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      <title>GIORNATA DELLA MEMORIA by </title>
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      <description>Per non dimenticare</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-26 17:58:14 UTC</pubDate>
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         <title>IN BREVE</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono nella città polacca di Oświęcim, nota con il nome tedesco di Auschwitz. La scoperta del campo di concentramento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta in modo completo gli orrori del regime nazista. Con la legge 211 del 20 luglio 2000 «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio è ( …) “Giorno della memoria”, al fine di ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».<br><br>Legge 211 del 2000: <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/00211l.htm">http://www.camera.it/parlam/leggi/00211l.htm</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 18:10:36 UTC</pubDate>
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         <title>SHOAH</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Termine ebraico («tempesta devastante», dalla Bibbia, per es. Isaia 47, 11) col quale si suole indicare lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale; è vocabolo preferito a olocausto in quanto non richiama, come quest’ultimo, l’idea di un sacrificio inevitabile.</div><div>Fra il 1939 e il 1945 circa 6 milioni di Ebrei vennero sistematicamente uccisi dai nazisti del Terzo Reich con l’obiettivo di creare un mondo più ‘puro’ e ‘pulito’. Alla base dello sterminio vi fu un’ideologia razzista e specificamente antisemita che affondava le sue radici nel 19° sec. e che i nazisti, a partire dal libro Mein Kampf («La mia battaglia») di <em>A. Hitler</em> (1925), posero a fondamento del progetto di edificare un mondo ‘purificato’ da tutto ciò che non fosse ‘ariano’. Alla ‘soluzione finale’ (così i nazisti chiamarono l’operazione di sterminio) si arrivò attraverso un processo di progressiva emarginazione degli Ebrei dalla società tedesca. Le leggi di <em>Norimberga</em> del 1935 legittimarono il boicottaggio economico e l’esclusione sociale dei cittadini ebrei; dal 1938, e in particolare dalla cosiddetta ‘notte dei cristalli’ (8-9 novembre 1938, quando in tutta la <em>Germania</em> le sinagoghe furono date alle fiamme e i negozi ebraici devastati) in poi, il processo di segregazione e repressione subì un’accelerazione che sfociò nella decisione, presa dai vertici nazisti nella Conferenza di Wannsee (gennaio 1942), di porre fine alla questione ebraica attraverso lo sterminio sistematico. Lo sterminio partì dalla Germania, ma si espanse via via con le conquiste del Terzo Reich, colpendo gli Ebrei dei paesi occupati, vale a dire di quasi tutta <em>Europa</em>. Essi furono in una prima fase ‘ghettizzati’, cioè forzosamente concentrati in appositi quartieri delle città (il principale ghetto europeo, per estensione e numero di abitanti, fu quello di <em>Varsavia</em>), e in seguito deportati nei campi di concentramento e di sterminio, costruiti soprattutto in Europa orientale. Ad Auschwitz, Treblinka, Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen (ma furono decine e decine i campi disseminati in Europa, tasselli di un sistema pianificato nei minimi dettagli) giungevano ogni giorno convogli carichi di persone. Dopo la selezione iniziale, che ‘salvava’ temporaneamente coloro che erano in grado di lavorare, una parte veniva inviata direttamente verso la meta cui tutti i deportati erano infine destinati: la camera a gas. I campi di sterminio erano anche luoghi di torture, di esperimenti pseudoscientifici su cavie umane (come quelli effettuati sui gemelli di <em>J. Mengele</em>), di lavori sfiancanti e selezioni quotidiane: di tali atrocità è rimasta testimonianza nelle memorie di coloro che riuscirono a sopravvivere. Vittime dello sterminio, oltre agli Ebrei, furono anche zingari, omosessuali, testimoni<em> </em>di Geova, oppositori politici.</div><div>In Italia il regime fascista aveva emanato nel 1938 le leggi razziali che escludevano gli Ebrei dalle scuole, da molte professioni, dalla vita sociale. La deportazione e lo sterminio iniziarono dopo il settembre 1943 quando i Tedeschi occuparono l’Italia settentrionale. Le autorità della Repubblica sociale italiana collaborarono alla deportazione. Uno dei primi episodi fu il rastrellamento del ghetto di Roma il 16 ottobre 1943, nel corso del quale furono catturate oltre 1000 persone. Il campo di Fossoli, in provincia di Modena, divenne il luogo di transito verso i campi dell’Europa orientale, in cui trovarono la morte circa 8000 Ebrei italiani.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 18:29:27 UTC</pubDate>
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         <title>BAYER E GAS KILLER</title>
         <author>valeria_martelli</author>
         <link>https://padlet.com/valeria_martelli/ou9o89ftx6fz/wish/149724885</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>A parte l’eroina,riteniamo sia probabilmente ancora peggio legare il proprio nome a chi ha prodotto il <strong>gas Zyklon B</strong>, che ha ucciso milioni di persone nei campi di concentramento! Si si, la Bayer infatti all’epoca faceva parte di un gruppo di aziende, la IG Farben, che ha prodotto migliaia di scatole metalliche del gas killer Zyklon-B. Il gas originariamente fu creato da <strong>Fritz Haber</strong>, un uomo di cui la vita fu così incredibilmente patetica che <em>quasi</em> verrebbe voglia di perdonargli il fatto di aver causato indirettamente milioni di morti.</div><div>Dopo che il Haber supervisionò il primo uso dei prodotti chimici nella guerra, sua moglie per protesta si uccise nel loro giardino con il suo revolver di servizio. Una volta che Hitler salì al potere, Haber decise di rinunciare all’ebraismo per poter diventare un “bravo” nazista, solo però per poi sentirsi dire che era ancora ebreo, secondo il libro delle regole Naziste, perché sua madre era ebrea. Morì di un attacco di cuore mentre fuggiva dal paese che aveva servito per tutta la vita. Il prodotto chimico che originalmente aveva inventato per uccidere gli insetti <strong>fu usato per uccidere un certo numero di suoi parenti</strong> nei campi di concentramento.<br><br>FONTE: <a href="http://www.psichesoma.com/luca-toni-aspirina-nazismo-gas-tossico-queste-parole-non-sono-messe-cosi-per-caso/">http://www.psichesoma.com/luca-toni-aspirina-nazismo-gas-tossico-queste-parole-non-sono-messe-cosi-per-caso/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 19:07:18 UTC</pubDate>
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         <title>FILM</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>- <strong>Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg</strong> – L’industriale tedesco Oskar Schindler, in affari coi nazisti, usa gli ebrei dapprima come forza-lavoro a buon mercato, un’occasione per arricchirsi. Gradatamente, pur continuando a sfruttare i suoi intrallazzi, diventa il loro salvatore, strappando più di 1100 persone dalla camera a gas. Un’altra grande testimonianza dell’Olocausto che sarebbe rimasta insaputa, ma anche uno dei progetti più ambiziosi di Spielberg che, con il suo bianco e nero, rimarrà nella storia del cinema.<br>- <strong>La Vita è Bella (1997) di Roberto Benigni</strong> – Guido Orefice, toscano montanino ed ebreo, s’innamora sul finire degli anni ’30 della maestrina Dora, la corteggia in modi stravaganti e la sposa. Sei anni dopo sono venute le leggi razziali (1938), la guerra e le deportazioni. Guido con il figlioletto Giosuè parte per il campo di concentramento. Dora, che ebrea non è, li segue volontariamente. Per proteggere il figlio dall’orrore, Guido gli fa credere che quel che stanno vivendo è un gioco a premi con un carro armato in palio.<br>- <strong>Il Bambino con il Pigiama a Righe (2008) di Mark Herman</strong> – Bruno è un bambino di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla comoda casa di Berlino in un’area desolata. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato che lo confina nel campo di concentramento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 20:23:22 UTC</pubDate>
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         <title>LIBRI</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>- “<a href="http://ad.zanox.com/ppc/?36275411C34475902T&amp;ULP=%5B%5Bhttp://www.ibs.it/code/9788806141271/frank-anne-zzz99-goodrich/diario-di-anna-frank.html?utm_source=2217085&amp;utm_medium=Affiliazione-Zanox&amp;utm_campaign=Affiliazione-Zanox&amp;zanpid=2112626662297902080%5D%5D"><strong>Diario di Anna Frank</strong></a>” di Anna Frank</div><div>Quando Anna inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce quella della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anna ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell’esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subì tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un’immagine nuova: quella di una ragazza vera e viva, ironica, passionale, irriverente, animata da un’allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni. Uno dei libri sulla Shoah per eccellenza. Un diario che tutti dovrebbero aver letto.</div><div>- “<a href="http://ad.zanox.com/ppc/?36275411C34475902T&amp;ULP=%5B%5Bhttp://www.ibs.it/code/9788806219352/levi-primo/se-questo-e-un.html?utm_source=2217085&amp;utm_medium=Affiliazione-Zanox&amp;utm_campaign=Affiliazione-Zanox&amp;zanpid=2112626662297902080%5D%5D"><strong>Se questo è un uomo</strong></a>” di Primo Levi</div><div>Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò ‘Se questo è un uomo’ nel 1947. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, ‘Se questo è un uomo’ è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.</div><div>- “<a href="http://ad.zanox.com/ppc/?36275411C34475902T&amp;ULP=%5B%5Bhttp://www.ibs.it/code/9788807880735/uhlman-fred/amico-ritrovato.html?utm_source=2217085&amp;utm_medium=Affiliazione-Zanox&amp;utm_campaign=Affiliazione-Zanox&amp;zanpid=2112626662297902080%5D%5D"><strong>L’amico ritrovato</strong></a>” di Fred Hulman</div><div>Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. ‘L’amico ritrovato’ è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 20:48:29 UTC</pubDate>
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         <title>INIZIATIVE</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.riminitoday.it/eventi/giorno-memoria-universita-aperta-rimini-27-28-gennaio-bauman.html">http://www.riminitoday.it/eventi/giorno-memoria-universita-aperta-rimini-27-28-gennaio-bauman.html</a><br><br><a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/01/26/news/milano_non_dimentica_mobilitazione_per_la_giornata_della_memoria-156954038/#gallery-slider=156705745">http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/01/26/news/milano_non_dimentica_mobilitazione_per_la_giornata_della_memoria-156954038/#gallery-slider=156705745</a><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 21:06:38 UTC</pubDate>
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         <title>LA STAMPA. NO ALL&#39;INDIFFERENZA PER NON ESSERE COMPLICI DI NUOVI RAZZISMI</title>
         <author>valeria_martelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>“Giornata della Memoria”, Sant’Egidio: no all’indifferenza per non essere complici di nuovi razzismi</div><div>La Comunità: valorizzare solidarietà e inclusione sociale per creare una nuova cultura</div><div> </div><div>Pubblicato il 26/01/2017</div><div>Ultima modifica il 26/01/2017 alle ore 10:29</div><div><br></div><div>A 72 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il ricordo dell’orrore e dell’abisso causato dall’antisemitismo e dalla predicazione dell’odio razziale è «particolarmente importante in questo passaggio storico per l’Europa e il mondo intero». dichiara la Comunità di Sant’Egidio. La «Giornata della Memoria» – che si celebrerà domani - è un «evento ancora più sentito proprio nel momento in cui va scomparendo la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah». </div><div>Ma «non può limitarsi ad un esercizio passivo. Troppa indifferenza di fronte ai nuovi atti di intolleranza e di razzismo, che vediamo riprodursi anche nel continente che conobbe il sorgere del nazismo, rischia di creare una pericolosa complicità». Si devono invece «valorizzare gli atti di solidarietà, integrazione e inclusione sociale a favore dei più deboli e discriminati, che vedono protagonisti già tanti cittadini in Italia». Occorre «moltiplicarli per creare una nuova cultura e trasmetterla alle giovani generazioni. È il modo migliore per celebrare la Giornata della Memoria e impegnarci per costruire una civiltà del convivere in cui ci sia spazio per tutti». <br><br>lastampa.it</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 21:11:31 UTC</pubDate>
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         <title>GHETTO DI VARSAVIA</title>
         <author>valeria_martelli</author>
         <link>https://padlet.com/valeria_martelli/ou9o89ftx6fz/wish/149771926</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalle strade di Varsavia il giornalista Enzo Biagi, con l’aiuto di filmati ed immagini d’archivio, ricostruisce la vita nel ghetto ebraico, area che i nazisti demarcarono e separarono, con un muro alto tre metri, dal resto della capitale polacca il 15 novembre 1940.<br>Si calcola che prima della seconda guerra mondiale vivessero a Varsavia e dintorni cinquecentomila ebrei, i quali vennero interamente trasferiti e costretti a vivere stipati nei piccoli appartamenti compresi nei tre chilometri quadrati del getto. Qui i tedeschi li costringevano a lavori servili, esponendoli spesso al pubblico ludibrio. Moltissimi morirono, tra il 1940 e il 1941, per fame, per l’estenuante lavoro e per le precarie condizioni igieniche. <br>Nell’estate del 1942, i tedeschi decisero la costruzione del campo di sterminio di Treblinka, posto in una foresta a cento chilometri da Varsavia. Già nel settembre del 1942, duecentomila ebrei vi furono deportati. Di fronte alla minaccia della deportazione totale e della liquidazione del ghetto, gli ebrei organizzarono, nell’aprile del 1943, una insurrezione armata che durò tre settimane. La rivolta venne domata nel sangue dai nazisti, i quali uccisero tutti i capi della rivolta e distrussero la sinagoga del ghetto, di fatto da quel momento ridotto a un cumulo di macerie.<br><br><a href="http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-questione-ebraica-il-ghetto-di-varsavia-seconda-guerra-mondiale/4834/default.aspx">http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-questione-ebraica-il-ghetto-di-varsavia-seconda-guerra-mondiale/4834/default.aspx</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-26 21:48:16 UTC</pubDate>
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