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      <title>Daje de recensione by </title>
      <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede</link>
      <description>Roma caput mundi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-19 11:53:27 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-06-04 20:32:46 UTC</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>Commento</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/210042413</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è più che discreta. C'è tuttavia un'affermazione "sbagliata": la trasformazione in romanzo di un TESTO storico. Questo fa supporre che l'autore abbia cambiato un documento storico e non interpretato o ricostruito in maniera romanzata un FATTO storico. Manca una citazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 15:26:39 UTC</pubDate>
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         <title>LE IDI DI MARZO</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/210772498</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo romanzo tratta di una storia vera. Si svolge agli inizi di marzo del 44 a.C, il dittatore e pontefice massimo Gaio Giulio Cesare è stanco e affaticato e non è più in grado di detenere tanto potere. Tra i magistrati romani, l’idea di una congiura per liberare Roma dal tiranno si fa sempre più concreta. Il romanzo tratta dei giorni che precedono il 15 marzo, giorno in cui è stata fissata la congiura. Cesare ormai può fidarsi di pochissime persone, due tra le quali sono Silio ed Antisio, i quali, intuendo che qualcosa di orribile sta per accadere al loro amato comandante, cercano di ottenere più informazioni possibile. Nel frattempo la notizia della congiura arriva a Publio Sestio, che fallisce nel tentativo disperato di arrivare a Roma per mettere a conoscenza di tali fatti Giulio Cesare, prima che avvenga l’omicidio. Tentativo vano visto che il 15 marzo del 44 a.C Cesare viene ucciso in senato con 23 coltellate. I congiurati sbagliano nel tenere in vita i fedelissimi a Cesare Lepido e Marco Antonio, che li costringeranno a fuggire da Roma.<br><strong><em>Autore: Valerio Massimo Manfredi<br>Anno di edizione: 2008<br>Città di edizione: Milano<br>Occasione: L’obiettivo è quello di descrivere a mo’ romanzo, dunque semplificando il testo, la morte di Giulio Cesare con tutte le sue conseguenze.<br></em></strong><em><mark>Il testo tratta di un pezzo di storia importantissimo per l'umanità intera, dove viene descritta in tutte le sue sfumature la storica congiura di Cesare, finalizzata in senato.<br></mark></em><em>Personalmente il libro non mi è piaciuto, perché l’ho trovato piuttosto ripetitivo in troppe situazioni ed eccessivamente colmo di descrizioni, che a lungo andare tendono ad annoiare e a far perdere il filo del discorso. Non penso dunque che in futuro leggerò un libro di Manfredi perché nonostante abbia avuto una buona idea nel rendere un testo storico un romanzo mi ha annoiato e non poco per i motivi descritti in precedenza; in ogni caso consiglio questo libro a tutti gli amanti della storia e dei romanzi, perché questo è un libro che sposa perfettamente entrambi gli argomenti, dunque ne varrà veramente la pena dedicarci del tempo.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-28 08:16:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/212062388</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-30 20:16:52 UTC</pubDate>
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         <title>UNO NESSUNO CENTOMILA</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/212062500</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-30 20:17:05 UTC</pubDate>
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         <title>UNO NESSUNO CENTOMILA</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/212062971</link>
         <description><![CDATA[<div><em>« La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro tremulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola, domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. </em>Tutto fuori, vagabondo »<br><br></div><pre>Il protagonista di questa vicenda, Vitangelo Moscarda, è una persona ordinaria, che ha ereditato da giovane la banca del padre e vive di rendita.
Un giorno, tuttavia, in seguito all'osservazione da parte della moglie la quale gli dice che il suo naso è leggermente storto, inizia ad avere una crisi di identità, a rendersi conto che le persone intorno a lui hanno un'immagine della sua persona completamente diversa.
 Da quel momento l'obiettivo di Vitangelo sarà quello di scoprire chi è veramente.Decide quindi di cambiare vita (rinunciando ad essere un usuraio) anche a costo della propria rovina economica e contro il volere della moglie che nel frattempo è andata via di casa. In questo suo gesto c'è il desiderio di un'opera di carità, ma anche quello di non essere considerato più dalla moglie come una marionetta. Anche Anna Rosa, un'amica di sua moglie che lui conosce poco, gli racconta di aver fatto di tutto per far intendere a sua moglie che Vitangelo non era lo sciocco che lei immaginava e che non c'era in lui il male.Il protagonista arriverà alla follia in un ospizio, dove però si sentirà libero da ogni regola, in quanto le sue sensazioni lo porteranno a vedere il mondo da un'altra prospettiva. Vitangelo Moscarda conclude che, per uscire dalla prigione in cui la vita rinchiude, non basta cambiare nome proprio <em>perché</em> la vita è una continua evoluzione, il nome rappresenta la morte. Dunque, l'unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso.</pre><div><strong>Autore: Luigi Pirandello<br>Frase celebre dell’autore: “Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”<br>Anno di edizione: 1925<br>Numero di pagine: 140<br>Significato: Far comprendere che nella vita chiunque, ognuno di noi, non è un un’unica persona davanti allo sguardo del resto della gente che ci circonda. Piuttosto è, come spiega il titolo del libro, UNO, considerando semplicemente che la persona è una sola per quanto riguarda ciò che essa pensa di se stessa. NESSUNO, considerando che nonostante ciò che pensa la gente di fatto di rilevante in ognuno di noi rimane molto poco, praticamente niente. E CENTOMILA, considerando che ogni singolo essere umano appena viene a contatto con una persona si fa un pensiero singolare, molto personale, diverso da quello di tutti gli altri.<br>Tematiche: Il libro tratta di tale Vitangelo Moscarda che, dopo una considerazione inaspettata da parte della moglie a proposito del proprio naso, comincia a vagabondare esageratamente con la mente arrivando anche a raggiungere la pazzia per via delle sue preoccupazioni riguardo a ciò che pensa la gente di lui.<br></strong><strong><mark>Personalmente considero questo libro molto bello seppur bisognoso di molta pazienza da dedicargli, poiché piuttosto pesante visto che è colmo di situazioni di stallo dove la narrazione lenta tende a far perdere l’interesse per il libro.<br>Se mi ricapiterà l’occasione sarò lieto di leggere un altro libro di Pirandello, anche se sono consapevole che dovrò dedicargli parecchio tempo per i motivi scritti precedentemente.<br>Infine consiglio “Uno Nessuno Centomila” a chi apprezza le storie sorprendenti e che fanno riflettere sul senso della vita, cosa che spesso tralasciamo e che andrebbe ritrovata.</mark></strong><br><br></div><div><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-30 20:18:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Commento2</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/213079318</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è buona: bene la trama (anche con un carattere di scrittura diverso), bene il giudizio e le citazioni. La tematica risulta invece meno chiara ed da ampliare</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-04 21:02:24 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIOVANE HOLDEN</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/215230522</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>&nbsp;«E in parte è vero, ma non <em>del tutto</em> vero. La gente pensa sempre che le cose siano <em>del tutto vere</em>. Io me ne infischio, però certe volte mi secco quando la gente mi dice di comportarmi da ragazzo della mia età. Certe volte mi comporto come se fossi molto più vecchio di quanto sono – sul serio – ma la gente non c’è caso che se ne accorga».</blockquote><div>La storia è ambientata negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. Holden Caulfield è il narratore e al momento dei fatti raccontati ha sedici anni. La storia comincia un sabato: Holden è stato appena espulso dal college di Pencey perché ha sostenuto un numero insufficiente di esami e deve tornare a casa, a New York, il mercoledì successivo. L’incontro d’addio con Spencer, suo professore di storia che lo rimprovera per il suo atteggiamento immaturo, lo irrita profondamente, così come lo infastidiscono alcuni suoi compagni al dormitorio al punto che Holden arriva alle mani con uno di loro, Stradlater, che esce con Jane, una ragazza di cui Holden è molto geloso (più avanti nel romanzo racconterà come lui e la ragazza si sono incontrati). Il protagonista decide allora di recarsi in anticipo a New York, ma, invece di avvertire i genitori, si ferma all’Edmont Hotel alcuni giorni prima di tornare a casa. Nel treno che lo porta in città e, successivamente, in albergo fa svariati incontri (la madre di un compagno, un tassista scocciato, un travestito, una coppia di amanti dalle abitudini singolari) e ne manca altri, come quello con Faith Cavendish, un’ex spogliarellista.<br>All’albergo, piuttosto sordido e malfamato, Holden conosce tre ragazze più grandi di lui in sala da ballo, che però poi lo lasciano da solo. Holden, in cerca di alcolici pur essendo minorenne, si sposta quindi nel jazz club di Ernie, dove incontra Lillian, l’ex ragazza di suo fratello, con cui intrattiene una conversazione vuota e superficiale, sospettando che lei lo stia solo usando per suoi fini personali. Holden fa ritorno dunque in albergo dove, con la complicità di Maurice, addetto all’ascensore, conosce Sunny, una prostituta. I due hanno un incontro in camera che Holden, alla fine, si rifiuta di portare a termine. Sorgono così problemi col pagamento di Sunny: Maurice, che vuole altri soldi, viene coinvolto e la scena termina con una scazzottata tra lui e Holden.<br>La mattina successiva seguono svariati incontri tra le strade di New York mentre il protagonista si reca in stazione per riporvi le sue valigie: Holden organizza un appuntamento con Sally, una fiamma del passato, per andare insieme a uno spettacolo a Broadway ma, quando le propone di scappare insieme per vivere in uno chalet in montagna, Sally rifiuta drasticamente. La ragazza, dopo alcuni scambi di battute poco amichevoli con il protagonista, si irrita fino a piangere. Holden, dopo un altro incontro fallito con Carl, suo ex tutor che gli consiglia una cura psichiatrica, si ubriaca, vaga senza meta per Central Park e in seguito si introduce furtivamente a casa dei suoi genitori, dove confesserà alla sorellina Phoebe di essere stato espulso dal college. Quando i genitori rientrano, Holden si nasconde in un armadio e poi esce di casa senza essere visto, per recarsi dal prof. Antolini, un suo stimato docente di Letteratura inglese da cui il protagonista spera di torvare ospitalità per la notte. Giunto da lui, Holden ha una lunga conversazione con l’uomo e poi si addormenta. Tuttavia, nel corso della notte si sveglia mentre Antolini è intento a pettinargli i capelli. Sconcertato e confuso, Holden abbandona l’abitazione e torna a vagare per New York City. Il giorno successivo, il protagonista incontra di nuovo Phoebe, cui vuole confessare il proprio progetto di abbandonare la città. La ragazza, che ha già compreso le intenzioni del fratello, arriva all’incontro con una valigia, ma Holden rifiuta categoricamente di portarla con sé. I due si riappacificano quando, a Central Park, il protagonista le compra il biglietto per una giostra. Holden, quasi commosso e felice, osserva Phoebe divertirsi sotto la pioggia.<br>Le ultime parole della voce narrante non svelano cosa sia capitato ad Holden in seguito: si accenna solo alla tubercolosiche lo ha colpito e che lo ha spinto a ricoverarsi per un periodo in un sanatorio e alla sua decisione, per l’anno seguente, di riprendere gli studi.<br><strong><em>AUTORE: J.D Salinger<br>ANNO DI EDIZIONE: 1951<br>PAESE DI EDIZIONE: Stati Uniti<br>CARATTERISTICHE:Romanzo, narrato in prima persona, in cui il protagonista affronta il passaggio all'età adulta<br></em></strong><em><mark>Scopo dell’opera: Romanzo volto alla formazione del ragazzo che diventa adulto.<br>Tematiche: Il libro tratta di questo ragazzo americano, tale Holden, che con molte fatiche dovute anche alle sue scuole che ha dovuto cambiare per vie delle molte bocciature, è costretto ad affrontare il passaggio all’età adulta.<br>È un’opera innovativa che non ha nulla a che fare col solco della tradizione.</mark></em></div><blockquote><pre>Personalmente il libro mi ha un po’ annoiato poiché lo considero piuttosto ripetitivo e privo di alternanza tra scene interessanti e scene meno interessanti. L’ho trovato invece piuttosto “fermo”, con un ritmo narrativo lento e noioso, che all’inizio mi spronava a dar fiducia al libro perché, si sa, spesso i libri cominciano così così per poi continuare e finire in modo entusiasmante. Dopo poche pagine ciò che speravo diventasse un piacere è diventata una costrizione a terminare il libro, che ha incrementato il giudizio negativo per quest’ultimo.Non penso che leggerò un’altro libro di J.D Salinger perché, nonostanti apprezzi molto il modo sciolto e adatto ai ragazzi in cui scrive, trovo il contenuto poco interessante.Lo consiglio comunque a chi, per rilassarsi e/o trovare il sonno, è in cerca di un libro leggero da leggere prima di andare a dormire.</pre></blockquote><div><em>«Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare»</em><br><br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-11 21:31:49 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 3</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/215362831</link>
         <description><![CDATA[<div>Recensione buona: ottima la trama, bene i giudizio e alcuni elementi interpretativi e informativi che però vanno ampliati. L'ultima citazione dovrebbe dar luogo a una tua interpretazione: perché hai scelto proprio quella citazione? Lo sai che fa riferimento anche al titolo originale? Avrei inserito almeno una riflessione sul passaggio all'età adulta. Molto bene la struttura con caratteri, colori e stili diversi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-12 11:49:37 UTC</pubDate>
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         <title>IL CASTELLO DI OTRANTO</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/243009726</link>
         <description><![CDATA[<pre>La signoria di Otranto era legata a una profezia: «Il castello e la signoria d'Otranto sarebbero venuti a mancare all'attuale famiglia, quando l'autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi».</pre><div><br>Manfredi, principe d'Otranto, ha due figli: Matilda e Corrado, il suo prediletto. Egli dovrebbe sposare Isabella, la figlia del marchese di Vicenza. Proprio il giorno delle nozze, però, Corrado viene schiacciato da un enorme elmo identico a quello della statua di Alfonso, un precedente principe della signoria d'Otranto.</div><div>Alla sera Manfredi propone a Isabella di sposare lui. Il Principe desidera infatti un erede maschio, che non riesce ad avere dalla principessa Ippolita. Isabella scappa; Manfredi cerca di inseguirla, ma viene trattenuto dallo spettro di un suo antenato.</div><div>Isabella raggiunge un passaggio segreto che congiunge i sotterranei del castello alla chiesa di San Nicola e, con l'aiuto di un contadino di nome Teodoro, riesce a fuggire, rifugiandosi nel convento, ma Manfredi lo scopre. I domestici, inoltre, gli riferiscono di aver visto le braccia e le gambe di un gigante nel salone.<br>Il mattino seguente, Padre Girolamo informa Manfredi che Isabella è stata trovata nella chiesa del convento. Manfredi condanna a morte Teodoro, che inoltre è innamorato di Matilda. Il contadino vuole confessarsi prima di morire e Padre Girolamo, durante la confessione, riconosce Teodoro come suo figlio. Se Girolamo avesse voluto risparmiare la vita di Teodoro, avrebbe dovuto riportare Isabella al castello.</div><div>Il giorno seguente giunge Federico, marchese di Vicenza, per ricondurre a casa la figlia Isabella e per ottenere la signoria d'Otranto, ritenendo di essere il legittimo erede di Alfonso. Manfredi lo accoglie nel castello. Isabella scappa dal convento, perciò tutti si mettono a cercarla. Matilda ne approfitta per liberare Teodoro e indicargli la via di fuga. Nel bosco egli incontra Isabella e la porta al sicuro; per proteggerla, colpisce per errore Federico.</div><div>Quest'ultimo viene riportato al castello e racconta di aver trovato la spada compagna dell'elmo che prediceva un pericolo per sua figlia. Manfredi propone a Federico la mano di Matilda in cambio di quella di Isabella e costui, affascinato da Matilda, acconsente, per poi cambiare idea a causa dell'apparizione di uno scheletro. Nel salone viene vista di nuovo la mano di un gigante.</div><div>Manfredi vede Teodoro con una donna e, credendo che sia Isabella, la accoltella, uccidendo invece Matilda. Dopo la morte di Matilda, un boato fa crollare il castello e la figura di Alfonso appare al centro delle rovine. «Ecco Teodoro, il vero erede di Alfonso!» dice la visione prima di ascendere al cielo, dove le nuvole rivelano la figura di San Nicola di Bari. Manfredi svela l'usurpazione di suo nonno e Girolamo racconta le vicende degli antenati di Teodoro. Manfredi abdica, Ippolita si ritira in convento e Teodoro sposa Isabella.<br><strong>AUTORE: Horace Walpole<br>ANNO DI EDIZIONE: 1764<br>PAESE DI EDIZIONE: Inghilterra<br></strong><mark>“</mark><em><mark>Mi svegliai una mattina all’inizio del giugno scorso da un sogno del quale tutto ciò che riuscivo a ricordare era che mi pareva di trovarmi in un antico castello (un sogno molto naturale per una testa piena come la mia di storie gotiche), e che sulla balaustra sovrastante il grande scalone io vedevo una gigantesca mano in un armatura…” </mark></em><strong><em><mark><br></mark></em></strong><em><mark>Così scriveva </mark></em><strong><em><mark>Horace Walpole</mark></em></strong><em><mark> al suo amico W. Cole, in una lettera del 9 marzo 1765, dichiarando che l’idea per “Il castello di Otranto” era nata in seguito a questo incubo.</mark></em></div><div><em>Il Castello di Otranto mi è piaciuto molto sotto alcuni aspetti, meno sotto altri. La cosa che mi ha colpito di più è il modo in cui mi ha appassionato: non riuscivo a smettere di leggere tanto era grande la voglia di scoprire ciò che sarebbe accaduto dopo. La cosa negativa invece è stato il modo in cui è stato scritto il libro, troppo macchinoso e lento per i miei gusti; infatti nonostante avessi voglia di scoprire la fine del libro, la lentezza di questo spesso frenava la mia lettura.&nbsp;</em></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-16 21:05:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Commento 4</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/243232647</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è discreta: bene la trama e il giudizio. Diventerà ottima quando affronterai l'analisi e non ti limiterai a dire "mi è piaciuto sotto alcuni aspetti, meno sotto altri". Tra "alcuni" e "altri" si gioca tutta la recensione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 18:47:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/243232647</guid>
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         <title>I DODICI ABATI DI CHALLANT</title>
         <author>francescocianna01</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/265207084</link>
         <description><![CDATA[<div>«<mark>Se qualcuno dei nostri amici, venendo a cercarci, chiederà del castello di Challant, dite che non esiste più. Ma ditegli che noi esistiamo ancora e che se vuole potrà trovarci, in qualche parte di questa valle»</mark><br><em>Il racconto si svolge in Provenza (Francia) nel castello di Challant, nella tradizione mondana della società medievale. <br>Dodici abati ricevono l’incarico di sorvegliare il duca di Challant, il quale aveva ereditato un castello dal marchese, suo suocero. Nel testamento vi era apposta una clausola con un maligno obbligo di castità.<br>Il duca aveva accettato l’eredità solo per il fatto di non rifiutarla, ma in fondo lui amava solo suonare la sua viola, e aveva firmato senza rendersi conto della perfida clausola. <br>Nel castello vivevano il duca, la marchesa (sua cognata), un certo Venafro, accolto benevolmente dalla marchesa nel castello, i dodici abati, i quali sorvegliavano il duca e i vari servi e commensali. Spesso nel castello venivano accolti passanti di vario genere: trovatori di poesie, inventori, filosofi, mercanti, pretesse…ecc; ma ogni volta, in quel preciso periodo uno degli abati vi moriva accidentalmente, causando la convinzione che in quel castello ci fosse la presenza di un diavolo, cosicché l’ultimo abate rimasto, fuori di senno, dà fuoco al castello morendo tra le fiamme…<br></em><strong>AUTORE: Laura Mancinelli<br>ANNO DI EDIZIONE: 1981<br>PAESE DI EDIZIONE: Italia<br>TEMATICHE: “I dodici abati di Challant” è un giallo di ambientazione storica: viene definito giallo perché si succedono una dopo l’altra le morti degli abati , mentre il termine storico si riferisce al fatto che è ambientato nel Medioevo.<br>Questa ambientazione è abbastanza fedele alle usanze dell’epoca, e spiccano soprattutto le figure di filosofi e trovatori erranti che trovano ospitalità nel castello e la grande serietà e religiosità degli abati.<br>&nbsp;PERSONAGGI: I personaggi più rilevanti del racconto sono: Venafro, solitario e taciturno, che approda al castello con i favori della bella castellana Madonna Bianca e di suo cognato, il duca Franchino di Mantova; la marchesa Bianca di Challant, vera protagonista del racconto e “padrona” di casa, che benevolmente accoglie tutti i passanti offrendogli ristoro ed instaurando con loro buoni rapporti; il duca Franchino di Mantova, chiuso nella sua castità dovuta alla clausola del testamento che aveva ricevuto dal suocero, il marchese Alfonso, i suoi momenti migliori erano quando poteva suonare la sua viola. Quest’ultimo non entra quasi mai nel vivo del racconto.&nbsp;<br>Per finire i dodici abati, i quali rappresentano la parte ironicamente tragica della narrazione.&nbsp;<br>NARRATORE: Il narratore è esterno al racconto, a volte si inserisce nella narrazione per commentare le vicende, si ha una focalizzazione esterna.&nbsp;</strong></div><blockquote>Per quanto mi riguarda il libro mi ha entusiasmato molto in diversi momenti del racconto, in quanto è una sorta di “giallo”, che è il genere di libri che preferisco. Le figure di filosofi e trovatori tipiche del Medioevo tendevano ad annoiarmi durante la lettura, ma ciò è inevitabile se si tratta di un libro la quale storia si svolge nel Medioevo. Nonostante qualche pagina decisamente noiosa, “I dodici abati di Challant” mi è piaciuto e ho apprezzato le vicende e il modo in cui vengono raccontate.</blockquote><div><strong><br></strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-03 12:58:37 UTC</pubDate>
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         <title>Commento 5</title>
         <author>emanuela_mattia</author>
         <link>https://padlet.com/francescocianna01/Ciannafede/wish/265489378</link>
         <description><![CDATA[<div>La recensione è discreta, bene l'analisi e meglio il giudizio critico, manca un po' di originalità </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 20:32:46 UTC</pubDate>
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