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      <title>3B  Messedaglia 2022/23 by Nicoletta Vian</title>
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      <description>STORIA /FILOSOFIA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-03 11:11:32 UTC</pubDate>
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         <title>CONSEGNA: LAVORO A COPPIE   </title>
         <author>servizifiera</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cercare sul testo o sul Web le risposte alle seguenti domande:<br><br>1) Quali erano le colture industriali nel medioevo?<br>2) Cos’era il feudo di banno e il feudo nobile? Qual era la loro differenza?<br>3) Cosa prevedeva il rito della carica di Cavaliere?<br>4) Chi era l’Abate e perché si chiamava così?<br>5) Perché il bosco nel Medioevo era una grande risorsa alimentare e non? i terreni boscosi erano comuni o privati?&nbsp;<br>6) In cosa consistevano le corvée?<br>7) Cosa significa nicolaismo e simonia? da dove derivano?<br>8) Chi erano i Catari e perché furono perseguitati?<br>9) Qual era il peccato di eresia?Qual era la pena medioevale per questo peccato?<br>10) Cosa descrive l’Arazzo di Bayeaux e perché è così importante?<br>11) Cosa prevedeva il Privilegio Octonis, voluto dall’Imperatore sassone?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 06:38:06 UTC</pubDate>
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         <title>8) I Catari erano i predicanti del Catarismo ovvero un movimento ereticale Cristiano diffuso in diverse zone dell’ Europa durante il Medioevo. Secondo la loro religione esiste un Dio buono e un Dio cattivo, promuovevano inoltre un rinnovamento radicale della società. Così nel 1209 papa Innocenzo III scatenò una crociata contro gli Albigesi (nome francese dei catari), questa durò vent’anni e servì a riaffermare la teocrazia papale causando indicibili atrocità.</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:52:10 UTC</pubDate>
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         <title>Risposta 3 Bolzonella Porchia</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il rito della carica di cavaliere (o investitura) consisteva nel ricevere la carica di cavaliere e diventare a tutti gli effetti un milites a servizio del padrone.<br>Essa era una cerimonia molto importante e solenne a cui partecipavano, oltre che al futuro cavaliere e al signore (che spesso era un nobile o un vescovo), tutta la corte, il sacerdote e i parenti del soldato. Il giorno precedente all'investitura il giovane veniva lavato e rasato, vestito con una tunica bianca (simbolo di purezza), manto rosso (emblema del sangue che era disposto a versare in nome di Dio) e una cotta nera, che rappresentava la morte di cui non doveva aver timore, e veniva poi portato in una cappella dove doveva passare la notte pregando. Terminata la veglia notturna, il giovane cavaliere indossava i suoi abiti migliori e so recava nella sala principale della corte del signore, dove veniva benedetto dal sacerdote, che lo colpiva leggermente tre volte con la spada sulla spalla e pronunciava la formula di rito: in nome di Dio, di San Michele, di San Giorgio, ti faccio cavaliere. Spesso seguiva anche un ceffone, che serviva a sottolineare che quella sarebbe stata l'ultima offesa che avrebbe potuto subire senza vendicarsi. La cerimonia si concludeva con la promessa del cavaliere sulla Bibbia di difendere la Chiesa, i deboli e le donne. Solitamente la cerimonia si teneva durante il giorno di Pasqua, Natale, Pentecoste, Ascensione o San Giovanni</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:56:11 UTC</pubDate>
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         <title>4) Pellizzoni, Scuderi</title>
         <author>francescopellizzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'abate era il titolo che veniva conferito al superiore di una comumità monastica di dodici o più monaci. L'autorità dell'abate aveva due aspetti, il primo riguardava il governo esterno della casa, l'altro al governo spirituale dei suoi soggetti. Il termine abate deriva dall'aramaico abba, ovvero padre. Era inizialmente attribuito in Siria e in Egitto come titolo onorifico per monaci di una venerabile età. Nel 305, sant'Antonio abate organizzò agli eremiti in una comunità, di cui divenne la guida. La figura dell'abate e le sue decisioni sono superiore a qualsiasi altra regola monastica.&nbsp; I monaci che sottostavano all'abate, erano chiamati figli, per rafforzare l'idea di una famiglia ecclesiastica. Nacquero molte comunità guidate da questi abati, che, nonostante fossero inferiori alla chiesa, avevano una grande indipendenza&nbsp; economica e politica. Queste comunità porteranno poi alla nascita dei diversi ordini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:56:50 UTC</pubDate>
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         <title>10) Benedetta e Camilla</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L’arazzo di bayeux racconta in immagini la storia della battaglia di Hastings del 1066, evento decisivo nella conquista normanna dell'Inghilterra che ebbe come protagonisti Guglielmo I duca di Normandia e Aroldo II d'Inghilterra. Fornisce preziose informazioni sulle armi e sull’ equipaggiamento dei combattenti, sui cavalli, sui rituali e su vari aspetti della vita quotidiana.</div><div>L’Arazzo di Bayeux è lungo quasi 70 metri e gli studiosi, non concordi, avrebbero individuato da cinquanta a settantacinque scene con iscrizioni latine.</div><div>L’Arazzo di Bayeux è stato probabilmente realizzato a Canterbury, intorno al 1070 d.C., cioè quattro anni dopo la conclusione della battaglia di Hastings. Alcune narrazioni francesi indicano che l’arazzo sia stato commissionato dalla Regina Matilde, moglie di Guglielmo il Conquistatore, mentre alcune prove suggeriscono che il committente dell’opera d’arte sia stato il Vescovo Oddone, fratellastro di Guglielmo. Era conservato sino alla fine del XVIII secolo nella collezione della Cattedrale di Bayeaux ed è attualmente esposto al pubblico nel Centre Guillaume-le-Conquerant di Bayeaux.</div><div>L'arazzo<strong> </strong>di<strong> </strong>Bayeux ha un valore documentario inestimabile per la conoscenza della Normandia <strong>e</strong> dell'Inghilterra dell'XI secolo.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:56:57 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo 5 Adele e Benedetta S. </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il bosco nel Medioevo rappresentava una grande risorsa alimentare in quanto era ricco di selvaggina, frutti, funghi e miele. Inoltre le foreste erano sfruttate per l'allevamento dei maiali, che si nutrivano di ghiande. Nel contempo offriva un enorme disponibilità di legname, utilizzabile nell'edilizia e come fonte di energia. Il bosco generalmente era un luogo pubblico, ma con l'aumento della deforestazione alcuni nobili iniziarono a vietare l'accesso ai territori boschivi di loro proprietà alla popolazione,per praticarvi la caccia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:57:34 UTC</pubDate>
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         <title>Zampini e De Franceschi, risposta 2</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Per banno (in latino bannum), nel diritto feudale, si intende il potere esercitato dal detentore di una sovranità sui propri sudditi. Esso consisteva nel diritto d'imporre corvées ai sudditi, di riscuotere le tasse, di intraprendere azioni di guerra e, più in generale, di potersi far riconoscere come signore legittimo di un territorio. Il banno, come si è compreso, vincolava tutti coloro che non dipendevano da un'autorità per un vincolo vassallatico, ma per pura sudditanza. Non esisteva, dunque, nessun giuramento che legasse i contadini al proprio signore.<br><br>Al contrario nel feudo nobile il signore concedeva al vassallo il feudo insieme ad una serie di privilegi da esercitare sulla terra ricevuta in beneficio. Tali privilegi detti immunità riguardavano principalmente la difesa del territorio, l'amministrazione della giustizia e la riscossione di tributi. I poteri sono concessi tramite un patto di fiducia da una persona più ricca e potente in cambio di un servizio fornito in modo continuativo.<br><br>Il feudo nobile era un patto tra pari, al contrario della signoria di banno che è un fenomeno successivo che si afferma da quando i feudatari, forti di un potere sempre più consolidato, iniziano ad esercitare un effettivo potere sugli abitanti delle proprie terre, che non sono più vassalli ma sudditi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:57:56 UTC</pubDate>
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         <title>Risposta numero 6 - Andrea G. e Elena</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine corvées, dal latino corvaria, significa richiesta obbligatoria ed erano dei servizi che il contadino doveva prestare a favore del padrone gratuitamente. Esse consistevano nel lavorare, insieme ai servi, i terreni facenti parte della pars dominicum. Queste erano richieste ad arbitrio del signore e non erano limitate a un numero preciso di giorni settimanali. Si poteva prestare la propria manodopera gratuitamente durante tutto l’anno e&nbsp;<br>soprattutto quando l'attività era più intensa come durante la semina o la mietitura. Le corvées, però, potevano consistere anche in lavori diversi rispetto alla coltivazione della terra come ad esempio svolgere attività di manutenzione degli edifici della curtis. Altra prestazione che poteva essere richiesta era quella di fornire animali, aratri, carri o altre attrezzature da usarsi nei lavori nei campi o per i trasporti. Tutto ciò porto ala formazione di un ceto rurale che, benché libero, di fatto viveva in una condizione di servaggio.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:58:10 UTC</pubDate>
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         <title>domanda n 7 </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sofia e Giorgia&nbsp;<br>NICOLAISMO: il termine nicolaismo deriva da Nicola di Antiochia, uno dei primi sette diaconi della chiesa di Gerusalemme. Con nicolaismo intendiamo due correnti all’interno del cristianesimo, una nata in età antica e l’altra nel medioevo. Quella nata in età antica era di tendenza gnostica, non ammetteva la divinità di Cristo e mancando di pratiche pubbliche conduceva a un’ interiorizzazione della fede. Il termine nicolaismo torna poi in uso nel medioevo per indicare la presenza nel clero di preti sposati o concubinari. L’utilizzo di questo termine sembra sia stato originato dalla convinzione e che gli appartenenti alle sette dei nicolaiti, quasi 1000 anni prima, usassero prendere parte a riti sessuali di carattere orgiastico. Nacque uno scontro sanguinoso tra i nicolaiti medievali e il movimento dei patarini, i quali identificavano anche il clero sposato semplicemente come una forma di concubinato. Questo scontro interessò soprattutto la chiesa Ambrosiana e tutta la Lombardia dell’11º e del XII secolo. Nel concilio convocato dal Papa nel 1022 vennero prese due misure reprimere il nicolaismo.&nbsp;<br>SIMONIA è la compravendita di beni sacri e spirituali e anche il peccato commesso da chi fa tale commercio. Il termine deriva da Simone Mago, il samaritano che, secondo gli atti degli apostoli, cerca di comprare dagli apostoli Pietro e Giovanni il potere di conferire i doni dello spirito Santo, in cambio di denaro, mediante l’imposizione delle mani.&nbsp;<br>Secondo San Tommaso d’Aquino questo peccato non poteva essere giustificato in alcun modo, ma va condannato e punito. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 10:59:11 UTC</pubDate>
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         <title>domanda 1 De Martino e Freddo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>1) Il termine piante industriali indica una serie di specie vegetali diverse, coltivate principalmente per scopi commerciali e vendute dalle aziende agricole direttamente quali materie prime o sotto forma di prodotti lavorati. La coltivazione di piante industriali si è sviluppata soprattutto nei dintorni dei centri urbani nel contesto della crisi agraria del tardo Medioevo.<br>Le colture industriali si possono distinguere in:<br>- piante oleaginose e da fibra: sia il lino che la canapa venivano doppiamente sfruttati nei semi a scopo medicinale e nelle fibre per la fabbricazione di tele, tralicci, vele, reti da pesca e cordami. Questa fabbricazione era destinata innanzitutto al fabbisogno proprio e in secondo luogo alla vendita<br>- piante oleaginose: come la colza, che veniva utilizzata come semina invernale e come olio e che sostituì altre specie come il papavero, il ravizzone e la dorella<br>- piante tintorie: venivano coltivate numerose specie che contenevano sostanze atte a tingere i tessuti, come mirtillo, sambuco e bacche, che si trovavano in forma secca. Mentre il guado, la robbia e la reseda fornivano i tre colori primari: blu, rosso e giallo. Rimescolandoli si potevano ottenere varie gamme di colori.<br>- piante aromatiche: come lo zafferano, che si usava come spezia, per tingere e come medicamento, il luppolo, nella produzione di birra e come conservante.<br><br>La coltivazione e la vendita di piante industriali fruttava ai contadini entrate in contanti che, nonostante la pratica estesa dell'economia di sussistenza, anche in epoca preindustriale si rivelavano indispensabili. I prodotti commerciali veri e propri, ad esempio l'olio, le fibre, le sostanze coloranti e concianti ecc., venivano estratti dalla pianta intera o da parti di essa – radici, steli, foglie, fiori, semi – per mezzo di procedure laboriose.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 11:00:06 UTC</pubDate>
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         <title>domanda n 11 - Emanuele, Matteo P.</title>
         <author>matteopasquali1</author>
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         <description><![CDATA[<div>PRIVILEGIUM OTHONIS&nbsp;<br>Il Privilegium Othonis è una legislazione imperiale stipulata a Roma il 13 Febbraio del 962 tra Ottone I di Sassonia e papa Giovanni XII. L’autenticità del contenuto del documento sembra certa, anche se la versione attualmente esistente, conservata nell’Archivio Segreto del Vaticano, sembra essere soltanto un duplicato dell’originale, che probabilmente è andato perduto. Il documento stabiliva che:<br>-L’elezione papale dovesse avvenire soltanto con il consenso dell’Imperatore&nbsp; del Sacro Romano Impero e alla presenza di suoi rappresentanti;<br>-Inoltre, Ottone attribuì a se stesso reali diritti di sorveglianza, anche militare, sulla città di Roma.<br>-Ottone si impegnava poi a riconoscere tutte le donazioni territoriali attribuite da Pipino III e Carlo Magno alla Chiesa, nonostante ciò questi appezzamenti di terreno rimasero sotto la tutela imperiale. Con il Privilegium, Ottone, molto religioso, si proclamava difensore della cristianità, il suo intento era quello di incitare una riforma della Chiesa e&nbsp; ufficializzare il controllo imperiale sul papato. Il papa Giovanni XII prestò giuramento di alleanza all’imperatore promettendogli&nbsp; di chiedere il suo gradimento ogni volta che la Chiesa eleggesse un nuovo papa (anche la nobiltà e il popolo romano dovettero prestare giuramento di fedeltà a Ottone). L’anno seguente, in seguito alla fuga di Giovanni XII colpevole di aver tradito il patto di alleanza con l’Imperatore, nel corso del sinodo convocato il 6 novembre, Ottone impone una clausola al Privilegium, secondo la quale nessun futuro papa poteva essere eletto senza la volontà del sovrano regnante, mentre, secondo la prima stesura del documento, il beneplacito imperiale poteva giungere ad elezione avvenuta. Il Privilegium fu riconfermato attraverso il Diploma Heinricianum, stipulato il Giorno di Pasqua del 1020 tra il papa Benedetto VIII e l’Imperatore Enrico II a Bamberga, in occasione della visita del papa alla città. Hanns Leo Mikoletzky (storico austiaco del 900’) lo definisce un “documento spesso sopravvalutato” e afferma che Enrico non sarebbe stato eccessivamente interessato dal problema delle sue numerose condizioni vincolanti.&nbsp;<br>Nei decenni successivi alcuni pontefici, a partire da Leone IX, iniziarono una&nbsp; riforma della Chiesa, opponendosi al Privilegium, che ne limitava l’autonomia. Esso fu abolito da Niccolò II nel Concilio lateranense del 1059: il Papa emanò un decreto con il quale veniva stabilito che, da allora in poi, l’elezione del pontefice fosse esclusivamente una prerogativa di un collegio di cardinali, riuniti in Conclave. L’abolizione del Privilegio fu alla base del duro scontro che contrappose la Chiesa e l’impero dal 1076 al 1122: la lotta per le investiture.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-28 11:01:07 UTC</pubDate>
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         <title>domanda 9, Eugenio e Maria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine Eresia deriva dal Greco e inizialmente indicava le scuole e le dottrine ma non in maniera dispregiativa. L’eresia iniziò ad essere concepito come un concetto negativo e addirittura come un peccato durante l’epoca romana. Infatti commettere un peccato di eresia significava credere in una dottrina che si opponeva ad una verità rivelata e proposta come tale della Chiesa cattolica. Anche l’ostinata negazione dopo aver ricevuto il battesimo di una qualche verità o il dubbio su essa era considerato peccato di eresia.<br><br></div><div>Il peccato di eresia durante il medioevo poteva essere punito con pene come la confisca dei beni o la scomunica e nei casi peggiori con la pena di morte in particolare con il rogo, la decapitazione o l’impiccagione</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-09-30 15:30:57 UTC</pubDate>
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         <title>CONSEGNA LAVORI A GRUPPI </title>
         <author>servizifiera</author>
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         <description><![CDATA[<div>GRUPPO 1:<br><br>BOLZANELLA&nbsp;<br>PORCHIA<br>ZATACHETTO<br>DE MARTINO<br>ricerca: La minaccia Mongola del 1206 e del 1360<br>-----------------------------------------<br>GRUPPO 2:<br><br>ZAMPINI<br>TOMEZZOLI<br>CAPARELLI<br>PICCAGLI<br>SCANDOLA<br>ricerca: la fine del Regno di Federico II (i figli di Federico II) e l'ascesa della dinastia degli Angioini<br>-----------------<br>GRUPPO 3:<br><br>COROLAITA<br>PASCQUALI<br>NIGRI<br>ZENARI<br>ricerca Ordini minori: Francescani e Domenicani cosa li differenzia, quali sono i loro principi, in particolare i Domenicani sono investiti del potere .......<br>--------<br>GRUPPO 4<br><br>DE FRANCESCHI<br>SCUDERI<br>GRAUR<br>DORIZZI<br>BONANNI<br>ricerca: Il potere centrale dell'Impero Germanico, i sette casati elettori. L'indebolimento dell'impero<br><br>---------<br>GRUPPO 5:<br>MISITANO<br>PELLIZZONI<br>FREDDO<br>POMARI<br><br>RICERCA: Bonifacio VIII a la lotta con il potere della monarchia francese.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 21:40:52 UTC</pubDate>
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         <title>La minaccia Mongola del 1206 e del 1360 - Bolzonella, Porchia, Zatachetto, De Martino</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I mongoli erano una popolazione asiatica, probabilmente originaria del Nord-Est dell'odierna Mongolia, zona caratterizzata da un tipo di civiltà basata sul <strong>nomadismo pastorale</strong>. In particolare i Mongoli occupavano la parte del territorio compreso tra la Grande Muraglia Cinese e i fiumi siberiani, assieme ad altre tribù spesso in lotta tra loro, che arrecavano diversi danni all'Impero Cinese. <strong>Pastori e cacciatori nomadi, erano organizzati in grandi famiglie patrilocali</strong>, nelle quali i figli maschi continuavano a risiedere nella sede del padre anche dopo il matrimonio e in cui, l<strong>e donne godevano di notevoli privilegi tanto da poter diventare consiglier</strong>i dei principi o seguire i propri figli minorenni. <strong>Nelle tribù esisteva una rigida divisione in classi sociali (nobili, soldati, pastori liberi, servi, schiavi).</strong></div><div><strong>La religione praticata dai Mongoli era lo Sciamanesimo, in cui il sacerdote, lo sciamano, non era considerato una divinità e prestava i suoi servizi alla comunità, </strong>anche in qualità di medico, poiché ritenuto l’unico in grado di comunicare con gli spiriti. Successivamente vennero, però, distrutti quasi tutti i templi e le poche iscrizioni divennero indecifrabili.<br><br></div><div>Una delle ragioni che spiega la progressiva attenzione riservata dai crociati alle coste nordafricane<strong> nel corso del XIII è l’espansione mongola verso occidente. Agli inizi del XIII secolo gli eserciti mongoli, guidati da Gengis Khan,</strong> furono protagonisti <strong>di una delle espansioni militari più importanti della storia. In poco più di vent’anni i mongoli conquistarono buona parte del nord della Cina, </strong>dove allora si estendevano il regno di Xi Xia e l’impero jurchen, e distrussero l’impero musulmano Corasmio, situato in Asia Centrale. I successori del condottiero mongolo <strong>proseguirono con le conquiste, e nel giro di pochi anni giunsero a minacciare</strong> Paesi molto distanti, <strong>come Ungheria, Egitto e Giappone. fecero il loro ingresso in Europa nel 1238 ma la loro corsa si fermò nell’area balcanica, in seguito proseguirono nel Medio Oriente dove nel 1258 conquistarono Bagdad.</strong> <br><br>Gli eserciti erano formati da pastori nomadi che erano guerrieri formidabili: il loro stile di vita li aveva trasformati in <strong>eccellenti cavalieri e arcieri, e un clima duro li aveva abituati a sopportare</strong> <strong>le lunghe privazioni della vita militare.</strong> Inoltre, gli eserciti di Gengis Khan non poterono approfittare <strong>di alcun vantaggio tecnologico</strong> sui loro predecessori. Infatti, la loro arma principale, <strong>il potente arco composito,</strong> presentava solo piccole differenze rispetto a quello usato dagli sciti <strong>più di duemila anni prima. </strong>Un altro pilastro dell’esercito di Gengis Khan fu l’instaurazione di <strong>una durissima disciplina.&nbsp; I mongoli si distinsero anche per la loro grande capacità di adattamento, mostrando una notevole propensione per provare nuove strategie al momento di affrontare situazioni sconosciute.</strong><br><br>La componente più controversa dello stile di guerra mongolo fu il <strong>terrore</strong>. Nelle sue conquiste di Stati stanziali, <strong>Gengis Khan attuò in modo premeditato una politica della paura, diffusa attraverso la violenza.</strong><br><br></div><div>Un elemento determinante per comprendere questo successo è proprio <strong>la figura di Gengis Khan.</strong> Fu uno dei migliori generali della sua epoca ed è considerato uno dei grandi conquistatori della storia.&nbsp; Fu il carisma del conquistatore mongolo a fargli guadagnare <strong>la lealtà incondizionata dei suoi soldati, </strong>come quella volta che fu ferito gravemente al collo sul campo di battaglia e fu salvato da <strong>uno dei suoi migliori guerrieri, </strong>che lo curò per tutta la notte e giunse a infiltrarsi nell’accampamento nemico per trovare il latte di cavalla da offrire al suo khan ferito e assetato.&nbsp;<br><br>La seconda grande invasione dei mongoli avvenuta circa nel 1360 è stata guidata da Timur Lang, noto in Europa come "Tamerlano il terribile" (per via delle sue sanguinosissime vittorie contro i turchi ottomani), ed interessò la zona del Medio Oriente, dell'Asia Centrale e parte dell'Europa. Alla morte di Tamerlano il suo regno, chiamato impero timuride, si estendeva dall'odierna Turchia fino al Pakistan orizzontalmente e verticalmente dal Golfo Persico al Kazakistan.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 13:55:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il potere centrale dell’Impero Germanico, i sette casati elettori, l’indebolimento dell’impero - Scuderi, De Franceschi, Bonanni, Graur, Dorizzi.</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tra il Duecento e il Trecento, il desiderio comune della supremazia dell’ Europa attraversò fu rallentato da diversi fattori, tra cui gli scontri con il Papato, l’affermazione delle monarchie nazionali e la nascita dei comuni, che con forza reclamavano la loro autonomia politica, economica e militare. Questi fattori posero le basi per una crisi che colpì per primo l’Impero, già messo in difficoltà dall’eredità feudale ancora fortemente presente, che, invece di consolidare i territori e aggregare le popolazioni, in molti casi ne aveva favorito la frammentazione.</strong></div><div><br></div><div><br></div><div>La dinastia Sveva, e, in particolare, gli ultimi sovrani di questa, non mostrarono mai troppo interessa per la Germania, concentrandosi più sulla penisola italiana, tendando di riportarla sotto il controllo imperiale.<strong> Proprio per questo, una volta finita la casata degli Svevi, il potere imperiale in Germania si indebolì ancora di più, e la carica di imperatore venne ridotta ad un semplice titolo onorifico, oggetto di contese tra le grandi famiglie tedesche.</strong> <strong>Nonostante ciò, nessuna di queste aveva l’effettivo potere per riuscire ad imporsi sulle altre, e il risultato non fu altro che una sede imperiale del tutto vacante. Questo ventennio (1256-1273)</strong> prese il nome di grande interregno. Mentre i nobili erano alle prese con questa crisi del potere, le città accrescevano sempre di più la loro capacità di autogestione. Nel 1273 la corona fu affidata a Rodolfo I, segnando l’ascesa degli Asburgo, che riuscì a ristabilire un forte potere patrimoniale e territoriale, concentrandosi solo sulla Germania e senza mai scendendo in Italia.</div><div><br></div><div><br></div><div><strong>Il primo sovrano che tentò di rilanciare un progetto di universalismo imperiale fu Enrico VII di Lussemburgo (coevo di Dante, sul quale il poeta nutre aspettative di rinnovamento politico), che discese un Italia con l’obiettivo di pacificare gli scontri tra guelfi e ghibellini. Qui incontrò, però, la resistenza fiorentina guelfa, guidata da Firenze e dal re di Napoli Roberto d’Angiò.</strong> <strong>Il sovrano rimase incastrato in questi scontri e morì nel 1313</strong> a Siena, data che sancì la fine del tentativo tedesco di restaurazione imperiale in Italia. <strong>Nel 1328 venne eletto Ludovico IV di Baviera, detto il Bavaro, che marciò su Roma con forza. Qui si fece incoronare imperatore dal popolo e non dal pontefice, atto che sottolineava come il potere imperiale non venisse da Dio o dal Papa, ma dal popolo</strong>. Nonostante ciò la sua stessa politica finì per isolarlo e ricevette molte critiche dalla nobiltà tedesca, che nel 1346 elesse come re Carlo IV di Lussemburgo. Lo scontro tra i due principi fu evitato, però, dalla morte di Ludovico IV .<strong>Con l’ufficializzazione della carica di Carlo IV, l’impero si ritrasse del tutto al di là delle Alpi, lasciando frammentata la penisola italiana.</strong></div><div><br></div><div><br></div><div><strong>A partire dal XIV secolo La corona divenne appannaggio delle due più importanti famiglie della Germania, il Lussemburgo e gli Asburgo</strong>. Inoltre, per essere riconosciuti come imperatori, non era più necessaria l’approvazione del pontefice. Questo e i caratteri elettivi della Corona di Germania&nbsp; vennero sanciti nella <strong><em>Bolla d’Oro</em></strong><strong> del 1356, da parte di Carlo IV. In questo documento veniva stabilita la corrispondenza tra la corona di Germania e il titolo di imperatore, senza la necessità, quindi, di ottenere anche il titolo di re d’Italia. Questa </strong><strong><em>Bolla</em></strong><strong>, inoltre, elencava i meccanismi di elezione per il titolo di sovrano: doveva essere presente un consiglio formato da sette grandi elettori, ovvero i signori più importanti del territorio; di questi sette, tre dovevano essere ecclesiastici e quattro laici. </strong>Altro aspetto molto importante era che questi sette principi elettori mantenevano una autonomia di governo quasi del tutto completa, simbolo di quanto questi fossero importanti nella politica della Germania. <strong>La procedura elettiva venne applicata fino alla fine del XV secolo, quando la carica torno ad essere ereditaria, rimanendo dal 1438 fino al XIX secolo nelle mani degli Asburgo.</strong></div><div><br></div><div><br></div><div>La formalizzazione del sistema elettivo bloccò quasi del tutto la nascita di strutture politiche stabili e lasciò la Germania con lo status di paese delle autonomie reali, anche di piccolissima entità, nonostante la carica di imperatore riguardasse esclusivamente questa zona d’Europa. Il meccanismo di aggregazione che aveva portato alla nascita di monarchie nazionali come Francia e Inghilterra, in Germania risultò essere un totale fallimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 18:20:27 UTC</pubDate>
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         <title>Bonifacio VIII e la lotta con il potere della monarchia francese. Freddo, Misitano, Pomari, Pellizzoni</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>BIOGRAFIA E ASCESA AL TRONO</strong>&nbsp;</div><div>Benedetto Caetani, il futuro Bonifacio VIII, nasce ad Anagni intorno al 1230, da Roffredo <strong>Caetani</strong> ed Emilia Patrasso di Guarcino. <strong>La sua è una delle famiglie più ricche e influenti dell’epoca </strong>e lo zio materno lo introduce nella comunità ecclesiastica da ragazzino, com’era usanza all’epoca. Presto inizia a studiare diritto canonico a Todi, dove è vescovo l’altro suo zio, e si laurea all’Università di Bologna. <strong>È ambizioso e </strong>intelligente. Scala le gerarchie della Curia romana, diventando il segretario di Simon de Brion-futuro papa martino IV&nbsp; (viene da lui descritto come un uomo di profondo giudizio, affidabile, di grande lungimiranza) e<strong> prende parte a delle importanti delegazioni pontificie in Francia e Inghilterra.&nbsp;</strong></div><div><strong>Nel luglio del 1294, viene eletto Celestino V, che, sotto il patrocinio di Carlo II d’Angiò, sposta la corte pontificia a Napoli. Celestino, però, ha accettato l’incarico controvoglia – è un umile monaco dedito al voto di povertà, senza alcuna esperienza politica – e manifesta fin da subito il desiderio di abdicare. Celestino rinuncia ufficialmente alla carica nel dicembre dello stesso anno e, dieci giorni dopo, il conclave si riunisce a Castel Nuovo per dare alla Chiesa una nuova guida spirituale. Dagli scrutini esce vincitore il cardinal Caetani, che sceglie il nome di Bonifacio VIII.</strong></div><div>Come primo atto del suo pontificato, Bonifacio VIII trasferisce la corte papale a Roma e&nbsp; fa di Anagni il suo centro operativo offrendo&nbsp; cariche ecclesiastiche ad amici e parenti. <strong>La questione che più lo preoccupa, però, è come difendersi dai cardinali francesi che si sono opposti alla sua elezione e che potrebbero sfruttare Celestino V come antipapa.Per questo lo fa imprigionare nella rocca di Fumone dove morirà.&nbsp;</strong></div><div><br></div><div><strong>IL SUO PONTIFICATO&nbsp;</strong></div><div>Bonifacio VIII fu un intransigente sostenitore del primato spirituale e temporale dei papi alle soglie di un periodo che avrebbe segnato al contrario la decadenza della Chiesa medievale. <strong>Alle aspirazioni di rinnovamento religioso delle correnti escatologico-spiritualistiche oppose dapprima una politica di repressione </strong>(imprigionamento di Celestino V e lotta contro i C<strong>olonna, avversari di Bonifacio VIII e sostenitori degli spirituali,</strong> culminata con la presa di Palestrina, 1298) <strong>poi&nbsp; una&nbsp; integrazione con il grandioso giubileo del 1300, invocando il perdono per chi si fosse recato in pellegrinaggio a Roma).</strong> In Italia intese sostenere la propria supremazia con <strong>diverse intromissioni nei conflitti che agitavano Stati e città</strong> della penisola (<strong>tentativo di mediazione fra Angioini e Aragonesi impegnati nella guerra del Vespro, appoggio dato ai guelfi neri contro i bianchi in Firenze)</strong>, interventi destinati comunque al fallimento o a effimeri successi. Dove lo scacco della politica di Bonifacio VIII apparve evidente e definitivo fu però sulla <strong>scena internazionale, in particolare nella lotta che lo oppose a Filippo IV di Francia: al divieto di tassare gli ecclesiastici imposto dal papa </strong>(bolla Clericis laicos, 1296), <strong>Filippo rispose con un rifiuto</strong> e, al rinnovato appello del papa all'obbedienza (bolla Ausculta fili, 1301), <strong>il re francese oppose la deliberazione degli Stati Generali (1302) che, sul presupposto della diretta derivazione divina del potere regale, negarono la supremazia pontificia sulla monarchia. La bolla Unam sanctam (1302) di Bonifacio VIII, dove è tra l'altro affermata la necessità della soggezione al papa per l'ottenimento della salvezza, fu l'ultimo, vano tentativo di ristabilire l'assoluta supremazia temporale del papato</strong>: <strong>nel 1303 Guglielmo di Nogaret, inviato di Filippo, procedette addirittura all'arresto di Bonifacio VIII in Anagni e</strong>, per quanto una sollevazione popolare ottenesse l'immediata liberazione del papa, che un mese dopo moriva, questo episodio segnò l'<strong>effettiva sconfitta delle pretese di Bonifacio VIII </strong>e, con esse, <strong>dell'ideologia teocratica medievale</strong> ormai superata all'affermarsi della nuova realtà degli Stati nazionali.</div><div><br><br></div><div><strong>LA MORTE</strong></div><div>&nbsp;A Roma il pontefice sta preparando una bolla di scomunica, la Super Petri solio, da pubblicare l’8 settembre del 1303. <strong>La scomunica in sé non è un problema, ma Filippo sa che legittimerebbe il popolo a rivoltarsi contro di lui, e decide di organizzare una spedizione punitiva capeggiata da Sciarra Colonna e Guglielmo di Nogaret.I </strong>due emissari giungono ad Anagni il 7 settembre ed entrano nel palazzo dove Bonifacio VIII si è barricato. Seguono insulti e ingiurie, con Sciarra Colonna che vomita contro il pontefice tutto il suo odio, sia personale sia per i <strong>contrasti fra i Colonna e i Caetani</strong>. Leggenda narra che, stanco delle parole, il nobile tolga il guanto e faccia quello che nessuno ha mai fatto:Schiaffeggia la più alta autorità del mondo cristiano.<strong>Nogaret si mette a cercare la bolla di scomunica e la distrugge</strong>, poi torna dal papa e lo trova in balia di uno Sciarra intenzionato a ucciderlo. Il francese vuole che resti in vita per subire l’onta del processo e, in qualche modo, riesce a placare l’ira del compagno.<strong>Dopo tre giorni di prigionia, la popolazione di Anagni insorge, caccia gli emissari del re con l’aiuto della famiglia Orsini e libera Bonifacio, che, fiaccato nello spirito e nel corpo, torna Roma e si spegne l’11 ottobre del 1303.</strong></div><div><br></div><div><strong>DANTE E BONIFACIO VIII&nbsp;</strong></div><div>Bonifacio VIII fu uno tra i più discussi capi della Chiesa anche dopo la sua morte. In tanti si espressero sulla sua attività politica ma il giudizio più severo fu quello di Dante Alighieri. Il poeta fiorentino odiò talmente tanto <strong>Bonifacio VIII da decidere di riservargli un posto all’Inferno, sebbene quest’ultimo non fosse ancora morto.</strong> Nei canti XIX e XXVII dell’Inferno, nei quali viene addirittura predetta la sua futura condanna tra i simoniaci. Dante mette queste parole al papa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Niccol%C3%B2_III">Niccolò III</a>, <strong>anche lui dannato tra i simoniaci che sono condannati a stare a testa in giù in pozzi circolari e con i piedi lambiti da fiamma.</strong> Niccolò III non potendo vedere in faccia Dante, ma sentendolo avvicinarsi, crede che si tratti Bonifacio VIII, predestinato a tale pena. Grazie a questa trovata artificiosa e beffarda <strong>Dante quindi colloca Benedetto Caetani nell’</strong><strong><em>Inferno</em></strong><strong>, quando era ancora in vita. </strong>Secondo quanto afferma Dante, <strong>l’elezione papale di Bonifacio VIII fu infatti viziata da simonia (termine che fa riferimento alla compravendita di cariche ecclesiastiche) e lo stesso Celestino V fu raggirato da quest’ultimo per rinunciare alla carica, ritenuto un ingenuo e probabilmente inadatto al ruolo</strong>. Insomma <strong>Bonifacio era per Dante il simbolo di una corruzione profonda che attraversava sotterraneamente la Chiesa e in tale contesto si inserisce la guerra tra Guelfi e Ghibellini</strong>, sostenitori del primato imperiale, a Firenze. <strong>Pur da guelfo, Dante promuoveva l’indipendenza della città toscana e l’elezione di un Caetani era per lui come fumo negli occhi:</strong> da qui la sua fiera opposizione e la successiva condanna in contumacia all’esilio da Firenze nel 1302.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 21:35:08 UTC</pubDate>
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         <title>Dominio Angioino in Sicilia </title>
         <author>matteozampini</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Nel <strong>1261 era stato eletto pontefice papa Urbano IV,</strong> che, dopo aver constatato che re Manfredi di Sicilia aspirava a portare sotto il suo dominio tutta l'Italia, intavolò inizialmente alcune trattative col sovrano svevo per tentare di trovare un accordo, e successivamente, visto che tali trattative non avevano sortito alcun effetto,<strong>nel 1263, arrivò a scomunicare lo stesso Manfredi.</strong> <strong>La corona di Sicilia, che precedentemente, in occasione di una prima scomunica di Manfredi, era stata proposta a Edmondo, figlio del re d'Inghilterra, fu allora offerta proprio a Carlo D’angiò</strong>, preferito dal pontefice poiché lo zio di Edmondo, era divenuto nel frattempo re di Germania e pretendente alla corona imperiale. Inoltre, per creare un ulteriore elemento di pressione, <strong>alcuni mesi prima, aveva fatto eleggere il principe angioino senatore di Roma</strong>, carica che equivaleva in pratica a quella di governatore della città.&nbsp;</div><div><strong>Carlo accolse volentieri l'invito del papa, prendendo precisi accordi con papa Clemente IV: in particolare carlo si impegnava a non possedere domini in toscana e nell’italia centrale. Carlo era infatti interessato al sud italia, molto ricco di risorse alimentari come il grano.</strong> L'Angioino prestò il giuramento di obbedienza alla Chiesa e di osservanza assoluta dei patti sottoscritti, <strong>ricevendo infine la corona del regno di Sicilia nel 1266. Più tardi lo stesso anno sconfisse nella battaglia di Benevento Manfredi.&nbsp;</strong></div><div><strong>Carlo</strong> però non ritenne opportuno fidarsi dei nobili siciliani e del sud italia e <strong>finì per imporre un governo dispotico. Non convocò più il parlamento e aumentò il peso dei prelievi fiscali, che divennero insostenibili. Questa situazione portò, in breve tempo, la nobiltà esasperata a cercare un liberatore, che fu presto trovato nella persona di Corradino di Svevia,</strong> <strong>che però fu sconfitto e decapitato a Napoli nel 1268. Carlo, conquistato il meridione d'Italia, mirava infatti già ad Oriente, al neo-restaurato Impero bizantino e ai comuni del nord Italia.&nbsp;</strong></div><div>La politica bellicosa e dispendiosa di Carlo, sommata ad ingenti imposizioni fiscali, scatenò malcontento in tutto il Regno, in particolare in Sicilia. Gli abitanti dell'isola, infatti, avevano mal digerito la decisione del sovrano di<strong> trasferire la capitale del Regno da Palermo a Napoli </strong>e soffrivano il regime che il re aveva instaurato. Egli, infatti,&nbsp; governava in maniera indiscriminata e con mano ferrea, applicando una politica autoritaria ed estremamente vessatoria. Va segnalato, a tal proposito, che <strong>Dante, il quale nel 1282 aveva soli 17 anni, indicherà come Mala Segnoria il Regno angioino di Sicilia, citandolo nell'VIII canto del Paradiso.</strong> La scelta di Napoli come capitale fu frutto di un ragionamento complesso ideato da Carlo e sostenuto dal Papa, che aveva chiesto al sovrano di allontanare il centro del potere dalla Sicilia, per avvicinarlo a Roma. Inoltre la città era centrale, ricca e ben collegata.</div><div>Questo portò alla <strong>rivolta dei Vespri, accaduta il 30 marzo del 1282</strong>, durante la funzione dei Vespri appunto. In seguito nel corso della serata e della notte che ne seguì, <strong>i palermitani effettuarono una vera e propria </strong><strong><em>"caccia ai francesi</em></strong><em>"</em> che dilagò in breve tempo in tutta l'isola, trasformandosi in una carneficina. Dopo la rivolta, cominciò la vera e propria guerra del vespro. <strong>I nobili siciliani riponevano le proprie speranze</strong> in Michele VIII, imperatore bizantino già in contrasto con Carlo I d'Angiò, e <strong>in Pietro III d'Aragona. Il re d'Aragona, in particolare, era guardato con favore perché sua moglie Costanza, in quanto figlia di Manfredi e nipote dell’imperatore Federico II, risultava l'unica pretendente legittima della casa di Svevia.</strong> Entrambe le parti intervennero militarmente e la guerra si protrasse anche in seguito alla morte di Carlo D’angiò e Pietro d’Aragona. Si giunse alla pace di Caltabellotta, l’accordo ufficiale di pace firmato nel 1302, tra gli eredi dei due sovrani: Carlo II lo zoppo per gli angioini e Federico D’aragona, chiamato con il nome del bisnonno imperatore Federico II.</div><div>L'accordo prevedeva:</div><ul><li><strong>la distinzione politica fra il </strong><strong><em>Regno di Sicilia</em></strong><strong>, in mano agli angioini e limitato alla parte continentale del Mezzogiorno d'Italia, ed il </strong><strong><em>Regno di Trinacria</em></strong><strong>, costituito dalla Sicilia e dalle isole adiacenti, con Federico III d'Aragona come re indipendente e assoluto;</strong></li><li>la riunificazione del Regno di Sicilia, sotto la dominazione degli angioini, dopo la morte di Federico, e la contestuale corresponsione di 100.000 once d'oro dagli Angiò agli aragonesi.</li></ul><div>La riunificazione del Regno prevista dal trattato tuttavia non si verificò mai, poiché gli Aragonesi non lasciarono la Sicilia: Federico rivendicò il titolo di Re per il figlio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_II_di_Sicilia">Pietro</a> evitando così di farlo confluire agli angioini.<br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-14 08:54:57 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESCANI E DOMENICANI A CONFRONTO</title>
         <author>matteopasquali1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pasquali, Nigri, Corolaita, Zenari<br><br>I FRANCESCANI<br>Con il nome ’’ordine francescano’’ si intende il gruppo dei frati minori, chiamato anche <strong>’’primo ordine’’, fondato nel 1209 </strong>da Francesco d’Assisi.<br>San Francesco nacque ad Assisi nel 1181 in una famiglia benestante e successivamente si convertì al cristianesimo allontanandosi da ogni bene per aiutare i più bisognosi.<br><strong>Iniziò a praticare una vita povera insieme ai suoi seguaci, era portatore della semplicità e della fraternità,&nbsp; queste contraddistinguevano lo stile di vita delle classi nobili del periodo.</strong><br>I seguaci di <strong>San Francesco iniziarono a vivere nei monasteri che diventarono centri culturali.<br></strong><br>Quest’ordine, <strong>un tempo chiamato ‘’ordine dei frati minori’’, è raggruppato in tre famiglie: i frati minori , I frati minori conventuali e I frati minori Cappuccini,</strong> tutti questi sono accomunati dal seguire la Regola di San Francesco <br><strong>La regola si basa nell’osservare il santo Vangelo del signore, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità</strong><br>Dopo la morte di San Francesco, i francescani si divisero in due fazioni: quella rigorista, che condannava coloro che non rispettavano l’ideale della povertà,infatti i francescani dovevano vivere solo dei frutti del loro lavoro manuale o della mendicità.&nbsp; <br>La fazione moderata era favorevole a un’interpretazione meno rigida della Regola. <br>Lo stemma dei francescani è composto da una croce con il braccio di Cristo e di San Francesco.<br><br><br>I DOMENICANI<br>I frati Domenicani erano religiosi <strong>appartenenti all'ordine dei predicatori fondato da S. Domenico di Guzmán nel 1206 e approvato da Onorio III il 22 dicembre 1216.</strong><br>Il <strong>fondatore</strong> nacque nel 1170 a Caleruega, in Castiglia, da Felice di Guzmán e Giovanna d'Aza, membri della piccola nobiltà: il nome di Domenico gli venne imposto in onore del santo abate del monastero di Silos. <br><br><strong>È un ordine di predicatori, caratteristica principale è la predicazione per la salvezza delle anime</strong>. Oggetto focale della predicazione domenicana è la <strong>figura di Cristo redentore, causa meritoria della salvezza umana.</strong><br>L'abito del fondatore era quello dei canonici del capitolo di Osma, <strong>costituito da una tonaca bianca con cappa e cappuccio appuntito nero;</strong> anche la particolare tonsura "ad aureola" di Domenico era quella dei canonici di Osma ed era diversa da quella del clero secolare e dei monaci. <br>Nel 1216 anche i frati che lo seguivano adottarono lo stesso abito e la stessa particolare tonsura. L'abito era completato da una cintura di cuoio stretta in vita alla quale i frati portavano appesi alcuni oggetti di uso quotidiano; i frati portavano anche una sorta di corona di perle per contare le preghiere.<br><strong>Importante nella vita dei frati domenicani è lo studio e la preghiera, </strong>sia individuale sia corale: si trasmette quanto sì è contemplato. Altra caratteristica importante è la vita comunitaria.<br>Poiché p<strong>er confutare le dottrine era necessario che i predicatori, oltre a essere esemplarmente poveri, avessero anche una solida preparazione culturale, i conventi domenicani divennero importanti centri di studi teologici e biblici: </strong>appartennero all'ordine alcuni dei più <strong>importanti teologi </strong>medievali, come <strong>Tommaso d'Aquino e Alberto Magno.</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; In origine l'ordine non aveva nessuno stemma, ma poi in Spagna si cominciò a usare uno scudo cappato di bianco e di nero; successivamente, in Francia e Inghilterra, venne adottato come simbolo una croce gigliata decorata a bande bicrome (bianche e nere) alternate. <br><br>DIFFERENZE TRA FRANCESCANI E DOMENICANI<br>Per convincere gli eretici, <strong>i francescani si avvalgono mediante la loro radicale povertà e di una vita dedita all’amore e alla rinuncia di ogni piacere</strong>. <strong>Il domenicano utilizza altre armi: predica e convince </strong>adeguando volta in volta la scelta dei temi e del linguaggio al suo uditorio.<br><strong>I domenicani mirano ad ottenere la salvezza delle anime tramite la scienza, si dedicano principalmente al tradizionale ministero della predicazione (sia con la parola che con lo scritto)</strong> che si concretizza in varie forme: missioni popolari, ritiri spirituali, corsi di formazione religiosa, comunicazione sociale, insegnamento, studio, ricerca scientifica e culturale, editoria.<br><strong>I frati sono coinvolti nell'animazione della religiosità popolare e devozionale, mentre i francescani desiderano vivere nella totale povertà e predicare per la cura delle anime.</strong><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-14 08:57:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Andrea Scuderi - “Thinkin Bout You” - Frank Ocean, 2012</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Yes of course I remember, how could I forget how you feel?</div><div>You know you were my first time, a new feel</div><div><strong>It will never get old, not in my soul, not in my spirit, keep it alive</strong></div><div>We'll go down this road 'til it turns from color to black and white</div><div><br></div><div>traduzione:</div><div><br></div><div>si, naturalmente ricordo,&nbsp;<br>come potrei dimenticare il modo in cui ti senti?</div><div>in fondo sei stata la prima&nbsp;</div><div>un nuova sensazione</div><div>non invecchierà mai, non nella mia anima&nbsp;</div><div>non nel mio spirito, la terrò in vita</div><div>gireremo per questa strada&nbsp;</div><div>finché non diventerà da a colori a&nbsp; nera e bianca&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:04:29 UTC</pubDate>
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         <title>Eugenio Corolaita-&quot;Moral of the Story&quot;-Ashe, 2019</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Talking with my lawyer<br>She said, "Where'd you find this guy?"<br>I said, "Young people fall in love<br>With the wrong people sometimes"</div><div>Some mistakes get made<br>That's alright, that's okay<br><strong>You can think that you're in love<br>When you're really just in pain</strong> [...]<br><br>Traduzione:<br>Parlando con la mia avvocata<br>Lei ha detto "Dove hai trovato questo tipo?"<br>Io ho detto "Le persone giovani si innamorano<br> Delle persone sbagliate a volte" <br>Alcune volte si sbaglia<br>Va bene, E' okay<br><strong>Puoi pensare di essere innamorato<br>Ma sei semplicemente addolorato</strong> [...]</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:17:08 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Matteo Zampini - &quot;Pretty little fears&quot; - 6lack, J. Cole; 2018</title>
         <author>matteozampini</author>
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         <description><![CDATA[<div>You plant a seed, it grows some roots, a branch and leaves<br><strong>Becomes a tree of life until our nights are filled<br>With peace from stress</strong> and strife</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:43:51 UTC</pubDate>
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         <title>Emanuele Caparrelli; the police, Every breath you take</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Every <strong>breath</strong> you take<br>And every <strong>move</strong> you make<br>Every <strong>bond</strong> you break<br>Every <strong>step</strong> you take<br><strong>I'll be watching you</strong></div><div>Every single day<br>And every <strong>word</strong> you say<br>Every <strong>game</strong> you play<br>Every night you stay<br>I'll be watching you</div><div>Oh, can't you see<br><strong>You belong to me</strong>?<br>How my poor heart aches<br>With every step you take?</div><div>Every move you make<br>And every vow you break<br>Every smile you fake<br>Every claim you stake<br>I'll be watching you</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:46:52 UTC</pubDate>
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         <title>Letizia Freddo-She will be loved, Maroon 5 </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>My heart is full and my door's always open, you come anytime you want, yeah<br>I<strong> don't mind spending every day<br>Out on your corner</strong> in the pouring rain<br>Look for the girl with the broken smile<br>Ask her if she wants to stay a while <br><strong>And she will be loved</strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:55:22 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Francesco Pellizzoni. You Are The Reason, Calum Scott.</title>
         <author>francescopellizzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>And I'd climb every mountain<br>And swim every ocean<br>Just to be with you<br>And fix what I've broken<br>Oh, <strong>'cause I need you to see<br>That you are the reason</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:56:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Matteo Pasquali - &quot;Love Over Gold&quot; Dire Straits</title>
         <author>matteopasquali1</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2463684070</link>
         <description><![CDATA[<div>You walk out on the high wire<br>you're a dancer on thin ice<br>you pay no heed to the danger<br>and less to advice<br>your footsteps are forbidden<br>but with a knowledge of your sin<br>you throw your love to all the strangers<br>and caution to the wind<br><br>And you go dancing through doorways<br>just to see what you will find<br>leaving nothing to interfere<br>with the crazy balance of your mind<br>and when you finally reappear<br>at the place where you came in<br>you've thrown your love to all the strangers<br>and caution to the wind<br><br>It takes love over gold<br>and mind over matter<br>to do what you do that you must<br>when the things that you hold<br>can fall and be shattered<br>or run through your fingers like dust<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:57:12 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro De Franceschi - &quot;Fix You&quot; - Coldplay; 2005</title>
         <author>pietrodefranceschi</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2463685241</link>
         <description><![CDATA[<div>When you try your best, but you don't succeed<br>When you get what you want, but not what you need<br>When you feel so tired, but you can't sleep<br>Stuck in reverse<br><br>[...]<br><br>And I will try to fix you<br><br>[...]</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 20:58:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Matteo Pasquali - &quot;Love Over Gold&quot; - Dire Straits, 1982</title>
         <author>matteopasquali1</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2463697572</link>
         <description><![CDATA[<div>You walk out on the high wire<br>you’re a dancer on thin ice<br>you pay no heed to the danger<br>and less to advice<br>your footsteps are forbidden<br>but with a knowledge of your sin<br><strong><em>you throw your love to all the strangers<br>and caution to the wind</em></strong><br><br><strong>Cammini sul filo lassù in alto<br>sei una ballerina sul ghiaccio sottile<br>e non presti attenzione al pericolo<br>e meno all’avvertimento<br>i tuoi passi sono proibiti<br>ma con la consapevolezza del tuo errore<br>getti amore a tutti gli sconosciuti<br>e la prudenza al vento<br><br></strong>And you go dancing through doorways<br>just to see what you will find<br>leaving nothing to interfere<br>with the crazy balance of your mind<br>and when you finally reappear<br>at the place where you came in<br>you’ve thrown your love to all the strangers<br>and caution to the wind<br><br><strong>E vai ballando oltre le porte<br>solo per vedere cosa troverai<br>senza che nulla condizioni<br>l’equilibrio instabile della tua mente<br>e quando alla fine riappari<br>da dove sei arrivata<br>getti amore a tutti gli sconosciuti<br>e la prudenza al vento<br><br></strong><strong><em>It takes love over gold<br>and mind ove</em></strong>r matter<br>to do what you do that you must<br>when the things that you hold<br>can fall and be shattered<br>or run through your fingers like dust<br><br><strong>Ci vuole amore anzichè oro<br>e pensiero anzichè sostanza<br>per fare ciò che fai,cio che devi<br>quando quel che hai<br>può cadere e frantumarsi<br>o scivolarti fra le dita come polvere</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 21:12:56 UTC</pubDate>
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         <title>Nigri Camilla - ‘’L’emozione non ha voce’’- Adriano Celentano </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2463699352</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>"Io non so parlar d'amore</strong></div><div><strong>L'emozione non ha voce...</strong>"</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 21:15:00 UTC</pubDate>
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         <title>Emma De Martino - A te, Jovanotti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>A te </strong>che sei l'unica al mondo<br><strong>L'unica ragione</strong> per arrivare fino in fondo<br>Ad ogni mio respiro<br>Quando ti guardo<br>Dopo un giorno pieno di parole<br>Senza che tu mi dica niente<br><strong>Tutto si fa chiaro</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 21:22:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giorgia Bonanni “Mi fido di te”-Jovanotti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2463719360</link>
         <description><![CDATA[<div>Di stare collegato<br>Di vivere d'un fiato<br>Di stendermi sopra al burrone<br>E di guardare giù<br>La vertigine non è<br>Paura di cadere<br>Ma voglia di volare</div><div>Mi fido di te<br>Mi fido di te<br>Mi fido di te<br>Mi fido di te<br>Io mi fido di te<br><strong><sub>Ehi, mi fido di te<br>Cosa sei disposto a perdere?</sub></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-31 21:40:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Maria Dorizzi - “Dubbi”, Marracash </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2464134114</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'amore? L'amore di cui parla</strong></div><div><strong>Cioè stringere una cosa forte fino a soffocarla?</strong></div><div>Un gioco in cui mi faccio male o faccio male a un'altra</div><div>Ho quarant'anni e mai visto un legame che rimanga</div><div>Un amore materno, viscoso, non mi serve, non lo voglio</div><div>Per me è solo <strong>un modo per nascondersi dal mondo</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 06:51:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>PROGETTO SIMPOSIO PLATONE :</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2464153786</link>
         <description><![CDATA[<div>sce<br>gliene una parte di una canzone a vostra scelta che parli di amore e cerchi di darne una definizione: L'amore è....<br>DISTINGUETE DEI BRANI SCELTI QUELLI CHE PARLANO DLE CONCETTO DI AMORE E QUELLI CHE PARLANO DI AMORE ATTRAVERSO IMMAGINI / SENSAZIONI FISICHE.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 07:14:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Benedetta Zatachetto- “Insuperabile”  - Rkomi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2464258303</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'amore per me è elettricità</strong><br>Sto immergendomi nella corrente, le tue <strong>lentiggini</strong><br>Uno ogni due sono come scalini che portano nell'Olimpo<br>In un mantello di nuvole bianche, cosa mi hai fatto<br><strong>L'amore per me è quel lasso di tempo</strong><br>Il messaggio sulle <strong>tue labbra</strong><br>Era come un semaforo, Taxi Driver<br>Ci vorrebbe piuttosto un aereo<br>Non qualcuno che mi dica fermo, per andare nell'Olimpo<br>In un mantello di nuvole bianche<br>Cosa mi hai fatto<br>L'amore per me è quel lasso di tempo<br>In cui ci sentiamo da soli</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 08:56:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Bolzonella-Love is only a feeling- Joey Bada$$</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2464318255</link>
         <description><![CDATA[<div>Look, I love her curves but what's more preferred<br>Is the way she articulates words<br>Can't help observe and stare<br>When she in the mirror<br>Masculine massacre while she fixing her hair<br>I mean she so perfect<br>And I owe her the world<br>We built the foundation, everything I want in a girl<br>And it's a matter of time until her last name mine<br>You got potential baby, just imagine us combined<br>I wanna see you shine like the gem that you are<br>Want you be so secure that they see from afar<br>That you don't need another man<br>And you can stand on your own<br>Let's keep stacking your bread<br>And one day we gonna get gone<br>And get, away from here<br>You're the only reason I be, staying here<br>Wanna paint a picture, let's make it clear<br>The future so bright baby, race you there, girl</div><div><strong>Love is only a feeling</strong><br>Love is only a feeling<br>Love is only a feeling<br>Love is only a feeling</div><div><br><strong>Roll your eyes back </strong>and let's keep on going<br><strong>Come take a ride</strong>, I'll be your chauffeur<br>I wanna make you sing to me as you toast girl<br><strong>I love it when she doing all the things </strong>I showed her<br>I think our love formin' that's what I owe her</div><div>Love is only a feeling<br>Love is only a feeling<br>Love is only a feeling<br>Love is only a feeling</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 09:52:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Porchia Filippo - L&#39;amore è - Enrico Nigiotti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2464318508</link>
         <description><![CDATA[<div>L'amore è avere armi senza fare male<br>L'amore è così stupido<br>Ma vallo poi a capire<br>L'amore è solo carte da scoprire<br><br><strong>L'amore è tutto quello che ci viene<br>L'amore è scarpe vecchie che non vuoi buttare</strong><br>L'amore è così stupido<br><strong>Ma vallo poi a capire</strong><br>L'amore è solo carte da scoprire</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 09:52:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Elena Pomari - Francesca Michelin - L’amore esiste 2015</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'amore ha mille steli</div><div>L'amore ha solo un fiore</div><div>Può crescere da solo</div><div>E svanire come niente</div><div>Perché nulla lo trattiene</div><div>O lo lega a te per sempre</div><div>Può crescere su terre</div><div>Dove non arriva il sole</div><div>Apre il pugno di una mano</div><div>Cambia il senso alle parole</div><div>L'amore non ha un senso</div><div>L'amore non ha un nome</div><div>L'amore bagna gli occhi</div><div>L'amore scalda il cuore</div><div>L'amore batte i denti</div><div>L'amore non ha ragione</div><div>È grande da sembrarti indefinito</div><div>Da lasciarti senza fiato</div><div>Il suo braccio ti allontanerà per sempre dal passato</div><div>L'amore mio sei tu</div><div>L'amore mio sei</div><div>L'amore non ha un senso</div><div>L'amore non ha un nome</div><div>L'amore non ha torto</div><div>L'amore non ha ragione</div><div>L'amore batte i denti</div><div>L'amore scalda il cuore</div><div>Può renderti migliore</div><div>E cambiarti lentamente</div><div>Ti da tutto ciò che vuole</div><div>E in cambio non ti chiede niente</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 09:53:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> Love over Gold, Dire Straits 1982 -  Benedetta Scandola  </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>You walk out on the high wire</div><div>You're a dancer on thin ice</div><div>You pay no heed to the danger</div><div>And less to advice</div><div><br></div><div>Your footsteps are forbidden</div><div>But with a knowledge of your sin</div><div>You throw your love to all the strangers</div><div>And caution to the wind</div><div><br></div><div>And you go dancing through doorways</div><div>Just to see what you will find</div><div>Leaving nothing to interfere</div><div>With the crazy balance of your mind</div><div><br></div><div>And when you finally reappear</div><div>At the place where you came in</div><div>You've thrown your love to all the strangers</div><div>And caution to the wind</div><div><br></div><div><strong>It takes love over gold</strong></div><div><strong>And mind over matter</strong></div><div>To do what you do that you must</div><div>When the things that you hold</div><div><strong>Can fall and be shattered</strong></div><div><strong>Or run through your fingers like dust</strong></div><div><br><br></div><div>Cammini sul filo lassù in alto</div><div>sei una ballerina sul ghiaccio sottile</div><div>e non presti attenzione al pericolo</div><div>e ancor meno ai consigli</div><div><br></div><div>I tuoi passi sono proibiti</div><div>ma con la consapevolezza del tuo peccato</div><div>getti amore a tutti gli sconosciuti</div><div>e la prudenza al vento</div><div><br></div><div>E vai ballando oltre le porte</div><div>solo per vedere cosa troverai</div><div>senza che nulla condizioni</div><div>l’equilibrio instabile della tua mente</div><div><br></div><div>E quando alla fine riappari</div><div>nel posto in cui eri venuta</div><div>getti amore a tutti gli sconosciuti</div><div>e la prudenza al vento</div><div><br></div><div>L'amore al di sopra dell'oro</div><div>e la mente al di sopra della sostanza</div><div>per fare ciò che fai, ciò che devi</div><div>quando quel che hai</div><div>può cadere e frantumarsi</div><div>o scivolarti fra le dita come polvere</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 09:55:12 UTC</pubDate>
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         <title>Sofia Piccagli - La stella più fragile dell’universo - Ultimo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Che poi l<strong>'amore se in fondo ci pensi<br>È l'unico appiglio</strong> in un mondo di mostri<br>E tu lo descrivi in un modo pazzesco<br><strong>Tu lo rinchiudi in un solo tuo gest</strong>o</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:02:48 UTC</pubDate>
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         <title>What you know about love- Pop Smoke</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>You got my heart beatin</strong>g so fast to words I can pronounce<br>And I be getting the chills everytime <strong>I feel your touch</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:03:05 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro Tomezzoli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>At your best (you are love)-Frank Ocean<br><br>But at your best, <strong>you are love<br>You're a positive motivating force within my life</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:07:21 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro Tomezzoli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Bound 2-YE<br><br>I know you're tired of loving, of loving<br>With nobody to love, nobody, no- (uh-huh, honey)</div><div>Close your eyes and let the word paint a thousand pictures<br>One good girl (alright) is worth a thousand bitches<br>Bound (bound) to fall in love<br>Bound (bound) to fall in love (uh-huh, honey)</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:09:57 UTC</pubDate>
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         <title>I Wanna Get Lost With Stereophonics, Benedetta Scandola</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Speaking the same language</div><div>Parlando la stessa lingua</div><div><br></div><div>You were running around in my brain</div><div>Stavi correndo intorno al mio cervello</div><div><br></div><div>Then you sent me your message</div><div>Poi mi hai mandato un messaggio</div><div><br></div><div><br></div><div>You said</div><div>Hai detto...</div><div><br></div><div><strong>I wanna get lost with you</strong></div><div><strong>Voglio perdermi con te</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-04 07:01:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>STORIA (8.02.2023): Traccia per un’analisi delle principali Signorie italiane per ciascun gruppo:</title>
         <author>servizifiera</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2472022487</link>
         <description><![CDATA[<div>DATE:&nbsp; 		Inizio e fine del casato<br>PERSONAGGI: 	nominativi dei personaggi più importanti<br>IMMAGINI: 		mappa del momento di massima espansione del casato<br>POLITICA:		principali alleanze con altro casati o stati regionali<br>CULTURA:		eventi o fatti salienti alla corte del casato<br>ECONOMIA:		tipologia di economia sviluppata nella signoria (commerciale, espansionistica, sviluppo agricolo, etc).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-07 16:02:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>RIMINI E RAVENNA- Zenari, Porchia e Corolaita</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2498212696</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>RAVENNA<br></strong><br></div><div>I da Polenta furono una nobile famiglia italiana; il nome deriva dal castello di Polenta, presso Bertinoro. Il casato ebbe la signoria feudale di Ravenna dal 1275 al 1441. Dal proprio castello, nel comitato-diocesi di Forlimpopoli, la famiglia Da Polenta discese a Ravenna già almeno nel XII secolo. A quel tempo la città era governata dalla famiglia ghibellina dei Traversari. I Polentani si inserirono, con opportunismo e cautela allo stesso tempo, nella vita politica e comunale al loro fianco: diventando la principale famiglia guelfa di Ravenna.<br><br><br></div><div><strong>RIMINI<br></strong><br></div><div>Il dominio dei Malatesta fu vario e mutevole; esso si estese, nei momenti di maggior splendore, a Rimini, dove rocche e manieri caratterizzavano il paesaggio delle contrade: i più rappresentativi erano il forte di San Leo e il castello di Gradara. L'economia della signoria era soprattutto agricola, ma era importante pure l'allevamento del bestiame e la pesca. La riscossione dei tributi, compresi i pedaggi da pagare ai confini con gli altri feudi, era la voce principale del bilancio signorile. Alla morte del grande Malatesta seguì un periodo di pericolosa incertezza per la signoria, a causa della debolezza dei successori e l'aggressività del duca Valentino.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 16:14:33 UTC</pubDate>
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         <title>IL DUCATO DI MILANO (Caparrelli, Pellizzoni, Piccagli, Pomari)</title>
         <author>francescopellizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/servizifiera/p5kpaa2241av/wish/2498595877</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>PERSONAGGI:</strong></div><div><br>Il Ducato di Milano (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1395">1395</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1797">1797</a>) fu un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antichi_Stati_italiani">antico Stato</a> dell' <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_settentrionale">Italia settentrionale</a> facente parte del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Romano_Impero">Sacro Romano Impero</a>. Nella storia del Ducato di Milano i Visconti e gli Sforza sono stati senza alcun dubbio figure di notevole rilievo. I Visconti ebbero infatti un ruolo fondamentale nell’espansione dei territori del Ducato di Milano alla fine del XIV secolo.</div><div>Fu in questo periodo infatti che il Ducato raggiunse la sua estensione maggiore, arrivando ad interessare tutto il territorio che va dalla Pianura Padana all’Italia centrale.&nbsp;</div><div>La sua considerevole espansione non durò però molto a lungo nel tempo e, già agli inizi del XV secolo, una lunga serie di conflitti contro le Repubbliche di Venezie e di Firenze, oltre che contro lo Stato Pontificio, ricondussero i confini a quelli oggi compresi nel territorio lombardo.</div><div>Alla morte di Filippo Maria Visconti, ultimo componente della famiglia e privo di eredi, subentrò la famiglia Sforza che nel 1454, dopo una breve esperienza di governo repubblicano, salì al potere per continuare a scrivere la storia del Ducato di Milano.</div><div>A Francesco Sforza seguì poi Ludovico il Moro, che condusse il Ducato di Milano ad essere una delle più importanti realtà del Rinascimento Italiano.</div><div><br></div><ul><li><strong>Matteo I Visconti </strong>fu il primo signore di Milano della dinastia Visconti</li><li><strong>Gian Galeazzo Visconti</strong>, I Duca, dal 1395 al 1402.</li></ul><div>Ottenne poi dall'Imperatore l'11 maggio 1395 la dignità ducale e il 30 marzo 1397 il titolo di duca di Lombardia.</div><ul><li><strong>Giovanni Maria Visconti</strong>, II Duca, dal 1402 al 1412</li></ul><div>Figlio primogenito&nbsp; di Gian Galeazzo, successe al padre a quattordici anni, sotto la reggenza della madre Caterina, nelle più drammatiche condizioni del Ducato.</div><div><br></div><ul><li><strong>Filippo Maria Visconti</strong>, III Duca (ultimo dei Visconti), dal 1412 al 1447</li></ul><div>Rivolse la sua attività a ricostruire lo stato, assoldando famosi capitani di ventura quali Niccolò Piccinino, Francesco Sforza, Francesco Bussone detto il Carmagnola.</div><ul><li><strong>Francesco Sforza</strong>, IV Duca, dal 1450 al 1466</li></ul><div>Capitano di ventura al soldo di Filippo Maria Visconti, ne sposò la figlia naturale, <strong>Bianca Maria</strong>.</div><div>Ricostruisce il <strong>Castello</strong>, danneggiato dal popolo durante gli anni repubblicani. Iniziò i lavori per il naviglio martesana.</div><ul><li><strong>Galeazzo Maria Sforza</strong>, V Duca, dal 1466 al 1476</li></ul><div>Figlio di Francesco Sforza, sposò Bona di Savoia, dando così vita ad una proficua alleanza</div><ul><li><strong>Giovanni Galeazzo Maria</strong> (detto Gian Galeazzo) Sforza, VI Duca, dal 1476 al 1494</li></ul><div>successe nel Ducato alla morte prematura e inaspettata del padre. Avendo solo&nbsp; otto anni, governò sotto la <strong>reggenza della madre, morì di gotta</strong></div><ul><li><strong>Ludovico Maria Sforza</strong> (il Moro), VII Duca, dal 1494 al 1500</li></ul><div>Secondogenito di Francesco Sforza, fratello di Galeazzo Maria e zio ("barba") di Giovanni Galeazzo, al quale di fatto usurpò il potere, per poi essere formalmente investito del Ducato dall'imperatore Massimiliano d'Austria. Sposò Beatrice d'Este, ma tra le sue molte amanti ebbe Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo (La dama con l'ermellino).Morì in Francia nel 1508</div><div><br><strong>DATE:</strong></div><div><strong>Il Ducato visconteo</strong> (1395-1447)</div><div>L’ 11 Maggio 1395, Gian Galeazzo Visconti diventa ufficialmente Duca di Milano. Nel 1402 alla sua morte il Ducato aveva raggiunto la massima espansione. Il figlio di Gian Galeazzo, Giovanni Maria, non seppe mantenere tutti i territori conquistati dal padre, ma presto morì così il Ducato passò in mano all'altro figlio Filippo Maria che cercò di riprendere i territori presi dal padre. Perse il Ducato nel 1447, e nel 1450 Francesco Sforza divenne Duca di Milano. Il Ducato di Milano durerà poi fino al 9 giugno del 1815.</div><div><strong>Il Ducato sforzesco</strong> (1450-1535)</div><div><br></div><div><strong>POLITICA:</strong></div><ul><li>Il <strong>duca</strong> era il signore del Ducato di Milano. La carica era ereditaria. Era nominalmente il comandante in capo dell'esercito ma raramente lo conduceva personalmente in battaglia preferendo avvalersi di condottieri esperti.</li><li>Il <strong>consiglio dei Novecento</strong> era la principale assemblea rappresentativa del Comune di Milano.</li><li>il <strong>consiglio segreto</strong> era il massimo organo politico, amministrativo e giudiziario del Ducato e prevaleva sul Consiglio di Giustizia. Nella sua funzione politica aveva la facoltà di stringere alleanze, negoziare trattative di pace e mantenere i rapporti con le potenze estere.</li><li>il <strong>capitano di giustizia</strong> era un funzionario con lo scopo di garantire l'ordine cittadino ed effettuare compiti di polizia. Fu creato all'inizio del XV secolo per limitare i poteri del podestà e le competenze tra le due cariche talvolta si sovrapponevano, portando inevitabilmente a contrasti.</li><li>I <strong>referendari</strong> erano la più importante magistratura finanziaria locale e si occupavano della riscossione delle imposte e dell'appalto dei dazi.</li><li>Gli Uffici Comunali erano costituiti da gruppi di funzionari con compiti specifici per il funzionamento del Comune.</li><li><strong>l’Ufficio del Governatore degli Statuti </strong>era deputato alla raccolta, registrazione e rubricazione di tutti i provvedimenti statuari delle autorità civili e degli atti pubblici di soggetti privati. A esso spettava anche la pubblicazione di grida, editti, bandi e avvisi di interesse pubblico o privato.</li><li>Il <strong>podestà</strong> in epoca sforzesca ricopriva il ruolo di massima carica del potere giudiziario civile e penale e, seppur solo formalmente, era considerato la massima carica rappresentante il Comune.</li></ul><div><br></div><div><strong>ECONOMIA:</strong></div><div>Nel XIII secolo, Milano era una delle poche città europee ad avere più di 150.000 abitanti, l'artigianato era in pieno sviluppo, soprattutto per la lavorazione dei metalli per la produzione delle armi, e dei tessuti, agricoltura e allevamento erano fiorenti ed i traffici intensi, anche grazie alla costruzione del Naviglio Grande, che favorì gli scambi e irrigò sapientemente le campagne. L'inizio della costruzione del Duomo di Milano da parte di Gian Galeazzo Visconti nel 1387 manifestava nel modo più tangibile l'affermazione della floridezza della città e della signoria dei Visconti. Ampie descrizioni delle attività di Milano sono evidenti dal "De magnalibus urbis Mediolani" di Bonvesin de la Riva. Ludovico il Moro diede un grande impulso alla città di Milano e al suo contado, improntandolo su un'economia manifatturiera (soprattutto della seta e della bachicoltura nelle campagne), accresciuta dalla lavorazione del ferro e dalla produzione di armi e cannoni che nel corso del Cinquecento fecero di Milano tra le prime e migliori produttrici di armi da fuoco in Italia. Notevole fu la zootecnia nelle campagne e la viticoltura. Durante l'epoca spagnola, l'economia delle città del ducato di Milano entrò in crisi nella propria autonomia, ma non nella propria produttività che invece si incentrò essenzialmente nella siderurgia e nella metallurgia. <br><br><strong>CULTURA:</strong></div><div>I Visconti nel periodo del loro massimo splendore alimentarono le più fantastiche leggende sulle proprie origini. La creazione di genealogie fantasiose all'epoca era di moda. I Visconti erano i signori di Massino, comune strategico sulle rive del lago Maggiore e del suo fiume Ticino, in cui risultano presenti dal XII secolo come vassalli arcivescovili. Il cognome deriva dal latino vice comites, che significa vice conti.</div><div>Il capostipite della dinastia Visconti è spesso affidato a Ildebrando Visconti, già Cardinale, il quale fondò l'omonimo regno nel 1056.</div><div>Nel 1336 si alleano con i fiorentini ei veronesi ottenendo così il predominio della pianura padana.</div><div>I milanesi attraversarono un momento di grande disponibilità economica infatti in quel periodo fiori l’agricoltura e anche l’industria della seta. Inoltre riuscirono ad unificare i loro territori.</div><div>Francesco Sforza era stato prima di tutto un soldato, ma la sua famiglia avrebbe portato Milano verso un’epoca di stabilità e benessere. Suo figlio Galeazzo Maria Sforza, dotò la Lombardia di un complesso sistema di canali per l’irrigazione ed i trasporti, introdusse la coltura del riso, e fece fiorire il commercio, attirando musicisti, poeti, artisti e letterati presso la corte sforzesca, tra le più splendide del Rinascimento. Da un punto di vista politico, però, il ducato di Milano era sempre più isolato. &nbsp;</div><div>Gli Sforza milanesi furono attivi protagonisti delle vicende del Rinascimento italiano, facendosi patroni di artisti e impegnandosi con la Pace di Lodi (1454) ad una pace quasi quarantennale in Italia. L'assassinio di Galeazzo Maria Sforza nel 1476 aveva tuttavia incrinato la stabilità del ducato, permettendo al fratello Ludovico il Moro di usurpare progressivamente il potere ducale, appropriandosene definitivamente alla sospetta morte del nipote nel 1494. La sua ambizione, accostata ad una sprovvedutezza diplomatica, contribuì alla guerra di Carlo VIII di Francia nel 1494, e istigò le contese che scatenarono le guerre d'Italia tra il Regno di Francia ed il Sacro Romano Impero e che si rivoltarono contro gli Sforza, privati più volte del ducato (rivendicato dai re francesi in virtù della discendenza da Valentina Visconti), che alla morte dell'ultimo discendente Francesco II venne incamerato ai domini dell'Imperatore Carlo V, in ottemperanza al Congresso di Bologna.</div><div><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 20:43:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescopellizzoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>francescopellizzoni</author>
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         <title>Scuderi, De Martino, Misitano - Treviso e i da Romano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I da Romano scesero per la prima volta attorno al XI secolo, guidati, come vuole la tradizione, da un “modesto soldato” di nome Arpone. Nonostante ciò, il primo membro storicamente accertato è Ecelo (o Ezzelo), che, in uno scritto del 1076, si autodefinì come “da Onara e da Romano”. A queste zone si aggiunsero quella di Godego (importante curtis), i castelli di Zumelle, Mussolente e Oderzo (ma anche tanti altri minori). Dopo la morte di Ecelo, salì al trono Ezzellino I, di grande potere e forte sostenitore della Lega Lombarda. Lo successe suo figlio Ezzellino II “il monaco”, che fu podestà di Treviso, Verona e Vicenza. Questi ebbe tre figli: Ezzellino III, Alberico II e Cunizza, che Dante ricorda nel Paradiso della Divina Commedia. Il primo dei tre si distinse per la capacità di far raggiungere alla dinastia l’apice della potenza e assunse atteggiamenti talmente tirannici da essere nominato “il Terribile”. Morì a Soncino in prigionia. Alla morte del fratello, Alberico fu costretto a rifugiarsi nel castello di San Zenone ma venne tradito e fatto prigioniero, mentre gli ultimi esponenti del casato furono trucidati il 26 agosto 1260.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 21:14:56 UTC</pubDate>
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         <title>FERRARA E GLI ESTE</title>
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         <description><![CDATA[<div>La storia della Signoria di Ferrara e dei suoi protagonisti - la famiglia d'Este - è iniziata nel 1471 e finita nel 1598 con la devoluzione allo Stato Pontificio.&nbsp;</div><div>A causa della sua posizione strategica,&nbsp; sul delta del Po, non lontana dalla costa&nbsp; a metà tra Bologna e Venezia, e per sua appartenenza allo schieramento pontificio,&nbsp; la Ferrara degli Este fu protagonista di numerosi scontri per tutto il Duecento e il Trecento. Questi avvennero all’interno della città stessa, tra i guelfi e i ghibellini, e con potenze esterne, come i comuni e le signorie del nord d’Italia, l’impero e il papato.&nbsp;</div><div>La Signoria di Ferrara raggiunse la massima estensione nel XVI secolo, quando comprendeva l’Emilia centrale, la Romagna, il Polesine, la Garfagnana e il Frignano</div><div><br></div><div><strong>Gli Este si affermano a Ferrara</strong></div><div>Durante il periodo comunale di Ferrara, lungo tutto il XII secolo, il controllo cittadino fu conteso tra i guelfi e i ghibellini. Con un accordo matrimoniale&nbsp; la famiglia d’Este ereditò i beni, i privilegi e la guida della fazione guelfa, iniziando così la sua ascesa al potere di Ferrara.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>Gli Este nuovi signori di Ferrara</strong></div><div>Nel XIII secolo, durante i contrasti tra guelfi e ghibellini, Azzo VI d’Este divenne podestà e primo signore della città. Questo fu l’inizio della signoria estense a Ferrara.</div><div><br></div><div><strong>Politiche e strategie di Niccolò III d’Este</strong></div><div>Nella seconda metà del XIV secolo, le abilità diplomatiche e strategiche di Niccolò III d’Este portarono Ferrara ad emergere positivamente sia sullo scenario italiano che su quello internazionale. Niccolò III lavorò per consolidare dei buoni rapporti con le più importanti entità politiche dell’epoca: dalle signorie e dai comuni italiani centro-settentrionali, all’impero e al papato. Un aspetto molto rilevante fu l’estinzione del debito enorme che Ferrara aveva con Venezia. Da qui i presupposti dello splendore della città ferrarese.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>Inizio dello splendore ferrarese con Leonello e Borso d’Este</strong></div><div>Nella seconda metà del XV secolo, Ferrara intraprese la strada per diventare una delle capitali più prestigiose del Rinascimento italiano. Questo processo fu portato avanti dai figli di Niccolò III. Leonello d’Este rilanciò l’università di Ferrara e attirò importanti intellettuali e artisti dell’epoca alla città ferrarese. Borso d’Este allargò i confini del territorio estense, eludendo conflitti e avvalendosi di intensi rapporti diplomatici, e aumentò il prestigio della propria casata, tanto che gli Este ricevettero il titolo ducale da parte del papato.</div><div><br></div><div><strong>Ercole I d’Este</strong></div><div>La stagione pienamente moderna e rinascimentale di Ferrara la si ebbe con Ercole I d’Este, figlio illegittimo di Niccolò III. Educato presso la corte napoletana e sposato con la principessa Eleonora d’Aragona, fu molto accorto nell’allacciare proficui legami diplomatici e fu un importante mecenate. Portò, infatti, la città ferrarese a diventare un'importante capitale del Rinascimento italiano per tutto il Cinquecento.&nbsp; &nbsp;</div><div><br></div><div><strong>Isabella e Beatrice: figlie di Ercole I</strong></div><div>Le figlie di Ercole, Beatrice d’Este e Isabella d’Este, furono protagoniste e modelle del gusto artistico e culturale dell’epoca. Tuttavia, se Beatrice, sposata con il duca Ludovico il Moro, non fu influente nelle vicende politiche, discorso diverso fu per la cosiddetta “suprema tra le donne” Isabella. Sposata con Francesco II Gonzaga, marchese di Mantova, fu riconosciuta come un’abile governatrice in assenza del marito dalla città. Fu anche&nbsp; una grande mecenate.<br><br><strong>Decadenza degli Este e la devoluzione di Ferrara</strong><br>Il prestigio della corte estense, la avveduta politica matrimoniale e l’attenta diplomazia con le altre potenze, non furono sufficienti per evitare la decadenza del Ducato di Ferrara.<br>Quando nel 1598 Alfonso II d’Este morì senza eredi legittimi, papa Clemente VIII procedette con l’annessione del ducato ferrarese allo Stato Pontificio. Avvenne quindi la cosiddetta Devoluzione di Ferrara.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 08:59:24 UTC</pubDate>
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         <title>SIGNORIA DEGLI SCALIGERI-Benedetta Zatachetto, Andrea Graur, Matteo Pasquali</title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div><br></div><div>POLITICA: Sotto Mastino I della Scala nel 1265 si ribellò Trento, che venne velocemente rioccupata, mentre poco dopo furono conquistati i castelli di Lonigo, Montecchio Maggiore e Montebello Vicentino. Due anni dopo scese in Italia l'imperatore Corradino di Svevia, che lo scaligero sostenne militarmente.</div><div>Gli successe il fratello Alberto che fece sottoscrivere la pace con Brescia, Mantova e Padova. Vennero occupate poi Este, Parma e Reggio, mentre nel 1297 Vicenza, si diede spontaneamente a Verona. Le conquiste continuarono nel 1299, quando, con i figli Alboino e Cangrande, si impadronì anche di Feltre, Cividale e Belluno.</div><div>Successivamente assunse il potere il figlio Bartolomeo, che riuscì ad impadronirsi di Riva e Arco nel trentino, Alboino e il fratello minore Cangrande, ottennero la riva bresciana del lago di Garda, e insieme vinsero alcune battaglie contro Este, Brescia e Parma.</div><div>Nel 1318 Cangrande divenne generale della Lega Ghibellina e nel 1328 un legato pontificio indette una crociata contro di lui, a cui aderirono numerose città guelfe. Uscito vittorioso divenne quindi signore di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Belluno, Feltre, Monselice, Bassano e Mantova.</div><div>Il potere passò allora al nipote Mastino II della Scala che nel 1331 divenne Capitano Generale della lega formata da Scaligeri, Estensi, Gonzaga e Visconti contro il Re di Boemia. Respinto l’invasore estese i domini veronesi su Brescia, Parma, Lucca, Massa e Pontremoli. Fu questo il momento della massima espansione per la Signoria Scaligera ed anche l’inizio della sua fine.</div><div>Nel 1336 Venezia fece lega con Firenze e sconfisse ripetutamente Verona, riuscendo a catturare Alberto. Mastino II riuscì a salvare la Signoria ed il fratello, subendo però un forte ridimensionamento territoriale: rimasero solo Verona, Vicenza, Parma e Lucca. Negli anni seguenti Visconti, Carraresi, Estensi e Gonzaga fecero guerra a Verona, riuscendo a sconfiggerla ripetutamente e nel 1387 Antonio venne definitivamente cacciato dalla città. Dal 1388 al 1402 la città fu sottoposta al dominio Visconteo e guidata da Gian Galeazzo Visconti. Alla sua morte i Carraresi si impadronirono del potere, ma nel 1405 vennero cacciati dal popolo che insorgeva e dalle truppe veneziane che premevano alle porte della città. In quell’anno la città si offrì liberamente a Venezia, e fece parte della Serenissima Repubblica.</div><div><br></div><div><br></div><div>CULTURA: Con la successione al governo della città del figlio maggiore di Alberto, Bartolomeo della Scala, veniva a configurarsi un' ereditarietà di fatto del potere scaligero a Verona. La signoria era compiuta.</div><div>La signoria di Bartolomeo fu breve. Egli infatti venne a mancare nel 1304. Lo si ricorda oggi per avere avuto ospite a Verona Dante subito dopo che il poeta, fuggendo la condanna a morte comminatagli a Firenze, aveva iniziato le sue peregrinazioni di esiliato.</div><div>Quasi certamente il "Gran Lombardo" della famosa terzina del XVII canto del Paradiso si riferisce a Bartolomeo della Scala:</div><div><br></div><div>Lo primo tuo refugio, il primo ostello</div><div>sarà la cortesia del gran Lombardo</div><div>che 'n su la scala porta il santo uccello</div><div><br></div><div>Dante Paradiso - XVII canto</div><div><br></div><div>Si crede inoltre che la tragica vicenda di Giulietta e Romeo possa essersi svolta proprio durante la breve signoria di Bartolomeo, persona mite e incline alla mediazione, proprio come il "principe" della leggenda resa famosa da Shakespeare, che per non spargere ulteriore sangue non punisce Romeo per l'uccisione di Tebaldo con la morte come previsto, ma con l'esilio.</div><div><br></div><div>Le arche scaligere, situate nel cuore del centro storico di Verona, a fianco della chiesa di Santa Maria Antica e a pochi metri dalla piazza dei Signori, sono un monumentale complesso funerario in stile gotico della famiglia degli Scaligeri, destinate a contenere le arche (o tombe) di alcuni illustri rappresentanti della casata, tra cui quella del più grande Signore di Verona, Cangrande, a cui Dante dedicò il Paradiso. Lo storico francese Georges Duby nel suo L'Europa del medioevo ha definito le arche «uno dei più insigni e significativi monumenti dell'arte gotica»</div><div><br></div><div>ECONOMIA:</div><div>Sui primi anni della signoria scaligera non si hanno molte informazioni riguardante la vita economica, sappiamo però che durante il regno di Alberto viene emanato lo Statuto Albertino&nbsp; che regola l'elezione alle varie cariche, le attribuzioni e gli stipendi dei magistrati, gli statuti delle Arti, i provvedimenti per le scuole d'insegnamento superiore. Lo statuto disciplina l'ordinamento delle milizie cittadine e tutto ciò che doveva regolare la vita economica, sociale e politica della città. Comprende inoltre delle disposizioni contro gli eretici, poiché il Comune esercitava una specie di autorità tutoria sulle chiese.</div><div><br></div><div>&nbsp;Successivamente alla morte di Alberto e il passaggio al potere di Cangrande, Verona era divenuta capitale di un vasto fortissimo stato; ma i costumi erano austeri e quasi rozzi, ogni spesa superflua era proibita, la vita economica era regolata da severe prescrizioni, i cittadini dedicavano il loro tempo ai combattimenti o alla costruzione di mura e torri, più che ai divertimenti. Si era ben lontani dal lusso e dalle raffinatezze, che si accompagneranno alla decadenza della Signoria. Cangrande nel corso degli anni, fece la revisione degli Statuti, strinse patti commerciali, costruì palazzi e chiese, ponti e fontane; forse per l'austerità di vita imposta alla popolazione poté aumentare il patrimonio comunale e scaligero, diede sviluppo al commercio e all'industria, specialmente laniera. Provvide al miglioramento delle scuole di cultura superiore, chiamando numerosi insegnanti da ogni parte d'Italia e dall'estero perché tenessero pubbliche dispute.&nbsp;</div><div><br></div><div>Alla morte di Cangrande, con il passaggio al potere di Mastino II, la situazione era tristissima: discordie, tradimenti, lotte, decadenza economica&nbsp;</div><div><br></div><div>Si ha invece una risalita con Cansignorio, che evitò cautamente ogni occasione di guerra, rinnovò i trattati di commercio con la Repubblica di Venezia e, soprattutto, ampliò, decorò, abbellì Verona, che per lui meritò il nome di marmorea.</div><div><br></div><div>PERSONAGGI</div><div>Leonardino della Scala detto "Mastino I" della Scala:</div><div>figlio di Jacopino della scala. Fu assassinato da quattro uomini, insieme al suo amico Antonio Nogarola</div><div>Alberto I della Scala:</div><div>Figlio di Jacopino della Scala e fratello di Mastino I, fu anche podestà di Mantova nel 1272 e nel 1275.</div><div>Bartolomeo I della Scala:</div><div>Figlio di Alberto I. Accolse Dante Alighieri, dopo che questi fu esiliato da Firenze, e per questo lui e la sua dinastia vennero lodati nel XVII Canto del Paradiso.</div><div>Alboino della Scala:</div><div>Figlio di Alberto l e fratello di Bartolomeo I. Dal 1308 associò al potere il fratello Cangrande</div><div>Cangrande I della Scala:&nbsp;</div><div>Figlio di Alberto I e fratello di Bartolomeo | e Albino. Come fece il fratello Bartolomeo, accolse Dante Alighieri e da questi venne particolarmente elogiato nel XVII Canto del Paradiso.</div><div>Mastino II della Scala:</div><div>Figlio di Alboino e nipote di Bartolomeo I e Cangrande I. Era associato al potere con il fratello Alberto II.</div><div>Alberto II della Scala:</div><div>&nbsp;Anche se associato al potere con il fratello Mastino II, il potere era de facto nelle sole mani di quest'ultimo.</div><div>Cangrande II della Scala:</div><div>Figlio di Mastino II. Venne assassinato dal fratello Cansignorio.</div><div>Cansignorio della Scala:&nbsp;</div><div>Figlio di Mastino II. Assassinò i fratelli Cangrande II nel 1359 e Paolo Alboino nel 1375.</div><div>Paolo Alboino della Scala:</div><div>Nel 1375, sul letto di morte. il fratello Cansignorio ordinò la sua uccisione (Paolo era già incarcerato dal 1365).</div><div>Bartolomeo II della Scala:</div><div>Figlio di Cansignorio.Venne associato al potere con il fratello Antonio, ma venne da quest'ultimo assassinato.</div><div>Antonio della Scala:&nbsp;</div><div>Figlio di Cansignorio. Venne associato al potere con il fratello Bartolomeo II, che però poi fece assassinare. Venne deposto da Gian Galeazzo Visconti e mori esiliato.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:10:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescopellizzoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:22:22 UTC</pubDate>
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         <title>I Medici </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I Medici&nbsp;<br>DATE&nbsp;<br>Nel 1046 nel Mugello, un tale medico di poltrone secondo delle tradizioni fantasiose iniziò a curare le persone. Solo nel XII secolo i medici iniziarono a possedere immobili nelle città di Firenze e poco dopo diventarono una delle famiglie più ricche importanti attraverso il commercio e le banche.&nbsp;<br>Giovanni di Bicci de’Medici, appartenente al ramo centrale della famiglia, spicca come primo nome di grande rilievo storico tra i Medici. Lo zio di Giovanni invece, Vieri de’ Medici, esercitava la professione di banchiere, e tra gli oltre 70 banchi attivi nella Firenze medievale, il suo era uno dei più prosperi. A servizio dallo zio, Giovanni imparò il mestiere di banchiere, e presto diventò il responsabile della filiale di Roma.&nbsp;<br>Nel 1385, grazie al piccolo patrimonio ricevuto in dote dalla moglie, Giovanni rilevò la filiale romana, quindi, con l’entrata di nuovi soci, si pensò ad aumentare il capitale. Nel 1397 la sede fu spostata a Firenze, nei pressi di Orsanmichele;Il capitale era di 10.000 fiorini. Dal XIII secolo fino al Rinascimento, il fiorino, a causa della crescente potenza bancaria di Firenze, divenne la moneta di scambio preferita in Europa, una specie di Euro dell’epoca.&nbsp;<br><br>Firenze aveva contenuto con successo, in raccordo con la Serenissima, l’espansione della signoria milanese dei Visconti. GUERRE DI LOMBARDIA: combattute appunto in Lombardia dal 1423 al 1454, furono una serie di guerre tenutesi nell’italia settentrionale e centrale tra il ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e i loro rispettivi alleati. Queste guerre devastarono l'economia della Lombardia, permisero a Venezia di espandere i suoi possedimenti in terraferma sino alle rive dell'Adda e condussero il resto d'Italia in una serie di mutevoli alleanze e piccole scaramucce. Ruolo decisivo nella guerra ebbe Firenze, che, dapprima alleata con Venezia e il Regno di Napoli per contrastare le ambizioni territoriali dei Visconti di Milano, si alleò poi con Francesco Sforza contro la crescente minaccia di Venezia (sempre sostenuta dagli Aragonesi), fino a giungere alla pace di Lodi che pose fine a un lungo periodo di guerre e indebolimento economico. Inoltre aveva esteso il territorio sottoposto alla sua autorità e aveva così raggiunto il mare a Pisa (1406 ) e a Livorno (1421). Inoltre prima dell’ascesa dei medici, Firenze aveva esteso il proprio dominio anche verso est, lungo la valle del Tevere: era stato conquistato Arezzo (1384) e Montepulciano (1390). A Firenze con il tumulto dei Ciompi il clima era caratterizzato da una tensione generale e il governo cittadino finì nelle mani prima degli Albizzi e nel 1434 fino al 1737 dei Medici che conquistarono l’appoggio delle arti minori e del popolo minuto.&nbsp;<br><br>La famiglia Medici poteva giovarsi del prestigio e delle opportunità economiche che le derivavano dall'immenso patrimonio accumulato in una molteplicità di imprese commerciali, industriali e soprattutto finanziarie, con rappresentanze e filiali operanti nelle più importanti città d'Europa, che la rendeva una delle famiglie più ricche di tutto il mondo. Tuttavia Cosimo de' Medici detto il Vecchio (1389-1464), quando impose la sua guida alla città nel 1434 dopo aver esiliato gli Albizzi, ebbe l'intelligenza politica di non toccare in alcun modo le istituzioni repubblicane esistenti, espressione della libertà comunale: fino alla sua morte egli fu sempre signore di fatto, ma privo di cariche formali, alle quali procurava di far eleggere persone di sua fiducia. In cambio di posti di rilievo nelle cariche pubbliche della città, questi amici avrebbero fatto gli interessi di Cosimo e della famiglia Medici. Nonostante questo, l’autorità di Cosimo non è mai riconosciuta da alcun titolo legale: l’unico riconoscimento, ottenuto nel 1465, un anno dopo la sua morte, sarà quello di pater patriae, padre della patria.Inoltre, con riconosciuta munificenza, si impegnò in un'opera di affermazione culturale della città che rese più solida la sua reputazione a livello continentale. Un esempio è il palazzo medici (gli artisti erano Lippi e Donatello) oppure la cupola della cattedrale (commissionata a Brunelleschi). Finanziò anche umanisti come Marsilio Ficino, ed istituzioni come l’Accademia neoplatonica.&nbsp;<br>La Firenze di Cosimo ebbe un ruolo anche nel conflitto tra Angioini e Aragonesi, iniziato con la morte senza eredi di Roberto d’Angiò. Infatti i medici, insieme alla città di Genova, temevano un ulteriore rafforzamento del potere aragonese, già presente in Sardegna e Sicilia e riuscirono addirittura a catturare Alfonso V di Aragona, pretendente al trono del sud italia. Ma l’intervento del duca di Milano Filippo Maria Visconti, che liberò Alfonso, fece sì che nel 1442 l’aragonese poté unificare i regni di Sicilia e Napoli.&nbsp;<br>In ogni caso, questa egemonia su Firenze e una autorevolezza riconosciuta in tutta l’europa gli consentì di giocare un fondamentale ruolo di mediazione in occasione della pace di Lodi del 1454. Infatti la pace fu voluta in primis da Cosimo, ora diventato alleato del ducato di Milano a causa dell’amicizia di lunga data con Francesco Sforza e per limitare l’espansionismo veneziano, istituendo la Lega Italica. Da quel momento la penisola conosce alcuni decenni di stabilità grazie anche al fondamentale ruolo svolto, a partire dal 1469, del nipote di Cosimo, Lorenzo de’ Medici che, con intelligenza politica e sensibilità diplomatica, diventa “l’ago della bilancia italiana“.&nbsp;<br>Alla morte di Cosimo, e subito dopo di suo figlio Piero, Lorenzo e Giuliano, figli di Piero, educati dai migliori eruditi dell’epoca, ereditarono insieme il governo della città, a partire dal 1469. Lorenzo fece di Firenze il fulcro del sistema dell’equilibrio tra gli Stati italiani, tanto da essere definito l’ago della bilancia della politica italiana. Tale risultato era il frutto di una personalità carismatica ma anche di un'abile attività diplomatica. Oltre a coltivare l'alleanza con Milano, Lorenzo ebbe cura di intensificare le relazioni con l'ambiente romano, attraverso il matrimonio con un'esponente della potente famiglia degli Orsini.<br>Per quanto riguarda la politica interna Lorenzo, seguendo l'esempio del nonno, portò avanti una condotta accorta e intelligente, che consolidò la signoria di fatto esistente in città, senza abolire formalmente le istituzioni repubblicane.<br>L'aspetto più moderno della sua azione va individuato nel modo in cui egli riuscì a utilizzare la cultura come un nuovo e grande strumento di legittimazione del potere. In questo senso Lorenzo incarnò il perfetto principe rinascimentale. Grande mecenate e intellettuale egli stesso, Lorenzo accolse infatti alla sua corte le migliori menti della cultura e dell'arte, tra cui Botticelli, Verrocchio e il suo allievo Leonardo, Michelangelo e altri ancora e fece di Firenze la vera capitale del Rinascimento italiano, imbastendo al tempo stesso una perfetta operazione propagandistica a vantaggio della sua persona e della dinastia medicea.<br><br><br>Tuttavia l'immagine di un quarantennio di pace e di stabilità come frutto della pace di Lodi è in parte, una creazione successiva. Le devastazioni delle guerre che sconvolsero il territorio italiano fra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento contribuirono infatti a mitizzare, nell'immaginario collettivo, il periodo precedente al 1494. In realtà tale periodo non fu privo di conflitti e di tensioni, a testimonianza di quanto l'equilibrio allora raggiunto fosse fragile e imperfetto.<br>La prima grave crisi del sistema si verificò proprio in una delle sue capitali, a Firenze, nel 1478, quando la famiglia Pazzi organizzò una congiura ai danni dei Medici nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. L'operazione si risolse in un fallimento per i congiurati: Giuliano de' Medici venne assassinato, ma Lorenzo riuscì a sopravvivere e, forte del sostegno popolare, si vendicò crudelmente dei cospiratori. Uno di loro, l’arcivescovo di Pisa, fu impiccato da una finestra di Palazzo Vecchio. La vicenda provocò però una grave crisi diplomatica, perché la congiura aveva goduto del sostegno di Sisto IV. Il contrasto tra i Medici e quest'ultimo risaliva al 1473 quando il pontefice aveva procurato al nipote Girolamo Riario (1443-1488) la signoria di Imola. Ora l'ostilità fra i Medici e Sisto IV sfociò in un conflitto aperto, che vide Firenze alleata con Venezia e Milano contro Roma e Napoli. La guerra si concluse nel 1480, con&nbsp; una sostanziale vittoria di Lorenzo il quale, con la sua abilità diplomatica, si recò a Napoli e convinse Ferdinando I d'Aragona ad abbandonare l'alleanza con il papa. Dopo questi eventi, Lorenzo consolidò il proprio potere intervenendo pesantemente sulla costituzione della città, creando un nuovo consiglio (il consiglio dei settanta) che rafforzava il controllo dei Medici su Firenze. &nbsp;<br><br>La guerra aveva inoltre prosciugato le finanze di famiglia, in un periodo in cui il banco Medici doveva fronteggiare nuovi rivali in tutta Europa, trovandosi a dover chiudere le filiali in città come Londra e Bruges. Gli ultimi anni di Lorenzo sono tormentati dalla sua malattia e dall'insoddisfazione dei cittadini di Firenze. Lorenzo non aveva neanche 40 anni, ma era già, esattamente come il padre ed il nonno, gravemente afflitto dalla gotta. Nonostante questo, era già riuscito a stabilizzare ulteriormente il ruolo politico dei medici a Firenze, a guadagnarsi alla città un ruolo di rilievo nella diplomazia degli stati italiani, e ad assicurare al figlio Giovanni (futuro papa Leone X) una nomina a cardinale. C’era un unico problema: i ceti popolari di Firenze, coloro che più di tutti avevano sostenuto i Medici in passato, iniziavano ad esprimere il proprio malcontento. Alla sua morte nel 1492 la politica dell’equilibrio da lui brillantemente personificata va in frantumi e la penisola italiana diviene terra di conquista per le potenze straniere.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 07:14:23 UTC</pubDate>
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         <title>I Gonzaga</title>
         <author>pietrodefranceschi</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>La salita al potere dei Gonzaga</em></strong></div><ul><li>Famiglia longeva del <strong>Rinascimento italiano&nbsp;</strong></li><li>Originariamente <strong>proprietari terrieri</strong></li><li>Occasione di impadronirsi di Mantova: <strong>16 agosto</strong> <strong>1328</strong>&nbsp;</li><li>Erano appoggiati dagli <strong>Scaligeri</strong> ma evitano qualsiasi forma di espansione del potere veronese</li></ul><div><br></div><div><strong><em>La politica militare e l’economia dei Gonzaga</em></strong></div><ul><li>Rappresentanti di <strong>massimo splendore civile e intellettuale&nbsp;</strong></li><li>Si distinsero per:&nbsp;<ul><li>1. abilità <strong>politica</strong> &nbsp;</li><li>2. attenzione alle <strong>arti</strong> (collezioni Gonzaghesche)&nbsp;</li><li>3. politica <strong>matrimoniale</strong>&nbsp;</li><li>4. sviluppo <strong>architettonico ed urbanistico</strong> (palazzo ducale, castel S. Giorgio)</li></ul></li><li>Politica di <strong>equilibrio</strong>&nbsp;</li><li>Rapporti commerciali e finanziari con la Repubblica di Venezia</li><li><strong>Condotte militari</strong> e capitanato degli eserciti degli stati alleati o delle leghe</li><li>Sviluppo <strong>manifatturiero e agricolo</strong></li></ul><div><br></div><div><strong><em>Le figure del periodo di massimo splendore</em></strong></div><ul><li>Matrimonio tra <strong>Francesco II e Isabella d’Este</strong>&nbsp;</li><li>Possesso del marchesato del <strong>Monferrato</strong>&nbsp;</li><li>Terre della casa di Clèves</li><li>Spedizioni contro i <strong>turchi</strong> e politica di <strong>mecenatismo</strong>&nbsp;</li></ul><div><br></div><div><strong><em>La degenerazione della signoria dei Gonzaga</em></strong></div><ul><li><strong>Problema della successione</strong> dopo la morte di Vincenzo II&nbsp;</li><li>Matrimonio tra Maria e Carlo di Rethel&nbsp;</li><li>Successione<strong> “francese”</strong> in un feudo imperiale</li></ul><div><br></div><div><strong><em>La fine di un' epoca di splendore &nbsp;</em></strong></div><ul><li>Assedio/<strong>sacco di Mantova</strong></li><li>Distruzione della <strong>peste</strong>&nbsp;</li><li>Perdita dei <strong>possedimenti</strong>&nbsp;</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 17:27:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>servizifiera</author>
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         <pubDate>2023-03-27 06:13:00 UTC</pubDate>
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