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      <title>Storia dell&#39;arte 2017 by Leonardo Ponti</title>
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      <description>Realizzato con gioia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-27 12:42:12 UTC</pubDate>
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         <title>27/09/17                         Marco Aurelio</title>
         <author>lewen_official</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nato come <strong>Marco Annio Catilio Severo "</strong><em>Marcus Annius Catilius Severus", </em>divenne <strong>Marco Annio Vero</strong> "<em>Marcus Annius Verus"</em>, che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, e assunse quindi il nome di <strong>Marco Aurelio Cesare, figlio dell'Augusto</strong> "<em>Marcus Aurelius Caesar Augusti filius" </em>durante l'impero di Antonino stesso.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marco_Aurelio#cite_note-9"><sup><br></sup></a><br></div><div>Marco Aurelio fu imperatore dal 161 sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 a Sirimio.<br>È considerato come un sovrano illuminato.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marco_Aurelio#cite_note-14"><sup><br></sup></a>Marco Aurelio è ricordato anche come un importante filosofo stoico.<br>Alcuni imperatori successivi utilizzarono il nome "Marco Aurelio" per accreditare un inesistente legame familiare con lui.<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marco_Aurelio#cite_note-16"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-27 12:44:03 UTC</pubDate>
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         <title>27/09/17</title>
         <author>lewen_official</author>
         <link>https://padlet.com/lewen_official/p686b280b2ct/wish/191659079</link>
         <description><![CDATA[<div>Marco Aurelio 176 d</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-27 13:39:28 UTC</pubDate>
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         <title>11/10/17                 La Capriata</title>
         <author>lewen_official</author>
         <link>https://padlet.com/lewen_official/p686b280b2ct/wish/195882080</link>
         <description><![CDATA[<div>La capriata è un elemento architettonico, tradizionalmente realizzato con il legno, formato da una travatura reticolare piana posta in verticale ed usata come elemento base di una copertura a falde inclinate. La capriata ha il vantaggio di annullare le spinte orizzontali grazie alla sua struttura triangolare nella quale l'elemento orizzontale (catena) elide le spinte di quelli inclinati (puntoni): rientra quindi tipicamente tra le strutture non spingenti dell'architettura.</div><div>- Due puntoni : sono le travi inclinate che determinano la pendenza del tetto.</div><div>- Catena : è l'elemento orizzontale che costituisce la base del triangolo e che supporta sforzi di trazione che altrimenti andrebbero a gravare, sotto forma di forza orizzontale sul punto di appoggio dei puntoni. Elemento di maggior lunghezza della capriata, era generalmente in un unico pezzo, ma a volte è stato realizzato da due elementi rettilinei connessi con un particolare incastro denominato "dardo di giove".</div><div>- Monaco : è l'elemento verticale presente all'interno della capriata e ha il compito di irrigidire la struttura; la riduzione della distanza tra il monaco e la catena indica chiaramente un problema alla struttura stessa.</div><div>- Saette : sono gli elementi con inclinazione opposta a quella dei puntoni che limitano l'inflessione dei puntoni stessi, scaricando sul monaco la forza di compressione a cui sono sottoposte.</div><div>- Controcatena: presente solo in capriate di grandi dimensioni, collega orizzontalmente i puntoni in punti intermedi e limita la lunghezza di libera inflessione di questi. Differentemente dal nome che ricorda quello di un elemento teso, non risulta soggetta a trazione ma a compressione, dal momento che forma una sorta di arco a tre conci con i sottopuntoni.</div><div>- Sottocatena, sottopuntone: eventuali travi di rinforzo poste a contatto al di sotto o al di sopra - rispettivamente - della catena o dei puntoni.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-11 05:27:05 UTC</pubDate>
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         <title>18/10/17                   Il Mosaico    </title>
         <author>lewen_official</author>
         <link>https://padlet.com/lewen_official/p686b280b2ct/wish/198119799</link>
         <description><![CDATA[<div>Per creare un mosaico si  possono adottare molti tipi di materiali, che permettono effetti diversi ed hanno ciascuno i propri vantaggi.</div><div>i ciottoli</div><div>la pasta di vetro: effetto di trasparenza</div><div>i quadrati d'arenaria: taglio facile e resistenti al freddo</div><div>la ceramica smaltata: grande gamma di colori, ma di difficile conservazione.<br>il marmo: numerosi colori, grande resistenza, ma molto pesante</div><div>l'oro e l'argento: si inserisce uno strato d'oro o di argento in una tessera di vetro; lo strato è protetto e si ha un effetto di luminosità</div><div>il vetro soffiato: effetto di trasparenza più sfocato</div><div>I Romani usavano fissare le tessere anche con la cera, che si è rivelata un ottimo collante. Molti mosaici di Piazza Armerina in Sicilia sono appunto stati fissati con questa tecnica e sono ancora saldi alle intonacature.</div><div>La più utilizzata è certamente la malta: applicabile su tutte le superfici, si può aggiungere calce per rallentare il tempo di presa.</div><div>Si utilizzano anche adesivi a base di cemento, che sono concepiti in funzione del supporto, con vari tempi di presa. L'impiego di due tipi di colla bianca (normale e solubile in acqua) è anche frequente. Infine, in epoca contemporanea si constata l'utilizzo di adesivo siliconico.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 07:50:57 UTC</pubDate>
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         <title>18/10/17</title>
         <author>lewen_official</author>
         <link>https://padlet.com/lewen_official/p686b280b2ct/wish/198121418</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 07:57:34 UTC</pubDate>
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