></p><p>### 2. **Abito femminile tradizionale**</p><p>   - Le donne manciù indossavano un abito chiamato **"qipao"** (旗袍), che è diventato famoso in seguito come abito tradizionale cinese, ma originariamente era una creazione manciù. Il qipao era una tunica aderente che copriva il corpo fino alle caviglie, spesso con collare alto e maniche corte o lunghe. Il tessuto era spesso di seta o broccato, con ricami eleganti che rappresentavano simboli di buona fortuna o prosperità (come il drago o il fenice).</p><p>   - Il qipao femminile manciù presentava una caratteristica distintiva: il taglio laterale alto, che lasciava vedere un po' di gamba, in contrasto con altre varianti più "restrittive" dei qipao successivi. Le donne portavano anche giacche sopra il qipao, specialmente in inverno, e scarpe basse o sandali.</p><p>   - Come gli uomini, anche le donne portavano la treccia (queue), che era una caratteristica obbligatoria per tutta la popolazione, anche se le donne di corte o nobili potevano indossarla in modi più elaborati.</p><p><br></p><p>Caratteristiche comuni:</p><p>   - Gli accessori erano molto importanti nell'abbigliamento manciù. Spesso si utilizzavano copricapi elaborati: per esempio, gli uomini di alto rango portavano un cappello a cono chiamato "fu hat" con una piuma. Le donne, soprattutto quelle di alta classe, indossavano ornamenti per capelli ricchi di pietre preziose, perle e ornamenti metallici.</p><p>   - I **colori** dell'abbigliamento riflettevano anche lo status sociale. I membri della famiglia imperiale e della nobiltà indossavano abiti più ricchi, con **colori dorati, rossi o blu scuro**, mentre le persone comuni indossavano abiti più semplici e di colori più neutri, come il grigio o il blu.</p><p>   - I **ricami** erano una parte fondamentale degli abiti manciù. Questi potevano rappresentare simboli di **prosperità**, **long life**, o **fortuna**. I **draghi** erano un simbolo imperiale e comparivano sugli abiti degli aristocratici o della famiglia imperiale.</p><p><br></p><p>### 4. **Influenza mongola e cinese**</p><p>   - Sebbene l'abbigliamento manciù sia stato influenzato dalla cultura cinese, durante il periodo Qing si possono notare anche tracce di **influenze mongole** e di altre culture della regione, data l'origine dei Manciù dalla Manciukuò (Manchuria), una zona dove le tradizioni nomadi e quelle cinesi si mescolavano.</p><p><br></p><p>Declino della tradizione nell'era moderna</p><p>   - Con la fine della dinastia Qing nel 1912 e il passaggio alla Cina repubblicana, molti Manciù, come il resto della popolazione cinese, hanno adottato abbigliamenti più moderni e occidentali. Tuttavia, l'abbigliamento tradizionale rimane una parte importante della cultura manciù, e i qipao e altri abiti tradizionali vengono ancora indossati in occasioni speciali, come matrimoni o celebrazioni culturali.</p><p><br></p><p>In sintesi, l'abbigliamento tradizionale manciù si caratterizzava per la eleganza dei tessuti e per la presenza di simboli distintivi legati alla loro identità etnica, in particolare la treccia. Con il passare del tempo, molte di queste tradizioni sono state integrate nella cultura cinese, ma l'eredità manciù è ancora visibile in alcune pratiche culturali e nella moda. </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:32:36 UTC</pubDate>
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         <title>i manciù (cibo)</title>
         <author>aalsaav</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3427615534</link>
         <description><![CDATA[<p>In Manciuria si utilizzano molti ingredienti semplici e sobri. Il piatto regionale per eccellenza è un brasato di pollo servito in umido con funghi e castagne. Si utilizza anche molto il sesamo (una sorta di salsa tahina) ma la versione manciuriana è molto più cremosa e utilizzata in sostituzione di olio o burro.La cosiddetta cucina manciuriana è la prima riconosciuta come autenticamente diversa. La terra manciuriana in Cina è nota come “terra nera”  per la sua fertilità.</p><p><br></p><p>I panini di riso glutinoso costituiscono l'alimento principale dei Mancesi. Ne esistono di tre tipi, ossia panini di soia, avvolti nel bambù e glutinosi. I panini mancesi sono nutrienti e facili da trasportare. I panini di soia, cotti al vapore e realizzati con farina di miglio mista a farina di soia, hanno un colore dorato e sono glutinosi e squisiti; i panini avvolti nel bambù sono cotti al vapore e realizzati con farina mista di sorgo glutinoso e di lenticchie avvolta in foglie di bambù, che le danno un profumo particolare; per realizzare il terzo tipo di panini, ossia quelli glustinosi, occorre immergere nell'acqua del miglio glutinoso per un pò di tempo, macinarlo e cuocerlo al vapore avvolgendolo in farina di soia. Questo tipo di panino può essere consumato sia fritto che intinto nello zucchero, ed è molto fragrante e dolce.</p><p>I Saqima sono un altro tipo di dolci tipici dei Mancesi, famosi in tutto il paese. Per preparare i Saqima bisogna porre del riso cotto al vapore su una lastra di pietra, batterlo fino a che si riduce a dei gnocchi, in seguito ridurlo in nastri che vengono fritti nell'olio, tagliati a pezzi e infine cosparsi di zucchero. I Saqima erano uno dei principali alimenti offerti alla casa imperiale mancese.</p><p>Cucina manciù</p><p>La cucina manciù è influenzata dalla posizione geografica (Manciukuò) e dalla tradizione pastorale e di caccia.</p><p>I piatti manciù sono semplici ma ricchi di sapore, con un forte legame con la carne, i cereali e la caccia. Oggi la cucina è più diversificata ma mantiene forti legami con le tradizioni locali.</p><p><br></p><p>Panini di riso glutinoso</p><p> Tipi:</p><p>     - Panini di soia: cotti al vapore, fatti con farina di miglio e soia, di colore dorato e glutinosi.</p><p>     - Panini avvolti nel bambù: farina di sorgo glutinoso e lenticchie, avvolti in foglie di bambù, con un aroma particolare.</p><p>     - Panini glutinosi: realizzati con miglio glutinoso, macinato e cotto al vapore, avvolto in farina di soia; possono essere fritti o intinti nello zucchero, fragranti e dolci.</p><p>   </p><p>Piatti tipici:</p><p>- Carne: Manzo e carne di cavallo, particolarmente cucinati in stufati o grigliati.</p><p>  - Zuppe e brodi: Il brodo di carne è un piatto tipico.</p><p>   - Jiǎozi(饺子): Ravioli cinesi ripieni di carne (manzo, maiale) e verdure, cotti al vapore o fritti.</p><p>   - Piatti a base di grano e mais: Noodle (spaghetti) e polenta preparati con carne o verdure, frequenti nella regione.</p><p>   - Pesce e piatti di acqua dolce: tipici nelle zone costiere e fluviali.</p><p>   - Riso e farina di grano: Piatti con farina di grano (come pancakes o pane) più comuni del riso.</p><p>   - Cucina a base di selvaggina: Carne di cervo, orso, lepre, cucinata in stufati o arrosto. La carne di orso è una prelibatezza.</p><p>   - Piatti speziati e marinati: Usano spezie come aglio, zenzero e pepe nero, ma non sono piccanti. Piatti di polpo marinato o verdure in salamoia.</p><p>   - Bevande:Il tè verde o nero è molto consumato, insieme a bevande a base di riso e altri cereali.</p><p><br></p><p>Dolce tipico:</p><p>   - Saqima (萨其马): riso cotto al vapore battuto fino a formare gnocchi, poi fritto, tagliato a pezzi e zuccherato. Offerti anche alla casa imperiale.</p><p><br></p><p>   </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:37:14 UTC</pubDate>
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         <title>i manciù (cultura)</title>
         <author>aalsaav</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3427622254</link>
         <description><![CDATA[<p>i Manciù sono appartenenti al gruppo etnico delle popolazioni Tunguse, originarie della Manciukuò, una regione che si trova nell'attuale nord-est della Cina (Manchuria).</p><p>In linea di massima hanno caratteristiche comuni:</p><p>La pelle (皮肤）tende ad essere chiara o olivastra, simile a quella di altre popolazioni dell'Asia orientale.</p><p> I capelli （头发）sono generalmente scuri (neri o castano scuro) e dritti. Un tratto distintivo della cultura manciù è l'usanza di indossare i capelli raccolti in un "chignon" chiamato *queue* (una lunga treccia, che veniva legata in fondo con un nastro tradizionale della loro cultura che imposero anche ai Cinesi Han fino agli inizi del XX secolo.).</p><p><br></p><p>**ATTIVITÀ QUOTIDIANE ** </p><p>Le attività quotidiane dell'etnia manciù, erano molto influenzate dalle loro tradizioni e dalla loro posizione sociale, specialmente durante la dinastia Qing.Ecco alcune delle principali attività quotidiane della comunità manciù tradizionale:</p><p><br></p><p>1. **Agricoltura e allevamento**</p><p>   - **Agricoltura**: Molti Manciù tradizionali erano agricoltori, coltivavano cereali come riso, grano, e mais. L'agricoltura era un aspetto fondamentale della vita quotidiana.</p><p>   - **Allevamento di animali**: Oltre a coltivare la terra, molti Manciù si dedicavano anche all'allevamento di animali. Inoltre praticavano la caccia e la pesca.</p><p><br></p><p>### 3. **Manifattura e artigianato**</p><p>   - I Manciù avevano una tradizione artigianale molto sviluppata. Lavoravano materiali come pelle, legno e metallo per creare abiti, strumenti e armi.</p><p><br></p><p>### 4. **Tessitura e produzione di abbigliamento**</p><p>   - Tradizionalmente, le donne manciù erano molto coinvolte nella tessitura e nella produzione di abbigliamento. Utilizzavano materiali come la seta, la lana e il lino per creare abiti.</p><p><br></p><p>### 5. **Cultura e cerimonie**</p><p>   - I Manciù erano noti per mantenere le proprie tradizioni anche quando governavano la Cina. Celebravano diverse festività e cerimonie legate al ciclo agricolo, così come celebrazioni religiose e familiari.</p><p><br></p><p>### 7. **Commercio e scambi**</p><p>   - La comunità manciù, soprattutto nelle aree urbane durante la dinastia Qing, si dedicava anche al commercio. Le famiglie nobili della dinastia Qing, per esempio, erano coinvolte in affari e scambi, in particolare legati al commercio di seta, tè, porcellane e altre merci cinesi.</p><p>Tuttavia, alcune pratiche culturali, come le danze tradizionali, la musica, la lingua manciù (che è molto rara oggi) e la cucina, sono ancora celebrate da alcuni membri della comunità.</p><p><br></p><p>Nei grandi padiglioni presenti nel cuore della capitale Pechino al tempo della dinastia Qing, nel palazzo oggi conosciuto come Città Proibita, vivevano delle giovani fanciulle conosciute come gege. Le gege (pronunciato guh guh) erano le principesse imperiali, le figlie dell'aristocrazia manciù. Erano famose per la loro eleganza e il loro senso per lo stile.</p><p><br></p><p>La dinastia Qing (1644–1911) fu l'ultima del periodo imperiale cinese. Fu l'unico periodo di tempo nel quale il territorio era governato dal popolo manciù – il secondo gruppo etnico cinese per grandezza, proveniente dal nordest. Le danze gege odierne hanno origine nella corte della dinastia Qing durante il periodo del grande imperatore Qianlong.</p><p><br></p><p>Le caratteristiche più suggestive di queste danze sono le pose delicate e l'abbigliamento raffinato delle ballerine, che includono copricapi elaborati, fiocchi, foulard e delle particolari scarpe rialzate.</p><p><br></p><p>Le donne manciù non si fasciavano i piedi. Invece le gege indossavano delle scarpe con una specie di “tacco quadrato”, con un'altezza che variava dai 7 ai 10 cm circa, che era praticamente una piattaforma che si estendeva per tutta la lunghezza delle suole. Erano conosciute come le “scarpe a vaso di fiore” o, meno elegantemente “scarpe a zoccolo di cavallo”. Le scarpe, di seta, erano ricamate con decorazioni floreali ai lati, ma non era quella l'origine del nome. Bensì, erano così chiamate per via della forma lasciata dalle loro impronte. Le donne manciù che le indossavano si muovevano con passi piccoli e cauti, dondolando le braccia delicatamente per mantenersi stabili. Danzare con tali scarpe richiede ancora più destrezza ed equilibrio, in special modo quando si cerca di catturare l'essenza della grazia gege.</p><p><br></p><p> La "nascita sulla paglia"</p><p>I Mancesi chiamano la nascita dei loro bambini "nascita sulla paglia", perchè secondo la tradizione dell'etnia, al momento del parto occorre arrotolare la stuoia abituale del letto di mattoni e stendere della paglia al suo posto sulla quale la donna partorirà. Secondo i Mancesi, la paglia secca può vincere l'umidità e il freddo. Se nasce un maschetto, si devono appendere alla porta di casa tre frecce fatte con dei rami ed avvolte in un nastro rosso, con l'auspicio che il bimbo diventi un uomo valoroso ed abile nell' andare a cavallo e nel tiro con l'arco. Se nasce una femminuccia, un nastro di stoffa rossa appeso alla porta auspica felicità.</p><p>Subito dopo la nascita del bimbo occorre invitare una persona di bell'aspetto, capace e con un buon temperamento ad entrare per prima nella stanza, perchè i Mancesi dicono che il neonato assomiglierà alla prima persona che entra in camera. Il terzo giorno dalla nascita la famiglia deve invitare un'anziana che ha figli e figlie e di alto prestigio a fare il bagno al bimbo. Il bagno si fa in un grande catino di rame in cui sono sistemati rami di acacia cinese, di artemisia e acqua calda. Dopo avergli fatto il bagno, l'anziana colpisce tre volte il bimbo con un porro cinese, dicendogli: il primo colpo ti darà intelligenza, il secondo facilità di parola e il terzo chiarezza di mente. In seguito il padre getta il porro sul tetto di casa e i parenti cominciano a festeggiare.</p><p>Passato un mese, il bimbo mancese comincia a dormire nella culla tipica dell'etnia. Questa, fatta con pannelli di legno, è ovale e ha un basamento, risultando simile ad una barca. La culla è fissata con quattro corde a una trave, risultando ad una certa distanza da terra, così quando il bimbo piange, la mamma lo allatta, in caso contrario fa dondolare la culla facendo nel frattempo i lavori di casa. Secondo l'usanza dell'etnia, la culla per il primo maschetto viene donata dalla famiglia della madre.</p><p><br></p><p>**ATTIVITÀ QUOTIDIANE ** </p><p>Le attività quotidiane dell'etnia manciù, erano molto influenzate dalle loro tradizioni e dalla loro posizione sociale, specialmente durante la dinastia Qing.Ecco alcune delle principali attività quotidiane della comunità manciù tradizionale:</p><p><br></p><p>1. **Agricoltura e allevamento**</p><p>   - **Agricoltura**: Molti Manciù tradizionali erano agricoltori, coltivavano cereali come riso, grano, e mais. L'agricoltura era un aspetto fondamentale della vita quotidiana.</p><p>   - **Allevamento di animali**: Oltre a coltivare la terra, molti Manciù si dedicavano anche all'allevamento di animali. Inoltre praticavano la caccia e la pesca.</p><p><br></p><p>### 3. **Manifattura e artigianato**</p><p>   - I Manciù avevano una tradizione artigianale molto sviluppata. Lavoravano materiali come pelle, legno e metallo per creare abiti, strumenti e armi.</p><p><br></p><p>### 4. **Tessitura e produzione di abbigliamento**</p><p>   - Tradizionalmente, le donne manciù erano molto coinvolte nella tessitura e nella produzione di abbigliamento. Utilizzavano materiali come la seta, la lana e il lino per creare abiti.</p><p><br></p><p>### 5. **Cultura e cerimonie**</p><p>   - I Manciù erano noti per mantenere le proprie tradizioni anche quando governavano la Cina. Celebravano diverse festività e cerimonie legate al ciclo agricolo, così come celebrazioni religiose e familiari.</p><p><br></p><p>### 7. **Commercio e scambi**</p><p>   - La comunità manciù, soprattutto nelle aree urbane durante la dinastia Qing, si dedicava anche al commercio. Le famiglie nobili della dinastia Qing, per esempio, erano coinvolte in affari e scambi, in particolare legati al commercio di seta, tè, porcellane e altre merci cinesi.</p><p>Tuttavia, alcune pratiche culturali, come le danze tradizionali, la musica, la lingua manciù (che è molto rara oggi) e la cucina, sono ancora celebrate da alcuni membri della comunità</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:41:33 UTC</pubDate>
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         <title>- Dove vivono i Zhuang 🛖 -</title>
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         <description><![CDATA[<p>Nonostante il lungo processo di sinizzazione, il popolo Zhuang ha preservato tratti culturali distintivi. Prediligono insediarsi in vallate vicine ai corsi d’acqua, praticano la coltivazione del riso in campi sommersi con l’ausilio di buoi e costruiscono abitazioni su palafitte piuttosto che direttamente sul terreno, mantenendo così usanze che li differenziano dalla maggioranza Han.</p><p><br></p><p>Tra alberi da frutto e bambù, si vedono sparse le “ganlan”, le tradizionali abitazioni dei zhuang. Si tratta di case costruite in pietra, o in legno e fango, con le pareti esterne bianco-grigie, robuste e belle a vedersi. Le case tradizionali conservano la tipica struttura a due piani:</p><p>Quello superiore con la funzione di abitazione vera e propria per la famiglia, quello inferiore adibito a stalla e a magazzino. Questa struttura è considerata la più adatta al clima umido della regione, alle caratteristiche montuose del terreno e alla presenza di serpenti e animali selvatici.</p><p>Il tetto è ricoperto di tegole,</p><p>costruito dagli artigiani zhuang senza archi o altri ornamenti. La parte esterna dell’abitazione è molto spessa e di conseguenza all’interno rimane asciutta, pulita e confortevole.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:42:14 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>- LA TRADIZIONE DI SCAGLIARE LA PALLA RICAMATA -</p><p><br/></p><p>Quest’etnia segue un rito matrimoniale particolare che si chiama “Scagliare la palla ricamata”. In realtà sono le ragazze che scagliano la palla per scegliere il fidanzato. La palla è cucita dalla ragazza con pezzi di stoffa di seta o di cotone e contiene all’interno piselli, cereali e semi di cotone.</p><p>Il rito di scagliare la palla ricamata per scegliere il fidanzato avviene durante il Festival di canzoni dell’etnia Zhuang. Si tratta di una festa tradizionale tipica. Nel corso del Festival, i ragazzi allineati da una parte e le ragazze dall’altra cantano in coro per rivelare i propri sentimenti d’amore. Le ragazze, portando con sè la palla ricamata in mano, cantano o guardano per scegliere il ragazzo preferito o quando hanno scelto l’oggetto del loro amore scagliano subito la palla contro di lui, e quest’ultimo a sua volta, se ama la ragazza che gli ha scagliato la palla, lega un regalino alla palla e la scaglia di nuovo contro la ragazza. A questo punto si intende che i due sono fidanzati ed iniziano il loro rapporto d’amore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-28 07:52:10 UTC</pubDate>
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         <title>CIBO TRADIZIONALE DEGLI IUGURI</title>
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         <description><![CDATA[<p>La cucina iugura dello Xinjiang (新疆), influenzata da tradizioni centroasiatiche e islamiche, offre piatti ricchi e saporiti. Tra i principali:</p><p><br></p><ul><li><p><strong> 抓饭 Zhuāfàn</strong> : pilaf con riso, carne e carote.</p></li><li><p><strong>拉面 Lāmiàn</strong> : spaghetti fatti a mano con carne e verdure.</p></li><li><p><strong>丁丁炒面 Dīngdīng chǎomiàn</strong> : pasta a cubetti saltata.</p></li><li><p><strong>烤羊肉串  Kǎo yángròu chuàn</strong> : spiedini di carne alla griglia.</p></li><li><p><strong>馕 Náng</strong>: pane cotto nel forno tandoor.</p></li><li><p><strong>烤包子 Kǎo bāozi</strong>: fagottini ripieni di carne.</p></li><li><p><strong>肉馕 Ròu náng </strong>: focaccia ripiena di carne.</p></li></ul><p><br></p><p><br></p><p>Dolci e bevande includono 馕饼 Náng bǐng, biscotti dolci o salati, Chay 茶 Chá, tè verde, e yogurt uiguro 酸奶 Suānnǎi spesso servito con miele o frutta secca. Una tradizione culinaria autentica e ricca di sapori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-07 06:49:58 UTC</pubDate>
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         <title>CULTURA, FESTIVITÀ E COSTUMI DEGLI IUGURI</title>
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         <description><![CDATA[<p>L'etnia Iugura  è un gruppo etnico musulmano originario della regione dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina. La loro cultura e le tradizioni sono una fusione di influenze turche, persiane, cinesi e islamiche, con radici storiche che risalgono a secoli fa. Ecco alcune delle principali caratteristiche della loro cultura e tradizioni. </p><ol><li><p><strong>Musica e Danza</strong></p></li></ol><p>La musica tradizionale degli luguri è caratterizzata dall'uso di strumenti tipici come il dombra (una specie di liuto a due corde) e il rawap (un tipo di liuto a sei corde). La danza è un'altra espressione culturale importante, con danze vivaci che spesso accompagnano le celebrazioni religiose e le feste tradizionali.</p><ol start="2"><li><p><strong>Artigianato</strong></p></li></ol><p>L'artigianato degli luguri include il ricamo, la tessitura di tappeti, la lavorazione del legno e la creazione di gioielli. Le tradizioni artistiche si riflettono nei dettagli intricati dei loro tappeti, che spesso presentano motivi geometrici e floreali, simbolici della loro cultura.</p><ol start="3"><li><p><strong>Feste e Celebrazioni</strong></p></li></ol><p>Oltre alle festività islamiche, gli luguri celebrano anche il Nawruz (capodanno persiano), una festa che segna l'inizio della primavera. Le celebrazioni sono accompagnate da canti, balli, cibo abbondante e incontri familiari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-07 06:57:15 UTC</pubDate>
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         <title>LE ORIGINI DELLA RELIGIONE IUGURA</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il popolo Uiguri cominciò il processo di conversione alla <strong>fede islamica </strong>nella zona dell'Uiguristan a partire dal<strong> 742 d.C.</strong> Prima di questa conversione la maggior parte della popolazione era, a seconda del luogo di appartenenza geografico, di confessione manicheista, buddhista, tengrista, zoroastriana o cristiana nestorianista. La maggior parte degli Uiguri abbraccia il <strong>sunnismo</strong>, malgrado ciò, negli ultimi anni, sempre più Uiguri stanno aderendo alla visione salafita dell'Islam, dimostrando favore per gli ideali panislamisti ed indipendentisti nei confronti della <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong></p><p>La religione musulmana ha una forte influenza negli usi e costumi del popolo uiguri, specialmente nei sistemi giuridici, economici ed educativi delle famiglie appartenenti a questa etnia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-07 07:00:36 UTC</pubDate>
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         <title>- Tradizione di appendere il cappello al chiodo - 👒</title>
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         <description><![CDATA[<p>Un’altra usanza tipica della popolazione Zhuang, è chiamata“appendere il cappello al chiodo”, che indica il marito che va a vivere nella famiglia della moglie dopo il matrimonio. Questo rito ha origini matriarcali, dove la famiglia della sposa prepara i regali e il corredo per il genero. Non ci sono cerimonie matrimoniali nella famiglia del marito, ma una solenne cerimonia nella casa della sposa. Durante il matrimonio, la famiglia della sposa ospita amici e parenti, preparando piatti tipici come pollo e anatra. La sera stessa, la famiglia della sposa assegna lo status e il cognome del suocero allo sposo. Se la sposa è, ad esempio, la terzogenita, anche lo sposo diventa terzogenito nella gerarchia familiare. Dopo il matrimonio, lo sposo è considerato uno dei figli del suocero, e i suoi figli porteranno il cognome della famiglia della madre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 13:51:56 UTC</pubDate>
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         <title>Minoranze negli anni </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel corso dei secoli, la Cina ha dovuto affrontare la complessa dialettica tra centro e periferia, nonché tra la maggioranza Han e le etnie minoritarie. In epoca imperiale, l’identità etnica era concepita in termini essenzialmente culturali piuttosto che politici: la distinzione fondamentale risiedeva tra i “<em>civilizzati</em>” e i “<em>barbari</em>”, con i primi che affermavano la propria preminenza attraverso processi di assimilazione e sinizzazione. La legittimità dinastica non era vincolata all’origine etnica, bensì alla capacità di esercitare un governo efficace, sancito dal “mandato del cielo”. Emblematico è il caso delle <em>dinastie</em> <strong>Yuan e Qing</strong>, rispettivamente di stirpe mongola e manciù, che seppero imporsi come sovrani legittimi pur non appartenendo all’etnia maggioritario.</p><p><br/></p><p><em>Con l’avvento della Repubblica, e successivamente della Repubblica Popolare</em>, il <strong>concetto di etnia acquisì una valenza politica</strong>, divenendo intrinsecamente connesso alla dimensione territoriale. L’assimilazione divenne una strategia cardine per garantire la coesione statale e contenere le pulsioni centrifughe delle minoranze con spiccata coscienza identitaria. A partire dagli anni ’50, il <strong>Partito Comunista Cinese </strong>avviò un’imponente <em>opera di classificazione etnica</em>, formalizzando un quadro giuridico che sanciva principi di unità, uguaglianza, cooperazione, autonomia regionale e rigetto del nazionalismo Han. Tuttavia, durante la <strong>Rivoluzione Culturale</strong>, la politica statale nei confronti delle minoranze assunse connotati di crescente intransigenza, inasprendo la gestione delle differenze etniche all’interno del paese.  </p><p><br/></p><p>Nonostante la legge garantisca diritti e </p><p>privilegi alle minoranze, <em>il governo cinese adotta un approccio utilitaristico</em>, spesso traducendosi in benefici limitati.  <strong>L’educazione bilingue</strong> è garantita sulla carta, ma la mancanza di risorse ne ostacola l’attuazione, favorendo l’assimilazione linguistica al mandarino. Inoltre, la cultura delle minoranze è ridotta a un elemento folkloristico dalla propaganda statale, esaltandone gli aspetti esotici e superficiali. <em>Il caso del Tibet riflette questa contraddizione</em>: Pechino celebra la sua modernizzazione della regione, ma al contempo promuove un’immagine romantica e naïf della sua cultura tradizionale. </p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 13:58:26 UTC</pubDate>
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         <title>DOVE VIVONO E LA LINGUA CON I RISPETTIVI DIALETTI ZHUANG </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 92% degli Zhuang sono stanzionati nella regione autonoma di Guangxi famosa per i suoi fiumi che lega gli Zhuang alle città di Giulin e Yangshuo. Guangxi si trova al confine con il Vietnam, con capoluogo a Nanning.</p><p>Gli Zhuang possiedono una propria lingua, appunto la lingua Zhuang, che possiede caratteristiche formazioni grammaticali e lessicali, tuttavia nel corso del tempo la lingua assorbi circa il 20-30% di parole di uso quotidiano del cinese mandarino a causa dello stretto contatto con l'etnia Han.</p><p><br></p><p>Il territorio in cui sono stanziati è talmente vasto che si sono creati diversi dialetti , suddivisi dai linguisti cinesi nei due gruppi dialettali: settentrionale e meridionale.</p><p><br></p><p>Lo zhuang settentrionale comprende i seguenti dialetti parlati a nord del fiume Yong:</p><p><br></p><p>1: Guibei</p><p>2: Hongshui He</p><p>3: Yongbei</p><p>4: Youjiang</p><p>5: Guibian</p><p>6: Qiubei</p><p>7: Lianshan</p><p>8: Liujiang</p><p>9: Liuqian</p><p><br></p><p>Lo zhuang meridionale comprende i seguenti dialetti parlati a sud del fiume Yong.</p><p><br></p><p>1: Yongnan</p><p>2: Zuojiang</p><p>3: Dejing</p><p>4: Wenma</p><p>5: Yanguang</p><p>6: Minz</p><p><br></p><p><strong>GLI ASPETTI CARATTERISTICI</strong></p><p>Molti degli aspetti caratteristici sono stati conservati: l’agricoltura itinerante, abitazioni in vecchio stile, talvolta su palafitte, allevamento del bufalo d’acqua, preparazione del pesce autodigerito e fermentato, uso della noce betel, impiego della gerla, dell’organetto a bocca e dei tamburi di bronzo, culto dei serpenti e dei draghi, del cane e della tigre, pratica dello sciamanismo, ecc.</p><p><br></p><p><strong>LA LINGUA LETTERARIA</strong></p><p>Anche la letteratura locale era studiata in lingua cinese, ma ultimamente si è verificata una presa di coscienza nazionale. In base alla “legge sulle nazionalità” del 1984 che accordava loro questo diritto molti scrittori hanno cominciato recentemente a pubblicare le loro opere usando la lingua zhuang. Sostengono che solo abbandonando l’obbligo dell’apprendimento della lingua cinese, la gente potrà effettivamente possedere una propria cultura e approfondendo lo studio delle origini, della storia e della lingua giungere a buone conoscenze tecniche e scientifiche che possano migliorare la situazione della regione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 13:58:58 UTC</pubDate>
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         <title>~LE CARATTERISTICHE FISICHE E MODI DI VESTIRSI DEGLI ZHUANG👘~</title>
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         <description><![CDATA[<p>I zhuang presentano alcune caratteristiche somatiche che permettono ad un acuto osservatore di distinguerli dalla maggioranza han: i visi sono generalmente più larghi, gli occhi sono più grandi, con la palpebra che presenta la cosiddetta “piega mongola”. Il naso è leggermente concavo nella parte ossea, e le narici sono spesso molto ampie, distanziate più degli occhi. Le labbra sono carnose. I zhuang inoltre sono comunemente piuttosto bassi, raggiungendo la statura media di 155 cm per le donne e di 163 cm gli uomini.</p><p>Dalle cronache di epoca Qing, sappiamo che i zhuang vestivano per lo più bluse nere o grigie o blu e pantaloni corrispondenti. La tintura blu era la più resistente: si otteneva unendo al colore blu (7-8 jin per un abito da uomo), 2 jin di buccia di pompelmi e arance e 4 jin di soda. Le stoffe potevano essere di cotone, lino, seta o anche ricavate dal bambù o dal banano. Nelle città dei zhuang di oggi sono stati adottati gli abiti moderni, ma nei giorni di festa riappaiono i costumi tradizionali che danno nuovo impulso alla cultura nazionale. Le donne più anziane indossano vestiti senza collo, con ornamenti sul lato sinistro, il bordo ricamato e abbottonati sulla sinistra. I pantaloni sono ampi e cascanti. Le fasce annodate in vita sono ricamate per l’intera lunghezza. In generale, alle donne zhuang piace adornarsi con  gioielli e monili di argento. Gli uomini vestono abiti poco ricercati, in passato tessuti a mano, oggi  industriali. Infilata nella fascia che circonda la vita, c’è la lunga lama adoperata per tagliare il bambù. Sia uomini che donne portano copricapi simili a turbanti. In occasione del matrimonio lo sposo è vestito di bianco, con una fascia che gli attraversa il petto dalla spalla sinistra alla destra, con fiori di stoffa al centro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:10:13 UTC</pubDate>
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         <title>Storia dei Zhuang </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il popolo Zhuang trae le sue origini dalla regione del <strong>Sichuan</strong> e dalle terre basse lungo il bacino del fiume Yangtze. La loro cultura primordiale condivide radici con quella dei <strong>popoli tai</strong>, un insieme di gruppi etnici diffusi nel Sud-Est asiatico, nell’India nord-orientale e nella Cina meridionale. Questa vasta famiglia etnolinguistica raggiunse la sua massima espansione circa 2.500 anni fa, durante i primi contatti con la civiltà Han. Tra i loro discendenti si annoverano i thailandesi della Thailandia e dello Yunnan, gli Shan della Birmania, i Lao del Laos e i Buyei del Guizhou. Tra questi, gli <strong>Zhuang</strong> e i <strong>Buyei</strong> sono stati quelli che hanno subito il maggiore processo di assimilazione alla cultura cinese, specialmente sotto l’influenza Han.</p><p>Con l’espansione degli imperi Qin (221-206 a.C.) e Han (206 a.C. – 220 d.C.) nella Cina meridionale, gli Zhuang furono costretti a migrare verso il Guangxi, lo Yunnan e oltre, insediandosi anche in Laos, Birmania e Thailandia. Le comunità stabilitesi nel <strong>Guangxi</strong> e nello Yunnan formarono alleanze per resistere all’avanzata Han e riuscirono a fondare entità politiche autonome. Alcuni gruppi combatterono al fianco del <em>regno di Nanzhao nello Yunnan </em>contro la <em>dinastia Tang</em> (618-907). Tuttavia, con l’espansione della <em>dinastia Song</em> (960-1279) e la successiva conquista da parte dei Mongoli sotto la <em>dinastia Yuan</em> (1279-1368), gli Zhuang furono progressivamente assorbiti nella sfera culturale cinese, adottando molteplici elementi della tradizione Han.</p><p>Nonostante il lungo processo di sinizzazione, il popolo Zhuang ha preservato tratti culturali distintivi. Prediligono insediarsi in vallate vicine ai corsi d’acqua, praticano la coltivazione del riso in campi sommersi con l’ausilio di buoi e costruiscono abitazioni su palafitte piuttosto che direttamente sul terreno, mantenendo così usanze che li differenziano dalla maggioranza Han.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:10:15 UTC</pubDate>
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         <title>~LA RELIGIONE DEGLI ZHUANG~</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p> La religione Mo (摩教) dell’etnia Zhuang</p><p>La religione Mo è il sistema di credenze tradizionali dell’etnia Zhuang, il più grande gruppo etnico minoritario della Cina, diffuso soprattutto nella regione autonoma del Guangxi. Questa religione politeista e animista riflette una profonda connessione con la natura, gli spiriti e gli antenati.</p><p>Divinità principali</p><p>Il pantheon della religione Mo è ricco di divinità. La più importante è 布洛陀 (Bù Luò Tuó), il dio creatore dell’universo e protettore del popolo Zhuang. Accanto a lui troviamo 花婆 (Huā Pó), dea della fertilità e della vita. Altre divinità fondamentali includono 土地公 (Tǔ Dì Gōng), il dio della terra, 山神 (Shān Shén), lo spirito delle montagne, e 龙王 (Lóng Wáng), il re drago delle acque.</p><p>Credenze fondamentali</p><p>La religione Mo si basa su concetti animisti e totemici. Secondo la teoria 三元论 (Sān Yuán Lùn), il mondo è composto da tre elementi: cielo (天), terra (地) e acqua (水). Ogni elemento naturale possiede uno spirito (万物有灵, wàn wù yǒu líng). Viene praticato anche il culto degli antenati (祖先崇拜, zǔ xiān chóng bài) e della fertilità (生殖崇拜, shēng zhí chóng bài).</p><p>Pratiche religiose</p><p>I rituali della religione Mo sono condotti da sciamani, chiamati 巫师 (Wū Shī), che fungono da mediatori tra il mondo umano e quello spirituale. Le pratiche includono sacrifici (祭祀, jì sì), offerte e cerimonie per invocare la protezione delle divinità e degli antenati.</p><p>Feste tradizionali</p><p>Le festività religiose sono momenti cruciali per la comunità Zhuang. Tra le più importanti vi sono:</p><p>	•	三月三节 (Sān Yuè Sān Jié): una festa primaverile di canto, danza e corteggiamento.</p><p>	•	牛魂节 (Niú Hún Jié): festa dell’anima del bue, per onorare l’animale da lavoro.</p><p>	•	青蛙节 (Qīng Wā Jié): festa della rana, che invoca la pioggia e un buon raccolto.</p><p>	•	鬼节 (Guǐ Jié): festa dei fantasmi, per ricordare e placare gli spiriti dei defunti.</p><p>Fin dall’antichità hanno sempre avuto un ampio sistema di credenze basate sulla propagazione, sul totem e sui loro avi. Oggigiorno la maggior parte della popolazione è politeista, crede che molte cose in natura sono animate e hanno un potere, come per esempio gli alberi giganti, le alte montagne, le cavità, la terra, il sole, l’acqua... . Secondo la tradizione essi sono benedetti dal divino e solo tramite attività sacrificali possono prevenire tutti i tipi di disastri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:11:56 UTC</pubDate>
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         <title>- TESSITURA : IL BROCCATO ZHUANG - 🧵🪡</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Come altre donne di altri gruppi etnici, le donne della popolazione Zhuang sono abili nella tessitura e nel ricamato, esse però si distinguono per i loro disegni unici in cotone filato e tessuto colorato. Il broccato Zhuang è rinomato per il suo colore, il suo splendore, la sua durabilità e il suo ampio uso che se ne può fare. Un’altra abilità consiste nella tessitura con la cera. Si possono ammirare l’ottima qualità dei tappeti, dei grembiuli, delle coperte, delle cinture, delle tovaglie e delle tende tutte fatte a mano e si possono acquistare per impreziosire le case di tutto il mondo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:20:07 UTC</pubDate>
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         <title>~LA FESTA DEL DIAVOLO 👹~</title>
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         <description><![CDATA[<p>Un altro festival importante della tradizione Zhuang è la “Festa del Diavolo”, che si tiene il 14 luglio del mese lunare, ed è considerata come importanza seconda solo al Capodanno cinese. In rispetto ai loro antenati, quel giorno gli Zhuang puliscono accuratamente le loro case e preparano un sacrificio di anatre, carne di maiale, vini e dolci. Nella speranza di un buon raccolto, gli Zhuang celebrano anche la “Festa dell’anima del bue” l’8 aprile del mese lunare, suonando i tamburi mentre fanno il bagno all’animale, che viene nutrito con del riso di cinque colori diversi (cucinato con diverse verdure per farlo diventare rosso, giallo, nero, viola e bianco).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:31:43 UTC</pubDate>
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         <title>~LA PASSIONE PER IL CANTO DEGLI ZHUANG 🎤~</title>
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         <description><![CDATA[<p>Gli Zhuang sono inoltre noti per la loro passione per il canto, tanto che le zone a maggioranza Zhuang sono chiamate “l’oceano delle canzoni”. Durante le stagioni agricole, le vacanze, le feste, i festival, i matrimoni e i funerali, gli Zhuang tengono il Gexu (fiera del canto), e in queste occasioni i giovani dei villaggi vicini indossano i loro costumi più belli e si riuniscono nel Gexu per cantare e potenzialmente incontrare il loro possibile partner. I testi sono di solito improvvisati e umoristici, e i cantanti si divertono sfidandosi con le loro qualità canore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:40:57 UTC</pubDate>
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         <title>LA CUCINA ZHUANG </title>
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         <description><![CDATA[<p>La cucina Zhuang, parte della cucina del Guangxi, è ricca di piatti unici che riflettono la loro cultura e le tradizioni locali. Tra i piatti tipici troviamo:</p><p><br/></p><p>Pesce di birra 🐟🍺:</p><p>Un piatto famoso di Yangshuo, dove le carpe fresche vengono arrostite con zenzero, peperoni verdi, pomodori e condimenti. </p><p><br/></p><p>Fructus Momordicae:</p><p>Una specialità di Guilin con proprietà medicinali, nota per rimuovere il calore e idratare i polmoni. </p><p><br/></p><p>Guo ba rou pian 🍲🥬🍛:</p><p>Filetti di maiale con riso croccante, un piatto tipico del Sichuan, che può essere trovato anche nella cucina Zhuang. </p><p><br/></p><p>Verdure fresche e spezie 🥒🥬🍅: La cucina Zhuang utilizza molta verdura fresca e spezie locali per creare piatti saporiti e aromatici. </p><p><br/></p><p>Riso e panini al vapore 🍚🍞:</p><p>Il riso e i panini al vapore sono alimenti di base nella cucina cinese, compresa la cucina Zhuang</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:43:01 UTC</pubDate>
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         <title>Medicina tradizionale zhuang </title>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>La medicina tradizionale dell’etnia Zhuang si basa su un forte legame tra corpo, natura e spiriti. Le malattie sono viste come squilibri con l’ambiente o l’influenza di spiriti.</p><p>I rimedi usati sono:</p><p>	•	<strong>Erbe locali</strong> : in decotti, impacchi o bagni.</p><p>	•	<strong>Cerimonie sciamaniche</strong>: lo sciamano  cura attraverso rituali spirituali.</p><p><br></p><p>Questa medicina è diversa da quella cinese tradizionale, ma in alcune zone si usano entrambe insieme. Oggi è riconosciuta come patrimonio culturale cinese.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 14:55:26 UTC</pubDate>
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         <title>- I PASSATEMPI DEI ZHUANG - 🏸</title>
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         <description><![CDATA[<p>I Zhuang hanno una cultura ricca e diversificata, con molti passatempi tradizionali:</p><p><br/></p><p>1)Canti popolari (山歌 – <em>Shange</em>):</p><p>I Zhuang sono famosi per i loro canti popolari improvvisati. Uomini e donne si sfidano in duetti, spesso durante le feste, esprimendo amore, saggezza o satira. È una forma d'arte e anche un passatempo sociale.</p><p><br/></p><p>2)Danza del tamburo di bronzo:</p><p>Legata a riti antichi e cerimonie religiose, oggi è una danza folkloristica praticata durante festival e celebrazioni.</p><p><br/></p><p>3)Festival e giochi tradizionali:</p><p>•<strong>Festival della Canzone del Terzo Mese Lunare</strong>: occasione per corteggiamenti, canti, danze e giochi come il tiro alla fune e gare di canto.</p><p>•<strong>Gare di barche drago</strong>: simili a quelle delle etnie Han, ma con caratteristiche locali.</p><p><br/></p><p>4)Giochi con oggetti tradizionali:</p><p>Vengono praticati giochi come il lancio del sacchetto di stoffa riempito (shǎi bāo), una sorta di palla leggera usata in attività simili alla pallamano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-09 15:13:09 UTC</pubDate>
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         <title>Storia Tibetana</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Rimangono poche testimonianze delle origini del Tibet. Però si sa che inizialmente era popolato solamente da pastori nomadi provenienti dall’Asia centrale. </p><p>Colui che venne considerato come il vero fondatore del Tibet è Re Songsten Gampo XXXIII, della dinastia di Yarlung. Nato nel 608 d.C., il Re decise di far diventare Lhasa la capitale del Tibet. </p><p>Nel 1391, nasce Gedun Khapa, il I Dalai Lama.</p><p>La Cina nel corso della storia da sempre aveva considerato il Tibet parte dell'Impero e cosi nel 1951 avvenne l’invasione dell’esercito cinese nel Tibet e a Lhasa su richiesta di rappresentanti governativi tibetani. Le autorità Cinesi inizialmente non interferivano nella politica interna del paese, lasciando il governo tibetano ad esercitare il suo potere. Ma successivamente la situazione deteriora.Dopo varie rivolte contro le autorità cinesi da parte del popolo tibetano, il Dalai Lama decide di fuggire.</p><p>La rivoluzione culturale negli anni dal 1966 al 76 portò studenti ed estremisti, agitati dal regime, a condannare ogni forma d’opinione diversa dalla loro e monasteri, templi ogni altra forma d’arte vennero distrutte. Il Dalai Lama non tornerà più in Tibet; la situazione del Tibet era critica.</p><p>Nel gennaio del 2000 fugge dal Tibet anche il quattordicenne Karmapa Lama, il secondo capo spirituale dei tibetani, attraversando a piedi l’Himalaya, per incontrare il Dalai Lama a Dharamsala in India. Circa 2500 tibetani lasciano la loro patria ogni anno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 11:29:42 UTC</pubDate>
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         <title>Cultura Tibetana</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La cultura tibetana è fortemente influenzata dal buddismo e dal lamaismo, che permeano l'arte, l'architettura, la musica e le feste della regione. Tra le espressioni più caratteristiche della cultura tibetana ci sono i templi e i monasteri buddisti, che erano anticamente delle città autonome, e le feste tradizionali come Losar, Shoton, Linka e la Festa del Bagno, che celebrano il ciclo della vita e della natura. </p><p>Importante nella cultura tibetana è la danza Xianzi, che unisce il ballo, il canto, la poesia e la musica strumentale. E anche i popoli, tibetano e cinese. Note e ritmi che guidano le famosissime “maniche volanti”, in grado di creare immagini affascinanti. Canti dei ballerini, l’uno verso l’altro, a esprimere le proprie emozioni. Passi ampi, lenti, leggeri ed eleganti, mentre i corpi riproducono i movimenti dei pavoni e le maniche compongono un dragone. Un’Arte che il sessantaseienne “zio Zhaxi”, musicista erede di questo patrimonio artistico e oggi maestro delle nuove generazioni, conosce bene da mezzo secolo.</p><p>Solitamente i Tibetani salutano amici o parenti con la formula "Tashi Delek", togliendosi il cappello e inchinandosi cortesemente. Inoltre, quando salutano una persona anziana o di riguardo, abbassano il cappello fino a terra in segno di rispetto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 11:31:21 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Hui: origini, lingua, religione e identità!</title>
         <author>patriziaraia45</author>
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         <description><![CDATA[<p>📍<strong> Origini e distribuzione geografica</strong></p><p>I Hui sono discendenti di mercanti, soldati e studiosi musulmani provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia centrale che si stabilirono in Cina durante le dinastie Tang, Song e Yuan. Nel corso dei secoli, si sono integrati nella società cinese, adottando la lingua e molti aspetti culturali dei Han, pur mantenendo la loro fede islamica.&nbsp; &nbsp;</p><p><br/></p><p>La popolazione Hui è distribuita in tutto il territorio cinese, con concentrazioni significative nelle province e regioni autonome di Ningxia (dove costituiscono la maggioranza), Gansu, Qinghai, Yunnan, Henan, Hebei, Shandong e Xinjiang.</p><p><br/></p><p>🗣️<strong> Lingua</strong></p><p>I Hui parlano principalmente il cinese mandarino e altri dialetti cinesi. A differenza di altre minoranze etniche cinesi, non hanno una lingua propria distinta, ma utilizzano talvolta termini arabi o persiani in contesti religiosi.</p><p><br/></p><p>🕌<strong> Religione</strong></p><p>La maggior parte dei Hui pratica l’Islam sunnita. La loro fede si riflette in pratiche quotidiane come l’adesione alle leggi dietetiche islamiche (ad esempio, l’astensione dal consumo di carne di maiale), l’osservanza del Ramadan e la partecipazione alla preghiera quotidiana. Le moschee Hui spesso combinano elementi architettonici cinesi e islamici.</p><p><br/></p><p>🧕<strong> Cultura e identità</strong></p><p>Nonostante la loro integrazione culturale con gli Han, gli Hui mantengono una forte identità religiosa e culturale. Le donne Hui possono indossare il velo, e gli uomini spesso portano un copricapo bianco durante le preghiere. Le loro comunità sono generalmente ben integrate nella società cinese, ma in alcune regioni hanno affrontato restrizioni religiose e culturali.&nbsp; &nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 14:01:52 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Hui: la cucina dei mercanti della provincia di Anhui!</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445051468</link>
         <description><![CDATA[<p>La provincia dell’Anhui con la sua cucina regionale è sempre stata considerata una delle province più povere della Cina, seppure siano trascorsi secoli da quando ha acquisito questa nomea e recentemente sia stata riscattata collocandosi nelle prime venti tra le province del paese. Questo status economico, aggiunto alla posizione geografica che la vede schiacciata da altre province che sembrano volerne violare il territorio così come avvenuto in diversi passaggi dinastici, potrebbero far pensare a una provincia minore. In realtà siamo di fronte a un luogo politicamente determinante in passato, ricchissimo di tradizioni, arte e cultura – compresa quella del cibo – determinate da una specificità: la figura e la posizione dei mercanti. Da questa classe sociale ha preso forma e consistenza la&nbsp;<strong>cucina Hui</strong>, &nbsp;della città di Huizhou, insieme alla capitale Hefei uno dei centri più attivi nella Cina imperiale.</p><p><br></p><p><strong>Gli ingredienti della cucina&nbsp;Hui</strong></p><p>Nella cucina dei mercanti, molti piatti venivano preparati durante le soste dei lunghi viaggi per esempio quelli sull’antica strada di Tunxi.&nbsp;<em>“Tanto olio, tanto colore e tanto fuoco</em>” era il primo motto nella preparazione dei piatti, con la fiamma modulata in base alle pietanze e alla colorazione desiderata. Anche il piccante aveva un ruolo importante, anche se non nell’uso iperbolico della cucina sichuanese, insieme agli ingredienti che si trovavano per strada: il pescato dai fiumi, volatili da cortile, selvaggina, il tutto contornato da verdure fresche e frutta appena raccolta. I declivi delle colline e le pendici montagnose offrivano poi erbe con funzioni medicamentose entrate nella preparazione dei piatti. Negli ingredienti, verdure selvatiche, rane, tartarughe e gamberetti di fiume, tutte destinati alla preparazione di zuppe e salse, si aggiungono anche germogli di bambù, foglie di tè e di lauro, funghi in quantità. La carne di maiale è rigorosamente evitata, e la carne di manzo, agnello e pollame è molto popolare.&nbsp;Il tutto accompagnato da riso, noodles e patate per una lista di un centinaio di ricette. </p><p><br></p><p><strong>Esempi di piatti tradizionali:</strong></p><ul><li><p><strong>Roujiamo:</strong>&nbsp;Panino farcito con carne (manzo o agnello) marinata, verdure e spezie.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Yangrou paomo:</strong>&nbsp;Pita imbevuta in zuppa di agnello, un piatto tipico di Xi'an.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Hot Pot:</strong>&nbsp;Una zuppa con carne, verdure e noodle, spesso condita con salsa piccante.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Dumplings:</strong>&nbsp;Ravioli ripieni di carne o verdure.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Zuppa di Wonton:</strong>&nbsp;Zuppa con ravioli piccoli ripieni di carne o verdure.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Piatto di riso glutinoso al miele:</strong>&nbsp;Un dolce tradizionale con riso glutinoso cotto al vapore e condito con miele.&nbsp;</p></li><li><p><strong>Tartaruga stufata: </strong>Una pietanza con cui si ostentava ricchezza, per via degli ingredienti utilizzati che ricreavano la combinazione dei cinque sapori.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 14:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>Festività Hui</title>
         <author>martinatafuti00</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Le tre maggiori festività Hui: <strong><em>Id-al-Fitr, Id-al Kurban e Il-Mouloud</em></strong> sono tutte di carattere religioso🕌.</p><p><br/></p><p>•Nel settebre del calendario islamico, tutti gli uomini e le donne adulti e in buona salute devono praticare un mese di digiuno, alla cui fine si celebra la festa <strong><em>Id-al Fitr</em></strong>, in cui si fanno il bagno e l'elemosina, si ascoltano i sermoni degli Imam, ci si augura reciprocamente pace e si prega per i defunti...</p><p><br/></p><p>•Settanta giorni dopo la festa di Id-al fitr, cioè il 10 dicembre del calendario islamico, ricorre l'<strong><em>Id al-Kurban</em></strong>, chiamata anche "Festa del sacrificio", corrispondente all'ultimo giorno del pellegrinaggio (haji) alla Mecca dei musulmani. In quel giorno si fa il bagno, si bruciano incensi e si osserva mezza giornata di digiuno.</p><p><br/></p><p>•La Festa <strong><em>Il-Mouloud</em></strong> commemora la nascita del profeta Maometto, corrispondente al 12 marzo del calendario islamico, ed anche la sua morte. Le attività commemorative sono tenute in generale nelle moschee, con la recita di testi sacri e sermoni sulla santità.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 15:21:26 UTC</pubDate>
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         <title>La Lingua Tibetana</title>
         <author>bangcherry00</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445089166</link>
         <description><![CDATA[<p>La lingua tibetana è una lingua tendenzialmente monosillabica: l’unità significativa più comune e fondamentale è la sillaba, da cui poi si realizzano vari gruppi famiglie terminologiche con significati affini.</p><p>Fa parte delle lingue tibeto-birmane.</p><p><br/></p><p>La scrittura tibetana ha avuto origine nel VII secolo, quando <strong>Thönmi Sambhota</strong> formulò un nuovo alfabeto basato su quello usato a quel tempo in India, la scrittura <strong>gupta</strong>: includeva trenta lettere e quattro segni vocalici.</p><p>Nella tradizione tibetana, l’arte della calligrafia era una disciplina molto rispettata e faceva parte integrante del curriculum scolastico, fin dai primi anni di studio.</p><p><br/></p><p>La lingua tibetana può essere suddivisa in:</p><p>-<strong>lingua classica</strong> (anche chiamata del “<strong><em>Dharma</em></strong>”);</p><p>-<strong>tibetano colloquiale</strong>: questo indica una varietà di dialetti, tra loro anche molto diversi, utilizzati per la comunicazione quotidiana.</p><p>A sua volta questo tipo può essere classificato in tre sottogruppi, sulla base delle tre regioni del Tibet = Ütsang, Amdo e Kham. Negli ultimi anni, in corrispondenza della diaspora, una lingua colloquiale basata sul dialetto <strong>Ütsang</strong> (del Tibet centrale) si è sviluppata come colloquiale <em>standard</em>: è denominata “<strong><em>chikä</em></strong>” ed è usata nelle comunicazioni via radio, tv, internet e così via.</p><p>-<strong>lingua letteraria moderna</strong>: è la corrispondente lingua scritta, più formale, che fa uso di un vocabolario e di caratteristiche grammaticali tratte dalla lingua colloquiale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 15:51:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il Buddismo Tibetano</title>
         <author>bangcherry00</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445091369</link>
         <description><![CDATA[<p>La religione autoctona del Paese è il cosiddetto Bon, una religione polidemonistica in cui la magia ha un’importanza notevole; dall’interazione con questa dottrina sciamanica deriva il carattere particolare del buddhismo tibetano.</p><p>Il buddhismo mahayana, nella forma tibetana chiamato spesso lamaismo, penetrò a fondo nel Paese. Il Dalai Lama, ritenuto un’incarnazione del Buddha della compassione, era il capo politico e spirituale del Paese.</p><p><br/></p><p><strong>🪷 « BUDDA FONDATORE »</strong></p><p>Buddha è stato senza dubbio un grande rivoluzionario: ha lasciato alle spalle la ricchezza materiale ed il potere di un regno, ma soprattutto, in un’India popolata dalle migliaia di Dei del pantheon Induista, gestito dai potenti brahamini, i sacerdoti dell’epoca, ha negato l’esistenza di un Dio creatore, per mettere nelle mani di ogni uomo la responsabilità dei suoi pensieri e delle sue azioni. Nasce la legge del Karma: il bene e il male sono la conseguenza delle nostre azioni.</p><p>“<em>Ogni Uomo è un Buddha inconsapevole</em> – dicono i Maestri – <em>eliminare il veleno dell’ignoranza dalla nostra mente significa scoprire Buddha in noi e in ogni essere vivente</em>.” È la fiducia verso l’essere umano, non più lupo o peccatore.</p><p>Il Grande Veicolo, il Mahayana, enfatizza il compito di portare ogni essere vivente alla liberazione dalle sofferenze e spinge l’individuo a lavorare profondamente su se stesso, ma sempre con la motivazione di aiutare gli altri. Per questo il Buddismo perde il suo connotato di religione per diventare, a seconda delle pratiche, scuola di pensiero, filosofia, psicologia, o una vera e propria dottrina sociale volta a creare una comunità di uomini attenti ai bisogni di tutti e in armonia con il Creato.</p><p><br/></p><p>Col passare dei secoli, in Tibet&nbsp;sono fiorite alcune tradizioni e scuole di pensiero che hanno posto&nbsp;l’accento su aspetti pratici diversi. Queste &nbsp;tradizioni restano&nbsp;però fondamentalmente fedeli agli Insegnamenti di Buddha e&nbsp;dei vari Saggi indiani che ne hanno spiegato il pensiero&nbsp;originario.</p><p>Le scuole di pensiero del buddismo tibetano sono quattro: Kagyupa,&nbsp;Nigmapa, Sakyapa e Helugpa.</p><p>Quest’ultima, attualmente la&nbsp;più diffusa, trae origine dagli insegnamenti di Lama Tzong&nbsp;Khapa (1357 – 1419), un grande Maestro che, sulla base del proprio&nbsp;studio e della propria esperienza meditativa, riordinò&nbsp;l’intero corpus dell’Insegnamento di Buddha in un’unica opera, che&nbsp;individua il percorso spirituale del praticante buddista.</p><p><br/></p><p>In tutto il paese sono presenti tantissimi luoghi di culto, dai grandi templi ai piccoli santuari immersi nella natura e nel silenzio. I grandi monasteri buddisti, abbarbicati sulle pendici delle montagne più alte del Tibet e del mondo, un tempo erano veri e propri insediamenti urbani, dove i monaci giungevano anche dai luoghi più remoti del pianeta per competere con altri monaci sulle proprie capacità oratorie e per recitare insieme i “mantra”, formule rituali ripetute incessantemente, compiendo con le mani i “mudra”, i gesti simbolici buddisti. L’invasione dell’esercito comunista cinese, decretò la crisi di questi centri spirituali, che solo recentemente hanno conosciuto una rinascita culturale, politica e religiosa. Uno dei monasteri più incredibili e più alti, è quello di Rongbuk</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 15:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>Festività tibetane 🪷</title>
         <author>alessiabruno00</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445118634</link>
         <description><![CDATA[<p>Il Tibet ha una cultura vastissima, tra cui moltissime festività tipiche. </p><p>Ci sono varie festività: <strong>Losar</strong>, ovvero il capidanno tipico; <strong>Shoton</strong>, festeggiato inizialmente solo nei monasteri poi fra tutta la popolazione; <strong>Linka</strong>, un festival estivo, <strong>Saga Dawa </strong>e infine la <strong>Festa del Bagno</strong>. </p><p>Tutte queste sono feste profondamente religiose e radicate nella cultura tibetana.</p><p><br/></p><p><strong>Losar:</strong></p><p>È la festività più importante e conosciuta in Tibet. Viene celebrato per 15 giorni ma i festeggiamenti più importanti sono nei primi 3 giorni:</p><ul><li><p>il primo giorno si estrae una bevanda chiamata <em>changkol</em> dal <em>chhaang</em>, un tipo di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Birra">birra</a> tibetana.</p></li><li><p>il secondo giorno è conosciuto come "Losar del Re". Tradizionalmente, il Losar è preceduto da cinque giorni di esercitazione con il <em>Vajrakilaya</em>, un coltello rituale.</p></li></ul><p><br/></p><p><strong>Shoton:</strong></p><p>Prima del XVI secolo era puramente religioso. I monaci andavano in ritirata per dozzine di giorni durante i quali fu loro proibito di uscire per evitare di uccidere eventuali insetti. Successivamente, i laici avrebbero donato loro yogurt.</p><p>Col passare del tempo questo evento, che si tiene l’ultimo giorno del sesto mese tibetano, divenne più una festività che una tradizione religiosa.</p><p><br/></p><p><strong>Linka:</strong></p><p>È celebrato ogni anno in estate e viene festeggiato per dare inizio alla stagione estiva, che ha alle basi l'amore e l'apprezzamento tibetano per la natura e la comunità.</p><p>È un momento per i tibetani di riunirsi all'aperto con famiglie e amici, condividere cibo e bevande tibetane, godersi la musica e ballare e crogiolarsi nel calore del sole.</p><p><br/></p><p><strong>Saga Dawa:</strong></p><p>Festa festeggiata durante il 4 mese, si festeggia Shakjamuni che nacque e divenne buddha raggiungendo il Nirvana proprio durante questo mese. Durante questa festa ci sono vari spettacoli in suo onore</p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>La festa del Bagno:</strong></p><p>Più che una festa può essere conosciuta come tradizione.</p><p>Ognuno partecipa a La festa del Bagno 3 volte nella propria vita: alla nascita, al matrimonio e alla morte; è infatti convinzione popolare di non dover fare il bagno a caso ma solo nei momenti più importanti della propria vita. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 16:37:11 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Tradizioni tibetane 🪷</title>
         <author>alessiabruno00</author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445130624</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Abbigliamento tipico🥻:</strong></p><p>Gli uomini tibetani portano i capelli lunghi legati in una crocchia e avvolti da un turbante rosso ma nell’ultimo periodo alcuni se li tagliano. </p><p>Le donne li legano in 2 trecce e le ragazze in una sola.</p><p>A causa del clima freddo le donne portano gonne e giacche di seta o stoffa con grembiuli dai colori vivaci e gli uomini pantaloni lunghi con una tunica spesso smanicata con una sorta di bretella in alto legata sulla destra, ampie fasce in vita e stivali di lana o cuoio; una o entrambe le maniche del cappotto vengono di norma lasciate libere e legate in vita. </p><p>Chi svolge invece il lavoro di pastore indossa a volte un indumento di vello di pecora invece della giacca.</p><p><br></p><p><strong>Usanze👥:</strong></p><p>È quotidianità salutare i propri amici o parenti con le parole "<em>Tashi Delek</em>", togliendosi il cappello e inchinandosi cortesemente. Invece quando si saluta una persona anziana il cappello viene abbassato fino a terra in segno di rispetto.</p><p><br></p><p>Per quanto riguarda le relazioni personali, tra gli usi delle persone tibetani c’è la poliandria, ovvero fratelli di una stessa famiglia che condividono una sola moglie, essenzialmente al fine di evitare la suddivisione della proprietà. </p><p>La monogamia è invece la norma tra le tribù di pastori, invece soprattutto tra i tibetani del Kham è praticata la poligamia.</p><p><br></p><p><strong>Cibi tipici</strong>🍜:</p><p>La cucina tibetana è sufficientemente nutriente, ben equilibrata e poco speziata. Gli alimenti principali su cui essa si basa sono la<em> </em>tsampa, una farina di orzo, e il grano. Il riso è tipicamente importato. Tra i vegetali e le erbe usate troviamo: rape, piselli, ravanelli, funghi e cipolle, rabarbaro e orecchie d’asino. Come frutta abbiamo invece uva spina, albicocche, pere, pesche e noci. Come carne viene consumata carne di yak, vitello, montone e maiale. Pesce e pollo sono severamente vietati a causa della religione.</p><p><br></p><p>Il tipico pasto tibetano è composto da una zuppa, un piatto di carne, uno di verdure e uno a base di riso o noodle. Il tutto è accompagnato da tè, spesso mescolato con la tsampa.</p><p>Come pasti tipici abbiamo: i momo, la thukpa, gli hipthuk e i thenthuk, poi lo shemdre, il damje, gli shya vale, lo yak sha, il lasha, la gyuma e infine il dresi. Come bevandi popolari abbiamo il bö cha e la chhang.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 16:56:21 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Iuguri: Prigione a Cielo Aperto </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli Iuguri: una “prigione a cielo aperto”</p><p>L’espressione descrive perfettamente la situazione drammatica che questa minoranza etnica vive nella regione Xinjiang, in Cina. Con “prigione a cielo aperto” si intende un controllo oppressivo operato dal governo cinese, che ha trasformato la regione con limitazioni estreme alla libertà personale.</p><p>A partire dal 2017, la situazione è peggiorata drasticamente:</p><p>•Campi di “rieducazione”: Si stima che oltre un milione di Iuguri siano internati in campi non ufficialmente classificati come carceri, ma di “rieducazione politica”. Le testimonianze parlano di lavori forzati, torture e abusi.</p><p>•Tecnologie di sorveglianza: Il governo ha installato telecamere dotate di riconoscimento facciale, app obbligatorie nei telefoni, e posti di blocco ovunque. Si parla di controllo totale su ogni aspetto della vita quotidiana.</p><p>•Distruzione della cultura uigura: Moschee demolite, testi religiosi vietati, insegnamento della lingua uigura ridotto.</p><p>Tutte queste misure estreme sono volte a snaturare l’identità religiosa e culturale della minoranza, con il pretesto della lotta al terrorismo e alla violenza estremista.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 17:10:03 UTC</pubDate>
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         <title>Luogo e vita quotidiana🎐</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Territorio⛰️:</strong></p><p>Il Tibet, ufficialmente regione autonoma del Tibet,&nbsp;è noto per la sua alta posizione geografica, essendo il più elevato altopiano del mondo, con un'altitudine media di circa 4900 metri. Gli antichi tibetani residenti sull’altopiano praticavano il seppellimento dei morti, mentre ora praticano il “funerale del cielo” e dell’acqua e la cremazione.</p><p><br/></p><p><strong>Quotidianità☀️:</strong></p><p>I tibetani professano il buddismo lamaista; di carattere cordiale ed aperto,&nbsp; eccellono nel canto e nella danza. Le canzoni tibetane sono molto melodiose, per lo più accompagnate da vari tipi di danze. La vita quotidiana dei tibetani&nbsp;è caratterizzata da un profondo legame con la natura, la religione e la cultura locale.&nbsp;I tibetani, in gran parte, praticano il buddhismo tibetano, che influisce su molte aspetti della loro vita, tra cui la spiritualità, l'etica e il comportamento sociale.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 20:05:56 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche fisiche e aspetto👨‍👩‍👦‍👦</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3445252658</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Adattamento al clima❄️:</strong></p><p>I tibetani hanno la leggendaria caratteristica di saper sopravvivere a&nbsp;temperature&nbsp;molto fredde e in situazioni ambientali caratterizzate da notevoli&nbsp;altitudini, come quelle presenti negli altopiani del Tibet. Le recenti ricerche di alcuni scienziati hanno portato alla luce un gene che migliora la&nbsp;saturazione dell'ossigeno.</p><p><br/></p><p><strong>Fisionomia tipica👤:</strong></p><p>I tibetani hanno solitamente pelle olivastra,&nbsp;capelli&nbsp;corti, molto spesso rasati a&nbsp;zero,&nbsp;occhi&nbsp;castani o verdi (quest'ultimo colore dovuto ad aspetti ereditari mongoli). Gli uomini spesso portano i&nbsp;baffi, mentre i&nbsp;nomadi&nbsp;hanno generalmente i capelli lunghi. I tibetani delle regioni centrali mostrano nelle loro origini una forte componente mongola. I gruppi nomadi degli&nbsp;altopiani, invece, (conosciuti anche come&nbsp;Drokpa) e i "Khampa" del Kham sono fisicamente più alti e longilinei, con alcune particolari caratteristiche come il naso aquilino. Si pensa che questi ultimi siano di discendenza&nbsp;scita. Nelle regioni a ovest, specialmente intorno a&nbsp;Ladakh&nbsp;e&nbsp;Kashmir, i gruppi di tibetani sembrano invece discendere dai popoli di origine indo-ariana.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-11 20:18:17 UTC</pubDate>
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         <title>L’abbigliamento dell’etnia Hui</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/aalsaav/pmjv5lndlinx6027/wish/3457271023</link>
         <description><![CDATA[<p>L’abbigliamento dell’etnia Hui riprende quello degli Han, con modifiche apportate dalla religione islamica.</p><p>Gli uomini sono soliti indossare il un panciotto bianco e come copricapo la papalina bianca.</p><p>Per le donne è molto importante il velo (Hijab) di un colore tra il bianco, nero, rosso o verde. Spesso indossano accessori (orecchini o gioielli).</p><p>Sia gli uomini che le donne usano scarpe di stoffa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-19 12:29:37 UTC</pubDate>
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