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      <title>Luoghi della Resistenza: dove nacque la libertà. by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-04-02 09:15:31 UTC</pubDate>
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         <title>Martiri di Mirano del 10-11 dicembre 1944</title>
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         <description><![CDATA[<p>L'episodio di Mirano si inserisce nel quadro della Resistenza nel territorio veneto durante l'occupazione nazifascista. I sette giovani uccisi erano partigiani della compagnia Luneo-Salzano, formazione costituita nell'aprile 1944 che operava nei territori di Mirano, Salzano e Martellago, sotto il comando di Bruno Tomat, ex sergente dei bersaglieri. <br>Questi partigiani vivevano con le proprie famiglie e svolgevano normali attività lavorative durante il giorno.<br>Nel dicembre 1944, gran parte dei membri della Luneo furono arrestati e reclusi nella Casa del fascio di Mirano. Gli arresti avvennero in seguito a due eventi: la cattura dei fratelli Libralesso (capi di una banda criminale in contatto con alcuni partigiani) e soprattutto il tradimento di Bruno Scalmana, un infiltrato che si spacciava per medico.<br>L'eccidio si svolse in due momenti. Il 10 dicembre 1944: Mosè Bovo (22 anni) venne ucciso nell'aia di casa sotto gli occhi della madre per essersi rifiutato di seguire i brigatisti che volevano condurlo alla Casa del fascio mentre nella notte tra 10 e 11 dicembre 1944: dopo lunghe torture nella Casa del fascio, furono fucilati 6 ragazzi dai 18 ai 22 anni: Cesare Chinellato, Bruno Garbin, Giovanni Garbin, Cesare Spolaor, Severino Spolaor e Giulio Vescovo <br>I sei corpi furono disseminati in vari angoli della piazza di Mirano ed esposti per ore all'attenzione dei cittadini, che si recavano in centro per il tradizionale giorno di mercato.<br>Nel 1975 è stato collocato il monumento "Al Partigiano" di Augusto Murer per commemorare la morte dei giovani partigiani.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-02 18:39:51 UTC</pubDate>
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         <title>Eccidio Nazifascista di Padova del 17 Agosto 1944</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il motivo scatenante fu l'assassinio, a colpi di arma da fuoco, del colonnello fascista Bartolomeo Fronteddu e del suo autista. Senza attendere il completamento delle indagini e senza prove certe della colpevolezza dei partigiani, il prefetto di Padova Federico Menna ordinò immediatamente una rappresaglia.<br>Il 17 agosto 1944, dieci detenuti furono prelevati dal carcere Paolotti (oggi sede universitaria).<br>Tre furono impiccati In via Santa Lucia: Flavio Busonera, Clemente Lampioni e Ettore Caldironi.<br>A causa delle corde troppo lunghe, le vittime non morirono subito ma soffocarono lentamente mentre venivano tenute verso il basso dai boia nazisti.<br>Sette persone invece furono fucilate alla caserma di Chiesanuova: Luigi Pierobon, Primo Barbiero, Pasquale Muolo, Cataldo Pressici, Antonio Franzolin, Ferruccio Spigolon, Saturno Bandini.<br>Dopo la guerra, fu avviata un'indagine per punire i responsabili dell'eccidio. Il prefetto Federico Menna fu inizialmente condannato a morte in contumacia dalla Corte d'Assise Straordinaria di Padova il 24 ottobre 1946. Successivamente, nel 1950, la pena fu commutata in ergastolo e poi ulteriormente ridotta e in parte amnistiata.<br>Ogni anno, il 17 agosto, si tengono due commemorazioni pubbliche: una davanti alla lapide di via Santa Lucia, dove avvenne l'impiccagione e un'altra alla caserma di Chiesanuova, successivamente intitolata a Luigi Pierobon<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-02 18:43:19 UTC</pubDate>
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         <title>Parco delle Rimembranze a Mira</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il Parco delle Rimembranze è una grande opera commemorativa dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, inaugurato nel 1925. </p><p>Nell'ingresso è presente un grande arco in marmo la cui facciata presenta ai propri lati due grandi epigrafi. L’epigrafe di sinistra riporta integralmente il proclama di Vittorio Emanuele III del 24 maggio 1915, dedicato all’esercito e alla marina; quella di destra riporta l’ultimo bollettino di guerra lanciato dal Generale Diaz la sera del 4 novembre 1918. </p><p>Il parco è stato progettato con vialetti, piante e oltre duecento colonnine segnate all’interno con il nome di ogni caduto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-02 18:48:57 UTC</pubDate>
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         <title>Museo del Risorgimento e della Resistenza a Vicenza</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il museo raccoglie le memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d'Italia, con particolare attenzione alle vicende storiche belliche legate alla città. I documenti e i cimeli delle raccolte portano infatti la testimonianza degli avvenimenti vicentini e nazionali e, in qualche caso, europei, in particolare le vicende belliche che vanno dalla prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte nel 1796, alla seconda guerra mondiale e la lotta di liberazione (1943 - 1945). </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-02 18:51:42 UTC</pubDate>
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