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      <title>Berthe Morisot by Mattia D&#39;Auria</title>
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      <description>Fatto con un pizzico di ingegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-03 11:09:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianlucamarrone271003</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Berthe Morisot nacque il 14 gennaio 1841 a Bourges, in Francia, in un'agiata famiglia borghese: il padre, Edme Tiburce Morisot era un funzionario statale d’alto rango, impiegato alla Corte dei Conti, mentre la madre Marie-Joséphine-Cornélie Thomas era la pronipote del celebre pittore Jean-Honoré Fragonard “l'arte scorreva già nelle sue vene”. Inoltre la famiglia si completava di altre due ragazze, Yves e Edma, ed il ragazzo Tiburce.&nbsp; &nbsp;<br><br></div><div>Nel 1851 la famiglia Morisot si trasferì a Passy, nei pressi di Parigi, città all’epoca considerata un grande centro artistico. L'atmosfera satura di cultura, di arte e di lusso costituivano un ambiente quasi unico in Europa, che contribuì ad accendere nella giovane Berthe un grande interesse per la pittura. Ma la passione per la pittura non derivava soltanto da questo, ma anche dal genere di intellettuali ed artisti che erano soliti frequentare la casa parigina dei genitori.<br><br></div><div>Per la Morisot, tuttavia, l'Accademia era inaccessibile, perché La Scuola delle Belle Arti aprirà le proprie porte alle donne solo nel 1897. Per questo motivo, la Morisot ebbe modo di coltivare il suo talento sotto la guida prima del neoclassicista Chócarne, e poi di Guichard, un ex allievo di Ingres poi diventato allievo di Delacroix. Guichard faceva allenare la giovane allieva soprattutto attraverso la copia dei dipinti dei grandi maestri. Infatti, nel corso del discepolato con il Guichard, la Morisot visitò il Louvre innumerevoli volte, e attraverso lo studio delle tele di Raffaello Sanzio e Rubens, coltivò orgogliosa il suo talento artistico.<br><br></div><div>Nel frattempo, tuttavia, Berthe iniziò a provare una grande insofferenza per i convenzionalismi accademici. Allora Guichard la presentò ad Achille Oudinot, pittore ben inserito nel circolo dei pittori di Barbizon, il quale la mandò nell’ atelier di Corot, il quale spinse la sua nuova allieva a dipingere “en plein air”, a diretto contatto con la natura. Berthe poté mettere a frutto le proprie ricerche sulla luce e sui colori anche in un atelier che il padre le fece costruire appositamente nel giardino di casa, per lei e le sorelle, anch'esse aspiranti pittrici.&nbsp;<br><br></div><div>L'amicizia con Manet fu molto stimolante per la Morisot, che nel 1874 ne divenne persino la cognata, sposando il fratello Eugène. Fu un matrimonio felice.</div><div><br></div><div>Berthe approdò alla pittura impressionista grazie a lui, la espresse in quadri come “La culla”, sua tela più celebre. Nel 1873 si associò al movimento impressionista, fondando con Monet, Pissarro, Sisley, Degas, Renoir e altri artisti meno conosciuti, la “Società anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori”. Con loro la Morisot nel 1874 allestì una mostra alternativa nello studio del fotografo Nadar, e vi espose nove opere. I suoi dipinti non mancarono di essere apprezzati per la loro delicata vena poetica, tanto che Berthe partecipò a tutte le mostre degli Impressionisti, fatta eccezione per quella del 1879 (l'anno prima le era nata sua figlia Julie). Fu questo un avvenimento che rallegrò moltissimo l'animo di Berthe che, per dedicarsi alla, arrivò persino a rinunciare momentaneamente alla propria vita sociale e all’attività pittorica. Col tempo, divenne una delle personalità di spicco del gruppo impressionista e la sua casa, divenuta di colpo vuota con la morte del marito Eugène, si trasformò in un luogo di ritrovo per musicisti, pittori e letterati, frequentato anche da Mallarmé, Zola e Renoir.<br><br></div><div>Nel febbraio del 1895 Berthe si ammalò. Inizialmente non era in condizioni gravi, ma il sopravvenire di una polmonite provocò il peggioramento del quadro clinico. Fece appena in tempo ad affidare la figlia Julie a Mallarmé e a regalare gran parte dei suoi lavori agli amici più cari, per poi morire di colpo il 2 marzo dello stesso anno, a soli cinquantaquattro anni. Fu sepolta nella tomba della famiglia Manet, nel cimitero di Passy. La sua lapide reca una sola scritta, «Berthe Morisot, vedova di Eugène Manet», senza alcun accenno alla sua feconda carriera di artista; del resto, anche il suo certificato di morte reca la dicitura «senza professione». Nel primo anniversario della sua scomparsa la galleria Durand-Ruel organizzò una retrospettiva con 394 tele, disegni e acquarelli, così da rendere omaggio alla stimata e talentuosa defunta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:18:26 UTC</pubDate>
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         <author>gianlucamarrone271003</author>
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         <description><![CDATA[<div>La prima apparizione di Morisot al Salon de Paris avvenne all'età di ventitré anni nel 1864. Espose con gli impressionisti dal 1874 in poi, non partecipando alla mostra solo nel 1878 quando nacque sua figlia.<br>La carriera matura di Morisot iniziò nel 1872. Trovò un pubblico per il suo lavoro con Durand-Ruel, il commerciante privato, che acquistò ventidue dipinti. Nel 1877, è stata descritta dal critico per Le Temps come "l'unico vero impressionista in questo gruppo".&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:23:26 UTC</pubDate>
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         <author>mattiadauria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Grazie all’esperienza presso l’atelier di Jean-Baptiste Camille Corot la Morisot comincia a maturare i futuri caratteri dell’impressionismo dipingendo en plein air e prestando attenzione a luci e colori sui quali studia nello studio che il padre le costruisce in giardino e che condivide con le sorelle.<br><br></div><div>Sono anni di intensa sperimentazione durante i quali si avvicina a pittori quali Puris de Chavannes, Degas e Fantin-Latour insieme ai quali comparirà tra i nomi dei fondatori del nuovo movimento artistico.&nbsp;<br><br></div><div>Decisivo è però l’incontro con Eduard Manet. Mentre è con la sorella Edma al Louvre, come in qualsiasi altro giorno del 1868, intenta a copiare “Lo Scambio di Principesse” di Rubens si imbatte in Latour che le presenta Manet. Tra i due sembra nascere un amore a prima vista ma il pittore è già sposato. A causa dei numerosi pettegolezzi è difficile ricostruire i particolari “intimi” del rapporto tra i due sinceri amici. Quel che è certo è che immediatamente la Morisot divenne musa e modella d’elezione del maestro che la ritrae in ben 11 tele. Particolare non scontato è che quest’uomo entra nella vita dell’artista proprio quando ella si sente abbandona, sola, vecchia e vuota a causa del matrimonio di Edma nel 1869 cui era molto legata. Egli riesce dunque a colmare questo dolore e ridare alla donna la forza pe ricominciare il suo percorso artistico. Ad aumentare le curiosità sulla loro relazione la notizia che dopo il matrimonio con il fratello Eugene Manet nel 1874 egli l’abbandonò quale fonte di ispirazione. Inutile ribadire quanto, nonostante tutto, i due siano stati in un rapporto così stretto da influenzarsi a vicenda nella maturazione della propria tecnica. Il sodalizio artistico inoltre le apre le porte a numerose conoscenze tra le quali anche politici e scrittori come Zolà e Mallarmé che cominceranno a frequentare il salotto di casa Morisot, vero luogo di ritrovo per intellettuali a partire dalla morte del marito nel 1892, il martedì sera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:26:45 UTC</pubDate>
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         <author>gianlucamarrone271003</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda l’aspetto tematico è impossibile non notare un certo dualismo, anche antitetico per certi versi, che rappresenta il contrasto che Berthe Morisot, in quanto donna del 1800, ha dovuto vivere. Da una parte la spinta individuale ed emancipatoria, che si tradusse nella pittura all’aria aperta – marine, paesaggi, ritratti en plen air – tipica dell’Impressionismo e di un’arte che voleva liberarsi, uscire dalle sale e da canoni dei saloni ufficiali. Dipingere all’aperto, passare molto tempo fuori casa, era considerato disdicevole e sensibile ad attacchi e pregiudizi. Perciò – come ironica risposta o paradossale capovolgimento – l’altra metà della produzione di Morisot consiste in scene domestiche, tenere, famigliari. Donne eleganti ritratte in casa o in giardino, particolari dell’abbigliamenti, ritratti della sorella, della madre e soprattutto della figlia Julie.<br><br>Poiché era un'artista donna, i dipinti di Morisot erano spesso etichettati come pieni di "fascino femminile" dai critici maschi, per la loro eleganza e leggerezza. Nel 1890, Morisot scrisse in un taccuino sui suoi sforzi per essere presa sul serio come artista: "Non credo che ci sia mai stato un uomo che abbia trattato una donna da pari a pari ed è tutto ciò che avrei chiesto, perché lo so Io valgo quanto loro". Le sue pennellate leggere hanno spesso portato i critici a usare il verbo "effleurer" (toccare leggermente, sfiorare) per descrivere la sua tecnica.&nbsp;<br><br></div><div>Morisot crea un senso di spazio e profondità attraverso l'uso del colore. Sebbene la sua tavolozza di colori fosse alquanto limitata, i suoi colleghi impressionisti la consideravano una "colorista virtuosa". In genere faceva un uso espansivo del bianco per creare un senso di trasparenza, sia usato come bianco puro che mescolato con altri colori.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:34:34 UTC</pubDate>
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         <author>mattiadauria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli istanti immortalati da Manet sembra di poter respirare l’angoscia di un amore represso; le tele sembrano ispirate da eros ed imbevute di malinconia.&nbsp;</div><div>La Morisot, seppur dagli occhi verdi, è sempre ritratta con occhi grandi e scuri (neri) e costante è il motivo dello sguardo fisso, profondo ed assente. In proposito Paul Valery parla di “una presenza d’assenza” che ben sintetizza l’immagine di una donna lontana.<br><br></div><div>Il pittore, inoltre, si diverte a dipingerla in pose diverse e con oggetti sempre diversi. Oltre allo sguardo domina le tele il colore nero.&nbsp;<br><br></div><div>Il tutto imbevuto di mistero non fa che accrescere i dubbi sulla loro relazione. In questo verso risulta determinante la lettura dei quadri in cui ella compare sdraiata e colta nella sua intimità.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:41:11 UTC</pubDate>
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         <author>mattiadauria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo ritratto è il “Balcone”, in cui compare seduta. Domina il suo sguardo e curiosa è l’indicazione che deriviamo da una sua lettera alla sorella Edma nella quale si definisce “strana” e fa riferimento a pettegolezzi che l’appellano “femme fatale”</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:42:27 UTC</pubDate>
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         <author>mattiadauria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra i dipinti più intimi citiamo “Il Riposo”, in cui appare distratta e rilassata su un divano con in mano un ventaglio chiuso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:43:41 UTC</pubDate>
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         <author>mattiadauria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un altro dipinto importante è "Berthe Morisot con la scarpa Rosa”. Ritratta in piedi ed in vestaglia nera con le guance arrossate, una scarpetta rosa appena visibile ed una mano alla bocca in questa tela esposta all’Hiroshima Museum of Art la Morisot è catturata in un momento di intimità ed avvolta da un’aurea di mistero che sembra ancora celare un amore profondo e proibito. Elemento centrale come sottolineato dal titolo è la scarpa rosa, un particolare non casuale e molto caro all’impressionismo che dona un tocco di colore alla tela. In generale questo orpello va interpretato come simbolo di intimità in quanto di moda tra le donne di fine ‘800 era spesso coperto da lunghe vestaglie. Non casuale è la ripresa di questo motivo del Manet in più tele di Eva Gonzales che partendo dalla “Donna che suona l’arpa” del 1873-74 giunge a rendere questo dettaglio il protagonista di un olio su tavola datato 1879-80 ripreso anche dal marito incisore Henri Guerard. Tutte queste fonti artistiche insieme a modelli dell’epoca testimoniano l’interesse del mondo esterno al mondo femminile ed alla sfera dell’intima sensualità. Se ciò non bastasse anche la letteratura consacra con Flaubert in Madame Bovary le pantofole di satin rosa sottolineandone il ruolo seduttivo. Concludiamo infine con Edgar Degas che nell’indagare il mondo della danza ne “La classe di danza” mostra in primo piano proprio queste scarpette. Egli stesso dirà: “A parte il cuore, mi sembra che tutto man mano invecchi in me. E anche questo cuore ha qualcosa di artificiale. Le ballerine l’hanno cucito in un sacchetto di satin rosa un po’ sciupato, come le loro scarpe di danzatrici”. Importante notare come a partire da Manet gli oggetti inanimati acquistino una dimensione nuova.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:45:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianlucamarrone271003</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sedute vicine su un divano dalla fantasia floreale, due giovani donne sembrano quasi essere ciascuna il riflesso speculare dell’altra. Entrambe indossano un abito bianco costellato da decorazioni azzurre, sul loro collo dei nastrini neri e i capelli raccolti in acconciature molto simili.&nbsp;<br><br></div><div>A catturare la nostra attenzione sono però due oggetti che differenziano le protagoniste di questa celebre tela di Berthe Morisot dal titolo ““Le sorelle (due sorelle su un divano)”, oggi nella collezione della National Gallery of Art di Washington. La giovane sulla sinistra, dallo sguardo pensoso e sognante, indossa sulla mano, morbidamente appoggiata sull’abito, un anello. La sorella, come ci suggerisce il titolo, mostra invece un sguardo più malinconico e nella sua mano tiene un ventaglio.&nbsp;<br><br></div><div>L’anno di realizzazione di questo dipinto è il 1869 e i molti indizi ci indicano che le due donne rappresentate sono proprio Berthe Morisot e sua sorella Edma. L’anno non è casuale, così come gli oggetti nelle mani delle Morisot. L’anello al dito di Edma indica il suo matrimonio appena avvenuto, il ventaglio di Berthe, tipico oggetto di posa dell’epoca, simboleggia il mondo della pittura. Alle spalle delle due, sopra il divano è infatti incorniciato un ventaglio dipinto che richiama quello nella mano dell’artista. Un’opera dai toni pastello e dall’atmosfera intima con la quale Berthe Morisot immortala per l’ultima volta se stessa accanto alla sua prima compagna di vita e d’arte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:56:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianlucamarrone271003</author>
         <link>https://padlet.com/mattiadauria/oyq67xpi4bo8mv3q/wish/2127198316</link>
         <description><![CDATA[<div>La Culla, indubbiamente il quadro più famoso di Berthe Morisot, è stato dipinto nel 1872 a Parigi. L'artista raffigura Edma, una delle sue sorelle, mentre guarda dormire la figlioletta Blanche. Questa è la prima volta che una figura materna appare nell'opera della Morisot e il soggetto ritratto in questa tela, diventerà uno dei temi preferiti dall'artista.<br><br></div><div>Lo sguardo della madre, la linea che disegna il suo braccio sinistro piegato al quale corrisponde il braccio anche esso piegato della neonata, gli occhi chiusi della piccina tracciano una diagonale che mette maggiormente in evidenza il movimento della tenda sullo sfondo. Questa diagonale stabilisce un'unione tra la madre e la sua bambina. Il gesto di Edma, che frappone il velo della culla tra lo spettatore e la neonata, contribuisce a rafforzare ancora di più questo sentimento di intimità e di amore protettivo espresso nel quadro.<br><br></div><div>Berthe Morisot partecipa con La Culla alla mostra impressionista del 1874 diventando di fatto la prima donna ad esporre le sue opere con il gruppo. Il quadro viene a malapena notato. Tuttavia, alcuni tra i principali critici ne colgono la grazia e l'eleganza. Dopo aver cercato invano di vendere il quadro, Berthe Morisot non lo mostrerà più in pubblico e l'opera sarà conservata dalla famiglia di Edma fino alla sua acquisizione da parte del museo del Louvre nel 1930.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 13:58:19 UTC</pubDate>
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         <author>gianlucamarrone271003</author>
         <link>https://padlet.com/mattiadauria/oyq67xpi4bo8mv3q/wish/2127200549</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Giovane donna in tenuta da ballo</em> è un dipinto della pittrice francese Berthe Morisot, realizzato nel 1879 e conservato al Museo d'Orsay di Parigi.<br><br></div><div>La composizione presenta una donna che guarda alla sua destra mentre è in piedi davanti in primo piano. È vestita con uno splendido abito da ballo, mentre tiene le mani insieme in modo educato e femminile. Dietro di lei c'è una raffica di olio che forse rappresenta dei fiori su una parete colorata, ma è difficile da dire a causa della natura sciolta della pennellata. Sembra anche esserci un mobile basso proprio dietro di lei, suggerendo che potrebbe essere posizionata in un angolo di una stanza, forse in attesa di uno spettacolo teatrale. L'abito della donna è decorato con fiori e motivi floreali, e indossa anche dei gioielli, con orecchini e una collana. Non mancano i guanti lunghi, tipici dell'epoca, che rappresentano un'occasione altamente formale. L'opera d'arte originale misura 71 cm di altezza e 54 cm di larghezza.<br><br>Le donne hanno dominato la sua opera, ma le donne in abiti da ballo sarebbero state anche coperte da molti pittori maschi all'interno e intorno al movimento impressionista. Degas, ad esempio, ha presentato molte volte ballerine e partecipanti al teatro, catturando la vita dei privilegiati e aiutandoci a conoscere meglio la vita in Francia in quel momento per coloro che hanno la fortuna di godersi considerevoli quantità di tempo libero.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 14:01:04 UTC</pubDate>
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         <author>gianlucamarrone271003</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1875 Berthe ed il marito Eugene compiono un viaggio presso l’isola di Wight(resa celebre dai Dik Dik nel 1997, della cui canzone i due coniugi sono i protagonisti).</div><div>Quest’opera del 1875 ben sintetizza le caratteristiche della stagione impressionista ormai avviata e l’importanza del cammino di formazione seguito dalla Morisot.</div><div>Ritrae Eugene Manet di profilo intento ad osservare una donna ed una bambina che passeggiano lungo una banchina. Quel che immediatamente colpisce l’occhio è il coloro e la tecnica pittorica. Osserviamo il trionfo dei colori chiari in particolare il bianco che fa risaltare la luce e genera un effetto trasparente. Fondamentale è la bidimensionalità e l’assenza di prospettiva e di contorni che insieme ai colori fondono gli spazi in un unico ambiente indeterminato. Bata notare come i fiori sul davanzale si confondano con quelli del giardino e la finestra con la recinzione esterna. È abbattuto qualsiasi limite e confine spaziale. Inoltre la scelta della posizione dell’uomo non è casuale e induce lo spettatore a immedesimarsi nel suo punto di vista fino a riuscire ad abolire la barriera spazio-temporale tra il visitatore del Museo Marmottan e l’ambiente descritto dal quadro stesso.</div><div>La tecnica è chiaramente impressionista nel tentativo di dipingere la prima impressione visiva dell’uomo di fronte a un paesaggio in virtù del quale non ci sono soggetti ben definiti ma chiazze di colore che generano un effetto cromatico e luminoso e non esistono contorni così come in natura (studi di fisica ottica).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-03 14:02:00 UTC</pubDate>
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