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      <title>25 NOVEMBRE LA STORIA DELLE SORELLE MIRABAL  by ALENA ALDIGHIERI</title>
      <link>https://padlet.com/alenaaldegheri/p5hl2d50n39ahprl</link>
      <description>Alena,Zoe,Giada,Emma e Denisa</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-13 07:11:49 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-11-25 10:25:05 UTC</lastBuildDate>
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         <title>CHI CONTATTARE IN CASO DI VIOLENZA</title>
         <author>giadatrevisan1</author>
         <link>https://padlet.com/alenaaldegheri/p5hl2d50n39ahprl/wish/3222324628</link>
         <description><![CDATA[<p>Sapere chi contattare in caso si subisca una violenza di genere è fondamentale. Nell'articolo riportato, il Ministero della Salute afferma che le vittime possono rivolgersi:</p><ul><li><p>al<strong> 112</strong>: è il numero di emergenza Unico Europeo valido in tutti gli Stati facenti parte dell’Unione e sempre attivo. Tramite questo si può richiedere l’intervento di personale sanitario, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco. E’ necessario non rimandare la richiesta di aiuto in caso di aggressione fisica o minaccia di aggressione fisica, se si è vittima di violenza psicologica, se si sta fuggendo con i figli per timore del partner o se il maltrattante possiede armi;</p></li><li><p>al<strong> 1522</strong>,<strong> numero antiviolenza e stalking</strong>: è il numero collegato al progetto “Rete Nazionale Antiviolenza a sostegno delle donne vittime di violenza”. Le vittime possono mantenere l’anonimato e ricevere un sostegno psicologico e giuridico dagli operatori, che indicano anche strutture pubbliche e private vicine a cui rivolgersi. Il servizio è multilingue, è attivo 24 ore su 24 e per 365 giorni l’anno, fornisce una risposta immediata e contribuisce a far emergere le richieste di aiuto.</p></li><li><p>all'app<strong> YouPol</strong>: l’applicazione è stata ideata dalla Polizia di Stato inizialmente per segnalare episodi di bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti, mentre oggi si può utilizzare anche per denunciare e cercare un percorso di uscita dalla violenza.</p></li><li><p>a <strong>consultori e centri antiviolenza</strong> sparsi su tutto il territorio italiano.</p></li><li><p>alle<strong> farmacie</strong>: per ricevere cure o informazioni se non è possibile recarsi subito in un centro antiviolenza o in un Pronto Soccorso;</p></li><li><p>al<strong> Telefono Verde AIDS e IST 800 861061:</strong> il numero è rivolto alle vittime di violenza sessuale, è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00 e si occupa di informare e prevenire sui possibili rischi di contrarre infezioni a trasmissione sessuale a seguito della violenza. Si può accedere anche al sito <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.uniticontrolaids.it">www.uniticontrolaids.it</a></p></li><li><p>al<strong> Poliambulatorio dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP)</strong>: a partire dall'8 marzo 2021 è attivo il Servizio Salute e Tutela della Donna, dedicato alla presa in carico delle donne più fragili e bisognose di assistenza sanitaria e psicologica.</p></li></ul><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&amp;id=4498&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=societa">https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&amp;id=4498&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=societa</a></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-18 14:37:22 UTC</pubDate>
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         <title>GLI SVILUPPI NEL TEMPO</title>
         <author>alenaaldegheri</author>
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         <description><![CDATA[<p>La giornata del 25 novembre, celebrata come la <strong>Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne</strong>, ha una storia legata alla lotta per i diritti delle donne e alla sensibilizzazione riguardo alla violenza di genere.</p><p><br></p><p>Sviluppo della Giornata:</p><p><br></p><p>1. <strong>Anni ’80</strong>: La proposta di un giorno per ricordare la violenza contro le donne nasce negli anni ‘80, a partire dall’attivismo delle donne del movimento femminista latinoamericano. Durante la prima Conferenza Internazionale sulle Donne, tenutasi nel 1975 a Città del Messico, la violenza di genere cominciò a essere riconosciuta come una questione globale. Tuttavia, la data specifica del 25 novembre venne scelta solo successivamente, grazie alla proposta della “Feminist Encuentro” (Incontro Femminista) a Bogotà, Colombia, nel 1981.</p><p>2. <strong>1999 - Nazioni Unite</strong>: La Giornata del 25 novembre divenne ufficiale a livello mondiale quando le Nazioni Unite la proclamarono come “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” nel 1999. L’obiettivo era sensibilizzare l’opinione pubblica sui vari tipi di violenza di cui le donne sono vittime, tra cui quella domestica, sessuale, psicologica, economica e politica.</p><p>3. <strong>Anni 2000</strong> - Diffusione globale: Negli anni successivi, la giornata è stata adottata in molti paesi con iniziative che spaziano da manifestazioni pubbliche, a conferenze, a campagne sui social media. Organizzazioni internazionali, ONG, istituzioni governative e gruppi di attivisti hanno contribuito a diffondere il messaggio e a mobilitare le persone su questa tematica.</p><p>4. <strong>Campagne globali</strong>: Ogni anno, la Giornata ha un tema specifico, stabilito dalle Nazioni Unite, che indirizza l’attenzione su aspetti particolari della violenza contro le donne. Alcuni dei temi recenti hanno incluso la violenza nelle situazioni di conflitto, la violenza online, e l’importanza dell’educazione per prevenire gli abusi.</p><p>5. #<strong>OrangeTheWorld</strong>: Negli ultimi anni, le Nazioni Unite hanno promosso la campagna “#OrangeTheWorld”, incoraggiando a utilizzare il colore arancione (simbolo di speranza) per illuminare monumenti e luoghi pubblici, sensibilizzando sull’urgenza di fermare la violenza contro le donne.</p><p><br></p><p><strong>Evoluzione della Giornata:</strong></p><p><br></p><p>Nel tempo, la giornata ha preso una dimensione globale, diventando un importante momento di riflessione, denuncia e mobilitazione contro la violenza di genere. </p><p>In molti paesi, il <strong>25 novembre</strong> è diventato un’occasione per organizzare eventi, marce, dibattiti e per sensibilizzare i cittadini sui diritti delle donne e sulle politiche di protezione. Anche i media hanno giocato un ruolo chiave nel dare visibilità a queste iniziative.</p><p><br></p><p><br></p><p>Da data di commemorazione delle sorelle <strong>Mirabal</strong>, la giornata del 25 novembre si è trasformata in un <strong>simbolo</strong> di impegno per l’uguaglianza di genere e la fine della violenza contro le donne a livello globale. </p><p>La consapevolezza su questo tema è cresciuta, ma la lotta contro la violenza di genere è ancora lunga, e il 25 novembre rimane una data fondamentale per stimolare il cambiamento sociale e politico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-18 15:29:09 UTC</pubDate>
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         <title>LE SCARPE ROSSE: SIMBOLO PRINCIPALE DEL 25 NOVEMBRE </title>
         <author>pg9cwqbyjt</author>
         <link>https://padlet.com/alenaaldegheri/p5hl2d50n39ahprl/wish/3222919837</link>
         <description><![CDATA[<p>Le scarpe rosse rappresentano la battaglia <strong>contro i maltrattamenti e i femminicidi</strong> e la loro storia nasce <strong>in Messico</strong>, a Ciudad Juárez, città tristemente nota per il numero sconcertante dei femminicidi avvenuti negli ultimi vent’anni.&nbsp;</p><p>Un’artista messicana, <strong>Elina Chauvet</strong>, per ricordare le donne vittime di violenza, compresa la sorella assassinata dal marito a soli vent’anni, nel <strong>2009</strong> decide di posizionare in una piazza della città <strong>33 paia di scarpe femminili, rosse</strong>.&nbsp;</p><p>Viene specificato che il <strong>colore rosso</strong> è stato, in seguito, adottato per simboleggiare in maniera più ampia il <strong>contrasto alla violenza di genere</strong>.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-18 21:13:42 UTC</pubDate>
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         <title>LE SORELLE MIRABAL</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il <strong>25 Novembre</strong> data ricorre l’anniversario dell’omicidio di <strong>Patria, Minerva e María Teresa Mirabal</strong>, le tre sorelle dominicane nate a cavallo tra gli anni venti e trenta, molto unite nella lotta politica al dittatore Rafael Leónidas <strong>Trujillo</strong>, al potere in <strong>Repubblica Dominicana dal 1930</strong>. La trentennale dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana viene considerata una delle più dure dell'America Latina: dal 1930 al 1960 si calcola che furono <strong>uccise più di 50.000 persone</strong>. Le sorelle Mirabal provenivano da una famiglia benestante che, come molte altre famiglie, era stata espropriata dei suoi beni dal regime. Erano <strong>donne colte</strong> e decisero di organizzarsi per combattere contro le atrocità commesse da Trujillo. Insieme ai loro mariti diedero vita al "<strong>Movimento 14 giugno</strong>", gruppo politico di opposizione clandestina che prese piede in tutto il paese. I <strong>membri</strong> che ne facevano parte vennero <strong>perseguitati</strong> e molti <strong>incarcerati</strong>, comprese le sorelle e i loro coniugi.&nbsp;</p><p>La resistenza delle sorelle iniziò nel <strong>1949</strong>, sotto la guida di Minerva, e nel 1959 le tre parteciparono alla fondazione del gruppo di resistenza clandestino “<strong>14 giugno</strong>”, che presto si diffuse in tutto il Paese. Il 25 novembre del 1960, approfittando di una loro visita ai mariti rinchiusi in carcere, i servizi segreti militari le sequestrarono, torturarono e uccisero. I cadaveri furono poi rimessi in macchina per <strong>simulare un incidente</strong> al quale però nessuno credette. Nonostante la censura imposta dal regime di Trujillo, fu subito chiaro che le sorelle Mirabal erano state uccise e molte coscienze si scossero. <br>La figura di Trujillo iniziava a tramontare e la dittatura a scricchiolare: anche gli Stati Uniti, che lo avevano appoggiato fino a quel momento, smisero di proteggerlo dopo il suo tentativo di far assassinare il presidente del Venezuela Betancourt, contrario alla sua dittatura. Qualche mese dopo il <strong>dittatore</strong> venne <strong>assassinato nel 1961</strong> e l’anno successivo si tennero finalmente le prime elezioni libere dall'inizio della dittatura.&nbsp;</p><p>Quando a Minerva Mirabal dicevano che Trujillo l'avrebbe fatta ammazzare, lei rispondeva: “<strong>Se mi ammazzano, tirerò fuori le braccia dalla tomba e sarò più forte</strong>”.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-19 11:02:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>zoemillia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-11-19 11:05:52 UTC</pubDate>
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         <title>LA PANCHINA ROSSA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La panchina, un comunissimo arredo urbano, dipinta di rosso.&nbsp;</p><p>Oggi questa viene utilizzata per dire <strong>no alla violenza </strong>e fa riferimento in particolare alla violenza domestica. Si tratta di un elemento che ci ricorda che i maltrattamenti avvenuti nei confronti delle donne sono particolarmente sentiti dalla comunità.&nbsp;</p><p>Con il loro colore ricordano il vuoto lasciato dalle vittime e ne mantengono in vita il ricordo. Esse richiamano la necessità di opporsi a questo fenomeno.&nbsp;</p><p>Non si sa per certo di quante ne siano state introdotte in Italia, ma la cosa certa è che il numero è in costante crescita nel nostro Paese.&nbsp;</p><p><br></p><p><strong>Ma come nasce questo progetto in Italia?</strong></p><p>Il grande lancio in Italia della panchina rossa si deve in particolare all’iniziativa degli <strong>Stati Generali delle Donne</strong>.</p><p>In particolare, nel 2014,&nbsp; l’artista Karim Cherif assieme all’associazione <em>Acmos</em>, che avevano come obiettivo quello di promuovere una campagna contro la violenza sulle donne, dipinsero la prima Panchina Rossa a Torino. Su di essa erano presenti due grandi occhi di donna che rappresentano lo specchio dell’anima della vittima.&nbsp;</p><p>A partire da questa iniziativa, il progetto si è esteso ed è arrivato a coinvolgere i comuni di tutta l’italia.&nbsp;</p><p>Oltre agli occhi, su di essa ci sono frasi simbolo contro la violenza e targhette con il numero verde nazionale antiviolenza e antistalking a cui rivolgersi per iniziare un percorso di fuoriuscita da qualsiasi forma di violenza.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-20 06:52:00 UTC</pubDate>
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