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      <title>Socrate by Benedetta</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-16 13:42:50 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>benedetta84</author>
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         <description><![CDATA[<p>Socrate nasce tra il 470 e il 469 avanti Cristo ad Atene. Figlio di Sofronisco e di una levatrice, Fenarete.</p><p>Sposato con Santippe, ha tre figli: sua moglie ha fama di donna bisbetica e difficilmente sopportabile. </p><p>Socrate non ha lasciato nessuno scritto, e tutto ciò che oggi sappiamo sulla sua vita e sul suo pensiero deriva dalle opere dei suoi discepoli, primo tra tutti Platone.</p><p>Esponente tra i più importanti della tradizione filosofica occidentale, Socrate dialoga nelle piazze e nelle strade della città con numerosi giovani, che rimangono ammaliati dalla sua dottrina. Tuttavia, viene scambiato da alcuni per un sofista che attacca i politici in maniera diretta e imprudente, accusandoli di non essere, in realtà, sapienti: pertanto, viene considerato un nemico politico molto pericoloso, in quanto mette in dubbio valori che i capi del governo pensano di gestire e imporre ai cittadini senza problemi. Insomma, le sue parole lo rendono inviso a molte persone, e così nessuno si stupisce quando Anito e Licone, esponenti del regime democratico, si servono di un letterato fallito ma ambizioso, il giovane Meleto, come prestanome per accusarlo in tribunale di non credere negli dei, di contestare la sacralità delle leggi e di corrompere i giovani attraverso l'insegnamento di dottrine che puntano al disordine sociale.</p><p>Socrate viene quindi accusato di ateismo e empietà. In difesa di Socrate, si offre Lisia: la sua proposta, tuttavia, viene rifiutata, in quanto l'imputato non vuole essere confuso con i sofisti.</p><p>Durante il processo, emerge che egli risulta odiato dai politici, mentre chi non lo conosce lo reputa un sofista. </p><p>Il processo ha luogo nel 399 avanti Cristo, davanti a una giuria composta da 501 cittadini: l'imputato, a differenza delle abitudini tipiche degli accusati dell'epoca, non porta la propria famiglia in tribunale allo scopo di impietosire i giudici, e non cerca di difendersi dalle accuse; semplicemente, contesta direttamente le basi del processo. Viene, tuttavia, riconosciuto come colpevole, anche se per un numero di voti ristretto, trenta.</p><p>Rifiuta l'esilio. Anche se consapevole di essere vittima di una condanna ingiusta, Socrate accetta il carcere, rifiutando le offerte di fuga avanzategli dai suoi discepoli. Secondo il principio per cui è preferibile subire un'ingiustizia invece che commetterla, Socrate va incontro alla morte, bevendo cicuta come stabilito dai giudici.</p><p>La sua ultima giornata si svolge davanti ai suoi discepoli e ai suoi amici: si parla del destino dell'uomo dopo la morte e dell'immortalità dell'anima. Dopo essersi lavato in una stanza a parte per agevolare il lavoro delle donne che dovranno accudire il suo cadavere, saluta i figli e li invita ad andare via. Beve il veleno portatogli dal boia, e nel giro di pochi minuti le sue membra si paralizzano e si raffreddano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-16 14:39:50 UTC</pubDate>
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