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      <title>Sulla Luna con Astolfo by Valentina Felici</title>
      <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97</link>
      <description>Laboratorio di scrittura creativa a partire dalla lettura di L. Ariosto &quot;L&#39;Orlando furioso&quot; (classe 2E a.s. 2015/2016)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-04-10 15:02:50 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-24 14:19:18 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Note della Prof. Felici</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113715696</link>
         <description><![CDATA[<div>– Lettura, interpretazione e commento di alcuni passi dell'<em>Orlando Furioso<br>– </em>Lettura e interpretazione del canto XXXIV<br>– Discussione in classe sugli "oggetti" smarriti sulla Luna<br>– Elaborato sulla seguente traccia: "Immagina che come Orlando anche tu abbia perso qualcosa sulla Luna. Racconta che cosa hai perso e perché, descrivilo in forma di oggetto, spiega come recuperarlo. Prendi spunto dalla discussione avvenuta in classe"</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 18:39:21 UTC</pubDate>
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         <title>Leila: GIOCOSITÀ</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113715873</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi trovo sulla luna, un luogo quasi del tutto deserto. Ma camminando un po' arrivo fino una collinetta, salgo fino in cima e mi guardo attorno: nel cielo blu scuro volano migliaia di fiori di mille colori in alto, in basso, a destra, sinistra, avanti e indietro, senza mai fermarsi.</div><div>Un cartello in alto dice: "giocosità". Un altro  dice: "la giocosità si perde perlopiù quando si cresce, quindi viene persa soprattutto dagli adulti, ed è la capacità di saper giocare sempre, in qualunque momento, per tirarsi un po' su di morale anche nei momenti più difficili."</div><div>A terra vi sono diversi retini colorati, ne prendo uno e cerco di afferrare un fiore.</div><div>Dopo tantissimi tentativi, mi fermo e aspetto che siano i fiori ad entrare nel retino. Si avvicina a me, volando, una farfalla, un fiore particolarmente colorato e dall'animo allegro (non smetteva più di volteggiare), era blu con al centro un pallino giallo e polveroso, sopra vi è scritto un nome: il mio. </div><div>Capisco lì era contenuta la <em>mia</em> giocosità, e che era proprio quel polline giallo limone, che non vedeva l'ora di liberarsi. Così mi avvicino il fiore al naso e lo annuso: Un odore indescrivibile, prima sento un odore di rose e margherite, poi di miele e zucchero, poi frutta matura... Ma, non riesco a trattenere un starnuto e...<br>bahmmmm! Il polline esplode e in un attimo mi ritrovo la faccia piena di quella sostanza simile allo zucchero a velo ma più appiccicoso. Improvvisamente mi sento colta da una voglia enorme di correre saltare e gridare, quasi fossi tornata bambina!</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 18:44:08 UTC</pubDate>
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         <title>Arianna: SPENSIERATEZZA</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113715975</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>Cercare e non trovare<br>camminare, volare<br>senza troppo pensare<br>fermarsi ad osservare<br>e finalmente, scovare</em></blockquote><div>Camminavo. Vidi un albero, il tronco come la buccia di un’arancia, la chioma come il tramonto. In basso colsi un filo d’erba, bagnato dalla rugiada. Un colpo di vento e la goccia di rugiada cadde lontano. Decisi di seguire quella direzione. Soprappensiero calpestai il filo d’erba. Attraversai una specie di muro di foglie, e mi ritrovai in un giardino incantato: cascate, fiori mai visti, uccelli colorati ovunque. Fui attirata da qualcosa di molto strano: una polverina luccicante, non saprei dire se giallognola o azzurrina,“volava” leggera da una parte all’altra. Finché si raccolse in una ciotola piena di fori con su scritto il mio nome. D’un tratto capii: era la mia spensieratezza di quando ero bambina, persa con l’arrivo delle responsabilità, con la scuola, con la crescita. Per un attimo mi rattristai ma poi la polverina ricominciò a svolazzare senza lasciarmi il tempo di riflettere. La persi di vista. Non sapevo cosa fare, non volevo ricominciare a pensare al mio mondo; allora mi sedetti davanti ad una cascata, circondata da foglie e piante di piacevoli bellezze. Feci un respiro profondo e mi sdraiai. Fu allora che vidi la mia polverina venire verso di me, feci un respiro di eccitazione. <br>Lei ricominciò a volare e stavolta io la  seguii, la rincorsi per chilometri e chilometri. Ad ogni curva me ne penetrava un poco dentro, e mi sentivo sempre più leggera. Non pensavo più, ero stanca ma felice, continuai a correre finché non rimase fuori solo una piccola briciola, luccicante. Decisi che anche una piccola briciola era importante e poteva fare la differenza e non mi persi d’animo fino a quando non l’ebbi afferrata. <br>Promisi che non me la sarei fatta più sfuggire quella preziosa spensieratezza! Ero al settimo cielo, avevo caldo così mi bagnai con l’acqua della cascata e cominciai a fare capriole su un prato viola, un prato fatato, un prato da sogno, un prato che non si dimentica, il prato della mia spensieratezza!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 18:46:48 UTC</pubDate>
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         <title>Jacopo: PAZIENZA</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113716332</link>
         <description><![CDATA[<div>Sulla Luna ho perso la mia pazienza che si trova lì sotto forma di lampadina.<br>Perché l'ho persa? Per tanti motivi, come quando mi arrabbio a volte con Giacomo.<br>L'unico modo per recuperare l'oggetto per me tanto prezioso era di dover chiedere aiuto a una gigantesca gatta pelosa, che si trova sulle pianure dei cavalli, dietro alle grandi montagne dei segugi.<br>Invece di partire subito, come avrei voluto, la gatta mi fece fare tre prove: la prima consisteva nel pescare un gigantesco salmone, e io non ero contento di farlo, ero insofferente, avrei voluto partire subito per la Luna.<br>Dopo la prima prova mi sono sentito meno insofferente.<br>La sfida seguente consisteva nel trovare un grande gomitolo di lana: anche questa prova non è stata facile, ma una volta trovato il capo della matassa ci sono riuscito senza problemi.<br>Dopo mi sono sentito strano, come se qualcosa uscisse da dentro di me.<br>L'ultima prova consisteva nel preparare una gigantesca omelette di topi e, dopo un po', una volta cotta la frittata, mi sono sentito felice. La mia meta era vicina ormai.<br>Allora la gatta mi disse una cosa: "Hai visto che sei stato paziente nel superare queste sfide senza problemi?!".<br>Poi mi si è accesa la lampadina e ho capito tutto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 18:55:39 UTC</pubDate>
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         <title>Laura: FELICITÀ</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113716721</link>
         <description><![CDATA[<div>Io, Laura chiamata "La furiosa", atterrai in groppa alla mia fedele amica fenice sulla Luna per recuperare qualcosa che mi era stato tolto: la felicità.<br>Tutto accadde il giorno del mio settimo compleanno. Sembra un giorno felice, tutti ridevano, giocavano e io, la reginetta della festa, continuavo a scartare regali. Mancava solo l'ultimo: lo scartai e trovai un contenitore con su scritto "La felicità di Laura".<br>Pensai che fosse un portagioie, ma dopo che lo aprii arrivò un tornado che entrò nel mio cuore da cui uscì sotto forma di gelatina rosa, brillantinosa. Era la mia felicità. Avrei potuto riaverla subito, ma immediatamente fu risucchiata da un buco nero e catapultata sulla Luna.<br>Ecco perché mi trovai sulla Luna: per riprendere la mia felicità. Osservando da una parte all'altra, vidi una serie di scaffali pieni di queste gelatine. Cercai la lettera L e dopo molte ricerche, la trovai in un angolo. La gelatina non era più rosa, ma grigia, come se fosse ormai avariata.<br>Aprii l'ampolla in cui si trovava e, prima che uscisse fuori il contenuto, vinsi la mia riluttanza e mangiai la gelatina. Mi sentivo un po' strana. A un certo punto, gli occhi iniziarono a socchiudersi e poi a chiudersi totalmente... Entrai in un sonno profondo e mi accorsi che i i ricordi che mi passavano nella mente, da negativi diventavano positivi. Era una bellissima sensazione di felicità.<br>Era il momento di ritornare a casa, con un fischio chiamai la fenice colorata che mi riportò sul mio pianeta preferito: la Terra.<br>I giorni passarono e furono sempre sereni per me. Avevo capito che, qualsiasi cosa accada nella tua vita è un'esperienza che ti può servire per farti raggiungere la tua felicità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 19:05:01 UTC</pubDate>
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         <title>Riccardo: RABBIA</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113717452</link>
         <description><![CDATA[<div>Una cosa che ho perso sulla Luna è la rabbia. La immagino contenuta in un vaso deforme, di un colore violaceo e un sapore aspro come il limone. Ovviamente non vorrei mai riprenderla sulla Luna, ma se proprio dovessi farlo, immagino un percorso sotto la lava. Occorre camminare a piedi e ogni persona può andare a prelevare la sua e non quella degli altri. Chi apre l'ampolla in cui è contenuta la sua rabbia si sente chiuso come se circondato da nubi nere. Il liquido denso poi entra nel suo corpo attraverso bocca e naso, andando poi a espandersi nel resto del corpo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 19:17:29 UTC</pubDate>
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         <title>Lorenzo: AMICIZIA</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113717989</link>
         <description><![CDATA[<div>Sulla Luna, penso di aver perso il contatto e il rapporto con uno dei miei più cari amici, che si chiama Lorenzo come me. Io e Lorenzo da piccoli eravamo amici del cuore, veri amici spensierati. Giocavamo sempre insieme e la nostra amicizia era bella soprattutto perché avevamo moltissime cose in comune. Ogni volta che c'era una festa di compleanno, una cena tra genitori o una bella giornata di sole estiva, noi ci vedevamo! E non dimenticherò mai quelle interminabili giornate trascorse a Villa Borghese, sui gonfiabili, con i monopattini, le giostre, i palloncini... non volevamo mai separarci perché insieme stavamo bene. Andavo spessissimo a casa sua, anche se lui abita in periferia e io in centro. È stato il primo amico che ho avuto e questo dava molto valore alla nostra amicizia. Inoltre, la cosa stupenda era che non litigavamo quasi mai! Però, crescendo, le cose sono cambiate radicalmente: noi due ci siamo allontanati, senza volerlo, entrambi abbiamo conosciuto tantissimi altri amici, e, mentre crescevamo, sono arrivati due fratellini: uno a me e uno a lui. Fu così che io rimasi in centro e lui in periferia. Altre esigenze...<br>Oggi quella amicizia di una volta non c'è più: è vero, ci vediamo ancora, ma quella stessa amicizia non c'è più. È finita sulla Luna, dove secondo me è contenuta in una grolla, ovvero la coppa dell'amicizia tipica della Val d'Aosta: è un liquido chiaro, leggero, quasi trasparente, come l'acqua, turbinoso, a tratti tempestoso e poi calmo, può cambiare colore... La mia amicizia con lui è così. O forse dovrei dire: è stata così?! Non lo so. Io sono ottimista e, finché quel ricorso sarà vivo in me, io dirò che c'è ancora amicizia tra di noi. Quella chiara, fresca e dolce acqua si può recuperare, da quella grolla barocca può uscire ancora quell'acqua e tornare dov'era prima. Se potessi mi adopererei perché lo facesse. Berrei da quella grolla litri e litri di quei ricordi immortali perché l'amicizia potesse tornare al proprio posto. Ma nulla è eterno, in particolare questa amicizia. E quindi spero e prego affinché quest'acqua magica non evapori per sempre, lasciando vuota la grolla dell'amicizia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 19:32:05 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea: IMPEGNO</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113718614</link>
         <description><![CDATA[<div>Molti anni fa il mio sport preferito era il calcio. Avevo iniziato questo sport perché mi interessava e avevo in mente di aprirmi una nuova strada pensando alla carriera come giocatore. I primi anni passarono come niente, perché ero ancora troppo piccolo per capire che questo sport non faceva per me. I mesi passavano e io iniziavo a stufarmi a stare sul campo a fare sempre le stesse cose, non trovavo più quell'interesse, quella voglia di fare, sembrava un amore non corrisposto. Nel frattempo, vedevo mia sorella che praticava la pallanuoto e a cena aveva sempre delle esperienze da raccontare, emozioni inimmaginabili. Quindi mi venne voglia di provare questo sport.<br>Da quattro anni lo pratico e ho ritrovato il mio 'senno perduto', ritrovando emozioni che un tempo avevo dimenticato.<br>Se dovessi dire che cosa ho perso sulla Luna, direi che nel mio caso si tratta dell'Impegno. Se dovessi paragonare l'impegno a un oggetto sarebbe una boccetta di vetro piccola, con il tappo di sughero e il liquido di un colore verdastro mischiato con il fucsia. <br>Questa boccetta si trova sull'Himalaya in in una grotta. Per recuperarla devo recarmi lì con un amico mago, esperto in pozioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-05 19:47:24 UTC</pubDate>
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         <title>Martina: SPENSIERATEZZA</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ad un certo punto mi ritrovo sulla Luna, un luogo deserto dal quale non riesco a trovare via d'uscita e comincio a camminare.<br>All'improvviso mi viene incontro qualcosa: una piuma.<br>Era una piuma diversa dalle altre perché di colore verde, verde speranza.<br>Comincio a pensare alla prima cosa che mi viene in mente: è una cosa che ho perso e che vorrei tanto riavere... la spensieratezza.<br>Rispetto a quando ero più piccola, le cose sono cambiate di molto e io comincio a sentirmi più responsabile. Me certe volte, forse lo sono troppo e comincio a prendermela per la minima cosa.<br>La piuma è un oggetto che simboleggia la leggerezza e il verde la speranza.<br>Io ho scelto di rappresentare così la spensieratezza per avere un giorno la speranza di prendere le cose con più leggerezza, senza farmi prendere dal panico!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-06 16:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>Vinicio: LIBERTÀ</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/113826762</link>
         <description><![CDATA[<div>Di cose materiali ne ho perse molte, ma non so dove siano andate a finire, di certo non sulla Luna.<br>Sulla Luna, invece, è andata a finire la mia spensieratezza di bambino quando ero alla Scuola elementare. Infatti, avvertivo molta pressione sullo studio e sui compiti.<br>Senza presunzione, ma a scuola ero uno dei più bravi e pensavo che se avessi fatto un piccolo passo falso non me lo avrebbero perdonato.<br>Un'altra cosa che mi procurava ansia erano i compiti. Ed è proprio per questo che la mia libertà è salita sulla Luna.<br>Avevamo compiti ogni giorno per quello successivo. Io tornavo a casa e non potevo uscire se non li finivo. Andavo a calcio due volte a settimana e tornavo più o meno alle sette di sera, con tutti i compiti ancora da fare. Mi sentivo isolato dal resto del mondo perché non riuscivo quasi mai a vedermi con gli amici dopo la scuola. Le mie maestre mi terrorizzavano quando dicevano che era tutta una preparazione per le scuole medie!<br>Penso che la mia libertà sia andata a finire sulla Luna sotto forma di nube trasparente, perché è come un vuoto ancora da riempire. Non deve essere contenuta da nessun tipo di ampolla perché non ha bisogno di avere limiti, ma può espandersi quando vuole e dove vuole. <br>Per riprenderla o, meglio, per riconquistarla, non bisogna andare per forza sulla Luna, ma basta recuperarla con il tempo facendo ciò che ti sei perso in passato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-06 17:01:13 UTC</pubDate>
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         <title>Giacomo: TRANQUILLITÀ</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/owvyzshnzw97/wish/115094476</link>
         <description><![CDATA[<div>io ho perso nel corso della mia vita, soprattutto con l'avvento delle medie, la mia tranquillità. A causa dello studio e delle interrogazioni, il tempo libero oramai è poco. Io, essendo dislessico, studio molto di più e con molta più difficoltà: è come fare un corso di salto in lungo se sei alto un metro e venti cinque. Ad aggravare il tutto è la mia età perché, in generale, crescendo inizi ad avere più dubbi e a farti più domande e cerchi di trovare una spiegazione o risolvere un problema, oppure senza nemmeno volerlo lo crei tu il problema con magari una frase che detta da te può sembrare innocente ma una volta ascoltata da un compagno può sembrare un'offesa. <br>In questi casi si vanno a complicare le cose e soprattutto a questa età, quando noi non abbiamo la maturità per mantenere la calma, andiamo a perderla. alcune volte facciamo finta di mantenerla, ma dentro esplodiamo di rabbia autoconvincendoci che siamo quelli dalla parte della ragione ma arrabbiarsi e semplicemente umano e non serve trattenere questo sentimento che fa parte della vita di tutti i giorni. <br>Provo a descrivere la tranquillità sotto forma di oggetto. Io la immagino come una cera squagliata che fa movimenti lenti e inesorabili che va su per poi ritornare giù, senza alcuna fretta, semplicemente facendo quel lento e rilassante esercizio nella sua ampolla. <br>Secondo me per recuperare la calma basta accettare (sempre con la consapevolezza) le prove della vita con tranquillità e calma senza preoccuparsi troppo e rimanendo perfettamente in grado di giostrarsi la situazione, accettando gli imprevisti della vita .</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-06-20 22:03:02 UTC</pubDate>
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