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      <title>IL JAZZ by </title>
      <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28</link>
      <description> Il jazz è un genere musicale nato negli Stati Uniti, tra l&#39;ottocento e il novecento dall&#39;incrocio di canti di lavoro africani, portati in America come schiavi, e cultura di coloni bianchi. L&#39;origine del nome però è tuttavia ancora incerta, c&#39;è chi l&#39;attribuisce alla lingua francese, da “jaser” ( ciarlare, chiacchierare), e chi all&#39;espressione generale di New Orleans. Siamo nel tempo in cui i neri venivano trattati come schiavi, senza alcun diritto civile, gli era permesso solamente intonare canti nelle ore di lavoro ( work song o plantations song ), questi canti, servivano anche come ulteriore sfogo e spesso avevano funzioni responsoriali: succedeva che una persona intonando una frase faceva scattare una serie di risposte ritmate. Il Re del Jazz considerato l&#39;ambasciatore Luis Armstrong
fuhttps://www.youtube.com/watch?v=kmfeKUNDDYs 

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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-23 14:43:28 UTC</pubDate>
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         <title>video di Lui Armstrong</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
         <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28/wish/173416397</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/wyLjbMBpGDA">https://youtu.be/wyLjbMBpGDA</a><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 15:08:30 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;improvvisazione</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
         <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28/wish/173417783</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno degli aspetti peculiari del jazz, che lo differenziano dalla musica classica, è <strong>l’improvvisazione</strong>. Cercheremo ora di spiegare cos’è e quali sono le procedure utilizzate dai musicisti.</div><div>Di solito quando si parla di improvvisazione sia nella musica sia nel quotidiano si fa riferimento a un atteggiamento misto di libertà ed anarchia, che non ha regole e schemi. Al contrario chi improvvisa attua in tempo reale tutta una serie di operazioni complesse che, nella musica classica, vendono racchiuse nel termine “composizione”. L’istantaneità del procedimento, e la bravura dei musicisti jazz, fanno si che l’improvvisazione sia quindi una <strong>composizione istantanea</strong>. </div><div>Alla base della differenza tra la musica classica e la musica jazz sono due elementi fondamentali:</div><div>-          <strong>separazione dei ruoli</strong> tra il musicista (esecutore) e l’autore (compositore). La bravura del musicista sta in quanto si avvicina all’idea del compositore.</div><div>-          prevalenza della <strong>trasmissione scritta</strong> del sapere sulla trasmissione orale. E quindi nella musica classica c’è prevalenza della notazione musicale sulla capacità di invenzione e sull’originalità.</div><div> </div><div>Nel jazz, al contrario, la figura dell’esecutore, compositore, arrangiatore è racchiusa in un’<strong>unica</strong> <strong>persona</strong> che con la sua personalità rende “originale” e diversa ogni brano ed esecuzione. Il jazzista ha inoltre una voce strumentale assolutamente unica che lo differenzia dagli altri. </div><div>La <strong>trasmissione </strong>nel jazz avviene prevalentemente per <strong>via sonora ed orale</strong>. Per questo motivo è così importante il <strong>disco</strong> come strumento di trasmissione della musica rispetto allo spartito e alla notazione. Il jazzista usa prevalentemente l’oralità per comunicare con gli altri perché la notazione non è sufficiente. Il jazzista usa anche la notazione ma non solo.</div><div> </div><div>La prima forma di improvvisazione è la “<strong>variazione sul tema</strong>”. Si tratta di un procedimento molto noto ed utilizzato anche nella musica classica sebbene a un certo punto “le variazioni” non venivano composte al momento (cioè improvvisate) ma venivano scritte e quindi divenivano delle altre composizioni scritte. <br><br>IMMAGINE DI UN SASSOFONISTA CHE IMPROVVISA</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 15:13:34 UTC</pubDate>
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         <title>LA STORIA</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
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         <description><![CDATA[<div>A NEW ORLEANS NASCE IL JAZZ: La storia del jazz inizia quando alcuni uomini neri, sfruttando strumenti che i bianchi non usavano più, come pianoforti scordati e trombe della guerra civile, iniziavano a suonare e spesso ad improvvisare strane melodie. Gradualmente, attraverso la libera espressione musicale, si sviluppò un nuovo stile diverso dagli altri: il jazz. Il suo centro di sviluppo fu New Orleans in Louisiana, alla foce del Mississipi. Dopo l'abolizione della schiavitù ( 1865 ) molti neri andarono nella cittadina per trovare lavoro; le loro condizioni civili erano migliorate e gli era permesso di ritrovarsi in magazzini abbandonati per fare musica. Molti di loro lo facevano per racimolare qualche soldo anche perché in quegli anni al nero, era permesso solo emergere nel campo musicale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 15:26:45 UTC</pubDate>
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         <title>Le formazioni jazz più comuni sono:</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
         <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28/wish/173422624</link>
         <description><![CDATA[<div>- il duo<br>- il trio<br>- il quartetto<br>- il quintetto<br><br><br>ESEMPIO DI UN TRIO JAZZ<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 15:29:10 UTC</pubDate>
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         <title>IL SASSOFONISTA DI PINO DANIELE</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
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         <description><![CDATA[<div>JAMES SENESE<br><a href="https://youtu.be/_K7efYcRtA4">https://youtu.be/_K7efYcRtA4</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 15:41:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>pignataro_luigi</author>
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         <description><![CDATA[<div>QUARTETTO JAZZ<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 16:11:16 UTC</pubDate>
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         <title>Cava de’ Tirreni: al Moro, Paolo Fresu in Devil Quartet</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
         <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28/wish/173435729</link>
         <description><![CDATA[<div>Sarà il jazz coinvolgente di <strong>Paolo Fresu </strong>e la sua nuova formazione del<strong> “Devil Quartet”, </strong>ad animare<strong>venerdì 4 dicembre</strong> una serata dedicata alla grande musica sul palcoscenico del locale di Cava de’ Tirreni (Sa) per un nuovo appuntamento di <strong>MoroInJazz,</strong> la rassegna musicale organizzata da Gaetano Lambiase, che unisce i concerti di musica jazz nel pub del Borgo Scacciaventi che si ispira alla tradizione del jazz nei club. <strong>Fresu</strong>, oltre ovviamente alla tromba,  <strong>venerdì 4 dicembre</strong> <strong>a partire dalle ore 22.30</strong> suonerà in quest’occasione anche il flicorno: col suo incredibile talento e con l’abilissimo e colorato inserimento di un po’ d’effettistica elettronica, darà vita ad uno spettacolo musicale jazz d’avanguardia e di sperimentazione, anche grazie alla collaborazione di grandi musicisti come <strong>Bebo Ferra</strong> alla chitarra e agli effetti, <strong>Paolino Dalla Porta</strong> al contrabbasso e <strong>Stefano “Brushman” Bagnoli</strong> alla batteria, tre grandi musicisti che vantano collaborazioni con i più grandi nomi della musica internazionale. Fresu è dagli anni Ottanta uno dei trombettisti jazz più apprezzati al mondo. La sua esperienza internazionale conta oltre 250 incisioni in studio e oltre 2500 live coi più grandi della musica jazz quali David Linx, Diederik Wissels, Dhafer Youssef, Flavio Boltro, Nguyên Lê, Danilo Rea, Bojan Zulfikarpacic e tantissimi altri ancora. <strong><em>Paolino Dalla Porta e Bebo Ferra</em></strong><em> sono vecchie amicizie musicali di Paolo, già attive in passato in diverse avventure artistiche</em><strong><em>.</em></strong> Sempre maggiormente, nel corso delle ultime tournée, il batterista del gruppo è però diventato <strong>Stefano Bagnoli</strong> che è ormai componente stabile ed ufficiale del gruppo. L’idea che sta alla base della nuova avventura di <strong>Paolo Fresu</strong> nasce dalla volontà di formare un nuovo quartetto dopo la fortunata esperienza dell’”Angel Quartet” di qualche anno fa. A metà strada fra il serio e il faceto, il nome del gruppo nasce proprio sull’idea di scherzare sulla continuazione del discorso musicale iniziato con “Angel”. “Devil” è stata la prima risposta “logica”. Come per “Angel”, anche il nuovo gruppo nasce con la caratteristica del voler puntare su un gruppo internazionale, ricco cioè di grandi musicisti italiani ed extranazionali.Il suono, rispetto a “Angel” è sicuramente più acustico rispetto ad altre esperienze passate anche se “filtrato” attraverso l’elettronica di Fresu e di Ferra, il quale però, usa spesso anche lo strumento acustico.Il repertorio è davvero enciclopedico e spazia da diverso nuovo materiale originale dei vari componenti l’organico a diversi standard, ovviamente rivisitati grazie a raffinate ottiche moderne. Sostanzialmente resta jazz, ma decisamente più “melangé” con altri progetti sicuramente inseriti nel moderno più “spinto”.<strong><em>Continuando la tradizione iniziata negli ultimi anni dal direttore artistico Gaetano Lambiase, anche per il 2009/2010, il RistoPub Il Moro ospita, grandi protagonisti del jazz mondiale che hanno lasciato e lasceranno segni indelebili nelle sale del locale del Borgo Scacciaventi. </em></strong>Una serata musicale d’eccezione sarà invece ospitata dal RistoPub Il Moro <strong>martedì 8 dicembre</strong> . Sul palco del locale di Cava de’ Tirreni (Sa) si esibirà la Moonwalk Band in un<strong> Michael Jackson Tribute</strong>. La formazione capeggiata dalla vocalist Gaia Bassi con Max Artiano al sax, Giammarco Volpe alla chitarra, Lucia D’Amato al piano, Emanuele Esposito alla batteria e L ciano Napoli al basso si esibirà sulle note dei più famosi successi planetari dell’artista prematuramente scomparso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 16:16:32 UTC</pubDate>
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         <title>IL JAZZIl jazz è un genere musicale nato negli Stati Uniti, tra l&#39;ottocento e il novecento dall&#39;incrocio di canti di lavoro africani, portati in America come schiavi, e cultura di coloni bianchi. L&#39;origine del nome però è tuttavia ancora incerta, c&#39;è chi l&#39;attribuisce alla lingua francese, da “jaser” ( ciarlare, chiacchierare), e chi all&#39;espressione generale di New Orleans. Siamo nel tempo in cui i neri venivano trattati come schiavi, senza alcun diritto civile, gli era permesso solamente intonare canti nelle ore di lavoro ( work song o plantations song ), questi canti, servivano anche come ulteriore sfogo e spesso avevano funzioni responsoriali: succedeva che una persona intonando una frase faceva scattare una serie di risposte ritmate</title>
         <author>pignataro_luigi</author>
         <link>https://padlet.com/pignataro_luigi/pdowqoxnie28/wish/173440149</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-23 16:35:46 UTC</pubDate>
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