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      <title>Il resto di niente by Sara de cicco</title>
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      <description>Benvenuto/a.
Questo padlet ha il fine di illustrare luoghi, riportare descrizioni di un personaggio in particolare, riflessioni, citazioni, stati d&#39;animo e tant&#39;altro, inerenti, come citato precedentemente, alla donna rivoluzionaria Eleonora De Fonseca Pimentel. 
Buona visione!</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-02 12:14:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il resto di niente </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Napoli non sa nulla. Napoli se ne infischia. Tutto va come sempre, anzi meglio.<br><br>Portoghese di nascita ma napoletana d'adozione, Eleonora de Fonseca Pimentel fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornalistiche in Europa. Amica di intellettuali e rivoluzionari, da Vincenzo Cuoco a Mario Pagano, ebbe un ruolo di primo piano negli sfortunati moti partenopei del 1799. Il <strong><em>resto di niente</em></strong> ne ricostruisce con straordinaria forza evocativa e con rigore storico la parabola di donna e di rivoluzionaria. A far da sfondo all'intensa avventura intellettuale di Eleonora c'è un'intera città, la Napoli di fine Settecento, capitale di un grande regno e centro di cultura, con le sue eterne contraddizioni e la sua struggente bellezza. <br><br>Enzo Striano </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 12:18:40 UTC</pubDate>
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         <title>Chi era Eleonora De Fonseca Pimentel? </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scopriamolo assieme... </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 12:25:23 UTC</pubDate>
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         <title>Eleonora De Fonseca Pimentel </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong><em>La voce della Repubblica partenopea!&nbsp;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 12:30:27 UTC</pubDate>
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         <title>Benvenuta a Napoli</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ma qui non era come a Roma. Non aveva paura. La gente non mostrava aria cattiva; nonostante la povertà dell'esistenza, sembrava soddisfatta di stare al mondo. Le pareva, inoltre, di leggere negli occhi, nei gesti, semplice, superiore sapienza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 13:41:10 UTC</pubDate>
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         <title>I Napoletani?</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>''I Napoletani li vedo allegri. Magari prepotenti, come bambini.''</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 13:48:08 UTC</pubDate>
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         <title>Ah...Bella Napoli!</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>La città nascondeva inclinazione pedagogica. Senza volerti insegnare nulla ti constringeva ad apprendere, fra banalità, segreti pregevoli. I Napoletani li succhiavano col latte, ma ce n'era per tutti. Bastava stare attenti, riflettere. <br>La seconda certezza? Continuare a leggere, scrivere, coltivare idee. A Napoli le avveniva con naturalezza così propizia da pensare al destino. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 13:50:02 UTC</pubDate>
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         <title>Lenòr</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>''Maravilhoso'' mormorò. Si stupì d'aver pensato in portoghese: da tanto non le veniva più! Molte cose erano cambiate, molte stavano cambiando. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 13:55:00 UTC</pubDate>
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         <title>La felicità come un diritto? </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Me lei, in fondo, si sentiva innocente. Non desiderava che d'esser felice. Non occorreva molto: stare tranquilla ai sogni della mente, ai libri, trasformarsi in piccola, innocua divinità, lieta di governare un mondo da lei stessa edificato, perciò amabile, privo di misteri. Tutto qui. Non ne aveva il diritto? <br>''Oh, lasciatemi in pace!'' supplicò, rivolta non sapeva bene a chi. Poi pensò che non doveva chiedere soltanto, senza dare in cambio. Ma se in cambio chiedono te stessa?</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 14:13:58 UTC</pubDate>
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         <title>Stati d&#39;animo, pensieri e ragione.</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>...S'era proprio spezzato qualcosa dentro, non avrebbe saputo dire in qual momento, né perché. Come quando finisce un amore, ti pare impossibile esser stato così fuori del senno. La ragione faceva la sua parte. Se Dio può tutto, perché non ferma il male, il dolore,  la morte? E se non può, è ancora Dio? Per qualche tempo l'era piaciuta un'idea strana. Che Dio fosse una povera, volenterosa forza del bene, la quale faceva del proprio meglio per contrastare quella proterva del male, ma spesso ne veniva sconfitta. Le pareva che Dio, così, acquistasse aspetto più caro, più umano: vero padre, fratello, amico, anche se non più onnipotente. Confortava lo stesso, perché sapevi che, se avesse potuto, avrebbe fatto. Con tutto il cuore. <br>...In definitiva, che senso aveva tutto? Niente. Forse esisteva davvero soltanto quel che capirono gli antichi: il Fato, il destino, al quale Giove si doveva inchinare, contro il quale non si poteva far nulla, perché tutto era scritto.<br>Avevano ragione i Napoletani, che dai Greci antichi discendevano, quando, di fronte alla sventura, al dolore, borbottavano rassegnati: ''Accossì adda ì'', ben sapendo che nessuno, nulla modificano il corso delle cose. E che però niente al mondo dura un'eternità. Ogni fenomeno deve per forza generarne un altro, che gli somiglia perché è figlio, ma è pure diversissimo. Così dopo la pioggia viene il sereno, dopo il brutto il bello. Se non ci fossero dolore, brutto, pioggia, come gusteresti il contrario? Tu aspetta e ciò che deve avvenire, avverrà. Se agisci per cambiarlo o evitarlo, vuol dire che doveva andare in questa ''nuova'' direzione. Il destino non puoi mai farlo fesso.'' </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 14:21:25 UTC</pubDate>
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         <title>Amore e contraddizione</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'amore è malvagio. Non esiste nulla al mondo, né malattia né morte, che valga a dare sofferenze così angosciose. S'era un po' assuefatta, ma nei primi tempi... Notti trascorse a logorarsi, cercando colpe, fustigando se stessa, insultando e giustificando lui. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 14:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>Lenòr, Lenòrzihna, Eleonora. </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-02 14:43:15 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;essenziale: Mamãe</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quale certezza che mamãe l'avrebbe attesa nei giardini del cielo? <strong><em>Mamãe </em></strong>non ci sarebbe stata mai più, in giro per la casa, ad assicurare l'indispensabile ritmo della vita. MAI PIÙ. Questo era un fatto. Un altro fatto, l'importanza di quelle cose piccole, sciocche, fastidiose, senza le quali, però, è assai difficile esistere. Ora si domandava se avessero più valore libri, studi, versi o l'opera nascosta, umile, serva, d'una donna che distrugge sporcizia, disordine, programma nutrimenti e benessere, assicura che domani si potrà vivere ancora. Questo aveva fatto mamae: adesso se n'accorgeva, provando rimorsi, pochezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 13:38:09 UTC</pubDate>
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         <title>Che &#39;nce posso fa?</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>'''Io che 'nce posso fa'' pensò, in napoletano lei pure. Come dicevano i napoletani per significare ''nulla, proprio nulla, nada de nada''?<br> ''Ah sì. Il resto di niente.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 13:46:14 UTC</pubDate>
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         <title>Mutamenti</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con lei mutavano le cose del mondo. Com'è strana la Storia, ad un tratto t'accorgi che respiri aria diversa. Non sai dire in che: tutto va come prima, però senti che le abitudini han preso confortevole, smorta eternità. Frizza irriquieta attesa d'avvenimenti ignoti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 13:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>Essere o non essere</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Passavano, intanto, nella testa, frantumi nervosi di pensieri, non riusciva a rincorrerli. Una sensazione la dominava, sin da quanto titìo annunciò la visita dei Tria. La propria esistenza le sembrava prossima a chiudersi. Per riprendere poi, immediatamente, ma diversa. Come Lenòr fosse sul punto di salutare garbatamente e andar via (quasi attrice dal proscenio), per cedere il posto a un'ignota signora a lei identica solo nell'aspetto esteriore. L'osservava nell'immaginazione: le pareva avesse aria risoluta, adulta. La signora contessa Tria. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 14:34:58 UTC</pubDate>
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         <title>Napule è </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Napoli è un'altra cosa. Una città molto viva, bella. Io me ne sono innamorata da tempo.'' <br>....''Davvero. Tutti i forestieri trovano Napoli bella. <strong><em>Vedi Napoli e poi muori</em></strong>.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 14:42:22 UTC</pubDate>
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         <title>Donna Eleonora Tria</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Perché mi chiami Eleonora?'' mormorò. ''Mi sono sempre chiamata Lenòr. A me piace di più.'<br>''Oh no'' rise lui. ''E' più bello Eleonora. Donna Eleonora. Lenòr è da creaturelle. E tu ormai sei una signora, fai figura, sei distinta. Donna Eleonora Tria.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 14:47:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ciak, si gira!</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Cercherò di amarlo'' si disse. Ripeté dentro: ''Eleonora. Donna Eleonora Tria. Lionora'' come pronunziavano i Napoletani. Lenòr, dunque, doveva scomparire, uscir di scena. Per sempre?</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 14:54:45 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;essenziale: Papài </title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'aveva salvata: era l'unico sostegno rimastole. Ora via lui pure, non le resta più nulla. Tutti sono morti. Tutti e tutto.''</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 14:57:40 UTC</pubDate>
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         <title>Mare di pensieri</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Serra gli occhi. A chiamare il grande sonno, unica difesa contro il ritorno di <em>quelle </em>immagini, cui ha proibito disperatamente il riapparire e che, invece, si ripropongono tenaci, cogliendo con perfidia i momenti nei quali lei meno si guarda. Ansa, annaspando, emettendo mugolii di sofferenza.<br>''No. No. Ti prego, amore mio, ti prego'' singhiozza senza lacrime a quel bambino che torna a lei, con la sua estrema immagine, tanto simile a questa di papài. <br>...<br>Indugia su questi pratici pensieri, supplicandoli di restare, per impedire il sopravvento a <em>quelli</em>. Che annullano in un attimo il tepore vuoto nel quale si difende e devastano, straziano. Intollerabilmente nitidi, immagini perfette d'una realtà che fu tutto: felicità, futuro. Proprio felicità: può usarla, la gran parola, perché lei era stata felice, nonostante ogni cosa, quand'era nato il suo bambino, il piccolo Francesco. Trema tutta. Le difese vacillano, il mare di quei ricordi la sommerge. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 15:03:09 UTC</pubDate>
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         <title>O figlio mio</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Tu m'aiuterai bambino mio. Ti farai grande e mi proteggerai.'' </blockquote><div>...<br>''Il mio bambino. Il mio bambino'' si ripeteva, allora, sorridendo nonostante le dolenzie nel ventre, nel sesso, devastato. Sette ore di travaglio e d'urla. Ma era valsa la pena, meu Deus, oh sì. Si sentì trionfante al centro del letto monumentale sporco di sangue e, accanto, quel batuffolo che odorava di secrezioni, vita, tenerezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 15:35:27 UTC</pubDate>
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         <title>Papài</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ha impressione che la bocca rigida si pieghi, in accenno di sorriso. <strong><em>Papài </em></strong>cerca di spingere la mano destra. Tende la propria, gliela stringe: è fredda, le nocche dure, come nodi di pianta.&nbsp;</div><blockquote>''Diga-me, painzinho'' mormora, cercando di non piangere.&nbsp;</blockquote><div>''Dimmi''<br>Lui inizia tentativi di parole. Lo fissa nelle labbra per decifrare, tende l'orecchio ai mugolii.&nbsp;</div><blockquote>''Des-cul-pe-mi... Minha filin-ha'' crede di capire. Ha un brivido, si mette a piangere.</blockquote><div>Lui la fissa, contraendo appena i muscoli nella mano ferma in quella di lei. A chiedere risposta.</div><blockquote>''Che stai dicendo, painzihno? Ch'io dovrei perdonare te?''</blockquote><div>Luce lieta gli passa sotto il velo degli occhi.</div><blockquote>''Oh papà, no!'' Tu sei il padre migliore del mondo....''&nbsp;</blockquote><div>Si mette a baciarlo piano sul volto rigido, freddo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 15:42:35 UTC</pubDate>
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         <title>Stati d&#39;animo </title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218538073</link>
         <description><![CDATA[<div>...<br>In quel periodo si sentiva stanchissima, infelice. Piena di rimorsi, incapace di speranze: quello che le avveniva dentro per la seconda volta lo avvertiva indifferente o colpevole. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 15:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>Nada de nada</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218539606</link>
         <description><![CDATA[<div>Cosa poteva rimanerne? I versi? Se proprio non ''facevano schifo'', come disse Primicerio, erano nulla in paragone a quelli di Metastasio, Rolli, Parini. Di costoro, forse, qualcosa resterà. Fra cent'anni, duecento: nel 1983, meu Dues! <br><strong><em>Ma di me? Nada de nada. Il resto di niente. <br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 15:57:51 UTC</pubDate>
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         <title>Vivere o sopravvivere?</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218545059</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Penso che qui ''vivere'' voglia significare ''sopravvivere, vegetare''. Procurarsi il cibo.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 16:13:19 UTC</pubDate>
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         <title>Liberté!</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>''La libertà costa molto cara'' lei disse. ''Io adesso sono libera. Posso vivere dove mi pare, fare ciò che voglio. Ma son sola. Non ho più nessuno. Questo è il prezzo della libertà che mi ritrovo.'' </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 16:15:59 UTC</pubDate>
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         <title>Dipendenza</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Quasi tutto dipendesse da me, avesse vita perché ero viva io.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 16:19:09 UTC</pubDate>
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         <title>&#39;&#39;Vive la France! Vive la Révolution!&#39;&#39;</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218559773</link>
         <description><![CDATA[<div>gridano i ragazzi, impazziti. Da far tremare i vetri dei balconi, gli specchi. A lei, per le spalle, corre, inaspettato, uno dei brividi antichi: quelli che l'arricciavano, bambina, al cospetto della gloria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 16:44:56 UTC</pubDate>
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         <title>Responsabilità</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>''Qui a Napoli molti sciocchi, frustati, si fanno trascinare dalle mode.''</em><br>Sciocchi, superficiali, frustati: valeva anche per lei? </div><blockquote>Provò collera infantile, colpevole. E rispose male quando <strong>Vincenzo </strong>le chiese: ''Davvero sei dalla parte di quei cialtroni che t'hanno invaso la casa? Come puoi trovarti con loro? Ti faranno correre dei rischi. Ma, se vuoi, te ne libereremo.'' <br><br>''So badare a me stessa.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 16:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>Questione di scelte</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Ma facciamo tutti così'' mormorò lei. ''Ci lasciamo andare. erché nessuno decide della propria vita. Non sa scegliere. O non può. Scelgano gli altri, le cose, al posto nostro: questa pure non è degradazione? E però, se scegliessimo, che ne conseguirebbe? Avventure dolorose, angoscia.''</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:12:01 UTC</pubDate>
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         <title>Nápoles</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218571682</link>
         <description><![CDATA[<div>E' sempre più stupita: Napoli non sa nulla. Napoli se ne infischia. Quale tensione, che paure? Tutto va come sempre, anzi meglio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>Uomini o bestie?</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Perché gli uomini son fatti tutti a questo modo, che non sanno placarsi col sereno calore dell'affetto? Così: parlarsi con pacata usanza, tenera stima. Guardarsi nel modo chiaro di chi può e vuol'essere com'è. Perché non basta loro l'incontro della pelle nelle mani intrecciate? La carezza maliziosa, infantile, in punta delle dita? Che demone li spinge a tormentarsi e tormentare? A trasformare soffi di baci in morsi, carezze in disperate strette? Sarebbe tanto bello restare così, sempre, in questo caro affetto, tranquillo complemento d'una vita. Privo di rimorsi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:36:49 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em> Porto di Napoli, inizio '700 fine '800</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:51:06 UTC</pubDate>
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         <title>Lenòrzihna</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mattina presto salgono i crapari con gli animali tintinnanti, infioccati. Lei manda giù <strong><em>Graziella</em></strong>. L'è tornata voglia di bere quel latte caldo, schiumoso, profumato d'erba, come quand'era piccola, a <strong><em>Ripetta</em></strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:56:47 UTC</pubDate>
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         <title>Ripetta </title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218586269</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Porto di Ripetta, inizio '700 fine '800&nbsp;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 17:58:36 UTC</pubDate>
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         <title>I Giovincelli</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Certi ragazzi sono come Dio, generosi e sciocchi. Si costruiscono in testa le immagini orgogliose d'un mondo, s'incapricciano a dargli vita: appagano, in ciò, brame d'infinito amore?</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 18:18:33 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>''Stateve buono.''</blockquote><div>Affiorò una sensazione antichissima: l'ingenua allegria con la quale accolse, mettendo piede nel Regno, quel saluto.</div><blockquote>''Non sei nemmeno entrata, già vuoi farti Napoletana.''</blockquote><div>...<br>Quel saluto, allora, l'era parso cordiale, di gente dai buoni sentimenti. Perché credeva significasse ''Fique bonzihno'', non ''Cuide-se''', come vuol dire veramente.<br>...<br>Un significato per lei l'aveva: con quel saluto era cominciata la sua vicenda napoletana, con quel saluto finiva. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 18:23:49 UTC</pubDate>
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         <title>Ricordi d&#39;un infanzia</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ha molto freddo, la testa è leggera, vuota: come aria, senza un pensiero. Solo un ricordo v'ha fatto capolino e ritorna, tenace. Di quand'era ragazzina e girava allegra per conoscere Napoli. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 18:50:03 UTC</pubDate>
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         <title>MONITORE NAPOLETANO</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218612735</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em><mark>Monitore Napolitano<br><br></mark></em></strong> Lenòr fu resa celebre anche per la creazione del <strong>Monitore Napoletano,</strong> il giornale del governo rivoluzionario redatto durante i 5 mesi di vita della Repubblica Partenopea, gli ultimi della sua esistenza.<br><br><strong><em>motto repubblicano</em></strong>: <strong><em>LIBERTÀ , UGUAGLIANZA.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 19:10:40 UTC</pubDate>
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         <title>Occhi de foco</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218617993</link>
         <description><![CDATA[<div>Va a guardarsi allo specchio, toglie gli occhialetti, fissa gli occhi. Non più ''de foco'': sbiaditi, stanchi, arrossati. Cosa vi si legge, dentro? Non riesce a trovarvi niente di prima. Brillii improvvisi d'entusiasmo, velature di tristezza, niente. Il resto di niente. Non v'è più nascosto nulla.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 19:24:10 UTC</pubDate>
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         <title>Niente da fare</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218630239</link>
         <description><![CDATA[<div>Stavolta, stranamente, questo pensiero non dà angoscia. Forse perché, nelle pieghe misteriose dell'anima, sente giunto il finale conseguente di tutta la vicenda. E' venuto il tempo. L'altra volta si disperava perché sapeva che non tutto era scritto. Ora no. Mo' non c'è proprio più niente da fare. <strong>Il</strong><strong><em> resto di niente. </em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 19:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>Ricordi affiorati</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218630876</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal comò saltano ricordi: lo scialle di vovò, una miniatura di , di papài, non riuscì a farne fare, per via dei soldi. E nemmeno di Francesco, il bel bambino riccio che le somigliava. Le balza in mente, nel cuore, così vivo, nitido, da farle perdere d'un colpo la fermezza un po' beota ostentata sin qui. S'inginocchia a piangere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 19:57:12 UTC</pubDate>
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         <title>Patriottismo</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218632151</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Io non posso andarmene, Luigi. Io sono.... Sono satta la cittadina <strong>Lenòr Fonseca</strong>. Ho diretto il ''<strong><mark>Monitore</mark></strong>'', la<strong> voce della Repubblica</strong>.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 20:02:52 UTC</pubDate>
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         <title>Decisioni</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218632645</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco: ancora una volta, nella mia esistenza, c'è qualcuno che sceglierà per me. Mi disegna il destino. E io mi piegherò. Com'è avvenuto sempre, come, in fondo, m'ha fatto sempre comodo. È così vantaggioso non decidere!</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 20:05:15 UTC</pubDate>
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         <title>Amor di tempi antichi</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218633259</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>''Io non ho mai deciso niente'' farfuglia, tirando su col naso. ''Sono stata sempre e solo scelta. Tutti hanno utilizzato me. Ne hanno approfittato.''</blockquote><div>Luigi la prende tra le braccia, la schiaccia contro sé. Prova a darle piccoli baci sulla fronte, sul viso inumidito. </div><blockquote>''Farsi scegliere è scegliere''... </blockquote><div>le sussurra, girandole il volto con la spinta del proprio, in cerca delle labbra. Ha barba ispida, l'alito leggermente cavernoso, tuttavia lei s'accuccia contro di lui. Queste sensazioni levano spazio a ogni altra cosa. Le piace sentire le mani di lui, stavolta leggerissime, timide, sfiorar le spalle nude sbocciate dal vestito, aspetta con ansia tenue il momento in cui le dita di <strong><em>Luigi </em></strong>si stringeranno attorno ai seni. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 20:08:13 UTC</pubDate>
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         <title>Verso la fine</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218645036</link>
         <description><![CDATA[<div>Poi, pian piano, l'accavallarsi di facce, suoni, colori s'era andato sfuocando, fin quando non rimase che il senso generale dei fatti, l'ombra delle persone e delle cose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 21:15:41 UTC</pubDate>
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         <title>Rassegnazione</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Qualche volta si chiede l'origine della puntigliosa mania. Estrema confessione d'aver sbagliato vita? Non sa rispondere. Specie adesso, con la mente tanto indebolita. Ma non vuole pensare più.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 21:33:31 UTC</pubDate>
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         <title>Accossì addà ì</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218648126</link>
         <description><![CDATA[<div>''Vedete, io , come forse sapete, non sono Napoletana, però sono vissuta in questa città fin da bambina e ne ho appreso molte cose. Una delle più importanti è questa: Accossì addà ì. Come dicono i lazzari: così deve andare. Tu non ce puo' fa' niente. <strong><em>Il resto di niente</em></strong>.''</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 21:43:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il volere di Dio?</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>''È facile chiedere perdono a se stessi. Ma a Dio...''<br>...<br>''Dio, secondo voi, è capace di soffrire? Può veramente ogni cosa? Perché ha fatto vincere re Ferdinando che ora ci ammazza tutti?''<br>...<br>''Allora è un bene che ci ammazzino tutti? È Dio che lo vuole?''</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 21:48:12 UTC</pubDate>
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         <title>Post Mortem</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per un istante pensa che, dopo la morte, qualcosa davvero ci sia. Magari i Campi Elisi, i luoghi delle ombre per gli antichi, ove gli spiriti degli eroi e delle donne si possano incontrare. O la quieta, disinteressata luce del Paradiso cristiano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:15:16 UTC</pubDate>
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         <title>Addio Gennaro</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gennaro mio, caro, caro amore anche tu, non soffrire, ti prego. Non soffrire troppo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:17:42 UTC</pubDate>
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         <title>Addio Vincenzo</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Addio, addio anche a te, Vincenzo. Caro Vincenzo della mia giovinezza in questa cara città. Amore mio tu pure, ovunque ti trovi adesso. Speriamo che riesca a salvarti. <br>Alza gli occhi, verso il mare, che s'è fatto celeste tenero. Come il cielo, come il Vesuvio grande e indifferente. Un piccolo sospiro di rimpianto. Non osa chiedere: vorrebbe, però. Ritrovarli tutti nell'abbraccio di Dio sarebbe bello. Così, invece, che rimane? <br>Niente. <strong><em>Il resto di niente</em></strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:21:23 UTC</pubDate>
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         <title>Pensieri cupi</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Sente l'odore, il fiato sudicio e caldo della folla che spinge, chiude gli occhi. Un pensiero opaco: <em>''Forse è qui che finisco.''</em></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:38:42 UTC</pubDate>
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         <title>Vicaria</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carcere di Napoli<br>Sede: Albergo dei poveri, piazza Carlo III.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:40:52 UTC</pubDate>
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         <title>Addio Lenòr</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>1752 - 1799<br><br>Elenora De Fonseca Pimentel </em></strong><em>sale sul patibolo con altri rivoluzionari giacobini per essere impiccata. Di nobile famiglia portoghese, fu </em><em><mark>Donna</mark></em><em> di grande intelligenza e vasta cultura, fine poetessa, ammirevole e dignitosa fin nell'ora della morte.<br><br><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 22:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>Lenòr</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/218654612</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>''occhi de foco''</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 23:04:28 UTC</pubDate>
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         <title>N.B</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div>A testimonianza dello spirito plebeo, fedele alla monarchia, che si contrapponeva all'esperienza della Repubblica napoletana del 1799, si diffuse dopo la morte della Fonseca una satira anonima che così recitava </div><blockquote> <strong>| </strong><strong><em>« A signora 'onna Lionora<br> che cantava 'ncopp' 'o triato<br> mo abballa mmiez' 'o Mercato<br> Viva 'o papa santo<br> ch'ha mannato 'e cannuncine<br> pe' caccià li giacubine<br> Viva 'a forca 'e Mastu Donato!<br> Sant'Antonio sia priato » </em></strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 23:16:02 UTC</pubDate>
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         <title>Film</title>
         <author>deciccosara14</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il resto di niente</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-03 23:27:36 UTC</pubDate>
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         <title>MONITEUR</title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/220769679</link>
         <description><![CDATA[<div>Ad Eleonora de Fonseca Pimentel costò la vita scriverlo, e lo fece mossa da ardente amor di Patria,&nbsp; prestando al dovere, con entusiasmo, puntualità e criticismo proprio di colui che ha il serio&nbsp; compito di dare un “monito”, un “richiamo”, una “esortazione”, narrando i fatti, osservando e proponendo soluzioni con obiettività e senso civico. Eleonora, pur avendolo fondato con Carlo Lauberg, diresse il giornale da sola, con coraggio, fermezza di spirito, e soprattutto conscia&nbsp; di aver messo in gioco la sua vita, lasciandoci per questo un esempio sublime di donna intellettuale che seppe affrontare&nbsp; tutte le battaglie della vita&nbsp; all’avanguardia di quel&nbsp; tempo.&nbsp;</div><div><br></div><div>Lo scopo dei martiri antimonarchici del 1799, e quindi Eleonora, Vincenzo Sanges e tanti altri, fu quello di creare un’Italia Repubblicana Unita e, con l’Italia, l’Europa. Stavano unificando l’Italia, quegli eroi, ma non come monarchia, bensì come Repubblica, la nostra Repubblica Italiana, quella che i Borbone e i Savoia hanno distrutto. Inoltre, nel <strong>1799 </strong>non ci fu solo la "bella favola" della <strong>Repubblica Napoletana</strong>, ma anche quella <strong>Romana</strong>, la <strong>Cisalpina </strong>e la <strong>Transpadania</strong>.</div><div>I patrioti del 1799 avrebbero difeso la Repubblica e non il regno di un dispotico sovrano. Ma è stato più comodo liquidare tutto etichettando quei patrioti come traditori di legittimi sovrani.&nbsp;<br>Di queste vittime innocenti nessuno ne parla, nessuno se ne ricorda.</div><div>Loro non sono stati briganti, ma persone semplici che avevano compreso il senso della rivoluzione, avevano piantato gli alberi della libertà, avevano desiderato essere cittadini della Repubblica e non più schiavi del borbone.<br>Quella povera gente che nel 1799 diede la vita per la causa rivoluzionaria, specie nelle province del regno.. ciò non fa storia perché aveva difeso la Repubblica e non il padre-padrone!</div><div><br><br>La conquista della libertà poteva valere anche&nbsp; per quella plebe che lei aveva difeso e cercato di trasformare in popolo che andava educata alle nuove idee di <strong>Libertà </strong>ed <strong>Uguaglianza</strong>, un popolo che, tuttavia, senza pietà,&nbsp; il <strong>20 agosto</strong> avrebbe festeggiato in Piazza Mercato la sua esecuzione:&nbsp;</div><div>“La libertà non può amarsi per metà, e non produce i suoi miracoli che presso i popoli tutto affatto liberi”,&nbsp; scriveva il <strong>14 maggio 1799</strong> sul <strong>n. 28 </strong>del <strong>Monitore</strong>.</div><div><br></div><blockquote><strong>Fedeli alla Libertà, </strong><strong><em>"il bene più prezioso per un essere umano" </em></strong><strong>noi seguiremo una linea di totale indipendenza politica, impegnandoci a diffondere una cultura della verità e della legalità, nel passato come nel presente.</strong></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 19:52:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/223278630</link>
         <description><![CDATA[<div>Eleonora, una donna settecentesca, apparve nella letteratura giacobina come una martire santificata e sacrificata per la causa rivoluzionaria, mentre in quella borbonica un'esaltata mentale, senza mezzi termini, un esempio negativo di donna che pur di fare storia ha sacrificato se stessa, dissacrando con un divorzio i canoni di una donna rispettabile: marito, chiesa e sacra famiglia.&nbsp;<br><br>Come tutti i patrioti, Eleonora era ben consapevole dei rischi e delle conseguenze comportate dalle sue scelte. Tutto non per esaltazione mentale, ma per amore verso la patria. Prova ne sono le parole con cui ella esordisce nel primo numero del Monitore: “Siam liberi, infine, ed è giunto anche per noi il giorno in cui possiamo pronunciare i sacri nomi di libertà ed uguaglianza”.&nbsp;</div><div><br>Era il&nbsp; <strong>2 febbraio 1799</strong>, mancavano meno di sei mesi alla fine.&nbsp; Sin dal <strong>1792 </strong>le scelte di Eleonora erano tutte dirette alla difesa dei diritti dell’uomo. Ella ribadiva senza posa questa frase sul Monitore, non solo per quanto riguardasse l’operare del Governo Provvisorio, ma perfino per gli annunci riportati nel giornale, redatti per l’informazione della gente: sempre si appellava ai sostenitori dei diritti dell’uomo. Coerentemente ai suoi principi non esitò a schierarsi contro il Disegno di Legge che prevedeva il sequestro dei beni dei nemici della Repubblica (la metà dei quali avrebbe dovuto essere usata come indennizzo dei difensori della patria).<br><br></div><div>Visse con coraggio il suo sogno di donna intellettuale; in quei mesi aveva ritrovato al suo fianco gli amici di un tempo ed altri venuti da lontano. Gli alberi della libertà&nbsp; fiorivano nell’ultima splendida primavera della loro vita. Tuttavia, anche se soffocato nella culla, il sogno espresso dalla Repubblica Napoletana avrebbe gettato il seme per la maturazione del movimento del Risorgimento italiano.<br><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 11:52:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>deciccosara14</author>
         <link>https://padlet.com/deciccosara14/p677m3i968ms/wish/223335502</link>
         <description><![CDATA[<div>Era i<strong>l 20 agosto 1799 </strong> e a <strong>Piazza Mercato</strong> finiva colei che sarebbe divenuta il simbolo di una rivoluzione; con ella caddero le speranze di una città che, anche al femminile, aveva saputo proporre all’Europa intera un nuovo ed inusitato volto. Non solo feste e balli, sole e mare, maccheroni e lazzaroni, come allora si diceva di Napoli in Europa, ma anche coraggio, cultura e scienza. </div><div>Con la rivoluzione napoletana nacque in Italia la figura di un intellettuale nuovo per il quale letteratura e filosofia divennero definitivamente impegno morale ed azione politica sino al sacrificio supremo della vita.  Eleonora ne è stata l’antesignana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 14:17:47 UTC</pubDate>
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