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      <title>IIA - IIB Liceo Classico by Paolo Sfriso</title>
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      <description>La mentalità</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-22 16:19:54 UTC</pubDate>
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         <title>La grinta....</title>
         <author>sfrisopaolo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tutti vorrebbero arrivare ad un successo di qualsiasi tipo esso sia, ma pochi sono disposti a fare tutto ciò che serve per raggiungerlo....</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 16:40:14 UTC</pubDate>
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         <title>Quello che lo sport insegna</title>
         <author>sfrisopaolo</author>
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         <pubDate>2020-03-22 16:44:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il saluto del Prof.!</title>
         <author>sfrisopaolo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come potrete capire dal mio "videomessaggio", pur volendo anch'io contribuire alla vostra formazione e volendo farmi sentire a voi vicino, vista la peculiarità della mia disciplina,  non ho pensato per i miei studenti improbabili tabelle di esercizi facilmente reperibili in internet o peggio ancora materiale teorico da studiare (penso che di quello ne abbiate a sufficienza!), ma ho cercato qualcosa di significativo per il vostro percorso di crescita. Anche al fine di avere del materiale per potervi classificare al termine del secondo quadrimestre, vi prego quindi di dedicare del tempo alla visione di questi due filmati e scrivermi brevemente le vostre considerazioni rispetto al tema trattato in riferimento alle emozioni che vi hanno suscitato, (anche in relazione alla vostra personale esperienza sportiva) e a quanto vi hanno fatto riflettere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:11:21 UTC</pubDate>
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         <title> CONSEGNA E CONTATTI</title>
         <author>sfrisopaolo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vi chiedo di produrre entro 12 Aprile un breve elaborato da inserire rispettivamente nella colonna n.5 per gli studenti della IIA e nella colonna n.6 per gli studenti della IIB. Per inserirlo basterà cliccare sul simbolo aggiungi + e caricare il vostro elaborato cliccando sulla freccetta verso l'alto (primo simbolo sulla sx) <br>        <br>In caso di bisogno, se non vi è chiara la consegna o doveste avere qualche problema, potete contattarmi al mio indirizzo e-mail : sfrisopaolo@gmail.com<br>se poi avete bisogno di un incontro skype scrivetemi e ci accorderemo per un appuntamento per incontrarci via remoto.<br><br>Buon lavoro!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 17:24:57 UTC</pubDate>
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         <title>Eccomi!</title>
         <author>sfrisopaolo</author>
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         <pubDate>2020-03-27 09:25:25 UTC</pubDate>
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         <title>Emma Michelon</title>
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         <pubDate>2020-04-11 10:24:35 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Sormani</title>
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         <pubDate>2020-04-11 15:29:44 UTC</pubDate>
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         <title>Abbiati Matilda</title>
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         <description><![CDATA[<div>La capacità di lavorare in squadra e la resilienza, la grinta, la forza di portare avanti un lavoro o un compito sono i principali requisiti per la vita nella società; che sia nel lavoro o nei rapporti sociali. Lo sport e il gioco di squadra insegna molto sotto questo punto di vista. Credo sia molto costruttivo per i giovani praticare sport, sia dal punto di vista fisico che di crescita mentale: imparare a giocare in squadra, a lavorare in gruppo, a vincere e a perdere vicino a qualcun altro è un insegnamento che, se impartito fin dalla tenera età, viene portato con se ogni giorno della propria vita. In squadra si impara anche che non è il più muscoloso, il più alto ad essere il capitano, ma è che insiste nel migliorare se stesso ogni giorno, che si impegna nel lavorare con tutti, ad essere rappresentante di un gruppo. Non è quindi la predisposizione fisica, l’intelligenza, il talento a definire il successo: è la resilienza, la grinta, come dice Angela Lee, a determinare chi porterà avanti e concluderà un percorso. È fondamentale dunque praticare sport di squadra e ricavarne la più grande quantità di insegnamenti possibili, come è importante ricordare sempre che è l’impegno, la forza di volontà a portarci sulla strada del successo !!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 15:59:08 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Antonio Arrigoni<br>Analizzando i due video credo si possano unire i concetti che essi portano per capire quella che è la mentalità vincente. La squadra dei Boston Celtics nel primo video può essere paragonata per trofei a quella dei Golden State degli ultimi anni. Qualsiasi persona superficialmente giustifice le numerose vittorie di questa franchigia attribuendo il merito solo al talento dei singoli giocatori presi uno ad uno. Quel talento è indiscutibile ma bisogna andare oltre e vedere che cosa sta dietro a ciò, il lavoro di squadra ha fatto sì che campioni che resteranno nella storia giocassero le partite non per loro stessi ma per valorizzare i compagni, magari i loro stessi rivali nella corsa al miglior giocatore. Quello che ha contributo a ciò è stata sicuramente la grinta che per esempio ha portato un giocatore come Draymond Green di talento e tecnica molto discutibili a essere il punto cardine di una squadra di tale livello non  per le due doti atletiche ma per quella grinta che lo ha fatto eccellere tra molti che per talento erano meglio di lui. Quella voglia di vincere sta al di sopra di tutto e forma la mentalità cosiddetta vincente che solo i campioni hanno. Si può essere talentuosi quanto si vuole ma senza uno di questi aspetti non si andrà lontano né in uno sport ne nella vita stessa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 16:31:05 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 16:31:54 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Greta Petrucco-Toffolo<br>Questi due video presentano delle idee e dei principi che sono fondamentali nell’attività sportiva ma possono benissimo essere applicati a svariati aspetti della vita quotidiana delle persone. L’accento è posto sul fatto che ciò che conta per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo ed avere successo è soprattutto la tenacia e l’impegno. Senza dubbio ci sono moltissimi fattori che possono contribuire al nostro successo ma senza la grinta difficilmente porteranno dei frutti. Questo sicuramente può essere considerato il cardine dello sport in cui la fatica non si accompagna mai a miglioramenti prodigiosi e immediati ma per qualsiasi successo serve molto tempo e  costanza. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 16:31:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2020-04-11 16:48:50 UTC</pubDate>
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         <title>Esposito Aurora</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ho personalmente avuto modo di vivere sulla mia pelle i principi inerenti allo sport che sono stati esposti nei due video in questione: fin da quando ero bambina sono sempre stata molto versatile in ambito sportivo: ho praticato ginnastica artistica, danza classica, nuoto, pallavolo, pallacanestro e persino danza del ventre. Nessuno di questi sport però mi appassionava tanto quanto il pattinaggio artistico, sport che ho praticato per dieci anni a livello agonistico, fino all’anno scorso quando ho deciso di interrompere il mio percorso. Facevo parte di un gruppo formato da dodici ragazze (non gareggiavo individualmente) con cui sono cresciuta molto, capendo veramente cosa significhi collaborare, poiché in uno sport come questo la comunicazione, gli sguardi e la complicità sono fondamentali. Certamente le attività sportive non sono l'unico modo per comprendere cosa significhi il lavoro di squadra, ma nel mio caso ha contribuito moltissimo. Il pattinaggio artistico di gruppo infatti non dà spazio all’ egoismo: sei particolarmente veloce a pattinare? Non è importante, devi adattarti alla velocità complessiva del gruppo; hai finalmente imparato ad eseguire un salto da tre giri? Non importa, se le altre riescono ad arrivare a due giri, tu non puoi farne di più. A distanza di un anno mi rendo inoltre conto dell’importanza della squadra nelle cadute, se una pattinatrice cadeva durante una gara, vi era subito una compagna pronta a farle un sorriso in modo da farla rialzare con ancora più grinta di prima per portare a termine la gara nel migliore dei modi possibili, insieme, divertendosi. La grinta certamente è fondamentale soprattutto quando il tuo modo di eseguire esercizi ricade su un gruppo intero e non penalizza soltanto te. Grazie allo sport ho appreso insegnamenti fondamentali per la vita di un domani qualora dovessi trovarmi a lavorare in una équipe di qualunque tipo, ritornerà sicuramente utile l'aver collaborato per oltre dieci anni con dodici ragazze aventi opinioni, pensieri e idee differenti. Ovviamente lo sport che ho praticato non è l’unico mezzo per raggiungere valori quali la grinta ed il lavoro di squadra, che possono essere appresi attraverso altri sport o in altri modi. Il mio percorso sportivo è stato decisamente costruttivo e credo che sopratutto per i giovani sia un buon modo per mettersi in gioco. Il successo, individuale o collettivo viene raggiunto solo se si possiedono grinta e volontà a sufficienza, e non significa necessariamente vincere o comunque classificarsi sul podio, bensì consiste nel migliorarsi come atleta e come squadra, sostenendosi e collaborando.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 16:54:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2020-04-11 17:46:07 UTC</pubDate>
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         <title>Elena Forner </title>
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         <pubDate>2020-04-11 19:13:44 UTC</pubDate>
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         <title>Davide Graziani</title>
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         <pubDate>2020-04-11 20:42:13 UTC</pubDate>
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         <title>Nicosia Gianpaolo </title>
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         <description><![CDATA[<div>Entrambi i video prendono in considerazione e analizzano due concetti molto dibattuti, che non sono fondamentali solo nello sport, bensí nella nostra stessa vita. Basti pensare infatti a quante volte siamo chiamati a conseguire un obbiettivo raggiungibile solo grazie alla collaborazione tra piú individui, che devono tuttavia essere motivati al massimo per giovare all’intero team. Sicuramente dunque la grinta, che si collega a molte altre caratteristiche e peculiaritá necessarie, è alla base della cooperazione, e proprio per questo reputo abbia un’importanza maggiore, in quanto lo spirito di squadra ne è semplicemente un’inevitabile conseguenza. Ogni sfida che si pone davanti a noi infatti è solo contro noi stessi, contro le nostre paure e debolezze. Inconsapevolmente ciascuno lotta contro i tratti più reconditi del proprio carattere per modellarli e riuscire a plasmare uno spirito che sappia fronteggiare qualunque evenienza. Questa è la grinta. La consapevolezza che la nostra stessa vita è costellata da un grande numero di difficoltà e ardue prove, la consapevolezza che sia un tratto del nostro carattere in continua evoluzione ,che si nutre di vittorie e sconfitte, e che spesso ci porta a superare i nostri limiti. Il talento e la brillantezza di una persona infatti, nello sport come in qualunque ambito della vita, non sono abbastanza se si vogliono raggiungere grandi traguardi. Ció che è in grado di renderci grandi è la determinazione nell’affrontare ogni sfida. Come dice Al Pacino nel famoso discorso di Ogni Maledetta Domenica ció che determina la vittoria è la capacità di lottare per ogni piccolo centimetro che non ci è regalato, e solo la somma di quei piccoli centimetri determinerà la differenza tra vincitori e vinti. Quel qualcosa in più è appunto la determinazione e la grinta , che ci portano non solo ad oltrepassare le nostre capacità , ma ad essere convinti di aver dato tutto per la causa per cui lottiamo. È un atteggiamento da assumere nello sport come nella vita ed è il vero strumento per affermare noi stessi. Naturalmente è collegato all’ambito sociale, che è il gioco di squadra nello sport, ma la vittoria di gruppo deriva dalla vittoria del singolo ,e viceversa. È un rapporto di proporzionalità diretta che è incentrato però nel singolo individuo, consapevole che per realizzare la vittoria di se stesso e della squadra deve partire dalla propria mente, che è sempre la chiave per il successo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 20:58:23 UTC</pubDate>
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         <title>riflessione Andra Conduraru</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Trovo i due video visti estremamente interessanti, ma soprattutto attuali. Nello sport, come nella vita e in qualsiasi situazione veniamo calati, vi sono qualità che senza dubbio ci possono portare al successo, nonostante non siano così ovvie apparentemente. Molto spesso infatti, per conseguire un obiettivo è necessario il gioco di squadra, è fondamentale che più menti si mettano all’opera per ottenere un unico risultato. Altrettanto spesso però ad essere elogiati sono i singoli, premiate solo le eccellenze e messa in secondo piano la fatica di molti. Questo fa tutto fuorché incentivare il lavoro di squadra, unico mezzo per raggiungere la vittoria, il successo, il riconoscimento. Il video visto mi ha ricordato che per quanto esistano dei talenti nati, non sarebbero nulla senza la propria squadra, per quanto abili e capaci. Purtroppo nella mia esperienza non ho mai avuto la fortuna di lavorare in una squadra sportiva e ammetto che questa è e rimarrà una mia carenza, ma ho fatto parte di un’orchestra abbastanza a lungo da comprendere che anche il primo violino che eccelle per virtuosismi non può rendere un pezzo memorabile senza il sostegno e la partecipazione dei suoi compagni. In qualsiasi azione o movimento che facciamo, per quanto talentuosi o intelligenti, non basta la bravura, non basta essere un passo più avanti rispetto agli altri. Sicuramente è il quid pluris che potrebbe farci raggiungere il risultato più velocemente, ma secondo questo ragionamento tutti arriverebbero allo stesso risultato. Quindi che senso avrebbe lavorare così duramente per qualcosa, se non c’è una motivazione che nasce dentro di noi? Se tutto è per tutti allora non c’è motivo di sforzarsi, in ogni caso raggiungerò il risultato. Nel secondo video la psicologa ha evidenziato in modo chiaro come la nostra generazione sia spesso poco motivata, poco grintosa. La grinta è un fattore che nessuno può insegnarci, non possiamo acquisire, ma deve partire da dentro, siamo noi stessi a dover dare un senso a quello che stiamo facendo, solamente in questo modo potremmo realmente distinguerci da chiunque raggiunga il nostro stesso risultato.  Come rappresentante della generazione Z posso dire con certezza che di anno in anno sembra che a prevalere sia sempre la svogliatezza, il desiderio di ottenere il maggior profitto con il minor sforzo. Sicuramente è sbagliato, ma i mezzi che ci vengono messi a disposizione e le immediate modalità con cui possiamo adoperarli, sicuramente facilitano questi pensieri. È invece importante ricordare chi siamo e dove vogliamo arrivare, in ogni secondo della nostra esistenza, e non dobbiamo mai mollare, altrimenti siamo persi. Nessuno di noi conserva il desiderio di diventare una persona mediocre e dimenticata da tutti, tutti sognano di essere ricordati per sempre, ma sono pochi quelli che trovano una forza così grande da distinguersi per grinta e personalità. Soprattutto in un momento storico come questo è fondamentale perseverare, mantenere i nervi saldi, e ricordare che la motivazione esiste ed è dentro di noi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-11 22:02:46 UTC</pubDate>
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         <title>Letizia Giusti</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-12 13:10:42 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-12 15:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>Davide Forcolin </title>
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         <description><![CDATA[<div>Questi due video presentano due temi molto importanti in ambito sportivo: la collaborazione e la grinta. Essi però non sono fondamentali solo in questo ambito, ma rappresentano degli archetipi molti importanti per raggiungere il successo, almeno per quanto mi riguarda. Io infatti credo che qualcuno abbia “successo” nel momento in cui riesca a sentirsi realizzato e che per ognuno realizzarsi sia qualcosa di diverso, pertanto parlerò di quello che io ritengo avere successo: riuscire a rendersi utili  all’umanità esprimendo la propria natura, essere come un albero che dà il proprio frutto. Riuscire a fare questo però è molto difficile e penso che questi due atteggiamenti siano fondamentali per quella che io ritengo realizzazione. La collaborazione fra uomini è ciò che ci ha permesso di fare grandi cose come le piramidi e per continuare a progredire noi dobbiamo essere come delle api, che non si scontrano l’una con l’altra, ma cooperano per il bene dell’alveare. D’altro canto però la vita non è tutta rosa e fiori e per poter sviluppare tutto il meraviglioso frutto dell’ingegno umano c’è bisogno non solo del sostegno dei propri simili, ma anche della volontà del singolo di autodeteminarsi, di perseverare nel fare quello che lo rende felice, senza farsi abbattere dalle sconfitte ma rialzandosi più forte di prima, così da potersi esprimere e fare la differenza nella società, per gli altri, ma anche per se, per lasciare qualcosa di se all’umanità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-12 16:00:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Furlan Sara<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-12 16:20:48 UTC</pubDate>
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         <title>Edoardo Favaretto</title>
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         <pubDate>2020-04-12 17:11:21 UTC</pubDate>
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         <title>Elena Baldin</title>
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         <pubDate>2020-04-12 18:20:16 UTC</pubDate>
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         <title>Adele Robazza</title>
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         <pubDate>2020-04-12 18:46:52 UTC</pubDate>
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         <title>Lavoro di educazione fisica  Giulia Pagliaro</title>
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         <description><![CDATA[<div>Questi due video trattano temi molto importanti come il lavoro di squadra, la cooperazione, la costanza e la grinta.<br>Per diversi anni ho avuto la possibilità di giocare in una squadra di pallavolo, di fare parte di un coro musicale e di un musical, esperienze per me molto formative perchè con queste sono cresciuta, sono cambiata, ho dovuto smussare molti lati negativi del mio carattere per il bene generale del gruppo di cui ero parte.<br>Inoltre ho imparato a condividere con gli altri il successo, ad accettare le critiche e ad essere stimolata a dare il mio massimo non per gloria personale ma per far sì che l'intera squadra raggiungesse i migliori risultati.  Un'altra delle caratteristiche più ricorrenti nelle persone che raggiungono grandi traguardi in qualsiasi ambito della vita, è la grinta a cui non viene data la giusta importanza anzi seconde me viene spesso sottovalutata.<br>Una cosa è il nostro potenziale, un'altra ciò che ne facciamo, quindi  sta a noi combattere, lottare, sforzarsi per raggiungere determinati obbiettivi e per diventare ciò che ognuno di noi vuole.<br>Al giorno d'oggi prevale sempre di più l'inerzia, la pigrizia e il mollare di fronte alle sfide e alle difficoltà che la vita ci pone davanti, tutto ciò ci fa sentire male, porta a crederci dei perdenti e a vivere la vita come non si vorrebbe, ci rende vittime del destino e spettatori passivi della nostra vita.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-12 19:24:41 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Buratto</title>
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         <pubDate>2020-04-12 19:34:30 UTC</pubDate>
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         <title>Elena Modesti</title>
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         <pubDate>2020-04-12 21:16:55 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriele Botter Casonato</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Non è di sicuro una novità che il talento sia un’arma a doppio taglio. Il talento è una responsabilità immensa che viene donata a ciascuno di noi in diversi campi, ma non sempre viene sfruttato a dovere, spesso anche per cause maggiori. Quello che però in noi può crescere è la forza di volontà e la ricerca del successo, con cui possiamo nascere ma che ci possono essere insegnate da uno stile di vita, da degli esempi o da una passione; io penso infatti che, nel momento in cui trovi ciò che davvero ti piace, con degli obiettivi che ti stimolano al punto giusto, la grinta sia molto più facile da sviluppare. Un’altra importante tematica è quella del lavoro di squadra, su cui sono totalmente impreparato dato che sono un individualista che fa fatica a lavorare in gruppo: ultimamente sto migliorando ma di sicuro mi manca il talento in questo campo. Come io mi impegno a migliorare in questo è necessario impegnarsi e perdurare per ottenere ciò che vogliamo. E le cose più dure richiedono tempo e dedizione: nella vita come nello sport ciò che serve più di tutto è ciò che sta dentro la nostra testa, non nei nostri muscoli. Più qualcosa è difficile da ottenere più bello sarà arrivare al punto di dire “ce l’ho fatta”</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-13 13:42:42 UTC</pubDate>
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         <title>Manildo Eleonora</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ho trovato questi due video particolarmente interessanti in quanto trattano di tematiche attuali e molto vicine a noi giovani al giorno d’oggi. Io personalmente ritengo che la formazione, l’intelligenza, il contesto familiare e la situazione economica di un individuo non siano fattori determinanti per il suo successo. Certo, possono incidere parecchio perché ogni cosa ha una sua influenza sul percorso personale e professionale di un individuo e sulle possibilità che gli vengono presentate, ma secondo me è il carattere l’elemento determinante. Lo vedo ogni giorno, nella mia esperienza scolastica ma anche sportiva. Ci sono alcuni individui che sembrano essere nati con una marcia in più in un determinato campo, che sono capaci di ottenere grandi risultati con il minimo degli sforzi, ma il talento da solo non basta. Il talento, da solo, ti permette di ottenere qualche soddisfazione, è vero, ma non potrà mai essere unicamente questo a permetterti di raggiungere il successo. Per ottenere davvero dei risultati serve grinta, intesa come perseveranza, resistenza, interesse, pratica, speranza, impegno continuo e capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà. È la perseveranza il fattore determinante per raggiungere il successo in qualunque campo e io credo che chiunque possa imparare a sviluppare qualsiasi qualità e abilità, purché si sforzi a sufficienza e ci metta grinta in ciò che fa. È questo che fa la differenza tra una persona brava e una persona eccellente, di individui dotati di talento ne esistono tanti in ogni settore, ma di individui che riescono ad eccellere e diventare “campioni” ce ne sono pochi. Io penso che ognuno di noi abbia le carte per diventare ciò che vuole nella vita, a prescindere da tutto ciò che lo circonda. Per alcuni può essere più facile e per altri più complesso, ci sono mille fattori che possono influenzare le probabilità di successo di una persona, ma con una buona dose di grinta, passione e perseveranza penso che chiunque possa raggiungere i propri obiettivi, sia sul piano personale che su quello professionale o sportivo. Un altro caso in cui il talento da solo non basta è nella pratica di uno sport di squadra, dove ogni singolo individuo è dotato di particolari abilità che, però, diventano irrilevanti se non vengono unite per tentare di raggiungere uno scopo comune. Io, personalmente, ho avuto la fortuna di fare parte di una squadra di pallavolo per molti anni e questo mi ha insegnato valori che non avrei mai potuto imparare attraverso esperienze di altro tipo. Ho imparato che, in una squadra, tutti sono fondamentali per raggiungere una vittoria, ognuno contribuisce, magari anche nel suo piccolo, a rendere possibile il raggiungimento di un obbiettivo. Una squadra funziona un po’ come un corpo, ci sono organi e muscoli più importanti e che svolgono più funzioni di altri ma che, però, non potrebbero funzionare adeguatamente se non fossero in costante relazione e comunicazione  con tutte le altre parti del corpo. Così nello sport: ci sono giocatori più forti di altri, è inutile negarlo, ma questi non sarebbero in grado di portare la squadra alla vittoria da soli. Nella pallavolo, ad esempio, per permettere all’attaccante di fare punto serve che il palleggiatore alzi una buona palla, e per permettere al palleggiatore di alzare una buona palla è necessario che un membro di seconda linea riceva o difenda bene. Perché il giocatore di seconda linea riceva o difenda una buona palla, è necessario che si sia allenato molto, e magari ad allenarlo è stato proprio quel compagno che durante la partita si trova in panchina, a tifare e sostenere i compagni. Ogni atleta è dunque come un pezzo di un puzzle, si gioca tutti insieme, si è un tutt’uno. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-14 09:27:45 UTC</pubDate>
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         <title>Muz Andrea</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-14 13:28:54 UTC</pubDate>
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         <title>Alex D&#39;agostino</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sfrisopaolo/ovj5y5t8oy8g/wish/512984218</link>
         <description><![CDATA[<div>Sempre più spesso noto ragazzi che non trovano la forza di studiare, o di fare esercizio fisico , desiderando anche delle volte fare delle cose avanzate senza aver compiuto prima un lungo allenamento ed una lunga preparazione propedeutica:questi comportamenti si possono vedere dappertutto sia nell'ambito scolastico sia in quello sportivo ma del resto non c'e molta differenza, infatti potranno anche cambiare le variabili ma le leggi che vengono seguite sono universali.<br>A mio avviso non conta all'inizio di un percorso di qualsiasi tipo la grinta fine a se stessa quella dalla quale deriva la work ethic,che spesso confluisce nello workaholism.Infatti la prima cosa da fare è creare una mentalità vincente, ma mai ponendo il successo come primo obiettivo, infatti ciò che conta è la meta e il successo non potrà mai esserlo e qualora lo fosse non ci consentirebbe di crescere nel modo migliore giacché faremmo tutto in funzione di quello, e qualora lo raggiungessimo ,molleremmo la presa sazi, qualora succedesse il contrario, ci dispereremmo, cadremmo in depressione e, non è inusuale, si potrebbe ricorrere anche al suicidio.Ma qual è la nostra meta qual è il nostro obiettivo a lungo termine? Vincere un titolo NBA, diventare ingegnere alla Apple,insegnare in una scuola primaria o all'università, essere tra i 'medici senza frontiera', biologi marini, costruire mobili, o migliorare l'azienda di famiglia?Bene una volta realizzato il nostro sogno bisogna porsi obiettivi a breve termine perché le grandi cose derivano soltanto dalla somma di tanti piccoli passi, gli anni sono soltanto una somma di momenti, e se ne perdi soltanto uno , se lo sottovaluti, puoi non giungere al tuo obiettivo nel tempo sperato, oppure mai in senso assoluto.Vogliamo allenarci e studiare per diventare professionisti a 80 anni o a 25, se non prima?E' per questo che la prima cosa sta nella programmazione sistematica del lavoro che bisogna compiere, in cui giorno dopo giorno si raggiunge un piccolo risultato.Questa fase del nostro viaggio non ha bisogno necessariamente di grinta, ma di lucidità mentale, di ponderazione e serietà.<br>Una volta sbozzato il programma bisogna seguirlo.E qui cominciano i dolori.Quante volte davanti ad una grande mole di compiti si abbandona il lavoro lasciandolo incompleto, oppure ci si arrenda e si lascino incompleti gli allenamenti siano, corse ,ripetizioni o serie soltanto perchè la nostra mente cede? Qui non è solo questione di grinta, ma di principio.Puoi veramente lasciare incompleto qualcosa?Io morirei piuttosto che abbandonare alla fine (chiariamoci, una versione o ti siedi e la fai dalla prima all'ultima parola o la copi dalla prima all'ultima parola, non ci sono altre soluzioni).E' proprio la risposta a questa domanda che ti fa capire se sei pronto a continuare o se devi fare un altro passo.Prendiamo in considerazione la seconda eventualità.<br>Perchè uno molla?O ha fallito o è debole.Non credo nei giri di parole, mio padre mi ha sempre elogiato quando lo meritavo ,ma la maggior parte delle volte criticato apertamente, non crescendomi nell'illusione e tra false speranze o promesse,con la pacca sulla spalla o il premietto.Se uno vede il fallimento come una fine o un evento totalizzante o si crede dio o non ha capito nulla.E' nella natura dell'uomo fallire, le leggi matematiche e fisiche si fondano sul fallimento, le ricette sull'errore, i successi sulla follia.Bisogna accettarlo e comprendere che questo può soltanto farci migliorare.Sbagliando si impara dunque, ma occhio a non sbagliare troppe volte infatti deve esserci sempre una connessione tra mente ed errore, questo infatti va compreso e subito migliorato e questo fa la differenza tra automa e uomo pensante, tra chi si impara a memoria qualcosa e finirà a non capire nulla quando si troverà la fuori nel mondo reale, e chi ragiona e trova soluzioni e metodi.Sei limitato, non sei dio, e a meno che tu non sia un genio, devi lavorare e non comparare te stesso ad altri perchè ognuno ha le propri forze e i propri punti deboli.Quindi impara a convivere con te stesso ora che stai veramente capendo chi sei.Prima di arrivare alla fase due, quella finale, porto un esempio che sostiene l'effetto positivo degli sport in cui si allena la resistenza sulla capacità di sopportare la fatica di qualsiasi tipo essa sia: è scientificamente provato infatti come uno sport che si fondi su movimenti aerobici e quindi prolungati nel tempo abbia un impatto non soltanto sul fisico ma anche e soprattutto sulla resistenza mentale alla fatica essendo molto stressante sotto un punto di vista neurologico.Quindi lo sport non migliora soltanto il nostro fisico ma anche la nostra mente e migliorando la nostra mente ci permette di fare grandi passi in avanti nella vita scolastica, lavorativa, nonché familiare aiutandoci a gestire lo stress e la pressione.<br>Finiamo questa lezione di vita scritta da una che non ne sa proprio nulla e passiamo alla fase due: ebbene nella fase due ci vuole, la grinta, la fame, l'ossessione alla cura del dettaglio la ricerca al perfezionismo o punti alle stelle o non provarci nemmeno:forse quegli astri ai quali tu aspiri non sono la tua meta, non sono il tuo destino, forse lo sono altri, ma mira a raggiungerli, e ricorda che quel punto d'arrivo è tutt'altro che una fine ed è tutt'altro che medagliette e biografie encomiastiche o rispetto dagli impiegati, è il cammino, la costruzione della tua identità, il trionfo del tuo vero io.<br>Un uomo che ha rivoluzionato il mondo senza la benché minima conoscenza approfondita del campo in cui si fosse gettato, conducendo la vita di un hippy dipendente da crack e LSD, inventò il computer moderno, lo smartphone e internet.Cio per cui era noto era la ricerca alla perfezione infatti seppure sia risaputo che la scatola del Mac non sia smontabile, qualora noi guardassimo il contenuto vedremmo un'opera d'arte alla pari dell'esterno.Cura del dettaglio ossessione, voglia di migliorarsi il resto non conta.Stay hungry,stay foolish.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-17 14:27:40 UTC</pubDate>
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         <title>Rajesh Nicolin</title>
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         <link>https://padlet.com/sfrisopaolo/ovj5y5t8oy8g/wish/535928022</link>
         <description><![CDATA[<div>Buongiorno Professore, ha proposto due video molto significativi per me, perché in parte mi rappresentano. Mi vorrei concentrare sul secondo. Penso infatti che la Scuola di oggi si basi molto sull'importanza di andare e bene e imparare in modo giusto e con metodo, ma ritengo sia molto importante fare un bagaglio culturale e non concentrarsi sul voto o sull'essere il più bravo della classe accumulando bei voti, certo portano ad avere molte soddisfazioni, ma penso che la cosa migliore da fare sia quella di fare propri gli argomenti per poi saperli affrontare nella vita quotidiana. Inoltre sono molto d'accordo sul fatto che coloro che hanno molto talento tendono anche a non avere molta grinta;  a parer mio invece bisognerebbe avercela sempre  per vivere avendo delle vere e proprie soddisfazioni. Essendo io una persona piena di grinta ho capito in questo video che la cosa da fare  è quella di rimanere sempre costante, se si fa una scelta che può riguardare il lavoro, la scuola o anche l'amore.  Nella vita bisogna dare un senso a tutto perché nulla si fa a caso, credo che la grinta possa aiutare ognuno di noi a migliorare questo mondo; ovviamente però bisogna anche guardare in faccia la realtà, senza illudersi, ma avendo bene in mente l'obbiettivo fissato eperseguirlo. <br>Per quanto riguarda il primo filmato, si collega molto al secondo in quanto in una squadra bisogna lavorare sodo, bisogna sempre aiutarsi anche quando pensi che tutto stia andando a rotoli. Mi ha fatto rimembrare i momenti in cui entravo in campo, con tutta l'energia e l'adrenalina che mi scorreva nelle vene, pronto a dare il massimo e  a spronare  i miei compagni. Grazie per questi video le auguro una buona giornata</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-28 10:24:35 UTC</pubDate>
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