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      <title>Primo Levi by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-11 13:38:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraballaben</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo Levi è uno scrittore italiano, autore di racconti, che grazie a poesie, saggi, memorie e romanzi ci ha lasciato delle testimonianze della sua terribile esperienza ad Auschwitz.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-11 13:39:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraballaben</author>
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         <description><![CDATA[<div>Personalmente ho molto apprezzato Primo Levi come scrittore poiché grazie ai suoi testi e alle sue poesie aiuta a non dimenticare la terribile strage della Seconda Guerra Mondiali e a sensibilizzare l'argomento. Inoltre è veramente incredibile come in poesie così semplici come "Se questo è un uomo" possa trasmettere e rivelare ciò che per anni è rimasto solo nascosto all'interno di quattro preti.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-11 15:07:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lserena71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo Levi durante la sua vita scrisse molte opere, alcune molto celebri nella letteratura italiana; in questo paragrafo troviamo le principali.&nbsp;<br>SE QUESTO È UN UOMO: narra la storia di come lo scrittore è riuscito a sopravvivere alla deportazione ad Aushwitz, dal campo in cui era stato internato dopo la cattura da parte dei fascisti nel 13 dicembre 1943; è la sua opera più famosa diventata un classico della letteratura mondiale.&nbsp;<br>LA TREGUA: è il “seguito” della poesia "Se questo è un umo".&nbsp;<br>IL SISTEMA PERIODICO: è un libro sulla chimica e sulla vita molto diverso dalle sue opere più famose; è scritto in modo ironico: per ogni elemento chimico corrisponde un racconto della sua vita.&nbsp;<br>I SOMMERSI E I SALVATI: è l’ultimo grande lavoro di Levi sull’inferno che ha vissuto; l’autore indaga il sistema vitale che si creano in un campo come Aushwitz. Inoltre, il libro narra dell’impossibilità di perdonare e perdonarsi, visto anche l’impossibilità di Levi di convivere con ciò che ha vissuto, è un libro intimo e crudo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-11 15:31:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraballaben</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo Levi nacque a Torino il 31 luglio 1919. Suo padre e sua madre erano di origini ebraiche. Il padre Cesare, laureato in ingegneria elettronica, esercitò sul figlio una profonda influenza, trasmettendo gli interessi per la scienza e la letteratura che diventeranno tratti salienti della sua personalità. Nel 1930 Primo Levi si iscrisse al ginnasio D'Azeglio di Torino e, successivamente, dal 1934 al 1935, frequentò il liceo. Quasi al termine dei suoi studi, mentre si stava per laureare in chimica, le leggi razziali entrarono in vigore e gli impedirono di terminare gli studi poichè non trovava un relatore per la sua tesi. Alla fine si laureò con lode nel 1941. In quel stesso periodo ebbe difficoltà economiche che, sommate alle leggi razziali resero affannosa la ricerca di un impiego. Dopo l'8 settembre 1943, si rifugiò in montagna entrando a far parte di un nucleo partigiano antifascista operante in Valle d'Aosta. Il 13 dicembre 1943, venne arrestato dalla milizia fascista nel villaggio di Amay. Alla fine morì nel 1987 a Torino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-14 15:43:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>auroraballaben</author>
         <link>https://padlet.com/auroraballaben/pg0jkcgbqaolyrzw/wish/1417096371</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo essere stato catturato nel villaggio di Amay preferì dichiararsi ebreo piuttosto che partigiano, venendo così trasferito nel campo di Fossoli, a Modena. A febbrai del 1944 fu portato insieme ad altri prigionieri al campo di Auschwitz, dove rimase per quasi un anno. Levi attribuisce la sua sopravvivenza a una serie di circostanze fortunate ovvero: il fatto che, essendo un chimico ebbe la fortuna di lavorare in una fabbrica, quindi al riparo dal freddo e dalle intemperie; inoltre rimase per poco tempo nel campo (meno di un anno) e, a distanza di poco tempo dalla liberazione, non partì per le marcie della morte (durante le quali invece morì un suo caro amico, Alberto) ma rimase in infermeria perché  ferito; e per ultima, ma non meno importante, aveva delle competenze elementari in tedesco che gli permisero di comunicare con le SS.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-14 15:47:17 UTC</pubDate>
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