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      <title>artemisia gentileschi by eleonora</title>
      <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere</link>
      <description>Realizzato con un tocco di stravaganza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-04 17:08:36 UTC</pubDate>
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         <title>Storia del quadro- Susanna e i Vecchioni </title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170018782</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo olio su tela del 1610 appartiene al periodo dell’esordio della pittrice italiana, che lo dipinge ad appena 17 anni. La Gentileschi riproporrà il soggetto altre due volte: uno datato 1622 che appartiene oggi a una collezione privata di <strong>Stamford</strong>, in Inghilterra, e quello che risale all’ultimo periodo della sua carriera artistica, datato 1649 e conservato alla <strong>Galleria Moravska a Brno</strong>.</div><div>La scena rappresentata è descritta del <strong><em>Libro di Daniele. </em></strong><strong>Susanna</strong> è moglie di <strong>Joachim</strong>, un ricco ebreo che abita in un bel palazzo e che ama ricevere molti amici. Un giorno, nella casa di Joachim, sono invitati due anziani appena nominati giudici. Costoro intravedono la bella Susanna <strong>fare il bagno nel suo giardino</strong> e, presi dalla <strong>lussuria</strong>, si lasciano andare a proposte oscene: <strong>minacciano la donna</strong> di rivelare al marito che l’hanno vista in compagnia di un amante se lei non si concederà a loro. Nonostante la minaccia Susanna <strong>si rifiuta di concedersi</strong> ai lussuriosi anziani e questi l’accusano pubblicamente di adulterio. Susanna viene portata in tribunale, giudicata colpevole e <strong>condannata a morte</strong>. Grazie all’intervento di Daniele verrà poi scoperto l’inganno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:06:24 UTC</pubDate>
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         <title>Descrizione </title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170020064</link>
         <description><![CDATA[<div>Dunque c'è una giovane donna formosa, dalla pelle trasparente. Nuda, salvo il drappo bianco sulla coscia sinistra, che occulta l'inguine. È raffigurata dal vero, con naturalismo e senza idealizzazioni: l'areola rosea, la poppa piriforme, ventre e arti cicciosi. Non si vedono gioielli, indumenti, boccette, balsami. Susanna è priva di ogni ornamento: indifesa. Il pittore - che appartiene all'ambiente romano dei caravaggisti d'inizio '600 - ha assimilato la lezione del maestro: la narrazione è scarnificata, la scenografia abolita. Non c'è il giardino della bella casa di Babilonia, descritto nel testo. Né il leccio e il lentisco fatali ai giudici, o fronde e verzura lussuriosa. Solo il cielo azzurro che, in alto, trasuda minerale freddezza. E i personaggi, colti in azione. Così il pittore dipinge Susanna seduta sul gradino della vasca (invisibile) in cui sta per immergersi, incarcerata dalla parete di marmo.<br><br>In posizione dominante, gli spioni incombono su di lei, formando una piramide. Il linguaggio dei gesti surroga la visione della nudità. Il più anziano, col dito alle labbra, le intima il silenzio. L'altro, che non è vecchio come vorrebbe il racconto ma un giovane riccio e barbuto, tocca confidenzialmente la schiena del primo, e gli sussurra complice all'orecchio. Il prugna-bruno del suo mantello si salda col rosso di quello del vecchio: una macchia di colore contro la pallida epidermide di lei: Susanna non ha scampo. L'espressione del suo viso rivela angoscia e impotenza. Sa cosa l'aspetta, se si nega. Ma si nega, gesticolando, inorridita. Il pittore ha capovolto il senso di questa morbosa storia, pretesto per celebrare la bellezza femminile e il voyeurismo maschile. Incentrandola non sullo sguardo che viola l'intimità ma sul ricatto, l'ha trasformata in una scena di sinistra violenza psichica: la composizione verticale dell'immagine accresce l'effetto di minaccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:10:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170022410</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:17:53 UTC</pubDate>
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         <title>Storia- Ester e Assuero</title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170023757</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Si ritiene che la tela sia stata iniziata da Artemisia Gentileschi, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a> verso il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1628">1628</a> e sia rimasta poi con la pittrice sino al suo arrivo a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>. Artemisia dimostra infatti, in questo quadro, di essere entrata in sintonia con la lezione dei grandi pittori veneziani ai quali erano care le ambientazioni sfarzose e scenografiche delle scene bibliche. Il tema dell'incontro tra Ester, eroina ebraica, ed Assuero, potentissimo re di Persia era già stata dipinta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tintoretto">Tintoretto</a> e dalla bottega di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Veronese">Veronese</a>.  La vicenda di Ester che, al termine di un digiuno di tre giorni, si reca dal re Assuero per pregarlo di offrire un banchetto nel quale lei possa smascherare il complotto che il primo ministro del regno ha ordito per eliminare il popolo di Israele, è ben nota; ad essa si richiama infatti la festa ebraica del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Purim">purim</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:22:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170024722</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:26:07 UTC</pubDate>
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         <title>Descrizione</title>
         <author>ele_2000</author>
         <link>https://padlet.com/ele_2000/Artemisia2opere/wish/170026688</link>
         <description><![CDATA[<div> Si tratta della figura di un servo alla base della scalinata e di due versioni di un cane accucciato, elementi visibili come “pentimenti” dall’esame radiografico dell’opera. Ester, abbigliata fastosamente, è in piedi ma in procinto di svenire, e viene sostenuta da due ancelle. Di fronte a lei l’elegantissimo Assuero si prepara a “balzare” dal trono per sorreggere la sua regina, come è scritto nel testo biblico. Tra le due figure c’è un rapporto di pari dignità, non di soggezione di una all’altro, come si ritrova talvolta nella rappresentazione di questa scena, dove Ester è ritratta in ginocchio, in atteggiamento supplice, di fronte al trono innalzato su un podio. Nonostante la perfetta corrispondenza di movimenti dei due protagonisti, nella scena manca forse un rigore compositivo che, viste le molte rielaborazioni del dipinto, fu percepito dalla stessa Artemisia come mancanza di armonia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 18:33:11 UTC</pubDate>
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