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      <title>Remake di Remake di IV A SEMPER by </title>
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      <description>Nulla divisio</description>
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      <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title>I sette re di Roma</title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Sette Re di Roma</div><div>sette re di roma<br><br></div><div>I Sette Re di Roma</div><div>On ottobre 3, 2016 | 0 Comments</div><div>Secondo la tradizione, <strong>sette re governarono Roma</strong> nel periodo che si colloca tra il<strong> 753 e il 509 a.C.<br></strong><br></div><div>I loro nomi e le date sono ovviamente il frutto di leggende e di ricostruzioni storiche posteriori, ma sono comunque utili ad illustrare la più antica organizzazione della città e le sue prime vicende storiche.<br><br></div><div><strong>Romolo.</strong> Il primo re fu Romolo, fratello di Remo e figlio di Rea Silvia (e perciò discendente di Enea) e del dio Marte. I due gemelli, abbandonati appena nati nel Tevere per sfuggire alla persecuzione del perfido zio Amulio (tiranno di Albalonga), che aveva spodestato suo fratello Numitore, furono allevati da una lupa.<br><br></div><div>Da adulti riuscirono a restaurare sul trono lo zio Numitore e decisero di fondare una nuova città che sarebbe stata governata da colui che avesse visto il più alto numero di avvoltoi volteggiare al di sopra del sito prescelto. Romolo vinse e fondò Roma sul colle Palatino. La nuova città fu presto popolata<br>con malfattori locali e donne Sabine rapite.<br><br></div><div>Romolo sparì misteriosamente durante una tempesta e fu in seguito venerato come un dio, con il nome di Quirino.<br><br></div><div><strong>Numa Pompilio.</strong> Numa Pompilio fu il successore di Romolo. La tradizione riporta che egli diede un’organizzazione religiosa alla città (ispirato dalla ninfa Egeria), istituendo il calendario e i principali collegi sacerdotali.<br><br></div><div><strong>Tullo Ostilio.</strong> Il re successivo fu Tullo Ostilio, un guerriero che diede a Roma l’egemonia sulle popolazioni circostanti e che riuscì a conquistare la più grande città vicina, che all’epoca era Albalonga, grazie alla leggendaria vittoria degli Orazi sui Curiazi.<br><br></div><div><strong>Anco Marcio.</strong> Il quarto re di Roma fu Anco Marcio che rimane famoso per la sua espansione territoriale. Secondo la leggenda egli fondò la colonia di Ostia e fu il primo a promuovere opere pubbliche, come il ponte Sublicio, le saline, la prima prigione pubblica, etc.<br><br></div><div>Gli ultimi tre re di Roma erano Etruschi, una tradizione che richiama la estesa influenza politica e commerciale di queso popolo che durò per un periodo abbastanza lungo.<br><br></div><div><strong>Tarquinio Prisco.</strong> Il primo si chiamava Tarquinio Prisco ed eresse edifici pubblici grandiosi, come il Circo Massimo, il più antichi portici del Foro e il Tempio di Giove Capitolino, protettore della città.<br><br></div><div><strong>Servio Tullio.</strong> Seguì Servio Tullio, noto per la costruzione della nuova cinta di mura urbane (dette appunto “Serviane”) che circondava i sette leggendari colli di Roma.<br><br></div><div>Questo re di umili origini è anche noto per aver dato un nuovo ordine alle assemblee pubbliche e per aver eretto il Tempio di Diana sul colle Aventino.<br><br></div><div><strong>Tarquinio il Superbo.</strong> Il settimo ed ultimo re di Roma fu Tarquinio il Suberbo che tentò di istaurare un governo tirannico. Secondo la leggenda scoppiò una rivolta in conseguenza del suicidio della giovane Lucrezia, che si era tolta la vita a causa degli insulti che aveva ricevuto dal figlio del re.<br><br></div><div>La rivolta si concluse con la messa al bando di Tarquinio e l’istituzione della repubblic<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Ave IV a</title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Mito di fondazione di Roma.</title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Amulio e Numitore erano due fratelli che,nell'antico Lazio,si contendevano il trono della città di Albalonga.  Quando Amulio riuscì a cacciare suo fratello,costrinse la figlia di lui (Rea Silvia) a diventare vestale,in modo che non si sarebbe potuta sposare e non avrebbe potuto generare figli,possibili rivali al trono.  Ella però fu amata dal dio Marte e così nacquero due gemelli,Romolo e Remo. Amulio,infuriato,ordinò che i neonati fossero uccisi immediatamente, ma la guardia non ebbe il coraggio di compiere quell'atto così violento e crudele. I due bimbi vennero affidati al fiume Tevere,in una cesta,nella speranza che qualcuno li trovasse e si prendesse cura di loro. Lo stesso giorno una lupa che era andata a bere al fiume,udì il vagito dei due gemelli,così li portò a riva,li riscaldò e li nutrì con il suo latte. Dopo poco tempo,passò di lì il pastore Faustolo che,senza pensarci,portò i due gemelli da sua moglie che li crebbe come figli mai avuti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, mito di fondazione</title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rea Silvia, figlia di Numitore, nipote di Amulio e discendente di Enea, fu costretta dallo zio a fare voto di castità per non avere discendenti, dato che i due fratelli si contendevano il comando sulla città di Albalonga. Il Dio Marte, però, si invaghì della fanciulla, la portò a forza nei boschi e la violentò, facendola madre dei gemelli Romolo e Remo. Per ordine dello zio Rea Silva fu mandata a morte, dato che aveva infranto il voto di castità e il corpo fu gettato nel fiume Aniene, che ebbe pietà di lei e la resuscitò, I gemelli furono affidati a due schiavi, con l'ordine di essere affidati alla corrente del fiume. Il fiume si ritirò e la cesta con i due bambini si fermò ai piedi di un albero. I vagiti dei neonati attirarono una lupa che era andata al fiume per abbeverarsi e iniziò ad allattare i gemelli. In seguito un pastore, di nome Faustolo, trovò i gemelli e li crebbe come suoi figli insieme alla moglie Acca Laurentis <br>bE</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title>La tradizione indica molto precisamente il giorno,l&#39;anno e il luogo della fondazione di Roma:il 21 Aprile del 753 a.C. sul colle Palatino.Si tratta di una data del tutto convenzionale,stabilita da Marco Terenzio Varrone nel I secolo a.C. sulla base dei calcoli astrologi effettuati dal suo amico Lucio Taruzio. Secondo la leggenda, dopo la distruzione della città di Troia da parte dei Greci,Enea e un gruppo di compagni giungono sulle coste del Lazio.Qui Enea sposa Lavinia,figlia di </title>
         <author>marabat03</author>
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         <title>I sette re di Roma e i Penati</title>
         <author>marabat03</author>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title>I Penati</title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[<div>I <strong>Penati</strong> erano le divinità domestiche tutelari della dispensa e degli alimenti ma anche dell’unione della famiglia: erano rappresentati con una statuetta di terracotta (come quella che, secondo la tradizione, <a href="http://www.studiarapido.it/enea-eroe-omerico-e-virgiliano/"><strong>Enea</strong></a> curò di portare con sé fuggendo da Troia e che era stata dapprima custodita a Lavinio, da lì portata poi ad Albalonga e infine a Roma) posta nel <em>penitus</em>, la parte più interna della casa, dove risiedeva la “dispensa” (in latino <em>penus</em>). Era trasmessa in eredità alla stregua dei beni patrimoniali.<br><br></div><div>Gli avvenimenti più significativi della famiglia si svolgevano alla presenza di Lari e Penati: nascite, morti, alleanze tra famiglie, felicitazioni per onorificenze ricevute, giuramenti ecc., tutto insomma avveniva davanti a loro, come se fossero materialmente presenti. Le statuette venivano adornate di fiori; il <em>pater familias</em> (colui che esercitava l’autorità) recitava le preghiere di rito; in speciali piattini venivano loro offerte piccole porzioni di vivande, in modo che i numi tutelari fossero sempre resi partecipi di tutto ciò che veniva consumato alla mensa della casa.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marabat03</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA FINE DELLA MONARCHIA ROMANA<br>Secondo la leggenda <strong>Tarquinio il Superbo</strong> fu cacciato nel 509 a.C., scacciato da una <strong>ribellione della popolazione romana</strong>; motivo della rivolta cittadina fu l'oltraggio che <em>Sesto</em>, figlio di Tarquinio, recò a <em>Lucrezia</em>, moglie del nobile <em>Collatino</em>, a causa della quale la donna si uccise per l'offesa subita. Collatino incitò l'esercito a ribellarsi a Tarquinio e questi fu obbligato a fuggire da Roma.<br><br></div><div><br>Gli <strong>storici</strong> ritengono, invece, che la causa della caduta della monarchia sta, non solo nella rivolta popolare, ma anche nell'<strong>importanza economica e politica</strong> che <strong>Roma</strong>aveva acquisito nel VI secolo: era diventata la <strong>città più importante del basso Lazio</strong>.<br><br></div><div><br>L'aumento della popolazione romana aveva portato <strong>impossibile gestire gli impegni di governo al solo sovrano</strong> che, quindi, si era attorniato di collaboratori scelti anche tra i plebei benestanti e tra gli amici di origine etrusca.<br><br></div><div><br>Altra mancanza fu quella, da parte di Tarquinio, di non nominare nuovi senatori in sostituzione di quelli decaduti, facendo così perdere il vigore e il peso politico a questo organo.<br><br></div><div><br>Tarquinio il Superbo si era, poi, eretto ad unico giudice supremo di tutte le cause civili e penali, svolgendo il suo ruolo in modo <strong>dispotico ed arbitrario</strong>. Partendo da questa situazione, l'offesa recata da Sesto ai comuni sentimenti morali consacrati dalla tradizione, non fece che dare un motivo ai patrizi per insorgere in <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marabat03</author>
         <link>https://padlet.com/marabat03/pmdch25yy3he/wish/202066204</link>
         <description><![CDATA[<div>IL MITO DI LUCREZIA<strong><br>Lucrezia</strong> (in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a>: <em>Lucretia</em>; ... – <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Collatia">Collatia</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/509_a.C.">509 a.C.</a>) figlia di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Spurio_Lucrezio_Tricipitino">Spurio Lucrezio Tricipitino</a> e moglie di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucio_Tarquinio_Collatino">Collatino</a>, è una figura mitica della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Roma">storia di Roma</a> legata alla cacciata dalla città dell'ultimo re <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tarquinio_il_Superbo">Tarquinio il Superbo</a><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-EutropioI.8-1"><sup>[1]</sup></a><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-LivioPeriochae1.49-2"><sup>[</sup></a>Secondo la versione di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tito_Livio">Livio</a>sull'istituzione della Repubblica, l'ultimo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_regia_di_Roma">re di Roma</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tarquinio_il_Superbo">Tarquinio il Superbo</a>, aveva un figlio di nome <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sesto_Tarquinio">Sesto Tarquinio</a>. Durante l'assedio della città di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ardea">Ardea</a>,<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-EutropioI.8-1"><sup>[1]</sup></a> i figli del re assieme ai nobili, per ingannare il tempo, tornando nascostamente a Roma, si divertivano a vedere ciò che facevano le proprie mogli durante la loro assenza. <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucio_Tarquinio_Collatino">Collatino</a>sapeva che nessuna moglie poteva battere la sua Lucrezia in quanto a pacatezza, laboriosità e fedeltà. Così portò con sé gli altri nobili, tra cui Sesto Tarquinio, a visitarla nel pieno della notte: poterono constatare che Lucrezia stava tessendo la lana con le sue ancelle, mentre le nuore del re si divertivano in banchetti e orge.<br><br></div><div><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tito_Livio"><br>Tito Livio</a> racconta che Sesto Tarquinio, invitato a cena da Collatino, conobbe la nobildonna, se ne invaghì per la bellezza e la provata castità, e fu preso dal desiderio di averla a tutti i costi.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a>Qualche giorno più tardi, Sesto Tarquinio, all'insaputa di Collatino, andò a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Collatia"><em>Collatia</em></a> da Lucrezia che, ignorando le sue reali intenzioni, lo accolse in modo ospitale. Terminata la cena, andò a coricarsi nella stanza degli ospiti. Nel pieno della notte si recò nella stanza di Lucrezia con la spada e la immobilizzò<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-LivioI.2C58-4"><sup><br></sup></a>Mentre Sesto le dichiarava il suo amore, alternando suppliche a minacce, la povera donna, colta da terrore, capì che rischiava la morte. Vedendo che Lucrezia era irremovibile, Sesto minacciò di ucciderla e di disonorarla: avrebbe infatti sgozzato un servo e glielo avrebbe accostato nudo accanto. Lucrezia cedette e Sesto ripartì soddisfatto.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-LivioI.2C58-4"><sup>[4]</sup></a> Lucrezia inviò un messaggero al padre a Roma e al marito ad <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ardea">Ardea</a>, pregandoli di raggiungerla al più presto, insieme a un amico fidato, poiché era successa una cosa tremenda. <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Spurio_Lucrezio">Spurio Lucrezio</a> giunse insieme a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Publio_Valerio_Publicola">Publio Valerio</a>, figlio di Voleso, e Collatino insieme a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucio_Giunio_Bruto">Lucio Giunio Bruto</a>.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_(Roma)#cite_note-LivioI.2C58-4"><sup>[4]</sup></a> In presenza dei suoi cari, Lucrezia in lacrime raccontò l'accaduto e si trafisse il petto con un pugnale, che nascondeva sotto la veste<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-31 10:56:15 UTC</pubDate>
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         <author>marabat03</author>
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         <title></title>
         <author>marabat03</author>
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         <title>Lucrezia</title>
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         <description><![CDATA[<div>secondo la storia raccontata in&nbsp; particolare dallo storico romano Tito Livio e dallo storico greco Dionigi di Alicarnasso,lo stupro subito da Lucrezia per opera del figlio del re di roma e il suicidio conseguente furono la causa della rivoluzione che&nbsp; rovesciò la monarchia e stabilì la Repubblica Romana.<br>L'incidente diede corpo alle fiamme d'insoddisfazione che i romani avevano verso i metodi tirannici dell'ultimo re di Roma,Lucio Tarquinio il Superbo. Come risultato,le famiglie importanti diedero inizio a una Repubblica,guidata dalla famiglia di Tarquinio Da Roma. La difesero dagli attacchi subiti dalla gente etrusca e latina.<br>L'inizio della Repubblica fu segnato dalla prima apparizione di due consoli eletti su base annua;uno dei primi due consoli fu Lucio Tarquinio Collatino,marito di Lucrezia.<br><br></div>]]></description>
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