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      <title>Le vittime innocenti di mafia by veronica lombardi</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2026-02-24 13:35:22 UTC</pubDate>
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         <title>15 settembre 1937</title>
         <author>veronicaramarro</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Don Giuseppe Puglisi</strong>, detto Pino, nacque nel quartiere Brancaccio di Palermo da una famiglia modesta. Il padre Carmelo era un calzolaio e la madre Giuseppa Fana era una sarta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-24 13:41:07 UTC</pubDate>
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         <title>18 maggio 1939</title>
         <author>veronicaramarro</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Giovanni Salvatore Augusto Falcone </strong>nacque in via Castrofilippo, nel quartiere Kalsa di Palermo, da una famiglia benestante. Il padre Arturo Falcone era il direttore del laboratorio chimico di igiene e profilassi del comune di Palermo, mentre la madre Luisa Bentivegna era figlia di un noto ginecologo della stessa città. Falcone aveva due sorelle maggiori, Anna e Maria. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-24 13:45:04 UTC</pubDate>
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         <title>19 gennaio 1940</title>
         <author>veronicaramarro</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Paolo Emanuele Borsellino</strong> nacque nel quartiere Kalsa di Palermo dal padre Diego Borsellino e la madre Pia Lepanto. Figlio secondogenito, la sua famiglia era composta dalla sorella maggiore Adele, il fratello minore Salvatore e l'ultimogenita Rita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-24 13:48:08 UTC</pubDate>
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         <title>2 luglio 1960</title>
         <author>veronicaramarro</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo essere entrato a 16 anni nel seminario arcivescovile di Palermo, <strong>Puglisi</strong> venne ordinato presbitero a 22 anni dall'allora arcivescovo della città, il cardinale Ernesto Ruffini.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-24 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>5 gennaio 1948</title>
         <author>veronicaramarro</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801539528</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Impastato</strong>, detto Peppino, nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia legata a Cosa nostra. Il padre, Luigi Impastato, era stato inviato al confino durante il periodo fascista per la sua appartenenza alla mafia, lo zio e gli altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre, Cesare Manzella, era il capomafia del paese, ucciso in un attentato con una bomba al tritolo nel 1963. La madre, Felicia Bartolotta, figlia di un impiegato comunale di Cinisi, aveva cercato di evitare il matrimonio quando venne a conoscenza dei rapporti di Luigi con la mafia. Peppino aveva due fratelli minori entrambi di nome Giovanni, poiché il primo dei due morì di meningite a soli 3 anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 08:24:23 UTC</pubDate>
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         <title>5 maggio 1971</title>
         <author>veronicaramarro</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801567290</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Scaglione</strong>, riconosciuto come il primo magistrato ”caduto vittima del dovere e della mafia”, venne assassinato da Cosa nostra  mentre percorreva via dei Cipressi a Palermo a bordo di una Fiat 1500 guidata dall'agente di custodia Antonio Lo Russo, rimasto anche lui vittima dell'agguato. Entrato in magistratura a soli 22 anni, Scaglione indagò su diverse stragi mafiose di quegli anni, come la strage di Portella della Ginestra, in cui morirono molti contadini che si erano riuniti per celebrare la festa dei lavoratori, e quella di Ciaculli, in cui rimasero uccisi quattro uomini dell'arma dei carabinieri, due dell'esercito italiano e un sottufficiale della polizia di Stato. Scaglione si batté per l'introduzione di nuove norme di contrasto alla criminalità organizzata, fu un implacabile accusatore degli affiliati alla cosca di Corleone, si occupò in prima persona della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, rapito da Cosa nostra e mai più ritrovato. Secondo Falcone, l'assassinio di Scaglione aveva come scopo quello di dimostrare a tutti che Cosa nostra non soltanto non era stata intimidita dalla repressione giudiziaria, ma era sempre pronta a colpire chiunque ostacolasse il suo cammino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 08:52:28 UTC</pubDate>
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         <title>6 gennaio 1980</title>
         <author>andreadifede1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801926606</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Piersanti Mattarella</strong>, eletto presidente della regione italiana dal 1978 con la Democrazia cristiana, viene assassinato mentre si trovava in auto con la famiglia a Palermo. Mattarella</p><p>aveva avviato una “rivoluzione” nella gestione degli appalti pubblici, imponendo trasparenza e legalità contro il sistema clientelare mafioso, eseguendo azioni di pulizia all'interno degli appalti, bloccando finanziamenti opachi e rifiutando tangenti che corrompevano la politica regionale. </p><p>Inoltre promosse una politica della regione con le carte in regola. Cercò anche di aprire il governo al Partito comunista per rafforzare la democrazia siciliana, isolando i poteri criminali intrecciati alla politica. </p><p>È molto noto anche per essere il fratello maggiore dell'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la sua figura è ricordata per l'impegno riformatore volto a creare una “Sicilia con le carte in regola” e per la ferma opposizione alle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:16:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>1977</title>
         <author>aurorarecenti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Peppino fonda <strong>Radio Aut</strong>, una radio libera e autofinanziata che usa per colpire, attraverso la satira, il prestigio sociale del la mafia locale, e in particolare del boss Gaetano Badalamenti, che ribattezza ironicamente “Tano Seduto”. Con il programma<em> </em><strong><em>Onda pazza</em></strong>, Peppino rompe il silenzio sulla mafia utilizzando la risata come arma politica: trasformando Cinisi in “Mafiopoli”, Peppino ridicolizza mafiosi, amministratori, professionisti e politici, mostrando come il potere criminale sia intrecciato a quello istituzionale.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:16:49 UTC</pubDate>
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         <title>9 maggio 1978</title>
         <author>aurorarecenti</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Peppino</strong> si candida alle elezioni comunali nelle liste di <strong>Democrazia proletaria</strong>. Nella notte tra l'8 e il 9 maggio, però, viene sequestrato e assassinato. I sicari legano il suo corpo ai binari della ferrovia Palermo-Trapani e lo fanno esplodere con il tritolo per simulare un attentato fallito. Nelle stesse ore, a Roma, in via Caetani, viene ritrovato il corpo di <strong>Aldo Moro</strong> e il delitto Impastato, travolto dal clamore per la strage delle Brigate Rosse, passa quasi inosservato. Nonostante la morte, pochi giorni dopo Peppino viene eletto simbolicamente al consiglio comunale.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:17:37 UTC</pubDate>
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         <title>1975</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Con gli amici e i compagni <strong>Peppino</strong> fonda il circolo <strong>Musica e cultura </strong>a Cinisi per coinvolgere i giovani in attività artistiche, spettacoli teatrali, dibattiti e cineforum. L'associazione era pensata come uno spazio di socializzazione e autocoscienza. Rappresentava un'alternativa culturale alla mafia e spesso vedeva la partecipazione di collettivi femministi e antinucleari. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:20:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>3 settembre 1982</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Carlo Alberto dalla Chiesa</strong> è stato un generale dei</p><p>carabinieri e prefetto di Palermo, simbolo della lotta allo Stato contro il terrorismo e la mafia. Noto per aver sconfitto le Brigate rosse negli anni settanta, era arrivato a Palermo pochi mesi prima per contrastare Cosa Nostra dopo l'omicidio di Pio La Torre. Venne ucciso mentre a bordo di una A112 a Palermo, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo, in un agguato con raffiche di kalashnikov: un delitto commissionato dai corleonesi di Totò Riina per fermare la sua azione antimafia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:22:16 UTC</pubDate>
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         <title>6 dicembre 2000</title>
         <author>aurorarecenti</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801943263</link>
         <description><![CDATA[<p>La<strong> Commissione parlamentare anti-mafia </strong>approva una relazione conclusa sul “<strong>caso Impastato</strong>” che riconosce ufficialmente la responsabilità di istituzioni, magistratura e forze dell'ordine nel depistaggio delle indagini sul suo omicidio. Questa relazione, unica nel suo genere, riapre le indagini e porta alla condanna definitiva di Palazzolo a 30 anni nel 2001, ponendo fine a un depistaggio durato oltre 20 anni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:27:21 UTC</pubDate>
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         <title>5 gennaio 1984</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801947755</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Fava</strong>, giornalista, scrittore e drammaturgo siciliano, è noto per il suo giornalismo d’inchiesta contro la mafia e le sue collusioni con potere politico ed economico.​ Nel 1982 fonda il mensile <em>I siciliani</em>, con cui denuncia i rapporti tra Cosa Nostra, politici DC come Salvo Lima e Rino Nicolosi, e imprenditori del traffico di droga legato alla Pizza Connection americana.​ Venne ucciso da Cosa Nostra davanti casa a Catania con otto colpi di pistola, su ordine dei fratelli Santapaola: il delitto punisce le sue inchieste che avevano esposto il sistema mafioso catanese e palermitano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:30:29 UTC</pubDate>
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         <title>1° settembre 2000</title>
         <author>aurorarecenti</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801956596</link>
         <description><![CDATA[<p>Esce nelle sale il film biografico <strong><em>I cento passi</em> </strong>di Marco Tullio Giordana, che porta la storia di Peppino Impastato al grande pubblico con protagonista Luigi Lo Cascio. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:34:24 UTC</pubDate>
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         <title>30 aprile 1982</title>
         <author>jhafetvalverde</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801957423</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Pio La Torre</strong>, nato a Palermo il 24 dicembre 1927, è stato un dirigente del PCI e sindacalista della CGIL, figura centrale nella lotta contro la mafia siciliana. Fu il promotore della legge Rognoni-La Torre, che introdusse per la prima volta nel codice penale il reato di associazione mafiosa. Era particolarmente impegnato nel contrasto ai clan palermitani opponendosi agli appalti truccati e al controllo mafioso sull'economia regionale. Viene assassinato il 30 aprile 1982 in via Carini, a Palermo, insieme alla guardia del corpo Rosario Di Salvo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:35:04 UTC</pubDate>
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         <title>19 luglio 1992</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801958888</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Paolo Borsellino</strong> morì a Palermo, insieme a cinque agenti della sua scorta, nell'attentato organizzato da Cosa nostra passato alla storia come la <strong>strage di via D'Amelio</strong>: sette quintali di tritolo nascosti in una Fiat 126 imbottita tritolo esplodono mentre Borsellino si trovava davanti casa della madre per una visita familiare. Borsellino era tornato da Roma per incontrare i colleghi in seguito alla strage di via Capaci. L’attentato, deciso dalla Cupola corleonese, uccide anche cinque agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina – mentre Antonio Vullo sopravvive ferito. Tra i mandanti e gli organizzatori condannati figurano Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano, Gaspare Spatuzza. Borsellino è stato sepolto al cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:36:08 UTC</pubDate>
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         <title>2011</title>
         <author>aurorarecenti</author>
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         <description><![CDATA[<p>La villa di Gaetano Badalamenti a Cinisi, confiscata alla mafia dopo la sua condanna, viene assegnata all'associazione <strong>Casa memoria Felicia e Peppino Impastato</strong>. Il casolare in contrada Napoli (o Uliveto) diventa centro di memoria e cultura contro la mafia: qui operano Giovanni Impastato e l'associazione per iniziative educative, legalità e ricordo del fratello Peppino, ucciso proprio su ordine di Tano Seduto. Nonostante contenziosi legali con gli eredi Badalamenti (risolti definitivamente a favore del Comune e dell'associazione dalla Cassazione nel 2024), resta simbolo di riconversione virtuosa dei beni mafiosi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:38:08 UTC</pubDate>
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         <title>19 luglio 1992</title>
         <author>jhafetvalverde</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801961922</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Claudio Traina</strong>, nato nel 1965, è stato un agente scelto della polizia di Stato italiana, noto per essere stato uno dei membri della scorta del magistrato Paolo Borsellino. Nato in una famiglia palermitana con il fratello Luciano anch’egli poliziotto, entra in polizia da giovane e nel 1992 ottiene il trasferimento nella sua città, consapevole dei rischi antimafia. Muore a 26 anni nella strage di via D’Amelio, sacrificandosi accanto a Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina e Vincenzo Li Muli, mentre Antonio Vullo sopravvive gravemente ferito.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:38:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>26 luglio 1992</title>
         <author>jhafetvalverde</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801962648</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Rita Atria</strong>, nata nel 1974, è stata la più giovane testimone di giustizia italiana, divenuta simbolo della lotta alla mafia per il coraggio di denunciare soli 17 anni i mafiosi della sua famiglia e del paese, rompendo l’omertà del Belice trapanese. Figlia del boss Vito Atria e sorella di Nicola, ucciso in una faida, segue l’esempio della cognata Piera Aiello e confida a Paolo Borsellino, suo “secondo padre”, nomi di capi cosca, omicidi e collusioni politiche, contribuendo ad arresti e processi contro clan come Ingoglia e Accardo. Sconvolta dalla strage di via D’Amelio che uccide Borsellino una settimana prima, si suicida a Roma gettandosi dal settimo piano, lasciando un diario che denuncia la mafia dentro e fuori le famiglie.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:38:58 UTC</pubDate>
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         <title>21 settembre 1990 </title>
         <author>andreadifede1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801966796</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Rosario Livatino </strong>è stato un giovane magistrato, noto come “il giudice ragazzino”. Era famoso per l'efficacia delle sue indagini contro la  criminalità organizzata, in particolare la Stidda agrigentina, mafia emula di Cosa nostra nel territorio di Agrigento. Il 21 settembre 1990, mentre senza scorta si reca al tribunale sulla SS 640, viene raggiunto da un’auto con i killer stiddari: tenta una fuga disperata attraverso i campi dopo una prima ferita alla spalla, ma sul viadotto Gasena lo raggiungono e lo giustiziano con una raffica di kalashnikov. Proclamato beato da papa Francesco il 9 maggio 2021 come “martire della giustizia e della fede”, tutti i sicari identificati – tra cui Gaetano Puzzangaro, Giovanni Avarello e Angelo Stagnitta – sono stati condannati all’ergastolo nei processi Livatino 1, 2 e 3.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:42:12 UTC</pubDate>
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         <title>23 aprile 1989</title>
         <author>piscionerirachele</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801970183</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1978 Puglisi torna a Palermo e riprende l'insegnamento al liceo classico Vittorio Emanuele come professore di religione: lì Puglisi trasmette ai ragazzi i valori della legalità e di impegno sociale in un contesto cittadino segnato dalla mafia.  Il 23 aprile 1989 gli viene affidata la direzione della <strong>Casa Madonna dell'Accoglienza </strong>dell'Opera Pia Cardinale Ruffini, dove si occupa di ragazze madri e donne emarginate, spesso vittime di abusi o rifiutate dalle famiglie per ragioni morali o economiche. È qui che inizia a dare fastidio a chi gestisce il ”welfare parallelo” della criminalità organizzata.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:44:46 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title> 29 agosto 1991</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801973131</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Libero Grassi </strong>è stato un coraggioso imprenditore italiano, simbolo della lotta al racket mafioso. Titolare di un'azienda tessile a Palermo, l'Immergas, si oppose fermamente alle richieste di pizzo di Cosa nostra, denunciando pubblicamente i suoi estorsori sul <em>Giornale di Sicilia</em>. Venne ucciso il 29 agosto 1991 alle 4:40 del mattino in via Alfieri a Palermo, mentre si recava al lavoro, colpito alle spalle con quattro colpi di pistola, prima al torace e poi alla testa, che lo lasciarono esanime sul marciapiede.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:47:09 UTC</pubDate>
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         <title>1970-1978 </title>
         <author>martacarbone</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801974147</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1970 <strong>Puglisi</strong> viene nominato <strong>parroco a Godrano</strong>, un piccolo paese sulle Madonie devastato da una sanguinosa guerra tra due cosche mafiose locali, la famiglia Di Bella e i Palazzolo, che provocò decine di morti. Già nei primi mesi attua una vera e propria rivoluzione culturale, convocando nella stessa aula catechistica i figli dei mafiosi insieme ai figli delle vittime: con questo gesto simbolico crea un'occasione di riconciliazione e riesce a calmare miracolosamente la faida tra le famiglie mostrando come il dialogo possa rompere la catena della vendetta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:47:55 UTC</pubDate>
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         <title>14 dicembre 1985</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801974526</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Graziella Campagna</strong>, 17 anni, commessa in una lavanderia di Villafranca Tirrena, comune di provincia di Messina, scomparsa il 12 dicembre 1985, fu trovata uccisa, due giorni dopo, con cinque colpi di fucile in volto in uno spiazzo dei colli Sarrizzo, nei Peloritani, dopo essere stata sequestrata alla fermata dell’autobus che da Villafranca l’avrebbe riportata a Saponara, dove risiedeva. La sua condanna a morte è stata aver trovato nella tasca di un soprabito, appartenente a un cliente conosciuto come ingegnier Cannata, un’agendina fitta di nomi e di numeri telefonici. Quel documento apparteneva in realtà al mafioso latitante Gerlando Alberti junior, 40 anni, che, con il suo luogotenente, Giovanni Sutera di 28 anni, il quale si spacciava per il geometra Lombardo, temendo di essere identificati, ne ordinarono l’eliminazione. Importanti, per il raggiungimento della verità, furono le indagini compiute dal fratello Piero, carabiniere, che ha dovuto lottare per anni contro depistaggi che spacciarono l’omicidio come un delitto passionale pur di coprire i veri colpevoli. Per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su questo caso, è stato realizzato il film <em>La vita rubata</em>, andato in onda sulla Rai nel 2008, diretto da Graziano Dana. Qui la figura di Piero Campagna è interpretata da Beppe Fiorello.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:48:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> 24 novembre 2009</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801977639</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Lea Garofalo </strong>è stata una testimone di giustizia italiana contro la 'ndrangheta calabrese. Dopo aver rotto con il compagno Carlo Cosco, affiliato alla criminalità organizzata del clan Petrè di Petilia Policastro, ha collaborato con le forze dell'ordine per denunciare i traffici di droga e armi. Protetta dal programma speciale dal 2002, testimonia contro Cosco e la famiglia del fratello Floriano Garofalo, rivelando i legami tra 'ndrangheta e malavita milanese. Nel 2009 viene uccisa da Cosco che la strangola. Dopo 48 ore il suo corpo viene bruciato in un camino a San Fruttuoso di Monza. Cosco e i suoi complici sono stati condannati all'ergastolo nel 2012 e nel 2013. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:50:32 UTC</pubDate>
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         <title>Maggio 1996</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Antonino Caponnetto</strong>, ex capo del pool antimafia e mentore di Borsellino, rende omaggio alla morte del collega con parole che ne esaltano la vocazione totale alla giustizia. In un'intervista dichiara: “Un giudice vero fa quello che ha fatto Borsellino, uno che si trova solo occasionalmente a fare quel mestiere e non ha la vocazione può scappare, chiedere un trasferimento se ne ha il tempo e se gli viene concesso. Borsellino, invece, era di un'altra tempra, andò incontro alla morte con una serenità e una lucidità incredibili”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:51:38 UTC</pubDate>
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         <title>27 giugno 1961</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801980841</link>
         <description><![CDATA[<p>Dopo il liceo classico Umberto I e un breve passaggio all'Accademia Navale di Livorno, <strong>Falcone </strong>frequenta la facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Palermo dove si laurea con 110/110 e lode. La sua tesi, intitolata <em>Istruzione probatoria in diritto amministrativo</em> e discussa con il relatore Pietro Virga, riflette già un interesse per i meccanismi processuali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:53:00 UTC</pubDate>
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         <title>19 luglio 1992</title>
         <author>andreadifede1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801981269</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Agostino Catalano</strong> è stato un agente della polizia penitenziaria e capo scorta del giudice Paolo Borsellino. In servizio alla squadra mobile di Palermo, entrò nel nucleo investigativo anti-sequestri e poi nella divisione anticrimine.</p><p>Morì nella <strong>strage di via D'Amelio</strong> insieme al giudice e  ai colleghi Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, mentre Antonio Vullo sopravvive ferito.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:53:16 UTC</pubDate>
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         <title>1966-1968</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801982361</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Falcone</strong>, all'età di 26 anni, inizia la sua <strong>carriera in magistratura</strong>, dopo aver vinto il concorso e aver ottenuto la nomina di pretore a Lentini, in provincia di Siracusa. Nel 1968 passa al Tribunale di Trapani come giudice istruttore. In questo periodo, si occupa principalmente di procedimenti penali ordinari, formandosi una solida esperienza processuale prima di spostarsi a Palermo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:54:10 UTC</pubDate>
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         <title>1963</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801984217</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Borsellino</strong> partecipa al concorso nazionale per l’ingresso in magistratura nel 1963, classificandosi venticinquesimo su centinaia di candidati e diventando, a soli 23 anni,<strong> il più giovane magistrato d’Italia</strong>. Inizia così il tirocinio come uditore giudiziario a Palermo, che completa il 14 settembre 1965: in quella data riceve l’assegnazione al Tribunale di Enna, dove si occupa prevalentemente della sezione civile per i primi anni della carriera. Questo primo incarico in una provincia isolata gli consente di maturare esperienza pratica e di affinare le sue doti di giurista, pur in un contesto lontano dai grandi processi mafiosi che segneranno la sua vita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:55:46 UTC</pubDate>
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         <title>7 febbraio 1986</title>
         <author>vincenzocammarata1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801986222</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Filippo Salsone</strong>, maresciallo capo degli agenti di custodia (oggi polizia penitenziaria), presta servizio alla Casa circondariale di Reggio Calabria dopo una carriera in vari penitenziari calabresi e siciliani. Il 7 febbraio 1986, mentre rincasa con la famiglia da una visita ai genitori a Brancaleone, la sua auto viene crivellata da colpi di lupara a pallettoni su contrada Razzà: muore sul colpo, il figlio di 10 anni resta gravemente ferito. Riconosciuto “vittima del dovere” (L. 466/1980) e insignito Medaglia d’oro al merito civile (2010), oggi la caserma agenti della Casa Circondariale di Palmi porta il suo nome. Indagini successive confermarono lo stampo camorristico-’ndranghetista legato a faide carcerarie.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:57:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>23 maggio 1992</title>
         <author>andreadifede1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801986398</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Vito Schifani </strong>è stato un agente di polizia e membro della scorta di Falcone, ricordato come un giovane palermitano solare e sportivo. Schifani morì nella <strong>strage di Capaci,</strong> mentre si trovava al volante della Croma marrone, la prima delle tre Fiat Croma blindate. Al momento dell'esplosione, Schifani muore sul colpo insieme ai colleghi Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:57:26 UTC</pubDate>
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         <title>4 maggio 1980</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801989750</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel periodo come procuratore a Palermo, Borsellino affronta l'assassinio del suo capo da parte di Cosa nostra, <strong>Emanuele Basile</strong>, capitano dei carabinieri e comandante della Compagnia di Monreale. Basile viene ucciso in un agguato mafioso durante la festa patronale, mentre si trovava con la famiglia, per via delle sue indagini sui clan di Altofonte e Monreale. Borsellino, suo amico e giudice istruttore, si occupa per un anno del suo caso, di cui le indagini durarono circa un anno, portando al rinvio a giudizio tre mafiosi come esecutori materiali: Vincenzo Puccio, Armando Bonanno e Giuseppe Madonia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 14:59:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>27 agosto 1987</title>
         <author>vincenzocammarata1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801990280</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Cutruneo</strong>, 8 anni, e <strong>Rosario Montalto</strong>, 11 anni, stavano giocando per strada, vicino alle proprie abitazioni nel centro di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. All’improvviso da un’auto che ne insegue un’altra parte una sventagliata di proiettili. Per i due bambini non c’è scampo. Giuseppe muore all’istante; Rosario, raggiunto a sua volta da quattro colpi, che gli hanno spappolato i polmoni, il fegato e il colon, muore dopo 56 ore di sofferenza. L’agguato ha come bersagli Bartolo Giudice e Salvatore Caniglia, pregiudicati in lotta per il controllo dello spaccio di droga, ma la furia degli sparatori non risparmia gli innocenti, in un contesto di faida criminale che sconvolge la comunità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:00:09 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>11 gennaio 1996</title>
         <author>andreadifede1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801991174</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe di Matteo,</strong> 12 anni, figlio del collaboratore di giustizia Santino di Matteo, ex mafioso di Altofonte, viene rapito da Cosa nostra il 23 novembre 1993 al maneggio di Villabate: i sequestratori, travestiti da poliziotti su ordine di Giovanni Brusca, lo ingannano facendogli credere di portarlo dal padre. Dopo una prigionia di 779 giorni in bunker mafiosi, Giovanni Brusca ordina di ucciderlo per zittirne le rivelazioni del padre sulla strage di Capaci e l'omicidio di Ignazio Salvo, al tempo figura chiave della relazione Stato-mafia. Giuseppe viene strangolato dai suoi carcerieri e poi sciolto nell'acido nitrico in modo che non ne restasse traccia. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:00:48 UTC</pubDate>
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         <title>Maggio-giugno 1993</title>
         <author>piscionerirachele</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, le<strong> omelie di Puglisi </strong>diventano esplicite contro la mafia: “Parliamone, spieghiamo ai ragazzi cos'è la mafia” ripete spesso dalla cattedra di San Gaetano a Brancaccio. Comincia a subire così le prime minacce concrete – portoni della parrocchia bruciati, aggressioni verbali – a cui risponde invitando pubblicamente i mafiosi a cena in canonica per ragionare sulla salvezza della loro anima.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:01:10 UTC</pubDate>
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         <title>29 settembre 1990</title>
         <author>martacarbone</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801991879</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Puglisi</strong> viene nominato parroco della <strong>chiesa di San Gaetano</strong> nel quartiere Brancaccio di Palermo. Per lui è un ritorno a casa, ma trova un quartiere oppresso dal dominio mafioso dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, legati ai corleonesi di Totò Riina. Capisce immediatamente che la mafia controlla tutto perché lo Stato è assente: non ci sono scuole medie statali, fognature funzionanti, illuminazione stradale adeguata e spazi pubblici per giovani che finiscono reclutati nelle cosche o per strada. Da qui parte la sua missione educativa e antimafia, sottraendo ragazzi al circuito criminale con oratori, centri e legalità quotidiana, rendendosi ostacolo al consenso che i Graviano traevano dal degrado del territorio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:01:21 UTC</pubDate>
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         <title>23 ottobre 1989</title>
         <author>vincenzocammarata1</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801994714</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Tizian</strong>, funzionario del Monte dei Paschi di Siena, viene assassinato nella serata del 23 ottobre del 1989 a Locri. Stava tornando a casa, a Bovalino, a bordo di una Fiat Panda, lungo la SS 106. All’altezza dell’area archeologica e del museo della Magna Grecia di Locri subisce un agguato a colpi di lupara: i colpi lo uccidono sul colpo, lasciando il corpo crivellato nel veicolo fermo sul ciglio della strada. Secondo gli investigatori, era un “funzionario integerrimo”. Le indagini del commissariato di Siderno, coordinate dal magistrato Carlo Macrì, non hanno prodotto risultati. Nonostante si sia subito profilata la pista legata all’attività bancaria, nel fascicolo Tizian sono parecchi i buchi neri, aspetti non chiariti e non scandagliati. Un caso che rimane ancora irrisolto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:03:36 UTC</pubDate>
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         <title>10 febbraio 1986 - 16 dicembre 1987</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3801995800</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel febbraio 1985 <strong>Borsellino e Falcone</strong> furono trasferiti con le loro famiglie nella foresteria del carcere dell'Asinara, isolati per sei mesi al fine di scrivere la storica sentenza-ordinanza di 8000 pagine che rinviava a giudizio 475 imputati mafiosi nel <strong>Maxiprocesso di Palermo.</strong> Il Maxiprocesso inizia il 10 febbraio 1986 nell'aula-bunker dell'Ucciardone e si conclude il 16 dicembre 1987 con 342 condanne, tra cui 19 ergastoli per i capi mafiosi come Totò Riina e Salvatore Greco, poi confermati in appello e cassazione. È stato il più grande processo penale nella storia italiana.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:04:28 UTC</pubDate>
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         <title>4 novembre 2002</title>
         <author>vincenzocammarata1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il finanziere scelto <strong>Fabio Perissinotto</strong>, 30 anni, di Roma, muore  in un incidente stradale a Torre Santa Sabina, in provincia di Brindisi, mentre, con altri colleghi rimasti gravemente feriti, era all’inseguimento di una Lancia Thema che nel pomeriggio era stata rubata al proprietario sotto la minaccia di un coltello. Alla guida dell'autovettura c'è Salvatore Massaro, ex elemento di spicco della Sacra corona unita e poi pentito di mafia, fuggito due giorni prima dalla località protetta in cui viveva. L’indagine della squadra mobile di Brindisi conduce all’arresto di Massaro il giorno dopo. Insignito della Medaglia d’oro al valor civile alla memoria, la caserma di Perissinotto a Fasano porta oggi il suo nome. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:06:10 UTC</pubDate>
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         <title>1980</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3802001679</link>
         <description><![CDATA[<p>Dopo dodici anni trascorsi a Trapani, <strong>Falcone</strong> viene trasferito all'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo dove inizia il suo percorso contro le famiglie palermitane, rivoluzionando l’approccio alle indagini mafiose e gettando le basi per la lotta moderna a Casa Nostra. Viene scelto dal giudice Rocco Chinnici come uno dei primi membri del neonato <strong>pool antimafia</strong>, un’équipe specializzata nata per coordinare le indagini sul traffico di droga e gli omicidi eccellenti, affiancato da figure come Paolo Borsellino e Leonardo Guarnotta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:08:18 UTC</pubDate>
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         <title>15 settembre 1993</title>
         <author>martacarbone</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3802006416</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Puglisi</strong> viene ucciso il giorno del suo 56° compleanno dopo aver trascorso la giornata festeggiando con i  ragazzi, del quartiere mentre tornava verso casa. Sotto il portone lo attendevano i sicari di Cosa nostra: il killer Salvatore Grigoli gli si avvicina mentre Gaspare Spatuzza simula una rapina togliendogli il borsello. Puglisi, con un sorriso, pronuncia il celebre “<strong>me l'aspettavo</strong>” subito prima che un colpo alla nuca lo uccida all'istante. Quel sorriso e quelle parole, raccontate dallo stesso Grigoli poi pentito, sono diventati il simbolo di un coraggio cristiano disarmato che smaschera la viltà mafiosa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:11:30 UTC</pubDate>
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         <title>29 luglio 1983</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3802011123</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Rocco Chinnici</strong>, magistrato italiano, fondò al Tribunale di Palermo il primo <strong>pool antimafia</strong>, un gruppo di giudici istruttori che si sarebbero occupati dei reati di stampo mafiosi, lavorando in gruppo. Chinnici invitò Borsellino a farne parte, ma il 29 luglio del 1983  venne ucciso da Cosa nostra nell'esplosione di un autobomba, insieme a due agenti della scorta. Poco dopo Antonio Caponnetto, un altro giudice, prese il suo posto. Uno dei primi esempi concreto di coordinamento operativo fu la collaborazione fra Borsellino e Di Lello. Le indagini si basarono, soprattutto su accertamenti bancari e patrimoniali, vecchi rapporti di polizia e carabinieri ma anche su nuovi procedimenti penali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:14:34 UTC</pubDate>
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         <title>23 maggio 1992 </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Giovanni Falcone</strong> muore il 23 maggio 1992 nella <strong>strage di Capaci</strong>, un attentato mafioso di Cosa Nostra che segna l'inizio della guerra dichiarata allo Stato. Alle 17:58, mentre torna da Roma all'aeroporto di Punta Raisi con la moglie Francesca Morvillo, il suo corteo di tre Fiat Croma blindate viene investito da 500-600 kg di tritolo, RDX e nitrato d'ammonio piazzati sotto un viadotto e azionati a distanza da Giovanni Brusca su ordine di Totò Riina. Muoini anche gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro; 23 feriti tra scorta sopravvissuta (inclusi Angelo Corbo e Paolo Capuzza) e automobilisti casuali, con un cratere di 60 metri che sconvolge l'autostrada A29.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-25 15:16:09 UTC</pubDate>
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         <title>25 maggio 2013</title>
         <author>martacarbone</author>
         <link>https://padlet.com/veronicaramarro/ox2ts8jqkdcjxgdp/wish/3809675187</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Puglisi</strong> viene proclamato <strong>beato</strong> il 25 maggio 2013 sul prato del Foro Italico di Palermo durante il pontificato di papa Francesco. Divenne il <strong>primo martire ucciso dalla mafia</strong> <em>in odium fidei</em> riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-03 11:12:19 UTC</pubDate>
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