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      <title>La chiesa di Santa Maria dell&#39;Ammiraglio o della Martorana by Valentino Taormina</title>
      <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c</link>
      <description>di Valentino Corrado Taormina e Marco Aurelio Patti </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-16 17:18:04 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-02-04 06:55:30 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Chiesa di Santa Maria dell&#39;Ammiraglio o della Martorana - Palermo </title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252262109</link>
         <description><![CDATA[<div>Immancabile tappa di ogni itinerario arabo-normanno nella città di Palermo è la Chiesa di <strong>Santa Maria dell’Ammiraglio</strong>, meglio nota come della<strong> Martorana</strong>, che nasconde al suo interno un trionfo di mosaici e decorazioni bizantine.</div><div>La chiesa si trova nel centro storico, in piazza Bellini, a fianco della chiesa di San Cataldo e del Teatro dedicato al musicista siciliano. Come in altri edifici religiosi di Palermo, l’armonica fusione di stili artistici che caratterizza l’architettura e le decorazioni sono una testimonianza delle diverse popolazioni che hanno vissuto e governato in Sicilia nei corso dei secoli. La chiesa non è solo unica nella sua bellezza, ma anche nella sua funzione religiosa: è sede della parrocchia di <strong>San Nicolò dei Greci</strong>, per cui segue il calendario bizantino e rappresenta il punto di riferimento per più di 15.000 fedeli albanesi di rito greco-bizantino presenti in Italia, molti dei quali vivono a Palermo e a <strong>Piana degli Albanesi</strong>.<br><br><em>Veduta della chiesa della Martorana, a ds San Cataldo con le sue tre cupole arabe</em></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 17:32:05 UTC</pubDate>
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         <title>Un vero gioiello che risale al XII secolo. </title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252269637</link>
         <description><![CDATA[<div>L’ Ammiraglio della flotta e primo ministro di <strong>Ruggero II d’Altavilla </strong>(detto il normanno) <strong>Giorgio di Antiochia</strong>, ufficiale siriano di culto bizantino, costruì questa chiesa come sua cappella privata, accanto al proprio palazzo, dedicandola alla Madre di Dio per ringraziarla della protezione che gli aveva concesso nella sua lunga vita militare sui mari.</div><div>La chiesa fu costruita su pianta a croce greca, tipica delle chiese bizantine del XII secolo, orientata con l’abside a Est e la facciata a Ovest, perché si doveva sempre pregare verso oriente e fu consacrata nel 1149. <br>Appena entrati, si resta abbagliati dalla bellezza e dal luccichio dei mosaici dorati che impreziosiscono le volte e gli archi dell’originaria chiesa bizantina. Questo ciclo di mosaici, completato prima del 1151, è il più antico di tutta la Sicilia ed anche il più importante al mondo ed ha un immenso valore artistico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 17:47:28 UTC</pubDate>
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         <title>Ed ancora: affreschi </title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dall’ingresso dal lato del campanile, si apre l’Atrio interno, sovrastato da volte sostenute dalle otto colonne del vecchio portico, affrescate nel 1744, col tema della <strong>Gloria dell’Ordine Benedettino</strong>. Sono dieci scene che raffigurano episodi della vita di Gesù, divise in due parti di cinque ciascuna, in ovali, le cui cornici sono realizzati con la tecnica del <em>trompe l’oeil </em> in modo da aumentare lo spazio e la profondità.</div><div>Bell’effetto coloristico è lo sfondo dei cieli azzurri in contrasto col grigio scuro degli abiti dei personaggi.</div><div>Su due colonnine vi si trovano iscrizioni tratte dal Corano in arabo, lingua madre di Giorgio d'Antiochia.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 17:55:02 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgio e la Vergine</title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div>Della decorazione musiva che in origine ornava la parete del portico, rimangono purtroppo soltanto due suggestivi pannelli che nel 1538, a seguito della distruzione dello stesso, furono spostati  nell’ingresso, dove ancora oggi si possono ammirare: in quello di destra è raffigurato ”<strong>Giorgio d’Antiochia ai piedi della Vergine</strong>”, che originariamente era posto sopra la sua tomba, di fianco all’ingresso del santuario. Qui vediamo l'ammiraglio prostrato ai piedi della Vergine Maria in rappresentanza di tutta l'umanità. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 18:05:57 UTC</pubDate>
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         <title>Rogerius Rex </title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel pannello di sinistra è raffigurata la notissima “<strong>Incoronazione di re Ruggero II</strong>”. Ruggero poggia i piedi sulla terra ed è in abiti da imperatore. Con la mano destra il Cristo, sospeso in aria, poggia la corona sulla testa del sovrano e nella mano sinistra tiene il cartiglio della Creazione, per significare che già ai tempi delle origini del mondo era scritto che Ruggero II sarebbe divenuto imperatore. In alto i caratteri greci riportano la scritta che invece è latina: Rogerius Rex. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 18:09:05 UTC</pubDate>
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         <title>Un trionfo di stili e di epoche</title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252284387</link>
         <description><![CDATA[<div>L’aspetto attuale della chiesa è il risultato di lavori e ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli, in particolare vanno ricordate le aggiunte in epoca barocca e il drastico restauro sul finire dell’Ottocento, quando, nell'intento di riportare la chiesa allo stato originario, furono staccati i marmi settecenteschi delle pareti laterali del presbiterio (di cui era prevista la distruzione) e fu ripreso il muro di chiusura originale. La chiesa venne riportata per gran parte al suo aspetto medievale originario, eccetto che per la navata e per l'abside centrale. <br>Oggi si nota chiaramente il contrasto tra la facciata barocca e la superficie muraria della originaria costruzione normanna.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 18:13:01 UTC</pubDate>
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         <title>Le suore martorane e i dolcetti di pasta reale che &quot;presero in giro il re&quot;</title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252286593</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutti la chiamano Chiesa della Martorana dal nome di <strong>Eloisa Martorana</strong>, nobildonna palermitana, fondatrice di un convento di monache benedettine di clausura assieme al marito <strong>Goffredo. </strong>Nel 1453 la chiesa venne ceduta alle monache che la annessero al convento. Proprio grazie alle mani sapienti di queste monache si deve l’invenzione della <strong>frutta di martorana</strong>, il tipico dolce di pasta reale che i siciliani usano consumare nel <strong>Giorno dei Morti. </strong> <br>Una tra le tante leggende circa questi frutti colorati racconta che nel giugno 1537 <strong>Carlo V</strong> visitò il giardino del monastero, ricco di alberi di arance, limoni e mandarini di cui le suore andavano fiere, ma che, visto il periodo, erano sprovvisti di frutta. Pertanto le monache, per dare l’idea di un giardino curato, realizzarono con farina di mandorle e zucchero, “succosi” agrumi e frutta di varia stagione, che colorati e appesi agli alberi del chiostro del loro monastero davano al giardino un effetto più vistoso e suggestivo. Talmente belli quei fruttini dolci, dai colori accesi che l'imperatore rimase estasiato e ne commissionò diversi chili...  </div><div>Solo allora le monache di Santa Maria dell’Ammiraglio dovettero svelare il mistero e furono contente di aver "<em>preso in giro</em>" il re Carlo il quale, incredulo, volle assaggiare quel dolce colorato che, a quanto sembra, piacque così tanto da portare l'imperatore ad ordinarne numerosi quantitativi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 18:17:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Pianta attuale</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 19:55:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Pianta della chiesetta in origine </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:02:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Sacerdote del rito bizantino per la comunità italo-albanese</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:18:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Vista esterna della cupola e del tamburo</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:20:05 UTC</pubDate>
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         <title>Dal 3 luglio 2015 patrimonio dell’umanità UNESCO, insieme a Cefalù e Monreale”.</title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252340714</link>
         <description><![CDATA[<div>L'elemento più affascinante si trova nella cupola: è l’immagine a figura intera del <strong>Cristo Pantocratore</strong> (onnipotente) seduto sul trono, che benedice/annuncia con la destra, mentre regge il Vangelo con la sinistra, appoggiando i piedi sulla Terra sotto forma di sgabello. Nella cornice, il brano evangelico in greco che inizia con “Io sono la luce del mondo…”. <br>Intorno al Cristo i quattro arcangeli, prostrati in atto di adorazione. Nel tamburo sotto la cupola sono raffigurati gli otto profeti che tengono in mano i cartigli delle profezie e nelle nicchie i quattro evangelisti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:36:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il campanile, dal cui piano terra si accede oggi alla chiesa, fu costruito probabilmente alla fine del XII sec. Addossato al lato occidentale del portico, culminava con una cupola demolita a seguito del terremoto del 1726. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 21:49:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il viaggiatore, mercante e poeta arabo-andaluso <strong>IbnGubair</strong>, giunto a Palermo nel 1185, rimanendo molto impressionato dagli ori e dai colori dei mosaici, diceva che “<strong><em>la chiesa dell’Ammiraglio è uno dei più stupendi monumenti dei cristiani… che mancano le parole a descriverla ed è forza tacerne, perché è il più bel monumento del mondo</em></strong>”. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 21:58:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ValeTao</author>
         <link>https://padlet.com/ValeTao/p7q5ues9un2c/wish/252583247</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 14:11:27 UTC</pubDate>
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